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di Alessia Del Mastro

È iniziato il nuovo anno e il cammino dell’Ancona riparte da Napoli per il recupero della seconda giornata di campionato. Gli intenti della partenza erano molti: le dichiarazioni dei vari giocatori prima dell’incontro dicevano chiaramente che l’Ancona sarebbe andata al San Paolo per giocarsi la partita e per dimostrare che non c’è nessuna crisi della squadra dorica e che la riscossa sarebbe subito iniziata… dopo tutto questo preambolo, possiamo dire che la partita si è conclusa in parità: un 1a1 contro un Napoli che ha appena cambiato allenatore e che deve sicuramente uscire da una crisi che attanaglia la maggior parte delle squadre del Sud.

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Un punto è sicuramente meglio di niente, ma non è stata altrettanto significativa la prestazione della squadra di Gigi Simoni scesa in campo, a causa di molti infortuni, anche dell’ultimo minuto, con un 4-4-2 che a volte diventava un 4-5-1 con Daino, Bolic, Mundula e Lombardi in difesa (out Maltagliati e Dicara, due pedine fondamentali della difesa dorica), centrocampo con Montervino, Perovic, Maini e Magoni (con Montervino preferito a Schenardi, cosa non molto chiara, visto che Schenardi è stato giudicato uno degli uomini più in forma dall’inizio campionato ad oggi) e attacco ormai scontato…. con Degano e Graffiedi (chissà come mai Ganz è fisso in panchina:……!).
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La squadra partenopea  ha schierato tra i pali l’ex Storari che ha cercato nel migliore dei modi di fare bella figura davanti ai suoi nuovi tifosi e davanti ai suoi ex compagni. Nonostante la sua bravura niente ha potuto di fronte alla bellissima e micidiale bomba tirata da Jimmy Maini che ha permesso all’Ancona di andare in vantaggio nei primi minuti del secondo tempo.
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Torniamo comunque all’incontro: i biancorossi sono scesi in quel di Napoli  coscienti di dover affrontare un incontro non certamente facile, vista soprattutto la brutta situazione della squadra partenopea, costretta ad andare in ritiro per tutte le vacanze natalizie con il nuovo allenatore Scoglio, all’esordio al San Paolo davanti a circa 25.000 spettatori (era un bel pezzo che lo stadio non era così pieno!!!!!).
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Noi pure venivamo da ben tre sconfitte nel giro di una settimana e avevamo bisogno di ritrovare un po’ di fiducia e invece….. abbiamo assistito ad un primo tempo  in completa penombra con il Napoli (schierato in modo molto offensivo con tre punte e mezzo) passato in vantaggio dopo pochi minuti ma fortunatamente il goal è stato annullato perché segnato di mano.
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La reazione dell’ancona non è stata comunque fulminea, abbiamo dovuto aspettare il secondo tempo per vedere qualche cosa di buono. Quindi i primi 45 minuti hanno fatto vedere poco da entrambe le parti, poco gioco e poca precisione. Il secondo tempo è iniziato bene per la squadra dorica che è scesa in campo più grintosa e determinata, cercando di mettere in difficoltà gli avversari o almeno di resistere bene ai loro guizzi in attacco.
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Al 26° arriva lo splendido eurogol di Maini che porta in vantaggio l’Ancona, ma la gioia dura pochi minuti.. solo quattro e il Napoli raggiunge il pareggio con una rete fortunosa nata da un rimpallo di Mundula sui piedi avversari. A questo punto è stato un susseguirsi di azioni insidiose da una parte e l’altra ma nonostante l’Ancona sia stata più precisa non è riuscita a segnare la rete del nuovo vantaggio.
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La partita si è così conclusa sull’1 pari. Al Napoli un risultato quasi inutile mentre per l’Ancona un piccolo cenno di ripresa. A questo punto speriamo che il Calciomercato intervenga in quei reparti ancora un po’ deboli come il centrocampo e l’attacco dove manca un vero bomber in grado di chiudere gli incontri. Staremo a vedere ma intanto pensiamo al prossimo incontro con il Venezia, un’altra trasferta difficile in cui l’Ancona non deve certo sbagliare.
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La partita raccontata in dialetto anconetano.
Le notizie On-line su l'Ancona Calcio

