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Moggi: " Però, mica male quel Max" Passa Pietro Tornei, jeans e maglietta. Sudato come se avesse giocato: «Tre punti in più verso la salvezza». Ma su Tom... Niente da fare, questa la musica che suona il D.G. «E’ una vittoria che fa sognare i tifosi e niente di più, ma solo fino a martedì». Poi arrivano Pieroni e Gaetti, il patron è in gessato blu, il presidente in giacca blu. «Sono contento e niente più», dice Pieroni ma si vede che una vittoria al San Paolo lo fa felice davvero.

«La stessa Ancona che ha giocato alla grande con la Reggina, il Napoli non è stato mai pericoloso. Ho visto una squadra concreta, una squadra che dietro non molla e rispetto alla scorsa stagione dà l’impressione di grande solidità. Vincere al San Paolo è sempre una bella soddisfazione. Abbiamo fatto sei punti in due partite contro avversari davvero difficili come la Reggina e il Napoli ma la strada è ancora molto lunga. Abbiamo la possibilità di fare bene ma l’importante è che la squadra giochi con questa intensità, con la voglia che ha dimostrato anche qui al San Paolo». Pieroni si apparta, poi passa Luciano Moggi.
Baci e abbracci con il D.G. della Juve: «Ma come, vieni a Napoli e non ti fai neanche sentire?». Pieroni ribatte: «Sono arrivato solo stamattina». Complimenti, pacche sulle spalle e il commento di Moggi su Max Vieri. «Però, mica male quel Max...». La Juve lo tiene d’occhio, ma intanto Max segna gol per l’Ancona. E Gaetti gongola: «Ragazzi, là davanti abbiamo due fenomeni altro che. Avete visto che roba, uno spettacolo. E adesso arrivare a quota 5000 abbonamenti non è più un sogno, vedrete durante questa settimana».
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ultima modifica il 03 giu 2004

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di Guido Montanari

L'Ancona trova l'oro di Napoli. Fantastica impresa al San Paolo

Vincere a Napoli.., è una parola e l’Ancona nella sua lunga storia difatti non c’era mai riuscita. Ieri ha centrato il colpo. Del resto le statistiche sono fatte per essere "aggiornate" e i tabù per essere infranti, ma bisogna vedere come uno ci riesce: ebbene la squadra di Brini l’ ha fatto in maniera meritata e pulita, senza assolutamente rubare nulla ma giocando con grande orgoglio e determinazione. Reggina e Napoli.., uguale sei punti. I biancorossi hanno vinto contro due grandi della serie B, contro due squadre chè puntano, almeno secondo il giudizio unanime degli addetti ai lavori, alla promozione in serie A. Non vogliamo dire nulla per carità, siamo solo all’inizio, ma Ancona sportiva può guardare con giustificato ottimismo all’immediato futuro di un squadra che, almeno a noi, piace un sacco. Sono rimaste infatti le migliori qualità della passata stagione, (centrocampo aggressivo, attacco pungente ed è migliorata in esperienza soprattutto in difesa. Appunto la difesa, e non ce ne vogliano i bomber di giornata, e il reparto che ci sta sorprendendo di più. Figurarsi il patron Pieroni: ha rifatto la difesa (incassando tanti miliardi dalle cessioni di Guastalvino e DouDou) e se la ritrova quasi più forte, o perlomeno più rocciosa e sicura, di prima. La squadre rivelazione, quelle che vanno a mille anche senza i grossi nomi, si costruiscono così, un pezzo alla volta. Napoli frastornata. Napoli frastornata ma non solo dallo sciopero del tifo e dalle polemiche feroci tra sportivi e società: no, Napoli frastornata anche da un Ancona che credevano brava, ma non bravissima. La prestazione dei dorici al San Paolo è stata esemplare: Brini ha bloccato tutte le fonti di gioco degli azzurri sia nel primo che nel secondo tempo. All’inizio ha schierato un 3-5-2 piazzando Russo su Alessi la mente ispiratrice del Napoli e nella ripresa ha rivoltato la squadra come un calzino in previsione dell’ingresso in campo di Rastelli: e dunque fuori De Palma e dentro un difensore come Mundula con conseguente cambio tattico al 4-4-2. Una serie di mosse che hanno vanificato e reso quasi inoffensivo il Napoli che a nostro avviso, se non fosse stato per quell’invenzione di Stellone, non sarebbe mai riuscita a segnare. Pronti e via, l’Ancona ha cominciato subito a fare il suo gioco senza problemi e senza preoccuparsi troppo del Napoli sovrastandolo anzi sulla corsa e sull’aggressività. Il gol del vantaggio di Parente e il giusto premio per la frizzante formazione dorica e quell’1 a 1 trovato al 45’ grazie appunto ad una prodezza di Stellone, non descriveva il reale andamento della gara. Buon per l’Ancona che dopo 5 minuti della ripresa, Vieri... imitava Stellone e segnava un grandissimo gol. A quel punto con la difesa a quattro, Brini ha potuto dormire sonni tranquilli, fatta eccezione per un colpo di testa di Graffiedi finito di poco a lato. Un po’ di tensione nei minuti di recupero per qualche mischia furibonda davanti a Storari (era avanzato anche il portiere Mancini) ma più fumo che arrosto. L’armata partenopea è al tappeto, quella dorica corre impazzita di gioia verso i 500 tifosi anconetani al settimo cielo. Fateci sognare A fine partita in sala stampa i dirigenti biancorossi, manco a dirlo, hanno fatto a gara nel frenare e consigliare prudenza e concentrazione già da domenica contro l’accessibile, ma solo sulla carta, Siena: giusto, ad ognuno il suo compito, ma i tifosi hanno tutto il diritto di sognare. Chi poteva immaginarsi un inizio così scoppiettante? La campagna abbonamenti avrà un’ulteriore spinta e domenica al Del Conero ci saranno almeno 10 mila persone. L’Ancona torna a fare notizia... come ai bei tempi.


