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di Alessia Del Mastro

Serata fredda e piovigginosa: forse la prima vera serata invernale, ma nonostante tutto il pubblico anconetano non ha voluto perdersi la partita della sua amata Ancona che ha giocato contro il Verona dell’ex Max Vieri il recupero della prima giornata di campionato.

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Risultato sicuramente non veritiero: un 1 a 1 siglato con due Calci di Rigore (Graffiedi nel primo tempo e poi Yllana del Verona all’89’) che va molto stretto alla formazione di Simoni, unica squadra presente in campo per almeno tre quarti di partita.
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Guardando nel dettaglio l’incontro possiamo dire che Simoni, al contrario di quanto dichiarato fino alla mattina dell’incontro, ha schierato in campo una squadra offensiva e oltretutto (anche giustamente) non ha lasciato a riposo un uomo fondamentale come Maltagliati che poi conosce bene Vieri e quindi le sue mosse.
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Possiamo parlare di una sorta di 4-4-1-1 o 4-4-2 a seconda se si considera il centrocampo con Schenardi, Perovic, Maini e Graffiedi e Robbiati più avanzato e Luiso come unica punta, oppure centrocampo con Schenardi, Maini, Robbiati e Perovic e attacco con Graffiedi e Luiso.
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Come l’abbia vista Simoni non importa, resta di fatto che la squadra si è comportata benissimo, è stata sempre padrona del campo, rendendo nulla la presenza del Verona. Il primo tempo soprattutto è stato completamente di marca bianco-rossa. La Curva Nord era entusiasta del bel gioco mostrato dalla squadra dorica, bellissimi scambi, un Maini stellare presente in tutte le parti del campo e non solo, bellissima prestazione (ormai scontata) di Maltagliati, Dicara & company, e oltretutto un riposato Russo tornato in campo per dare il suo ottimo contributo.
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Peccato solo le occasioni mancate dall’Ancona con il palo di Graffiedi e il fuorigioco inesistente fischiato a Luiso. Il continuo pressing dell’Ancona ha costretto più volte i giocatori del Verona a fare falli e da uno di questi è arrivato il fallo in area su uno scatenato Graffiedi che ha portato al primo rigore stagionale per la formazione Dorica, segnato poi dallo stesso giovanissimo attaccante.
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Fino alla fine del primo tempo e non solo, il vantaggio della formazione di casa era il risultato più giusto. Il secondo tempo è stato un po’ più scadente ma l’Ancona ha sempre continuato a lottare e spingere tanto è vero che la stampa nazionale parla di "Ancona Beffata" e di nettissima supremazia dorica; nonostante tutto il Verona è riuscito, nelle ripresa, a trovare spazi e proprio sui piedi dell’ex Max Vieri è sfumata la palla del pareggio, lanciata di poco alta sopra la traversa.
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Poi come spesso capita, le piccole distrazioni di una squadra in ottima forma, si pagano care e così è stato, una ingenuità di Montervino (subentrato nel secondo tempo al posto del bravissimo Robbiati) ha dato la possibilità al Verona di pareggiare su calcio di rigore proprio allo scadere della partita.
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E così è stato. Ora è inutile piangere su due punti persi per strada perché comunque il campionato è lungo e la nostra Ancona è veramente forte, quindi avremo ancora la possibilità concreta di mostrare quanto valiamo e soprattutto godiamoci ancora questa imbattibilità dorica.
La partita raccontata in dialetto anconetano.
Le notizie On-line su l'Ancona Calcio

