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di Mimmo Cugini

Finale senza Gloria. Un anno fa erano stati i protagonisti al «Curi» di Perugia, ieri, sembra incredibile ma è proprio così» Eddy Baggio e Christian La Grotteria hanno scaldato il pomeriggio allo stadio «Del Conero», anche se non si giocava Ancona - Ascoli. Striscione chilometrico della curva nord per ricordare Mirco Ventura e il suo gol al minuto 118 della partita più incredibile della storia biancorossa, come postilla l’ennesimo invito a Baggio di cambiare aria. Poi, nel secondo tempo, quando la partita non ha più niente da dire, Cristian La Grotteria sbuca in curva nord dopo aver assistito al primo tempo in tribuna. E si risentono i cori di, un anno fa: «Che ce frega di Eddy Baggio noi c’abbiamo Grottygol». E’ passato un anno, qualcuno non deve essersi accorto che Baggio non ha più la maglia dell’Ascoli e La Grotteria non gioca più nell’Ancona. O forse non è bastato un intero campionato.

Per entrambi è una stagione da dimenticare: Baggio contestato ad Ancona ha segnato 7 gol, La Grotteria a Palermo ha giocato poco e realizzato solo 4 reti, poi gli hanno addirittura bruciato la macchina. Per noi restano due grandi attaccanti. Per Ancona e Cittadella invece un campionato da incorniciare e l’ultima partita, quella di ieri, giocata solo per un tempo. Brini voleva chiudere in bellezza, ma i suoi non ci sono riusciti. Anzi nel primo quarto d’ora abbiamo rivisto i fantasmi della partita con il Ravenna. Siamo andati vicini a un’altra Caporetto evitata soltanto da quel fenomeno di Marco Storari, tre parate decisive in pochi minuti, prima che una grande giocata di Baggio (chissà se l’avranno visto tutti...) smarcasse De Palma in area, assist per Staffolani e secondo gol per il baby biancorosso.
Il pareggio del Cittadella arrivava subito dopo con De Gasperi che infilava Storari con un pallonetto che il portiere dorico deviava ma non abbastanza da evitare il gol. L’ultima emozione della partita la forniva Albino con un calcio di punizione dai 25 metri alla fine del primo tempo che si stampava sulla traversa della porta di Capecchi. Nella ripresa non succedeva praticamente niente, il ritmo della partita calava ulteriormente e nonostante le sollecitazione di Brini l’Ancona non riusciva a chiudere la stagione con una vittoria. Ma il suo campionato la squadra biancorossa l’aveva già vinto da un pezzo, anche se i numeri, che alla fine sono quelli che contano, dicono che ai 29 punti della prima parte del campionato ne sono seguiti soltanto 22 nella seconda.
Il crollo, insomma, è stato praticamente verticale, o per meglio dire i biancorossi quando sono arrivati alla salvezza hanno praticamente smesso di giocare. Non c’è dubbio che la prima parte di campionato sia stata eccezionale, probabilmente ben oltre i reati meriti della squadra dorica. Finchè il gruppo ha tenuto i risultati sono arrivati, poi quando la squadra si è sfaldata sono venuti clamorosamente alla ribalta i limiti dei singoli, che anche le ultime partite di campionato hanno ribadito.
Di positivo c’è stato indubbiamente l’inserimento déi giovani, soprattutto Staffolani che in tre presenze ha segnato due gol. Insomma il lavoro di Brini è stato più che positivo, ma anche lui, anche se non lo dice pubblicamente, è rimasto deluso da qualche giocatore .che si pensava potesse avere margini di miglioramento e che invece alla prova del campionato cadetto ha sofferto parecchio. Il riferimento soprattutto agli uomini della difesa. Un reparto che chiude con 58 gol subiti, nonostante un fenomeno di portiere come Marco Storari. Solo Ravenna e Pescara hanno fatto peggio.
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di Adelio Pistelli

«Questi 51 punti mettiamoli pure in cassaforte... Bravi i nostri .baby Ho tolto Baggio quando era ora»

