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di Erika Barbacelli

Quando la vittoria è sofferta si sa che è più bella. L’exploit dell’Ancona a Pescara convince anche i vip presenti nella tribuna dell’ "Adriatico". Una vittoria che i dorici si sono guadagnati con un grande secondo tempo: è questa l’opinione comune. Sulla scia della buona posizione in classifica dei biancorossi i personaggi di casa nostra iniziano a seguire in massa l’Ancona. E quale miglior occasione se non il derby dell’ Adriatico? Tra i volti noti, Angelo Rossini, titolare della Tecnoprint, fedele seguace dei dorici: "Torno ad Ancona con sensazioni favolose. La squadra mi è piaciuta e anche molto.

I ragazzi si sono impegnati, giocando bene anche In dieci. Eppoi finalmente ha fatto gol Albino, anzi un eurogol, considerato che ha scartato due avversari prima dl tirare in porta e centrare il bersaglio". Una vittoria che fa sognare: "E’ un toccasana che ci voleva proprio: è tutta un’altra cosa stare a quota 14 punti". Una vittoria che accende nuovi entusiasmi: "Se domenica prossima facciamo un altro risultato positivo possiamo anche pensare a qualcosa di grande". Sicuramente una partita dalle emozioni forti e... altalenanti .
Dopo la fine dei primi 45’ la situazione non era delle migliori per l’Ancona (2-1 per i biancoazzurri) ma la premonizione che qualcosa stava per cambiare l’ ha avuta il papà di Maurizio Peccarisi, che addirittura ha indovinato il risultato finale: "L’Ancona sta soffrendo un po’, soprattutto a centrocampo. Non vedo l’Ancona delle altre volte ma penso che se vuole.., possa vincere 3-2". Anche il difensore Settimio Lucci, ieri in tribuna, alla fine del primo tempo aveva visto "un’Ancona partita bene ma che non è riuscita a contenere la reazione del Pescara". Con lui in tribuna anche De Palma, Sesia e Favo.
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Quest’ultimo, incontrato a fine gara è entusiasta del risultato ottenuto: "Finalmente abbiamo sfatato questo tabù delle partite fuori casa... E con questa euforia pensiamo alla prossima gara in casa con la Salernitana". Favo è contento che a segnare il gol decisivo sia stato proprio Marcello Albino, del quale aveva già parlato qualche giorno fa in un’intervista al nostro giornale: "Non ha smentito le mie aspettative
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di Guido Montanari Corriere Adriatico

