| di Michele Mondaini
La sconfitta con il Cittadella chiude per ora le
porte dei quartieri altissimi per l'Ancona, una zampata nel secondo tempo e i veneti
sbancano il Del Conero. Per i biancorossi è la prima sconfitta interna. Nel dopo partita
la parola chiave dei giocatori dorici è ripartire, a cominciare dal prossimo impegno
fuori casa a Salerno. «Siamo veramente dispiaciuti per come abbiamo perso la partita,
spiega Salvatore Russo, e per non essere riusciti a proseguire nella striscia di risultati
positivi». Il Cittadella è sembrato più aggressivo in mezzo al campo, vi ha messo in
difficoltà nel costruire gioco? «E' una squadra difficile da affrontare. Certo, sapevamo
che avrebbero giocato in questo modo, aggredendo gli spazi. Dopo aver subito lo
svantaggio, magari ci siamo innervositi un pò troppo. Resta comunque il fatto che sono
riusciti a vincere su episodio». E l'Ancona? «Pur non giocando bene, spiega Russo,
abbiamo avuto le occasioni giuste per vincere la partita, purtroppo non le abbiamo
sfruttate al meglio. Ma adesso serve solo ripartire». Maurizio Peccarisi spiega
l'episodio del gol ospite. «C'è stato un cross dalla nostra sinistra, dice il difensore,
poi Ferrarese è sbucato all'improvviso, colpendo in anticipo. Si, è andata proprio
storta, non eravamo gli stessi delle altre partite. Dovevamo crederci di più, con più
forza mentale questa partita saremmo riusciti a vincerla». Un occasione persa per far
diventare la classifica ancora più positiva. «Si, comunque siamo sempre lì. Anche se
c'è ancora tanto da fare. La partita contro il Cittadella ci ha insegnato ancora una
volta che se non stiamo concentrati per tutta la partita e anche di più rischiamo di
perdere come oggi». Adesso vi aspettano due impegni difficili. Salerno e Vicenza in
trasferta che oggi hanno perso di brutto. «Si, sono due gare difficili, per questo
dobbiamo essere più concreti e più cattivi».
di Ferdinando Vicini
Brini non fa drammi, traditi dalla tensione.
Non fa drammi per una sconfitta
che ha l'effetto di una doccia fredda, ma certo per Fabio Brini è un amaro boccone da
mandar giù. Qualcuno comincia a parlare di tabù, Cittadella, visto che in tre incontri
con i veneti l'Ancona ne ha tirato fuori un solo punto. Di fatto, statistiche a parte,
anche stavolta i biancorossi hanno dimostrato di soffrire oltremodo la formazione di
Glerean. Brini però, nonostante la stima per il tecnico veneto cui lo lega una sincera
amicizia nata sui banchi di Coverciano, sottolinea l'atteggiamento difensivistico tenuto
dal Cittadella. «Mi è sembrato di rivedere la partita disputata contro il Siena. In
effetti loro hanno badato solo a distruggere, pur disponendo di buone individualità. Non
è facile far gioco in simili condizioni». Di certo non è stata la migliore Ancona, a
prescindere dall'avversario. E' mancato il ritmo e l'intensità che Agostini e compagni
riescono a conferire alle loro azioni quando la squadra gira come sa. «E' vero, abbiamo
incontrato delle difficoltà siamo stati spesso imprecisi commettendo degli errori anche
nei passaggi più semplici. Però, nonostante tutto, abbiamo saputo creare diverse
occasioni da rete. Purtroppo le abbiamo fallite e alla fine abbiamo pagato i nostri
errori». Tuttavia per il tecnico biancorosso l'Ancona non meritava di perdere una gara
che anche il Cittadella, obiettivamente, non ha fatto molto per vincere. «Se fossimo
riusciti a mettere la palla dentro nel primo tempo la partita sarebbe cambiata. Così non
è stato e quando siamo andati in svantaggio abbiamo accusato il colpo dal punto di vista
psicologico. Però, tutto sommato, non avremmo meritato di perdere». Dopo aver subito il
gol di Ferrarese, l'undici biancorosso non è riuscito ad organizzare una reazione
efficace. «Loro dopo l'1-0 si sono difesi bene, chiudendosi all'indietro. A noi è venuta
a mancare la lucidità, ma non è facile trovare spazi in quella situazione. Sono i
momenti in cui servirebbe la giocata particolare, il colpo del singolo, ma non lo abbiamo
trovato. Con questo non voglio dire che non disponiamo di uomini di qualità, ma stavolta
è andata così». Qualcuno, a proposito di qualità, fa riferimento alle assenze di
alcuni uomini per cercare le cause di una sconfitta dura da digerire. Brini però respinge
subito questa tesi. «Le assenze non c'entrano. In passato ne abbiamo avuto anche di più
gravi eppure siamo riusciti a vincere fuori casa. Non è stato questo il motivo per cui
abbiamo perso». Quando è entrato Albino per qualche minuto la squadra si è espressa
meglio creando qualche pericolo alla porta di Capecchi, salvo poi ripiombare nel grigiore
di un gioco senza sbocchi. «Dopo l'ingresso di Albino il Cittadella è corso ai ripari,
inserendo altri difensori e abbassando ancora di più il baricentro della squadra. Così
per noi giocare è diventato ancora più complicato». Era stata presentata come la
partita della possibile svolta; vincerla avrebbe lanciato l'Ancona nell' orbita dell'alta
classifica. Forse i biancorossi hanno risentito dell'importanza di questo appuntamento.