«Ricordatevi che il prossimo campionato di serie B sarà molto più difficile». Ineguagliabile Fabio Brini. La lancetta dell’orologio non ha fatto neanche un giro dalla fine del torneo ma il tecnico dell’Ancona è già con la testa alla prossima, come l’ha definita «faticaccia». E sia, ma un passo indietro, magari piccolo sul torneo, sul Cittadella si dovrà pur fare, vero Brini? «E’ stata una bella stagione. Ci siamo salvati molto prima di ogni previsione, abbiamo portato a casa 51 punti, abbiamo messo dietro squadre come Cagliari. Ci speravo e sono contento». Però lei aveva chiesto tassativamente una vittoria ai suoi nella domenica dell’arrivederci... «Vero, ma probabilmente più di tanto non potevano più dare». Che rischi nei primi 15 minuti, mister... «Sembrava una partita già vista. C’erano ancora certi fantasmini che circolavano sopra le nostre teste. Però, il portiere Storari ha fatto il portiere come sa... Vogliamo parlare di Baggio? «Parliamone». Perché non l’ha sostituito prima? «Le condizioni di un cambio erano maturate nel preciso momento in cui l’ho tolto dal campo». Ma questo è stato un pomeriggio ancor più difficile per il centravanti. L’ambiente assolutamente contrario, le contestazioni verbali e scritte, i fischi ogni volta che toccava un pallone e ancor più quando è uscito. Psicologicamente non era meglio lasciarlo allora in campo sino alla fine, piuttosto che vederlo uscire con le dita nelle orecchie? «Detto che i cambi si fanno quando sono necessari, anche gente più famosa di Eddy Baggio ha subito, a volte, certi particolari trattamenti. Ma poi, chi fischiava? Ho sentito qualcuno». Va be’... Intanto è finita, mister... «Ed abbiamo fatto tanto di più di quanto potevamo fare». Ma siete anche arrivati ad un passo per la lotta di un posto in A. Rammaricato? «Non avevamo i mezzi necessari per stravolgere ogni previsione. Avete visto chi ha vinto il campionato, avete visto che squadre c’erano e come erano state costruite. Magari dalle nostre parti, in quei particolari momenti di euforia collettiva, c’è stata una errata valutazione». A proposito: la più grande amarezza? «Indubbiamente la partita in casa con il Ravenna». La cosa più bella? «L’elenco è lungo. Però credo che vada ancora una volta ricordato il modo in cui abbiamo centrato una meravigliosa salvezza. Poi, per arrivare alla fine, merita la prima pagina il modo il cui abbiamo fatto conoscere giovani promettenti. Staffolani è andato anche ben oltre con i suoi gol, ma anche altri compagni lanciati sul palcoscenico della B sono la conferma di una chiara visione delle cose. A proposito e nessuno l’ha ancora sottolineato: quante altre squadre cosiddette tranquille hanno fatto come l’Ancona con i suoi giovani?». E adesso che facciamo? «Pensiamo al prossimo campionato. Stiamo già lavorando in quel senso. E lo ripeto, teniamoci cari questi 51 punti: sono da mettere in bacheca». Un po’ di vacanza la vorrà pur fare signor... stakanovista? «Da fine giugno agli inizi di luglio: può bastare».


di Andrea Principi

«Tornare sarebbe un sogno»