Piangiamo come bambini anche in sala stampa per i lacrimogeni lanciati dalle forze dell’ordine nel tentativo di sedare gli incidenti del dopo partita: ma ecco entrare (ma come hanno fatto e soprattutto chi li ha fatti passare?) due scalmanati con le sciarpe biancoazzurre al collo che cercano di sfondare la porta dello spogliatoio del Pescara per passare alle... vie di fatto con i giocatori abruzzesi. Dei gravi incidenti scoppiati poi prima, durante e dopo la partita ne parliamo diffusamente a parte. Certo che questa vittoria dell’Ancona all’Adriatico" ha provocato un vero e proprio sconquasso in casa abruzzese. I tifosi della curva rimasti "buoni" nonostante i risultati negativi e l’ultimo posto in classifica, aspettavano solo il derby. L’Ancona ha vinto e con un uomo in meno: apriti cielo! La "caccia" ai giocatori e soprattutto all’odiato Delio Rossi è scattata ancora prima che l’arbitro Ayroldi fischiasse la fine della partita. Vittoria Meritata. E i pescaresi hanno anche poco da recriminare perché i biancorossi non hanno rubato niente, anzi. La migliore Ancona si è vista proprio nel momento di maggiore difficoltà e cioè quando sul 2-2 e con più di metà del secondo tempo da giocare, l’arbitro ha spedito Vieri negli spogliatoi per una... pacca sulle spalle di Melosi. Decisione esagerata. Ma invece di rinchiudersi nella loro metà campo i dorici sono prima passati in vantaggio con Albino, poi hanno colpito un palo con Corallo e infine hanno sfiorato il gol con Guastalvino. Un secondo tempo davvero da leoni che ha fatto da contraltare ad una prima frazione di gioco un po’ contratta e timorosa da parte dell’Ancona. E in effetti il 2-1 con il Pescara aveva chiuso la prima frazione di gioco, non era certo demeritato. Tisci, doppietta inutuile. Nonostante il ritmo non certo forsennato i dorici riescono a passare in vantaggio su rigore per un evidente fallo del disastroso Sadotti su Corallo in piena area. Parente porta sull’ 1-O l’Ancona, ma il Pescara ha una grande reazione e con lo scatenato Tisci (entrato al posto di D’Aversa) prima pareggia e poi si porta in vantaggio. Due tiri dalla distanza sui quali Storari stavolta non è stato ineccepibile. Castiglione decisivo. Basta leggere la formazione per capire che ieri l’Ancona si è presentata in campo con tante novità impreviste. Brini ha sorpreso tutti rivoluzionando la squadra rispetto al match di domenica a Verona. Avevamo intuito che ci sarebbero state delle novità ma non certo fino a questo punto: Guastalvino, Lucci e Favo, tre titolari fin qui inamovibili, sono stati fatti fuori: al loro posto rispettivamente Dou Dou, Parlato e Agostini. Il modulo invece non è cambiato ed è rimasto stabile sul 3-4-3. Ma nonostante questi avvicendamenti («ho dovuto far respirare qualcuno un po’ stanco» dirà il mister a fine gara), la svolta autentica della partita è avvenuta all’inizio del secondo tempo quando Brini ha sostituito lo spento Parente con Castiglione: una mossa azzeccata perchè il piccolo tornante destro siciliano ha mandato in tilt la difesa abruzzese offrendo anche la possibilità su un piatto d’argento a Vieri di pareggiare il match. Ma anche nel finale, quando c’era da difendere il 3-2 Castiglione si è sacrificato in un massacrante lavoro di copertura impedendo all’ex ascolano Da Rold di scendere come sa fare lui, sulla fascia sinistra. Qualche brivido finale - Finché l’arbitro non ha fischiato la fine non siamo stati tranquilli... Il Pescara arrancava, giocava tra i fischi e gli insulti, ma Storari è stato bravo a respingere un paio di missili dalla distanza e fortunato quando la staffilata di Sadotti si è stampata sulla traversa. Comunque non è stata una passeggiata portare in porto questa importantissima vittoria che allontana l’Ancona dalle zone basse della classifica e porta una ventata di entusiasmo decisiva per tutto l’ambiente: vincere a Pescara era un sogno per i tifosi che sicuramente prenderanno d’assalto il "Del Conero" per la prossima, imminente, partita casalinga con la Salernitana. Tre punti di valore incommensurabile per tutta una serie di motivi: l’Ancona c’è, è viva e vegeta e può dire la sua, magari come mina vangante, anche in serie B. i 14 punti in classifica lo stanno a testimoniare. E con un pizzico di convinzione in più chissà dove si potrà arrivare. Abbiamo ancora sotto gli occhi i "rossi" che espugnano Pescara, proprio un bello spettacolo...


