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Luciano Marrone: L'Ancona vince per Pieroni
ma....sopratutto per Ambretta
In una giornata tipicamente
primaverile, la temperatura era di 19 gradi, lAncona di mister Brini si sbarazza
della terza in classifica con un secco 3 a 1. In settimana, avevamo letto sui giornali
locali del malumore che cera tra il Patron Ermanno Pieroni e i giocatori dorici, che
a suo dire non onoravano al meglio la maglia che indossavano. Molti di noi hanno pensato,
"questo é pazzo!!", tutte quelle voci era pura fantasia, in molti abbiamo detto
che non era il caso di intervenire così bruscamente sui giocatori, che a nostro avviso
stanno disputando un discreto campionato. Ma
il Gran Maestro aveva intuito che a
tutto lambiente serviva una forte scossa, perché il campionato non è ancora finito
e non bisogna assolutamente riposarsi sugli allori. Daltronde le ultime prestazioni
sottotono avevano fatto scattare lallarme alla Dirigenza dorica. Veniamo alla
partita; Forse non è stata lAncona vista contro la Salernitana, oppure quella
contro la Ternana, ma una cosa è certa quella vista oggi ha badato al risultato, e come
ha detto Mister Brini alla fine della gara contro la Sampdoria - preferisco giocare male
ma vincere che giocare bene e perdere - , oggi è stato di parola. Prima dellinizio
della partita, il Capitano Gianfranco Parlato è andato a depositare un mazzo di fiori
sotto allo striscione esposto in gradinata per ricordare la scomparsa di Ambretta Veroli,
un lungo applauso ha fatto da testimone alla manifestazione daffetto che tutti gli
sportivi anconetani hanno avuto per questo "Personaggio" storico che non
cè più, nelloccasione i tifosi hanno fatto una raccolta di fondi pro
Istituto Beniamini di Falconara M. domani daremo il risultato della raccolta che sembra
aver raggiunto una quota ragguardevole. Primi calci di studio tra le due squadre, il
Cosenza ha nelle sue file giocatori di tutto rispetto come Lentini (ex dorico), Zampagna
(anche lui ex), Pisano, Savoldi, e Giandebiaggi. LAncona risponde con un insolita
formazione, o meglio Brini mischia di nuovo le carte e inserisce DouDou più avanzato,
quasi come centrocampista, in difesa Mundula al posto Peccarisi che è infortunato,
Parlato e Guastalvino, mentre a centrocampo preferisce De Palma al posto di Favo che resta
in panchina. LAncona si fa subito pericolosa tanto che allottavo va subito in
vantaggio con un azione personale di Max Vieri, da centrocampo scende sulla destra, salta
due giocatori, entra in area e tira senza nemmeno guardare la porta, è certo che la palla
entrerà in rete. Dopo questo gol i dorici sembrano calare di tensione, tanto che il
Cosenza cerca di impensierire Storari in diverse occasioni ma senza nessun esito. Inizia
il secondo tempo, Brini si accorge che DouDou avanzato non è una buona scelta, del resto
il senegalese si è trovato diverse volte in difficoltà in un ruolo che non è il suo e
ha collezionato anche un cartellino giallo, lo rimette in difesa dove certamente si trova
meglio di prima. Ma il Cosenza agguanta il pareggio proprio nei primi minuti della
ripresa, su calcio di punizione (una specie di calcio dangolo ravvicinato) sbuca la
testa di Zampagna che insacca la porta di Storari. Poi i calabresi iniziano a credere che
possono fare di più, spingono sempre di più, vogliono vincere lincontro per
consolidare lottima posizione in classifica. LAncona per un attimo barcolla,
sarrocca in difesa cerca di arginare in tutte le maniere le sfuriate del Cosenza. Ma
i dorici colpiscono ancora, micidiale contropiede dellAncona, in area viene
atterrato Vieri, larbitro Gabriele di Frosinone decreta la massima punizione,
Parente sigla il suo ottavo centro stagionale portando lAncona di nuovo in vantaggio
per 2 a 1. Mutti cerca ancora di correre ai ripari, sostituisce uno spento Lentini, al suo
posto entrerà De Francesco, esce anche Altomare per far posto Pisano, ma la musica non
cambia nemmeno con l'inserimento di Savoldi (Figlio d'arte), anzi due minuti più tardi ci
pensa Giandebiaggi a rovinare i piani di mister Mutti che si fa espellere per fallo di
reazione su De Palma. Sul finire Marcello Albino effettua una delle sue prodezze,
inventandosi una punizione da cineteca che fissa il risultato sul definitivo 3 a 1. Brini
sarà soddisfatto, lAncona non brilla ma vince - daltronde era questo che
voleva. |