| di Guido Montanari Corriere Adriatico Piangiamo come bambini anche in
sala stampa per i lacrimogeni lanciati dalle forze dellordine nel tentativo di
sedare gli incidenti del dopo partita: ma ecco entrare (ma come hanno fatto e soprattutto
chi li ha fatti passare?) due scalmanati con le sciarpe biancoazzurre al collo che cercano
di sfondare la porta dello spogliatoio del Pescara per passare alle... vie di fatto con i
giocatori abruzzesi. Dei gravi incidenti scoppiati poi prima, durante e dopo la partita ne
parliamo diffusamente a parte. Certo che questa vittoria dellAncona
allAdriatico" ha provocato un vero e proprio sconquasso in casa abruzzese. I
tifosi della curva rimasti "buoni" nonostante i risultati negativi e
lultimo posto in classifica, aspettavano solo il derby. LAncona ha vinto e con
un uomo in meno: apriti cielo! La "caccia" ai giocatori e soprattutto
allodiato Delio Rossi è scattata ancora prima che larbitro Ayroldi fischiasse
la fine della partita. Vittoria Meritata. E i pescaresi hanno anche poco da recriminare perché i biancorossi non
hanno rubato niente, anzi. La migliore Ancona si è vista proprio nel momento di maggiore
difficoltà e cioè quando sul 2-2 e con più di metà del secondo tempo da giocare,
larbitro ha spedito Vieri negli spogliatoi per una... pacca sulle spalle di Melosi.
Decisione esagerata. Ma invece di rinchiudersi nella loro metà campo i dorici sono prima
passati in vantaggio con Albino, poi hanno colpito un palo con Corallo e infine hanno
sfiorato il gol con Guastalvino. Un secondo tempo davvero da leoni che ha fatto da
contraltare ad una prima frazione di gioco un po contratta e timorosa da parte
dellAncona. E in effetti il 2-1 con il Pescara aveva chiuso la prima frazione di
gioco, non era certo demeritato. Tisci, doppietta inutuile. Nonostante il ritmo non certo forsennato i dorici riescono a passare in
vantaggio su rigore per un evidente fallo del disastroso Sadotti su Corallo in piena area.
Parente porta sull 1-O lAncona, ma il Pescara ha una grande reazione e con lo
scatenato Tisci (entrato al posto di DAversa) prima pareggia e poi si porta in
vantaggio. Due tiri dalla distanza sui quali Storari stavolta non è stato ineccepibile. Castiglione decisivo. Basta leggere la
formazione per capire che ieri lAncona si è presentata in campo con tante novità
impreviste. Brini ha sorpreso tutti rivoluzionando la squadra rispetto al match di
domenica a Verona. Avevamo intuito che ci sarebbero state delle novità ma non certo fino
a questo punto: Guastalvino, Lucci e Favo, tre titolari fin qui inamovibili, sono stati
fatti fuori: al loro posto rispettivamente Dou Dou, Parlato e Agostini. Il modulo invece
non è cambiato ed è rimasto stabile sul 3-4-3. Ma nonostante questi avvicendamenti («ho
dovuto far respirare qualcuno un po stanco» dirà il mister a fine gara), la svolta
autentica della partita è avvenuta allinizio del secondo tempo quando Brini ha
sostituito lo spento Parente con Castiglione: una mossa azzeccata perchè il piccolo
tornante destro siciliano ha mandato in tilt la difesa abruzzese offrendo anche la
possibilità su un piatto dargento a Vieri di pareggiare il match. Ma anche nel
finale, quando cera da difendere il 3-2 Castiglione si è sacrificato in un
massacrante lavoro di copertura impedendo allex ascolano Da Rold di scendere come sa
fare lui, sulla fascia sinistra. Qualche brivido finale - Finché larbitro non ha fischiato la fine non siamo stati
tranquilli... Il Pescara arrancava, giocava tra i fischi e gli insulti, ma Storari è
stato bravo a respingere un paio di missili dalla distanza e fortunato quando la
staffilata di Sadotti si è stampata sulla traversa. Comunque non è stata una passeggiata
portare in porto questa importantissima vittoria che allontana lAncona dalle zone
basse della classifica e porta una ventata di entusiasmo decisiva per tutto
lambiente: vincere a Pescara era un sogno per i tifosi che sicuramente prenderanno
dassalto il "Del Conero" per la prossima, imminente, partita casalinga con
la Salernitana. Tre punti di valore incommensurabile per tutta una serie di motivi:
lAncona cè, è viva e vegeta e può dire la sua, magari come mina vangante,
anche in serie B. i 14 punti in classifica lo stanno a testimoniare. E con un pizzico di
convinzione in più chissà dove si potrà arrivare. Abbiamo ancora sotto gli occhi i
"rossi" che espugnano Pescara, proprio un bello spettacolo...
