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di Luca Frezzotti

Una bella accoglienza per la sessantina di tifosi anconetani che hanno raggiunto Crotone dopo un viaggio estenuante. Gli attriti della scorsa stagione non hanno rotto il bel rapporto che c’è tra la tifoseria dorica e quella crotonese. In curva con i circa sessanta eroi anconetani c’ erano anche dieci tifosi del Cosenza che hanno accompagnato i sostenitori dell’Ancona allo Scida.

A suggellare il rapporto di amicizia tra calabresi e dorici c’è stato un rinfresco, a base di panini e bibite, che si è tenuto nel parcheggio dello stadio prima della partita.
Una bella iniziativa apprezzata soprattutto da quei tifosi biancorossi che ancora non avevano mangiato. Un po’ meno per chi si era già riempito lo stomaco. Dopo l’amichevole, e più che apprezzabile, incontro culinario i tifosi si sono trasferiti sugli spalti per la classica esposizione degli striscioni:
Collettivo, Rebels, The Warriors, Confusi e felici e Vecchia Guardia. Poi la gara chiusasi con un successo dei padroni di casa che non rende giustizia alla squadra di Brini. La conferma ci arriva da Fabrizio giunto a Crotone con un mezzo proprio, un pulmino da nove posti: «Meritavamo il pareggio inizia Fabrizio e la sconfitta ci lascia con l’amaro in bocca.
Secondo me il rigore non era così evidente e l’arbitro l’ ha concesso con troppa fretta. Anche l’espulsione di Albino è stata frutto di una decisione affrettata da parte dell’arbitro. A parte questo devo dire che la nostra squadra ha lottato fino all’ultimo e un punto sarebbe stato il giusto premio».
Molte ore ancora prima del ritorno a casa ma le otto ore, al momento del contatto (ore 18.30), non spaventano il nostro tifoso: «Non sarà questa conclude Fabrizio la trasferta più lunga che faremo in questa stagione. Sicuramente arriveremo anche in Sardegna. Le lunghe distanze non ci spaventano per niente».
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di Guido Montanari

Fabio Brini ci aveva fatto la bocca a questo pareggio. Forse il più arrabbiato in atto il clan biancorosso è proprio lui: il mister di Porto San‘Elpidio si concede ai giornalisti non prima di aver chiarito con toni piuttosto accesi una polemica che risale all’anno scoro: i colleghi locali lo circondano chiedendogli lumi su alcune sue dichiarazioni riguardo al trattamento ricevuto allo "Scida" nello scorso campionato. dichiarazioni fatte tempo fa e riprese dal mister in settimana alla vigilia della partita di ieri. Mister. perché lei ce l’ ha con il Crotone?, gli chiedono a bruciapelo. "Io non ce l’ ho con nessuno ribatte deciso e piuttosto alterato il mister dorico, ho soltanto detto che nella passata stagione qui, sia sugli spalti che in campo, trovammo un ambiente particolarmente ostile. Furono travisate o distorte alcune mie dichiarazioni (e posso portarvi i testimoni) e il risultato fu quello. Quest’anno invece è andato tutto liscio ed anche il pubblico di Crotone si è dimostrato degno della serie B, a parte i soliti bifolchi che però sono in tutti gli stadi d’Italia". Chiusa la polemica, Brini comincia ad analizzare la partita e lo fa partendo dagli episodi salienti: "Sarebbe meglio che sull’espulsione di Albino e sul rigore di Fialdini non dicessi niente... Non voglio commentare le decisioni dell’arbitro. Se. quello che ha fatto Albino meritava l’espulsione... si lascia però sfuggire il mister. Comunque non meritavamo questa sconfitta, la squadra mi è piaciuta anche oggi e nei primi venti-venticinque minuti ha dominato la gara senza però trovare, a differenza delle ultime due partite, il guizzo sotto rete. E se non segni, poi ti puniscono: questa è la serie B, ormai lo sappiamo bene". Brini non si nasconde: "Forse dopo la vittoria sulla Salernitana ci eravamo un po’ illusi, e invece come vedete c’è molto da lavorare soprattutto sulla convinzione e sulla continuità. Questi risultati alterni che stiamo collezionando testimoniano che ancora ci manca qualcosa, soprattutto qui dentro (e indica con il dito la testa, ndr). Come gioco, ripeto, non posso lamentarmi, ma a volte non riusciamo a dare continuità alle nostre prestazioni. Certo che se non era giusto il pari oggi.... Brini parla di "illusione" per l’exploit con la Salernitana di domenica scorsa, una euforia che potrebbe aver contagiato la squadra? "No, questo assolutamente no replica perché anche oggi ho visto tanta applicazione, tanta generosità e poche giocate da prime donne. No, vi assicuro che la testa qui non se l’era montata nessuno. Come adesso non ci abbattiamo di certo per questa battuta d’arresto. Continueremo a lavorare per migliorarci sempre di più". Oggi riposo assoluto e domani pomeriggio l’Ancona riprende gli allenamenti al vecchio "Dorico" in vista del match casalingo col Genoa.


