| di Mario Cori Caccia fa a pezzi l'Ancona.
A fare a pezzi i resti dellAncona ci pensa lui,
Nicolino Caccia, bomber di caratura immensa. Al suo posto, un altro trovato «positivo» e
che aspetta lesito delle controanalisi, avrebbe la testa per impiccio. Invece lui
continua a giocare con una grinta ed una applicazione da grande encomio. Stende
lAncona con un gol fantastico, fa quello che vuole sciorinando un repertorio da
grande campione. Poi toglie il disturbo e si becca anche qualche insulto e qualche fischio
ingeneroso dai suoi ex tifosi. Ma gli amanti del calcio spettacolo lo sommergono di
applausi sinceri. Siamo di fronte ad un «fenomeno» vero probabilmente scivolato, non per
colpa sua, su una buccia di banana e che nel mese più importante del campionato forse
dovrà fare lo spettatore. E allora lui pensa bene: «Meglio mandano subito in A il
Piacenza». LAncona si inchina di fronte a questo campione. Del resto che fare?
Recrimina su un gol annullato, si sbatte un po ma si affloscia completamente sotto i
colpi di Caccia e Rastelli. Manca completamente anche il duello tra Nicolino e Parente. Il
dorico è troppo preso a mandare a quel paese larbitro, i compagni di squadra, i
pali, i ciuffi derba per pensare a far qualcosa di buono. La sua splendida
esibizione si conclude con un «wafer» al guardalinee Battaglia che richiama Racalbuto e
lo fa cacciare. Meglio che stia a casa per un pezzo. Un Parente così non serve a nessuno.
Nemmeno al proprio egoismo. LAncona non ha idee e si capisce subito. Prendete
Doudou... Inizia a destra dove si piazza Gautieri per un minuto e mezzo, poi lo segue
quando lex romanista si sposta sulla sua fascia vera. Solo che poi lo molla per
fermarsi su Rastelli. Boh... Ma è tutta lAncona che non ha idee e soprattutto testa
per buttarsi in combattimento contro un Piacenza che non regala una palla. Concentrato in
tutte le zone del campo, cinico in ogni atteggiamento. addirittura spavaldo nelle
distensioni. Un Piacenza forse mai così bello in trasferta. Impossibile resistergli.
Primo acuto (19°) e Caccia firma un gol di rara bellezza. Cross di Tosto dalla sinistra,
Gautieri fa sponda al limite, palla raccolta dal «Fenomeno» che calcia dincontro e
gonfia la rete a fil di palo. Che gol, Nicolino... Reazione zero. O quantomeno molto
stucchevole. Bono e Albino in mezzo non sono in grado di organizzare. Sulle fasce nessuno
morde. Baggio si piazza con le spalle alla porta di Roma e allora... Resterebbe Parente,
che in verità un po di grinta ce la mette. Ma gioca da solo, con il massimo tasso
di egoismo sin qui mostrato. Nessuno lo cerca più e lui manda tutti a farsi benedire.
Spettacolo poco dignitoso. Riecco il Piacenza (34°): discesa di Rastelli, colpo di testa
di Caccia solo soletto (ma chi doveva provare a marcarlo?) e Storari salva con i piedi.
Lunico lampo dellAncona (41°) si esaurisce con la puntata di Baggio che mette
centralmente Parente di buttarla dentro Ma lazione è fermata con largo anticipo dal
guardalinee sotto la gradinata che fa fischiare loffside dello stesso Parente.
LAncona protesta a lungo. Racalbulto passa da «predone», ma in fondo... Cambia
poco nella ripresa, nonostante te progressive iniezioni di freschezza operate da Brini.
Storari fa appena in tempo a tornare in campo (1°) che già deve alzare una rasoiata di
Caccia in diagonale.. Poi ci si rimette Nicola il Grande ed è la fine. Discesa a fondo
campo di Caccia (9°), palla indietro per Rastelli che fa partite un proiettile verso
langolo alto. Anche questo, che gol... Ma lAncona dovè? Ma se la
prendono tutti con Racalbuto, che non sarà in grande spolvero ma non fa nemmeno danni
grossi. I danni li fanno quelli dellAncona. Albino (10°) tira a fu di palo. Russo
(11°) in mischia scarica addosso a Roma. Poi basta. LAncona non cè, non
cè da un paio di partite. E il finale è dei più indecorosi, con il solito show da
paese di Parente. Prima reclama un rigore che non cè, poi insulta il guardalinee.
