| di Mario Cori Non c'è più, l'Ancona.
Quella che scende in campo è ormai il resto d'una squadra un tempo quantomeno temuta e
rispettata. Faceva tremare anche gli squadroni viaggiando a ritmi supersonici accompagnati
da folate di gioco a volte anche spumeggianti. Quella squadra non c'è più da un paio di
mesi. Brini sta cercando disperatamente di raccoglierne i pezzi, di incollarli, di
rimetterli in piedi. Magari una volta si aggrappa all'episodio, magari un'altra il suo
giocatore grida allo scandalo per l'arbitraggio. Ma adesso gli argomenti a difesa sono
finiti. Sotto accusa sono allenatore e giocatori. Un po' tutti stanno facendo a gara nello
sbagliare nel tentativo di strafare. Quando invece la realtà dice che possono dare poco
di più a mente sgombra. Invece la serenità e la sicurezza nei propri mezzi non abitano
più da queste parti. Probabilmente si era anche preteso troppo da questa squadra, forse
Brini prima faceva miracoli. Ma che potesse dare così poco in otto partite no, proprio
no. Tre punti appena, roba da Roccacannuccia di sopra. Imperdonabile. Rafforzarla forse
non basterà, perché molti, troppi sembrano arrivati al capolinea degli stimoli e lo
stesso Brini sembra a corto di «argomenti». Demoralizzato anche lui? E allora è giunto
il momento delle meditazioni profonde. Pieroni non ha fatto bene a difendere sinora il suo
allenatore, ha fatto benissimo. Ma pare di capire che anche il patron sia stato assalito
da qualche dubbio ultimamente, anche se continua a sostenere: «Non è certo lui il male
dell'Ancona». E allora la partita con la Samp di mercoledì sera sarà decisiva davvero.
Il Modena dà una grande lezione di calcio moderno. Non è assolutamente una forzatura la
sua conquista del secondo posto. Al Conero dopo un primo tempo «combattuto» (si fa per
dire) va in vantaggio, poi nella ripresa domina in lungo ed in largo. Si permette anche di
non azzeccare un rigore. L'Ancona sbraita un po' per una massima punizione non ottenuta
(Staffolani si tuffa), non oppone resistenza allo strapotere di gioco e di ritmi dei
«canarini» per alzare del tutto le braccia alla ennesima espulsione di Parente, che si
scaglia su un guardalinee. A torto o a ragione per quanto riguarda i «contenuti» che gli
rivolge, non è certamente il modo di stare in campo quello di Pietro, che comunque paga
troppo la brutta fama comportamentale che si porta dietro. Stavolta a pizzicare
continuamente il guardalinee per tutta la partita ci aveva pensato (bontà sua) il più
stretto allenatore di Brini, un Baldassarri spiritato prima di... scomparire dalla pista
quando lo cerca l'arbitro. E l'Ancona? Poveraccia all'inizio ci prova. Albino pesca
Parente (3'), girata fuori. Incursione in tandem (9') Vieri-Parente, Ballotta esce
precipitosamente ma è altrettanto bravo a rientrare e salvare in angolo. Ecco il Modena.
Cresce spaventosamente, anche perché in mezzo non trova resistenza. La linea a cinque
biancorossa si regge soprattutto con l'esperienza dell'esordiente Favo, un ragazzino di 35
anni al debutto stagionale. Il migliore, senza dubbio, perché non spreca una palla e
tiene i collegamenti di una squadra che via via si sfilaccia, appena esce lui.Affonfo di
Cevoli (21'), Fabbrini in mezzo liscia, Pasino di testa fuori. E' il campanello d'allarme.
Storari (29') deve salvare sui piedi di Kamara prima e Fabbrini poi. Ecco il gol,
inevitabile (32'): sventola di Ungari dal limite, respinge Storari, Fabbrini aggancia da
un passo ed insacca. Stadio ancor più nel gelo. Quella maglia nuova biancorossa, stile
Feyenoord, non porta neanche bene... Ripresa senza Favo da una parte e Pasino dall'altra.