di Giuseppe Romano

Abbastanza sereno e fiducioso alla vigilia, Fabio Brini ha cambiato tono al termine della partita, parecchie cose non gli sono andate giù. L’amarezza è evidente: «Abbiamo giocato una buona gara e perdere su una sola azione, tra l’altro discutibile, è molto riduttivo. La serie B è questa. L’equilibrio diventa fondamentale, soprattutto la concretezza che, purtroppo è venuta meno, quando abbiamo creato qualcosa di buono. Forse domenica, la vittoria schiacciante sulla Salernitana ci ha un po’ illusi».Il rigore non gli è andato giù: «E’ inutile commentare il rigore e le due espulsioni. Di certo è che l’Ancona non meritava la sconfitta. il rammarico c’è, per quanto ha fatto il Crotone. Sono contento, invece, per quanto hanno espresso in campo i miei ragazzi». Dopo i primi venti minuti là partita è stata abbastanza equilibrata. «In campo c’è anche un avversario. In questo caso il Crotone che veniva da risultati importanti. Per questo dico che il pareggio sarebbe stato più giusto». Il presidente Gaetti ha rimarcato la sportività e l’accoglienza avuta in città. Sabato sera è stato ospite dei presidente della provincia crotoniate, Carmine Taiarico, «Già dallo scorso anno portavo un buon ricordo». La partita non gli ha dato le soddisfazioni che si aspettava. Appare, però, ugualmente sereno: «Non cambia nulla. Sapevo perfettamente le insidie che questa partita nascondeva. Tuttavia, debbo dire che la prima mezz’ora la gara è stata bella, giocata alla grande da ambo le squadre». C’è qualcosa che si poteva fare e non si è fatto? «Non ci sono appunti negativi per nessuno della mia squadra. Hanno dato tutto quello che potevano. Anzi, quando la partita si è messa sul piano "fisico", l’Ancona ha risposto bene. Ché la partita l’abbia decisa un rigore, questo la dice lunga. Sulla validità della massima punizione non voglio pronunciarmi. Dalla mia posizione non ho raccolto gli elementi per poter giudicare l’azione. Se l’arbitro lo ha concesso vuoi dire che c’era». Pensa che le espulsioni abbiamo turbato gli equilibri e la partita? «Sarebbe utile se le gare finissero undici contro undici. Fra l’altro, l’espulsione dell’Ancona si è verificata per un doppio fallo che poteva essere evitato. Con l’espulsione dei giocatore dei Crotone, gli spazi sono aumentati e, sull’entusiasmo del gol, il Crotone ha moltiplicato le sue forze. Ma penso che l’Ancona abbia giocato abbastanza bene, anche se con poca lucidità negli ultimi minuti».


