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di Alessia Del Mastro

Ancona - Cosenza, vittoria dei dorici per 1 a 0 grazie ad un goal nel secondo tempo dell’ottimo Tarana che ha portato la sua squadra al quarto posto di classifica, ad un sola distanza dal secondo (Cagliari, battuto per 2 a 0 a tavolino dal Messina, dopo le indecorose violenze dei tifosi Cagliaritani in campo).

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L’11 di Simoni ha dovuto affrontare la partita, privo del suo centrocampista n.1 e oltretutto capocannoniere biancorosso “Jimmy Maini” (ancora infortunato). Grave assenza e si è visto dal primo minuto di gioco che il centrocampo aveva difficoltà a costruire il gioco. Dal 4-3-1-2 dell’ultima partita siamo tornati al classico 4-4-2 con Bolic, Maltagliati, Dicara e Russo in difesa, Tarana, Magoni, Perovic e Montervino a centrocampo e attacco con Ganz e Luiso.
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Due quindi le novità fondamentali, Perovic al posto di Maini e Luiso in coppia con Ganz. Fischio di inizio e subito L’Ancona vicina la goal in ben due occasioni che però come spesso accade vengono sciupate ingenuamente. A quel punto partita abbastanza equilibrata, con i dorici in difficoltà nel ricostruire le azioni a centrocampo ma con una difesa molto attenta ai contropiedi del Cosenza.
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Il pubblico, non potendo sfogarsi con la tifoseria avversaria, visto il gemellaggio con i rossoblu, ha iniziato a fischiare gli errori dorici aumentando così il nervosismo della squadra già abbastanza confusa nei movimenti. Brutta cosa questa da parte della tifoseria che pensa troppo in grande!
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In fondo abbiamo perso una sola partita e poi come sottolineato più volte da Pieroni e anche da Simoni, questa Ancona deve stare nelle zone alte di classifica ma non è detto che debba volare diretta in serie A: l’obiettivo che la società si è posta è quello di due anni e quindi occorre stare vicino alla squadra anche nei momenti più difficili o meglio di minor concentrazione. Il primo tempo si conclude sullo 0 a 0, si infortuna Perovic ed entra Antonini, anche quest’ultimo sarà poi costretto ad uscire per una botta rimediata alla gamba.
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Il secondo tempo è più di marca rosso-blu ma è l’Ancona ad andare in vantaggio grazie ad un assist del contestatissimo Montervino per Tarana che realizza oltretutto un bellissimo goal. Nessun commento sulla reazione dei due giocatori appena citati, alla rete di Emiliano: comportamento non sicuramente sportivo visto che non hanno saputo accettare i fischi (anche se potevano essere esagerati!!!).
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Dopo il vantaggio l’Ancona è riuscita a difendere il risultato, oltretutto in 10 uomini per l’espulsione di Magoni e a vincere una partita in cui forse il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Questo è il calcio e forse ci siamo ripresi i due punti buttati via scioccamente contro il Verona.
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Ora c’è il “DERBY” e anche se le numerose assenze costringeranno Mister Simoni a rivoluzionare il centrocampo, vogliamo ad Ascoli una squadra grintosa e pronta a dare il massimo per tutti i suoi tifosi. Forza Ancona espugna il campo del Picchio!!!!!
La partita raccontata in dialetto anconetano.
Le notizie On-line su l'Ancona Calcio
 

di Clara Torretti

Dopo la bellezza di circa 80 minuti giochicchiati, senza irruenza e con tanta lentezza, finalmente abbiamo preso tre punti preziosi con un gol di Tarana su azione di Montervino. Siamo riusciti poi a tenere il risultato fino alla fine suppur con un uomo in meno. Ma quanto abbiamo sofferto, vedendo il Cosenza che cercava assiduamente il pareggio! A mio avviso comunque il salvatore di questa partita è stato Scarpi che alla fine è riuscito a bloccare il Cosenza con le sue belle deviazioni da mozzafiato. Bene! Una soddisfazione per i tre punti presi, ma nel sangue in queste ore circola quell’adrenalina che ci procura il pensiero del derbissimo e che mi auguro la beneamata Ancona faccia suo!

