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di Mimmo cugini


Pieroni «Condannati da due episodi»
Amareggiato a fine partita il patron biancorosso Ermanno Pieroni: «La partita si è decisa nel primo tempo.
Ancora una volta gli episodi ci hanno condannato; abbiamo regalato il primo gol al Venezia e poi non abbiamo sfruttato le due occasioni che ci potevano permettere di andare al riposo sull’1-1.
La reazione della squadra nel finale, comunque, c’è stata e mi conforta. E poi il portiere Rossi ha fatto un grande intervento nel finale nell’azione che poteva darci il pareggio».
«Credo che le assenza in difesa di Guastalvino e Peccarisi, prosegue Pieroni, si siano fatte sentire, percbè Brini è stato costretto a rivoluzionare l’assetto».
L’Ancona riprenderà gli allenamenti martedì pomeriggio allo stadio Dorico in vista della partita con il Cosenza domenica prossima.

 

 

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di Mario Cori

La nebbia. non era... abbastanza

Altra sconfitta rimediata dall’Ancona, altra delusione per i duecento tifosi al seguito della squadra di Brini al «Penzo» e per la moltitudine che dal capoluogo marchigiano non ha smesso un istante di tifare per... la nebbia, nella speranza che l’arbitro sospendesse la partita. Ma non c’è stato niente da fare. Vista alla tv la gara è apparsa per lunghi tratti grottesca. Non si vedeva praticamente nulla, per la gioia delle gente che ha pagato Stream per ammirare uno scorcio di VaI Padana nei periodi di gran forma. Il rischio di rinviare la gara è gravato fino al fischio d’inizio, il primo tempo è anche filato via abbastanza agevolmente (tolta la fase iniziale), ma nella ripresa ci si è affidati soprattutto alla pittoresca cronaca dei due telecronisti (quello che hanno visto lo sanno solo loro), tra l’altro di spudorata marca filo veneta. Dalla tv, tanto per far capire la situazione, il gol di Russo non si è visto che nella riproposta dalla telecamera posizionata nei pressi della porta veneta. Marco Storari al termine è uscito dal campo malconcio, con un taglio al ginocchio. In sala stampa Ermanno Pieroni non accenna alla nebbia. «Purtroppo gli episodi che ci sono costati due gol nel primo tempo, hanno condizionato tutta la partita e non siamo riusciti più a recuperare. L’1-0 è arrivato in maniera un po’ rocambolesca e subito dopo il Venezia ha anche trovato il gol del raddoppio, a ridosso del nostro possibile pareggio, che invece è sfumato. L’Ancona purtroppo non ce l’ha fatta recuperare anche se ci è andata molto vicina. Non mi sarebbe dispiaciuto infatti se nel finale quel mezzo autogol veneto si fosse trasformato in una autogol vero. Quest’Ancona ha lottato, si sono anche fatte sentire le assenze di Peccarisi e Guastalvino, ma ora non è il caso di abbattersi troppo. Intendo dire che mancano ancora 14 gare al termine e vanno tutte giocate alla morte, a cominciare da quella contro il Cosenza di domenica». L’allenatore veneto Prandelli avrebbe voluto soffrire di meno. «Abbiamo sofferto troppo, dice, non mi sta bene che una squadra come la mia dimostri una tale mancanza di personalità. Abbiamo creato occasioni per chiudere la partita segnando il terzo gol, ma non siamo stati abbastanza scaltri da sfruttarle. La mia squadra comunque ha giocato un grande primo tempo».


di Guido Montanari

Battibecco tra Gaetti e un veneziano in tribuna. Pieroni: «Mi raccomando non facciamo drammi»

Pieroni nonostante tutto sorride alla fine della partita: il patron biancorosso a caldo non vuole affondare il coltello nella piaga. Ma è un fatto inconfutabile che l’Ancona torna da queste due trasferte con zero punti nel carniere....... "Non andavamo a fare ,.... scampagnata, dice Pieroni, ma siamo andati a far visita a due tra le squadre più forti della serie B. Insomma la doppia sconfitta non ci deve abbattere più di tanto, sapevamo già in partenza che poteva capitare. Ci sono altre 14 partite alla fine del campionato e le occasioni per rifarsi non mancheranno. La salvezza? Io sono tranquillo, ci arriveremo presto". Facciamo notare a Pieroni che l’Ancona non ha comunque ripetuto la partita super di Marassi... "Forse, ma nel finale anche qui abbiamo rischiato seriamente di pareggiare. La svolta della partita è stata quando dal possibIle 1-1 di Patente abbiamo preso gol su punizione e siamo andati sotto di due gol. Nella ripresa il Venezia non ha combinato quasi nulla e il pareggio poteva starci ma Rossi con quell’intervento prodigioso ci ha negato la soddisfazione del 2-2 che a mio avviso non sarebbe stato certo un furto. Mi raccomando, nessun dramma e proseguiamo per la nostra strada senza isterismi o cadute di morale. Ci rifaremo già dalla prossima partita casalinga col Cosenza, ne sono sicuro". Sulla prestazione della squadra, Pieroni non ha avuto nulla da ridire anche se ha puntualizzato: "DouDou non era al meglio e spostato in difesa dopo alcune partite a centrocampo non ha reso come al solito. E poi ci mancavano in difesa due colonne come Guastalvino e Peccarisi.. Ieri sera in tribuna c’era tutto lo staff biancorosso al gran completo: oltre al patron, il presidente Gaetti (che ha anche avuto un battibecco con un tifoso del Venezia), e l’amministratore delegato Gianni De Vita. Si è rivisto anche Mimmo Cataldo, dopo una lunga assenza. Ma in tribuna erano tanti gli addetti ai lavori che si sono scomodati per questo anticipo:tra questi il direttore sportivo Pietro Tornei il cui nome nella scorsa estate era stato affiancato all’Ancona.