di Mimmo Cugini Il Messaggero
Deve essersi divertito un mondo
Fabio Brini a immaginare la faccia degli addetti ai lavori leggendo la formazione. Era un
rebus indovinarla, Brini ha spiazzato tutti, anche parecchi dei suoi stessi giocatori. Una
vera e propria rivoluzione soprattutto in difesa, ma le esclusioni più clamorose sono
state quelle di Favo e Lucci. Ma Brini ha vinto il derby e sorride sotto i baffoni sapendo
quanto conta una vittoria del genere. «E stata una partita molto emozionante -
racconta Brini anche se lagonismo non è stato sfrenato, ma di occasioni ce ne sono
state tante, da una parte e dallaltra». Brini è contento per i tre punti, per
latteggiamento della squadra, ma ammette che cè qualche difetto ancora.
«Credo fosse giusto cambiare qualcosa considerando che dovremo giocare tre partite in
otto giorni. Avevamo speso molto a Verona e considerando che abbiamo un organico molto
vasto non ci vedo niente di strano a cambiare qualcosa». Il tecnico dorico è severo
nella disamina della partita per quello che riguarda il primo tempo: «Praticamente lo
abbiamo regalato al Pescara, abbiamo subito troppo, anzi siamo andati dietro al Pescara
senza fare il nostro gioco. E forse la pressione dopo la sconfitta con il Chievo si è
fatta sentire. A livello mentale direi che era quasi inevitabile che andasse così». La
mossa che ha deciso la partita è stato lingresso di Castiglione. Brini spiega:
«Volevo farlo giocare dallinizio, poi ho pensato che facendolo entrare nella
ripresa avrebbe messo in difficoltà la retroguardia del Pescara e infatti è andata
proprio così». Parente e Albino sono i due lati opposti del derby. Sul primo Brini dice:
«Sta cercando di fare cose che prima gli riuscivano facili e che invece adesso trova
difficoltà ad eseguire. E appena arrivato in questa squadra e gli serve tempo per
inserirsi». E sul fantasista non possono che esserci complimenti: «Ha segnato un gol
bellissimo nel momento più difficile. Ha delle caratteristiche tecniche che ne fanno un
giocatore importantissimo per lAncona. Speriamo di averlo ritrovato ai livelli
dellanno scorso».
di Mario Cori Resto del Carlino
Evviva il calcio allegria. Quello
con poco tatticismo e tanto cuore in mano. Pescara ed Ancona sono specializzate a regalare
gol a manciate come testimoniano le sfide degli ultimi anni. Anche stavolta difese
groviera ed emozioni a non finire, con cinque gol, due legni, un espulso e tanti buchi e
gol sbagliati. LAncona riesce ad affondare un Pescara alla deriva addirittura in
dieci (Vieri espulso... ingiustamente). Ma rischia di perdere nel primo tempo, quando gli
equilibri di una squadra abbondantemente rivoluzionata da Brini (fuori i «vecchietti»
Favo e Lucci, con Guastalvino in panchina) sono più precari del solito. Va in vantaggio
su rigore, poi lascia il campo agli arrabbiati padroni di casa che rimontano. Poi nella
ripresa lAncona si veste da giustiziere ed affonda definitivamente la banda di Rossi
(contestatissimo). Inutile dire che Brini... indovina tutto. Lo dice il risultato, anche
se ci sarebbe da disquisire su qualche scelta e certe impostazioni. Dopo gli assaggi, il
Pescara sblocca la partita regalando un rigore (21°): il disastroso Sadotti tira giù
Corallo su angolo di Albino. Rigore netto. Parente si porta sul dischetto vincendo a
fatica la concorrenza di Montervino e Vieri ma non sbaglia, infilando langolo basso.
