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di Alessia Del Mastro

Come dice il proverbio…..non c'è due senza tre! E in effetti l'Ancona di Simoni ha conquistato la terza vittoria consecutiva al Bentegodi in casa del Verona. Un sole splendido ha fatto da tetto a questa giornata importante che ha confermato l'ottimo momento della nostra squadra dopo il k.o pre-natalizio (che non poco aveva fatto preoccupare la tifoseria).

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Circa trecento tifosi hanno seguito l'Ancona a Verona e sicuramente si può dire "Con soddisfazione"!. "Squadra vincente non si cambia…" ha dichiarato Simoni nel pre-partita e non solo.. "anche la panchina sarà la stessa": e così è stato! Il mister ha schierato in campo la medesima formazione vittoriosa contro il Livorno e cioè linea difensiva con Russo, Bolic, Maltagliati e Daino (ancora preferito a Dicara, nonostante la sua non brillante prestazione di domenica scorsa),
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centrocampo formato da Schenardi, Maini, Perovic e Magoni e tandem offensivo con Ganz e Graffiedi (ormai quasi fuori dalle voci di mercato e quindi più concentrato). La scelta di Simoni è stata anche questa volta azzeccata visto che al trentesimo è stato Ganz, su ottimo passaggio di Graffiedi a chiudere la partita, portando l'Ancona sull'1 a zero.
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Ancora una volta ottima prestazione, anche se a differenza della partita con il Livorno, il Verona ha cercato più spesso di metterci in difficoltà, costringendo Scarpi a ben tre puntualissime parate. Oltre al bel gioco l'Ancona si è dimostrata cinica e incisiva al punto giusto, dopo essere passata in vantaggio, non ha mollato un attimo la corda, anzi ha avuto più volte la possibilità di portarsi sul due a zero.
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Solo a metà della ripresa, ormai stanca, ha deciso di barricarsi, facendo uscire prima Magoni per il difensore Dicara, ormai completamente guarito (e lo ha dimostrato nei circa venti minuti giocati) e poi Graffiedi sostituito dall'altrettanto giovane centrocampista Antonini. Cambi più che giustificati visto che la difesa, nonostante l'ottima partita disputata, era ormai costretta a un lavoro maggiore contro un Verona che non ci stava assolutamente a perdere.
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Una nota positiva per il giovane Daino, sotto tono e poco incisivo nella partita contro il Livorno, e barricata vivente in questo incontro. Ha disputato sicuramente la sua migliore partita in maglia biancorossa, giocando con molta precisione ma non solo: invece di spazzare via palloni a destra e sinistra è quasi sempre riuscito a imbastire passaggi molto precisi per i suoi compagni: complimenti Daino e continua così.
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Per quanto riguarda il resto della difesa, poco da dire, sempre attenta e precisa, anche se a volte un po' in affanno. Il centrocampo si è mosso bene per quasi tutta la partita, solo Marco Schenardi, con il campo pesante e le azioni veloce degli uomini di fascia veronese, ha trovato qualche difficoltà a reggere il gioco e così è stato sostituito alla ripresa con il giovane Tarana.
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Dell'attacco c'è poco da dire: Ganz si è rifatto dei due goal che gli sono stati annullati in casa con una rete stupenda da grande campione quale è e grazie al buon appoggio di Graffiedi ha potuto regalare una vittoria importante ad Ancona. Ora avremo il Napoli e non sarà una passeggiata mantenere questi ritmi, comunque occorre concentrazione e noi pubblico cercheremo di dare il massimo per questa splendida squadra.
La partita raccontata in dialetto anconetano.
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di Mario Cori

