| di Luciano Marrone: AllInferno
e ritorno!
LAncona conquista i tre punti battendo il Venezia per 2 a 1 mantenendo invariato il
vantaggio sul Palermo (sempre a due punti), ma con molta sofferenza sugli spalti per gli
oltre 19.000 presenti al Del Conero. Decide un gol di Perovic al 94° su calcio
dangolo (suo anche il gol del vantaggio nel primo tempo). Una partita da
cardiopalma, vissuta con la stessa emozione della finale Play off di Perugia di due anni
fa. All81° del secondo tempo Fantini arresta il battito cardiaco di diciannovemila
spettatori, è stato come se il Mondo ci cascasse addosso quando quel pallone battuto
dagli undici metri si è insaccato alle spalle di Gori. In molti non volevano credere a
ciò che stava accadendo, il pareggio del Venezia caveva retrocesso al quarto posto
assieme al Palermo. Se sarebbe finita così, era doveroso vincere a Livorno sabato
prossimo. Latmosfera era ideale, già dal primo pomeriggio era iniziata
laffluenza allo stadio per assistere allincontro tra Ancona e Venezia. Era dal
lontano 1992 che non assistevamo ad una così massiccia presenza di tifosi allo stadio.
LAncona inizia subito in gran corsa, già nei primi minuti crea buone occasioni per
andare in rete senza mai riuscirci. Lo spettacolo dei 19.000 presenti carica la squadra di
Simoni che chiude il primo tempo in vantaggio di un gol. Splendido assist di Ganz che alza
in pallonetto, Perovic corregge e gonfia la rete del Venezia. Nella ripresa qualcosa non
funziona. I dorici non riescono a chiudere lincontro come dovrebbero fare e i
lagunari, dopo aver colpito una traversa con la palla che entra in rete ma larbitro
non si accorge, usufruisco di un calcio di rigore all81° per atterramento in area
(molto dubbio) di Poggi. Tredici interminabili minuti di terrore è durato larresto
cardiocircolatorio prima dellurlo liberatorio al gol partita di Marko Perovic. In
questi tredici minuti lAncona è scesa allinferno, ma poi un angelo di nome
Marko ci ha riportato
in Paradiso. Adesso la seria A è ad un solo punto di
distanza. |