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di Luca Frezzotti

L'Ancona a due facce non piace a Pieroni. L’Ancona a due facce non è piaciuta al patron Ermanno Pieroni che ha seguito per la seconda volta di fila, l’esordio con la Pistoiese, il match dalla panchina. "Abbiamo disputato due tempi diversi, commenta Pieroni, Nel primo non abbiamo giocato ed abbiamo regalato due gol al Bari. Nel secondo ho rivisto l’Ancona di domenica scorsa ma sotto di due gol era difficile rimontare.

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Un’Ancona con un atteggiamento diverso anche grazie all’ingresso di due giocatori più offensivi come Montervino e Staffolani. Il dispiacere più grosso, conclude il patron biancorosso, è aver perso contro un Bari non trascendentale che ha rispecchiato le ultime prove non esaltanti. Abbiamo perso con Storari che non ha fatto neanche una parata...". Il secondo gol è stato un vero e proprio regalo alla formazione di Perotti:
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"Ci ha tagliato le gambe, continua il patron, ma non me la sento di gettare la croce addosso a Peccarisi e Giacobbo. Purtroppo quella del primo tempo è stata un’Ancona abulica, insofferente: se dovessi dare dei, voti darei molte insufficienze.
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Il voto più alto se lo meritano i tifosi che erano al "San Nicola" che nonostante il 2 a O per il Bari hanno continuato ad incitare: almeno loro hanno dimostrato di avere lo spirito giusto, quello spirito con cui abbiamo affrontato la Pistoiese e che dobbiamo ritrovare assolutamente domenica prossima. Nelle prossime quattro partite ne abbiamo tre in casa in cui dobbiamo accumulare punti per chiudere al meglio il girone di andata. I ragazzi dovranno scendere in campo con il coltello trai denti...". Presenti a Bari, oltre al Patron, anche il Direttore generale Pietro Tornei, direttore del marketing Briganti oltre all’avvocato Maglione. Assente invece il presidente Remo Gaetti rimasto, a casa per un improvviso attacco influenzale.
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di Guido Montanari

A fine gara Fabio Brini lascia il terreno di gioco in tutta fretta e a testa bassa, mentre il patron Pieroni (anche ieri andato in panchina) attende i giocatori che pure lasciano il San Nicola scuri in volto: ci immaginiamo di trovare in sala stampa un mister furioso e invece ci scappa persino un sorriso quando gli chiediamo a bruciapelo qual è la vera Ancona: quella del primo tempo o quella del secondo? "Ma forse tutte... e due, risponde pronto il tecnico accennando ad un sorriso. Quest’anno la ruota gira così, giochiamo anche bene, costruiamo azioni da gol ma poi sotto rete non riusciamo a concretizzare, se poi ci mettiamo anche a commettere errori grossolani in difesa diventa difficile, molto difficile, vincere le partite. Facciamo notare al mister che l’Ancona ha giocato ma... solo nel secondo tempo: "Verissimo, forse siamo entrati mentalmente bloccati, forse eravamo un pò troppo contratti. Il modulo? Avevo inserito Bono a centrocampo perchè mi preoccupava l’estro di D’Agostino là in mezzo, poi nella ripresa ho cambiato passando dal 3-5-2 al 3-4-3 per cercare di imprimere una maggior spinta offensiva. Direi che ci siamo riusciti, ma purtroppo una serie di situazioni negative ha impedito la nostra rimonta". Anche dai colleghi baresi arrivano elogi per il secondo tempo dell’Ancona, ma certo se si fanno regali come quello di Peccarisi... "Sì, purtroppo è stato un errore grossolano che ha macchiato una buona prestazione da parte del nostro difensore, ammette il mister, ma non è certo il caso di gettare la croce addosso a Peccarisi, ormai è andata così. Certo, ripartire dal 2-O non era facile eppure mi sento di dire che l’Ancona avrebbe meritato il pareggio. Nella ripresa il Bari non è praticamente esistito". Quanti errori sotto rete però Fabio... "Questo è vero, dobbiamo essere più concreti, più decisi, più cattivi, altrimenti è un bel guaio. Comunque qualcosa all’arbitro dovrei dirla anche oggi, ma passiamo oltre...". Il trainer biancorosso si riferiva a quell’abbraccio non proprio affettuoso in piena area, nel secondo tempo, di Bellavista su Staffolani che Palmieri ha lasciato correre. Poi il tiro di Parente fuori di un soffio, il salvataggio sulla linea di Collauto... insomma quando Brini dice che il pareggio poteva starci non è tanto lontano dalla realtà. Il problema è che siamo alla sesta sconfitta in sette partite. Rispunta la parola crisi."Non voglio neanche rispondere a questo genere di domande, taglia corto il Mister non si può ogni settimana passare dalla stelle alle stalle. Ci vuole un pò di equilibrio". Dunque un’altra sconfitta ma Brini non dispera: "Io sono l’allenatore e devo guardare la prestazione della squadra, sottolinea Brini, e anche oggi la prestazione è stata fatta anche se soprattutto nel secondo tempo. Del resto quando una squadra crea quattro - cinque occasioni da gol fuori casa, cosa si deve fare di più? Ripeto, il nostro problema è che dobbiamo metterla dentro quella benedetta palla. Anche a Bari, comunque, come in altre partite in cui abbiamo perso, l’Ancona non è riuscita a fare risultato per circostanze quantomeno rocambolesche. Bisogna reagire, a cominciare dal doppio confronto casalingo con Modena e Samp".


