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di Mauro Anconetani

Brini elogia la sua squadra per il grande carattere «Un applauso ai miei ragazzi»   «E alla fine con Vieri potevamo anche vincere»

Il Brini che non ti aspetti. Credi di trovano sorridente e contento nel dopo partita, per il pareggio arrivato nei minuti conclusivi ed invece, pur soddisfatto della prestazione dei suoi ragazzi, si rammarica per non aver centrato la vittoria. «Una gara difficile ha dichiarato in sala stampa il tecnico biancorosso ulteriormente complicata da noi, in occasione della rete del Cagliari. Ma nel complesso sono soddisfatto della prestazione della mia squadra, sotto ogni punto di vista. Non ho nulla da rimproverare ai ragazzi, anzi li voglio elogiare, per il grande carattere che hanno dimostrato anche oggi di avere, contro una squadra molto forte come il Cagliari, sicuramente la migliore vista al Del Conero». Qualche colpa specifica in occasione del gol subito? «Diciamo che qualcosa si è sbagliato. Concedere il vantaggio a questo Cagliari in trasferta, poteva essere molto pericoloso e compromettere l’intera gara, non per niente nei successivi dieci minuti abbiamo rischiato di subire il secondo gol. Poi la squadra ha reagito, è emerso, il grande carattere e alla fine potevamo anche conquistare qualcosa di più del pareggio». Si riferisce al tiro di Vieri all’ultimo minuto? «No. Alla grande pressione esercitata dalla squadra nel secondo tempo, che mi lascia un po’ di rammarico». Definisce buona la prestazione dell’Ancona, per tutti i novanta minuti? «Certo. La squadra per come ha giocato, mi è piaciuta complessivamente anche se in certi frangenti abbiamo giocato meno bene». Ermanno Pieroni invece ha detto che non è stata la migliore Ancona... «Ma! La partita va analizzata tenendo presente l’avversario, il giudizio non può essere fatto sulla singola squadra». Nella parte centrale della gara, l’Ancona ha trovato pochi spazi sulle fasce e centralmente era molto difficile verticalizzare.. «Questo è il gioco del Cagliari, molto coperto dietro e lunghi lanci per i loro attaccanti, ben supportati spesso anche da Buso e Lucenti, non per mente la squadra sarda si trova meglio in trasferta e non quando deve fare la partita. L’Ancona gioca al calcio, il Cagliari punta molto di più alla concretezza, con giocatori di indubbio valore e di grande esperienza. Ma non ho capito ancora che cosa pretendete da questa squadra: oggi abbiamo giocato una buona partita, contro una grossa avversaria, se poi qualcuno vuole vedere l’Ancona in vetta con quindici punti di vantaggio su tutti, forse deve andare in qualche altro settore dello stadio, considerando, e ribadisco, che il nostro obiettivo è la salvezza». Ancona che in vista della gara di sabato a Ravenna, riprenderà la preparazione stamattina al Dorico.


di Adelio Pistelli

«Siamo riusciti a mettere alle corde una squadra molto forte. Smettiamo però di parlare di serie A, fa male»

