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di Luca Frezzotti

Neanche i caloriferi della sala stampa sono riusciti a scaldare uno dei pomeriggi più "gelati" di Questi ultimi anni per l’Ancona. La tensione palpabile del dopo partita si concentra nello sguardo da iceberg del patron Pieroni uno dei primi a salire dalle tenebre" dello spogliatoio. Questa volta la presenza di Pieroni in panchina non ha dato un risultato positivo come con la Pistoiese:

"Non contava, spiega il patron, che io fossi in panchina... ‘.E’ vero, contava avere ciò che l’Ancona non è riuscita ad ottenere: "E’ stata, ancora Pieroni, l’ennesima sconfitta giunta dopo una prova non esaltante dell’Ancona e di fronte ad un Modena da applausi. L’Ancona ha dei problemi che sono stati acuiti da una prestazione come questa". Come dicevamo in partenza.
E’ stata una delle partite più brutte dell’Ancona... "Nel primo tempo meritavamo qualcosa in più e nella ripresa, con il Modena in vantaggio, è stato tutto più difficile con la squadra in dieci. E’ stata una delle prestazioni peggiori dell’Ancona in cui c’è poco da salvare e poco da dire: bisogna solo rifarsi". Sette sconfitte in otto partite... "Sono tante, sono troppe e non possiamo andare avanti in questo modo.
Il mister? Non e il responsabile di questa situazione ed i problemi sono altri per cui dobbiamo prestare bene la partita con la Samp". La partita con i blucerchiati potrebbe essere l’appello per il mister: "E’ una partita importantissima". Non aggiunge altro il patron (il modo in cui esprime il concetto è significativo) e non si scompone neanche di fronte all’ipotesi di un allenatore che potrebbe non aver più in mano la squadra: "Valuteremo la situazione ma ripeto che Brini non è il responsabile".
Questa valutazione sembra essere un chiaro riferimento alla partita con la Sampdoria. Un’ulteriore (facciamo le corna) sconfitta potrebbe portare la società a decidere un avvicéndamento ma oltre la questione dell’allenatore bisogna anche pensare a rafforzare la squadra: "Valuteremo la situazione dopo il match con la Samp ma siamo. sempre attenti alla programmazione ed ai bisogni della squadra a prescindere dalla sconfitta con il Modena.
Le prime necessità di questa squadra sono legate al successo di qualche partita". L’espulsione di Parente è stato un episodio che può aver dato una svolta definitiva in negativo alla partita: "E’ stato cacciato ingiustamente perchè il giocatore non ha detto niente di offensivo al guardalinee". Al di là di ciò che ha dichiarato Parente c’è da dire che l’arbitro potrebbe essere stato condizionato da altre cose dato che la zona in cui è stato espulso il giocatore era abbastanza calda.
Altro episodio che poteva decidere la partita era l’eventuale rigore su Staffolani: "Difficile vedere bene dal campo se il rigore ci fosse. Bisognerà attendere le immagini televisive ma mi sembra che il fallo era abbastanza simile a quello che ha portato il Modena a tirare dal dischetto".
Il patron biancorosso tira il fiato e continua l’analisi sul filo mentale in cerca di risposte al momento nero: "E’ chiaro che dobbiamo riprenderci da questo momento di preoccupazione con una reazione forte da parte della squadra: Comunque vadano le cose non resteremo con le mani m mano.
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di Mario Cori

