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di Guido Montanari

Gli stimoli di Brini: «Il solito egoismo è le occasioni passano» «Avremmo meritato la vittoria» Pieroni jr. soddisfatto: «A me la squadra è piaciuta»

Una bella reazione quella dell’Ancona, talmente bella che c’è il rammarico di non averla vinta questa partita. In sala stampa mister Brini non nasconde un pizzico di delusione per non essere riusciti a strappare l’intera posta, del resto come dargli torto? Nella parte finale del match i biancorossi hanno avuto almeno tre occasioni nitide da gol che purtroppo non sono riusciti a concretizzare. "In effetti alla fine ci speravo nel terzo gol, dice Brini, ma un po’ di precipitazione e un po’... di egoismo da parte di qualche nostro giocatore ha impedito che arrivasse la terza rete. Un gol che a mio avviso sarebbe stato anche meritato. Non è la prima volta che, soprattutto fuori casa, non vinciamo perché qualcuno pensa di risolvere le partite da solo, ma... si tratta anche questo di un nostro limite.. Come un limite è la scarsa cattiveria sotto rete. Sfioriamo il colpo del ko ma non lo diamo e così le occasioni passano...". Il mister comunque si dice soddisfatto per la reazione che si è vista nella ripresa: rimontare due gol a Cagliari non è mai facile. "Avevamo iniziato bene la gara, sfiorando il vantaggio con Albino, poi è venuto fuori il Cagliari che si è portato sul 2-O. Ma i ragazzi non ci stavano a perdere e nel secondo tempo in campo è esistita solo l’Ancona. De Palma? Certo, il suo ingresso oggi (ieri - ndr) è stato importante. Quando il ragazzo non si crede... un fenomeno e fa le cose semplici diventa una pedina decisiva per noi. Un bravo anche a D’Ignazio che quando è stato inserito ha svolto un ruolo importante sulla sinistra". Dal mister al presidente: "Splendida la reazione della squadra nella ripresa, attacca Remo Gaetti, dopo un primo tempo così così, i ragazzi hanno sfoderato una prova di carattere e di orgoglio. Sono d’accordo col mister quando parla di un pizzico di egoismo in fase di attacco, alla fine avremmo potuto anche vincerla questa partita. Comunque io... mi accontento: fare 2-2 a Cagliari credo sia un buon risultato". Presente al match anche un tifoso molto particolare, Alessandro Pieroni, figlio del patron biancorosso. Anche lui è contento della prova dell’Ancona al prestigioso Sant’Elia: "La squadra ha giocato con grinta e determinazione. A me i ragazzi sono piaciuti. L’unico rammarico è che l’Empoli ha vinto e ora l’obiettivo di arrivare tra i primi otto posti si è un po’ allontanato Proveremo ad arrivare tra i primi dieci che per una squadra neopromossa è sempre un buon risultato". Da segnalare in tribuna anche la presenza isolata di un grande tifoso come l’ imprenditore filottranese Giovanni Tamantini: anche da parte sua un applauso all’Ancona.


di Marco Pinna

Ancona, gran rimonta. Va sotto di due gol a Cagliari, poi pareggia con Baggio e Bono.