di Mauro Anconetani

Fa "mea culpa Attilio Perotti nella Sala stampa del San Nicola, e ammette che il brutto secondo tempo del suo Bari, è stato soprattutto frutto delle scelte tattiche da lui adottate ad inizio ripresa. "Nel primo tempo la mia squadra ha giocato una buona partita, ha dichiarato il tecnico ligure, ha sbloccato subito e con merito il risultato, trovando nel finale l’importante rete del raddoppio. Nèi secondi quarantacinque minuti invece, quando la gara sembrava oramai chiusa, abbiamo lasciato l’iniziativa all’Ancona, che ha preso coraggio e ci ha chiaramente messo in difficoltà. In definitiva abbiamo sofferto troppo, anche se devo dare atto alla squadra di Brini che ha davvero tentato il tutto per tutto per portare via almeno il pareggio. E’ stata molto insidiosa nelle palle inattive, mentre noi nel secondo tempo, raramente siamo riusciti a ripartire con manovre organizzate dalla nostra metà campo, condizionati forse anche dal terreno di gioco troppo pesante. Mi prendo comunque tutte le mie responsabilità nelle scelte messe in pratica nel secondo tempo. Facendo giocare la squadra con un solo attaccante e inserendo due giocatori sulle fasce, mi aspettavo una gestione della palla migliore da parte della mia squadra ed invece il risultato non è stato positivo". Nella ripresa il Bari ci sembra aver sofferto soprattutto a centrocampo, con i centrali apparsi sotto tono. "Tutta la squadra si è espressa al di sotto di quelle che sono le sue potenzialità,forse solo i difensori hanno lavorato di più e meglio,mentre alla metà campo in su, abbiamo chiaramente incontrato delle difficoltà". E’ stato solo un problema mentale o anche di condizione atletica? "Mentale, ma soprattutto tattico e ribadisco, mi prendo tutte le mie responsabilità da allenatore per come ho chiesto di giocare alla squadra il secondo tempo, se potessi rigiocare questa partita di certo non farei più certe scelte". Soddisfatto della prestazione del nigeriano Chokwu? "Non so quello che si possa chiedere di più ad un attaccante: ha giocato poco più di un tempo, ha segnato un gol e tenuto in costante apprensione la difesa avversaria Il risultato di parità è quello più giusto? Anche se abbiamo sofferto, direi di sì". Che impressione le ha fatto l’Ancona? "Non troppo bene nel primo tempo, mentre nella ripresa ho visto un’ottima squadra che ha dimostrato di avere carattere e un buon calcio in testa, capace inoltre di cambiare con facilità il suo atteggiamento tattico durante la partita".


