| di Eros Giardini Le
condizioni ambientali che hanno accolto l'Ancona a Napoli non erano certamente delle
migliori; e non mi riferisco alle condizioni climatiche, ma alla dura contestazione del
pre partita nei confronti della squadra di casa. E' sempre molto difficile affrontare una
squadra con l'acqua alla gola, per giunta con un nuovo allenatore come il Professor
Scoglio in panchina, e se in più ci metti un pubblico come quello napoletano
autenticamente inferocito dagli eventi, ecco che il cocktail di difficoltà diventa
veramente bene assortito. Davanti a tutto ciò i dorici sono comunque riusciti ad uscire
indenni dalla tana del San Paolo, fornendo una prestazione complessivamente discreta,
impostata su una difesa ad oltranza alternata da fiammate offensive abbastanza pericolose;
e la bomba stratosferica di Jimmi Maini, a metà della ripresa, aveva finito per
illuderci per pochi attimi che con questa assennata conduzione tecnica della partita
l'Ancona avrebbe addirittura potuto far sua l'intera posta; pochi attimi dicevamo, fino a
quando lo strano gol di Dionigi dava il verso definitivo all'incontro, che si chiudeva con
un salomonico, e forse giusto, pareggio.Tutto bene, allora, per l'Ancona? Beh, il punto
colto a Napoli è certamente positivo sia per la classifica che per il morale, ma il gioco
presenta ancora evidenti lacune soprattutto a centrocampo, laddove sembra mancare l'uomo
guida, colui che riesce a proporre e costruire occasioni da gol, manca insomma un
personaggio simile a quel Marcello Albino, del quale, a mio modestissimo parere,
l'Ancona si è disfatta un pò troppo frettolosamente. Nel mercato di
riparazione di gennaio la Dirigenza biancorossa dovrà cercare quindi in maniera
estremamente mirata, pochi giocatori, che possano elevare il tasso qualitativi della
squadra e, nel contempo, togliere dalla rosa quei petali che, per una ragione o per
l'altra, finiscono per essere un sovrappiù inutile e nocivo. Se fosse per me, il
primo acquisto dovrebbe essere Gilardino......
di Mario Cori
Gli ammalati sono ancora in prognosi riservata. Ma mentre lAncona intravede il
certificato di congedo dallospedale, il Napoli resta grave. Ad un certo punto,
colpito al cuore da una sventola al volo di Maini a metà ripresa, il Ciuccio rischia il
coma irreversibile. Poi rimedia un pareggio che in fondo è giusto sullo sfondo di un
evidente squallore generale. Ma è lAncona sinceramente a poter nutrire maggiori
possibilità di guarire prima, fermi restando i malesseri ormai incancreniti. Ma cè
ampio margine per la fiducia, un po perché resiste allurto di una squadra
disperata proponendosi in emergenza con una difesa «inventata» (Maltagliati fuori per un
problema muscolare, Dicara per mal di schiena), un po perché non si fa prendere
dallaffanno nei momenti di difficoltà, soprattutto in quelli in cui tutto il San
Paolo col solito calore si è aggrappato al suo irriconoscibile Napoli sul quale Scoglio
probabilmente non sa nemmeno dove mettere le mani, anche se in sala stampa resta il
dominatore assoluto. Insomma unAncona così così, con grossi problemi nel possesso
palla (eppure a centrocampo è in vantaggio numerico), con qualche indecisione in retrovia
per la menzionata emergenza e con grossi problemi di penetrazione. Ne salta fuori una
sfida nervosa, caotica, piena di scarabocchi. In questo momento passa questo l«ospedale»
nel quale Napoli ed Ancona sono appunto ricoverate. Il Napoli reclama subito un rigore (7)
quando Mundula di testa appoggia dietro, Dionigi si getta sul cuoio sbilanciato in volo
dal difensore. Il Napoli è scandalosamente in formato offensivo senza avere armi
particolarmente pungenti. Stellone e Dionigi punte centrali, Sesa e Floro Flores esterni
