| di Mario Cori Crolla
anche il Bentegodi, e la firma la mette Super Ganz. E' stato un magico gennaio, peccato
che sia finito... L'Ancona in quattro partite (tre fuori casa) ha conquistato dieci punti,
vincendo due volte in trasferta. Da metà classifica è balzata ad un posto dalla zona
promozione. I "vecchietti" hanno fame di vittorie e questa porta un altra Grande
Firma, quella dell'indomabile Maurizio Ganz. Gran gol il suo (30'). Magoni lancia sulla
sinistra Graffiedi che si fa tutta la fascia e mette in mezzo per Ganz, che al limite
sfugge alla guardia di Zamboni, si allarga ed infila Pegolo. Poi va ad esultare sotto la
curva. Con una settimana di ritardo, ma non è colpa sua se contro il Livorno l'arbitro
gli ha annullato due gol buoni. Invece stavolta gliene hanno fatta un'altra grossa (a lui
e all'Ancona). Proprio all'inizio (8'). Comazzi sbaglia un rinvio, Ganz è in agguato e
agguanta il cuoio e scappa. Pegolo esce e fuori area lo tira giù. Espulsione grossa come
una casa. Ma Dattilo dopo aver combinato danni nel recente match al Conero col Messina, si
accontenta di rifilare il "giallo" al portiere veronese. Se non è una chiara
azione da gol quella... La porta semplicemente spalancata. Per fortuna l'Ancona non si
abbandona agli isterismi e prende la partita in mano. Lo fa con facilità perché il
Verona è stranamente sulle sue. Malesani in casa propone una difesa a cinque e quattro
centrocampisti a quadrilatero, con Melis e Cossu ch ogni tanto vanno a dare una mano allo
spaesato Salgado che ha preso il posto di Vieri. Insomma un Verona chiaramente attestato
nella propria metà campo, forse per cercare di far trovare spazi in contropiede ai veloci
Cossu e Melis. Invece è l'Ancona che mena la danza con un impareggiabile Magoni a metà
campo, con Perovic e Maini a supporto. Soffre solo un po' sulle fasce, l'Ancona, ma nella
ripresa Simoni ritocca la disposizione. Intanto l'Ancona passa uno spavento (23') proprio
dopo una discesa di Dossena sulla sinistra. Palla in mezzo non agganciata due volte dal
pessimo Salgado. Poi ci pensa Ganz con il suo gran gol (30') a mettere le cose in chiaro,
ma non cambia l'atteggiamento tattico del Verona, che continua a tenere allineati dietro
Matteassi e Dossena, al quale viene concessa qualche sortita. Diagonale a fil di palo
(31') di Cossu e poi si va al riposo tra i fischi per l'Hellas e gli insulti al suo patron
Pastorello. Il Verona tira fuori le unghie nella ripresa. Reclama un rigore (7') quando
Daino sbilancia Melis in area su cross di Cossu. Poi è un vero assedio alla porta di
Scarpi. Simoni , fatto entrare Tarana al posto di Schenardi che non "regge"
Dossena, corregge le posizioni dei centrocampisti. Nuovo allineamento da destra: Tarana
Maini - Perovic - Magoni. Il "Mago" oltre che firmare una grossa partita in fase
propulsiva si adopera a modo suo anche in fase di contenimento. Si mangia però un pio di
gol. Mica può far tutto..... L'Ancona infatti, subendo, trova gli spazi che vuole in
contropiede. Solo che non è capace di sferrare il colpo di grazia. Parte addirittura un 4
contro 2 (13'): Ganz smarca Magoni che si fa deviare la conclusione. La pressione generosa
ma sfuocata del Verona produce un colpo di testa di Salgado (16') che raccoglie una
punizione di Cossu. Scarpi salva d'istinto con i piedi. Girata di Salgado (25') di testa,
alza ancora Scarpi. Ecco un'altra bella palla gol per l'Ancona (29'): angolo di Tarana e
Maini al centro schiaccia di testa, ma in bocca a Pegolo. Assedio finale senza particolari
patemi per l'Ancona che conquista la terza vittoria consecutiva e si affaccia in zona
serie A. Con i cinquecento tifosi in curva che rimangono a lungo per osannare i loro
"eroi" in biancorosso. Se da una parte i veronesi urlano sarcasticamente
"Pastorello portaci in Europa... ", nell'altra curva si sogna davvero. Questa è
una squadra rimessa a nuovo dopo la sosta. Nel 2003 ha pareggiato a Napoli, ha vinto a
Venezia e a Verona ed ha battuto in casa il Livorno. Ma soprattutto ha sempre meritato.