Non c'è più, l'Ancona. Quella che scende in campo è ormai il resto d'una squadra un tempo quantomeno temuta e rispettata. Faceva tremare anche gli squadroni viaggiando a ritmi supersonici accompagnati da folate di gioco a volte anche spumeggianti. Quella squadra non c'è più da un paio di mesi. Brini sta cercando disperatamente di raccoglierne i pezzi, di incollarli, di rimetterli in piedi. Magari una volta si aggrappa all'episodio, magari un'altra il suo giocatore grida allo scandalo per l'arbitraggio. Ma adesso gli argomenti a difesa sono finiti. Sotto accusa sono allenatore e giocatori. Un po' tutti stanno facendo a gara nello sbagliare nel tentativo di strafare. Quando invece la realtà dice che possono dare poco di più a mente sgombra. Invece la serenità e la sicurezza nei propri mezzi non abitano più da queste parti. Probabilmente si era anche preteso troppo da questa squadra, forse Brini prima faceva miracoli. Ma che potesse dare così poco in otto partite no, proprio no. Tre punti appena, roba da Roccacannuccia di sopra. Imperdonabile. Rafforzarla forse non basterà, perché molti, troppi sembrano arrivati al capolinea degli stimoli e lo stesso Brini sembra a corto di «argomenti». Demoralizzato anche lui? E allora è giunto il momento delle meditazioni profonde. Pieroni non ha fatto bene a difendere sinora il suo allenatore, ha fatto benissimo. Ma pare di capire che anche il patron sia stato assalito da qualche dubbio ultimamente, anche se continua a sostenere: «Non è certo lui il male dell'Ancona». E allora la partita con la Samp di mercoledì sera sarà decisiva davvero. Il Modena dà una grande lezione di calcio moderno. Non è assolutamente una forzatura la sua conquista del secondo posto. Al Conero dopo un primo tempo «combattuto» (si fa per dire) va in vantaggio, poi nella ripresa domina in lungo ed in largo. Si permette anche di non azzeccare un rigore. L'Ancona sbraita un po' per una massima punizione non ottenuta (Staffolani si tuffa), non oppone resistenza allo strapotere di gioco e di ritmi dei «canarini» per alzare del tutto le braccia alla ennesima espulsione di Parente, che si scaglia su un guardalinee. A torto o a ragione per quanto riguarda i «contenuti» che gli rivolge, non è certamente il modo di stare in campo quello di Pietro, che comunque paga troppo la brutta fama comportamentale che si porta dietro. Stavolta a pizzicare continuamente il guardalinee per tutta la partita ci aveva pensato (bontà sua) il più stretto allenatore di Brini, un Baldassarri spiritato prima di... scomparire dalla pista quando lo cerca l'arbitro. E l'Ancona? Poveraccia all'inizio ci prova. Albino pesca Parente (3'), girata fuori. Incursione in tandem (9') Vieri-Parente, Ballotta esce precipitosamente ma è altrettanto bravo a rientrare e salvare in angolo. Ecco il Modena. Cresce spaventosamente, anche perché in mezzo non trova resistenza. La linea a cinque biancorossa si regge soprattutto con l'esperienza dell'esordiente Favo, un ragazzino di 35 anni al debutto stagionale. Il migliore, senza dubbio, perché non spreca una palla e tiene i collegamenti di una squadra che via via si sfilaccia, appena esce lui.Affonfo di Cevoli (21'), Fabbrini in mezzo liscia, Pasino di testa fuori. E' il campanello d'allarme. Storari (29') deve salvare sui piedi di Kamara prima e Fabbrini poi. Ecco il gol, inevitabile (32'): sventola di Ungari dal limite, respinge Storari, Fabbrini aggancia da un passo ed insacca. Stadio ancor più nel gelo. Quella maglia nuova biancorossa, stile Feyenoord, non porta neanche bene... Ripresa senza Favo da una parte e Pasino dall'altra. Il Modena si mangia manciate di palle gol: con Fabbrini (fuori) al 5', con Mayer (testa e traversa) al 9', con Kamara (devia Storari). Poi ecco il rigore (15'), Kamara allarga a Fabbrini che Storari in velocità agguanta e tira giù per un piede. Ma il portiere dorico devia la sventola dal dischetto. Bravo, ma non basta, purtroppo per l'Ancona. Staffolani dall'altra parte cerca... le mani di Ballotta. Ma la sua simulazione per cercare il rigore è goffa. Ancora il Modena: Zironelli (25') di piatto fuori, Fabbrini (26') pallonetto fuori a porta vuota. Ecco il raddoppio (30'): Grieco pesca Fabbrini, che entra in area ed infila Storari. Poi (45') è Zironelli a firmare il trionfo con una sventola su suggerimento di Milanetto. Povera Ancona. Una resa così, davanti ai propri tifosi, l'Ancona non la «regalava» dal 27 maggio: il derelitto Ravenna con spavalderia vinse per 5-2. Ma quella era un'Ancona già in vacanza dopo aver brillantemente centrato l'obiettivo della salvezza e della simpatia al ritorno in serie B. Una resa così ha tolto gli ultimi dubbi ad un ambiente che ancora cercava a tutti i costi di aggrapparsi agli specchi: un arbitro «cattivo», uno scivolone maledetto, un infortunio che non ci voleva... La verità invece l'ha scritta in maniera inesorabile quella bella squadra che è il Modena. Non paragoniamola al Chievo perché non c'entra niente, ma è sempre bella squadra. Una resa così invece ha sanzionato inevitabilmente che questa Ancona pare proprio non essere più squadra. Cerca i ritmi (dello scorso anno) che non ha più ed un gioco che non ha mai spassionatamente avuto neanche nei tempi migliori. Anche quando Parente... filava era soprattutto il ritmo supersonico e la praticità che facevano dell'Ancona una squadra di grandissimo rispetto. Perso pure il ritmo, persi quei valori che alcuni giocatori di allora oggi non hanno più, ecco un'Ancona miserella miserella. Una resa così ha sentenziato tre concetti: 1) la difesa di oggi è nettamente più debole di quella dell'anno scorso, nonostante allora Doudou e Guastalvino ce la mettessero tutta per confezionare almeno un pastrocchio a partita. Questi, a parte un bell'inizio illusorio di campionato, in difesa di scarabocchi ne fanno almeno una manciata perché sono pachidermici ed hanno bisogno di protezione, 2) a centrocampo oggi si cammina, ieri si correva. Anche se più o meno gli uomini sono gli stessi. Capisca Brini (ma in fretta) se costoro hanno dato tutto o se possono tornare ad allungare il passo magari condendo la loro domenica con un paio di passaggi azzeccati, 3) là davanti Parente e Vieri sono sicuramente punte di «caratura». Ma uno si fa cacciare una domenica sì e l'altra pure, l'altro è come un bambino piccolo, ha bisogno di assistenza, mentre invece viene lasciato solo come un cane.