Il Modena si mangia manciate di palle gol: con Fabbrini (fuori) al 5', con Mayer (testa e
traversa) al 9', con Kamara (devia Storari). Poi ecco il rigore (15'), Kamara allarga a
Fabbrini che Storari in velocità agguanta e tira giù per un piede. Ma il portiere dorico
devia la sventola dal dischetto. Bravo, ma non basta, purtroppo per l'Ancona. Staffolani
dall'altra parte cerca... le mani di Ballotta. Ma la sua simulazione per cercare il rigore
è goffa. Ancora il Modena: Zironelli (25') di piatto fuori, Fabbrini (26') pallonetto
fuori a porta vuota. Ecco il raddoppio (30'): Grieco pesca Fabbrini, che entra in area ed
infila Storari. Poi (45') è Zironelli a firmare il trionfo con una sventola su
suggerimento di Milanetto. Povera Ancona. Una resa così, davanti ai propri tifosi,
l'Ancona non la «regalava» dal 27 maggio: il derelitto Ravenna con spavalderia vinse per
5-2. Ma quella era un'Ancona già in vacanza dopo aver brillantemente centrato l'obiettivo
della salvezza e della simpatia al ritorno in serie B. Una resa così ha tolto gli ultimi
dubbi ad un ambiente che ancora cercava a tutti i costi di aggrapparsi agli specchi: un
arbitro «cattivo», uno scivolone maledetto, un infortunio che non ci voleva... La
verità invece l'ha scritta in maniera inesorabile quella bella squadra che è il Modena.
Non paragoniamola al Chievo perché non c'entra niente, ma è sempre bella squadra. Una
resa così invece ha sanzionato inevitabilmente che questa Ancona pare proprio non essere
più squadra. Cerca i ritmi (dello scorso anno) che non ha più ed un gioco che non ha mai
spassionatamente avuto neanche nei tempi migliori. Anche quando Parente... filava era
soprattutto il ritmo supersonico e la praticità che facevano dell'Ancona una squadra di
grandissimo rispetto. Perso pure il ritmo, persi quei valori che alcuni giocatori di
allora oggi non hanno più, ecco un'Ancona miserella miserella. Una resa così ha
sentenziato tre concetti: 1) la difesa di oggi è nettamente più debole di quella
dell'anno scorso, nonostante allora Doudou e Guastalvino ce la mettessero tutta per
confezionare almeno un pastrocchio a partita. Questi, a parte un bell'inizio illusorio di
campionato, in difesa di scarabocchi ne fanno almeno una manciata perché sono
pachidermici ed hanno bisogno di protezione, 2) a centrocampo oggi si cammina, ieri si
correva. Anche se più o meno gli uomini sono gli stessi. Capisca Brini (ma in fretta) se
costoro hanno dato tutto o se possono tornare ad allungare il passo magari condendo la
loro domenica con un paio di passaggi azzeccati, 3) là davanti Parente e Vieri sono
sicuramente punte di «caratura». Ma uno si fa cacciare una domenica sì e l'altra pure,
l'altro è come un bambino piccolo, ha bisogno di assistenza, mentre invece viene lasciato
solo come un cane.
di Mimmo Cugini
Non servono la maglia e linno nuovo, lAncona non cè
e il Modena passa al Del Conero con facilità irrisoria. Tre gol dei gialloblù, un rigore
parato da Storari e altre occasioni per la squadra di De Biasi che domina dal primo allultimo
minuto. Superiorità tecnica indiscutibile nel primo tempo, dove pure lAncona non fa
malissimo. Ma è poca roba, la squadra biancorossa si affida a Parente e ai suoi numeri.
Il Modena gioca palla a terra, passaggi di prima a grande velocità. Il Modena sovrasta lAncona
a centrocampo dove Brini gioca la carta Favo scegliendo di giocare con il 3-5-2. Il
risultato è il solito, i centrali non riescono a innescare gli esterni se non in
scarsissime occasioni e per gli attaccanti i palloni giocabili arrivano con il contagocce.
Favo fa quello che può, tampona e rincorre, ma vicino a lui cè il deserto. Bono
corre su e giù per il campo ma sbaglia troppo, Albino si vede quasi mai, Montervino va a
intermittenza e Russo ha il suo bel da fare con Ponzo. Ma alla fine ancora una volta sarà
lui lultimo a mollare. Il Modena gira palla con intelligenza e poi cerca la
profondità su Fabbrini e Kamara che non fa certo rimpiangere Rabito. Siccome il
centrocampo è in mano ai gialloblù lAncona sceglie di saltarlo con i lanci di
Giacobbo, ma Vieri è sistematicamente anticipato e Parente mai appoggiato adeguatamente.