Inevitabile che, Racalbuto, richiamato lo cacci. Adesso è ora che la società lo punisca
nellunica cosa che conta: nel portafogli. Avrà fatto il fenomeno per tante partite,
ma vestirsi dà bambino piccolo alla sua età è decisamente ridicolo. Chi si crede di
essere? Prenda esempio da Caccia. Quello sì che in campo è un campione vero.
di Guido Montanari
L'Ancona non c'è più: tutti in ritiro
Ancona alla frutta e la società prende, come
promesso dal patron Pieroni, immediati provvedimenti: da mercoledì tutti in ritiro a
Norcia, dove i dorici prepareranno il match di Terni. A mandare su tutte le furie anche il
mister Fabio Brini non è stata tanto la sconfitta con il Piacenza capolista che poteva
tranquillamente starci, ma piuttosto la prova incolore e scialba sfornata da
unAncona che ieri era davvero irriconoscibile. Difficile, molto difficile mettere
sul banco degli imputati dei giocatori che hanno dato tanto alla causa biancorossa e che
hanno raggiunto il loro obiettivo principale (la salvezza) a tre mesi dalla fine del
campionato, eppure è nel pieno diritto della società e del mister chiedere un finale di
stagione comunque dignitoso, anche per rispetto di quei tifosi che anche ieri hanno
affollato le scalee del "Conero". Insomma se la scossa doveva esserci, ebbene
che sia... scossa davvero. A Norcia i biancorossi potranno riflettere su queste ultime sei
giornate di stagione e cercare di disputarle nella maniera migliore. Piacenza superiore. Se una squadra
tecnicamente più forte e anche più motivata... bè non cè partita. Ieri le cose
sono andate proprio così: da una parte gli emiliani che sentivano odore di serie A ed
erano quindi a caccia di punti promozione, dall altra una squadra che definire
appagata è poco. Qualche iniziativa isolata di Parente nel primo tempo, qualche guizzo di
DouDou sulla fascia e davvero poco altro. Peccato, anche perché eravamo sicuri che i
dorici avrebbero reso la vita difficile alla capolista della serie B. Ci eravamo
sbagliati. Caccia di un altro Pianeta. Lex dorico ha incantato la platea del "Conero" con alcune
giocate di classe cristallina, ha segnato un eurogol (il 22° in questa stagione) ed ha
fornito a Rastelli un assist perfetto per il raddoppio del Piacenza: emiliani fortissimi e
di categoria superiore in ogni reparto rispetto allAncona ma con un giocatore così
là davanti, che in pratica ti inventa i gol, diventa tutto anche più facile... Dieci minuti da salvare.
Abbiamo intravisto la vera Ancona, quella che sul proprio terreno aveva fatto tante
vittime anche illustri, solo nella parte finale del primo tempo, quando Parente per la
verità era riuscito a pareggiare con un gol in mischia: una rete annullata per un
fuorigioco davvero molto dubbio. Il bomber biancorosso non l ha presa bene e si è
fatto subito ammonire per proteste (nella foga ha anche fatto cadere la bandierina al
guardalinee), ma da lì in avanti si è innervosito ed ha cominciato a giocare per proprio
conto, tra Laltro beccando spesso i compagni. Finché a tempo quasi scaduto, si è
fatto espellere per lennesima protesta nei confronti del guardalinee. Proprio una
giornata nera. Baggio e Bono deludono. Ma se Parente si è lasciato prendere dai nervi, il suo compagno di
reparto Eddy Baggio è stato anche troppo tranquillo. Delusione anche per laltro
nuovo innesto operato da Brini e cioè Stefano Bono che a centrocampo non ha dato quella
spinta sperata. Ma sarebbe ingeneroso prendersela solo con questi giocatori, perché
lAncona ieri proprio non cera, almeno lAncona che conosciamo noi. Da
salvare, dicevamo, DouDou e Guastalvino che hanno lottato dallinizio alla fine con
Caccia e Gautieri evitando comunque tantissimi pericoli a Storari. Per il resto davvero
notte fonda con il centrocampo del Piacenza nettamente superiore a quello dorico:
Cristallini, Statuto e Volpi sembravano davvero di un altro pianeta. Certo, il Piacenza
non aveva bisogno che lAncona gli.., regalasse due giocatori come Vieri e Montervino
purtroppo infortunati, ma sarebbe riduttivo cercare scusanti del genere. Gli emiliani
volevano tre punti, l hanno cercati e infine trovati con merito. I dorici invece
cosa volevano fare ieri? Ora ci sono sei partite da giocare al meglio. Alla società, a
Brini e soprattutto ai giocatori il compito di dimostrare che lAncona non è ancora
andata in vacanza.
Di Mauro Anconetani
Non ci sono scusanti. Qualcuno ha mollato?
E allora si va in ritiro...
E nero Fabio Brini. La sconfitta contro il
Piacenza non gli è proprio piaciuta la prestazione della sua Ancona e stata indubbiamente
la peggiore disputata in questo campionato al Conero e lo ammette senza accampare inutili
scuse. «Abbiamo affrontato la partita con troppa sufficienza, ha dichiarato con decisione
il tecnico dorico, per questo da mercoledì mattina, la squadra sarà in ritiro a Norcia e
per tutta la settimana, fino alla partita di Terni: L atteggiamento avuto in campo
non lo posso accettare, se a Genova qualche avvisaglia cera stata, oggi contro il
Piacenza, ne ho avuto una chiara conferma. Nove mesi di lavoro non si possono buttare via
e tanto meno voglio che la mia formazione sia etichettata, come quella che regala punti.