di Mimmo Cugini

Non servono la maglia e l’inno nuovo, l’Ancona non c’è e il Modena passa al Del Conero con facilità irrisoria. Tre gol dei gialloblù, un rigore parato da Storari e altre occasioni per la squadra di De Biasi che domina dal primo all’ultimo minuto. Superiorità tecnica indiscutibile nel primo tempo, dove pure l’Ancona non fa malissimo. Ma è poca roba, la squadra biancorossa si affida a Parente e ai suoi numeri. Il Modena gioca palla a terra, passaggi di prima a grande velocità. Il Modena sovrasta l’Ancona a centrocampo dove Brini gioca la carta Favo scegliendo di giocare con il 3-5-2. Il risultato è il solito, i centrali non riescono a innescare gli esterni se non in scarsissime occasioni e per gli attaccanti i palloni giocabili arrivano con il contagocce. Favo fa quello che può, tampona e rincorre, ma vicino a lui c’è il deserto. Bono corre su e giù per il campo ma sbaglia troppo, Albino si vede quasi mai, Montervino va a intermittenza e Russo ha il suo bel da fare con Ponzo. Ma alla fine ancora una volta sarà lui l’ultimo a mollare. Il Modena gira palla con intelligenza e poi cerca la profondità su Fabbrini e Kamara che non fa certo rimpiangere Rabito. Siccome il centrocampo è in mano ai gialloblù l’Ancona sceglie di saltarlo con i lanci di Giacobbo, ma Vieri è sistematicamente anticipato e Parente mai appoggiato adeguatamente. Così nessuno si meraviglia quando il Modena va in vantaggio, anche se pure stavolta il gol nasce da una disattenzione della difesa dorica. Montervino non libera e al terzo tentativo (dopo quelli di Mayer e Ungari) Fabbrini mette dentro sulla ribattuta di Storari. A inizio ripresa Brini lascia negli spogliatoi Favo e torna al 3-4-3 con Staffolani in appoggio a Parente e Vieri, ma il Modena continua a dominare e in cinque minuti va tre volte vicina al raddoppio (c’è anche una traversa di Fabbrini). Si permette anche di sbagliare un calcio di rigore la squadra ospite. Storari ribatte il tiro di Grieco e la parata dell’estremo difensore biancorosso è una scarica di adrenalina per l’Ancona che si butta in avanti. Staffolani va giù davanti a Balotta, ma l’arbitro (giustamente) ammonisce l’attaccante dorico. Ci sarebbe ancora tempo per rimediare, ma Parente protesta con il guardialinee e Pellegrino lo espelle. In casa biancorossa tutti giurano che Pietro non ha detto niente al collaboratore dell’arbitro. Ma la partita praticamente finisce lì. Il Modena la mette in ghiacciaia con Fabbrini che sigla così una doppietta dopo altre due palle-gol sprecate dal Modena. E al 45’ arriva anche il terzo gol di Zironelli. L’Ancona si arrende senza lottare ed è questo il dato più preoccupante dopo il match di ieri. Stavolta non c’è nessun appiglio a cui aggrapparsi: nè gli errori arbitrali, nè gli sbagli degli attaccanti. Pieroni in sala stampa ha ribadito la fiducia a Brini, ma si è anche lasciato sfuggire che la partita con la Sampdoria sarà decisiva. Siccome dopo il match di mercoledì con i doriani ci saranno ancora ventuno partite da giocare è ovvio che si riferiva al tecnico. Per il rispetto e la stima che abbiamo in Fabio Brini non avremmo mai voluto scriverlo, ma purtroppo è così. Se mercoledì l’Ancona non batte la Sampdoria il destino del tecnico che ha portato due volte l’Ancona in serie B è segnato. Adesso tocca ai giocatori tirare fuori tutto quello che hanno dentro. Altrimenti è giusto cambiare. Ma non solo Brini.


