di Alessia Del Mastro

Come giustamente è stato scritto da molti quotidiani…non si può stare qui a parlare di partita ma di Cronaca di un furto! Una vera vergogna… come uccidere il calcio! La partita disputata tra Sampdoria ed Ancona è stata purtroppo falsata da un ennesimo arbitraggio non all'altezza della situazione. Un dodicesimo blucerchiato che ha penalizzato l'Ancona dal primo all'ultimo minuto, in modo indecoroso e indegno.

L'attesa per questo big - match di serie B, tanto blasonato durante la settimana dalle testate sportive, si è trasformata in una serie di critiche a volte imbarazzanti. Si può solo parlare di incontro rubato e al mondo d'oggi, in cui attorno al calcio si sviluppa un business tremendo, non fa piacere a nessuno essere preso in giro così: addirittura qualche tifoso doriano amante del vero calcio, ha fischiato la sua squadra vittoriosa, per il risultato ottenuto in modo scorretto.
Non prendiamo poi neanche in considerazione la bruttissima figura fatta da un professionista come "Bazzani" che si è permesso di prendere in giro un uomo come Simoni. Come dice il proverbio tuttavia: "Ognuno ha quel che si merita" visto che Novellino ha avuto il coraggio di difenderlo e di parlare di svista dell'arbitro. Dovrebbe mettersi gli occhiali il mister blucerchiato ed imparare ad essere più obbiettivo, visto che per sua fortuna ha a disposizione una squadra molto competitiva che non ha assoluto bisogno di favoritismi per andare in serie A.
Ha dalla sua parte anche trasmissioni domenicali importanti…! Dopo queste polemiche veniamo all'incontro che ha visto la Samp vittoriosa sui dorici per due a uno. Se non fosse stata per l'arbitro la partita si è svolta con grande grinta e determinazione su entrambi i fronti, con bel gioco veloce e scattante e con diverse azioni per parte.
L'Ancona conferma ancora una volta il 4-4-2 di Siena, grazie alla ripresa miracolosa di Daino che aveva subito proprio nell'ultimo incontro una bruttissima botta al ginocchio (ben nove punti per lui) con la linea difensiva formata da Russo, Maltagliati, Bolic e Daino; centrocampo con Schenardi, Perovic, Magoni e Antonini e attacco con la coppia ormai consolidata Ganz e Graffiedi e anche se Ganz non ci è sembrato affatto in forma, anzi l'impressione che ha dato è stata quella di un giocatore stanco e demotivato (cosa che non ha fatto assolutamente piacere ai circa 700 tifosi presenti allo stadio di Genova).
L'Ancona scende in campo consapevole della difficoltà della partita e delle potenzialità degli avversari, quindi affronta i primi minuti di gioco un po' sulla difensiva per studiare le mosse dell'11 di Novellino. E' la Samp a correre di più, ma la precisione dei dorici permette di reggere bene e di ripartire in contropiede facilmente. La prima azione capita tuttavia sui piedi di Flachi che per nostra fortuna tira addosso a Scarpi. Da qui in poi si potrebbe fare un processo: al 25' fallo dubbio di Daino sullo stesso Flachi e Palanca concede il rigore, che il capitano doriano trasforma spiazzando Scarpi. (ormai siamo abituati ad essere puniti da Flachi…ma dall'arbitro non ci sta bene!).
Pochi minuti dopo la difesa doriana colpisce con le mani in area un tiro di Ganz (anche le immagini televisive ci danno ragione) sarebbe rigore ma Palanca fa finta di cadere dalle nuvole e lascia correre…anzi no! Come se non bastasse ammonisce Antonini (ha fatto trenta doveva fare trentuno!). Il secondo tempo, con l'Ancona carica e mai abbattuta (cosa che ha fatto sicuramente piacere alla tifoseria) si apre proprio con i dorici all'attacco che costringono la difesa blucerchiata a spazzare in angolo in almeno un paio di occasioni. Quando Palanca non ci mette lo zampino, arriva il due a zero della Sampdoria, risultato troppo crudele nei confronti dell'Ancona che certo non si meritava il doppio svantaggio.
Ganz spreca ma ci pensa Budan ad accorciare le distanze su bel passaggio di spadino Robbiati (entrambi entrati nel secondo tempo). A questo punto la squadra di Simoni ci crede e cerca di sfondare la difesa avversario in più occasioni, costringendo addirittura Bettarini a fare un bruttissimo fallo su Budan….logicamente non visto dall'arbitro e neanche dal guardalinee. Purtroppo come poi l'incontro si è chiuso si sa ed è inutile ripeterlo. Quello che ci fa contenti è che l'Ancona ha comunque dimostrato di essere forte, decisa e convinta anche se tutte queste belle doti non servono a nulla di fronte alle ingiustizie arbitrali.