di Adelio Pistelli

«Tarana libera tutti» era scritto proprio così su un bandierone apparso in curva Nord in onore del gioiellino dell’Ancona. Ed è stato un segnale premonitore, visto che è stato a far finire bene un pomeriggio in cui tutto è stato tremendamente difficile. Uno striscione in quella curva che i giocatori dorici lasciano fuori da un... «processo» a parte della tifoseria che ha sonoramente fischiato la truppa biancorossa. «Abbiamo passato dei momenti di difficoltà, ha ammesso proprio Emiliano Tarana, l’uomo provvidenza delle vicende doriche. Non era giusto però che ci criticassero in quel modo». E allora, dopo il gol salva tutto, via a correre per il campo mettendo le dita vicino al naso come a voler zittire l’impietosa critica. «Non è stato un gesto polemico, continua, ma era solo un modo diverso per festeggiare. E’ stato il mio primo centro con l’Ancona, un momento particolare, una felicità particolare (sfogata con urla anche a qualche centimetro da una telecamera, ndr.). Nessuna polemica, lo ripeto, però sappiate che nessuno di noi è Maradona. Ci vuole pazienza soprattutto quando vedi che le cose prendono pieghe delicate. Ci piacerebbe che il pubblico, tutto, ci aiutasse concretamente. L’impegno non manca mai, siamo attaccati alle prime della classe e dopo dieci anni vogliamo regalare di nuovo la serie A alla città ma dobbiamo essere sempre insieme, e quei fischi mi sono sembrati ingenerosi, arrivati anche quando sbagliavamo dei passaggi senza conseguenze». «Siamo l’Inter della B, interviene il difensore centrale Roberto Maltagliati, quasi a smorzare i termini della chiacchierata. Però quando si vince nel giorno dei tanti problemi significa pur qualcosa. Sapevamo delle difficoltà da superare, ma abbiamo saltato l’ostacolo:buon segno. Le polemiche di alcuni miei compagni? Hanno sbagliato, ma sono stati gesti istintivi, non cattivi. Eravamo molto nervosi, non trovavamo la soluzione per una partita molto dura e difficile e, arrivato il gol, c’è stata una reazione sbagliata ma solo del momento. E’ tutto finito, deve tutto finire». «Può sembrare un paradosso ma quanto ha fatto Montervino, rivolgendosi in quel modo verso parte dei tifosi, sono parole del capitano Salvatore Russo, è un segnale di grande attaccamento a questa maglia, di grande abnegazione e non ne facciamo un dramma. Stavamo soffrendo, è vero, ma non ci aspettavamo certi fischi. Ascoli è alle porte? E’una partita da vincere, come le altre cerchiamo di smorzare i momenti dell’attesa». «Non meritavamo assolutamente quelle critiche, chiude Pasquale Luiso, non dobbiamo mica ammazzare il campionato, sono altre le squadre che devono tassativamente vincere. Ma se stiamo tutti compatti vedrete che potremo continuare a divertirci».


