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di Alessia Del Mastro

Ancona contro Cagliari, lotta tra due acerrime nemiche, in campo e fuori, ha visto la vittoria della squadra dorica per 2 a 1. Incontro bruttino, ma soprattutto sofferto. L’Ancona di Simoni ha conquistato questi tre punti importantissimi, giocando un brutto calcio almeno per tutto il primo tempo e soffrendo il pressing del Cagliari per l’ultimo quarto d’ora. Comunque come spesso si dice: "L’importante è vincere!!!".

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Frase giustissima, ma giocando così sicuramente non si va lontano. È’ vero che c’è stata in settimana la Coppa Italia e quindi ci può essere un po’ di stanchezza, è vero che molti giocatori sono stati colpiti dal virus influenzale, ma non ci spieghiamo come mai tanta differenza di gioco tra la partita con il Milan, in cui abbiamo assistito ad una bellissima Ancona, e questo incontro con il Cagliari!
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Sono tante le domande, ma come già detto, ciò che per ora contano sono i tre pesantissimi punti conquistati. L’Ancona è scesa in campo con un 4-4-2 con Daino, Maltagliati, Dicara e Lombardi in difesa (assente Bolic per squalifica che era stato uno dei migliori in campo contro il Milan), centrocampo con Schenardi, Maini e Magoni (di nuovo insieme dopo i vari infortuni, squalifiche e circostanze varie) e il capitano Russo e in attacco il giovane tandem provato a Bari con Degano e Graffiedi.
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Di nuovo in panchina Ganz. Sarà il "turn over" ? La partita è iniziata con un quarto d’ora di ritardo per la manifestazione indetta dall’associazione calciatori contro la violenza, e cosa assurda, pochi minuti prima dell’incontro si è assistito a scene di vera guerriglia tra le due tifoserie nel parcheggio del Del Conero: una vergogna!!!
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Già dal primo minuto di gara si è potuto assistere all’ottima forma fisica della squadra Cagliaritana che ha tentato più volte di mettere in difficoltà i dorici. Grandi galoppate, belle sovrapposizioni sulle fasce.
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La squadra di Simoni ha tentato di difendersi come meglio ha potuto e poi al 43’ è arrivato il vantaggio dorico grazie ad una bella azione di Maini che si è impossessato del pallone a centrocampo ed è volato in porta. Risultato giusto? Forse! Comunque siamo andati in riposo con lo spirito giusto.
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Alla ripresa ci si aspettava una squadra motivata e grintosa e invece stessa musica del primo tempo ed è bastata una distrazione che Suazo ha portato la sua squadra sull’1 pari. Subito dopo il pareggio c’è stato un risveglio dell’Ancona che ha iniziato a creare qualche azione degna di nota, scambi, e passaggi a terra.
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Non si può parlare comunque di una bella partita. Per nostra fortuna è poi arrivato il goal del due a uno biancorosso grazie alla rete del giovane Degano. Subito dopo il vantaggio l’Ancona torna in bambola e solo grazie ad un super Scarpi, viene sventato più volte il pareggio del Cagliari.
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Finisce in gloria, tre punti pesantissimi che hanno portato la nostra squadra agli alti vertici e a soli due punti dalla Sampdoria capolista. Ora ci aspetta Genova e per fortuna dopo tanta violenza saremo felici almeno di incontrare una tifoserie gemellata come quella del Genoa e che vinca il migliore!.
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La partita raccontata in dialetto anconetano.
Le notizie On-line su l'Ancona Calcio

