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di Mauro Anconetani

Brini non cerca giustificazioni per la sconfitta. Non cerca inutili giustificazioni il mister dorico Fabio Brini analizzando nell’immediato dopo partita la prima sconfitta casalinga de la sua squadra. Un mister a cui ricordiamo è morta Ia mamma solo sabato scorso "E’ stata una gara che per molti aspetti ha rispecchiato quella pareggiata sempre qui al Del Conero contro il Siena, ha dichiarato il tecnico dorico, il Cittadella, nonostante abbia anche buone individualità, ha cercato soprattutto di distruggere il nostro gioco chi ha provato a fare la partita nei pochi spazi a disposizione, è stata soltanto l’Ancona.

Queste sono partite dove c’è bisogno del colpo di qualità, della giocata vincente del singolo e noi non le abbiamo avute, pur costruendo le nostre occasioni da gol". Le difficoltà soprattutto a centrocampo, dove il Cittadella era spesso in superiorità numerica, per questo avete provato sorprendere la retroguardia avversaria con lunghi lanci?
"Se non riesci ad esprimerti perchè gli altri te lo impediscono, devi trovare altre soluzioni e ribadisco nonostante le difficoltà incontrate quello che mi rammarica e che abbiamo creato occasioni per andare in rete, ma non siamo riusciti a concretizzarle". Nel primo tempo in particolare avete sfruttato poco le fasce... "Riuscivamo a trovare buoni spazi centralmente e non vedo perchè avrei dovuto far giocare la squadra sulle corsie esterne".
A tratti è sembrata un’Ancona nervosa, mentalmente troppo contratta, gli sono state addossate troppe responsabilità? Probabilmente hanno contribuito negativamente la tensione precedente alla partita e l’importanza della gara stessa.
Questa è una squadra che non dobbiamo caricarla troppo, deve vivere nel giusto equilibrio fra tranquillità e tensione, come abbiamo fatto in questo inizio di stagione, se le responsabilità aumentano è chiaro che le difficoltà possono essere amplificate.
Oggi abbiamo commesso degli errori negli appoggi anche grossolani, quando deve ottenere per forza delle cose il risultato, ecco quello che viene fuori. Certo la sconfitta ci penalizza oltre misura, pur non brillando come in altre occasioni infatti, il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto". Dopo il gol dello svantaggio, l’Ancona pur spingendo non è più riuscita a rendersi pericolosa... "Sotto di una rete è diventato tutto più difficile, loro si sono chiusi ancora di più e gli spazi erano pochissimi.
Con l’inserimento di Albino abbiamo guadagnato dei metri nella loro metà campo, ma solo con un’invenzione si poteva rimettere in sesto il risultato. Poi nel finale è subentrata anche la stanchezza Esce ridimensionata. l’Ancona dopo questa sconfitta? "Personalmente non l’avevo mai sopravalutata, chi lo ha fatto ha certamente sbagliato. Conosciamo i nostri limiti e anche se sonò arrivati fino ad oggi dei buoni risultati, non dobbiamo pensare che siamo una squadra imbattibile".
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di Michele Mondaini

La sconfitta con il Cittadella chiude per ora le porte dei quartieri altissimi per l'Ancona, una zampata nel secondo tempo e i veneti sbancano il Del Conero. Per i biancorossi è la prima sconfitta interna. Nel dopo partita la parola chiave dei giocatori dorici è ripartire, a cominciare dal prossimo impegno fuori casa a Salerno. «Siamo veramente dispiaciuti per come abbiamo perso la partita, spiega Salvatore Russo, e per non essere riusciti a proseguire nella striscia di risultati positivi». Il Cittadella è sembrato più aggressivo in mezzo al campo, vi ha messo in difficoltà nel costruire gioco? «E' una squadra difficile da affrontare. Certo, sapevamo che avrebbero giocato in questo modo, aggredendo gli spazi. Dopo aver subito lo svantaggio, magari ci siamo innervositi un pò troppo. Resta comunque il fatto che sono riusciti a vincere su episodio». E l'Ancona? «Pur non giocando bene, spiega Russo, abbiamo avuto le occasioni giuste per vincere la partita, purtroppo non le abbiamo sfruttate al meglio. Ma adesso serve solo ripartire». Maurizio Peccarisi spiega l'episodio del gol ospite. «C'è stato un cross dalla nostra sinistra, dice il difensore, poi Ferrarese è sbucato all'improvviso, colpendo in anticipo. Si, è andata proprio storta, non eravamo gli stessi delle altre partite. Dovevamo crederci di più, con più forza mentale questa partita saremmo riusciti a vincerla». Un occasione persa per far diventare la classifica ancora più positiva. «Si, comunque siamo sempre lì. Anche se c'è ancora tanto da fare. La partita contro il Cittadella ci ha insegnato ancora una volta che se non stiamo concentrati per tutta la partita e anche di più rischiamo di perdere come oggi». Adesso vi aspettano due impegni difficili. Salerno e Vicenza in trasferta che oggi hanno perso di brutto. «Si, sono due gare difficili, per questo dobbiamo essere più concreti e più cattivi».