di Eros Giardini

Le condizioni ambientali che hanno accolto l'Ancona a Napoli non erano certamente delle migliori; e non mi riferisco alle condizioni climatiche, ma alla dura contestazione del pre partita nei confronti della squadra di casa. E' sempre molto difficile affrontare una squadra con l'acqua alla gola, per giunta con un nuovo allenatore come il Professor Scoglio in panchina, e se in più ci metti un pubblico come quello napoletano autenticamente inferocito dagli eventi, ecco che il cocktail di difficoltà diventa veramente bene assortito. Davanti a tutto ciò i dorici sono comunque riusciti ad uscire indenni dalla tana del San Paolo, fornendo una prestazione complessivamente discreta, impostata su una difesa ad oltranza alternata da fiammate offensive abbastanza pericolose; e la bomba stratosferica di Jimmi Maini, a metà della ripresa, aveva finito per illuderci per pochi attimi che con questa assennata conduzione tecnica della partita l'Ancona avrebbe addirittura potuto far sua l'intera posta; pochi attimi dicevamo, fino a quando lo strano gol di Dionigi dava il verso definitivo all'incontro, che si chiudeva con un salomonico, e forse giusto, pareggio.Tutto bene, allora, per l'Ancona? Beh, il punto colto a Napoli è certamente positivo sia per la classifica che per il morale, ma il gioco presenta ancora evidenti lacune soprattutto a centrocampo, laddove sembra mancare l'uomo guida, colui che riesce a proporre e costruire occasioni da gol, manca insomma un personaggio simile a quel Marcello Albino, del quale, a mio modestissimo parere, l'Ancona si è disfatta un pò troppo frettolosamente. Nel mercato di riparazione di gennaio la Dirigenza biancorossa dovrà cercare quindi in maniera estremamente mirata, pochi giocatori, che possano elevare il tasso qualitativi della squadra e, nel contempo, togliere dalla rosa quei petali che, per una ragione o per l'altra, finiscono per essere un sovrappiù inutile e nocivo. Se fosse per me, il primo acquisto dovrebbe essere Gilardino......