di Mauro Anconetani

Brini mastica amaro: «Lì abbiamo perso la partita» «Inizio di ripresa regalato» «Per come ha giocato, Venezia più forte della Samp»

E’ scuro in volto Fabio Brini entrando in sala stampa, come a Genova contro la Sampdoria, anche a Venezia la sua Ancona ha giocato bene ma non ha raccolto punti. E non è servito a niente il forcing finale che ha fruttato un gol e tante speranze purtroppo vanificate dallo splendido intervento di Rossi a tempo abbondantemente scaduto. "Abbiamo creduto di rimettere in sesto la partita solo nella seconda parte della gara, ha detto il tecnico biancorosso, e nonostante tutto potevamo anche pareggiarla. Dopo un primo tempo dove loro sono stati bravi a concretizzare le occasioni avute, abbiamo regalato i primi venti minuti della ripresa agli avversari, senza riuscire ad imporre il nostro gioco. Il rammarico maggiore è proprio questo, oltre alla grande parata del loro portiere, sul retropassaggio all’ultimo secondo di Da Silva". E’ mancata a tratti là giusta determinazione? "Solo in quei primi venti minuti della ripresa, condizionati anche dalle due interruzioni. Mettiamoci poi che dopo la partita di domenica scorsa contro la Sampdoria, la squadra era anche un po’ stanca". Due trasferte contro due grandi, giocate benissimo, ma senza raccogliere punti... "Avrei preferito commentare due brutte prestazioni, ma risultati diversi, ed invece siamo qui a parlare di due sconfitte. Il Venezia comunque per come ha giocato anche oggi, contro di noi, ha dimostrato di essere più forte della stessa Sampdoria e la classifica mi sembra che lo stia dimostrando". Visi distesi invece dall’altra parte della... barricata. Il Venezia centra la vittoria che cercava e che gli consente di mantenere il passo verso la serie A: "Abbiamo giocato una buona partita, ha invece dichiarato il tecnico lagunare Prandelli, abbiamo anche rischiato di pareggiarla alla fine, ma se avessimo segnato il 3-0 prima, sarebbe stata una partita già chiusa. Il risultato credo sia più che giusto anche se l’Ancona ha dimostrato di essere una buona squadra". Dove avete faticato di più? "Il nostro problema, lo abbiamo già evidenziato in altre partite, è la gestione del risultato, non riusciamo mai a farlo senza rischiare di rimettere tutto in discussione. Dobbiamo migliorarci sotto questo aspetto, sempre ricordando che oggi affrontavamo una buona squadra come l’Ancona". Dunque altri complimenti, ma il piatto piange: il tour de force continua comunque. Dopo la sosta arriva il Cosenza a domicilio, meglio non abbassare la guardia.


di Paolino Giampaoli

Beneficenza dorica per tifoso nero-verde. E i lagunari insultano

L’Ancona anche in questa seconda trasferta consecutiva ritorna a casa a mani vuote pur avendo meritato ai punti molto di più di quanto non dicano poi i risultati. Tra lo splendido sole di Marassi e la nebbiosa isola di S. Elena, cambiando il campo e giocando di notte non cambia il risultato finale. Resta il rammarico per quei 150 irriducibili, che pur di stare al fianco dei propri beniamini si sobbarcano centinaia di km attraversando l’Italia intera per terra e per mare. Come al solito presenti anche ieri con gli immancabili striscioni. Collettivo, Rebels, The Warriors, Donne Doriche, Noi Biancorosse, Cuba, Vecchi Manzi, Supporters, Montemarcià insomma i soliti quelli che non mollano mai ed era per loro il punto che l’Ancona avrebbe meritato di raccogliere. All’entrata delle squadre in campo, i tifosi dell’Unione del Venezia hanno esposto uno striscione per ricordare la scomparsa di un loro amico deceduto chiedendo anche ai tifosi dorici di rispettare il minuto di silenzio e la richiesta è stata prontaménte accolta tanto che allo striscione dei veneziani: «Continua a correre e a lottare, Bae noi siamo con te. U.U.», i ragazzi del Collettivo ne hanno improvvisato uno all’ultimo istante con scritto: «Hasta siempre Bae», organizzando anche una raccolta fondi poi consegnata ai ragazzi dell’Unione che prima si sono dimostrati molto educati, poi di tutta risposta al grande gesto degli anconetani nel corso del match hanno pensato bene di mandarli a quel paese... suscitando a quel punto la normale risposta. I tifosi da noi avvicinati, ancora sul traghetto che li riportava sulla terra ferma commentano. Claudio Rossi sintetizza per tutti, il commento è unanime: «Fotocopia della partita di Genova, purtroppo ci siamo svegliati tardi e come domenica meritavamo almeno un punto. Ora pensiamo al Cosenza».

La partita raccontata in dialetto anconetano.
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