Sapete una cosa? Fabio Brini ieri sera è andato a dormire con un grande rammarico: «Assolutamente sì. Potevamo anche vincere». Il tecnico dell’Ancona, che non ha mai smesso di dare consigli ai suoi e che almeno in un paio di occasioni si è messo le mani tra i capelli mentre i suoi cercavano di raddrizzare la partita, a... palloni fermi calza soprattutto la mano su un secondo tempo che giudica: «Molto buono, con pressione costante che ha limitato e tanto il Cagliari. Anzi mi sembra di poter dire che i sardi non sono quasi mai usciti dal loro centrocampo. Li abbiamo limitati anche nel contropiede, arma che in trasferta la squadra di Bellotto sa usare come pochi. E l’amarezza è dettata dal fatto che se magari ci riesce di pareggiare un po’ prima adesso saremmo stati qui a fare altri discorsi». Ma lei è contento lo stesso, però... «E’ indubbio. Abbiamo giocato una grande partita contro un avversario forte, sicuramente il più forte visto dalle nostre parti. Ho visto il carattere di sempre, la voglia di sempre, la determinazione di cercare sino all’ultimo qualcosa di importante. E’ stata una prestazione che incoraggia, una gara affrontata al meglio contro un Cagliari pericoloso e molto esperto». Il gioco dell’Ancona, però? «Noi siamo andati avanti per il nostro solito modulo. C’abbiamo provato con insistenza, abbiamo cercato le alternative pur vedendo che potevamo rischiare qualcosa ma dall’altra parte c’erano concretezza e duttilità tecnica notevoli. Insomma, una volta ancora c’è da ricordare che davanti c’è un avversario che non ti regala niente e se poi questo avversario si chiama Caglia... . ». A Pieroni stavolta la sua squadra non piaciuta più di tanto. Brava, però... «D’accordo, è il suo pensiero. Morta lì». Ma davvero lei accantona questa sfida a pieni voti? «Signori, parliamoci chiaro una volta per tutti. Se qualcuno pretende quindici punti di vantaggio su chissà chi, ha sbagliato.., squadra. Vada da un’altra parte a cercare gloria e punti. Va ricordato ancora e sempre che è nostro compito, innanzitutto, salvarci». Perché così... concreto? «Perché ritengo sia giusto mettere un freno a commenti di contorno che possono fare solo del male. Se continuiamo a parlare di serie A, si finisce con diventare presuntuosi e si perde il filo del discorso. Abbiamo una classifica interessante, è vero. Ma più bella è, più si accorcia la quota da raggiungere per centrare la salvezza. Per favore, non dimentichiamoci questo basilare concetto che era e deve essere il binario principale della nostra giornaliera attività». E questa mattina si riparte. Cagliari è passato, dietro l’angolo c’è la trasferta di Ravenna: «Ci si vede al Dorico chiude Brini. Il riposo? Dopo la sfida di sabato prossimo ce ne sarà e tanto. Per tutti. Ma non è ancora il caso di pensarci».


di Pierfrancesco Chiavacci

«Spero che non ci rimetta l’Ancona» Brunetti: «Squalifica del campo? Ma se hanno inizialo quelli del Cagliari»

Alla fine si parla molto di calcio e poco di... calci. E, forse, è meglio così, anche se le assurde scorribande iniziali in mezzo al campo finiscono per essere un’ingombrante ombra sul match, difficile da allontanare. Le parole di casa Ancona servono per sdrammatizzare, soprattutto. "Non voglio entrare nel merito di decisioni che spettano a chi è preposto a garantire l’ordine pubblico sottolinea Ermanno Pieroni. Dico solo che non è possibile che tre persone tengano in scacco un intero stadio. Mi auguro che l’Ancona Calcio non debba subire un danno". Il presidente Remo Gaetti si dice "sorpreso della facilità con cui i tifosi sono entrati in campo. Chi di dovere dovrà prendere dei provvedimenti affinché in futuro non accada più una situazione del genere. Tutti hanno visto quello che è successo. Sono entrato in campo per capire quello che stava succedendo: ci siamo adoperati perché tutto rientrasse nella normalità e in effetti sono bastati pochi minuti. In realtà non è accaduto proprio nulla". Anche per il vice-presidente, Marco Brunetti, sono stati "episodi modesti, che comunque dovrebbero essere cancellati. Squalifica del campo? Non penso, anche perché sono stati i sostenitori del Cagliari a scatenare gli incidenti. Le due società si sono subito mobilitate e in pochi momenti si è ristabilita la normalità. In effetti di polizia in campo non ne ho vista molta". Inevitabile che i pensieri di fine incontro siano soprattutto per l’Ancona e per un pareggio preso per i capelli. Brunetti ammette: "Questa squadra dà sempre l’anima, anche oggi ha messo fondo a tutte le energie che aveva. il pareggio è giusto, ero sicuro che ce l’avremmo fatta". il patron Pieroni conferma: "La sconfitta sarebbe stata ingiusta. il Cagliari ha dimostrato di essere una squadra compatta, ma è andato in vantaggio sulla prima azione importante che ha costruito. Storari fino a quel momento non era stato mai impegnato. L’Ancona ha giocato meno aggressiva del suo abituale standard, bisogna vedere quanti meriti ha il Cagliari in questo". Alla fine il pareggio è come una vittoria. "L’Ancona continua a mostrare di avere personalità e carattere sottolinea il presidente dorico, Gaetti è una squadra che crede in se stessa e che ci fa sperare per il futuro, per la nostra tranquillità. A fine marzo, poi, faremo i conti e vedremo quale potrà essere il nostro destino. Il fatto che abbiamo chiuso all’attacco e che era il Cagliari che buttava i palloni in tribuna mi sembra sintomatico.