di Ferdinando Vicini

Brini non fa drammi, traditi dalla tensione.

Non fa drammi per una sconfitta che ha l'effetto di una doccia fredda, ma certo per Fabio Brini è un amaro boccone da mandar giù. Qualcuno comincia a parlare di tabù, Cittadella, visto che in tre incontri con i veneti l'Ancona ne ha tirato fuori un solo punto. Di fatto, statistiche a parte, anche stavolta i biancorossi hanno dimostrato di soffrire oltremodo la formazione di Glerean. Brini però, nonostante la stima per il tecnico veneto cui lo lega una sincera amicizia nata sui banchi di Coverciano, sottolinea l'atteggiamento difensivistico tenuto dal Cittadella. «Mi è sembrato di rivedere la partita disputata contro il Siena. In effetti loro hanno badato solo a distruggere, pur disponendo di buone individualità. Non è facile far gioco in simili condizioni». Di certo non è stata la migliore Ancona, a prescindere dall'avversario. E' mancato il ritmo e l'intensità che Agostini e compagni riescono a conferire alle loro azioni quando la squadra gira come sa. «E' vero, abbiamo incontrato delle difficoltà siamo stati spesso imprecisi commettendo degli errori anche nei passaggi più semplici. Però, nonostante tutto, abbiamo saputo creare diverse occasioni da rete. Purtroppo le abbiamo fallite e alla fine abbiamo pagato i nostri errori». Tuttavia per il tecnico biancorosso l'Ancona non meritava di perdere una gara che anche il Cittadella, obiettivamente, non ha fatto molto per vincere. «Se fossimo riusciti a mettere la palla dentro nel primo tempo la partita sarebbe cambiata. Così non è stato e quando siamo andati in svantaggio abbiamo accusato il colpo dal punto di vista psicologico. Però, tutto sommato, non avremmo meritato di perdere». Dopo aver subito il gol di Ferrarese, l'undici biancorosso non è riuscito ad organizzare una reazione efficace. «Loro dopo l'1-0 si sono difesi bene, chiudendosi all'indietro. A noi è venuta a mancare la lucidità, ma non è facile trovare spazi in quella situazione. Sono i momenti in cui servirebbe la giocata particolare, il colpo del singolo, ma non lo abbiamo trovato. Con questo non voglio dire che non disponiamo di uomini di qualità, ma stavolta è andata così». Qualcuno, a proposito di qualità, fa riferimento alle assenze di alcuni uomini per cercare le cause di una sconfitta dura da digerire. Brini però respinge subito questa tesi. «Le assenze non c'entrano. In passato ne abbiamo avuto anche di più gravi eppure siamo riusciti a vincere fuori casa. Non è stato questo il motivo per cui abbiamo perso». Quando è entrato Albino per qualche minuto la squadra si è espressa meglio creando qualche pericolo alla porta di Capecchi, salvo poi ripiombare nel grigiore di un gioco senza sbocchi. «Dopo l'ingresso di Albino il Cittadella è corso ai ripari, inserendo altri difensori e abbassando ancora di più il baricentro della squadra. Così per noi giocare è diventato ancora più complicato». Era stata presentata come la partita della possibile svolta; vincerla avrebbe lanciato l'Ancona nell' orbita dell'alta classifica. Forse i biancorossi hanno risentito dell'importanza di questo appuntamento. «Quando le responsabilità aumentano la tensione può giocare brutti scherzi. Questo può aver influito negativamente. Del resto io ho sempre detto che questa è una squadra che deve rimanere tranquilla e non può permettersi di calare di intensità. Non è che il valore dell'Ancona e dei suoi giocatori cambi solo perché ci troviamo in una certa posizione di classifica. Perciò dobbiamo rimanere tranquilli. Ora pensiamo solo alla Salernitana».