di Mario Cori

Tutto su rigore. Abbastanza netto quello per l'Ancona, molto dubbio (se non inesistente) quello per il Verona. Arbitro De Marco ancora protagonista in negativo dunque. Dopo i danni combinati in Napoli - Cosenza che gli sono costati un lungo stop, ecco un'altra serataccia. Senza quel rigore regalato alla fine al Verona se la sarebbe anche cavata, così resta il peggiore in campo. Ma anche l'Ancona ha qualche colpa. Non chiude la partita quando domina, poi concede troppo e si ritira. Il Verona non combina nienete, Ma, dai dai, gli regalano il rigore e la frittata è fatta. Grossa occasione persa dall'Ancona. Simoni tiene fede all'annunciato turn over e le novità sono quattro rispetto a sabato: Russo, Schenardi, Perovic e Robbiati. E proprio «Spadino» si guadagna una posizione ibrida: a volte trequartista dietro le punte, a volte esterno di sinistra, o ancora punta centrale. Repertorio della collaudata girandola offensiva richiesta da Simoni e che vede spesso anche Schenardi molto «alto», tanto da tenere quasi stabilmente ancorato in retrovia l'esterno Melis, mezzapunta dichiarata in evidente stato di sofferenza. Parte da un perentorio affondo di Schenardi la prima palla gol clamorosa dell'Ancona (20'): il biancorosso semina in velocità Melis sul long-line e mette in mezzo una palla a mezza altezza sulla quale si proietta Graffiedi. Potente girata del centravanti e palo pieno. Peccato. Ma Malesani deve essere rimasto folgorato dalla percussione di Schenardi e da qualche altro affondo dell'ala biancorossa, tanto che a sorpresa (28') tira fuori lo stralunato Melis, chiaramente fuori posizione e mette dentro Cossu, che si piazza a centrocampo. E su Schenardi? Retrocede Mazzola, altro centrocampista. Boh, cosa ci gaudagni il Verona in interdizione lo sa solo Malesani. Intanto l'Ancona continua ad affondare i colpi sulle fasce. Ecco che a sinistra spunta la chioma bionda di Russo. Cross che attraversa l'area scaligera, e all'appuntamento si presenta Graffiedi la cui conclusione è molle e «telefonata». Ma questa pare proprio la grande notte di Mattia Graffiedi. Eccolo (35') che parte come un treno sulla trequarti di sinistra, a metà area Matteassi da dietro ha la cattiva idea di afferrare il centravanti per un'ascella e sbilanciarlo. Rigore non nettissimo ma giusto quello che fischia De Marco (autoritario nel primo tempo) appare netto. Maini avrebbe una mezza idea di tirare, ma poi lascia volentieri la palla sul dischetto a Graffiedi, la cui sventola si infila a fil di palo. Vantaggio strameritato. E grandi applausi all'Ancona all'intervallo: con Samp-Livorno posticipata, è in testa alla classifica con la Ternana… Comincia la ripresa e Graffiedi è sempre più scatenato. Eccolo che parte centralmente (4'), allarga a Robbiati che fa partire un fendente micidiale respinto da Pegolo. Porta spalancata per Luiso, ma è in fuori gioco. Toh, ecco finalmente il Verona (12'): cross di Mazzola ed è proprio la testa di Vieri a spizzicare la parte alta della traversa. Intanto Simoni si fa furbo e piazza stabilmente Russo sul peperino Cossu a centrocampo. Ciò comporta la doccia anticipata per l'ottimo Schenardi e l'innesto del potente Lombardi come quarto di sinistra in difesa. Robbiati e Graffiedi aumentano i rientri, ma sono pronti a proiettarsi in avanti come fionde. Parte Lombardi (14') e la sua palla in mezzo all'aera è raccolta da Luiso. Primo tiro deviato da un difensore, poi il «Toro» solo davanti a Pegolo cade non si sa come. Il Verona tenta il tutto per tutto. Malesani urla e sbraccia in panchina, i gialloblu partono abbassando la testa. L'Ancona soffre ora dopo aver fallito il secondo gol ripetizione e non aver chiuso la partita. Ci riprova Maini (42') a chiudere la partita.La sua punizione dalla lunetta è forte e a pelo d'erba, ma centrale. Ultimo assalto disperato del Verona (44'): sulla sinistra Pisanu cerca lo spunto , Montervino lo affronta a gamba tesa ma senza toccarlo, stando alle riprese tivù. Rigore anche per il Verona e Yllana dal dischetto non perdona. Occasione sprecata dall'Ancona, che però ha più di qualcosa da farsi perdonare