Così nessuno si meraviglia quando il Modena va in vantaggio, anche se pure stavolta il
gol nasce da una disattenzione della difesa dorica. Montervino non libera e al terzo
tentativo (dopo quelli di Mayer e Ungari) Fabbrini mette dentro sulla ribattuta di
Storari. A inizio ripresa Brini lascia negli spogliatoi Favo e torna al 3-4-3 con
Staffolani in appoggio a Parente e Vieri, ma il Modena continua a dominare e in cinque
minuti va tre volte vicina al raddoppio (cè anche una traversa di Fabbrini). Si
permette anche di sbagliare un calcio di rigore la squadra ospite. Storari ribatte il tiro
di Grieco e la parata dellestremo difensore biancorosso è una scarica di adrenalina
per lAncona che si butta in avanti. Staffolani va giù davanti a Balotta, ma larbitro
(giustamente) ammonisce lattaccante dorico. Ci sarebbe ancora tempo per rimediare,
ma Parente protesta con il guardialinee e Pellegrino lo espelle. In casa biancorossa tutti
giurano che Pietro non ha detto niente al collaboratore dellarbitro. Ma la partita
praticamente finisce lì. Il Modena la mette in ghiacciaia con Fabbrini che sigla così
una doppietta dopo altre due palle-gol sprecate dal Modena. E al 45 arriva anche il
terzo gol di Zironelli. LAncona si arrende senza lottare ed è questo il dato più
preoccupante dopo il match di ieri. Stavolta non cè nessun appiglio a cui
aggrapparsi: nè gli errori arbitrali, nè gli sbagli degli attaccanti. Pieroni in sala
stampa ha ribadito la fiducia a Brini, ma si è anche lasciato sfuggire che la partita con
la Sampdoria sarà decisiva. Siccome dopo il match di mercoledì con i doriani ci saranno
ancora ventuno partite da giocare è ovvio che si riferiva al tecnico. Per il rispetto e
la stima che abbiamo in Fabio Brini non avremmo mai voluto scriverlo, ma purtroppo è
così. Se mercoledì lAncona non batte la Sampdoria il destino del tecnico che ha
portato due volte lAncona in serie B è segnato. Adesso tocca ai giocatori tirare
fuori tutto quello che hanno dentro. Altrimenti è giusto cambiare. Ma non solo Brini.
di Ferdinando Vicini
Stavolta Pieroni non cerca né concede alibi. Addebita alla
squadra la piena e completa responsabilità per una sconfitta che fa molto male. «Ci
troviamo a commentare l'ennesima sconfitta, la conseguenza di una partita che abbiamo
giocato in modo molto negativo. Il Modena è una grande squadra che ha acuito i nostri
problemi». Il patron va giù duro, senza tanti fronzoli dice chiaramente quello che pensa
su quanto ha appena visto in campo. «C'è ben poco da salvare dopo una partita così.
Forse non avremmo meritato di chiudere il primo tempo in svantaggio; dopo l'espulsione di
Parente non c'è stata più partita». Inevitabili arrivano le domande sulla posizione di
Brini. Il patron non rinnega la sua linea di difesa del tecnico, ma poi lascia intendere
che tutto dipende dalla gara di mercoledì con la Sampdoria. «Non penso che Brini sia il
responsabile di questa brutta situazione. Certo, sette sconfitte in otto giornate sono
davvero troppe. Non ci resto che aggrapparci alla speranza di battere la Sampdoria». E a
chi gli chiede se la prossima diventa una gara decisiva lui risponde così:
«Importantissima». Insomma appare evidente che Pieroni non intenda più stare a guardare
la navicella biancorossa che va alla deriva. Anche la posizione di Brini, al quale
continua ad esprimere la propria fiducia, sarebbe in discussione se contro la Sampdoria
non arrivasse l'auspicata inversione di tendenza. Pieroni è andato in panchina, ha
respirato l'umore della squadra e esprime tutta la sua preoccupazione. «Ho visto i
giocatori demoralizzati, d'altra parte c'è poco da stare allegri dopo una sconfitta così
pesante. Perdere tre a zero in casa è un colpo durissimo». Sull'espulsione di Parente il
patron spezza una lancia in difesa dell'attaccante: «Non ha offeso nessuno, stavolta non
meritava il cartellino rosso». A questo punto l'attenzione è già puntata sulla prossima
gara con la Sampdoria, un appuntamento cruciale per il prosieguo della stagione. E' chiaro
però che se neanche contro i blucerchiati la musica dovesse cambiare, non sarebbe solo
l'allenatore a pagare. «Sampdoria, Empoli e Palermo, le nostre prossime avversarie. A
l'Empoli, le altre due sono a tiro, basterebbe vincere qualche partita e tutto cambierebbe
per noi». E' obiettivamente dura sedersi dietro il tavolo della sala stampa dopo la
settima sconfitta in otto gare. Lo è ancora di più dopo avere appena incassato un
pesante 0-3 sul proprio campo. Fabio Brini cerca di farlo con la serenità di chi si sente
la coscienza a posto, ma la sua delusione traspare chiaramente. E' il primo a riconoscere
che contro il Modena non si è visto nulla dell'Ancona che lui vorrebbe in campo. «Una
sconfitta pesante perché non ci sono state nella nostra prestazione le qualità tipiche
di questa squadra». Chiaro, semplice, diretto. La sintesi della gara disputata
dall'Ancona contro i gialloblù è tutta qui. Subito dopo Brini affonda il dito in quella
che è ormai diventata una vera piaga della sua squadra le distrazioni difensive.