di Mimmo Cugini

Storari ammette, forse ci siamo rilassati.

Il Cittadella che passa al Del Conero regala anche il primo dispiacere casalingo della stagione a Marco Storari. «Già, il primo dispiacere. Una sconfitta nata dall'unica occasione vera del Cittadella. Il gol? Mah, la palla è schizzata, spiega l'estremo difensore biancorosso, non potevo farci niente quando l'ho vista. E' stato un bel gol d'anticipo. Tra l'altro è una vera vergogna giocare in casa con l'erba così alta e pure bagnata. Cosa è successo alla squadra? Magari c'è stato a livello inconscio un rilassamento nel dopo Terni». Cosa cambia adesso nel campionato dell'Ancona? «Adesso serve reagire, anche per capire che squadra siamo e cosa dobbiamo chiedere al nostro campionato, se proseguire a guardare in alto e pensare solo a salvarci». Un Ancona che non ha giocato al meglio, non avendo espresso tutto il potenziale che aveva da dare e con un tentativo di assalto finale che però ha prodotto solo una raffica di corner. Anche Marcello Albino, che ieri ha fatto il suo rientro, spiega il match. «La squadra non si è espressa benissimo. Era un partita che dovevamo vincere per forza, per entrare nei discorsi di alta classifica. Tutto questo - ha spiegato ancora il numero dieci dorico - ha influito negativamente sulla nostra prestazione. La sconfitta comunque non cambia molto, ma ogni volta che dobbiamo dovuto affrontare partite importanti per la classifica, abbiamo fallito. Di questo dobbiamo prenderne atto».


di Luca Frezzotti

Pieroni: E' un passo falso, brucia perdere in casa.

Il buio sceso "in anticipo" rispetto alle lucenti scorse domeniche rende ancora più triste la cornice alla prima sconfitta e l’Ancona al Conero in questa stagione. Uno stop inaspettato di fronte all’ ufo Cittadella sceso dal padovano per invadere ed espugnare quella che sembrava una fortezza inattaccabile. Nel giorno che poteva far esplodere l’Ancona mania la squadra di Brini cede il passo ed anzi ne fa uno indietro soprattutto in classifica: "Certo, non è stata la solita Ancona, inizia il patron Pieroni, su questo non ci sono dubbi ma abbiamo subito un ko immeritato. Soprattutto nel primo tempo ci sono state parecchie occasioni per andare in vantaggio ma non siamo riusciti a sfruttarle come avremmo dovuto anche per la bravura del loro portiere». «Devo dire però che alcune decisioni arbitrali sono state assai discutibili, continua il patron, soprattutto da parte del guardalinee sotto la tribuna. E’ un vero peccato perché poteva essere una partita molto importante per noi ed invece siamo stati superati da un Cittadella che non ha fatto proprio niente". La squadra è apparsa nervosa e non pronta mentalmente come in altre occasioni. "I ragazzi non hanno reagito bene al gol ospite: sicuramente non era la squadra che ha vinto a Terni e sono convinto che la sosta ha fatto più male che bene. Purtroppo è stata un’Ancona se vogliamo apatica. La squadra ha mancato una ghiotta occasione per il grande salto... "Certamente è un passo falso che non ci voleva perché con un successo avremmo migliorato ancora di più la classifica. Il fatto di avere perso in casa ci brucia parecchio ma ripeto che la partita l’ ha fatta l’Ancona. In un’occasione almeno, quando Vieri ha liberato un proprio compagno, l’arbitro ha sbagliato di grosso. Diciamola come va detta: il pareggio era il risultato più giusto. Quando si perde in questa maniera ci si appella anche alle assenze... "Non è questo il problema". Il patron se ne va visibilmente amareggiato mentre la prende con più filosofia il direttore generale Tomei: "Il calcio è anche questo e non bisogna mai dare niente per scontato. La squadra non ha disputato una grandissima prestazione ma non meritava certamente di perdere. Per me che ho volato sempre basso questa non è una caduta che può fare male. Differente la prospettiva di chi vola alto: quando si cade da grandi altezze si può sbattere duramente per terra. Per quanto mi riguarda non ho niente da rimproverare alla squadra che ha fatto per intero il suo dovere. Non tutte le domeniche del campionato sono uguali per cui a volte si può inciampare ma l’importante è riprendere il cammino interrotto. Ci sono le famose giornate storte. In questo caso si può però imputare alla squadra di non aver interpretato il match con la solita aggressività: "Non ci sono dubbi sul fatto che non era la solita Ancona ma c’è da dire anche che se il risultato fosse stato diverso non avremmo fatto tutti questi discorsi. Non è stata una squadra brillante ma i ragazzi hanno dato tutto". S’è parlato di riprendere il cammino interrotto ma nel futuro ci sono due trasferte problematiche: "Anche il Cittadella aveva una trasferta complicata e l’ ha vinta per cui...".