di Luca Frezzotti

E’ il giorno più bello di Degano in biancorosso. Del giovane attaccante (vent’anni fatti a settembre) di Crema la firma decisiva su Ancona - Cagliari. Suo il gol del successo, un gol che Degano sentiva già prima del match: "Melo sentivo che avrei segnato, spiega Daniele con un sorriso a tutta bocca, Avevo questa sensazione che si è rivelata giusta. L’occasione è arrivata su quel pallone splendido di Ciccio (Schenardi ndr): ci sono andato convinto e non ho avuto nessun timore di sbagliare. Dopo il gol una grande gioia anche perché alla fine è diventato il punto decisivo per l’Ancona: un gol fatto sotto la curva Nord quindi il massimo per un attaccante biancorosso". Degano è uscito da Ancona - Cagliari con la rete del 2-1, il suo primo gol in campionato,e con i complimenti di Simoni. A questo punto le porte del campo sembrano essere definitivamente spalancate: "Mi ha fatto piacere che Simoni abbia detto delle belle cose sul mio conto e si sia complimentato con me al termine della partita. Ma come ho detto in altre occasioni ciò che conta è che l’Ancona abbia vinto e possa continuare a salire in classifica. Il passo fatto contro il Cagliari è di quelli molto importanti per cui pensiamo al collettivo e non ai singoli". Degano stringe la maglia il simbolo di una partita magica. "La voglio portare a casa e lasciarla ai miei genitori a Milano con cui- festeggerò questa splendida giornata. Non voglio dimenticare anche la mia ragazza ché ha avuto un ruolo altrettanto importante. Bisogna avere sempre una buona autostima ma avere intorno qualcuno che ti incoraggia fa sempre piacere". Un Degano capace di segnare ma anche di contrastare e di rifinire, suo il passaggio del vantaggio di Maini che si è complimentato con l’ex monzese per l’assist - perla. Simoni ha apprezzato e gli ha anche lasciato calciare. alcune punizioni nel tentativo di sfruttare la botta poderosa del numero 17 biancorosso, Almeno in un paio di occasioni Degano ha però mancato il tempo del tiro facendosi anticipare dai. difensori sardi: "E’ stata una questione di mancata sincronia ma sono cose che possono capitare". Prima della partita sembrava che le punte dovessero essere sostenute da un Robbiati rifinitore. "Ho saputo questa mattina (ieri ndr) che Anselmo non avrebbe giocato perché aveva avuto questo problema al piede di cui non si sapeva niente. Sappiamo comunque che ci sono tante possibilità offensive in questa Ancona ed oggi con Graffiedi e Schenardi le cose sono andate molto bene".


di Adelio Pistelli

Degano: «Grazie per la palla della partita. Non potevo proprio sbagliarla... Schenardi: «Pensavo di non giocare» Il primo gol della stagione ha sempre un particolare significato. «Se poi è quello che decide una partita tanto difficile, è ancora più bello». Chi parla è il giovane attaccante dell’Ancona Daniele Degano, maglia numero 17 ma, contrariamente alla cabala, decisamente numero fortunato per lui e per i dorici «Il merito principale va dato a chi mi ha messo nelle condizioni di buttarla dentro, continua. Un pallone d’oro che dovevo solo spingere in fondo alla rete e se avessi sbagliato una simile opportunità avrei dovuto nascondermi per molto tempo». Parla con tranquillità ma denuncia una particolare emozione: «Sono felice e passo sopra, se posso, anche ai banali errori commessi sulle punizioni, che poi sono stati solo incomprensioni con i compagni. Ma è finita bene lo stesso ed è tutto ciò quello che più interessa. A tutti». C’è chi ha realizzato il suo primo gol in biancorosso e chi sta diventando sempre più il goleador della formazione dorica. «E’ vero, sono parole di Jimmy Maini, ed eccomi ad un passo dal mio record di sei reti stabilito ad Ascoli. Però, ritengo più giusto soffermarmi sul felice momento di tutta la squadra. Abbiamo centrato un risultato molto importante perché arrivato dopo un pomeriggio decisamente sofferto. E’ stata la vittoria del carattere, un successo ricercatissimo e voluto con la massima determinazione sul felice momento di tutta la nostra squadra. Abbiamo centrato un risultato molto importante perché arrivato dopo un pomeriggio decisamente sofferto. E ci siamo riusciti proprio quando le cose si erano messe male sul serio. All’inizio della ripresa siamo stati decisamente sorpresi dalla loro veemenza. Appena tornati dagli spogliatoi ci siamo ritrovati chiusi in aerea, non ci facevano ragionare nemmeno un po’ ed il gol del pareggio poteva cambiare la partita. Invece, anche se con un po’ di fatica, ci siamo rimessi a correre cercando il colpo definitivo che c e riuscito perché tutta la squadra ha giocato con grande personalità. E se volete è proprio questa una delle doti che l’Ancona riesce, in ogni occasione, a presentare e se abbiamo avuto un pizzico di fortuna come sul finire quando siamo stati di nuovo pressati dentro la nostra area, è tutto vero ma ce la siamo anche un po’ meritata. Il Cagliari? E’ squadra ricca di talenti, pericolosa e forte. Ha commesso degli errori e l’abbiamo punito ma poi, lo sapete, i gol raramente nascono da sole invenzioni». «Abbiamo vinto con merito, chiude Marco Schenardi Il Cagliari ha giocato un bel match, soprattutto nel primo tempo ci ha reso la vita molto dura e magari, alla fine, avrebbe meritato qualcosa in più ma il risultato l’abbiamo sudato palla dietro palla anche se, lasciatemelo dire, è stata una faticaccia. Avevamo nelle gambe la sfida con il Milan e, stavolta, il campo era anche più pesante. E’ stato un finale sofferto? Assolutamente si e valuteremo i perché di questa situazione con il nostro tecnico che, mi ha... sorpreso: ero certo di non giocare».