di Mauro Anconetani

Storari, parate e pronostici.

C’è grande euforia nella sala stampa del "San Paolo", la grande vittoria ottenuta ai piedi del Vesuvio, ha un sapore tutto particolare e i giocatori se la godono fino in fondo. «Sono tre punti importantissimi, che ci danno un’ulteriore iniezione di fiducia, ha dichiarato Marco Storari, che aveva ieri pronosticato una vittoria contro il Napoli, abbiamo battuto una squadra di grande valore, riuscendo a mettere in pratica alla perfezione la nostra tattica, che era quella di rimanere chiusi in difesa, per ripartire con incisività in contropiede, cosi abbiamo fatto ed è andata bene». In occasione del secondo gol, hai fatto. anche il rifinitore, visto che è stato il tuo lungo lancio,, che ha permesso a Vieri di battere Mancini... «Sia VIERI che Parente. erano in buona posizione ed ho cercato di servirli con un appoggio preciso, Parente è stato bravo a spizzicare il pallone di testa, Max poi ha fatto il resto». Sul gol del tuo amico Stellone, potevi farci qualcosa? «Nulla credo, è stato molto bravo prima a liberarsi di tre giocatori e poi a chiudermi il tiro sul secondo palo, dopo che con il movimento, aveva fintato di mettérmi il pallone sul primo. Bravissimo, niente da dire». Una rete che ti aveva promesso questa estate durante la vacanza in Sardegna? «Lì ci siamo solo divertiti, non abbiamo parlato di calcio. Avevo detto comunque che avrei preferito non incontrarlo da avversario e mi ha subito punito». Due partite contro due grandi squadre, Reggina e Napoli e sei punti conquistati, si può sognare con quest’Ancona? «Siamo una buona squadra, con il vantaggio in queste prime gare di campionato, di avere i nostri schemi ben collaudati, considerando che in fase di campagna trasferimenti si è cambiato molto poco. Lo scorso anno siamo partiti con la salvezza nostro unico obiettivo, in questa stagione proveremo a fare qualcosa di più, anche se è ancora presto per capire dove potrà arrivare questa squadra». E il difensore Giacobbo fa il saggio: «Se dimentichiamo in fretta quello che di buono abbiamo fatto fino ad oggi, mantenendo la necessaria umiltà in tutte le prossime partite, possiamo toglierci grosse soddisfazioni in questo campionato. Dobbiamo continuare ad esprimerci su questi livelli, giocando sempre di squadra e tutti pronti al sacrificio. Una grandissima partita, come due domeniche fa contro la Reggina». In occasione del gol di Stellone, qualche responsabilità della difesa dorica? «Direi che è stato molto bravo lui, prima ha saltato un paio di giocatori, poi quando io stavo uscendo per chiuderlo, lui si è allungato la palla, prendendomi in controtempo. Un bel gol, di un grande giocatore, uno dei migliori attaccanti della categoria e non solo». Stanchissimo Francesco Montervino anche ieri autentico motore del centrocampo biancorosso. «Quando si attraversa un buon momento di condizione fisica, si deve correre in campo senza risparmiarsi, ha detto il centrocampista, e contro squadre tecnicamente quotate come il Napoli, per batterle devi raddoppiare gli sforzi. Anche oggi, come contro la Reggina, abbiamo giocato una buona partita soffrendo forse leggermente di più, perché il loro gioco tendeva a scavalcare il. centrocampo, ma di pericoli veri ne abbiamo corsi decisamente pochi. Fuori casa, come lo scorso anno, abbiamo iniziato benissimo, speriamo di continuare e di ottenere qualche punto in più per disputare un campionato ancora migliore».