«Quando le responsabilità aumentano la tensione può giocare brutti scherzi. Questo può
aver influito negativamente. Del resto io ho sempre detto che questa è una squadra che
deve rimanere tranquilla e non può permettersi di calare di intensità. Non è che il
valore dell'Ancona e dei suoi giocatori cambi solo perché ci troviamo in una certa
posizione di classifica. Perciò dobbiamo rimanere tranquilli. Ora pensiamo solo alla
Salernitana».
di Mimmo Cugini
Storari ammette, forse ci siamo rilassati.
Il Cittadella che passa al Del
Conero regala anche il primo dispiacere casalingo della stagione a Marco Storari. «Già,
il primo dispiacere. Una sconfitta nata dall'unica occasione vera del Cittadella. Il gol?
Mah, la palla è schizzata, spiega l'estremo difensore biancorosso, non potevo farci
niente quando l'ho vista. E' stato un bel gol d'anticipo. Tra l'altro è una vera vergogna
giocare in casa con l'erba così alta e pure bagnata. Cosa è successo alla squadra?
Magari c'è stato a livello inconscio un rilassamento nel dopo Terni». Cosa cambia adesso
nel campionato dell'Ancona? «Adesso serve reagire, anche per capire che squadra siamo e
cosa dobbiamo chiedere al nostro campionato, se proseguire a guardare in alto e pensare
solo a salvarci». Un Ancona che non ha giocato al meglio, non avendo espresso tutto il
potenziale che aveva da dare e con un tentativo di assalto finale che però ha prodotto
solo una raffica di corner. Anche Marcello Albino, che ieri ha fatto il suo rientro,
spiega il match. «La squadra non si è espressa benissimo. Era un partita che dovevamo
vincere per forza, per entrare nei discorsi di alta classifica. Tutto questo - ha spiegato
ancora il numero dieci dorico - ha influito negativamente sulla nostra prestazione. La
sconfitta comunque non cambia molto, ma ogni volta che dobbiamo dovuto affrontare partite
importanti per la classifica, abbiamo fallito. Di questo dobbiamo prenderne atto».
di Luca Frezzotti
Pieroni: E' un passo falso, brucia
perdere in casa.
Il buio sceso "in
anticipo" rispetto alle lucenti scorse domeniche rende ancora più triste la cornice
alla prima sconfitta e lAncona al Conero in questa stagione. Uno stop inaspettato di
fronte all ufo Cittadella sceso dal padovano per invadere ed espugnare quella che
sembrava una fortezza inattaccabile. Nel giorno che poteva far esplodere lAncona
mania la squadra di Brini cede il passo ed anzi ne fa uno indietro soprattutto in
classifica: "Certo, non è stata la solita Ancona, inizia il patron Pieroni, su
questo non ci sono dubbi ma abbiamo subito un ko immeritato. Soprattutto nel primo tempo
ci sono state parecchie occasioni per andare in vantaggio ma non siamo riusciti a
sfruttarle come avremmo dovuto anche per la bravura del loro portiere». «Devo dire però
che alcune decisioni arbitrali sono state assai discutibili, continua il patron,
soprattutto da parte del guardalinee sotto la tribuna. E un vero peccato perché
poteva essere una partita molto importante per noi ed invece siamo stati superati da un
Cittadella che non ha fatto proprio niente". La squadra è apparsa nervosa e non
pronta mentalmente come in altre occasioni. "I ragazzi non hanno reagito bene al gol
ospite: sicuramente non era la squadra che ha vinto a Terni e sono convinto che la sosta
ha fatto più male che bene. Purtroppo è stata unAncona se vogliamo apatica. La
squadra ha mancato una ghiotta occasione per il grande salto... "Certamente è un
passo falso che non ci voleva perché con un successo avremmo migliorato ancora di più la
classifica. Il fatto di avere perso in casa ci brucia parecchio ma ripeto che la partita l
ha fatta lAncona. In unoccasione almeno, quando Vieri ha liberato un proprio
compagno, larbitro ha sbagliato di grosso. Diciamola come va detta: il pareggio era
il risultato più giusto. Quando si perde in questa maniera ci si appella anche alle
assenze... "Non è questo il problema". Il patron se ne va visibilmente
amareggiato mentre la prende con più filosofia il direttore generale Tomei: "Il
calcio è anche questo e non bisogna mai dare niente per scontato. La squadra non ha
disputato una grandissima prestazione ma non meritava certamente di perdere. Per me che ho
volato sempre basso questa non è una caduta che può fare male. Differente la prospettiva
di chi vola alto: quando si cade da grandi altezze si può sbattere duramente per terra.