laterali, in mezzo Vidigal e Montezine sudano come somari, in inferiorità numerica. Ma lAncona
non riesce a prendere il comando in mezzo, perché preferisce aspettare o non si sente
tanto sicura. Ma crea palle gol. Punizione di Magoni (15),
testa di Perovic, palla doro in mezzo per Graffiedi che di sinistro svirgola
fuori. Ancora (18):Da Magoni a Graffiedi in corridoio, palla sullesterno per
Degano che però perde il tempo. LAncona sembra lì lì per sferrare il colpo basso,
invece ecco che passa un brutto spavento (23): punizione ad effetto per Montezine
che fa tremare lincrocio dei pali. Ora insiste il Napoli (37): fuga di Sesa a
destra, palla in mezzo per Stellone che di testa scaglia fuori. Ancona più brutta la
difesa, che però partorisce i gol. Prima (13) cè una girata di Dionigi a
centroarea che impegna a terra Scarpi. Poi lAncona colpisce al cuore il Napoli (23)
ed è un gran gol. Scende Perovic sulla sinistra, palla al limite per Graffiedi che smarca
al tiro laccorrente Maini. Il bolide di sinistro va a segno. Sesto gol del
centrocampista e San Paolo gelato. Inizia la contestazione... Prima era una curva sola a
brontolare, ora sono due. Ma prima che i tifosi azzurri esplodano, arriva il pareggio (27).
E iellata lAncona nel frangente: Mundula respinge con affanno in area, sulla
ribattuta il piede di Dionigi fa alzare il cuoio con uno strano effetto che coglie
impreparato Scarpi fuori dai pali. Palla che scavalca il portiere dorico, che si accorge
della maledetta deviazione con un attimo di ritardo. Ora il Napoli va sotto a testa bassa.
Punizione di Dionigi (37): Bonomi di testa scaglia fuori di poco. Poi lAncona
ha una palla doro proprio in zona recupero (47): diagonale di Tarana e Storari
non trattiene, ma se la passa liscia. Solo che dallaltra parte cera solo solo
Graffiedi. In fondo giusto così, ribadiamo. LAncona smaltisce solo un pò i fumi
della crisi dopo le due batoste consecutive in campionato. Certo, però, i problemi
rimangono. E anche certe scelte di Simoni lasciano quantomeno interrogativi in aria. Ganz
merita di stare sempre in panchina? Schenardi è peggio di quelli che giocano ora, anche
se ha unoretta di autonomia. E poi perché questa squadra con tanti uomini di
esperienza non riesce neanche a far proprio il possesso palla neppure in superiorità
numerica a centrocampo? Contro un Napoli tanto sbilanciato stavolta sarebbe bastato far
girare un po il cuoio e bussare....... Storari invece può rallegrarsi di non aver
passato troppi spaventi. Ma in fondo se la sognava così la sua giornata dellex. Gli
è andata bene. A lui ed al Napoli. Oggi lAncona di meglio non offre.
di Guido Montanari
Certo il Napoli non è più una "cosa grande" come quello di maradoniana
memoria eppure ieri aveva iniziato bene gettando in campo quel pizzico di cuore in più
per quei 20 mila che nonostante il penultimo posto in classifica hanno comunque dato
fiducia alla squadra e per festeggiare con una vittoria il nuovo allenatore Scoglio. E
allora il pari ottenuto dai dorici non e certo da buttare. Lo sa perfettamente anche Gigi
Simoni. Riusciamo a strappare a stento il mister dalle mani dei tanti colleghi napoletani
che lo intervistano a raffica come ex sulle vicende di casa loro. Riusciti... nell'impresa
di avere Simoni tutto per noi, lo facciamo parlare un pò anche dell'Ancona: ebbene c'è
un po' di rammarico per essersi fatti raggiungere ma il tecnico boLognese accetta di buon
grado questo punto. "Sì, perché non era facile venire qui al San Paolo senza la
coppia difensiva centrale titolare e limitare attaccanti del calibro di Stellone, Dionigi,
il rapido Floro Flores, lo stesso Sesa. Anzi, sapendo delle nostre difficoltà, Scoglio
secondo me ha scelto appositamente all'ultimo momento un modulo anche più offensivo.
