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. Pedone
. Favo
. Mundula
. Bono
. -

Stadio Pierluigi Penzo

Paganti

6.000

Angoli

4 - 4

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Nebbia

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23 febbraio 2001 - 24a. giornata andata " Stadio P. Penzo"

Maniero 24°
Foglio 43°
-

Russo 84°
-
-

2

1

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Rossi . 1 . Storari
Foglio 2 Mundula
Luppi 3 Parlato
Pavan 4 DouDou
Pedone 5 Favo
Morrone 6 Montervino
Maini 7 Agostini
Marasco 8 Albino
Valtolina 9 Russo
Bazzani 10 Parente
Maniero 11 Vieri
Brivio . 12 . Cerioni
Sotgia 13 Nocera
Berg 14 De Palma
Rukavina 15 Bono
Maldonato 16 Castiglione
Da Silva 17 Sassarini
Di Napoli 18 Baggio
Valtolina 77° . 1 . Agostini 46°
Maniero 77° 2 Montervino 60°
- 3 Parente 65°
Da Silva . 1 . Castiglione
Di Napoli 2 Bono
- 3 De Palma

Prandelli

. .

Brini

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di Luciano Marrone:

L’Ancona si perde tra la "nebbia" del Penzo e le maschere del Carnevale veneziano.

Sono circa le 21.00 quando riusciamo ad entrare allo stadio Pierluigi Penzo di Venezia, la partita è iniziata da pochi minuti per un improvviso calo di nebbia sulla laguna veneziana. Entriamo infreddoliti (dopo aver affrontato il tragitto dal terminale del Tronchetto all’isola di S.Elena) nella tribuna centrale del "Penzo", una vecchia tribuna stile 700, il tempo di sedersi e ci ritroviamo improvvisamente sotto di un gol, che dire …cominciamo bene!!. Tutto nasce da una mischia all’interno dell’aria di rigore dorica, un batti e ribatti di palla che finisce sulla scarpa di Pippo Maniero, un gioco da ragazzi buttare dentro il gol dell’uno a zero per il Venezia. L’Ancona cerca di reagire al colpo, e in parte ci riesce, un slalom di Pietro Parente in area veneziana semina il panico tra i lagunari, ma il suo tiro finisce per rimbalzare sul portiere Rossi uscito alla disperata. Nuova discesa del Venezia che guadagna un calcio di punizione dal limite dell’aria, la barriera dorica si prepara per interferire al tiro di Foglio, il giocatore da un rapido sguardo al suo allenatore che gli indica dove mettere la palla, tira al fischio dell’arbitro ed è Gol, incrocio dei pali alla destra di Storari impossibile prenderlo, è un autentico capolavoro. E’ il 43° e l’Ancona perde per 2 a 0, i Veneti hanno creato due azioni in tutti i 45 minuti di gioco del primo tempo e hanno raccolto due gol.In sintesi la partita del Venezia finisce qui, il secondo tempo inizia sotto una fitta nebbia creata dalla tifoseria lagunare, che all’ingresso delle squadre in campo per disputare il secondo tempo ha acceso diversi fumogeni per la coreografia, risultato? Si inizia con dieci minuti di ritardo per poi interrompere di nuovo il matc per altri cinque minuti, era impossibile vedere il campo per la fitta coltre di fumo mista a nebbia che era scesa nel terreno di gioco. Brini effettua le prime sostituzioni, leva Agostini inserisce Castiglione sulla fascia per cercare di dare più consistenza alla manovra dorica, entra in campo anche Bono al posto di Montervino, e Parente esce per far posto a De Palma. Proprio l’inserimento di quest’ultimo da una svolta alla partita, Vieri scende sulla sinistra, entra in area, scarica il suo tiro che chiama il portiere Rossi ad effettuare un autentico miracolo, ma sulla respinta arriva De Palma che tira d’istinto verso la porta veneziana, Russo intercetta inconsapevolmente la palla e la butta dentro. Due a uno, assalto forsennato dei giocatori dorici, mancano cinque minuti al novantesimo, ma c’è da recuperare i circa sette minuti per sospensione, quindi ancora 12 da giocare. Il Venezia trema, per un attimo ha la sensazione che l’incontro gli stia sfuggendo di mano, proprio allo scadere è ancora il portiere veneto che compie l’ennesimo miracolo salvando un autentico autogol. Arrivando lassù, nell’angolino in alto , dove l’Ancona ha perso l’incontro in laguna per 2 a 1 tra nebbia, fumogeni e …le maschere del carnevale veneziano.

 

La partita raccontata in dialetto anconetano.
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