di Luca Frezzotti

Tutti contro i “fischiatori”. Un fronte unico composto da giocatori e dirigenti uniti nella dura replica alle critiche sonore di alcuni tifosi biancorossi. “Sono atteggiamenti che innervosiscono”. Il coro unanime spiega la reazione veemente di alcuni giocatori biancorossi al gol di Tarana. Liberatoria e travolgente la corsa dell’uomo del successo che con il dito sul naso ha intimato il silenzio ai “fischiatori”: gesti di disapprovazione sono arrivati anche da Montervino e Luiso. “Non è stato un gesto polemico, si giustifica Tarana alias “Toro di Sabbioneta”, ma soltanto uno sfogo rabbioso per quei fischi nei nostri confronti che sono stati decisamente ingenerosi. Non dobbiamo generalizzare in questo senso perché la curva è stata grande e ci ha incitato per tutta la partita”. Per l’ex modenese primo gol in campionato con la maglia dell’ Ancona. Un sigillo pesante: “Un gol che vale una vittoria per cui ancora più bello. In generale il successo è molto importante perché ci permette di restare attaccati alle prime della classe. I tre punti sono arrivati tra tante difficoltà perché il Cosenza è stato molto abile nell’imbrigliarci. Non è stato semplice cercare di vincere ma alla fine ci siamo riusciti per cui continuiamo così e adesso pensiamo all’Ascoli”. Anche il difensore centrale Maltagliati parte dalle difficoltà trovate nel match con il Cosenza. “E’ stata una partita complicata, spiega il difensore biancorosso se si considera che venivamo dalla sconfitta di Trieste, Per questo credo che la vittoria sia un risultato importante perché è un segnale di ripresa”. Dopo il gol del successo ha fatto clamore lo sfogo di rabbia di alcuni giocatori. Non nego che la reazione è sbagliata. Interpretando il gesto credo che sia il frutto dì una partita nervosa e di qualche fischio: a volte capitano queste cose che avvengono tra l’altro in momenti in cui non c’è molta lucidità”. Il successo lancia l’Ancona verso Ascoli ma in difesa mancherà lo squalificato Dicara una colonna del reparto con Maltagliati. “La rosa dell’Ancona è ampia per cui ci sarà sicuramente chi, potrà dare il proprio contributo. Siamo già in vista di Ascoli una partita molto importante che molto probabilmente prepareremo in ritiro”. Torniamo al tema reazioni con il bomber Luiso: “Ho visto Montervino che era molto agitato credo per i fischi di qualcuno. Lo stesso gesto di Tarana è stato per rabbia ma sono cose determinate dal momento e finiscono lì. Comunque per quanto riguarda il pubblico bisogna fare dei distinguo perché la curva è stata immensa mentre c’è qualcuno che evidentemente si è accanito con noi e la cosa ci ha innervosito. Credo che la gente debba capire che questa squadra non è stata costruita. per ammazzare il campionato ma per fare un proprio cammino che può essere buono. Per questo secondo me bisogna cercare di essere tutti più uniti con la voglia di partecipazione per aiutare l’Ancona a fare bene”. Un’altra grande prova dal capitano Russo che cerca di esaminare con la solita pacatezza il match con il Cosenza ed il derby di Ascoli. “Sono tre punti pesantissimi, spiega il numero 8, giunti dopo un match sofferto. Speriamo di continuare in questa maniera cercando di tenere unite tutte .le componenti che stanno intorno all’Ancona evitando magari certe polemiche. Ascoli? E’ un’altra tappa importante del nostro cammino che cercheremo di preparare con grande scrupolo sperando che tutto resti nei canoni puramente sportivi”.


di Marco Cagnoni

Roberto Maltagliati è il primo ad arrivare in sala stampa e giudica così l’incontro con il Cosenza: «Era una gara difficile perché venivamo da una sconfitta e gli avversari sono stato in grado di crearci parecchi problemi. Era importante vincere e, alla fine, ci siamo riusciti pur soffrendo un po’». Scarpi è stato decisivo? «E’ vero le occasioni più belle le hanno avute loro e il nostro portiere è stato molto bravo. L’importante era comunque vincere e ci siamo riusciti pur non giocando una grande partita. Nella gara precedente a Trieste abbiamo giocato bene, ma abbiamo perso quindi...». Venerdì prossimo ad Ascoli non ci sarà Di Cara che dovrebbe essere squalificato? «Mi dispiace se non ci sarà, ma abbiamo una rosa molto ampia di quasi trenta giocatori e il mister saprà trovare le sostituzioni giuste sia per la difesa che per il centrocampo che accuserà qualche defezione. Il tempo per pensarci non gli mancherà perché da martedì andremo in ritiro». «E’ stata una reazione istintiva nei confronti di alcuni spettatori dei distinti che ci hanno fischiato. Montervino poi era particolarmente agitato ed è andato a sfogarsi fin sotto la tribuna laterale. Però io dico a chi ci ha contestato che questa squadra non deve uccidere il campionato come dovrebbero fare Napoli, Sampdoria e Cagliari, perciò dovrebbero essere un po’ più pazienti e sostenerci come del resto a fatto la curva per tutto l’incontro». Anche il Capitano Russo fa dichiarazioni sull’argomento e dice pacatamente. «Questi atteggiamenti non convengono a nessuno. La nostra classifica è buona anche se oggi non abbiamo fatto una grandissima gara. E’ il momento di restare tutti uniti e compatti per poter ottenere il massimo possibile. In una gara difficile come questa la squadra si aspettava forse un maggiore e unanime sostegno».


