| di Guido Montanari L'Ancona
trova l'oro di Napoli. Fantastica impresa al San Paolo
Vincere a Napoli.., è una parola e lAncona nella sua
lunga storia difatti non cera mai riuscita. Ieri ha centrato il colpo. Del resto le
statistiche sono fatte per essere "aggiornate" e i tabù per essere infranti, ma
bisogna vedere come uno ci riesce: ebbene la squadra di Brini l ha fatto in maniera
meritata e pulita, senza assolutamente rubare nulla ma giocando con grande orgoglio e
determinazione. Reggina e Napoli.., uguale sei punti. I biancorossi hanno vinto contro due
grandi della serie B, contro due squadre chè puntano, almeno secondo il giudizio unanime
degli addetti ai lavori, alla promozione in serie A. Non vogliamo dire nulla per
carità, siamo solo allinizio, ma Ancona sportiva può guardare con giustificato
ottimismo allimmediato futuro di un squadra che, almeno a noi, piace un sacco. Sono
rimaste infatti le migliori qualità della passata stagione, (centrocampo aggressivo,
attacco pungente ed è migliorata in esperienza soprattutto in difesa. Appunto la difesa,
e non ce ne vogliano i bomber di giornata, e il reparto che ci sta sorprendendo di più.
Figurarsi il patron Pieroni: ha rifatto la difesa (incassando tanti miliardi dalle
cessioni di Guastalvino e DouDou) e se la ritrova quasi più forte, o perlomeno più
rocciosa e sicura, di prima. La squadre rivelazione, quelle che vanno a mille anche senza
i grossi nomi, si costruiscono così, un pezzo alla volta. Napoli frastornata.
Napoli frastornata ma non solo dallo sciopero del tifo e dalle polemiche feroci tra
sportivi e società: no, Napoli frastornata anche da un Ancona che credevano brava, ma non
bravissima. La prestazione dei dorici al San Paolo è stata esemplare: Brini ha bloccato
tutte le fonti di gioco degli azzurri sia nel primo che nel secondo tempo. Allinizio
ha schierato un 3-5-2 piazzando Russo su Alessi la mente ispiratrice del Napoli e nella
ripresa ha rivoltato la squadra come un calzino in previsione dellingresso in campo
di Rastelli: e dunque fuori De Palma e dentro un difensore come Mundula con conseguente
cambio tattico al 4-4-2. Una serie di mosse che hanno vanificato e reso quasi inoffensivo
il Napoli che a nostro avviso, se non fosse stato per quellinvenzione di Stellone,
non sarebbe mai riuscita a segnare. Pronti e via, lAncona ha cominciato subito a
fare il suo gioco senza problemi e senza preoccuparsi troppo del Napoli sovrastandolo anzi
sulla corsa e sullaggressività. Il gol del vantaggio di Parente e il giusto premio
per la frizzante formazione dorica e quell1 a 1 trovato al 45 grazie appunto
ad una prodezza di Stellone, non descriveva il reale andamento della gara. Buon per
lAncona che dopo 5 minuti della ripresa, Vieri... imitava Stellone e segnava un
grandissimo gol. A quel punto con la difesa a quattro, Brini ha potuto dormire sonni
tranquilli, fatta eccezione per un colpo di testa di Graffiedi finito di poco a lato. Un
po di tensione nei minuti di recupero per qualche mischia furibonda davanti a
Storari (era avanzato anche il portiere Mancini) ma più fumo che arrosto. Larmata
partenopea è al tappeto, quella dorica corre impazzita di gioia verso i 500 tifosi
anconetani al settimo cielo. Fateci sognare A fine partita in sala stampa i
dirigenti biancorossi, manco a dirlo, hanno fatto a gara nel frenare e consigliare
prudenza e concentrazione già da domenica contro laccessibile, ma solo sulla carta,
Siena: giusto, ad ognuno il suo compito, ma i tifosi hanno tutto il diritto di sognare.
Chi poteva immaginarsi un inizio così scoppiettante? La campagna abbonamenti avrà
unulteriore spinta e domenica al Del Conero ci saranno almeno 10 mila persone.
LAncona torna a fare notizia... come ai bei tempi.
di Mauro Anconetani
Storari, parate e pronostici.
Cè grande euforia nella sala stampa del "San
Paolo", la grande vittoria ottenuta ai piedi del Vesuvio, ha un sapore tutto
particolare e i giocatori se la godono fino in fondo. «Sono tre punti importantissimi,
che ci danno unulteriore iniezione di fiducia, ha dichiarato Marco Storari, che
aveva ieri pronosticato una vittoria contro il Napoli, abbiamo battuto una squadra di
grande valore, riuscendo a mettere in pratica alla perfezione la nostra tattica, che era
quella di rimanere chiusi in difesa, per ripartire con incisività in contropiede, cosi
abbiamo fatto ed è andata bene». In occasione del secondo gol, hai fatto. anche il
rifinitore, visto che è stato il tuo lungo lancio,, che ha permesso a Vieri di battere
Mancini... «Sia VIERI che Parente. erano in buona posizione ed ho cercato di servirli con
un appoggio preciso, Parente è stato bravo a spizzicare il pallone di testa, Max poi ha
fatto il resto». Sul gol del tuo amico Stellone, potevi farci qualcosa? «Nulla credo, è
stato molto bravo prima a liberarsi di tre giocatori e poi a chiudermi il tiro sul secondo
palo, dopo che con il movimento, aveva fintato di mettérmi il pallone sul primo.
Bravissimo, niente da dire». Una rete che ti aveva promesso questa estate durante la
vacanza in Sardegna? «Lì ci siamo solo divertiti, non abbiamo parlato di calcio. Avevo
detto comunque che avrei preferito non incontrarlo da avversario e mi ha subito punito».