di Paolino Giampaoli

Trasferta da sogno per 500. In curva la simpatia con il "Grande Parente"

Una vittoria storica nello stadio che ha ospitato uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi come Diego Armando Maradona, di fronte a una tifoseria considerata la più bella e la più calorosa d’Italia che ieri ha sportivamente applaudito la vittoria dei ragazzi di Brini e altresì fischiato i propri giocatori. Espugnare il San Paolo non capita tutti i giorni lo sanno bene quei 500 supporter dorici che ieri erano presenti e che un giorno potranno dire: «A Napoli.., io c’ero», sapendo che e valsa la pena fare quel viaggio lungo e scomodo perché i ragazzi di Brini hanno ripagato il sacrificio con un’ 2" che resterà nell’ almanacco biancorosso. Mezzo migliaio sembrano pochi in quello stadio immenso e ieri quasi del tutto vuoto a causa dello sciopero dei tifosi contro la società partenopea, una protesta che ormai va avanti da anni. I supporter biancorossi erano posizionati accanto alla tribuna: spicca il rosso e il bianco degli striscioni (Collettivo, The Warriors, Rebels... oltre a due simpatici stendardi: Grande Parente e WWF mi piaci tu) e delle bandiere accompagnati dall’immancabile e inconfondibile coro: «C’avemo i moscioli e ce piace il vi... » sono loro gli immancabili... i tifosi dorici. Sin dall’antistadio s’iniziano a vedere i primi gruppetti di tifosi napoletani con tanto di scritte contro Corbelli e Ferlaino e nelle loro intenzioni non c’è la volontà di entrare allo stadio. Inizia la partita e il San Paolo è incredibilmente vuoto: solo 8.000 spettatori che si perdono nel catino capace di ospitarne dieci volte tanto. E in "Curva B" campeggia uno striscione dedicato allo storico capo ultrà partenopeo Gennaro Montuori che in questi giorni ha rassegnato le proprie dimissioni da capo tifoso: «Palumella 30 anni di storia. Il tuo mito non tramonterà mai». Salgono sempre di più alti i cori dei tifosi dorici (che prima di entrare avevano salutato i loro colleghi napoletani con il quale esiste da tempo un buon rapporto di amicizia soprattutto con la "Curva A" e con i Fedayn) fino al boato per il gol del solito Parente. I tifosi iniziano a sognare ma in chiusura del primo tempo arriva il pareggio di Stellone. C’è tutta la ripresa da giocare..., mentre i tifosi napoletani che non sono entrati dall’antistadio continuano ad inveire contro Corbelli e Ferlaino "invitandoli" ad andarsene. La squadra ci crede e continua a giocare ed è padrona incontrastata del campo e dall’altra parte un Napoli irriconoscibile. Il duro lavoro dorico raccoglie i meritati frutti già al 5" quando su assist di Parente, Vieri gonfia la rete di Mancini. Il delirio dei 500 tifosi dorici è totale, nessuno sembra crederci, si soffre per altri 50 minuti e al triplice fischio di Nucini, i giocatori e mister Brini corrono a festeggiare sotto i tifosi in un unico ed ideologico abbraccio con i tifosi sulle note di un classico: «Nel blu dipinto di blu... e chi non salta è un ascolano...». E l’impresa dell’ Ancona al San Paolo di Napoli è senz’ altro un bel regalo anche per il nostro collega Guido Montanari, cronista sportivo che da anni segue con competenza i biancorossi, che Proprio oggi festeggia il suo compleanno.

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