Crolla anche il Bentegodi, e la firma la mette Super Ganz. E' stato un magico gennaio, peccato che sia finito... L'Ancona in quattro partite (tre fuori casa) ha conquistato dieci punti, vincendo due volte in trasferta. Da metà classifica è balzata ad un posto dalla zona promozione. I "vecchietti" hanno fame di vittorie e questa porta un altra Grande Firma, quella dell'indomabile Maurizio Ganz. Gran gol il suo (30'). Magoni lancia sulla sinistra Graffiedi che si fa tutta la fascia e mette in mezzo per Ganz, che al limite sfugge alla guardia di Zamboni, si allarga ed infila Pegolo. Poi va ad esultare sotto la curva. Con una settimana di ritardo, ma non è colpa sua se contro il Livorno l'arbitro gli ha annullato due gol buoni. Invece stavolta gliene hanno fatta un'altra grossa (a lui e all'Ancona). Proprio all'inizio (8'). Comazzi sbaglia un rinvio, Ganz è in agguato e agguanta il cuoio e scappa. Pegolo esce e fuori area lo tira giù. Espulsione grossa come una casa. Ma Dattilo dopo aver combinato danni nel recente match al Conero col Messina, si accontenta di rifilare il "giallo" al portiere veronese. Se non è una chiara azione da gol quella... La porta semplicemente spalancata. Per fortuna l'Ancona non si abbandona agli isterismi e prende la partita in mano. Lo fa con facilità perché il Verona è stranamente sulle sue. Malesani in casa propone una difesa a cinque e quattro centrocampisti a quadrilatero, con Melis e Cossu ch ogni tanto vanno a dare una mano allo spaesato Salgado che ha preso il posto di Vieri. Insomma un Verona chiaramente attestato nella propria metà campo, forse per cercare di far trovare spazi in contropiede ai veloci Cossu e Melis. Invece è l'Ancona che mena la danza con un impareggiabile Magoni a metà campo, con Perovic e Maini a supporto. Soffre solo un po' sulle fasce, l'Ancona, ma nella ripresa Simoni ritocca la disposizione. Intanto l'Ancona passa uno spavento (23') proprio dopo una discesa di Dossena sulla sinistra. Palla in mezzo non agganciata due volte dal pessimo Salgado. Poi ci pensa Ganz con il suo gran gol (30') a mettere le cose in chiaro, ma non cambia l'atteggiamento tattico del Verona, che continua a tenere allineati dietro Matteassi e Dossena, al quale viene concessa qualche sortita. Diagonale a fil di palo (31') di Cossu e poi si va al riposo tra i fischi per l'Hellas e gli insulti al suo patron Pastorello. Il Verona tira fuori le unghie nella ripresa. Reclama un rigore (7') quando Daino sbilancia Melis in area su cross di Cossu. Poi è un vero assedio alla porta di Scarpi. Simoni , fatto entrare Tarana al posto di Schenardi che non "regge" Dossena, corregge le posizioni dei centrocampisti. Nuovo allineamento da destra: Tarana Maini - Perovic - Magoni. Il "Mago" oltre che firmare una grossa partita in fase propulsiva si adopera a modo suo anche in fase di contenimento. Si mangia però un pio di gol. Mica può far tutto..... L'Ancona infatti, subendo, trova gli spazi che vuole in contropiede. Solo che non è capace di sferrare il colpo di grazia. Parte addirittura un 4 contro 2 (13'): Ganz smarca Magoni che si fa deviare la conclusione. La pressione generosa ma sfuocata del Verona produce un colpo di testa di Salgado (16') che raccoglie una punizione di Cossu. Scarpi salva d'istinto con i piedi. Girata di Salgado (25') di testa, alza ancora Scarpi. Ecco un'altra bella palla gol per l'Ancona (29'): angolo di Tarana e Maini al centro schiaccia di testa, ma in bocca a Pegolo. Assedio finale senza particolari patemi per l'Ancona che conquista la terza vittoria consecutiva e si affaccia in zona serie A. Con i cinquecento tifosi in curva che rimangono a lungo per osannare i loro "eroi" in biancorosso. Se da una parte i veronesi urlano sarcasticamente "Pastorello portaci in Europa... ", nell'altra curva si sogna davvero. Questa è una squadra rimessa a nuovo dopo la sosta. Nel 2003 ha pareggiato a Napoli, ha vinto a Venezia e a Verona ed ha battuto in casa il Livorno. Ma soprattutto ha sempre meritato. Cuore, temperamento, mestiere. Ha dei numeri questa squadra per arrivare come si deve sino in fondo. Sognare non è assolutamente peccato.