di Marco Cagnoni

Luiso non era fuorigioco. Spadino Robbiati è il primo ad arrivare in sala stampa, il fantasista è arrabbiato, come tutti. «Abbiamo perso due punti, dovevamo vincere noi perchè abbiamo avuto le occasioni, purtroppo le abbiamo sprecate. Hanno pareggiato facendo poco, solo la traversa di Vieri». E poi aggiunge: «Ci è mancato il colpo del ko. Ma guardiamo avanti. La mia prova? Sono contento, così come tutta la squadra. E’ mancato solo il risultato». E sul gol annullato a Luiso? «Ho tirato e Luiso l’ha messa dentro, non so cosa il guardalinee abbia visto. Rimane il rammarico perchè ci sono state le possibilità per chiudere l’incontro, ma non abbiamo sfruttato molte occasioni. Alla fine quel rigore ci ha penalizzato». Ecco Luiso. «Un gran primo tempo - dice l’attaccante - loro hanno fatto un po’ meglio nella ripresa. Il gol annullato? Sono sicuro di non essere andato in fuorigioco, sono partito da dietro in quella occasione. Rimane l’amaro in bocca per il pareggio arrivato a pochi secondi dalla fine». Schenardi definisce la partita con il Verona "troppo gestita". L’attaccante spiega i due rigori: «Entrambi molo dubbi, ma ammetto che nella ripresa ci siamo un po’ tirato indietro e alla fine è arrivato il loro gol. Ai punti di sicuro avremmo vinto noi, invece il punto fa felice solo loro».


di Mimmo Cugini

Una beffa. Amaro pareggio al Del Cònero. Due rigori decidono il match. Ma è Simoni a recriminare Ancona, morditi i gomiti. Domina, va in vantaggio con Graffiedi. Il Verona pareggia senza giocare, così l’Ancona forse più bella della stagione si blocca sul pari, un rigore a un minuto dalla fine regala alla squadra di Malesani un pareggio sinceramente poco meritato, addirittura poco cercato. Simoni stupisce tutti e schiera un’Ancona mai così offensiva: c’è Robbiati alle spalle di Graffiedi e Luiso con Schenardi a destra. E in difesa conferma la solita coppia centrale Maltagliati - Dicara, sugli esterni Bolic e Russo. In mezzo Schenardi che parte largo e poi va a coprire anche in mezzo con Perovic e Maini. Malesani risponde con un 3-5-2 molto difensivo con gli esterni che restano molto bassi. Melis fa quasi il terzino sinistro. Ma è l’atteggiamento dei veronesi che è palesemente votato a controllare la gara, mentre l’Ancona fa la partita cercando soprattutto di sfondare centralmente con le intuizioni di Robbiati. Ma è un’Ancona diversa che non avendo Montervino e Tarana ignora o quasi il gioco sulle fasce. "Spadino" sa che gli occhi dei tifosi sono tutti su di lui e si dà da fare, cercando anche il numero personale, ma il Verona fa muro sulla trequarti e quando i biancorossi sfondano non fanno complimenti. Prima vera occasione al 20’: Schenardi scatta benissimo a destra e mette in mezzo, Graffiedi è bravissimo ad anticipare tutti, ma il destro al volo in girata si stampa sul palo. Peccato, sarebbe stato un gol bellissimo, sia per la preparazione che per la conclusione. Partita comunque monotematica, gioca solo l’Ancona e il Verona si preoccupa solo di difendere. E cresce la squadra di Simoni spingendo a fondo sull’acceleratore. Ci prova ancora Robbiati (23’), ma Pegolo ci mette i pugni. Malesani toglie uno spento Melis e inserisce Cossu poco prima della mezz’ora. Cambia poco, al 32’ Russo lanciato da Perovic mette in area per Graffiedi che va alla conclusione, ma colpisce male, Pegolo blocca. Il Verona ricorre al fallo sistematico: un film già visto con Siena e Messina. Il gol pare inevitabile perchè gioca solo l’Ancona e arriva al 34’ con un rigore che Graffiedi si guadagna con una penetrazione sulla sinistra che manda in tilt la difesa veronese, Mazzola stende l’attaccante dorico e De Marco indica il dischetto (primo penalty del campionato per l’Ancona). Graffiedi infila Pegolo con un rasoterra alla destra del portiere veronese che intuisce ma non può arrivarci. Il Verona a questo punto deve cambiare tattica e reagisce buttandosi in avanti, la prima conclusione verso la porta di Scarpi arriva al 42’, il destro di Italiano da fuori area sugli sviluppi di un calcio d’angolo esce alla destra di Scarpi. Si chiude così un primo tempo che ha visto una sola squadra in campo: l’Ancona. Sorprendente la capacità di questa squadra a cambiare modulo come se nulla fosse, la facilità di gioco che Simoni propone nella gara con il Verona mette in grave imbarazzo un Verona che sembra quasi svogliato. Inizia una ripresa che sembra molto aperta,perchè il Verona deve buttarsi in avanti. Al 3’ l’Ancona raddoppia con uno splendido contropiede innescato da Graffiedi che serve Robbiati, sinistro in diagonale che Pegolo ribatte sui piedi di Luiso che mette dentro, il guardalinee segnala un fuorigioco molto dubbio. Altrettanto dubbio il contatto tra Russo e Salgado in area al 5’ con i veronesi che reclamano il rigore. Simoni decide di dedicare una marcatura a uomo per Cossu spostando su di lui Russo, con Perovic che va a sinistra. Ma la difesa balla e allora Simoni corre ai ripari inserendo Lombardi che va a fare l’esterno sinistro in difesa con Perovic che torna a centrocampo, il sacrificato è Schenardi. All’11’ il Verona pareggia il conto dei legni: Mazzola crossa da sinistra e Vieri gira bene di testa ma colpisce la parte alta della traversa. Adesso la partita diventa spettacolare. L’Ancona potrebbe chiuderla al 14’ in contropiede, ma sul cross di Lombardi da sinistra Luiso e Perovic pasticciano. E allora Simoni torna al 4-4-2 togliendo Robbiati e inserendo Montervino, poi Tarana al posto di Luiso. Si fa sentire la stanchezza: il Verona attacca ma fa solo confusione, l’Ancona cerca di chiudere il match in contropiede e non ci riesce. Ma al 44’ arriva la beffa: scontro tra Montervino e Mazzola in area. Per De Marco è rigore, Yllana trasforma. Non c’è più tempo per rimediare.