di Mario Cori

Una vera battaglia, come era facile aspettarsi da nemici «giurati». Le tifosene si odiano, Ancona e Cagliari danno l’anima per «vendicare» vecchi dispetti. Ad un primo tempo sonnolento (ma col gol di Maini nel finale) fa seguito una ripresa spumeggiante. I sardi fanno pari, l’Ancona risegna e alla fine alza le braccia, perché il Cagliari deve «accontentarsi» di due «legni». Ancora tremano quelli della porta di Scarpi. Poteva starci un pari, ma non è un furto quello dell’Ancona. Anche perché il «becco» sulla partita lo mette Fiorenzo Treossi, un arbitro internazionale dal ‘96, mica dall’altro giorno. Ma se Collina nel giro di un paio di mesi è diventato «uno» come gli altri, figuriamoci se il fischietto di Forlì possa considerarsi un mito. Niente però in confronto al rigore che regalò alla penultima giornata a Lecce all’Udinese, con il quale in pratica mise una seria ipoteca allo scudetto della Juve (la settimana dopo al Friuli andò a passeggio con le «zebrette» già salve). Ma sempre grave come decisione, perché non dà la svolta alla partita penalizzando come dovrebbe il Cagliari: Succede a metà del primo tempo che Colasante (già ammonito) entri da cane su Russo. Fallo chiaramente da «giallo». Sarebbe stato il secondo. Cagliaritano graziato. Solo che di lì ad un attimo Lucenti commette un fallo identico e viene ammonito. Stessa sorte, ancora un attimo dopo per Pineda che si allaccia le scarpe in campo. Insomma una «grazia» bella e buona con presa in giro che segue. A Treossi manca il coraggio di applicare il regolamento. Grave, gravissimo. E allora ci pensa bene Ventura alla fine del primo tempo ad «espellere» il suo uomo, a scanso di equivoci. Ma prima di uscire Colasante «corona» la sua giornata regalando la palla gol a Maini in fase di impostazione. Jimmy ringrazia, fila verso la porta (43’) e infila l’esterrefatto Pantanelli. Fine di un primo tempo bruttino, con un’Ancona che non riesce a ritrovarsi ma che tiene indietro un Cagliari numericamente superiore in mezzo (gioca a 5) con un 4-3-3 che mette paura sulla carta. In precedenza (31’) sfiora il gol Degano con una girata alta di poco. Carrus per Colasante nella ripresa in un Cagliari che ha cinque minuti di fuoco. Travolgenti. Scappa Suazo (1’), palla in mezzo alta per Lucenti, colpo di testa deviato da Scarpi. Affondo di Carrus (3’), gran sventola dal limite e traversa schioccante. Dai dai... Palla lunga del Cagliari, avanza la linea difensiva dorica, Dicara si attarda un attimo, fugge Suazo (regolare la posizione) e infila Scarpi. Tutto da rifare per l’Ancona, che si rimbocca le maniche tra stenti e balbettii ma con grande forza di carattere. In mezzo sono in tre i biancorossi (con l’aiuto a volte di Schenardi) ma vendono cara la belle. Specie Russo che si spolmona su Lucenti. ma quando affonda l’Ancona fa paura. Rieccola (24’). Degano recupera una palla in mezzo, allarga per Schenardi sulla destra. Travolgente il suo dribbling che lascia sul posto Loria, palla in mezzo all’arera ed è un gioco per Degano firmare il suo primo gol in serie B. Figuratevi quelli del Cagliari. Ventura è scatenato in panchina. Se la prende con quel «tarantolato» di Tarana che gli calcia una palla contro. Poi il biancorosso chiede scusa. In campo gli scontri si sprecano, è battaglia vera. Cagliari tutto all’assalto, con Suazo che in velocità pare un carro armato con i razzi. Poi magari a centrare la porta ha problemi. Lombardi e Scarpi (42’) non si sentono e perdono una palla pericolosa. Esposito è lesto a rimetterla in mezzo, Capone non centra la porta. Ed ancora (46’) punizione di Carrus, cuoio che centra in pieno il «sette». Il Cagliari maledice ogni Dio del pallone. Poi li stramaledice quando Scarpi (50’) completa la «vendetta» contro la sua ex squadra chiudendo il primo angolo su sventola di Pineda. I minuti di recupero segnalati erano 5. Treossi ne avrà fatti giocare una decina. All’estero faranno cosi...