di Ferdinando Vicini

Una vittoria con polemiche. In sala stampa sono proprio Gigi Simoni ed Ermanno Pieroni ad aprire la loro conferenza, dando risalto a quello che è accaduto in campo fra la squadra e almeno una parte della tifoseria. Nessuno in casa biancorossa ha accettato i fischi che da alcuni settori del “Del Conero” sono stati indirizzati ai giocatori durante la partita. «La gente è troppo pretenziosa, attacca Simoni, ce un’aria che non mi piace, dopo un quarto d’ora già ci fischiavano. Indubbiamente non eravamo in gran giornata, ma solo i ragazzi della curva ci hanno sostenuto. Non mi pare giusto contestare una squadra che ha fatto 18 punti, ed è al quarto posto in classifica ed ha perso una sola volta in 15 gare». Sulla stessa lunghezza d’onda anche Ermanno Pieroni che ha parlato subito di nota stonata della giornata. «Nessuno di noi ha capito i fischi dei nostri tifosi. Neanche io sono soddisfatto di come abbiamo giocato, ma credo che il pubblico debba sostenere la propria squadra proprio nei momenti di difficoltà. Troppo facile esaltarsi ed applaudire quando si stravince. Perciò mi schiero con l’allenatore e con i nostri giocatori che stanno dimostrando di meritare la fiducia della gente». Riguardo alla plateale reazione di alcuni calciatori che hanno manifestato il loro disappunto verso alcuni settori dello stadio subito dopo la rete del vantaggio, in particolare Montervino e Tarana, Pieroni non ha voluto entrare in merito in quanto non si è reso conto dal campo di quello che stava accadendo. «Ero preso dall’euforia del gol e non ho visto come i ragazzi si rivolgevano al pubblico. Dico solo che nel calcio esistono delle regole che ogni professionista deve rispettare; verificherò e valuterò quello che è accaduto in campo». Gigi Simoni si è anche spinto oltre, sostenendo che ci fosse troppa tensione intorno alla squadra. «Ho visto nei giocatori troppa frenesia, forse per l’ansia di dover vincere a tutti costi per riscattare la sconfitta di Trieste. Io credo che tutto questo sia negativo, lo dico nell’interesse di Ancona e degli anconetani. Chi pensa che noi siamo una formazione in grado di surclassare sempre ogni avversario e di dare spettacolo ad ogni gara si sbaglia di grosso. Credo invece che il pubblico debba darci una mano anche quando, come oggi, ci troviamo a soffrire e a lottare». L’analisi della partita passa quasi in secondo piano; comunque il tecnico riconosce che l’Ancona non ha giocato una buona partita. «Per noi è stato un incontro molto difficile, contro un avversario molto determinato che ci ha impedito di esprimerci al meglio. Abbiamo giocato male e il Cosenza ci ha messo in difficoltà». Questa la fotografia della gara, ma Simoni ci tiene a sottolineare anche i meriti dei suoi: «Nonostante tutto, anche in una giornata in cui in campo abbiamo faticato più del dovuto, la squadra ha saputo soffrire e trovare la grinta per vincere un incontro duro». Qualche dettaglio tattico: «Avevamo già un assetto molto offensivo, per questo ho inserito Antonini e non Robbiati per sostituire Perovic. Ganz e Luiso? Possono coesistere solo a determinate condizioni, quando siamo passati ad un centrocampo a tre ho dovuto inserire un attaccante esterno come Graffiedi».