di Andrea Principi

Per Brini una sconfitta assurda contro un Cittadella rinunciatario.

Non ne fa un dramma, ma indubbiamente questa sconfitta a Fabio Brini brucia molto. «Non meritavamo di perdere», specifica subito il tecnico. Con il Cittadella, ogni anno l’Ancona soffre. «La partita per certi versi è assomigliata a quella pareggiata contro il Siena. La preoccupazione maggiore del Cittadella è stata quella di distruggere il gioco dell’Ancona. E’una squadra che possiede discrete individualità, abile nelle ripartenze». Ma la sconfitta no, per Brini non è assolutamente meritata. «Anche perché se c’è una squadra che ha cercato di giocare in quei pochissimi spazi in campo, questa è stata l’Ancona. Certo, contro questo Cittadella non era facile». La squadra l’ha delusa, sotto il piano del ritmo? «Beh, forse non siamo andati al massimo, credo che il discorso sia più che altro di natura mentale». Infatti l’Ancona si è dimostrata nervosa. Più nervosa del solito. «Questo si è visto, infatti si sono sbagliate molte volte cose fin troppo elementari, come addirittura gli appoggi ai compagni. Il morale è andato progressivamente in calando». Brini attribuisce questo fatto alle occasioni da rete fallite nel primo tempo. «E’ questo che mi dà particolarmente fastidio. Essere arrivati al tiro, aver creato più di un’occasione da rete, ma non essere riusciti a segnare. Quando si falliscono certe reti poi il morale. scende. Questa gara si poteva vincere solo con una giocata particolare, il Cittadella era ben messo in campo e non lasciava passare. Si poteva vincere con un colpo da maestro, che però purtroppo non è arrivato». Quando è entrato Albino, qualche lampo di luce si è visto, ma dopo pochi minuti il Cittadella ha messo sotto controllo la situazione. «Infatti. Perché con le tre sostituzioni Glerean ha progressivamente spostato indietro il baricentro della sua squadra, per difendere il vantaggio». L’Ancona soffre di un male d’alta classifica? «L’Ancona è questa, qualcuno gli sta dando una dimensione troppo grande, e questa non era una partita decisiva come qualcuno ha voluto far credere». Dopo una sconfitta interna, due trasferte consecutive. Una prospettiva che non è il massimo... «Per me esiste solo la partita di Salerno di domenica, al resto adesso non penso».


di Guido Montanari

Ancona, l'hai combinata grossa.