di Mimmo Cugini

Il pareggio non fa per l’Ancona e lo Scida continua a essere uno stadio tabù per i dorici. Niente da fare, l’Ancona incassa la quarta sconfitta in trasferta, eppure era una partita che nel primo tempo la squadra di Brini ha dato l’impressione di poter gestire tranquillamente. Invece un calcio di rigore concesso da Gabriele e trasformato da Ambrosi dà i tre punti al Crotone. Episodio molto dubbio sul quale in casa biancorossa quasi nessuno alza la voce, forse perché la posizione di classifica è ancora tranquilla. A noi è sembrato che Russo fosse in ritardo su Fialdini, ma anche che l’esterno di centrocampo del Crotone abbia cercato le gambe del biancorosso. E Gabriele probabilmente ha visto che era rigore, anche se non tutti i direttori di gara adottano lo stesso metro e il fischietto di Frosinone oltretutto ci ha pensato su un attimo prima di fischiare la massima punizione che ha di fatto deciso l’incontro. La partita ha svoltato così dalla parte del Crotone, che prima aveva fatto poco, troppo poco, di fronte a un pubblico come al solito straripante di entusiasmo. Ti aspetti l’assalto dei rossoblu calabresi e invece è l’Ancona che fa la partita. Sembra quasi timorosa la squadra di Papadopulo, mentre quella di Brini affronta la gara con grande sicurezza. Del resto le due vittorie consecutive sono state un’iniezione di morale notevole per la squadra dorica. Come previsto vanno in .campo gli stessi undici che hanno messo sotto prima il Pescara e poi la Salernitana. Parente e Corallo giocano qualche metro più indietro di Baggio che si muove molto su tutto il fronte d’attacco. Papadopulo sceglie di tenere basso il ritmo, poco pressing e i ragionatori dell’ Ancona nella prima parte della partita vanno a nozze, mentre Fialdini che si muove molto e spesso cambia fascia non riesce a essere decisivo come in molte altre occasioni. L’Ancona cerca di spingere sulla destra, l’asse Montervino Parente è ormai collaudato e non caso le prime occasioni della partita vengono proprio da quella zona di campo. Però l’Ancona trova Cesaretti sulla sua strada, l’ex portierò nega il gol a Parente e Baggio. Il Crotone cerca di innescare Ambrosi e Deflorio, ma sceglie i latici lunghi dalle retrovie. Una manna per i difensori biancorossi che sui palloni alti hanno almeno una ventina di centimetri di vantaggio sugli avversari. Per Storari c’è poco lavoro, soltanto un paio di conclusioni dalla distanza e l’impressione che soltanto qualche distrazione della retroguardia dorica può rendere pericoloso un attacco rossoblu molto fatiScente. Sembra abbastanza agevole il controllo della partita per l’Ancona, ma dopo i primi 25 minuti la partita si spegne e visto che il Crotone aveva fatto pochissimo sin dall’inizio resta da capire perché l’Ancona decida di rallentare quando la retroguardia calabrese sembrava sul punto di capitolare. Merito in parte anche del Crotone che nel secondo tempo diventa più aggressivo, cerca di sfruttare l’espulsione di Albino per doppia ammonizione (Brini toglie subito Baggio inserendo Bono a centrocampo) ma poi resta a sua volta in dieci per una sciocchezza di Aronica che colpisce Parente sotto gli occhi del guardalinee. Sembra ormai scontato il nulla di fatto quando il Crotone pesca il jolly sotto forma di un rigore che Ambrosi realizza con grande freddezza. Il disperato assalto dell’Ancona non porta molto, Cesaretti sulle uscite alte domina e l’attacco biancorosso dopo l’uscita di Baggio per esigenze tattiche non ha molte frecce. Brini prova con gli esterni Rizzo e Castiglione, ma stavolta non c e niente da fare e lo Scida continua a essere tabù per i biancorossi che in tre occasioni è stata sempre sconfitta dai calabresi. Una vittoria dei padroni di casa che gli permette inoltre di agganciare in classifica proprio i biancorossi che fuori dal Cònero hanno rimediato un poker di sconfitte. La squadra di Brini da domani dovrà pensare a come superare il Genoa per poter riprendere il suo cammino.