E’ successo poco dopo l’inizio della ripresa.Due tifosi della Curva Nord, l’ hanno «prelevato» dal suo posto in tribuna e portato in curva. Per Cristian La Grotteria è stato un vero e proprio bagno di folla. «Potete immaginare la mia gioia, la mia felicità, dice il gaucho, ora del Palermo neo promosso in B,. Sono contentissimo che i tifosi dell’Ancona mi vogliano così bene, mi hanno applaudito, mi hanno fatto cori. Non volevo andare, perché immaginavo che avrebbero cantato quello che coinvolgeva anche Eddy... Infatti è successo, e questo mi è molto dispiaciuto». Che cosa ti hanno detto i tifosi? «Mi hanno chiesto di tornare, ma gli ho spiegato che questo proprio non dipende da me». E che farà La Grotteria? Resterà a Palermo? «Te lo dico fuori intervista». Beh, tutti sanno che laggiù hai avute parecchi problemi con gli allenatori. Tra l’altro hanno anche dato fuoco alla tua macchina, no? «Infatti». Beh, comunque in serie B ci sei... «Sì, e questa volta non voglio assolutamente mollarla, costi quel che costi». Ma sarebbe proprio Fantacalcio immaginare di nuovo Cristian La Grotteria in biancorosso? «Guardate, se dipendesse da me, firmerei per l’Ancona anche subito. Sarebbe il massimo. Non sono venuto spesso a trovarvi perché quando sono qui mi assale una grande tristezza, una grande nostalgia. Ma stavolta non potevo mancare. Sono qui da giovedì, dovevo ripartire sabato dopo aver salutato tutti gli amici, ma mi hanno detto di restare anche per la partita, così di sera avremmo fatto una bella cena tutti insieme. Naturalmente non me lo sono fatto ripetere due volte». Da un giocatore protagonista sugli spalti, a tre ragazzi che vogliono fare strada in maglia biancorossa. Tre giovani. Il primo è Andrea Staffolani, seconda gara dal primo minuto, secondo gol. Il fiuto, c’è. «Che finale di stagione incredibile.., e chi se lo aspettava? Due partite e due gol, dice Staffolani. Non mi poteva capitare neanche nel migliore dei sogni». E adesso che la scuola è finita, a chi andrai a raccontare le tue imprese? «A casa ad Osimo, ai miei. Appena arrivo, comincio il racconto. Spero di restare, e di giocare anche l’anno prossimo». Ma non c’è solo il gol di Staffolani da festeggiare, c’è anche l’esordio in serie B di Marco Strappini, centrocampista di Filottrano del 1981, due anni fa nazionale Under 20 di C. «Dal momento che Brini ha portato in panchina, in un esordio ci speravo tantissimo». Passavano i minuti, e Strappini non entrava mai... «Poi però è successo, dice,. Brini ha chiamato». Quali direttive ti ha impartito? «Andare al posto di Albino e fare quello che aveva fatto lui fino a quel momento. Un compito praticamente... impossibile, ma non mi sono scoraggiato». Ed ecco un altro ragazzino, Luigi Castaldo, attaccante dell’ 82, alla sua seconda presenza in serie B in questa stagione. Lui ha giocato un bel pugno di minuti, ed ha avuto anche una mezza occasione. Su lancio di Albino si è messo in moto il contropiede, lui aveva la palla dietro la linea dei difensori, e poi che è successo? «Mi sono voltato indietro... Un po’ di stanchezza». Magari era di più l’emozione, visto che eri entrato in campo solo pochi minuti prima... «Beh, sì. C’era anche un po’ di emozione. Comunque sono soddisfatto della mia stagione. Passare dalla Puteolana, in serie C2, all’esordio in serie B, dove alla fine ho collezionato addirittura due presenze, per me è stato il massimo».


di Luca Frezzotti

Presentato con un spettacolare balletto il nuovo inno dell'Ancona. "Corazon blanco y rojo"