Rossi indovina la mossa che concretizza la rimonta mettendo dentro Tisci, che obbliga
Montervino ad arretrare. Ecco il pareggio (25°): cross da destra, Palmieri al limite,
controllato da Parlato stoppa male, arriva in corsa Tisci la cui botta piega le mani di
Storari. Pescara sulle ali dellentusiasmo (30°): cross da destra di Palladini testa
di Calmieri e Storari para: fuori o dentro? Fuori, fuori con le mani. LAncona cerca
di rompere lassedio con una puntata di Corallo (34°): palla indietro per Vieri che
tira malissimo e Bordoni devia. Unemozione dietro laltra, ma il Pescara
accelera (37°): il raddoppio lo firma Tisci con un diagonale ad effetto gonfio di
potenza. Nessuno va a chiudere. E in barca lAncona e Doudou (39) è
superficiale in marcatura su Tisci, che gli ruba il tempo e crossa. Giampaolo si fa
deviare la botta da Storari. Chiude il tempo lAncona (41°) con Vieri che ciabatta
ancora fuori su invito di Albino. Ecco unaltra Ancona nella ripresa. E Brini
lazzecca mandando dentro Castiglione (una spina nel fianco) al posto
dellinconcludente Parente. Subito Bordoni (4°) deve respingere una botta del nuovo
entrato, che poi (7°) dà la stura al pareggio. Insiste in proiezione, Sadotti gli ruba
palla e lo chiude ma indugia con Bordoni che non esce. Arriva quel diavolo di Castiglione
che gli strappa il cuoio e per Vieri a porta spalancata è un gioco firmare il pari.
Sadotti cerca di rimediare (11°) impegnando Storari dalla distanza. Poi:.. Poi la combina
grossa larbitro, ma Vieri lo aiuta (18°). Sulla linea laterale Melosi spinge forte
Max e lui reagisce con una spintarella sul petto. Espulsione esagerata, ma perché bisogna
provocare i «fischietti» che cercano la passerella? Ma lAncona non si scompone,
anzi, resta padrona del campo perché il Pescara ormai è decisamente allo sbando dopo
aver perso lo smalto del primo tempo. E il gol della vittoria (22°) lo firma proprio
Albino, quello che nelle ultime partite si era mangiato una manciata di palle gol. E
superbo a stoppare palla a metà campo, esibirsi in veronica per liberarsi in corsa,
andare via ondeggiando e far partire una sventola che trafigge Bordoni. Da applausi.
Pescara in ginocchio. La mazzata potrebbe portarla Corallo (31°) che va a colpire di
testa la traversa su angolo di Agostini. Gli risponde Sadotti, poverino (39°) che tra un
urlaccio e laltro che rimedia dagli spalti colpisce la traversa dorica da lontano.
Storari allontana. E alla fine (40°) potrebbe trovare gloria sotto porta anche
Guastalvino, ma non è preciso. Ma che importa? LAncona ormai è già con le mani
alzate che grida di gioia. Fa impazzire di emozioni i tifosi questa squadra, con tanto
istinto e poco equilibrio. Ma gioca e torna pure a vincere in trasferta. Grazie anche per
il batticuore.
di Mauro Anconetani Corriere Adriatico
Si è preso la sua rivincita
Marcello Albino. Dopo le critiche gli erano state mosse per le occasioni da gol non
concretizzate nelle ultime partite, il fantasista biancorosso ha voluto mettere il sigillo
sulla vittoria di Pescara, con una rete capolavoro, che ha regalato allAncona tre
punti pesantissimi. «Ho fatto un bel gol ha dichiarato in sala stampa Albino frutto del
sacrificio di tutta la squadra, che continua ad impegnarsi durante la settimana, per
ottenere in massimo la domenica in campo». Per te questa rete è quasi una liberazione,
dopo le occasioni da gol fallite nelle ultime gare? «Non sono daccordo, non mi sono
mai fatto problemi per aver fallito le occasioni avute nelle partite precedenti. Anzi
questa mia chiamiamola carenza, non ha fatto altro che caricarmi ulteriormente e il
risultato è arrivato». Buona la reazione avuta dalla squadra dopo il vantaggio del
Pescara... «Quando si vince spesso si dice che si è giocato bene, ma non è sempre
così. In altre occasioni ci siamo espressi anche meglio, senza però ottenere buoni
risultati. Oggi la partita si era messa male, nonostante lavessimo interpretata nel
modo giusto, giocando con tranquillità e con la giusta concentrazione. Poi una volta
raggiunto il pareggio, aiutato dalla fortuna e da Castiglione, che ha creduto in quella
azione, è uscito fuori il grande carattere della squadra, che é riuscita con merito, a
fare sua la partita». Lespulsione di Vieri che poteva mettervi in difficoltà, vi
ha invece ulteriormente caricati... «Cè capitato altre volte di giocare in dieci e
la squadra si è sempre comportata bene. Ribadisco, questo è sinonimo di un gruppo unito,
determinato, pronto a superare ogni difficoltà». Sorride il difensore senegalese DouDou,
soddisfatto della vittoria dellAncona, della sua prestazione e del fatto di essere
stato utilizzato a sorpresa fra i titolari. «Mi ha fatto un bel regalo di compleanno il
mister mettendo in campo ha detto il difensore non ci speravo dopo lingenuità
commessa a Cosenza. A destra, nella linea difensiva, non ci avevo mai giocato, ma mi sono
trovato bene. Sono felice per la vittoria, visto che era dalla prima partita contro il
Torino, che lAncona non riusciva a fare risultato in trasferta. Considerando poi che
era un derby molto sentito, la felicità è doppia». Soddisfazione anche per Castiglione,
che con il suo ingresso in campo allinizio della ripresa, ha dato all Ancona
una grossa spinta offensiva. Suo il guizzo che ha propiziato la rete del pareggio.