di Guido Montanari

Cominciamo dalla fine, dalla prossima partita casalinga col Napoli. Lo facciamo spinti dall'entusiasmo di Maurizio Ganz che a fine gara arriva in sala interviste con un maglione marrone e la faccia da eterno ragazzino del gol. "Ho sempre detto che a questa squadra mancava un po' di calore in più nelle partite soprattutto casalinghe perchè fuori casa i tifosi non ci hanno lasciato mai soli. Dopo questo ennesimo exploit; domenica arriva il Napoli al Del Conero e sarebbe davvero bello vedere almeno 10 mila persone sugli spalti. Adesso la gente, gli appassionati di calcio di Ancona e circondario, devono darci una mano e spingerci verso l'alto. Il loro contributo potrebbe essere decisivo contro la squadra partenopea". Entusiasmo alle stelle, fiducia e una voglia matta di continuare ad esultare sotto le curve: Maurizio Ganz, a 35 anni, è ancora così: un crogiolo di sentimenti, di speranze, di obiettivi da raggiungere. Lo si vede da tante piccole grandi cose: quando ha fatto fuori la difesa del Verona e ha depositato la palla in rete con un preciso tocco, si è messo a correre verso i supporter dorici ed ha lungamente esultato con loro ("Mi sono rifatto in parte dei due gol regolari che mi hanno annullato col Livorno"). E' un centravanti che ha bisogno del sostegno del pubblico e della squadra: una... attenzione che forse aveva sentito venir meno all'arrivo di Pasquale Luiso, un altro giocatore importante. I due non si sono mai pestati i piedi, ma ognuno voleva essere il protagonista ed è finita che per un periodo piuttosto lungo nè l'uno nè l'altro ci so no riusciti. Con la cessione di Luiso alla Salernitana, non ci sono dubbi, Ganz è rinato, è un'altra persona, è tornato a catalizzare non solo l'interesse del pubblico ma anche delle difese avversarie. Al di là del gol, ieri ha fatto venire i sudori freddi a Comazzi e compagni dal primo al novantesimo minuto. Insomma una partita da protagonista a tutto tondo: prima il gol da campione e poi una encomiabile generosità al servizio della squadra (da parte nostra un applauso anche a Jimmy Maini che abbiamo visto rinviare palloni sulla bandierina del calcio d'angolo). Ganz guarda e riguarda la classifica: definirla bella è poco. "Dopo la sconfitta interna con il Lecce, sottolinea il bomber biancorosso, ci siamo fatti un esame di Coscienza e ci siamo detti che non poteva finire così, con un campionato anonimo e senza entusiasmo. Il patron Pieroni ce lo ha ricordato a chiare note e credo che la squadra abbia recepito bene il messaggio. Ci sono molti giovani bravi nell'Ancona ma anche alcuni... veterani come il sottoscritto che si sentono di poter dare qualcosa di importante al calcio. A proposito di giovani vorrei fare i complimenti a Mattia (Graffiedi, ndr): mi ha fatto un assist dalla sinistra davvero stupendo in occasione del mio gol. Poi io... ho fatto il resto". Ma se non lo sapete, Maurizio Ganz è anche uno che non si accontenta. E difatti dice: "Siamo tutti felici per la vittoria che ci proietta molto in alto, ad un solo punto dalla zona A. Credo che la squadra abbia giocato come si doveva giocare in un campionato molto pesante e pieno di fango. L'unico neo, se proprio vogliamo essere pignoli, è il mancato raddoppio che ci ha fatto stare con il paterna d'animo fino agli ultimi secondi. Il calcio è una brutta bestia: se non chiudi le partite poi queste... ti si rivoltano contro. Pensate se il Verona avesse trovato la zampata vincente in una delle mischie del finale! Sarebbe stata una beffa perché ormai ci avevamo fatto la bocca, per questo bisognerebbe sfruttare meglio i contropiede che ci capitano fuori casa, soprattutto quando siamo in superiorità numerica. Ma è solo un neo… per il resto è andato tutto bene. E non ci fermeremo certo qui. Parola di Maurizio Ganz.


di Luca Frezzotti

Felicissimo per i tre punti, il primo ad arrivare in sala stampa del Bentegodi è Mattia Graffiedi. Una partita perfetta in quello che doveva essere il "suo" stadio. Il Verona infatti aveva intenzione di acquistare il giovane attaccante allora al Cesena, ma il Milan, dopo il colpo Comandini, fu più lesto e così le strade di Graffiedi e il Verona non s'incontrarono. "Quello di oggi è stato un risultato importante, perchè ci ha permesso di rientrare a pieno titolo nella lotta per la promozione. Dopo la vittoria di lunedì con il Livorno questi tre punti sono il trampolino di lancio per la nostra stagione. In pochi punti ci sono tantissime squadre, la battaglia sarà durissima fino alla fine". Una cosa però non è piaciuta a Graffiedi,nella vittoria di Verona: "Dobbiamo essere più cinici quando andiamo in con-tropiede. Dobbiamo allenarci di più sotto questo punto di vista, perchè anche nella gara di oggi abbiamo avuto almeno tre o quattro occasioni che non siamo mai stati in grado di sfruttare". La concorrenza nell'ampia rosa a disposizione di Simoni resta molto alta.Basti pensare che oggi è rimasto in panchina un giocatore come Robbiati, uno che altrove farebbe senza dubbio la differenza. "E' questa la nostra forza, aggiunge Graffiedi, comunque tutte le scelte le deve fare Simoni. Tocca a lui stabilire chi sono gli undici più in forma". Da Graffiedi ad Antonini, entrato nel secondo tempo a dare manforte ai compagni di squadra in un frangente in cui il Verona sembrava stesse dilagando. "Sì, simo davvero di nuovo in corsa. Il momento brutto è superato. Adesso possiamo dire che in questa lotta per la promozione ci siamo a pieno titolo anche noi". L'ultimo dei giocatori dell'Ancona a concedersi ai microfoni è Maltagliati. La sua analisi coincide perfettamente con quella di mister Simoni: "Abbiamo avuto un'occasione per segnare e siamo stati molto bravi a realizzarla. Poi abbiamo controllato la partita, rischiando magari qualcosa soprattutto nel secondo tempo. Del resto il Verona è una buonissima squadra e fuori dal nostro stadio è anche comprensibile soffrire un po'. Però alla fine abbiamo guadagnato i tre punti, ed è questa la cosa più importante. L'importante adesso è non montarsi la testa e continuare a giocare con lo stesso entusiasmo e determinazione".


