| di Guido Montanari Fabio Brini ci aveva fatto la bocca a questo pareggio.
Forse il più arrabbiato in atto il clan biancorosso è proprio lui: il mister di Porto
SanElpidio si concede ai giornalisti non prima di aver chiarito con toni piuttosto
accesi una polemica che risale allanno scoro: i colleghi locali lo circondano
chiedendogli lumi su alcune sue dichiarazioni riguardo al trattamento ricevuto allo
"Scida" nello scorso campionato. dichiarazioni fatte tempo fa e riprese dal
mister in settimana alla vigilia della partita di ieri. Mister. perché lei ce l ha
con il Crotone?, gli chiedono a bruciapelo. "Io non ce l ho con nessuno ribatte
deciso e piuttosto alterato il mister dorico, ho soltanto detto che nella passata stagione
qui, sia sugli spalti che in campo, trovammo un ambiente particolarmente ostile. Furono
travisate o distorte alcune mie dichiarazioni (e posso portarvi i testimoni) e il
risultato fu quello. Questanno invece è andato tutto liscio ed anche il pubblico di
Crotone si è dimostrato degno della serie B, a parte i soliti bifolchi che però sono in
tutti gli stadi dItalia". Chiusa la polemica, Brini comincia ad analizzare la
partita e lo fa partendo dagli episodi salienti: "Sarebbe meglio che
sullespulsione di Albino e sul rigore di Fialdini non dicessi niente... Non voglio
commentare le decisioni dellarbitro. Se. quello che ha fatto Albino meritava
lespulsione... si lascia però sfuggire il mister. Comunque non meritavamo questa
sconfitta, la squadra mi è piaciuta anche oggi e nei primi venti-venticinque minuti ha
dominato la gara senza però trovare, a differenza delle ultime due partite, il guizzo
sotto rete. E se non segni, poi ti puniscono: questa è la serie B, ormai lo sappiamo
bene". Brini non si nasconde: "Forse dopo la vittoria sulla Salernitana ci
eravamo un po illusi, e invece come vedete cè molto da lavorare soprattutto
sulla convinzione e sulla continuità. Questi risultati alterni che stiamo collezionando
testimoniano che ancora ci manca qualcosa, soprattutto qui dentro (e indica con il dito la
testa, ndr). Come gioco, ripeto, non posso lamentarmi, ma a volte non riusciamo a dare
continuità alle nostre prestazioni. Certo che se non era giusto il pari oggi.... Brini
parla di "illusione" per lexploit con la Salernitana di domenica scorsa,
una euforia che potrebbe aver contagiato la squadra? "No, questo assolutamente no
replica perché anche oggi ho visto tanta applicazione, tanta generosità e poche giocate
da prime donne. No, vi assicuro che la testa qui non se lera montata nessuno. Come
adesso non ci abbattiamo di certo per questa battuta darresto. Continueremo a
lavorare per migliorarci sempre di più". Oggi riposo assoluto e domani pomeriggio
lAncona riprende gli allenamenti al vecchio "Dorico" in vista del match
casalingo col Genoa.
di Giuseppe Romano
Abbastanza sereno e fiducioso alla
vigilia, Fabio Brini ha cambiato tono al termine della partita, parecchie cose non gli
sono andate giù. Lamarezza è evidente: «Abbiamo giocato una buona gara e perdere
su una sola azione, tra laltro discutibile, è molto riduttivo. La serie B è
questa. Lequilibrio diventa fondamentale, soprattutto la concretezza che, purtroppo
è venuta meno, quando abbiamo creato qualcosa di buono. Forse domenica, la vittoria
schiacciante sulla Salernitana ci ha un po illusi».Il rigore non gli è andato
giù: «E inutile commentare il rigore e le due espulsioni. Di certo è che
lAncona non meritava la sconfitta. il rammarico cè, per quanto ha fatto il
Crotone. Sono contento, invece, per quanto hanno espresso in campo i miei ragazzi». Dopo
i primi venti minuti là partita è stata abbastanza equilibrata. «In campo cè
anche un avversario. In questo caso il Crotone che veniva da risultati importanti. Per
questo dico che il pareggio sarebbe stato più giusto». Il presidente Gaetti ha rimarcato
la sportività e laccoglienza avuta in città. Sabato sera è stato ospite dei
presidente della provincia crotoniate, Carmine Taiarico, «Già dallo scorso anno portavo
un buon ricordo». La partita non gli ha dato le soddisfazioni che si aspettava. Appare,
però, ugualmente sereno: «Non cambia nulla. Sapevo perfettamente le insidie che questa
partita nascondeva. Tuttavia, debbo dire che la prima mezzora la gara è stata
bella, giocata alla grande da ambo le squadre». Cè qualcosa che si poteva fare e
non si è fatto? «Non ci sono appunti negativi per nessuno della mia squadra. Hanno dato
tutto quello che potevano. Anzi, quando la partita si è messa sul piano
"fisico", lAncona ha risposto bene. Ché la partita labbia decisa un
rigore, questo la dice lunga. Sulla validità della massima punizione non voglio
pronunciarmi. Dalla mia posizione non ho raccolto gli elementi per poter giudicare
lazione. Se larbitro lo ha concesso vuoi dire che cera». Pensa che le
espulsioni abbiamo turbato gli equilibri e la partita? «Sarebbe utile se le gare
finissero undici contro undici. Fra laltro, lespulsione dellAncona si è
verificata per un doppio fallo che poteva essere evitato. Con lespulsione dei
giocatore dei Crotone, gli spazi sono aumentati e, sullentusiasmo del gol, il
Crotone ha moltiplicato le sue forze. Ma penso che lAncona abbia giocato abbastanza
bene, anche se con poca lucidità negli ultimi minuti».