Cuore, temperamento, mestiere. Ha dei numeri questa squadra per arrivare come si deve sino
in fondo. Sognare non è assolutamente peccato.
di Guido Montanari
Cominciamo dalla fine, dalla prossima partita casalinga col Napoli. Lo facciamo spinti
dall'entusiasmo di Maurizio Ganz che a fine gara arriva in sala interviste con un maglione
marrone e la faccia da eterno ragazzino del gol. "Ho sempre detto che a questa
squadra mancava un po' di calore in più nelle partite soprattutto casalinghe perchè
fuori casa i tifosi non ci hanno lasciato mai soli. Dopo questo ennesimo exploit; domenica
arriva il Napoli al Del Conero e sarebbe davvero bello vedere almeno 10 mila persone sugli
spalti. Adesso la gente, gli appassionati di calcio di Ancona e circondario, devono darci
una mano e spingerci verso l'alto. Il loro contributo potrebbe essere decisivo contro la
squadra partenopea". Entusiasmo alle stelle, fiducia e una voglia matta di continuare
ad esultare sotto le curve: Maurizio Ganz, a 35 anni, è ancora così: un crogiolo di
sentimenti, di speranze, di obiettivi da raggiungere. Lo si vede da tante piccole grandi
cose: quando ha fatto fuori la difesa del Verona e ha depositato la palla in rete con un
preciso tocco, si è messo a correre verso i supporter dorici ed ha lungamente esultato
con loro ("Mi sono rifatto in parte dei due gol regolari che mi hanno annullato col
Livorno"). E' un centravanti che ha bisogno del sostegno del pubblico e della
squadra: una... attenzione che forse aveva sentito venir meno all'arrivo di Pasquale
Luiso, un altro giocatore importante. I due non si sono mai pestati i piedi, ma ognuno
voleva essere il protagonista ed è finita che per un periodo piuttosto lungo nè l'uno
nè l'altro ci so no riusciti. Con la cessione di Luiso alla Salernitana, non ci sono
dubbi, Ganz è rinato, è un'altra persona, è tornato a catalizzare non solo l'interesse
del pubblico ma anche delle difese avversarie. Al di là del gol, ieri ha fatto venire i
sudori freddi a Comazzi e compagni dal primo al novantesimo minuto. Insomma una partita da
protagonista a tutto tondo: prima il gol da campione e poi una encomiabile generosità al
servizio della squadra (da parte nostra un applauso anche a Jimmy Maini che abbiamo visto
rinviare palloni sulla bandierina del calcio d'angolo). Ganz guarda e riguarda la
classifica: definirla bella è poco. "Dopo la sconfitta interna con il Lecce,
sottolinea il bomber biancorosso, ci siamo fatti un esame di Coscienza e ci siamo detti
che non poteva finire così, con un campionato anonimo e senza entusiasmo. Il patron
Pieroni ce lo ha ricordato a chiare note e credo che la squadra abbia recepito bene il
messaggio. Ci sono molti giovani bravi nell'Ancona ma anche alcuni... veterani come il
sottoscritto che si sentono di poter dare qualcosa di importante al calcio. A proposito di
giovani vorrei fare i complimenti a Mattia (Graffiedi, ndr): mi ha fatto un assist dalla
sinistra davvero stupendo in occasione del mio gol. Poi io... ho fatto il resto". Ma
se non lo sapete, Maurizio Ganz è anche uno che non si accontenta. E difatti dice:
"Siamo tutti felici per la vittoria che ci proietta molto in alto, ad un solo punto
dalla zona A. Credo che la squadra abbia giocato come si doveva giocare in un campionato
molto pesante e pieno di fango. L'unico neo, se proprio vogliamo essere pignoli, è il
mancato raddoppio che ci ha fatto stare con il paterna d'animo fino agli ultimi secondi.
