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di Mimmo Cugini

De Vita: «Ci credo ancora». Tutta la famiglia in tribuna e lui, Gianni De Vita amministratore delegato biancorosso in giacca e cravatta con la divisa biancorossa. Salernitano di origine, napoletano e un po’ (ormai) anche anconetano.

Ci teneva a fare bella figura a casa sua, ma alla fine sceglie toni morbidi chiedendo il risultato del Taranto (l’altra squadra di... famiglia). «Peccato, poteva essere una grande occasione, ma lasciamo aperto il sogno perchè io dico che a nove giornate dalla fine non bisogna mollare».
De Vita non vuole fare bilanci di fine stagione, vuole dare un senso alle nove gare che mancano alla fine della stagione. «Siamo stati poco fortunati e quel gol a freddo ci ha sicuramente penalizzato. In effetti la reazione è stata un po’ tardiva, ma questa Ancona ci ha abituato alle grandi imprese, ci ho creduto anche io di poter rimettere in piedi la partita.
Forse nella prima parte della gara è mancato un po’ di cattiveria, ma a questa squadra non possiamo dire niente». E gli obiettivi adesso quali sono? «Gli stessi, voglio sperare che i ragazzi continuino a giocare per vincere e divertire la gente come hanno fatto finora.
Di sicuro questa è una squadra bella per la sua voglia di vincere e magari anche un po’ spericolata, come tutte le squadre giovani. Quando hai tanti giovani è normale che non puoi pretendere di avere anche esperienza ed equilibrio.
Ma io dico che se vinciamo le prossime cinque partite al Del Conero e riusciamo a fare anche due colpi in trasferta, qualche speranza l’abbiamo ancora». Ma anche De Vita sembra poco convinto. L’Ancona ha fallito l’ultimo esame proprio nella sua Salerno.
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di Guido Montanari

Il tecnico biancorosso: «Ero curioso di vedere se eravamo in grado di fare un altro piccolo salto di qualità. Peccato...»

«Ero curioso di vedere se saremmo riusciti a fare un altro piccolo salto di qualità. Non l’abbiamo fatto...». Fabio Brini nonostante le quattro sberle si presenta in sala stampa perfettamente tranquillo e forse anche consapevole dei limiti di una squadra, l’Ancona, che ha già fatto più di quello che ci si aspettava:e cioè salvarsi con dieci giornate di anticipo. Addirittura il mister... sorride dopo essersi concesso una battuta: «Qualcuno si era dimenticato di lasciare il... cuscino in camera» dice il mister sollevando una risata generale tra il piccolo esercito di giornalisti locali. Una battuta che però descrive bene le "dormite" che la squadra ieri si è fatta in alcune occasioni: quelle che poi hanno deciso la partita. «La Salernitana ha fatto quattro tiri e altrettanti gol, dice il mister dorico, noi invece siamo ricaduti nell’errore di non finalizzare quanto costruivamo. Abbiamo avuto un sussulto quando siamo riusciti a rimontare due gol, ma poi il quarto gol della Salernitana, anche quello preso in maniera molto ingenua, ha chiuso definitivamente la partita». Ma questa Ancona, gli chiedono i colleghi di Salerno, credeva davvero nella serie A? «Visto che ci eravamo assicurati la salvezza, risponde Brini, era logico cambiare obiettivo e provare a fare un ulteriore salto di qualità. Dopo la sconfitta di oggi e con otto punti dalla quarta piazza, resta un po’ difficile fare ancora sogni di gloria, ma il campionato per noi non è affatto finito: pretendo dai miei il massimo impegno fino al termine del campionato, anzi ci potrebbero essere delle novità... Sì, magari chi ha sempre tirato La carretta fino ad oggi potrebbe anche godere di qualche turno di riposo, mentre chi ha giocato meno ed è più fresco adesso potrebbe avere qualche chances in più per mettersi in mostra». Insistiamo sulla scarsa determinazione mostrata ieri dall’Ancona rispetto alla Salernitana. «Non parlerei di scarsa determinazione, questo no, è che in alcune occasioni ci siamo fatti fregare in maniera banale.Su quattro gol gliene abbiamo regalati tre, un po’ troppi mi pare... De Luca? Bravo il ragazzino, gli faccio i miei complimenti, comunque ha fatto una buona figura anche grazie a noi...». In sala stampa ci sono anche complimenti per la partita a viso aperto giocata dai dorici. Quando si vince, i sanguigni salernitani diventano perfetti lord inglesi... «No so come giocano le altre squadre qui all’ Arechi, sottolinea Brini, ma la mia di solito cerca sempre il bel gioco sia in casa che fuori. Non sempre poi al gioco fanno seguito i risultati». E il discorso scivola inevitabilmente su queste trasferte quasi sempre amare... «L’abbiamo detto tante volte, in casa siamo diversi, continua il tecnico biancorosso, ma non è una novità. Io del resto ho sempre detto che questa squadra aveva dei limiti, propri di una formazione neopromossa e che ancora non è cresciuta abbastanza per dettare legge anche lontano dalle mura amiche».