«Continuiamo a prendere gol su palle nostre che finiamo regolarmente per regalare agli
avversari. Questo è un grosso problema da risolvere assolutamente. Per farlo non esiterò
a ricorrere ad altri giocatori, visto che ne ho a mia disposizione. Il Modena ha i suoi
meriti, ma noi abbiamo ancora una volta sbagliato in modo grave». In effetti il primo gol
di Fabbrini, quello che ha rotto l'equilibrio e ha mandato l'Ancona negli spogliatoi in
svantaggio è arrivato in maniera rocambolesca, a capo di una confusa azione in cui ci
sono stati molti errori dei biancorossi e poca determinazione nel liberare l'area.
«Ancora una volta non ho visto quella cattiveria agonistica positiva, per intenderci
quella dote che questa squadra in passato aveva dimostrato di possedere e sulla quale
aveva costruito i propri successi. Delle nostre ultime sette sconfitte molte sono maturate
proprio per questi nostri errori che, purtroppo, si ripetono troppo spesso. E' probabile
che questo accada anche a causa della paura che si è insinuata nei giocatori». Per
questo è probabile che Brini cambi parecchio nella formazione che manderà in campo
mercoledì contro la Sampdoria. «A questo punto un allenatore deve scegliere quei
giocatori in grado di tirare fuori il carattere e la grinta. Ci vuole gente che non molli
mai, come ha fatto Bono oggi correndo sino al novantesimo. Mi spiace aver dovuto
sostituire Favo, stava giocando bene ma avevo bisogno di una punta». Alla domanda sulla
sua posizione, Brini risponde così: «Vado avanti a modo mio finchè la società me lo
permetterà. E' chiaro che la partita con la Sampdoria diventa fondamentale». Anche lui
sa però di giocarsi una chance decisiva mercoledì prossimo. «Quando le cose vanno bene
possono essere capaci tutti di mettersi in mostra. E' in momenti come questi che si vede
chi ha carattere; ecco il mio compito ora è quello di capire chi potrà darmi sul campo
quel qualcosa in più proprio sul piano della capacità di lottare e di mantenere la
concentrazione».
di Michele Mondaini
LAncona sprofonda sotto i colpi del Modena, è la settima
sconfitta in otto gare di campionato. Nel dopopartita lambiente è mesto. Unaltra
difficilissima prova è alle porte, con la Samp mercoledì prossimo, e lAncona non
sembra aver trovato lantidoto ammazzacrisi. «Non domandatemi qualè la
soluzione perchè la risposta non ce lho - spiega Marco Storari - Ho il morale a
pezzi, ancora una volta abbiamo fatto un buco tremendo in casa, beccando tre gol davanti
ai nostri tifosi». Sullepisodio del rigore per il Modena spiega: «Fabbrini è
stato bravo a spostare la palla, io ho proseguito la corsa e lui è caduto dopo qualche
passo, comunque poco importa tanto lho parato, sperando anche di dare un pò di
morale ai compagni. Lespulsione di Parente? Ancora una volta abbiamo giocato in
dieci, ma è vero che ora basta che Pietro alzi un braccio e lo cacciano. Ma non sono nè
la sorte nè larbitro che ci fanno perdere le partite». Massimiliano Favo è
tornato capitano titolare del centrocampo a cinque schierato da Brini nel primo tempo:
«Abbiamo disputato una buona prima parte di gara, poi in inferiorità numerica cè
stato il crollo. Il Modena poi ha iniziato a fare quello che voleva. Cosa serve adesso?
