| di Guido MontanariPieroni sereno: «Non possiamo spadroneggiare
ovunque andiamo» «Firmerei per altri 29 punti»
Giacca a vento e cappuccio di
pelo, Ermanno Pieroni resta inchiodato alla sua poltrona anche dopo il fischio finale.
Sfilano il presidente Gaetti, il dirigente Cerioni e qualche altro tifoso anconetano in
tribuna, con certe facce che sono tutto un programma. Lultimo quarto dora è
stato fatale allAncona che nel deserto siderale dell "Euganeo"
(appena 1500 spettatori in uno stadio capace di contenerne più di 30 mila...) ha perso la
bussola proprio quando tutto lasciava pensare che il match sarebbe finito in parità. Il
patron invece e stranamente sereno dopo questa sconfitta. Sentitelo: "Non facciamo
drammi esordisce la partita è stata decisa da un episodio, altrimenti non mi sembra che
il.Cittadella ci abbia schiacciato. Anzi nella ripresa è stata lAncona ad andare
più vicina al gol ed anche à sfoderare il calcio migliore. Peccato per lespulsione
di Vieri, da li si è complicato tutto... Poi è arrivato anche quel rigore e la partita
si è chiusa. Se Vieri si è fatto cacciare per protesta, ha rovinato con le sue mani una
prestazioni a mio avviso buona. Peccato. Noi poco pericolosi? Non direi, le nostre
occasioni le abbiamo avute, ma non si può pensare che in serie B lAncona vada fuori
casa a spadroneggiare. Non dimenticatevi che il Cittadella è una buona squadra".
Dopo la sua breve disamina sulla partita, il patron passa al girone di andata appena
conclusosi: "Una sconfitta non può rovinare una prima parte di stagione certamente
positiva per lAncona. Mi auguro di fare altri 29 punti anche nel ritorno perché
vorrebbe dire salvezza, anzi un ottimo piazzamento di classifica. Ma adesso pensiamo al
Torino. E proprio su questo tasto che batte il presidente Gaetti: "Archiviamo in
fretta questo ko senza demoralizzarci e guardiamo avanti. Domenica ci aspetta una partita
importantissima contro una grande del campionato, come il Torino. Bisogna rimboccarsi le
maniche e fare comunque quadrato con una squadra che tante soddisfazioni ci ha dato
finora".
di Paolino Giampaoli
A Padova delusione tra i tifosi «Nel
dubbio butta su...»
Non porta certo fortuna ai
biancorossi la prima trasferta dell anno, che purtroppo coincide con una inattesa
sconfitta in casa della neopromossa Cittadella. Cerano circa 250 tifosi dorici
allEuganeo di Padova ad incitare i ragazzi di Brini e vista la mancanza dei tifosi
locali sembrava di giocare in casa: i cori erano solo ed esclusivamente di fede
anconetana. I primi ad arrivare sono stati i club e solo a partita ormai iniziata i
pullman del Collettivo. In uno stadio deserto (1500 spettatori) spiccavano gli striscioni
e le bandiere biancorosse, i soliti ed immancabili striscioni del Collettivo, The
Warriors, Rebels, Sbandati, Falconaralcool, Donne Doriche, Noi Biancorosse, Confusi e
Felici, 2 Fisso Cuba, Nél dubbio butta su... Melli-gol. Purtroppo i 250 tifosi hanno
dovuto fare il viaggio di ritorno con lamaro in bocca, alcuni addirittura hanno
staccato gli striscioni prima del solito. «Non era lAncona che siamo abituati a
vedere ci dice Milvia Bianchi presidente del Club Donne Doriche a Padova qualcosa non è
andato per il verso giusto, non mi sono piaciute neanche alcuni scelte fatte da Brini».
Anche Gianluca del club «Nel dubbio butta su» è arrabbiato per la sconfitta: «Oggi
purtroppo abbiamo ripagato con gli interessi la vittoria di lunedì che forse non ci
meritavamo. Poi non sono sinceramente daccordo con lundici messo in campo da
Brini, dovevano giocare gli stessi che hanno vinto lunedì». Davide esponente del club
«2 fisso» è un fiume in piena: «Ho visto una squadra un po troppo nervosa e
imprecisa. E la prima volta che la fischiamo, ma indubbiamente chiediamo alla
società una punta». Domenica arriva il Toro e la legge del «Conero» va fatta
rispettare, peccato solo che questo passo falso guasta un po lattesa dei
tifosi dorici per il big match. Domenica prossima infatti il Torino dovrebbe essere
sostenuto da diverse centinaia di tifosi entusiasti per le sei vittorie consecutive, e se
anche i supporters dorici fossero stati gasatissimi avremmo potuto assistere a uno
spettacolo eccezionale.
di Erika Barbacelli
«Avevamo
già preso troppo fréddo lunedì»
Freddo, quanto freddo. Se qualcuno
fosse uscito di casa ieri intorno alle 15, avrebbe trovato unAncona semideserta.