di Ferdinando Vicini

Stavolta Pieroni non cerca né concede alibi. Addebita alla squadra la piena e completa responsabilità per una sconfitta che fa molto male. «Ci troviamo a commentare l'ennesima sconfitta, la conseguenza di una partita che abbiamo giocato in modo molto negativo. Il Modena è una grande squadra che ha acuito i nostri problemi». Il patron va giù duro, senza tanti fronzoli dice chiaramente quello che pensa su quanto ha appena visto in campo. «C'è ben poco da salvare dopo una partita così. Forse non avremmo meritato di chiudere il primo tempo in svantaggio; dopo l'espulsione di Parente non c'è stata più partita». Inevitabili arrivano le domande sulla posizione di Brini. Il patron non rinnega la sua linea di difesa del tecnico, ma poi lascia intendere che tutto dipende dalla gara di mercoledì con la Sampdoria. «Non penso che Brini sia il responsabile di questa brutta situazione. Certo, sette sconfitte in otto giornate sono davvero troppe. Non ci resto che aggrapparci alla speranza di battere la Sampdoria». E a chi gli chiede se la prossima diventa una gara decisiva lui risponde così: «Importantissima». Insomma appare evidente che Pieroni non intenda più stare a guardare la navicella biancorossa che va alla deriva. Anche la posizione di Brini, al quale continua ad esprimere la propria fiducia, sarebbe in discussione se contro la Sampdoria non arrivasse l'auspicata inversione di tendenza. Pieroni è andato in panchina, ha respirato l'umore della squadra e esprime tutta la sua preoccupazione. «Ho visto i giocatori demoralizzati, d'altra parte c'è poco da stare allegri dopo una sconfitta così pesante. Perdere tre a zero in casa è un colpo durissimo». Sull'espulsione di Parente il patron spezza una lancia in difesa dell'attaccante: «Non ha offeso nessuno, stavolta non meritava il cartellino rosso». A questo punto l'attenzione è già puntata sulla prossima gara con la Sampdoria, un appuntamento cruciale per il prosieguo della stagione. E' chiaro però che se neanche contro i blucerchiati la musica dovesse cambiare, non sarebbe solo l'allenatore a pagare. «Sampdoria, Empoli e Palermo, le nostre prossime avversarie. A l'Empoli, le altre due sono a tiro, basterebbe vincere qualche partita e tutto cambierebbe per noi». E' obiettivamente dura sedersi dietro il tavolo della sala stampa dopo la settima sconfitta in otto gare. Lo è ancora di più dopo avere appena incassato un pesante 0-3 sul proprio campo. Fabio Brini cerca di farlo con la serenità di chi si sente la coscienza a posto, ma la sua delusione traspare chiaramente. E' il primo a riconoscere che contro il Modena non si è visto nulla dell'Ancona che lui vorrebbe in campo. «Una sconfitta pesante perché non ci sono state nella nostra prestazione le qualità tipiche di questa squadra». Chiaro, semplice, diretto. La sintesi della gara disputata dall'Ancona contro i gialloblù è tutta qui. Subito dopo Brini affonda il dito in quella che è ormai diventata una vera piaga della sua squadra le distrazioni difensive. «Continuiamo a prendere gol su palle nostre che finiamo regolarmente per regalare agli avversari. Questo è un grosso problema da risolvere assolutamente. Per farlo non esiterò a ricorrere ad altri giocatori, visto che ne ho a mia disposizione. Il Modena ha i suoi meriti, ma noi abbiamo ancora una volta sbagliato in modo grave». In effetti il primo gol di Fabbrini, quello che ha rotto l'equilibrio e ha mandato l'Ancona negli spogliatoi in svantaggio è arrivato in maniera rocambolesca, a capo di una confusa azione in cui ci sono stati molti errori dei biancorossi e poca determinazione nel liberare l'area. «Ancora una volta non ho visto quella cattiveria agonistica positiva, per intenderci quella dote che questa squadra in passato aveva dimostrato di possedere e sulla quale aveva costruito i propri successi. Delle nostre ultime sette sconfitte molte sono maturate proprio per questi nostri errori che, purtroppo, si ripetono troppo spesso. E' probabile che questo accada anche a causa della paura che si è insinuata nei giocatori». Per questo è probabile che Brini cambi parecchio nella formazione che manderà in campo mercoledì contro la Sampdoria. «A questo punto un allenatore deve scegliere quei giocatori in grado di tirare fuori il carattere e la grinta. Ci vuole gente che non molli mai, come ha fatto Bono oggi correndo sino al novantesimo. Mi spiace aver dovuto sostituire Favo, stava giocando bene ma avevo bisogno di una punta». Alla domanda sulla sua posizione, Brini risponde così: «Vado avanti a modo mio finchè la società me lo permetterà. E' chiaro che la partita con la Sampdoria diventa fondamentale». Anche lui sa però di giocarsi una chance decisiva mercoledì prossimo. «Quando le cose vanno bene possono essere capaci tutti di mettersi in mostra. E' in momenti come questi che si vede chi ha carattere; ecco il mio compito ora è quello di capire chi potrà darmi sul campo quel qualcosa in più proprio sul piano della capacità di lottare e di mantenere la concentrazione».