di Maurizio Ghergo

Un altro pareggio, ma a differenza delle altre gare questa volta la rabbia è davvero tanta. Ma con chi ci dobbiamo arrabbiare se non con noi stessi per aver buttato all’aria una vittoria che sembrava essere a tranquillamente a portata di mano, troppe infatti le occasioni da gol sprecate, e come spesso succede chi sbaglia paga. La nostra rimane comunque un ottima prestazione, soprattutto nel primo tempo abbiamo assistito a un bel gioco e anche se il gol è arrivato su un calcio di rigore assai dubbio non possiamo dire che il vantaggio non sia stato meritato. Arriva l’intervallo e lo speaker da i risultati dei primi tempi, il Cagliari sta pareggiando e ciò significa primo posto in classifica! Io e un mio amico ci guardiamo intorno, lui dice 6000 spettatori, io dico che non ci arriviamo, sarà pur stato un freddo cane e fino ad un ora prima pioveva, ma questa squadra e questa classifica meritano di più. Secondo tempo meno brillante con Simoni che pian piano arretra sempre di più la squadra togliendo Robbiati e Shenardi e con Maini che quasi non passa più la nostra metà campo, il Verona nell’ultima mezzora a una supremazia territoriale, ma tolto un colpo di testa di Vieri non si rende mai pericolosa mentre noi come già accennato sopra non riusciamo a sfruttare le buone occasioni che i gialloblù ci concedono. Manca un minuto al triplice fischio e tutti sappiamo come è andata, peccato. Ci rimane la consapevolezza di avere una buona squadra, e anche se sabato ci è andata male abbiamo tutto il tempo e i mezzi per rifarci.


di Adelio Pistelli

ANCONA LUISO NON LA PENSA COME L’ARBITRO

«Il mio gol era regolare» Un rigore di troppo ha rovinato la serata degli uomini di Simoni che, forse, proprio dopo un altro rigore (a favore) hanno concesso troppo ad una squadra motivata, precisa ma che per lungo tempo ha cercato soprattutto quel «rigore di troppo» che fa sorridere a metà la truppa biancorossa, meglio ancora fa salire il grafico della rabbia. «Il rammarico è tanto, inutile girarci attorno, sostiene il centravanti dorico Luiso. E’ vero, loro hanno avuto il pallino del gioco soprattutto nel secondo tempo ma le vere occasioni sono tutte dell’Ancona. Il gol annullato? E’ ... colpa mia. Scherzo, naturalmente ma solo perché non possiamo farci più niente. Del resto arrivavo da dietro e dopo la respinta ho avuto la grande occasione e non capisco davvero perché me l’hanno tolto. C’è amarezza, inutile nasconderlo e non vale nemmeno pensare che siamo arrivati alla nona gara di campionato senza sconfitte: ci sono sfuggiti due punti troppo importanti». E resta opinione generale che l’Ancona abbia lasciato troppo spazio agli avversari: vero Schenardi? «Forse ma ci può stare. Magari abbiamo lasciato al Verona un eccessivo possesso di palla ma era anche l’occasione per ricercare preziosi spazi per andare in contropiede. E’ vero, ci mancano due punti ma il calcio, accidenti, è fatto di queste cose e sapete cosa vi dico: ho i miei dubbi su entrambi i calci di rigore mentre quel gol annullato meritava ben altra soluzione e saremmo stati qui a fare altri discorsi». E sia ma intanto c’è chi, pur con l’amaro in bocca, vuole ricordare che se c’era una squadra che doveva vincere era l’Ancona. «Non ho sicuramente dubbi, sono parole di Robbiati. Abbiamo giocato una buonissima gara, abbiamo creato tante occasioni per chiudere una sfida che è sempre stata nelle nostre mani anche quando il Verona ha cercato di raddrizzare la partita. Si, anche quando sono sembrati padroni del gioco, quando eravamo un po’ arretrati è l’Ancona che ha avuto le sue ottime possibilità per chiudere la partita. Stavamo sfruttando al meglio il contropiede ma non ci siamo riusciti. Il gol annullato? Non so davvero cosa sia successo».