Colpa del freddo? No, o meglio, non solo. Il popolo biancorosso si è radunato in casa,
nei pub e nei locali per vedere la prestazione della squadra di mister Brini contro il
Cittadella. Padova non è proprio vicina e poi quelle condizioni meteorologiche così
negative hanno bloccato un po tutti. "Ho seguito lAncona a Ravenna,
Piacenza e da altre parti ha detto Roberto Lucesoli che ha visto la Dorica da Dazebao ma
di freddo lunedì ne ho preso abbastanza". Abbastanza da non... ripetersi. Doveva
essere quasi una festa e invece i tifosi biancorossi escono dai locali delusi e arrabbiati
per linaspèttata (per come si era messa la partita), battuta darresto. Dito
puntato ovviamente, sullepisodio che ha vistò protagonista al negativo, Max Vieri.
"Quellespulsione ha segnato la partita ha sottolineato Massimo Santilli sarebbe
potuta finire con un bel pareggio e invece...". "Un professionista come Vieri
non doveva farsi espellere per proteste da lì è cominciato il declino, poi quel rigore
indiscutibile che ci ha definitivamente piegato le gambe" è lopinione di
Umberto Brocanelli. "E la più brutta Ancona che ho visto dallinizio del
campionato ha commentato Luca De Sentis non aveva la solita grinta, non è stata la solita
Ancona". Diversamente la pensa Daniele De Gregori: "Un po spaesata ma ha
giocato bene anche se ha concluso poco in attacco". Si chiedono ancora il motivo di
quelle sostituzioni avvenute solo allo scadere: "Forse se fossero stati inseriti
prima quei rinforzi le cose sarebbero andate diversamente" ha osservato Andrea
Paladini. I tifosi sono tutti daccordo: questa sconfitta non pregiudicherà il
cammino dellAncona, non influenzerà molto la classifica, ma un risultato così la
Dorica proprio non se lo meritava. E proprio perché tifosi non si scoraggiano facilmente
ottimisticamente azzardano ad una previsione: "Ci rifaremo domenica, vincere in casa
contro il Torino sarà più bello.
di Mimmo Cugini
«Fuori
Max, saltati i piani» «Penalizzati dal campo, il Cittadella ci ha impedito il resto»
Brini: «Abbiamo rischiato poco? Vuoi dire che stiamo acquisendo anche una certa maturità
in campo»
Se una squadra coraggiosa diventa
pavida e se ne sta nella propria area di rigore per un tempo secondo noi vuol dire che non
è in giornata. A Padova non si è vista lAncona coraggiosa che spesso abbiamo
ammirato in trasferta e se sbagli una partita, amen, nessuno ti butta la croce addosso.
Premessa doverosa prima di ascoltare il Brini pensiero, in perfetta sintonia con il patron
Pieroni. Noi dissentiamo. Ammettere di aver sbagliato partita non sarebbe stata una
tragedia. Brini, invece, dà soprattutto i meriti al Cittadella. «Non è stata una grande
partita, noi abbiamo cercato di fare del nostro meglio, ma il campo non ci ha certo
aiutato e il Cittadella ci ha impedito il resto». Per Brini lepisodio determinante
è lespulsione di Vieri: «Avevo scelto Max perché sapevo che doveva essere una
partita di sacrificio e lui sotto questo aspetto poteva dare più di Melli per la migliore
condizione fisica. Vieri deve aver detto qualche parola di troppo allarbitro, è
chiaro che in dieci diventa tutto più difficile. I piani sono saltati, cerano un
paio di sostituzioni in vista per cercare di dare più profondità alla squadra». Prima
era entrato Doudou. «Inevitabile spiega Brini perché il Cittadella aveva inserito Scarpa
e giocando con quattro punte, con tutto il rispetto per i nostri difensori, bisognava
fronteggiarli anche numericamente».Brini non vuol sentir parlare di unAncona simile
a quella di Ravenna. «La squadra ha gestito bene la partita per trequarti di gara,
secondo me se una squadra rischia poco per più di unora vuol dire che sta
acquistando anche una certa maturità. Certo, siamo un po mancati nelle ripartenze e
abbiamo tirato poco verso la porta del Cittadella. Ma anche Storari è stato poco
impegnato, il Cittadella si è reso pericoloso soltanto sui calci piazzati».