di Michele Mondaini

L’Ancona sprofonda sotto i colpi del Modena, è la settima sconfitta in otto gare di campionato. Nel dopopartita l’ambiente è mesto. Un’altra difficilissima prova è alle porte, con la Samp mercoledì prossimo, e l’Ancona non sembra aver trovato l’antidoto ammazzacrisi. «Non domandatemi qual’è la soluzione perchè la risposta non ce l’ho - spiega Marco Storari - Ho il morale a pezzi, ancora una volta abbiamo fatto un buco tremendo in casa, beccando tre gol davanti ai nostri tifosi». Sull’episodio del rigore per il Modena spiega: «Fabbrini è stato bravo a spostare la palla, io ho proseguito la corsa e lui è caduto dopo qualche passo, comunque poco importa tanto l’ho parato, sperando anche di dare un pò di morale ai compagni. L’espulsione di Parente? Ancora una volta abbiamo giocato in dieci, ma è vero che ora basta che Pietro alzi un braccio e lo cacciano. Ma non sono nè la sorte nè l’arbitro che ci fanno perdere le partite». Massimiliano Favo è tornato capitano titolare del centrocampo a cinque schierato da Brini nel primo tempo: «Abbiamo disputato una buona prima parte di gara, poi in inferiorità numerica c’è stato il crollo. Il Modena poi ha iniziato a fare quello che voleva. Cosa serve adesso? Stare uniti nello spogliatoio e tanto lavoro, perchè sette partite su otto non si perdono per caso anche perchè i problemi in mezzo al campo li dobbiamo risolvere noi. Favo e tornato? Io ci sono sempre stato - precisa il centrocampista - mi sono sempre allenato bene. Oggi ero emozionato come un ragazzino nonostante i 35 anni festeggiati in settimana». Con Andrea Staffolani inevitabile cominciare a parlare dell’episodio in area modenese.«Ho spostato la palla poi c’è stato un piccolo tocco del portiere, forse ho accentuato troppo la caduta - spiega candidamente il baby dorico - La crisi? Sono momenti in cui meno si parla e meglio è. Serve riprendersi subito sotto il profilo della grinta, giocando già da mercoledì con il coltello tra i denti».