Per quanto mi riguarda non ho niente da rimproverare alla squadra che ha fatto per intero
il suo dovere. Non tutte le domeniche del campionato sono uguali per cui a volte si può
inciampare ma limportante è riprendere il cammino interrotto. Ci sono le famose
giornate storte. In questo caso si può però imputare alla squadra di non aver
interpretato il match con la solita aggressività: "Non ci sono dubbi sul fatto che
non era la solita Ancona ma cè da dire anche che se il risultato fosse stato
diverso non avremmo fatto tutti questi discorsi. Non è stata una squadra brillante ma i
ragazzi hanno dato tutto". Sè parlato di riprendere il cammino interrotto ma
nel futuro ci sono due trasferte problematiche: "Anche il Cittadella aveva una
trasferta complicata e l ha vinta per cui...".
di Andrea Principi
Per Brini una sconfitta assurda contro un
Cittadella rinunciatario.
Non ne fa un dramma, ma
indubbiamente questa sconfitta a Fabio Brini brucia molto. «Non meritavamo di perdere»,
specifica subito il tecnico. Con il Cittadella, ogni anno lAncona soffre. «La
partita per certi versi è assomigliata a quella pareggiata contro il Siena. La
preoccupazione maggiore del Cittadella è stata quella di distruggere il gioco dellAncona.
Euna squadra che possiede discrete individualità, abile nelle ripartenze». Ma la
sconfitta no, per Brini non è assolutamente meritata. «Anche perché se cè una
squadra che ha cercato di giocare in quei pochissimi spazi in campo, questa è stata lAncona.
Certo, contro questo Cittadella non era facile». La squadra lha delusa, sotto il
piano del ritmo? «Beh, forse non siamo andati al massimo, credo che il discorso sia più
che altro di natura mentale». Infatti lAncona si è dimostrata nervosa. Più
nervosa del solito. «Questo si è visto, infatti si sono sbagliate molte volte cose fin
troppo elementari, come addirittura gli appoggi ai compagni. Il morale è andato
progressivamente in calando». Brini attribuisce questo fatto alle occasioni da rete
fallite nel primo tempo. «E questo che mi dà particolarmente fastidio. Essere
arrivati al tiro, aver creato più di unoccasione da rete, ma non essere riusciti a
segnare. Quando si falliscono certe reti poi il morale. scende. Questa gara si poteva
vincere solo con una giocata particolare, il Cittadella era ben messo in campo e non
lasciava passare. Si poteva vincere con un colpo da maestro, che però purtroppo non è
arrivato». Quando è entrato Albino, qualche lampo di luce si è visto, ma dopo pochi
minuti il Cittadella ha messo sotto controllo la situazione. «Infatti. Perché con le tre
sostituzioni Glerean ha progressivamente spostato indietro il baricentro della sua
squadra, per difendere il vantaggio». LAncona soffre di un male dalta
classifica? «LAncona è questa, qualcuno gli sta dando una dimensione troppo
grande, e questa non era una partita decisiva come qualcuno ha voluto far credere». Dopo
una sconfitta interna, due trasferte consecutive. Una prospettiva che non è il massimo...
«Per me esiste solo la partita di Salerno di domenica, al resto adesso non penso».
di Guido Montanari
Ancona, l'hai combinata grossa.