di Mimmo Cugini Il Messaggero

Deve essersi divertito un mondo Fabio Brini a immaginare la faccia degli addetti ai lavori leggendo la formazione. Era un rebus indovinarla, Brini ha spiazzato tutti, anche parecchi dei suoi stessi giocatori. Una vera e propria rivoluzione soprattutto in difesa, ma le esclusioni più clamorose sono state quelle di Favo e Lucci. Ma Brini ha vinto il derby e sorride sotto i baffoni sapendo quanto conta una vittoria del genere. «E’ stata una partita molto emozionante - racconta Brini anche se l’agonismo non è stato sfrenato, ma di occasioni ce ne sono state tante, da una parte e dall’altra». Brini è contento per i tre punti, per l’atteggiamento della squadra, ma ammette che c’è qualche difetto ancora. «Credo fosse giusto cambiare qualcosa considerando che dovremo giocare tre partite in otto giorni. Avevamo speso molto a Verona e considerando che abbiamo un organico molto vasto non ci vedo niente di strano a cambiare qualcosa». Il tecnico dorico è severo nella disamina della partita per quello che riguarda il primo tempo: «Praticamente lo abbiamo regalato al Pescara, abbiamo subito troppo, anzi siamo andati dietro al Pescara senza fare il nostro gioco. E forse la pressione dopo la sconfitta con il Chievo si è fatta sentire. A livello mentale direi che era quasi inevitabile che andasse così». La mossa che ha deciso la partita è stato l’ingresso di Castiglione. Brini spiega: «Volevo farlo giocare dall’inizio, poi ho pensato che facendolo entrare nella ripresa avrebbe messo in difficoltà la retroguardia del Pescara e infatti è andata proprio così». Parente e Albino sono i due lati opposti del derby. Sul primo Brini dice: «Sta cercando di fare cose che prima gli riuscivano facili e che invece adesso trova difficoltà ad eseguire. E’ appena arrivato in questa squadra e gli serve tempo per inserirsi». E sul fantasista non possono che esserci complimenti: «Ha segnato un gol bellissimo nel momento più difficile. Ha delle caratteristiche tecniche che ne fanno un giocatore importantissimo per l’Ancona. Speriamo di averlo ritrovato ai livelli dell’anno scorso».


di Mario Cori Resto del Carlino

Evviva il calcio allegria. Quello con poco tatticismo e tanto cuore in mano. Pescara ed Ancona sono specializzate a regalare gol a manciate come testimoniano le sfide degli ultimi anni. Anche stavolta difese groviera ed emozioni a non finire, con cinque gol, due legni, un espulso e tanti buchi e gol sbagliati. L’Ancona riesce ad affondare un Pescara alla deriva addirittura in dieci (Vieri espulso... ingiustamente). Ma rischia di perdere nel primo tempo, quando gli equilibri di una squadra abbondantemente rivoluzionata da Brini (fuori i «vecchietti» Favo e Lucci, con Guastalvino in panchina) sono più precari del solito. Va in vantaggio su rigore, poi lascia il campo agli arrabbiati padroni di casa che rimontano. Poi nella ripresa l’Ancona si veste da giustiziere ed affonda definitivamente la banda di Rossi (contestatissimo). Inutile dire che Brini... indovina tutto. Lo dice il risultato, anche se ci sarebbe da disquisire su qualche scelta e certe impostazioni. Dopo gli assaggi, il Pescara sblocca la partita regalando un rigore (21°): il disastroso Sadotti tira giù Corallo su angolo di Albino. Rigore netto. Parente si porta sul dischetto vincendo a fatica la concorrenza di Montervino e Vieri ma non sbaglia, infilando l’angolo basso. Rossi indovina la mossa che concretizza la rimonta mettendo dentro Tisci, che obbliga Montervino ad arretrare. Ecco il pareggio (25°): cross da destra, Palmieri al limite, controllato da Parlato stoppa male, arriva in corsa Tisci la cui botta piega le mani di Storari. Pescara sulle ali dell’entusiasmo (30°): cross da destra di Palladini testa di Calmieri e Storari para: fuori o dentro? Fuori, fuori con le mani. L’Ancona cerca di rompere l’assedio con una puntata di Corallo (34°): palla indietro per Vieri che tira malissimo e Bordoni devia. Un’emozione dietro l’altra, ma il Pescara accelera (37°): il raddoppio lo firma Tisci con un diagonale ad effetto gonfio di potenza. Nessuno va a chiudere. E’ in barca l’Ancona e Doudou (39’) è superficiale in marcatura su Tisci, che gli ruba il tempo e crossa. Giampaolo si fa deviare la botta da Storari. Chiude il tempo l’Ancona (41°) con Vieri che ciabatta ancora fuori su invito di Albino. Ecco un’altra Ancona nella ripresa. E Brini l’azzecca mandando dentro Castiglione (una spina nel fianco) al posto dell’inconcludente Parente. Subito Bordoni (4°) deve respingere una botta del nuovo entrato, che poi (7°) dà la stura al pareggio. Insiste in proiezione, Sadotti gli ruba palla e lo chiude ma indugia con Bordoni che non esce. Arriva quel diavolo di Castiglione che gli strappa il cuoio e per Vieri a porta spalancata è un gioco firmare il pari. Sadotti cerca di rimediare (11°) impegnando Storari dalla distanza. Poi:.. Poi la combina grossa l’arbitro, ma Vieri lo aiuta (18°). Sulla linea laterale Melosi spinge forte Max e lui reagisce con una spintarella sul petto. Espulsione esagerata, ma perché bisogna provocare i «fischietti» che cercano la passerella? Ma l’Ancona non si scompone, anzi, resta padrona del campo perché il Pescara ormai è decisamente allo sbando dopo aver perso lo smalto del primo tempo. E il gol della vittoria (22°) lo firma proprio Albino, quello che nelle ultime partite si era mangiato una manciata di palle gol. E’ superbo a stoppare palla a metà campo, esibirsi in veronica per liberarsi in corsa, andare via ondeggiando e far partire una sventola che trafigge Bordoni. Da applausi. Pescara in ginocchio. La mazzata potrebbe portarla Corallo (31°) che va a colpire di testa la traversa su angolo di Agostini. Gli risponde Sadotti, poverino (39°) che tra un urlaccio e l’altro che rimedia dagli spalti colpisce la traversa dorica da lontano. Storari allontana. E alla fine (40°) potrebbe trovare gloria sotto porta anche Guastalvino, ma non è preciso. Ma che importa? L’Ancona ormai è già con le mani alzate che grida di gioia. Fa impazzire di emozioni i tifosi questa squadra, con tanto istinto e poco equilibrio. Ma gioca e torna pure a vincere in trasferta. Grazie anche per il batticuore.