di Sebastiano Scemma

È un capolavoro di tempismo e di destrezza dell' evergreen Maurizio Ganz a risolvere la partita per l'Ancona. Un successo esterno, quello del "Bentegodi" che rilancia l'Ancona in piena zona promozione (solo 4 i punti di distacco dalla capolista Triestina) e che autorizza ampie concessioni ai sogni. Simoni aveva chiesto di proseguire la striscia che vedeva l'Ancona in serie positiva da tre giornate e la squadra marchigiana non ha deluso. Merito di uno Scarpi superlativo che in più di un'occasione ha negato il gol agli attaccanti veronesi. Ma merito anche delle geometrie di Maini, preciso in fase di impostazione e molto tempestivo nelle chiusure, e soprattutto di Maurizio Ganz sempre pericoloso nelle geometrie offensive. Per lui gli anni non sembrano passare anche perché dove non arrivano le gambe arriva il cervello. Oltre all'apporto di due elementi chiave come Italiano e Cassetti al Verona è mancata soprattutto la concretezza in zona gol, vuoi per l'ottima prova di Scarpi, vuoi per la mancanza di freddezza negli ultimi metri. Sicuramente da rivedere (non è una novità) la fase difensiva, in particolare quei momenti di black-out che nel corso del campionato sono risultati spesso penalizzanti. E' proprio il Verona a cercare per primo la via del gol: Dossena (molto vivace il suo avvio di partita) imbecca Melis in profondità, l'esterno entra in area e appoggia indietro per lo stesso Dossena che tuttavia spara alto. All'8' si fa notare Ganz che ruba il pallone a Comazzi involandosi verso la porta: la provvidenziale uscita di Pegolo, degna di un libero di ruolo, evita il peggio. L'Ancona fa girare bene il pallone denotando una buona disciplina a livello tattico e facendo leva soprattutto sulla creatività di Maini, l'uomo in più di Simoni. Il Verona risponde dal canto suo con fiammate improvvise: al 24' Comazzi taglia in profondità per Melis, Dossena si sovrappone e mette in mezzo di prima intenzione per Salgado ma il riflesso di Scarpi salva il risultato. Dopo un avvio convinto l'Ancona arretra leggermente il baricentro favorendo le iniziative del Verona, che non riesce però ad essere concreto. Al 30 è tuttavia la squadra marchigiana a trovare il gol del vantaggio: Graffiedi scende in contropiede sulla sinistra e appoggia per Ganz, Teodorani sbaglia la marcatura la "vecchia volpe" spedisce il pallone in rete con un preciso rasoterra. Nella ripresa Simoni inserisce Tarana per Schenardi, ieri non brillante come al solito. Il nuovo entrato prende in consegna Dossena che nonostante il cambio di marcatura riesce ugualmente a rendersi pericoloso. Il Verona riprende la gara con maggior convinzione. Al 6' Melis viene atterrato nettamente in area da Bolic ma l'arbitro fa cenno di proseguire. Malesani prova a dare maggior incisività al reparto avanzato inserendo Abbruscato per l'opaco Matteassi. Il Verona si sbilancia in avanti favorendo il contropiede dell'Ancona ma la retroguardia gialloblù è attenta, e in qualche occasione fortunata, nelle chiusure. Al 16' Cossu centra la testa di Salgado su punizione ma la conclusione del cileno trova Scarpi in posizione. Due minuti più tardi ci prova Melis ma il suo tiro è debole. L'Ancona sembra accusare il colpo e il Verona prende fiducia scacciando letteralmente gli avversari nella propria metà campo. Malesani getta in mischia anche Pisanu spostando Cossu sulla corsia di destra e Melis sulla linea dei centrocampisti. Simoni capisce l'antifona e si copre le spalle mandando in campo Dicara e Antonini al posto di Magoni e Graffiedi ma l'assedio del Verona continua senza esito.

 

 

lux.58    

Il cammino dell'Ancona in Campionato