Le prossime giornate di campionato mi serviranno anche come valutazione per il futuro, chi
dimostrerà di avere le capacità mentali, per saper soffrire anche in queste ultime sei
partite avrà buone possibilità di fare parte di questo gruppo perla prossima stagione
altrimenti il prossimo anno incontreremo gli stessi problemi. Capisco che oggi non è
facile trovare in campo la necessaria determinazione, visto che lobiettivo della
salvezza è già stato raggiunto ma per questo non dobbiamo compromettere tutto quanto di
buono siamo riusciti a fare». Oggi però in campo contro
lAncona, cera un Piacenza che aveva motivazioni ben diverse... «Una squadra che lotta, con ottime possibilità per la serie A, è
normale che abbia una spinta psicologica maggiore, ma non approvo il fatto che dobbiamo
essere noi ad aiutare una squadra a vincere la partita; questo non lo accetto». Dove è mancata questa Ancona? «Nella
caratteristica più importante che ha sempre dimostrato di avere, la cattiveria
agonistica, la determinazione, che ci avevano contraddistinto soprattutto nelle nostra
partite casalinghe, le andremmo a ricercare in ritiro, al costo, di vedere mugugni e musi
lunghi». Quindi non ci sono attenuanti oggi per questa squadra... ci riesco proprio. Come
ho detto che, fino a questa partita, la squadra ha disputato un grande campionato, non mi
sento ora di accampare giustificazioni. Quindi è di una
squadra che ha mollato? «Mentalmente probabilmente sì.
Ripeto, raggiunta la salvezza, cè stato un calo sotto laspetto psicologico e
non siamo stati bravi ad avere un cambio di marcia, quando ci si sono presentate le
occasioni. E anche vero, che questa è una caratteristica che non puoi acquistarla
al supermercato, è chiaramente un limite che questa squadra neo promossa al campionato di
serie B, ha dimostrato di avere. Per questo dico lavoriamo sotto questo aspetto per non
ripetere gli stessi errori il prossimo anno». Eppure le
ha provate di tutte, ruotando in campo anche giocatori fino ad oggi meno quei
utilizzati... «Era giusto dare anche a loro la
possibilità di giocare purtroppo nell andamento generale di questa partita anche
chi è entrato non è riuscito a dare quel qualcosa in più che mi aspettavo».
di Adelio Pistelli
Brini nero: << Non salvo
nessuno>>
«E stata una
prestazione insufficiente. Non salvo niente e nessuno». Perentorio, categorico, concreto
e deciso Fabio Brini mette lAncona «alla sbarra». Nasconde con eleganza la
rabbia che ha accumulato dopo un pomeriggio assolutamente e totalmente deficitario. «Un
pomeriggio uguale a quello di Genova, con troppe lacune negative e allora è giusto porre
un freno: da mercoledì andiamo in ritiro a... meditare su tutto ciò che sta accadendo.
Ci sarà chi mugugnerà, chi non accetterà questa decisione: non m interessa.
Ognuno deve prendersi le proprie responsabilità come è giusto». La minaccia del grande
capo Pieroni, quando la scorsa settimana ventilava un ritiro punitivo, poteva sembrare una
«boutade». Invece da mercoledì via tutti a Norcia. «Non ho nessuna voglia di buttare
via dieci mesi di lavoro, continua Brini, Capisco il momento della squadra, una naturale
calo di tensione dopo aver raggiunto il traguardo della salvezza. Ma cè modo e
modo. Ci sono ancora sei giornate di campionato e devono assolutamente essere affrontate
con la giusta mentalità, i giusti stimoli per non rovinare limmagine che ci siamo
costruiti nel corso di una stagione per certi versi assolutamente straordinaria». Cosa è mancato allAncona in questa ultima sfida? «Contro il Piacenza credo non ci fosse bisogno di chissà quale
sveglia per giocare una gara tranquilla e provare ad allungare la serie di
prestazioni eccellenti che abbiamo sempre regalato giocando davanti ai nostri tifosi.
Avevamo di fronte una delle prime della classe ed eravamo nella situazione psicologica
più idonea per fare solo bene. Invece... Cosa
lamenta dei suoi, attualmente? «E importante
e sarà necessario ritrovare cattiveria e determinazione ovvero le doti che ci hanno
permesso in un recente passato di toglierci delle belle soddisfazioni anche contro chi
era, oggettivamente più forte dellAncona». Dunque
stavolta nessuna attenuante per i suoi?
«Assolutamente no e come spesso è successo in passato, quando ho elogiato in blocco la
squadra, stavolta la metto dietro la lavagna. Mentalmente siamo completamente da
ricostruire ed un paradosso proprio adesso che, raggiunta la salvezza, dovevamo essere
nelle condizioni psicologiche migliori per finire la stagione senza paterni. Il ritiro
servirà a fare anche un esame di coscienza e capire che le prossime sei gare, per tanti,
potrebbero significare molto e di più in prospettiva». Come
giudica il comportamento di Parente? «Non lo
giudico, ognuno è responsabile delle proprie azioni».
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