Il "Corazon bianco y rojo’ della Conga ha sprigionato tutta la sua energia. Le note dell’inno ufficiale dell’Ancona hanno invaso il "Conero" pochi di minuti prima dell’inizio del match con il Cittadella. La base musicale ha dato il là all’ingresso dei ballerini della Conga seguiti dal cordone umano composto da duecento persone che si tenevano pèr mano. Una bella coreografia, d’effetto il gioco di colore del vestito bianco e rosso, con il serpentone che è partito da una delle due uscite sotto la curva ed ha percorso il perimetro di una parte del campo. A metà del prato il capofila ha iniziato a riempire le file rappresentate dai primi ballerini rivolti Verso la tribuna. A schieramento completato è partito il "Corazon" e il muro umano ha iniziato a danzare con lo stadio divertito pronto a sottolineare la musica con il battito delle mani. Al termine della canzone il quadrato biancorosso si è scomposto ed i partecipanti hanno raggiunto la tribuna scoperta dove si sono seduti vicini costituendo un settore particolarmente colorato. Nel corso della partita per ammazzare la noia ci sono stati anche dei balletti improvvisati. I membri della Cònga erano in tenuta mentre gli altri indossavano la maglietta rossa con il cuore biancorosso autografato dai giocatori. La t-shirt è stata venduta anche all’ingresso dello stadio e il ricavato degli incassi sarà devoluto allo IOM (che ieri ha già raccolto due milioni e mezzo). GLI STRISCIONI. Molti riferimenti alla mancata promozione dell’Ascoli in B ed un amarcord dedicato a Mirko Ventura autore del gol di Perugia. Non sono mancate le dediche, ad Ambretta con un bel "Ciao Ambretta a presto qui...", gli sfottò a Baggio sul piede di partenza, "Baggio Vattene..." ed una stilettata al Caporedattore del Tg3 che per lavoro ha seguito a lungo l’Ascoli "Tonino Carino resta in C". L’INVASIONE. A fine incontro non poteva mancare la rituale e pacifica invasione di campo da parte dei sostenitori dorici a caccia di gadget vari. Qualcuno è riuscito a strappare una maglia dell’Ancona, altri i pantaloncini tanto che alcuni giocatori, DouDou e De Palma due di questi, hanno preso la via degli spogliatoi in mutande. Dopo l’assalto ai giocatori i supporters si sono spostati sotto la curva occupata da pochissimi tifosi ospiti che hanno regalato benevolmente sciarpe e striscioni ai dorici in un gemellaggio improvvisato. Ultime suppellettili da estirpare le bandierine del calcio d’angolo e c’è chi ha anche provato a staccare le reti delle porte senza riuscirci. IL PRESIDENTE. Soprattutto ringraziamenti per "Remissimo": "Colgo l’occasione per ringraziare gli sportivi anconetani a cui do appuntamento all’anno prossimo. Spero che durante l’anno l’Ancona sia stata all’altezza in quanto a disponibilità ed ha fatto di tutto per esservi vicini. La partita? Non credo valga la pena spendere tante parole ed invece vorrei mettere in evidenza l’esordio di un altro giovane come Strappini. Gente come lui, Staffolani o Castaldo dovrebbe costituire il futuro della società":


di Mauro Anconetani

Mister Brini tra tante, gioie e qualche illusione. «Si anch’io ho creduto nella A» «Ma dopo la salvezza la squadra si è sentita appagata».