di Mauro Anconetani

Anche la migliore Ancona, quella della prime sette giornate di campionato, avrebbe probabilmente perso contro questo fortissimo Modena, ma la settima battuta d’arresto della squadra dorica nelle ultime otto partite disputate, ha in questo momento un peso diverso. “Una sconfitta che fa male, ammette in sala stampa il tecnico biancorosso Fabio Brini, soprattutto perchè sono mancate quelle componenti fondamentali che servono a questa squadra per giocare a certi livelli. Mi riferisco allo spirito di sacrifico, alla determinazione e alla cattiveria agonistica che in campo non ho visto dalle quali l’Ancona non può prescindere. Nel primo tempo non è che avessimo demeritato, avevamo iniziato anche bene, ma nella ripresa non abbiamo più giocato...”. I meriti del Modena vanno evidenziati, ma dove ha sbagliato l’Ancona? “Quello che mi fa arrabbiare è che continuiamo a prendere gol su disimpegni errati, determinati da situazioni di leggerezza che non mi stanno assolutamente bene. Questo andazzo deve finire, altrimenti sarò costretto a fare scelte diverse, visto che le alternative non mi mancano. Adesso ho bisogno di quei giocatori che hanno qualcosa da dare, come per esempio Stefano Bono, che oggi ha corso per tutti i novanta minuti”. Quanto ha inciso l’arbitraggio del Signor Pellegrini, sull’esito finale della partita? “Intanto non dobbiamo essere noi a determinare i vantaggi per i nostri avversari, poi possiamo anche giudicare le decisioni degli arbitri. L’espulsione di Parente ha comunque pesato tantissimo”. Ennesimo cartellino rosso per proteste? “Da quello che ho visto mi è sembrato troppo severo, Parente non ha offeso nessuno...”.Come motiva la sostituzione di Favo all’inizio della ripresa? “E’ stata una scelta obbligata, considerando che eravamo sotto di un gol e che in campo volevo un attaccante in più. Mi è dispiaciuto per Favo che aveva disputato un buon primo tempo”. Leggerezze difensive, poca concretezza a centrocampo, attacco quasi mai incisivo, in una situazione del genere come può intervenire un allenatore. “Devo solo capire chi è in grado in questo momento di garantirmi un certo rendimento. E’ normale che in questa situazione subentra anche la paura, che ti porta a commettere certi errori, che in circostanze diverse sarebbero inammissibili. Bisogna intanto ritrovare la tranquillità interna che ci permetta di giocare senza preoccupazioni. Quindi contro la Sampdoria mercoledì rivoluzionerà la squadra? Vedremo, ci sono tre giorni a disposizione per decidere quelle che saranno le scelte migliori per questa partita. Chi dimostrerà carattere mercoledì scenderà in campo, gli altri si riposeranno”. Si sente un allenatore in discussione, contro la Sampdoria sarà l’ultima chance? “Io vado avanti fino a quando la società me lo permetterà, continuando a lavorare con dedizione e nella consapevolèzza che la squadra è la stessa che avevamo . apprezzato ad inizio stagione”.


di Guido Montanari

Il futuro del mister si deciderà con la Samp? Ora anche Brini è in bilico. La prima delle tre partite in casa sulle quattro gare se né andata in fumo.Anzi la situazione è peggiorata con una classifica che adesso si è fatta brutta davvero. I punti che dividono I ‘Ancona dalla quart’ultima sono solo quattro, poca più di una partita. Nello stessa tempo basterebbe una vittoria per riportarsi su posizioni più tranquille Il tempo per recuperare non manca , ma oggi non è questo che ci preoccupa visto che c’è un intero girone di ritorno da giocare. No, il problema è che abbiamo smarrito l’Ancona, quella che con le armi della combattività, del gruppo, della grinta riusciva a scalare le montagne. Adesso che queste prerogative sono quasi svanite, resta una squadra modesta tecnicamente e un pò isterica. Ora pensiamo alla Samp: forse per Brini sarà il match decisivo. Per il mister è davvero l’ultima chance. Ma anche i giocatori rischiano, il mercato di gennaio è alle porte e Pieroni se le cose continueranno ad andar male, non resterà a guardare. Speriamo.

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