di Mario Cori

Gli ammalati sono ancora in prognosi riservata. Ma mentre l’Ancona intravede il certificato di congedo dall’ospedale, il Napoli resta grave. Ad un certo punto, colpito al cuore da una sventola al volo di Maini a metà ripresa, il Ciuccio rischia il coma irreversibile. Poi rimedia un pareggio che in fondo è giusto sullo sfondo di un evidente squallore generale. Ma è l’Ancona sinceramente a poter nutrire maggiori possibilità di guarire prima, fermi restando i malesseri ormai incancreniti. Ma c’è ampio margine per la fiducia, un po’ perché resiste all’urto di una squadra disperata proponendosi in emergenza con una difesa «inventata» (Maltagliati fuori per un problema muscolare, Dicara per mal di schiena), un po’ perché non si fa prendere dall’affanno nei momenti di difficoltà, soprattutto in quelli in cui tutto il San Paolo col solito calore si è aggrappato al suo irriconoscibile Napoli sul quale Scoglio probabilmente non sa nemmeno dove mettere le mani, anche se in sala stampa resta il dominatore assoluto. Insomma un’Ancona così così, con grossi problemi nel possesso palla (eppure a centrocampo è in vantaggio numerico), con qualche indecisione in retrovia per la menzionata emergenza e con grossi problemi di penetrazione. Ne salta fuori una sfida nervosa, caotica, piena di scarabocchi. In questo momento passa questo l’«ospedale» nel quale Napoli ed Ancona sono appunto ricoverate. Il Napoli reclama subito un rigore (7’) quando Mundula di testa appoggia dietro, Dionigi si getta sul cuoio sbilanciato in volo dal difensore. Il Napoli è scandalosamente in formato offensivo senza avere armi particolarmente pungenti. Stellone e Dionigi punte centrali, Sesa e Floro Flores esterni laterali, in mezzo Vidigal e Montezine sudano come somari, in inferiorità numerica. Ma l’Ancona non riesce a prendere il comando in mezzo, perché preferisce aspettare o non si sente tanto sicura. Ma crea palle gol. Punizione di Magoni (15’), testa di Perovic, palla d’oro in mezzo per Graffiedi che di sinistro svirgola fuori. Ancora (18’):Da Magoni a Graffiedi in corridoio, palla sull’esterno per Degano che però perde il tempo. L’Ancona sembra lì lì per sferrare il colpo basso, invece ecco che passa un brutto spavento (23’): punizione ad effetto per Montezine che fa tremare l’incrocio dei pali. Ora insiste il Napoli (37’): fuga di Sesa a destra, palla in mezzo per Stellone che di testa scaglia fuori. Ancona più brutta la difesa, che però partorisce i gol. Prima (13’) c’è una girata di Dionigi a centroarea che impegna a terra Scarpi. Poi l’Ancona colpisce al cuore il Napoli (23’) ed è un gran gol. Scende Perovic sulla sinistra, palla al limite per Graffiedi che smarca al tiro l’accorrente Maini. Il bolide di sinistro va a segno. Sesto gol del centrocampista e San Paolo gelato. Inizia la contestazione... Prima era una curva sola a brontolare, ora sono due. Ma prima che i tifosi azzurri esplodano, arriva il pareggio (27’). E’ iellata l’Ancona nel frangente: Mundula respinge con affanno in area, sulla ribattuta il piede di Dionigi fa alzare il cuoio con uno strano effetto che coglie impreparato Scarpi fuori dai pali. Palla che scavalca il portiere dorico, che si accorge della maledetta deviazione con un attimo di ritardo. Ora il Napoli va sotto a testa bassa. Punizione di Dionigi (37’): Bonomi di testa scaglia fuori di poco. Poi l’Ancona ha una palla d’oro proprio in zona recupero (47’): diagonale di Tarana e Storari non trattiene, ma se la passa liscia. Solo che dall’altra parte c’era solo solo Graffiedi. In fondo giusto così, ribadiamo. L’Ancona smaltisce solo un pò i fumi della crisi dopo le due batoste consecutive in campionato. Certo, però, i problemi rimangono. E anche certe scelte di Simoni lasciano quantomeno interrogativi in aria. Ganz merita di stare sempre in panchina? Schenardi è peggio di quelli che giocano ora, anche se ha un’oretta di autonomia. E poi perché questa squadra con tanti uomini di esperienza non riesce neanche a far proprio il possesso palla neppure in superiorità numerica a centrocampo? Contro un Napoli tanto sbilanciato stavolta sarebbe bastato far girare un po’ il cuoio e bussare....... Storari invece può rallegrarsi di non aver passato troppi spaventi. Ma in fondo se la sognava così la sua giornata dell’ex. Gli è andata bene. A lui ed al Napoli. Oggi l’Ancona di meglio non offre.