Non siamo certo tra quelli che
dopo una sconfitta trasformano i meravigliosi "eroi" della domenica prima in
tanti pavidi "imboscati". Non è nel nostro stile, ma siccome ieri tanta gente
se nè andata dallo stadio Del Conero con una faccia che ve la raccomandiamo, bè,
allora abbiamo il diritto dovere come punto di riferimento storico dei tifosi anconetani
di cercare di capire, e se possibile, di spiegare il motivo di questa amarissima caduta in
casa con il Cittadella. Fa quasi sorridere per il nome che ricorda il noto quartiere
dorico, ma qui al contrario cè molto poco da ridere, perchè nel giorno in cui
tutti si attendevano il gran salto è arrivata la grande caduta. Allindietro. Come
col Siena Anche il Cittadella, come il Siena un mese fa, è sceso al Del Conero con il
preciso compito di non prenderle. E non cè neanche da fargliene una colpa, visto
comera la classifica prima di questa disgraziatissima partita. In campo quindi spazi
ristretti, quasi asfittici, e Ancona che è andata subito in difficoltà. Proprio come con
la squadra di Papadopulo, solo che allora almeno i dorici erano riusciti a prendere un
punto (me se vi ricordate bene i toscani allultimo minuto sprecarono una ghiotta
occasione davanti a Storari). Il che significa che i biancorossi soffrono tantissimo le
squadre che si chiudono, mentre quando si gioca a viso aperto, anche se di fronte cè
una formazione di rango (vedi Reggina, Genoa, Ternana) lAncona riesce a fare la sua
bella figura. E soprattutto riesce a far punti. Forse siamo arrivati ad uno snodo cruciale
della stagione e bisogna decidere: se vogliamo disputare un campionato tranquillo allora
va benissimo la squadra attuale, se vogliamo invece pensare a qualcosa di più importante,
lAncona deve essere rafforzata. A nostro avviso servirebbe nel mezzo più qualità
per superare squadre che si chiudono a riccio come il Siena e il Cittadella (e in B ce ne
sono tante). Il patron Pieroni in settimana dovrebbe concludere lacquisto del
centrocampista croato Brncic. E questo potrebbe essere un colpo importante, ma non
anticipiamo i tempi, vedremo come evolverà la trattativa nei prossimi giorni. Che
sofferenza a centrocampo! Il Cittadella con il suo strano modulo di gioco (3-3-1-3) ha
senza dubbio messo in difficoltà lAncona in particolare a centrocampo dove
Martusciello aveva il pallone incollato tra i piedi e caraccollava implacabile tra attacco
e centrocampo coprendo la sfera, rallentando lazione e guadagnando tanti falli. Nel
mezzo lAncona si è trovata quasi sempre con un uomo in meno con Bono e Agostini
costretti ad un superlavoro in fase di contenimento più che di costruzione. Mettiamoci la
giornata nera di alcuni giocatori vedi De Palma (inesistente) e degli attaccanti, e il
gioco è fatto. Ancona prevedibile, che tra laltro ha usato poco soprattutto la
fascia sinistra, quella di Russo dalla quale di solito nascono le azioni migliori. I cross
messi in mezzo da lontano sono stati quasi tutti facile preda degli arcigni difensori del
Cittadella, in particolare Esposito è stato davvero un gigante. Pareggio più che
giusto. Detto questo, nessuno ci toglierà dalla testa che la spartizione della posta
ieri sarebbe stata più giusta: in particolare nel primo tempo i biancorossi avevano messo
sotto di brutto i veneti di Glerean rischiando in almeno tre occasioni di passare in
vantaggio. Le punte, altro fattore negativo, ieri non erano proprio in giornata e
Capecchi, in un modo o nellaltro, si è salvato. Nella ripresaci aspettavamo la
zampata vincente e invece la zampata ce lha data... Ferraresi. Sotto di un gol,
nonostante lingresso di Albino (forse entrato con un pizzico di ritardo) che ha senzaltro
dato più qualità alla manovra biancorossa, lAncona non è più riuscita a
pareggiare i conti facendosi prendere dalla frenesia e dal nervosismo. Finisce 1-0 per il
Cittadella tra i fischi (ed è la prima volta) dei 6500 affezionati che speravano in una
domenica ben diversa. Un boccone amaro da ingoiare, ma la frittata è fatta. Bisogna
reagire, ma loccasione persa ieri è di quelle importanti. Purtroppo è così,
inutile negarlo... |