Essere riusciti a limitare, nonostante tutto, il Napoli credo sia una nota di merito per
la difesa e più in generale per tutta la squadra. Certo, Maini ci aveva un po' illuso, e
poi Dionigi ha avuto una bella fortuna a pareggiare in quella maniera, ma alla fine va
bene anche così". Alla vigilia del match Simoni aveva chiesto oltre ad un buon
risultato, anche una prova di carattere della squadra per cancellare la prestazione
fantasma". Col Lecce di prima delle feste. il mister anche su questo fronte si
ritiene soddisfatto. "Sì, perchè i ragazzi si sono impegnati molto, hanno
dimostrato di tenere alla maglia e di lottare allo spasimo per l'Ancona. A tratti ho
rivisto la squadra di inizio stagione. Insomma certi segnali sono certamente
incoraggianti. Prendiamoci questo punto, comunque importante, e cerchiamo di dare
continuità giocando un'altra bella partita domenica prossima a Venezia". Il
punto muove la classifica anche se la zona A resta abbastanza lontanuccia. Ma questa
squadra pensa ancora di potersi inserire nella lotta-promozione? Interrogativo legittimo,
se si pensa che c'è un mercato aperto... "Andiamo per gradi risponde
Simoni. Allora, sul primo punto io dico che anche con questo organico l'Ancona può
puntare a stare a ridosso delle prime posizioni per poi, a primavera, tirare le somme e
vedere se c'è la possibilità di fare qualcosa di più. Del resto il nostro, lo ricordo
ancora una volta, è un programma biennale e credo che a parte qualche caduta imprevista,
stiamo rispettando la tabella di marcia che per questa stagione non parlava di serie A
subito e ad ogni costo, ma soltanto di un buon campionato in preparazione magari del
prossimo anno. E veniamo a mercato la società ha già detto a chiare note che se ci sarà
l'occasione di migliorare la squadra non si tirerà indietro. Vedremo nei prossimi giorni,
comunque non sono così... assetato di giocatori. il gruppo è già buono così". Tra
l'altro ci sono alcuni veterani che stanno giocando poco gia adesso... Questo è
un vero problema, mi dispiace ma io devo guardare a gli interessi generali della squadra.
Secondo me ci sono alcuni giovani che in questo momento stanno facendo bene ed è giusto
che giochino loro. La cosa importante è che tutti capiscano questi concetti e che... non
rompano troppo le scatole". Perché qualcuno le "rompe"? No,
dicevo così tanto per essere chiaro. Qui di importante c'è solo l'Ancona, non i
singoli".
di Mimmo Cugini
Jimmy Maini segna il sesto gol in campionato, ma non ha voglia di parlare. Esce a testa
bassa, come dopo una sconfitta il centrocampista bianco-rosso e rimanda ad oggi il
colloquio con la stampa. Non ha una faccia migliore Maurizio Ganz, ma lui ha ben altri
motivi mentre Pasquale Luiso si ferma a parlare con i tanti amici di queste parti. E
allora la sagra dell'ex inizia con Mattia Graffiedi che racconta come è nata l'azione del
gol biancorosso: "Merito di Maini, io non ho fatto altro che appoggiargli il pallone
li. Il Napoli era in difficoltà e sinceramente credo che noi questa partita avremmo
potuta vincerla. Potevo fare gol nel primo tempo nell'unica occasione in cui Bonomi si è
distratto, ma anch'io sono rimasto un po' sorpreso dall'azione". Oscar Magoni ha
preso con filosofia i fischi del San Paolo all'uscita dal campo. "Fischi e applausi
insieme, evidentemente ho lasciato un buon ricordo e comunque questi per noi sono due
punti persi. Il rammarico c'è perchè questa partita noi la potevamo vincere. Il Napoli
ha fatto poco, ha giocato soltanto palloni lunghi dalle retrovie cercando di sfruttare i
tanti attaccanti che avevano in campo". Tutti ci tengono a fare gli auguri di
salvezza al Napoli, ma è altrettanto evidente che la squadra di Scoglio ieri è sembrata
in pessime condizioni. E Daniele Daino sottolinea che nell'ultima azione della partita
l'Ancona poteva piazzare il colpo del ko: "Sarebbe bastato che Tarana si fosse
accorto che stavo arrivando da dietro e ero completamente libero sulla destra. A quel
punto non avrebbero più recuperato di sicuro. E poi il gol del pareggio del Napoli è
arrivato in maniera davvero incredibile, un rimpallo sul rinvio di Mundula che ha superato
Scarpi, cose mai viste". Oggi l'Ancona si allena nel pomeriggio al Dorico in vista
della partita di domenica a Venezia.