Il calcio è una brutta bestia: se non chiudi le partite poi queste... ti si rivoltano
contro. Pensate se il Verona avesse trovato la zampata vincente in una delle mischie del
finale! Sarebbe stata una beffa perché ormai ci avevamo fatto la bocca, per questo
bisognerebbe sfruttare meglio i contropiede che ci capitano fuori casa, soprattutto quando
siamo in superiorità numerica. Ma è solo un neo
per il resto è andato tutto bene.
E non ci fermeremo certo qui. Parola di Maurizio Ganz.
di Luca Frezzotti
Felicissimo per i tre punti, il primo ad arrivare in sala stampa del Bentegodi è
Mattia Graffiedi. Una partita perfetta in quello che doveva essere il "suo"
stadio. Il Verona infatti aveva intenzione di acquistare il giovane attaccante allora al
Cesena, ma il Milan, dopo il colpo Comandini, fu più lesto e così le strade di Graffiedi
e il Verona non s'incontrarono. "Quello di oggi è stato un risultato importante,
perchè ci ha permesso di rientrare a pieno titolo nella lotta per la promozione. Dopo la
vittoria di lunedì con il Livorno questi tre punti sono il trampolino di lancio per la
nostra stagione. In pochi punti ci sono tantissime squadre, la battaglia sarà durissima
fino alla fine". Una cosa però non è piaciuta a Graffiedi,nella vittoria di Verona:
"Dobbiamo essere più cinici quando andiamo in con-tropiede. Dobbiamo allenarci di
più sotto questo punto di vista, perchè anche nella gara di oggi abbiamo avuto almeno
tre o quattro occasioni che non siamo mai stati in grado di sfruttare". La
concorrenza nell'ampia rosa a disposizione di Simoni resta molto alta.Basti pensare che
oggi è rimasto in panchina un giocatore come Robbiati, uno che altrove farebbe senza
dubbio la differenza. "E' questa la nostra forza, aggiunge Graffiedi, comunque tutte
le scelte le deve fare Simoni. Tocca a lui stabilire chi sono gli undici più in
forma". Da Graffiedi ad Antonini, entrato nel secondo tempo a dare manforte ai
compagni di squadra in un frangente in cui il Verona sembrava stesse dilagando. "Sì,
simo davvero di nuovo in corsa. Il momento brutto è superato. Adesso possiamo dire che in
questa lotta per la promozione ci siamo a pieno titolo anche noi". L'ultimo dei
giocatori dell'Ancona a concedersi ai microfoni è Maltagliati. La sua analisi coincide
perfettamente con quella di mister Simoni: "Abbiamo avuto un'occasione per segnare e
siamo stati molto bravi a realizzarla. Poi abbiamo controllato la partita, rischiando
magari qualcosa soprattutto nel secondo tempo. Del resto il Verona è una buonissima
squadra e fuori dal nostro stadio è anche comprensibile soffrire un po'. Però alla fine
abbiamo guadagnato i tre punti, ed è questa la cosa più importante. L'importante adesso
è non montarsi la testa e continuare a giocare con lo stesso entusiasmo e
determinazione".