di  Mauro Anconetani

A differenza del collega Ventura mister Simoni sorride in sala stampa, riconosce il valore dell’avversario ed elogia i suoi per la prestazione, ma ancora di più per il risultato. "Abbiamo iniziato male, poi pian piano siamo riusciti a migliorarci, ha subito ammesso il tecnico biancorosso nel primo quarto d’ora la Squadra ha giocato contratta, senza molta velocità, quasi come se fosse intimorita, sbagliando anche diversi passaggi. Sembrava dovesse essere una brutta domenica ed invece alla fine, pur soffrendo, è stata bellissima. Ai giudizi non certi edificanti di Ventura sulla prestazione dell’Ancona, Simoni non ci si sofferma più tanto e risponde: "Mi interessa pochissimo di quello che dice l’allenatore avversario, che tende sempre a difendere la propria prova. Mi sembra che nel complesso sia stata una bella partita, molto lottata e combattuta, giocata contro un ottimo avversario, in certi episodi anche sfortunato, ma che alla fine siamo riusciti, con reti regolari ad infilare due volte. Tutto questo non mette certo in discussione il valore del Cagliari che è stato in testa in questo inizio di stagione e che soprattutto in avanti ha un grande potenziale. Suazo è veramente molto bravo se ha campo davanti a lui, può far male a qualsiasi difesa" Meglio l’Ancona del secondo tempo anche se in quei cinque minuti iniziali della ripresa avete concesso troppo… Ci hanno sorpreso giocando da subito con grande determinazione, come hanno fatto all’inizio della partita, e abbiamo subito la rete del pareggio, ma immediatamente dopo la nostra squadra ha avuto un’ottima reazione che si è concretizzata con il nuovo e definitivo vantaggio". In occasione del gol di Suazo qualche responsabilità della difesa? "Non è funzionato bene il fuori gioco. Conoscendo la pericolosità e la velocità di Suazo, avevamo preparato la difesa, mantenendo un riferimento difensivo leggermente più distaccato in copertura, invece in quel caso abbiamo fatto l’esatto opposto salendo tutti e siamo stati puniti. Complimenti comunque a Suazo che ha sfruttato al meglio l’occasione A proposito di attaccanti, bene anche Degano... "Anche lui non mi sembra male, è un giocatore che ha buone qualità e che ogni volta che gioca, amichevoli, campionato o Coppa Italia, riesce quasi sempre a fare gol". Preoccupanti amnesie difensive, nei calci piazzati battuti dal Cagliari... "Purtroppo è la caratteristica della a nostra squadra, molti dei nostri giocatori sia in fase difensiva che offensiva, hanno poca reattività, ci si pensa sempre un attimo di troppo, se non miglioriamo è sicuramente un limite". Mister,l’assenza di Robbiati... "Nella rifinitura di sabato hanno preso un pestone al piede, sia lui che Maltagliati, questa mattina (ieri n.d.r.), aveva molto dolore e non poteva giocare, mentre Maltagliati si è ripreso bene. Se Robbiati fosse stato disponibile lo avrei utilizzato dall’inizio". La mancata espulsione di Colasante... "Al momento mi sembrava sacrosanta, ma forse ha fatto bene l’arbitro a graziarlo, visto che non era un fallo gravissimo e che l’espulsione poteva innervosire e quindi rovinare la partita". La Classifica la guarda? Quando vinco la guardo sempre. Siamo in una buona posizione, ma dobbiamo rimanerci ancora per molto, per giocarci nel rush finale anche le nostre chance".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lux.58    

Il cammino dell'Ancona in Campionato