di Mario Cori

bari_foto_1a.jpg (11651 byte)Si fa aspettare, ma poi sono tutti attorno a lui, al… barese Pietro Parente. L'uomo di casa. Anche qui è molto amato. «Avevo lasciato il Bari in A, ricorda Pietro, e ora fa tristezza vedere così poca gente. Tocca alla squadra riportare i tifosi». A chi gli ricorda che è stato uno dei migliori prodotti del calcio barese con Cassano e Ventola, lui replica: «Io però ai ragazzi del settore giovanile del Bari consiglierei di non prendere esempio da… Parente. Non sono uno da imitare. Ora poi sono solo un giocatore di serie B». Lascia microfoni e teccuini pugliesi e si dedica a quelli anconetani. «Grazie per gli apprezzamenti, sottolinea, ma avrei preferito giocare male e non perdere. Ho lottato fino alla fine per riuscirci, ho avuto anche qualche buona occasione che non sono riuscito a concretizzare. Al contrario del Bari, che è stato cinico». Ma quel primo tempo… «Abbiamo pagato gli errori. Non so cosa ci abbia preso quando siamo scesi in campo… Forse lo stadio ci ha intimoriti. Ma poi ci siamo svegliati ed abbiamo dimostrato di essere vivi. E poi su Staffolani c'era un rigore netto. Ero lì, ho visto bene. Non ho protestato stavolta perché altrimenti io a calcio non gioco mai, mi squalificano sempre appena apro bocca. Ho fatto un fioretto, se protesto gioco davvero solo metà campionato». Maurizio Peccarisi è affranto. «Ho commesso un errore che non so proprio spiegare, racconta il difensore,. Non voglio nemmeno chiamare in causa il campo pesante. Devo solo chiedere scusa ai compagni ed ai tifosi per quella stupidaggine. Ho colpito male la palla ed è finita così. Sul primo gol Palmieri è stato bravo a 'tagliare' sul primo palo. Io stavo andando in chiusura su Collauto ma sono rimasto in mezzo con Giacobbo, a metà strada». Non esulta Drazen Bolic per il gol: «Purtroppo non è servito a niente, spiega. Al Bari ne avevo realizzato anche un altro in serie A con la Salernitana. Allora finì 2-2. Nella ripresa eravamo davvero tutti convinti di farcela a rimontare. Peccato, ma la vera Ancona è sicuramente quella del secondo tempo». Non si dà pace Marco Storari. «Anche stavolta, spiega il portiere, non ho fatto una parata ed ho incassato due gol. Quanto durerà? Purtroppo abbiamo fatto qualche pasticcio e poi abbiamo sprecato troppo. Quell'incertezza di Maurizio ha pesato. Ha colpito male, mannaggia. Eppure quel pallone mi è passato quasi sotto al piede». Chiude Francesco Montervino, al rientro. «Nella ripresa abbiamo cercato di cambiare la partita e ci siamo riusciti. Non a caso abbiamo costruito sette o otto palle gol, solo che troppo tardi siamo riusciti a far centro. Ma la vera Ancona è quella della ripresa. Del resto è questo il calcio che ci insegna Brini da anni. Non credo che l'anno scorso fossimo superiori a centrocampo per gli alti ritmi che imponevamo. Qui nella ripresa abbiamo sciorinato anche gioco, mi pare, non solo ritmo. Finirà questa serie nera, ma ci sarà da soffrire. Personalmente sono contento di quello che ho potuto fare. Non mi aspettavo di essere chiamato in campo subito all'inizio della ripresa. Peccato quel secondo gol incassato così… Capita, colpa di tutti. Me ne prendo anche un po' io».