di Guido Montanari

Certo il Napoli non è più una "cosa grande" come quello di maradoniana memoria eppure ieri aveva iniziato bene gettando in campo quel pizzico di cuore in più per quei 20 mila che nonostante il penultimo posto in classifica hanno comunque dato fiducia alla squadra e per festeggiare con una vittoria il nuovo allenatore Scoglio. E allora il pari ottenuto dai dorici non e certo da buttare. Lo sa perfettamente anche Gigi Simoni. Riusciamo a strappare a stento il mister dalle mani dei tanti colleghi napoletani che lo intervistano a raffica come ex sulle vicende di casa loro. Riusciti... nell'impresa di avere Simoni tutto per noi, lo facciamo parlare un pò anche dell'Ancona: ebbene c'è un po' di rammarico per essersi fatti raggiungere ma il tecnico boLognese accetta di buon grado questo punto. "Sì, perché non era facile venire qui al San Paolo senza la coppia difensiva centrale titolare e limitare attaccanti del calibro di Stellone, Dionigi, il rapido Floro Flores, lo stesso Sesa. Anzi, sapendo delle nostre difficoltà, Scoglio secondo me ha scelto appositamente all'ultimo momento un modulo anche più offensivo. Essere riusciti a limitare, nonostante tutto, il Napoli credo sia una nota di merito per la difesa e più in generale per tutta la squadra. Certo, Maini ci aveva un po' illuso, e poi Dionigi ha avuto una bella fortuna a pareggiare in quella maniera, ma alla fine va bene anche così". Alla vigilia del match Simoni aveva chiesto oltre ad un buon risultato, anche una prova di carattere della squadra per cancellare la prestazione fantasma". Col Lecce di prima delle feste. il mister anche su questo fronte si ritiene soddisfatto. "Sì, perchè i ragazzi si sono impegnati molto, hanno dimostrato di tenere alla maglia e di lottare allo spasimo per l'Ancona. A tratti ho rivisto la squadra di inizio stagione. Insomma certi segnali sono certamente incoraggianti. Prendiamoci questo punto, comunque importante, e cerchiamo di dare continuità giocando un'altra bella partita domenica prossima a Venezia". Il punto muove la classifica anche se la zona A resta abbastanza lontanuccia. Ma questa squadra pensa ancora di potersi inserire nella lotta-promozione? Interrogativo legittimo, se si pensa che c'è un mercato aperto... "Andiamo per gradi risponde Simoni. Allora, sul primo punto io dico che anche con questo organico l'Ancona può puntare a stare a ridosso delle prime posizioni per poi, a primavera, tirare le somme e vedere se c'è la possibilità di fare qualcosa di più. Del resto il nostro, lo ricordo ancora una volta, è un programma biennale e credo che a parte qualche caduta imprevista, stiamo rispettando la tabella di marcia che per questa stagione non parlava di serie A subito e ad ogni costo, ma soltanto di un buon campionato in preparazione magari del prossimo anno. E veniamo a mercato la società ha già detto a chiare note che se ci sarà l'occasione di migliorare la squadra non si tirerà indietro. Vedremo nei prossimi giorni, comunque non sono così... assetato di giocatori. il gruppo è già buono così". Tra l'altro ci sono alcuni veterani che stanno giocando poco gia adesso... Questo è un vero problema, mi dispiace ma io devo guardare a gli interessi generali della squadra. Secondo me ci sono alcuni giovani che in questo momento stanno facendo bene ed è giusto che giochino loro. La cosa importante è che tutti capiscano questi concetti e che... non rompano troppo le scatole". Perché qualcuno le "rompe"? No, dicevo così tanto per essere chiaro. Qui di importante c'è solo l'Ancona, non i singoli".


di Mimmo Cugini

Jimmy Maini segna il sesto gol in campionato, ma non ha voglia di parlare. Esce a testa bassa, come dopo una sconfitta il centrocampista bianco-rosso e rimanda ad oggi il colloquio con la stampa. Non ha una faccia migliore Maurizio Ganz, ma lui ha ben altri motivi mentre Pasquale Luiso si ferma a parlare con i tanti amici di queste parti. E allora la sagra dell'ex inizia con Mattia Graffiedi che racconta come è nata l'azione del gol biancorosso: "Merito di Maini, io non ho fatto altro che appoggiargli il pallone li. Il Napoli era in difficoltà e sinceramente credo che noi questa partita avremmo potuta vincerla. Potevo fare gol nel primo tempo nell'unica occasione in cui Bonomi si è distratto, ma anch'io sono rimasto un po' sorpreso dall'azione". Oscar Magoni ha preso con filosofia i fischi del San Paolo all'uscita dal campo. "Fischi e applausi insieme, evidentemente ho lasciato un buon ricordo e comunque questi per noi sono due punti persi. Il rammarico c'è perchè questa partita noi la potevamo vincere. Il Napoli ha fatto poco, ha giocato soltanto palloni lunghi dalle retrovie cercando di sfruttare i tanti attaccanti che avevano in campo". Tutti ci tengono a fare gli auguri di salvezza al Napoli, ma è altrettanto evidente che la squadra di Scoglio ieri è sembrata in pessime condizioni. E Daniele Daino sottolinea che nell'ultima azione della partita l'Ancona poteva piazzare il colpo del ko: "Sarebbe bastato che Tarana si fosse accorto che stavo arrivando da dietro e ero completamente libero sulla destra. A quel punto non avrebbero più recuperato di sicuro. E poi il gol del pareggio del Napoli è arrivato in maniera davvero incredibile, un rimpallo sul rinvio di Mundula che ha superato Scarpi, cose mai viste". Oggi l'Ancona si allena nel pomeriggio al Dorico in vista della partita di domenica a Venezia.