di Mimmo Cugini
Il pareggio non fa per
lAncona e lo Scida continua a essere uno stadio tabù per i dorici. Niente da fare,
lAncona incassa la quarta sconfitta in trasferta, eppure era una partita che nel
primo tempo la squadra di Brini ha dato limpressione di poter gestire
tranquillamente. Invece un calcio di rigore concesso da Gabriele e trasformato da Ambrosi
dà i tre punti al Crotone. Episodio molto dubbio sul quale in casa biancorossa quasi
nessuno alza la voce, forse perché la posizione di classifica è ancora tranquilla. A noi
è sembrato che Russo fosse in ritardo su Fialdini, ma anche che lesterno di
centrocampo del Crotone abbia cercato le gambe del biancorosso. E Gabriele probabilmente
ha visto che era rigore, anche se non tutti i direttori di gara adottano lo stesso metro e
il fischietto di Frosinone oltretutto ci ha pensato su un attimo prima di fischiare la
massima punizione che ha di fatto deciso lincontro. La partita ha svoltato così
dalla parte del Crotone, che prima aveva fatto poco, troppo poco, di fronte a un pubblico
come al solito straripante di entusiasmo. Ti aspetti lassalto dei rossoblu calabresi
e invece è lAncona che fa la partita. Sembra quasi timorosa la squadra di
Papadopulo, mentre quella di Brini affronta la gara con grande sicurezza. Del resto le due
vittorie consecutive sono state uniniezione di morale notevole per la squadra
dorica. Come previsto vanno in .campo gli stessi undici che hanno messo sotto prima il
Pescara e poi la Salernitana. Parente e Corallo giocano qualche metro più indietro di
Baggio che si muove molto su tutto il fronte dattacco. Papadopulo sceglie di tenere
basso il ritmo, poco pressing e i ragionatori dell Ancona nella prima parte della
partita vanno a nozze, mentre Fialdini che si muove molto e spesso cambia fascia non
riesce a essere decisivo come in molte altre occasioni. LAncona cerca di spingere
sulla destra, lasse Montervino Parente è ormai collaudato e non caso le prime
occasioni della partita vengono proprio da quella zona di campo. Però lAncona trova
Cesaretti sulla sua strada, lex portierò nega il gol a Parente e Baggio. Il Crotone
cerca di innescare Ambrosi e Deflorio, ma sceglie i latici lunghi dalle retrovie. Una
manna per i difensori biancorossi che sui palloni alti hanno almeno una ventina di
centimetri di vantaggio sugli avversari. Per Storari cè poco lavoro, soltanto un
paio di conclusioni dalla distanza e limpressione che soltanto qualche distrazione
della retroguardia dorica può rendere pericoloso un attacco rossoblu molto fatiScente.
Sembra abbastanza agevole il controllo della partita per lAncona, ma dopo i primi 25
minuti la partita si spegne e visto che il Crotone aveva fatto pochissimo sin
dallinizio resta da capire perché lAncona decida di rallentare quando la
retroguardia calabrese sembrava sul punto di capitolare. Merito in parte anche del Crotone
che nel secondo tempo diventa più aggressivo, cerca di sfruttare lespulsione di
Albino per doppia ammonizione (Brini toglie subito Baggio inserendo Bono a centrocampo) ma
poi resta a sua volta in dieci per una sciocchezza di Aronica che colpisce Parente sotto
gli occhi del guardalinee. Sembra ormai scontato il nulla di fatto quando il Crotone pesca
il jolly sotto forma di un rigore che Ambrosi realizza con grande freddezza. Il disperato
assalto dellAncona non porta molto, Cesaretti sulle uscite alte domina e
lattacco biancorosso dopo luscita di Baggio per esigenze tattiche non ha molte
frecce. Brini prova con gli esterni Rizzo e Castiglione, ma stavolta non c e niente da
fare e lo Scida continua a essere tabù per i biancorossi che in tre occasioni è stata
sempre sconfitta dai calabresi. Una vittoria dei padroni di casa che gli permette inoltre
di agganciare in classifica proprio i biancorossi che fuori dal Cònero hanno rimediato un
poker di sconfitte. La squadra di Brini da domani dovrà pensare a come superare il Genoa
per poter riprendere il suo cammino.