di Mauro Anconetani Corriere Adriatico

Si è preso la sua rivincita Marcello Albino. Dopo le critiche gli erano state mosse per le occasioni da gol non concretizzate nelle ultime partite, il fantasista biancorosso ha voluto mettere il sigillo sulla vittoria di Pescara, con una rete capolavoro, che ha regalato all’Ancona tre punti pesantissimi. «Ho fatto un bel gol ha dichiarato in sala stampa Albino frutto del sacrificio di tutta la squadra, che continua ad impegnarsi durante la settimana, per ottenere in massimo la domenica in campo». Per te questa rete è quasi una liberazione, dopo le occasioni da gol fallite nelle ultime gare? «Non sono d’accordo, non mi sono mai fatto problemi per aver fallito le occasioni avute nelle partite precedenti. Anzi questa mia chiamiamola carenza, non ha fatto altro che caricarmi ulteriormente e il risultato è arrivato». Buona la reazione avuta dalla squadra dopo il vantaggio del Pescara... «Quando si vince spesso si dice che si è giocato bene, ma non è sempre così. In altre occasioni ci siamo espressi anche meglio, senza però ottenere buoni risultati. Oggi la partita si era messa male, nonostante l’avessimo interpretata nel modo giusto, giocando con tranquillità e con la giusta concentrazione. Poi una volta raggiunto il pareggio, aiutato dalla fortuna e da Castiglione, che ha creduto in quella azione, è uscito fuori il grande carattere della squadra, che é riuscita con merito, a fare sua la partita». L’espulsione di Vieri che poteva mettervi in difficoltà, vi ha invece ulteriormente caricati... «C’è capitato altre volte di giocare in dieci e la squadra si è sempre comportata bene. Ribadisco, questo è sinonimo di un gruppo unito, determinato, pronto a superare ogni difficoltà». Sorride il difensore senegalese DouDou, soddisfatto della vittoria dell’Ancona, della sua prestazione e del fatto di essere stato utilizzato a sorpresa fra i titolari. «Mi ha fatto un bel regalo di compleanno il mister mettendo in campo ha detto il difensore non ci speravo dopo l’ingenuità commessa a Cosenza. A destra, nella linea difensiva, non ci avevo mai giocato, ma mi sono trovato bene. Sono felice per la vittoria, visto che era dalla prima partita contro il Torino, che l’Ancona non riusciva a fare risultato in trasferta. Considerando poi che era un derby molto sentito, la felicità è doppia». Soddisfazione anche per Castiglione, che con il suo ingresso in campo all’inizio della ripresa, ha dato all’ Ancona una grossa spinta offensiva. Suo il guizzo che ha propiziato la rete del pareggio. «C’è stato un malinteso della retroguardia del Pescara racconta Castiglione ho creduto sul quel pallone, sono riuscito ad anticipare Sadotti e il portiere Bordoni e mi sono trovato con il pallone a due passi dalla porta orami incustodita. Max Vieri è arrivato prima di me ed ha segnato. Un gol a metà con lui, considerando che a quel punto anche io potevo metterla dentro. Bene così comunque, visto che alla fine siamo riusciti a conquistare i tre punti. Per loro era una partita importantissima e si vedeva già dall’inizio che avevamo molta paura, noi siamo stati bravi ad approfittarne, nonostante l’ingiusta espulsione subita da Vieri». Marco Storari invece racconta i due gol subiti. «Nel primo tiro di Tisci c’è stata una deviazione involontaria, ma determinante di Parlato ha detto mentre in occasione del secondo gol la traiettoria del pallone, si è abbassata improvvisamente e sono stato superato. Non credo però che ci fosse un errore di posizione da parte mia, non ero troppo avanzato, me lo ha confermato anche mister Persico»