di Mimmo Cugini

bari_foto_1a.jpg (11651 byte)Un tempo ad aspettare il Bari e il Bari fa un gol con Palmieri, poi l'Ancona regala anche il secondo gol alla squadra di Perotti e la frittata è fatta. La sconfitta al San Nicola è tutta lì, il secondo tempo generoso dell'Ancona rende ancora più amaro il commento della sesta sconfitta biancorossa in sette partite. Chi sbaglia paga e l'Ancona deve tenersi i suoi cocci, nel secondo tempo la squadra biancorossa ha creato un numero incredibile di occasioni, ma ne è venuto fuori un solo gol, con Bolic. Siamo convinti che provando a vincere sin dall'inizio sarebbe finita diversamente, lo dimostra il secondo tempo giocato davanti alla porta di Gillet. Invece l'Ancona parte col freno a mano tirato, Brini lascia in panchina Quadrini e schiera i suoi con un 3-5-2 che è speculare a quello del Bari. Bono si appiccica a D'Agostino, che non è Baggio e forse non lo sarà mai, non ci sembra un giocatore che meriti tanto rispetto. Nel batti e ribatti a centrocampo il Bari ha più forza, chili e centimetri. Agostini naufraga nel confronto con Bellavista, il Bari spinge a destra e lì trova il gol con Collauto che innesca il capoccione di Palmieri, gran testata con la difesa dorica presa in mezzo. Quando Palmieri colpisce, Peccarisi sta scalando per chiudere su Collauto e Giacobbo non va a chiudere sul centravanti. Ma non è niente in confronto a quello che i due difensori biancorossi combinano alla fine del primo tempo. Prendila tu che la prendo io e alla fine Peccarisi tocca corto, Chuwku si infila, salta Storari e mette dentro. Roba da terza categoria. Tutto finito? Macchè. Nella ripresa comincia un'altra partita: il Bari sparisce dal campo e l'Ancona con Montervino a destra al posto di Castiglione e Staffolani a sinistra a supporto di Parente e Vieri è un'altra squadra. Domina la partita e crea occasioni in quantità industriale. Sbagliano un po' tutti davanti al portiere Gillet, poi ci si mette anche l'arbitro Palmieri che non se la sente di concedere un rigore per una cintura di Innocenti ai danni di Staffolani. Il gol della speranza dell'Ancona arriva troppo tardi: lo firma Bolic con un colpo di testa su angolo di Albino dopo che lo stesso difensore croato, ma anche Peccarisi, Parente e Vieri, avevano avuto la palla per riaprire il match. Nel secondo tempo del Bari non si hanno tracce, Perotti rinuncia prima a Chuwku e poi a De Rosa e Bellavista cercando di tamponare a centrocampo, ma la squadra di casa non riesce a gestire palla. Regge soltanto la difesa, nella quale giganteggia Neqrouz, ma anche Mazzarelli gioca una grande partita limitando il raggio d'azione di Parente, che alla fine nonostante tutto resta il giocatore dorico più pericoloso. Vieri gira troppo a vuoto e Staffolani fa il possibile, mentre Albino e Bono nella ripresa riescono a fare qualcosa di meglio rispetto al primo tempo. Insomma l'avrete capito, non gioca male neanche stavolta l'Ancona, fa gioco e crea occasioni. Ma quando regali un gol come il secondo del Bari forse è giusto perdere certe partite. A questi livelli non puoi facilitare l'avversario come ha fatto l'Ancona con il Bari. La partita è tutta lì, se i biancorossi avessero chiuso il primo tempo con un solo gol da recuperare adesso staremmo sicuramente a parlare di un altro risultato. Anche se noi siamo sempre dell'idea che questa è una squadra nata per attaccare. Se pensa a limitare gli avversari finisce per fare qualche sciocchezza. Come a Bari.

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