Stare uniti nello spogliatoio e tanto lavoro, perchè sette partite su otto non si perdono
per caso anche perchè i problemi in mezzo al campo li dobbiamo risolvere noi. Favo e
tornato? Io ci sono sempre stato - precisa il centrocampista - mi sono sempre allenato
bene. Oggi ero emozionato come un ragazzino nonostante i 35 anni festeggiati in
settimana». Con Andrea Staffolani inevitabile cominciare a parlare dellepisodio in
area modenese.«Ho spostato la palla poi cè stato un piccolo tocco del portiere,
forse ho accentuato troppo la caduta - spiega candidamente il baby dorico - La crisi? Sono
momenti in cui meno si parla e meglio è. Serve riprendersi subito sotto il profilo della
grinta, giocando già da mercoledì con il coltello tra i denti».
di Mauro Anconetani
Anche la migliore Ancona, quella della prime sette giornate di
campionato, avrebbe probabilmente perso contro questo fortissimo Modena, ma la settima
battuta darresto della squadra dorica nelle ultime otto partite disputate, ha in
questo momento un peso diverso. Una sconfitta che fa male, ammette in sala stampa il
tecnico biancorosso Fabio Brini, soprattutto perchè sono mancate quelle componenti
fondamentali che servono a questa squadra per giocare a certi livelli. Mi riferisco allo
spirito di sacrifico, alla determinazione e alla cattiveria agonistica che in campo non ho
visto dalle quali lAncona non può prescindere. Nel primo tempo non è che avessimo
demeritato, avevamo iniziato anche bene, ma nella ripresa non abbiamo più giocato....
I meriti del Modena vanno evidenziati, ma dove ha sbagliato lAncona? Quello
che mi fa arrabbiare è che continuiamo a prendere gol su disimpegni errati, determinati
da situazioni di leggerezza che non mi stanno assolutamente bene. Questo andazzo deve
finire, altrimenti sarò costretto a fare scelte diverse, visto che le alternative non mi
mancano. Adesso ho bisogno di quei giocatori che hanno qualcosa da dare, come per esempio
Stefano Bono, che oggi ha corso per tutti i novanta minuti. Quanto ha inciso larbitraggio
del Signor Pellegrini, sullesito finale della partita? Intanto non dobbiamo
essere noi a determinare i vantaggi per i nostri avversari, poi possiamo anche giudicare
le decisioni degli arbitri. Lespulsione di Parente ha comunque pesato tantissimo.
Ennesimo cartellino rosso per proteste? Da
quello che ho visto mi è sembrato troppo severo, Parente non ha offeso nessuno....Come
motiva la sostituzione di Favo allinizio della ripresa? E stata una
scelta obbligata, considerando che eravamo sotto di un gol e che in campo volevo un
attaccante in più. Mi è dispiaciuto per Favo che aveva disputato un buon primo tempo.
Leggerezze difensive, poca concretezza a centrocampo, attacco quasi mai incisivo, in una
situazione del genere come può intervenire un allenatore. Devo solo capire
chi è in grado in questo momento di garantirmi un certo rendimento. E normale che
in questa situazione subentra anche la paura, che ti porta a commettere certi errori, che
in circostanze diverse sarebbero inammissibili. Bisogna intanto ritrovare la tranquillità
interna che ci permetta di giocare senza preoccupazioni. Quindi contro la Sampdoria
mercoledì rivoluzionerà la squadra? Vedremo, ci sono tre giorni a disposizione per
decidere quelle che saranno le scelte migliori per questa partita. Chi dimostrerà
carattere mercoledì scenderà in campo, gli altri si riposeranno. Si sente un
allenatore in discussione, contro la Sampdoria sarà lultima chance? Io vado
avanti fino a quando la società me lo permetterà, continuando a lavorare con dedizione e
nella consapevolèzza che la squadra è la stessa che avevamo . apprezzato ad inizio
stagione.
di Guido Montanari
Il futuro del mister si
deciderà con la Samp? Ora anche Brini è in bilico. La prima delle tre partite in casa sulle quattro gare se né andata in
fumo.Anzi la situazione è peggiorata con una classifica che adesso si è fatta brutta
davvero. I punti che dividono I Ancona dalla quartultima sono solo quattro,
poca più di una partita. Nello stessa tempo basterebbe una vittoria per riportarsi su
posizioni più tranquille Il tempo per recuperare non manca , ma oggi non è questo che ci
preoccupa visto che cè un intero girone di ritorno da giocare. No, il problema è
che abbiamo smarrito lAncona, quella che con le armi della combattività, del
gruppo, della grinta riusciva a scalare le montagne. Adesso che queste prerogative sono
quasi svanite, resta una squadra modesta tecnicamente e un pò isterica. Ora pensiamo alla
Samp: forse per Brini sarà il match decisivo. Per il mister è davvero lultima
chance. Ma anche i giocatori rischiano, il mercato di gennaio è alle porte e Pieroni se
le cose continueranno ad andar male, non resterà a guardare. Speriamo. |