di Rino Cesarano
Simoni: a un passo dalla vittoria "Ma è un pareggio che fa morale dopo
due sconfitte consecutive" Gigi Simoni, Graffiedi, Magoni, Daino. Una grande
rimpatriata a Napoli, per tutti. Contento a metà, l'allenatore dell'Ancona, per il
risultato:Nel finale di partita abbiamo avuto le occasioni per vincere ma non ci siamo
riusciti. Sul tiro di De Patre è stato bravo Storari ad deviare in extremis. Venivamo da
due sconfitte di fila e questo pareggio fa morale. Il Napoli ci ha creato qualche problema
in avvio schierando tre attaccanti puri). Simoni svela i retroscena che hanno messo fuori
causa mezza difesa marchigiana:Sia Maltagliati che Di Cara hanno avuto dei problemi fisici
alla vigilia per cui siamo stati costretti a cambiare l'intero reparto. Per come eravamo
messi va bene aver pareggiato a Napoli. Ma siamo in grado di dovere poter fare di più.
Nella seconda parte della gara la squadra ha mostrato carattere e personalità cedendo
solo ne l'occasione del pareggio maturato in circostanze fortuite. Ho poco da rimproverare
ai miei, si sono battuti bene ed hanno reagito positivamente dopo gli ultimi passi falsi
in campionato. Adesso dobbiamo recuperare la continuità e la convinzione nei nostri mezzi
che restano notevoli). Anche Oscar Magoni riserva commenti agrodolci sul
risultato:Dovevamo vincere! Abbiamo avuto le occasioni per farlo. Il Napoli non mi è
sembrato così organizzato da impensierirci più di tanto. Solo palloni lunghi a cercare
gli attaccanti. E così anche il nostro gioco ne ha risentito. Ma l'Ancona ha giocatori
esperti e di qualità, deve fare di più. L'accoglienza del San Paolo: ho sentito a plausi
ed anche fischi ma fa lo stesso". Conclude Graffiedi, altro calciatore che di recente
ha indossato la maglia azzurra (lo scorso anno con De Canio):"Siamo rimasti un pò
sorpresi dall'atteggiamento offensivo del Napoli in avvio. A me è capitata una palla gol
ma sono rimasto tradito da un falso rimbalzo. Poi mi sono atto concedendo l'assist gol per
Maini. Resta solo il rammarico per l'occasione sprecata nel finale). Anche l'Ancona è sul
mercato: avviata la trattativa con la Salernitana per la cessione di Giacobbo. A Scoglio,
il Napoli è piaciuto. Anche così: impacciato, in difficoltà, senza idee. (Mi è
piaciuto anche nel finale quando è stato poco lucido ed ha rischiato di prendere gol,
dice l'allenatore, la squadra ha gettato il cuore oltre l'ostacolo. Ha saputo reagire allo
svantaggio afferrando il pareggio. La classifica? Non mi interessa. Ho sempre detto che
devo fare 35 punti in 20 partite. Con L'Ancona avevo previsto zero punti ed anche con la
Ternana. Questa non è la squadra che dico io".
|