di Mauro Anconetani

Russo torna nella sua città. «Non mi aspettavo quei fischi» «In trasferta non siamo concreti» De Palma: «Forse é questo il nostro limite»

Sono piene di amarezza, le dichiarazioni dei giocatori dorici nel dopo partita. «Abbiamo iniziato anche oggi contro la Salernitana con l’handicap, ha dichiarato il centrocampista biancorosso Montervino, questa volta addirittura di ben tre gol, anche se la seconda e la terza rete, sono arrivate nella ripresa. Sembra sia oramai consuetudine prendere gol nei primi minuti del primo o del secondo tempo. Non so se è una questione di concentrazione, ma purtroppo ci è successo spesso». Forse vi siete adattati alla Salernitana, che si è chiusa dietro, aspettando di colpire in contropiede... «Loro hanno atteso che fossimo noi a fare la partita, ci abbiamo provato, anche se non sempre in maniera molto precisa. Diciamo che la squadra di Oddo è stata brava ad interpretare la gara, con due intenditori in mezzo al campo, che hanno limitato la manovra di Albino e Agostini, così come anche sulle fasce, hanno inserito due marcatori, piuttosto che uomini di spinta. Storari non ha fatto nemmeno una parata: quattro tiri, quattro gol». Di positivo anche oggi la reazione che avete avuto, arrivata pero troppo tardi. «E’ vero quando abbiamo capito che poteva finire in goleada, c’è stata da parte della squadra una grande reazione di orgoglio, che ci ha permesso di riaprire la partita. Ma non è facile riuscire sempre a recuperare da situazioni difficili». Ancora una buona partita per Roberto De Palma, coincisa con un nuovo gol in trasferta. «Abbiamo preso una rete a freddo, che ha subito condizionato la partita: però anche oggi nél secondo tempo, nonostante fossimo sotto di tre gol, abbiamo avuto una grande reazione, rischiando anche di pareggiare la partita». Ancora una volta però un’Ancona poco pungente in trasferta, perché? «E’ vero che abbiamo un rendimento diverso lontano dal nostro pubblico, anche se le nostre occasioni le costruiamo, ma siamo meno concreti. Forse è questo il nostro limite». Archiviato definitivamente il discorso promozione? «Mancano ancora nove partite e tutto può ancora accadere». «Non vorrei che questa sconfitta facesse cambiare il giudizio ampiamente positivo sulla nostra squadra, ha dichiarato invece Russo, ci siamo salvati con dieci giornate di anticipo e considerando che siamo una neo promossa, questo è una grande risultato. Adesso giochiamo le prossime partite con il massimo impegno: i conti li faremo alla fine». I fischi del pubblico salernitano al tuo indirizzo... «Poco importa, io non sono un ex. E’ normale che non mi hanno fatto piacere, ma quando la partita è iniziata, non ci ho più pensato».


di Mario Cori

I dorici si svegliano solo sullo 0-3: rigore di Parente e gol di De Palma ma ormai è troppo tardi. Addio ai sogni?