LAncona gira la boa del campionato a quota 29 e Brini è ovviamente soddisfatto di
quanto la squadra ha fatto finora: «Mi dispiace solo aver chiuso lottimo girone di
andata con una sconfitta, adesso ci aspetta un girone di ritorno ancora più impegnativo
dove nessuna squadra vorrà concederci niente». E intanto ci sono gli ultimi dieci giorni
di calciomercato (chiude mercoledì 31 gennaio), cosa serve allAncona? «Il massimo
sarebbe prendere qualcosa di buono spendendo poco». Palla a Pieroni.
di Mario Cori
ANCONA
BRINI NON SI DA PACE PER LA SCONFITTA «Espulsione carissima» «Ha scombussolato
non poco tutti i nostri piani lattici»
Brini in unaffollata sala
stampa cerca di fare buon viso al termine di un pomeriggio maledetto. «Lespulsione
di Vieri? Sì, devo ammettere che una volta in dieci qualche nostro equilibrio è
decisamente saltato. E stata determinante». Ma cosa ha fatto lattaccante?
«Mah... avrà detto qualche parola in più allarbitro. Questi sono episodi che
purtroppo si pagano sempre a caro prezzo. E una barzelletta quella che raccontano
che si giocherebbe meglio in inferiorità numerica. E si è visto subito, purtroppo».
Proporrà una multa per Vieri? «Lasciamo perdere. Certe situazioni si esaminano
allinterno dello spogliatolo». Ma che Ancona era, Brini? «Non avrà fatto una
grande partita, ma non ha neanche deluso. E poi bisogna portare rispetto
allavversario, un Cittadella non male, direi, che ha fatto la sua buona partita.
Sapevamo quanto fosse pericoloso». Le scelte iniziali, mister? «Vieri al posto di Melli?
Max mi dava più garanzie a livello di sacrificio e difatti si è ben adoperato». Magari
qualche ricambio a metà del secondo tempo... «Stavo per effettuarlo, poi è venuta
quellespulsione che ci ha rovinato i piani». E Doudou dentro poco prima
dellespulsione? «Loro avevano messo dentro unaltra punta (Scarpa), dovevamo
pure reggere lurto numericamente». Sul piano del gioco? «Non lho vista male,
non ho visto una squadra meno coraggiosa, meno portata a giocare rispetto al solito.
Rispetto a Ravenna non cè paragone, anche se si è perso lo stesso. Ma come
carattere, come comportamento in campo, questa Ancona è stata nettamente superiore».
Allora Brini è soddisfatto? «Non lo sono, come faccio ad esserlo dopo una sconfitta
così? Sicuramente evitabile. Cè da migliorare, sono il primo a sottolinearlo, ma
non mi sembra assolutamente questa una squadra con la bava a alla bocca». Cè
ancora una settimana di mercato, cè necessità di correzioni per Brini?
«Scherzando dico che ci sarebbe bisogno di comprare, ma con le cifre che sparano, forse
il meglio lo abbiamo in casa. Non so in effetti quanto la società potrebbe tirar fuori
come investimento. Se possiamo portare a casa qualcosa che non costi troppo bene,
altrimenti restiamo così». LAncona gira a 29... «E cè da essere
soddisfatti, credo. E gira a questa quota dopo una partita andata male. Pensate se
avessimo portato a casa qualcosa... Ma tornando alla partita, quale è il tuo rammarico
più grosso? «Che ha preso una piega che non desideravo proprio. Lha presa nel
momento in cui la squadra dopo una prima ora di saggio contenimento stava per sferrare il
suo attacco. In fondo loro ci hanno impegnato, ma non ci hanno certo schiacciato. Anche
noi abbiamo avuto certe occasioni. Ma nelle ripartenze, purtroppo, non siamo stati bravi
per niente. Non ci è riuscito il gioco che avevamo in testa». |