Parte dalla fine o quasi, Fabio Brini, nel commentare in sala stampa la partita contro il Cittadella. Dalla sostituzione di Eddy Baggio, arrivata al 18° minuto della ripresa, difendendosi dall’accusa, di averlo sottoposto inutilmente ad un passerella ingenerosa, fatta di fischi e cori poco edificanti, che hanno costretto "Baggino" ad imboccare la via degli spogliatoi, con le dita nelle orecchie. "Era un cambio che mi sentivo di fare e l’ho fatto ha subito puntualizzato il tecnico dorico, se dovevo valutare la situazione psicologica, questo giocatore non scendeva in campo nemmeno nella prima partita di campionato, visto come era stato accolto. I cambi si fanno quando decide l’allenatore, non si può essere condizionati da qualche fischio dei tifosi". Se togliamo i primi venti minuti, una partita fra due squadre già in vacanza... "All’inizio è stata una gara molto simile a quella di Pescara o di Ravenna, dove dobbiamo ringraziare Storari, se non siamo capitolati anche in più di una volta. Quando abbiamo preso le misure al Cittadella però, si è iniziato a giocare al calcio e siamo anche passati in vantaggio. Se poi pretendete che ci sia una concentrazione massima, come io mi auguravo, anche nell’ultima partita di campionato, questo, lo devo ammettere, non c’è stata, ma non mi sento di dire che è stata un partita disastrosa". Siamo a fine campionato, qual è la cosa che maggiormente l’amareggia? "La partita casalinga contro il Ravenna, per come l’abbiamo giocata". C’è stato un momento, in questo campionato, in cui ha creduto che questa squadra potesse puntare alla serie A? "Ad un certo punto ho creduto che potessimo lottare per andare in serie A, non che ci saremo andati. Per puntare alla promozione servono anche i valori tecnici e le squadre che hanno vinto questo campionato, ne sono una chiara dimostrazione, hanno organici che ci sono due volte superiori. Da parte nostra abbiamo però dimostrato che con il carattere, la generosità, puoi comunque arrivare molto avanti, senza illudersi di poter centrare certi obiettivi. In questo abbiamo peccato un po di presunzione, prima di fare certe dichiarazioni, si doveva valutare meglio la situazione vera della squadra". Nel girone d’andata per l’Ancona 29 punti, 22 in quello. di ritorno... "Raggiunta la salvezza ci siamo sicuramente appagati e credo che, al di là delle ultime partite, questa squadra, non dico che abbia fatto il massimo e nemmeno un miracolo, ma sicuramente molto, molto di più, di quello che poteva fare. E ti dirò che i 51 punti conquistati in questa stagione, sono tantissimi e che il prossimo anno sarà difficile ripetersi, a meno che, non si rafforza ulteriormente la squadra". Torniamo alla partita con il Cittadella, da Staffolani un’altra importante conferma... "Anche questo aspetto non lo sottovaluterei, abbiamo cercato di valorizzare in queste ultime partite anche i nostri giovani, scelta che solo noi e poche altre squadre di serie B, abbiamo fatto, perchè non lo scrivete! "Una partita dove abbiamo inizialmente sprecato tantissime occasioni da gol, ha invece dichiarato a fine partita, il tecnico del Cittadella Glerean, ma una volta passati in svantaggio, abbiamo avuto la forza di reagire e di rimettere prontamente in sesto la partita. Nel secondo tempo poi le due squadre hanno accusato la stanchezza di una partita di fine campionato senza più particolari stimoli e si sono accontentate del pareggio". L’ANCONA riprenderà la sua preparazione mercoledì mattina al Dorico e giovedì, nel pomeriggio, seduta finale allo stadio Del Conero. Poi... tutti in vacanza.