di Luca Frezzotti

I biancorossi: «Il Cagliari? Un tiro un gol e poi... in difesa» «Il pareggio è strameritato» DouDou nel mirino di alcuni grossi club, ma per ora non si muove

Sollievo, stanchezza, soddisfazione ed un pizzico di rammarico. Già... i giocatori dell’Ancona volevano vincere e gli ultimi minuti prima del triplice fischio se li sono giocati tutti d’un finto. La sintesi di questo manifesto Ancona la offre il volto di Peppe Castiglione. Stravolto dalla fatica ma con tante forti parole... «Ci credevamo, potevamo addirittura vincere e Vieri ha avuto la palla per chiudere la gara. Non è arrivato l’exploit ma l’1 - 1 è meritato». Prima del pareggio tanta sofferenza ed un bel gol di marca cagliaritana... «Hanno sfruttato l’unica vera occasione che hanno avuto. Per il resto sapevamo che sarebbe stata una partita a dir poco scorbutica e così è stato tanto che siamo riusciti a pareggiare solo alla fine». Sui tuoi piedi un assist di Vieri. Proprio come quello che hai dato a Max nel secondo gol alla Ternana...«Hai ragione... nel mio caso è stato bravo il difensore che è riuscito ad anticiparmi». Anche contro il Cagliari sei stato spostato a sinistra come contro gli umbri... «Stavolta non è stata la mossa vincente, comunque mi sto adattando a questi spostamenti». Lasciamo lo stanchissimo Castiglione per Storari che non sembra risentire del problema al ginocchio... «Ho un po’ di dolore dice Marco ma è normale. Il risultato? E’ giusto ma noi abbiamo sofferto troppo il loro pressing a centrocampo». La difesa non è stata impeccabile come altre volte... «C’è stato qualche errore in più del solito, due otre ne ha fatti Parlato e qualcuno DouDou che comunque si è rifatto con alcuni recuperi strepitosi». In occasione del goL.. «Volevo anticiparlo buttandomi da quella parte ma poi ho pensato che mi avrebbe battuto sul primo palo e quindi non mi sono mosso». Dopo il portiere voce a Montervino: «Fisicamente sto bene spiega ma alla fine è giusto che il mister abbia scelto Russo e Castiglione che si sono allenati meglio di me per tutta la settimana». Gara sofferta finita bene...«Siamo caduti nei loro ritmi ed abbiamo sbagliato a farlo ed alla fine siamo riusciti a riprendere la gara per i capelli. Li abbiamo attaccati e si sa che quando fai l’assedio al "Forte Apache" prima o poi riesci ad entrare». Di passaggio una battuta a Russo che è stato in ballo fino all’ultimo con Montervino... «Abbiamo avuto l’occasione per vincere e abbiamo dimostrato tutto il nostro valore». Ti aspettavi di giocare dopo i pochi minuti di Treviso? «Uno si aspetta sempre di giocare ma si sa che la nostra rosa è composta di ottimi giocatori». Chiusura dedicata ai difensori con precedenza a Parlato a cui chiediamo, nella veste di capitano, di commentare gli incidenti dei pre partita: «Non ho potuto vedere molto - spiega Gianfranco perché ci hanno bloccato dentro gli spogliatoi. Non giustificherei mai episodi del genere ma non capisco oltretutto perché devono succedere queste cose addirittura prima della partita». Hai avuto due occasioni per segnare...«La prima è andata fuori di pochissimo ed ho colpito bene la palla mentre nella seconda ero molto sbilanciato e sono riuscito appena a spiazzarla». Infine ecco il corteggiatissimo DouDou scortato dal procuratore La Florio che ha parlato di un interessamento di grandi club, Parma e Vicenza in primis, per il suo assistito. il giocatore senegalese commenta invece la prestazione ad alti e bassi della difesa: «Non mi sembra sia stata insicura. Non dimentichiamo che giocavamo con il Cagliari e in una partita del genere non bisogna "fantacalciare"».

 

La partita raccontata in dialetto anconetano.
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