di Luigi Saporito
«Se fosse terminata in parità
penso che nessuno avrebbe potuto gridare allo scandalo». Sono le parole di Francesco
Nocera che la partita l ha vista dalla panchina. «Nel primo tempo noi abbiamo
ampiamente dimostrato di poter andare in vantaggio ma alla fine abbiamo confermato la
regola che su questo campo non bisogna mai fidarsi del Crotone. Ha avuto questo colpo di
fortuna la formazione calabrese, cè stato questo rigore che, a dire la verità
dalla panchina non si è visto molto, per cui abbiamo perso una partita che potevamo
tranquillamente pareggiare». Visto che lei stava in panca è stato testimone di
tutte e due le espulsioni avvenute su quella fascia... «Quella di Albino mi è sembrata
eccessiva perché una spinta con le mani non è un fallo grave. Quella di Aronica invece
è stata più eclatante perché con una gomitata ha cercato di colpire Parente. Infatti il
guardalinee lo ha visto perché era vicino e l ha segnalata allarbitro. Per il
resto ci spiace uscire sconfitti per un calcio di rigore. Avrei preferito perderla in
altro modo perché così lamaro in bocca resta». Restando sul rigore il replay
televisivo ammetterebbe un fallo di Russo che avrebbe alzato la gamba... «Ma Fialdini è
un furbo e in quel caso lì è riuscito a farla franca». Ma lAncona che vince a
Pescara e batte largamente la Salernitana poteva osare di più. Bene solo la prima
mezzora e poi cosa è successo? «Ho visto una buona Ancona afferma Nocera forse
cè mancata la zampata vincente perché a Pescara siamo stati cinici. Oggi non è
successo e abbiamo perso la partita». Corallo a Crotone conserva un buon ricordo per aver
segnato due stagioni or sono quando giocava con la Nocerina... «E vero, vincemmo e
anche oggi speravo in un exploit ma questo non è successo perché cè stato
lepisodio del rigore che ci ha condannato ma bisogna dare merito al Crotone che ha
giocato una buona partita». Calabria amara, dopo la sconfitta di Cosenza anche questa di
Crotone... «Due partite zero punti. Anche a Cosenza ci fu un episodio negativo che ci
condannò come avvenuto anche in questa circostanza. Che maledizione». Il rigore come
l ha visto? «Molto dubbio perché Fialdini è stato bravo a rubare il tempo a
Russo. Larbitro ha fischiato e buon per il Crotone che sia finita così». Nella
discussione interviene Montervino che non ha dubbi: «Il rigore? Uninvenzione
assolutamente inesistente. Stavo li a meno di sei metri da Russo e Fialdini e ho visto che
il crotonese ha saltato sulla gamba di Russo da una distanza non inferiore al mezzo metro.
Mi viene il dubbio anche se ci sia stato contatto tra i due e credo che il rigore non ci
fosse proprio». Il diretto interessato Russo è laconico... «Bravo Fialdini. Ha cercato
e ottenuto quello che cercava. Io l ho solo contrastato ed è stato lui che ha
cercato la mia gamba. Bravo, complimenti per il rigore e per la vittoria».
di Nicola Mastri
Lo si era detto ancor prima di
giocarla, e in effetti questa Crotone - Ancona si è dimostrata quella partita ostica e
piena di trabocchetti che si era prospettata già alla vigilia. Infatti l'Ancona tiene
banco per gran parte del primo tempo, schiacciando a lungo la squadra calabrese nella loro
trequarti, imponendo il proprio gioco fatto di geometrie e lanci in verticale (soprattutto
del giovane regista Agostini) ma anche di sovrapposizioni e raddoppi sulle fasce quando
necessario. In questi minuti il team dorico prova spesso a buttare il pallone in rete,
varie volte con Baggio, forse il meno deconcentrato in attacco, ma anche con Parente e
Albino, però trovandosi sempre di fronte un certo Cesaretti, che noi ben conosciamo, che
mette il lucchetto alla propria porta. Poi cala il ritmo, soprattutto a livello mentale, e
la partita assume maggiore equilibrio con il Crotone che ne approfitta e tenta di passare
in vantaggio. Nel secondo tempo poi la squadra rossoblu entra in campo con maggiore
convinzione e idee più chiare, perciò è lei che fa la partita e che tenta ancora di
sbloccarla più volte, anche se nel complesso si può dire che Storari svolge per lo più
la sua ordinaria amministrazione. La seconda frazione si svolge in questa maniera perché
dapprima con l'espulsione del dorico Albino (forse un po' troppo severa la decisione del
signor Gabriele) l'Ancona si trova in inferiorità numerica poi, una volta ristabilita
anche la parità numerica, il Crotone va in vantaggio con un dubbio rigore per fallo (?)
di Russo su Fialdini che butta giù un po' i biancorossi. Alla fine, nonostante in campo
ci sia solamente una punta vera, l'Ancona prova ad agguantare con il cuore e con la grinta
il pareggio, che sarebbe comunque stato senza dubbio il risultato più giusto, ma tutto
questo si spegne con la parata di Cesaretti su colpo di testa di Peccarisi al 88°. Così
i circa 60 tifosi dorici, giunti con mezzi propri nella lontana Calabria, se ne tornano a
casa piuttosto sconsolati e con parecchio rammarico per un rigore che cancella ogni
speranza di sfatare il tabù chiamato "Scida" di Crotone.
|