«Cè stato un malinteso della retroguardia del Pescara racconta Castiglione ho
creduto sul quel pallone, sono riuscito ad anticipare Sadotti e il portiere Bordoni e mi
sono trovato con il pallone a due passi dalla porta orami incustodita. Max Vieri è
arrivato prima di me ed ha segnato. Un gol a metà con lui, considerando che a quel punto
anche io potevo metterla dentro. Bene così comunque, visto che alla fine siamo riusciti a
conquistare i tre punti. Per loro era una partita importantissima e si vedeva già
dallinizio che avevamo molta paura, noi siamo stati bravi ad approfittarne,
nonostante lingiusta espulsione subita da Vieri». Marco Storari invece racconta i
due gol subiti. «Nel primo tiro di Tisci cè stata una deviazione involontaria, ma
determinante di Parlato ha detto mentre in occasione del secondo gol la traiettoria del
pallone, si è abbassata improvvisamente e sono stato superato. Non credo però che ci
fosse un errore di posizione da parte mia, non ero troppo avanzato, me lo ha confermato
anche mister Persico»
di Eros Giardini
Seconda vittoria esterna
dellAncona ottenuta nella partita forse più sentita dai supporters dorici, vittoria
da definirsi subito meritatissima, vista la mole di gioco svolta dai dorici e le tante
occasioni mancate di un soffio. La partita, dopo una lunga fase di studio, si è sbloccata
su un calcio di rigore a noi apparso nettissimo e trasformato da un sempre più
convincente Parente. Scontata e proficua la reazione degli abruzzesi, i quali, con Tisci,
appena entrato in campo, hanno trovato un uno due che avrebbe ammazzato un toro. Si
va al riposo con i tifosi dorici che recriminano anche su un incredibile gol
sbagliato da Vieni, su splendido assist di Albino. Si riprende e cè subito una
grossa novità che risulterà determinante per landamento dellincontro; entra
infatti Castiglione per Parente e lesterno fa subito notare a tutti di essere
finalmente in giornata si. Da lui partono infatti numerose azioni e su una delle sue
incontenibili progressioni in fascia nasce il pareggio di Vieri, lesto ad appoggiare in
rete dopo una serie di indecisioni della difesa abruzzese. Ma in una giornata piena di
sorprese il bello deve ancora venire; infatti, dopo che Max Vieri si era fatto beccare in
un falletto di reazione e quindi espellere, i dorici, in 10 hanno probabilmente giocato i
più bei 20 minuti del campionato. Decisi, grintosi, determinati, gli anconetani hanno
dato la sensazione di voler addirittura vincere la partita; addirittura, mica tanto,
perché Marcello Albino, a circa metà del secondo tempo, ha tirato fuori dal suo
inesauribile cilindro, una perla di rara bellezza, che ha di colpo cancellato lamaro
ricordo delle innumerevoli occasioni clamorosamente mancate nelle partite precedenti e che
ha spalancato allAncona le porte di una grande vittoria. Da segnalare ancora due
occasionissime doriche ed un palo allo scadere da parte dei pescaresi. E poi non
rimane altro che il tripudio degli stupendi tifosi dorici, tripudio vissuto davanti ai
pescaresi delusi e schiumanti di rabbia. Degli incidenti accaduti fuori dello Stadio non
posso e non voglio dire nulla
ciò perché non ho ovviamente elementi per poter
giudicare pur rimanendo nella convinzione che le Forze dellOrdine dovrebbero sempre
ricordare che sono al servizio di tutti,
.e non contro tutto e tutti. |