di Guido Montanari

I dorici pareggiano col Cittadella (Staffolani gol). Solo applausi per l’Ancona

Finisce una stagione positiva per i colori biancorossi. Finisce con una pacifica e festosa invasione di campo il campionato dell’Ancona, con un decimo posto in classifica che soddisfa sicuramente tutti gli sportivi, il mister e la società. E’ vero che il finale di campionato, quando gli stimoli erano in calo, è stato macchiato da qualche sconfitta di troppo, ma siamo convinti comunque che il bilancio possa definirsi positivo. L’anno della rinascita, quello del ritorno in serie B dopo due anni di C 1 e il rischio di sparire dal calcio che conta, è andato al di là di ogni più rosea previsione, con una salvezza arrivata addirittura un paio di mesi prima della fine dei giochi. La partita di ieri contava ben poco e difatti i tifosi, nonostante non si arrivata la vittoria, l’hanno presa bene lo stesso, dandosi appuntamento al prossimo campionato per partite migliori e più tirate. La gente, cioè, ha compreso perfettamente la situazione di questa Ancona che adesso dovrà migliorarsi ancora, come promesso dal patron Pieroni. Non sarà facile e molto dipenderà dai "colpi" che don Ermanno riuscirà a piazzare al mercato. ANCORA STAFFOLANI Da segnalare nella partita alla camomilla di ieri ancora un acuto del giovane Staffolani che ha segnato un’altra volta dopo la ciliegina di Empoli: media impressionante, visto che ha giocato poco più di due gare e ha già realizzato una doppietta. Non crediamo che sia solo il frutto del caso e ci auguriamo fortemente che l’attaccante osimano faccia parte in pianta stabile della rosa dell’Ancona della prossima stagione. Nel secondo tempo.si sono visti altri due giovani interessanti, e cioè l’attaccante Castaldo e il centrocampista Strappini. Con Kalambay e Tafani sono un patrimonio su cui bisogna puntare. Cèrto, per formare una squadra competitiva non basteranno loro, ma sarebbe già un buon inizio. Tornando alla gara con i veneti di Glerean davvero poco da segnalare se non un paio di grandi parate di Storari e un incrocio dei pali colpito da Albino su punizione. A farla da padrone ieri sono stati eventi, chiamiamoli "esterni". DESTINO BEFFARDO. Spesso nel calcio il destino si diverte ad essere beffardo ed anche un po’ crudele: basti pensare a quello che è successo ieri al Del Conero con Eddy Baggio che al momento della sostituzione viene subissato di fischi (e lui si èmesso le dita nelle orecchie per non sentirli) mentre il popolo biancorosso osannava Cristian La Grotteria, l’ex beniamino del pubblico anconetano che ha assistito alla partita prima in tribuna e poi in curva scatenando un entusiasmo mai sopito nei suoi confronti. Quasi un tuffo nel passato e precisamente un tuffo sulla finale Ancona - Ascoli che esattamente un anno fa decretava il trionfo del calcio dorico. E il nome del bomber di quel giorno, il nostro Mirko Ventura, infatti ieri campeggiava in uno striscione nella Nord. TOMEI IN TRIBUNA. Da un passato sempre bello da ricordare al futuro: in tribuna abbiamo incontrato Pietro Tornei, in odore di diventare direttore generale dell’Ancona Calcio. «Sono qui solo per vedere la partita...», ci ha detto sorridendo visto che alla favole non ci crede neanche lui. Insomma l’impressione è che manchi solo l’investitura ufficiale. E sarebbe davvero un acquisto importante per la società biancorossa vista la grande esperienza e la serietà di Tornei. AMBRETTA SEMPRE NEL CUORE. E non ci è sfuggito neanche un grande striscione che campeggiava in gradinata dedicato alla mitica Ambretta Veroli, la supertifosa biancorossa scomparsa qualche mese or sono. Ambra resterà sempre nel cuore di tutti e alla ripresa del campionato sarà di nuovo con noi allo stadio Del Conero. GRAZIE RAGAZZI. Appuntamento al 26 di agosto, per la ripresa del campionato, ma prima ci sarà una Coppa Italia da non perdersi. Insomma la pausa durerà poco, per adesso un arrivederci e un grazie ai biancorossi. L’importante è ripartire da Brini...


di Mario Cori

Mani subito sulla difesa

Va in archivio il più bel campionato biancorosso di serie B dall‘istituzione dei tre punti. E sì, perché gli altri due (con Cacciatori Neri e Giorgini Scoglio Giorgini) sono finiti con la retrocessione. Brini invece ha regalato una salvezza anticipata condita da 51 punti. Un girone di andata appassionante ed uno di ritorno molto meno. Sicuramente si poteva fare un po’ di più, ma non è certamente il caso di sputare sul piatto, per carità. Certo che questa squadra ha espresso tutto quello che poteva esprimere. La serie A sarebbe stata un ‘utopia, ma magari l’Ancona avrebbe potuto rincorrerla sino a maggio... Non ce l’ha fatta perché di più non poteva fare. E allora ringraziamo tutti i protagonisti, quelli bravi e quelli un po’ meno, i comprimari, i fedelissimi non giocatori, quelli capitati per caso. Arrivederci e grazie. Questa squadra è da rifondare. Le conferme (per qualsiasi modulo tattico Brini abbia in mente) secondo noi dovrebbero essere pochissime. Certamente ci sarà da aprire il portafogli. Ben vengano i giovani di C che... hanno fame e gli stranieri in gamba. Qui servono soprattutto uomini squadra. E Brini, che non è nato ieri, ha lanciato in settimana un paio di sbuffate eloquenti e ieri ha subito ammonito: «Sarà durissima l’anno prossimo». D ‘accordo, tutto vero, Pieroni sa che non potrà solo pescare giovani interessanti. Però anche l’allenatore potrebbe contribuire di più alla causa non intestardendosi in moduli tattici all’insegna del suicidio o quasi. Tre difensori in trasferta (o meglio «questi» tre difensori) sono un invito a stabilire il nuovo record di gol al passivo fuori casa. Mettiamone un altro, per favore...

 

La partita raccontata in dialetto anconetano.
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