di Matteo Massi

«Non si fischia il quarto posto». Il patron non ci sta. Non gli sono proprio piaciuti i fischi del pubblico «piovuti» sull’Ancona, quando il risultato era ancora fermo sullo 0-0. E non lo manda di certo a dire. Contemporaneamente invita a guardare la classifica e si compiace per il quarto posto conquistato. «Non ho gradito quei fischi, esordisce Pieroni in sala stampa,. Mi sembrano ingenerosi per una squadra, che ha 18 punti e che è quarta». Anche il patron, sulla stessa lunghezza d’onda di mister Simoni, riconosce che quella dell’Ancona non è stata sicuramente una prestazione da far spellare le mani dagli applausi... «E’ vero che non abbiamo giocato una grande partita, che non siamo stati brillanti come altre volte, ma non dimentichiamoci che ci trovavamo di fronte un avversario scorbutico come il Cosenza. L’aspetto più importante, che va sicuramente sottolineato è che abbiamo vinto una gara, pur non giocando bene e che ora ci troviamo al quarto posto». Poi il patron si rivolge ancora al pubblico. «E’ proprio nei momenti difficili che c’è bisogno dell’apporto e del calore dei tifosi. Magari quei fischi di ieri potevano essere dettati dalla speranza di veder vincere l’Ancona, però è anche vero che in questo campionato non è sempre così facile conquistare i tre punti. Quindi prendiamoci questa vittoria e godiamoci la classifica posto. Da parte mia non posso che difendere quest’Ancona». Incalza Pieroni: «Abbiamo allestito questa squadra per costruire qualcosa d’importante e per farlo c’è bisogno anche della fiducia del pubblico. Io credo che l’Ancona si meriti ampiamente la fiducia del pubblico per quello che ha fatto finora». C’è stata qualche reazione dei giocatori ai fischi....... «Non ho visto molto. Non giustifico ovviamente eventuali reazioni sbagliate, se ci sono state... ». Intanto è già tempo di pensare al derby... «Era già una partita difficile prima, lo sarà ancora di più ora, visto che dovremo affrontarla, facendo fronte agli infortuni ed alle squalifiche. Cercheremo di preparare al meglio questa gara, anche con un programma d’allenamenti adeguato». Il derby sarà l’anticipo della 13a. giornata e ci saranno le telecamere di Stream a riprendere questa sfida... «Il fatto che ci sia la tv credo sia molto positivo. Così con la diretta televisiva in tutta Italia potranno vedere il calcio marchigiano e penso che questo possa essere un motivo d’orgoglio per la nostra regione».


di Maurizio Ghergo

Innanzi tutto un doveroso e caloroso "Grazie" al dott. Gaetti, che come saprete tutti lascia l’Ancona calcio dopo aver dato il suo prezioso contributo per tantissimi anni, e mentre motivava la sua decisione con "incompatibilità con la società" patron Pieroni si dichiarava dispiaciuto ma allo stesso tempo ne approfitterà per mettere al suo posto una persona più idonea alla sua società azienda. Sicuramente, non metto in dubbio i sentimenti di Pieroni, ma la verità è che per uomini di calcio "all’antica" come il nostro Gaetti non c’è più posto e soprattutto bisogna prendere atto che anche la penultima colonna di passione calcistica se n’è andata. L’ultima colonna ovviamente sono i tifosi, di cui alcuni si sono contraddistinti per aver incitato costantemente una squadra in difficoltà con fischi e insulti, e se penso al nostro rullino di marcia…diventa semplicemente irritante!! Comunque mi sento di spezzare una lancia anche a favore di questi, infatti se nel calcio "moderno" il tifoso sta diventando "Solo uno spettatore", e non più parte integrante della società, allora è anche normale che uno che paga il biglietto voglia vedere un grande spettacolo, che poi questo non sia possibile è più che normale, tanto normale non è il comportamento dei "comandanti del calcio" che da qualche anno sembrano aver perso del tutto la testa, e se adesso un tifoso romanista (tanto per citarne uno) prende a schiaffi un tifoso milanista, già si sa chi è il mandante…forse sono esagerato? Io ho buttano una provocazione convinto che saranno in molti a capire cosa voglio dire. Torniamo al calcio che forse e meglio: che l’Ancona abbia fatto una partitaccia questo è sotto gli occhi di tutti, ma io vado contro corrente e dico che tatticamente siamo stati più intelligenti di quanto possa sembrare. Dico questo perché era evidente che il Cosenza aspettasse solamente il nostro arrembaggio per poi colpire in contropiede, e questo lo hanno capito anche i nostri che infatti hanno parecchio badato a non scoprirsi troppo, e alla fine ci è uscito anche il gran gol di Tarana che ci regala 3 punti e tanto entusiasmo in vista del derby con l’Ascoli.

lux.58    

Il cammino dell'Ancona in Campionato