di Sebastiano Scemma
È un capolavoro di tempismo e di destrezza dell' evergreen Maurizio Ganz a risolvere
la partita per l'Ancona. Un successo esterno, quello del "Bentegodi" che
rilancia l'Ancona in piena zona promozione (solo 4 i punti di distacco dalla capolista
Triestina) e che autorizza ampie concessioni ai sogni. Simoni aveva chiesto di proseguire
la striscia che vedeva l'Ancona in serie positiva da tre giornate e la squadra marchigiana
non ha deluso. Merito di uno Scarpi superlativo che in più di un'occasione ha negato il
gol agli attaccanti veronesi. Ma merito anche delle geometrie di Maini, preciso in fase di
impostazione e molto tempestivo nelle chiusure, e soprattutto di Maurizio Ganz sempre
pericoloso nelle geometrie offensive. Per lui gli anni non sembrano passare anche perché
dove non arrivano le gambe arriva il cervello. Oltre all'apporto di due elementi chiave
come Italiano e Cassetti al Verona è mancata soprattutto la concretezza in zona gol, vuoi
per l'ottima prova di Scarpi, vuoi per la mancanza di freddezza negli ultimi metri.
Sicuramente da rivedere (non è una novità) la fase difensiva, in particolare quei
momenti di black-out che nel corso del campionato sono risultati spesso penalizzanti. E'
proprio il Verona a cercare per primo la via del gol: Dossena (molto vivace il suo avvio
di partita) imbecca Melis in profondità, l'esterno entra in area e appoggia indietro per
lo stesso Dossena che tuttavia spara alto. All'8' si fa notare Ganz che ruba il pallone a
Comazzi involandosi verso la porta: la provvidenziale uscita di Pegolo, degna di un libero
di ruolo, evita il peggio. L'Ancona fa girare bene il pallone denotando una buona
disciplina a livello tattico e facendo leva soprattutto sulla creatività di Maini, l'uomo
in più di Simoni. Il Verona risponde dal canto suo con fiammate improvvise: al 24'
Comazzi taglia in profondità per Melis, Dossena si sovrappone e mette in mezzo di prima
intenzione per Salgado ma il riflesso di Scarpi salva il risultato. Dopo un avvio convinto
l'Ancona arretra leggermente il baricentro favorendo le iniziative del Verona, che non
riesce però ad essere concreto. Al 30 è tuttavia la squadra marchigiana a trovare il gol
del vantaggio: Graffiedi scende in contropiede sulla sinistra e appoggia per Ganz,
Teodorani sbaglia la marcatura la "vecchia volpe" spedisce il pallone in rete
con un preciso rasoterra. Nella ripresa Simoni inserisce Tarana per Schenardi, ieri non
brillante come al solito. Il nuovo entrato prende in consegna Dossena che nonostante il
cambio di marcatura riesce ugualmente a rendersi pericoloso. Il Verona riprende la gara
con maggior convinzione. Al 6' Melis viene atterrato nettamente in area da Bolic ma
l'arbitro fa cenno di proseguire. Malesani prova a dare maggior incisività al reparto
avanzato inserendo Abbruscato per l'opaco Matteassi. Il Verona si sbilancia in avanti
favorendo il contropiede dell'Ancona ma la retroguardia gialloblù è attenta, e in
qualche occasione fortunata, nelle chiusure. Al 16' Cossu centra la testa di Salgado su
punizione ma la conclusione del cileno trova Scarpi in posizione. Due minuti più tardi ci
prova Melis ma il suo tiro è debole. L'Ancona sembra accusare il colpo e il Verona prende
fiducia scacciando letteralmente gli avversari nella propria metà campo. Malesani getta
in mischia anche Pisanu spostando Cossu sulla corsia di destra e Melis sulla linea dei
centrocampisti. Simoni capisce l'antifona e si copre le spalle mandando in campo Dicara e
Antonini al posto di Magoni e Graffiedi ma l'assedio del Verona continua senza esito.
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