Un ragazzone di vent’ anni di Mariconda, un quartiere popolare di Salerno, fa a pezzi l’Ancona e le fa alzare bandiera bianca nella corsa alla serie A. Doppietta di Fabio De Luca, con un gol all’inizio di ogni tempo, senza che i dorici riescano a svegliarsi dal proprio torpore. Poi terzo gol granata in contropiede con Campedelli e partita apparentemente chiusa. Invece no... L’Ancona riesce ad avere due fremiti di orgoglio e nel giro di tre minuti riapre una partita che non la vede certo recitare gran calcio. Prima Parente si guadagna un rigore e lo trasforma, poi segna anche De Palma. Ancona all’assalto negli ultimi venti minuti. Con questo tasso di «pazzia» calcistica così alto può combinare di tutto. Invece non combina niente, al di là della buona volontà. Nonostante i cambi di freschezza che opera Brini, nulla può ancora l’Ancona. Anzi rimedia un altro sonoro schiaffone dai miglior giocatore in campo. Appunto questo Fabio De Luca da Mariconda. A cinque minuti 5 dalla fine arriva a fondo campo, scarta Mundula e manda in gol l’accorrente Melosi. L’Arechi esulta dopo sei partite casalinghe di astinenza. Forse ha trovato l’erede di Di Michele il quale, reduce dal lungo infortunio, entra proprio nel finale per far tributare a De Luca gli onori della «standing ovation». E l’Ancona? Una grossa delusione proprio nel giorno in cui l’aspettano all’esame da «grande». Prima studia troppo la partita. Una volta sotto non riesce a cambiare il ritmo sonnolento che si impone e non riesce mai a smarcare un uomo in area o tantomeno a far partire i suoi «missili» sulle fasce. Eppure di fronte ha una Salernitana abbastanza paurosa e contratta. L’acuto di De Luca (13’) un po’ la scioglie e la carica. Corner di Vignaroli, in mezzo all’area Firicano si impappina, palla che scivola per De Luca che non ci pensa un attimo a sbatterla dentro. L’unico tentativo di reazione biancorosso parte da Parente (17’) che smarca in diagonale De Palma. Palla calciata addosso a Soviero. Ancona di nessuna consistenza offensiva (Melli viene tirato fuori) e con un centrocampo senza cambio di marcia. Inizia la ripresa e De Luca colpisce ancora (1’). Cross di Campedelli da destra, palla che in mezzo all’area rimbalza su Parlato e Vignaroli, arriva in corsa De Luca che non perdona neanche stavolta. Sembra cotta l’Ancona, cerca di reagire (14’) con De Palma che di testa smarca Parente al tiro. Deviato. Ma l’Ancona nel suo slancio si apre e la Salernitana (18’) colpisce in contropiede. Lancio lungo di Moscardi che spezza in due la difesa dorica e Campedelli infila Storari. A questo punto l’Ancona sembra finalmente pizzicata dalla tarantola ed ha una reazione furiosa. In tre minuti riapre la partita. Russo (21’) lancia in area Parente, sul quale alle spalle piomba Firicano che lo atterra. Rigore netto e Parente dal dischetto indovina l’angolo basso per il suo gol n 11. Non è finita (24’): Parente scende sul fondo, non si dà per vinto, aggira Bolic e crossa, De Palma a centro area devia dentro: siamo sul 3-2. Brinui tenta il tutto per tutto con un’iniezione di freschezza. Ecco Turrini e Bono, che però non cambiano la partita. Niente da fare... E allora riecco la Salernitana, riecco soprattutto Fabio De Luca (40’): scende sul fondo, aggira Mundula e mette in mezzo per l’accorrente Melosi, che non perdona. Palla nell’angolo alto. Adesso è proprio finita per l’Ancona. Una girata di De Palma (45’) ed un’altra di Parente (47’) chiudono i giochi, mentre cala il sipario sul sogno dell’Ancona. Adesso ci vorrebbe davvero un miracolo per riaprire i sogni di promozione. Certo che proprio nel giorno dell’auspicata consacrazione la squadra si sfilaccia in maniera evidente e va sotto i colpi di una Salernitana ridotta all’osso ma con tanta voglia in corpo. Davvero inspiegabili le sbandate difensive dell’Ancona. D’accordo che la difesa non ha mai brillato, d’accordo che in trasferta questa squadra ha sempre raccolto poco, ma alzare le braccia in questa maniera è davvero inatteso.