di Marco Tentella

Palì Giampaoli guada il bicchiere mezzo pieno: "Samp e Cagliari sono già in A" "Ma questa squadra funziona" E’ uno di quelli che... se non è ancora seduto sulla poltroncina, l’arbitro ritarda il fischio d’inizio. Scherziamo naturalmente, anche se, metti caso che un giorno accadesse davvero, non ci sarebbe poi granché da meravigliarsi. In fondo Palì Giampaoli, è di lui che parliamo, è ormai parte integrante dell’Ancona Calcio: anconetano doc, noto per i suoi trascorsi da calciatore in biancorosso e soprattutto per la sua brillante attività imprenditoriale. Ma anche per quella grande passione che gli è rimasta pur dopo aver appeso i canonici "scarpini al chiodo": era il 1968, e da allora Palì di partite dell’Ancona non se n’è persa neanche una. "Sono venuto allo stadio anche quando avevo la gamba rotta",dice: capito il tipo?Chi meglio di lui potrebbe analizzare questa promettente stagione dei dorici. Una squadra, che mal grado l’amaro pareggio di ieri sera, ma contro le decisioni dell’arbitro non si può far nulla, sta marciando spedita (vedi l’imbattibilità) di partita in partita. Si può sognare? "E’ ancora presto per fare qualsiasi tipo di pronostico, afferma Giampaoli, anche se è innegabile che questa squadra ha tutte le carte in regola per farci togliere delle belle soddisfazioni. Abbiamo colto solo un punto, ma stasera stessa ha dimostrato di saper attuare un ottimo pressing, e di essere praticamente insuperabile dalla trequarti in giù: insomma, "quando una cosa funziona, funziona e basta". Che sia così lo dimostra anche l’attuale classifica del campionato di Serie B: veritiera fino a che punto? "Direi al 100% per quanto riguarda la Sampdoria ed il Cagliari. Le loro promozioni in Serie A,a mio giudizio, sono pressoché scontate. Rimangono poi due posti liberi, ai quali credo che possano ambire almeno altre cinque squadre: tra queste anche l’Ancona. In ogni caso, un quadro più concreto lo si avrà solo nel girone di ritorno, soprattutto a primavera quando le varie squadre potrebbero trovarsi alle prese con degli infortuni ed altri fattori ora imprevedibili". Secondo lei esiste qualche analogia tra la formazione di Simoni e quella favolosa Ancona della stagione ‘92-93? "Bella domanda", se la ride Palì, Di sicuro, quello attuale è tutto un altro tipo di calcio rispetto a quella di allora. Però, non nutro alcun dubbio quando dico che l’Ancona di oggi, proprio come quella di allora, sembra possedere un buonissimo spirito di gruppo, e questo è molto importante. Ci sono formazioni che per emergere puntano alle qualità dei singoli, ed altre che invece sono forti proprio perché fanno gioco di squadra, corale: la nostra Ancona e una di queste. Fateci caso: chiunque Simoni mandi in campò, uomini della panchina compresi, sa integrarsi a perfezione nello spirito di questa squadra. Merito dello stesso tecnico, vero, ma c e anche qualcos’altro. Forse proprio quello che serve per...’

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Il cammino dell'Ancona in Campionato