Non siamo certo tra quelli che dopo una sconfitta trasformano i meravigliosi "eroi" della domenica prima in tanti pavidi "imboscati". Non è nel nostro stile, ma siccome ieri tanta gente se n’è andata dallo stadio Del Conero con una faccia che ve la raccomandiamo, bè, allora abbiamo il diritto dovere come punto di riferimento storico dei tifosi anconetani di cercare di capire, e se possibile, di spiegare il motivo di questa amarissima caduta in casa con il Cittadella. Fa quasi sorridere per il nome che ricorda il noto quartiere dorico, ma qui al contrario c’è molto poco da ridere, perchè nel giorno in cui tutti si attendevano il gran salto è arrivata la grande caduta. All’indietro. Come col Siena Anche il Cittadella, come il Siena un mese fa, è sceso al Del Conero con il preciso compito di non prenderle. E non c’è neanche da fargliene una colpa, visto com’era la classifica prima di questa disgraziatissima partita. In campo quindi spazi ristretti, quasi asfittici, e Ancona che è andata subito in difficoltà. Proprio come con la squadra di Papadopulo, solo che allora almeno i dorici erano riusciti a prendere un punto (me se vi ricordate bene i toscani all’ultimo minuto sprecarono una ghiotta occasione davanti a Storari). Il che significa che i biancorossi soffrono tantissimo le squadre che si chiudono, mentre quando si gioca a viso aperto, anche se di fronte c’è una formazione di rango (vedi Reggina, Genoa, Ternana) l’Ancona riesce a fare la sua bella figura. E soprattutto riesce a far punti. Forse siamo arrivati ad uno snodo cruciale della stagione e bisogna decidere: se vogliamo disputare un campionato tranquillo allora va benissimo la squadra attuale, se vogliamo invece pensare a qualcosa di più importante, l’Ancona deve essere rafforzata. A nostro avviso servirebbe nel mezzo più qualità per superare squadre che si chiudono a riccio come il Siena e il Cittadella (e in B ce ne sono tante). Il patron Pieroni in settimana dovrebbe concludere l’acquisto del centrocampista croato Brncic. E questo potrebbe essere un colpo importante, ma non anticipiamo i tempi, vedremo come evolverà la trattativa nei prossimi giorni. Che sofferenza a centrocampo! Il Cittadella con il suo strano modulo di gioco (3-3-1-3) ha senza dubbio messo in difficoltà l’Ancona in particolare a centrocampo dove Martusciello aveva il pallone incollato tra i piedi e caraccollava implacabile tra attacco e centrocampo coprendo la sfera, rallentando l’azione e guadagnando tanti falli. Nel mezzo l’Ancona si è trovata quasi sempre con un uomo in meno con Bono e Agostini costretti ad un superlavoro in fase di contenimento più che di costruzione. Mettiamoci la giornata nera di alcuni giocatori vedi De Palma (inesistente) e degli attaccanti, e il gioco è fatto. Ancona prevedibile, che tra l’altro ha usato poco soprattutto la fascia sinistra, quella di Russo dalla quale di solito nascono le azioni migliori. I cross messi in mezzo da lontano sono stati quasi tutti facile preda degli arcigni difensori del Cittadella, in particolare Esposito è stato davvero un gigante. Pareggio più che giusto. Detto questo, nessuno ci toglierà dalla testa che la spartizione della posta ieri sarebbe stata più giusta: in particolare nel primo tempo i biancorossi avevano messo sotto di brutto i veneti di Glerean rischiando in almeno tre occasioni di passare in vantaggio. Le punte, altro fattore negativo, ieri non erano proprio in giornata e Capecchi, in un modo o nell‘altro, si è salvato. Nella ripresaci aspettavamo la zampata vincente e invece la zampata ce l’ha data... Ferraresi. Sotto di un gol, nonostante l’ingresso di Albino (forse entrato con un pizzico di ritardo) che ha senz’altro dato più qualità alla manovra biancorossa, l’Ancona non è più riuscita a pareggiare i conti facendosi prendere dalla frenesia e dal nervosismo. Finisce 1-0 per il Cittadella tra i fischi (ed è la prima volta) dei 6500 affezionati che speravano in una domenica ben diversa. Un boccone amaro da ingoiare, ma la frittata è fatta. Bisogna reagire, ma l’occasione persa ieri è di quelle importanti. Purtroppo è così, inutile negarlo...

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