| di Luciano Marrone: La Sampdoria vince 2-1 su
lAncona. Flachi, su rigore, e Conte nella ripresa. Inutile la rete di Budan al 78°.
Ma l'Ancona c'è, nonostante la sconfitta impegna pericolosamente la Sampdoria che per
vincere si affida alle decisioni disastrose del Sig. Palanca di Roma. Andiamo per ordine:
I dorici iniziano subito alla grande, basta pensare che nei primi 15 minuti battono ben 5
calci dangolo. La Sampdoria fatica non poco per contenere le discese dei
biancorossi. Poi arrivano i pasticci di Palanca. 26° minuto, contrasto in
area tra Daino e Falchi, lex dorico cade in terra, per Palanca è rigore, ma in
realtà non cè stato nessun contatto tra i due. Inutili le proteste dei
biancorossi, Schenardi rimedia anche un cartellino giallo. 35°, lAncona chiede il
suo rigore: Ganz crossa al centro una palla che Grandoni devia in calcio dangolo con
una mano, Palanca fa finta di non vedere e ammonisce Antonini per proteste. Sul finire del
primo tempo la Sampdoria rischia lautogol, Conte di testa per poco non batte Turci
che devia in angolo. Dei due minuti di recupero non ne sono trascorsi nemmeno uno, ma
larbitro non fa battere il corner. Secondo tempo: LAncona parte con la marcia
giusta ma non basta. Conte, che poco prima aveva sfiorato lautogol va a raccogliere
un corner di Flachi e insacca di testa la rete del 2 a 0. LAncona sembra accusare il
colpo. Simoni effettua le sostituzioni: fuori Antonini e Graffiedi, dentro Tarana e Budan.
Al 78° lorgoglio biancorosso viene fuori. Robbiati, entrato al posto di Schenardi,
mette in mezzo un pallone avvelenato che Budan raccoglie stoppando di petto e tirando al
volo un fortissimo bolide verso la rete di Turci, è gol. LAncona insiste, la
Sampdoria accusa il colpo e trema. Ma cè Palanca, la Samp può stare tranquilla.
Bettarini colpisce con una gomitata Budan in una zione di gioco, in 20.000 la vedono ma
larbitro Palanca no! Simoni intervistato nel dopopartita dichiara: Due pesi
due misure certi arbitraggi fanno male al calcio, dice il mister, quando vedo queste
cose mi viene voglia di mollare tutto, poi abbandona la conferenza stampa per non eccedere
in parole che non vorrebbe dire. |