La dignità non ha prezzo, e neppure il gusto di lottare per la vittoria. Hanno avuto ragione quei tifosi che hanno pagato il biglietto per assistere ad un partita, Cagliari Ancona, piacevole e ben giocata. L’Ancona, come il Cagliari, appartiene a quel gruppo di squadre che non hanno più molto da chiedere al campionato, al sicuro da ogni rischio e con due punti in più dell’avversario, e allo stesso tempo lontani dal vertice, i marchigiani avevano solo il problema di trovare le motivazioni per chiudere al meglio la stagione. Per quello che poteva valere, al di là dei quattro gol e delle molte occasioni, (dell’Ancona) la partita è stata bella vivace, tecnicamente ben interpretata da ambo le squadre che fino all’ultimo secondo hanno provato a vincerla. In particolare l’Ancona con Baggio e il rientrante Vieri. L’unico dato di fatto, la classifica parla chiaro, il pareggio finale che al di là di recriminazioni di parte «condanna» entrambe a restare al centro della classifica. Quindi partita che ha appagato quelli che hanno comprato il biglietto (547), ma non la voglia dei giocatori di centrare un traguardo ben più prestigioso. Forse a dover recriminare qualcosa in più è l’Ancona, per ben due volte ha avuto l’occasione di passare in vantaggio nei primi dieci minuti del primo tempo con Parente e il sorpasso con Vieri e Baggio nel secondo tempo. Tutte le emozioni in maniera inattesa all’inizio e alla fine dell’incontro. L’avvio era stato abbastanza vivace con l’Ancona partita fortissima nel tentativo di sorprendere un avversario che doveva riscattare la sconfitta di Torino. Il Cagliari, dopo l’iniziale avvio dei marchigiani che impegnavano un paio di volte Castelli, costringeva Storari a due ottimi interventi, e Sulcis a salvarsi in angolo. E così è l’Ancona a tenere il pallino della gara, gioca un calcio piacevole, dà una continua sensazione di pericolosità. Il Cagliari, pur con tutte queste difficoltà tiene botta e anzi in contropiede avrà un paio di occasioni d’oro. La prima, comunque, è per l’Ancona, al 12’ la punizione di Albino colpisce la traversa interna senza che il pallone varchi la linea bianca, ma rientrando in campo. il Cagliari soffre la rapidità degli attaccanti ospiti mentre il solo Pinna si batte come un leone, gli altri balbettano calcio. All’improvviso il Cagliari va in rete. Pallone da Pinna a Cammarata, intervento di Parlato al limiti del rigore, pallone sui piedi d: Suazo, che non ha difficoltà a segnare. L’Ancona risente del gol subito e si deconcentra. Il Cagliari passa sul 2 a O al 22’ su punizione battuta da Conti per un fallo di Guastalvino su Suazo. Il tiro di Conti non è forte ma preciso alla sinistra di Storani. La musica cambia nel secondo tempo con l’ingresso in campo di De Palma al posto di Albino. Nel giro di quattro minuti l’Ancona mette alle corde il Cagliari. Si ripete quanto avvenuto nel primo tempo, ma con più incisività e gioco corale. Al 49’ un preciso cross al centro di De Palma trova Baggio ben appostato che di testa batte Castelli. Non è finita. Bono al 54’ su passaggio di Parente con un gran tiro trafigge Castelli. 2 a 2. Il Cagliari non esiste più. In campo una sola squadra l’Ancona che prosegue la sua marcia a tappe forzate, non cala il ritmo e pressa con convinzione, ma non trova il gol del sorpasso. All’84’ brivido per Castelli su tiro di Montervino. A quattro minuti dalla fine ci prova Baggio da fuori e la palla lambisce il palo alla destra del portiere. Ma la migliore occasione per il sorpasso capita al rientrante Vieri all’87’ su un invito di D’Ignazio con un tiro al volo che fa gridare al gol, mentre la palla si appoggia sulla rete esterna alla destra di Castelli. La partita termina qui.


di Mimmo Cugini

Baggio: «Ora voglio 10 gol» Bono: «Che soddisfazione»

L’acqua della doccia che scorre, una banana per superare l’ultimo esame di una domenica positiva. Eddy Baggio nello stanzino antidoping si meraviglia che il cronista sia arrivato sin lì. «Ma chi ti ha fatto entrare?». Il settimo gol della stagione, il gol che ha riaperto una partita che sembrava chiusa, ridà il sorriso a un Baggio sempre (troppo) ombroso. «Mancano tre partite, adesso il mio obiettivo è arrivare a quota dieci. Considerando tutti i problemi avuti in questo campionato non sarebbe male». Ma poteva andare meglio, Baggio lo ammette senza problemi. «Sì, potevamo vincere perchè nella ripresa abbiamo giocato solo noi». La faccia della felicità è quella di Stefano Bono, uno che ha digerito panchina e tribuna senza battere ciglio e al «Sant’Elia», mica uno stadio qualsiasi segna il primo gol della sua carriera in serie B. «Bellissimo, è stata una grande gioia. Ho calciato bene, di esterno destro e ho sorpreso il portiere. Io sulla fascia? Nessun problema, nelle giovanili ho già occupato quella zona del campo. Pur di giocare va bene tutto. L’obiettivo adesso è accumulare qualche altra presenza in questo finale di campionato in cui mi sto togliendo qualche bella soddisfazione». Ma non c’è dubbio sul fatto che l’uomo che ha cambiato la partita è stato Roberto De Palma. Arriva in sala stampa e si fa intervistare dalle tv ancora in accappatoio. «De Palma al Cagliari, dai scrivetelo». Il napoletano è su di giri, sa di aver giocato bene e racconta la prodezza che ha portato al gol di Baggio. «E’ una delle soluzioni che abbiamo sui calci d’angolo, le proviamo spesso in settimana, stavolta è andata bene. Stavo bene. La panchina? Non è un problema, ho giocato quasi sempre quest’anno e il mister decide sempre per il meglio. Adesso vogliamo chiudere alla grande ,certo che qui potevamo vincere la partita nel finale abbiamo avuto delle situazioni favorevoli che non siamo riusciti a sfruttare». Anche Pietro Parente la pensa allo stesso modo, non ha segnato ma è rientrato finalmente in campo dopo due turni di squalifica. «Il Cagliari non ha fatto niente: due tiri e due gol. Noi potevamo segnare anche nel primo tempo e soprattutto alla fine. Ma siamo stati troppo frenetici, però non c’è dubbio che anche dal punto di vista fisico siamo stati superiori ai nostri avversari». Chiude Marco Storari, ancora zoppicante per il dolore al ginocchio. «Mi fa ancora male per il colpo ricevuto con il Treviso. La partita? Potevamo subito fare gol e avremmo vinto facile, poi loro si sono galvanizzati dopo il gol di Suazo. Sulla punizione di Conti non potevo fare niente, ma nel secondo tempo si è vista la vera Ancona. E meritava di vincere».

 

La partita raccontata in dialetto anconetano.
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