di Luigi Saporito

«Se fosse terminata in parità penso che nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo». Sono le parole di Francesco Nocera che la partita l’ ha vista dalla panchina. «Nel primo tempo noi abbiamo ampiamente dimostrato di poter andare in vantaggio ma alla fine abbiamo confermato la regola che su questo campo non bisogna mai fidarsi del Crotone. Ha avuto questo colpo di fortuna la formazione calabrese, c’è stato questo rigore che, a dire la verità dalla panchina non si è visto molto, per cui abbiamo perso una partita che potevamo tranquillamente pareggiare». Visto che lei stava in panca è’ stato testimone di tutte e due le espulsioni avvenute su quella fascia... «Quella di Albino mi è sembrata eccessiva perché una spinta con le mani non è un fallo grave. Quella di Aronica invece è stata più eclatante perché con una gomitata ha cercato di colpire Parente. Infatti il guardalinee lo ha visto perché era vicino e l’ ha segnalata all’arbitro. Per il resto ci spiace uscire sconfitti per un calcio di rigore. Avrei preferito perderla in altro modo perché così l’amaro in bocca resta». Restando sul rigore il replay televisivo ammetterebbe un fallo di Russo che avrebbe alzato la gamba... «Ma Fialdini è un furbo e in quel caso lì è riuscito a farla franca». Ma l’Ancona che vince a Pescara e batte largamente la Salernitana poteva osare di più. Bene solo la prima mezz‘ora e poi cosa è successo? «Ho visto una buona Ancona afferma Nocera forse c’è mancata la zampata vincente perché a Pescara siamo stati cinici. Oggi non è successo e abbiamo perso la partita». Corallo a Crotone conserva un buon ricordo per aver segnato due stagioni or sono quando giocava con la Nocerina... «E’ vero, vincemmo e anche oggi speravo in un exploit ma questo non è successo perché c’è stato l’episodio del rigore che ci ha condannato ma bisogna dare merito al Crotone che ha giocato una buona partita». Calabria amara, dopo la sconfitta di Cosenza anche questa di Crotone... «Due partite zero punti. Anche a Cosenza ci fu un episodio negativo che ci condannò come avvenuto anche in questa circostanza. Che maledizione». Il rigore come l’ ha visto? «Molto dubbio perché Fialdini è stato bravo a rubare il tempo a Russo. L’arbitro ha fischiato e buon per il Crotone che sia finita così». Nella discussione interviene Montervino che non ha dubbi: «Il rigore? Un’invenzione assolutamente inesistente. Stavo li a meno di sei metri da Russo e Fialdini e ho visto che il crotonese ha saltato sulla gamba di Russo da una distanza non inferiore al mezzo metro. Mi viene il dubbio anche se ci sia stato contatto tra i due e credo che il rigore non ci fosse proprio». Il diretto interessato Russo è laconico... «Bravo Fialdini. Ha cercato e ottenuto quello che cercava. Io l’ ho solo contrastato ed è stato lui che ha cercato la mia gamba. Bravo, complimenti per il rigore e per la vittoria».


di Nicola Mastri

Lo si era detto ancor prima di giocarla, e in effetti questa Crotone - Ancona si è dimostrata quella partita ostica e piena di trabocchetti che si era prospettata già alla vigilia. Infatti l'Ancona tiene banco per gran parte del primo tempo, schiacciando a lungo la squadra calabrese nella loro trequarti, imponendo il proprio gioco fatto di geometrie e lanci in verticale (soprattutto del giovane regista Agostini) ma anche di sovrapposizioni e raddoppi sulle fasce quando necessario. In questi minuti il team dorico prova spesso a buttare il pallone in rete, varie volte con Baggio, forse il meno deconcentrato in attacco, ma anche con Parente e Albino, però trovandosi sempre di fronte un certo Cesaretti, che noi ben conosciamo, che mette il lucchetto alla propria porta. Poi cala il ritmo, soprattutto a livello mentale, e la partita assume maggiore equilibrio con il Crotone che ne approfitta e tenta di passare in vantaggio. Nel secondo tempo poi la squadra rossoblu entra in campo con maggiore convinzione e idee più chiare, perciò è lei che fa la partita e che tenta ancora di sbloccarla più volte, anche se nel complesso si può dire che Storari svolge per lo più la sua ordinaria amministrazione. La seconda frazione si svolge in questa maniera perché dapprima con l'espulsione del dorico Albino (forse un po' troppo severa la decisione del signor Gabriele) l'Ancona si trova in inferiorità numerica poi, una volta ristabilita anche la parità numerica, il Crotone va in vantaggio con un dubbio rigore per fallo (?) di Russo su Fialdini che butta giù un po' i biancorossi. Alla fine, nonostante in campo ci sia solamente una punta vera, l'Ancona prova ad agguantare con il cuore e con la grinta il pareggio, che sarebbe comunque stato senza dubbio il risultato più giusto, ma tutto questo si spegne con la parata di Cesaretti su colpo di testa di Peccarisi al 88°. Così i circa 60 tifosi dorici, giunti con mezzi propri nella lontana Calabria, se ne tornano a casa piuttosto sconsolati e con parecchio rammarico per un rigore che cancella ogni speranza di sfatare il tabù chiamato "Scida" di Crotone.

 

La partita raccontata in dialetto anconetano.
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