di Luca Frezzotti

« Il Solito mal di.... trasferta » Storari ammette: « Lontani dal Conero non siamo gli stessi »

Un bel sogno tra i quattro incubi di Salerno. Emulare il gesto dèl portiere della Règgiana Taibi ché con un colpo di testa. vincente ha regalato il pareggiò ai suoi a due minuti dal termine dell’incontro Il sogno non è ancora realtà ma regala a Marcò Storari un "quid" di buon umore dopo le quattro sberle dell’Arechi. «Non sapevo niente - spiega il portierone dorico -me l’ha detto la mia ragazza che aveva segnato un portiere; Sono contento per lui perché ha dato qualche speranza alla Reggina di salvarsi e oltretutto ha realizzato un bel gol. Spero di riuscire a segnare una rete con l’Ancona. e se capiterà una situazione analoga cerchérò di farlo». Veniamo all’Ancona bocciata all’esame per la A... «Abbiamo affrontato un avversario che doveva dare una svolta al campionato mentre noi non avevamo quella determinazione. Con questo dico anche che non bisogna mettere in discussione il campionato e se non ci fossero queste sconfitte saremmo in testa al torneo. Siamo partiti per salvarsi e il traguardo è stato raggiunto. Se la società puntava a qualcosa di meglio doveva muoversi sul mercato e spendere dei soldi. Ora si ritrova una serie B per l’anno prossimo e parecchi giovani, per cui ha speso poco, ha valorizzato i giovani che probabilmente, non parlo di me.(simpatica bugia..), se ne andranno consentendo un buon guadagno»: Come giudichi il bilancio negativo delle trasferte: ben nove sconfitte... «Deve fare riflettere noi come il mister. Evidentemente c’è qualcosa di sbagliato e non affrontiamo le partite come al "Conero". A Salerno i nostri avversari erano agguerriti: forse non abbiamo avuto la giusta cattiveria e non siamo stati intelligenti nel cercare di coprirci quando avevamo quasi recuperato». E’ la seconda volta, la prima a Siena, che prendi quattro reti... «Fa un effetto bruttissimo anche perché a Siena ero stato impegnato in molte altre occasioni mentre a Salerno no e tutti i gol sono stati strani. Sono arrivati all’improvviso e sono stati assurdi: questa cosa mi fa rodere». Nelle ultime partite troppe. réti subite. La difesa ha qualche responsabilità ? «Otto gol in tre incontri sono troppi anche se prima di questa .triade eravamo una delle difese menò battute; In Settimana. dovremo fare una chiacchieratina noi difensori e lavorate meglio in vista del Crotone». Storari ha delle colpe? «Non si può essere soddisfatti quando si prendono 4 reti. Dovèvo fare qualcosa in più anche se non ho fatto papere».- La serie A se ne và: ora che obiettivi rimangono? «Non se ne và, c’è ancora la Ternana da prendere. Continueremo a far bene perché vogliamo chiudere in bellezza». Sei stato trafitto due volte dall’esordiente De Luca che si è attirato l’attenzione addosso dopo l’exploit. Che impressione ti ha fatto?. «Come ragazzo mi è piaciuto ed assomiglia fisicamente a Cristian Vieri. Comunque gioca ancora con la Primavera e so che ha fatto un provino in Inghilterra ma è stato scartato per cui bisogna aspettare per dare giudizi definitivi. All’esordio’ ogni giovane ha una spinta in più degli altri».

 

La partita raccontata in dialetto anconetano.
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