di Eros Giardini

Seconda vittoria esterna dell’Ancona ottenuta nella partita forse più sentita dai supporters dorici, vittoria da definirsi subito meritatissima, vista la mole di gioco svolta dai dorici e le tante occasioni mancate di un soffio. La partita, dopo una lunga fase di studio, si è sbloccata su un calcio di rigore a noi apparso nettissimo e trasformato da un sempre più convincente Parente. Scontata e proficua la reazione degli abruzzesi, i quali, con Tisci, appena entrato in campo, hanno trovato un uno due che avrebbe ammazzato un toro. Si va’ al riposo con i tifosi dorici che recriminano anche su un incredibile gol sbagliato da Vieni, su splendido assist di Albino. Si riprende e c’è subito una grossa novità che risulterà determinante per l’andamento dell’incontro; entra infatti Castiglione per Parente e l’esterno fa subito notare a tutti di essere finalmente in giornata si. Da lui partono infatti numerose azioni e su una delle sue incontenibili progressioni in fascia nasce il pareggio di Vieri, lesto ad appoggiare in rete dopo una serie di indecisioni della difesa abruzzese. Ma in una giornata piena di sorprese il bello deve ancora venire; infatti, dopo che Max Vieri si era fatto beccare in un falletto di reazione e quindi espellere, i dorici, in 10 hanno probabilmente giocato i più bei 20 minuti del campionato. Decisi, grintosi, determinati, gli anconetani hanno dato la sensazione di voler addirittura vincere la partita; addirittura, mica tanto, perché Marcello Albino, a circa metà del secondo tempo, ha tirato fuori dal suo inesauribile cilindro, una perla di rara bellezza, che ha di colpo cancellato l’amaro ricordo delle innumerevoli occasioni clamorosamente mancate nelle partite precedenti e che ha spalancato all’Ancona le porte di una grande vittoria. Da segnalare ancora due occasionissime doriche ed un palo allo scadere da parte dei pescaresi.  E poi non rimane altro che il tripudio degli stupendi tifosi dorici, tripudio vissuto davanti ai pescaresi delusi e schiumanti di rabbia. Degli incidenti accaduti fuori dello Stadio non posso e non voglio dire nulla… ciò perché non ho ovviamente elementi per poter giudicare pur rimanendo nella convinzione che le Forze dell’Ordine dovrebbero sempre ricordare che sono al servizio di tutti,….e non contro tutto e tutti.

La partita raccontata in dialetto anconetano.
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