di Rino Cesarano

Simoni: a un passo dalla vittoria "Ma è un pareggio che fa morale dopo due sconfitte consecutive" Gigi Simoni, Graffiedi, Magoni, Daino. Una grande rimpatriata a Napoli, per tutti. Contento a metà, l'allenatore dell'Ancona, per il risultato:Nel finale di partita abbiamo avuto le occasioni per vincere ma non ci siamo riusciti. Sul tiro di De Patre è stato bravo Storari ad deviare in extremis. Venivamo da due sconfitte di fila e questo pareggio fa morale. Il Napoli ci ha creato qualche problema in avvio schierando tre attaccanti puri). Simoni svela i retroscena che hanno messo fuori causa mezza difesa marchigiana:Sia Maltagliati che Di Cara hanno avuto dei problemi fisici alla vigilia per cui siamo stati costretti a cambiare l'intero reparto. Per come eravamo messi va bene aver pareggiato a Napoli. Ma siamo in grado di dovere poter fare di più. Nella seconda parte della gara la squadra ha mostrato carattere e personalità cedendo solo ne l'occasione del pareggio maturato in circostanze fortuite. Ho poco da rimproverare ai miei, si sono battuti bene ed hanno reagito positivamente dopo gli ultimi passi falsi in campionato. Adesso dobbiamo recuperare la continuità e la convinzione nei nostri mezzi che restano notevoli). Anche Oscar Magoni riserva commenti agrodolci sul risultato:Dovevamo vincere! Abbiamo avuto le occasioni per farlo. Il Napoli non mi è sembrato così organizzato da impensierirci più di tanto. Solo palloni lunghi a cercare gli attaccanti. E così anche il nostro gioco ne ha risentito. Ma l'Ancona ha giocatori esperti e di qualità, deve fare di più. L'accoglienza del San Paolo: ho sentito a plausi ed anche fischi ma fa lo stesso". Conclude Graffiedi, altro calciatore che di recente ha indossato la maglia azzurra (lo scorso anno con De Canio):"Siamo rimasti un pò sorpresi dall'atteggiamento offensivo del Napoli in avvio. A me è capitata una palla gol ma sono rimasto tradito da un falso rimbalzo. Poi mi sono atto concedendo l'assist gol per Maini. Resta solo il rammarico per l'occasione sprecata nel finale). Anche l'Ancona è sul mercato: avviata la trattativa con la Salernitana per la cessione di Giacobbo. A Scoglio, il Napoli è piaciuto. Anche così: impacciato, in difficoltà, senza idee. (Mi è piaciuto anche nel finale quando è stato poco lucido ed ha rischiato di prendere gol, dice l'allenatore, la squadra ha gettato il cuore oltre l'ostacolo. Ha saputo reagire allo svantaggio afferrando il pareggio. La classifica? Non mi interessa. Ho sempre detto che devo fare 35 punti in 20 partite. Con L'Ancona avevo previsto zero punti ed anche con la Ternana. Questa non è la squadra che dico io".

 

 

 

 

lux.58    

Il cammino dell'Ancona in Campionato