Due partite contro due grandi squadre, Reggina e Napoli e sei punti conquistati, si può
sognare con questAncona? «Siamo una buona squadra, con il vantaggio in queste prime
gare di campionato, di avere i nostri schemi ben collaudati, considerando che in fase di
campagna trasferimenti si è cambiato molto poco. Lo scorso anno siamo partiti con la
salvezza nostro unico obiettivo, in questa stagione proveremo a fare qualcosa di più,
anche se è ancora presto per capire dove potrà arrivare questa squadra». E il difensore
Giacobbo fa il saggio: «Se dimentichiamo in fretta quello che di buono abbiamo fatto fino
ad oggi, mantenendo la necessaria umiltà in tutte le prossime partite, possiamo toglierci
grosse soddisfazioni in questo campionato. Dobbiamo continuare ad esprimerci su questi
livelli, giocando sempre di squadra e tutti pronti al sacrificio. Una grandissima partita,
come due domeniche fa contro la Reggina». In occasione del gol di Stellone, qualche
responsabilità della difesa dorica? «Direi che è stato molto bravo lui, prima ha
saltato un paio di giocatori, poi quando io stavo uscendo per chiuderlo, lui si è
allungato la palla, prendendomi in controtempo. Un bel gol, di un grande giocatore, uno
dei migliori attaccanti della categoria e non solo». Stanchissimo Francesco Montervino
anche ieri autentico motore del centrocampo biancorosso. «Quando si attraversa un buon
momento di condizione fisica, si deve correre in campo senza risparmiarsi, ha detto il
centrocampista, e contro squadre tecnicamente quotate come il Napoli, per batterle devi
raddoppiare gli sforzi. Anche oggi, come contro la Reggina, abbiamo giocato una buona
partita soffrendo forse leggermente di più, perché il loro gioco tendeva a scavalcare
il. centrocampo, ma di pericoli veri ne abbiamo corsi decisamente pochi. Fuori casa, come
lo scorso anno, abbiamo iniziato benissimo, speriamo di continuare e di ottenere qualche
punto in più per disputare un campionato ancora migliore».
di Paolino Giampaoli
Trasferta da
sogno per 500. In curva la simpatia con il "Grande Parente"
Una vittoria storica nello stadio che ha ospitato uno dei
più grandi giocatori di tutti i tempi come Diego Armando Maradona, di fronte a una
tifoseria considerata la più bella e la più calorosa dItalia che ieri ha
sportivamente applaudito la vittoria dei ragazzi di Brini e altresì fischiato i propri
giocatori. Espugnare il San Paolo non capita tutti i giorni lo sanno bene quei 500
supporter dorici che ieri erano presenti e che un giorno potranno dire: «A Napoli.., io
cero», sapendo che e valsa la pena fare quel viaggio lungo e scomodo perché i
ragazzi di Brini hanno ripagato il sacrificio con un 2" che resterà nell
almanacco biancorosso. Mezzo migliaio sembrano pochi in quello stadio immenso e ieri quasi
del tutto vuoto a causa dello sciopero dei tifosi contro la società partenopea, una
protesta che ormai va avanti da anni. I supporter biancorossi erano posizionati accanto
alla tribuna: spicca il rosso e il bianco degli striscioni (Collettivo, The Warriors,
Rebels... oltre a due simpatici stendardi: Grande Parente e WWF mi piaci tu) e delle
bandiere accompagnati dallimmancabile e inconfondibile coro: «Cavemo i
moscioli e ce piace il vi... » sono loro gli immancabili... i tifosi dorici. Sin
dallantistadio siniziano a vedere i primi gruppetti di tifosi napoletani con
tanto di scritte contro Corbelli e Ferlaino e nelle loro intenzioni non cè la
volontà di entrare allo stadio. Inizia la partita e il San Paolo è incredibilmente
vuoto: solo 8.000 spettatori che si perdono nel catino capace di ospitarne dieci volte
tanto. E in "Curva B" campeggia uno striscione dedicato allo storico capo ultrà
partenopeo Gennaro Montuori che in questi giorni ha rassegnato le proprie dimissioni da
capo tifoso: «Palumella 30 anni di storia. Il tuo mito non tramonterà mai». Salgono
sempre di più alti i cori dei tifosi dorici (che prima di entrare avevano salutato i loro
colleghi napoletani con il quale esiste da tempo un buon rapporto di amicizia soprattutto
con la "Curva A" e con i Fedayn) fino al boato per il gol del solito Parente. I
tifosi iniziano a sognare ma in chiusura del primo tempo arriva il pareggio di Stellone.
Cè tutta la ripresa da giocare..., mentre i tifosi napoletani che non sono entrati
dallantistadio continuano ad inveire contro Corbelli e Ferlaino
"invitandoli" ad andarsene. La squadra ci crede e continua a giocare ed è
padrona incontrastata del campo e dallaltra parte un Napoli irriconoscibile. Il duro
lavoro dorico raccoglie i meritati frutti già al 5" quando su assist di Parente,
Vieri gonfia la rete di Mancini. Il delirio dei 500 tifosi dorici è totale, nessuno
sembra crederci, si soffre per altri 50 minuti e al triplice fischio di Nucini, i
giocatori e mister Brini corrono a festeggiare sotto i tifosi in un unico ed ideologico
abbraccio con i tifosi sulle note di un classico: «Nel blu dipinto di blu... e chi non
salta è un ascolano...». E limpresa dell Ancona al San Paolo di Napoli è
senz altro un bel regalo anche per il nostro collega Guido Montanari, cronista
sportivo che da anni segue con competenza i biancorossi, che Proprio oggi festeggia il suo
compleanno.
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