La partita raccontata in dialetto anconetano.

di Maurizio Ghergo

Ma quanto potrà ancora durare la pazienza di noi tifosi Dorici? Aprire il giornale e leggere lo sfogo di Simoni fa veramente male, non solo a noi, ma a tutto il mondo del calcio. Chi in Italia non conosce la galanteria del mister? Ancora fanno vedere il suo famoso sfogo dopo la partita fra Inter e Juve, a testimonianza della sua sportività, che nei tanti anni di lavoro in tante prestigiose panchine, non è mai venuta a mancare. Ma domenica a Genova, come in quella partita di Milano, non si poteva tacere facendo finta di niente, troppo grande quello che è successo, o meglio… quello che sta succedendo. E il pensiero torna indietro di una settimana, dove a Siena oltre all’incredibile gol che non ci fu concesso si potrebbe dire altre cose, tipo delle ammonizioni che se fossero state inflitte ai nostri avversari (squadra più fallosa della B) avrebbe, come a Genova, potuto cambiare l’andamento dell’incontro. E poi con la mente ritorno ancora più indietro, e penso al gol annullato contro Napoli e i due contro il Livorno, mi ritorna in mente il grandissimo gol di Perovic al 90° contro i toscani, senza il quale a quest’ora avremmo addirittura due punti in meno. A noi rimane solo la consapevolezza di essere terribilmente forti, sapevamo che Siena e Sampdoria erano due squadre fortissime dove era difficile prendere punti, ed infatti ne abbiamo presi solo uno, ma la verità è un'altra, in tutte e due le gare abbiamo giocato a testa senza nessuna paura reverenziale, e se il bottino e stato assai magro mai come in questo periodo le colpe sono di altri. Adesso però è il momento di reagire, immagino che in tutto l’ambiente ci sia la stessa rabbia che in questo momento sto provando io, quindi vediamo di sfogarla in campo e massacriamo (calcisticamente parlando ovviamente) qualunque squadra si metta sulla nostra strada, a noi i regali non servono. E se domenica, per una squallida legge della compensazione ci viene concesso un rigore inesistente contro la quasi retrocessa Salernitana, per poi sentissi dire che anche noi abbiamo avuto favoritismi, la mia rabbia sarà doppia. E’ chiaro che gli arbitri possono sbagliare, e può succedere che per un suo errore puoi vincere o perdere una partita, ma vincere sapendo di aver rubato è vergognoso. Questo lo imparato a Genova e cercherò di non dimenticarmelo mai.

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Le notizie On-line su l'Ancona Calcio

di Guido Montanari

Un’ irriducibile Ancona esce sconfitta da Marassi ma fa tremare la Samp fino all’ultimo secondo. Diciamo subito, che la corazzata della serie B, non aveva certamente bisogno della “spintarella” datagli dall’arbitro Palanca, che nel primo tempo ha concesso a Flachi un rigore tutto da ridere, non ne ha dato uno molto più evidente all’Ancona e nella ripresa ha ignorato (con la complicità del guardalinee) una gomitata in faccia di Bettarini a Budan. E, nonostante gli aiuti... dal cielo, dovevate vedere come buttavano i pallone in tribuna i terrorizzati giocatori doriani! Il quarto d’ora conclusivo in pratica è stato giocato nella metà campo della Samp con mister Nove!lino a sbracciarsi come un forsennato a bordo campo. L’Ancona ci ha provato da destra e da sinistra ma a parte il guizzo di Budan, i dorici hanno solo collezionato una lunga serie di angoli (ben 12) senza trovare il colpo del 2-2 che avrebbe significato tantissimo nel campionato della squadra di Simoni. Le poche occasioni da gol nonostante la mole di gioco confezionata:questa forse l’unica nota negativa per un’Ancona che, per dirla alla Simoni, ha giocato alla pari con i più quotati avversari. Arbitri nel mirino. Ancona che anche ieri è stata bistrattata dall’arbitro così come era successo lunedì sera a Siena. In toscana un clamoroso gol annullato a Ganz da Rizzoli di Bologna, ieri un rigore assurdo contro. Risultato, un punto in due partite. Il problema è che dietro si sono fatti sotto, ma siamo convinti che la squadra di Simoni (ora terza) abbia nel suo dna i numeri per riprendere il volo. Bazzani, un gentleman. Nervi a fior di pelle tra i biancorossi, e alla fine della partita l’attaccante della Samp Bazzani ha trovato il modo di prendere per i fondelli un signore come Gigi Simoni. Non avevamo mai visto così infuriato il mister biancorosso, e per farlo arrabbiare in maniera simile Bazzani deve averla combinata grossa. Bravi, fortunati e anche un pochino arroganti questi signorini della doria, ma ne calcio ci si rincontra sempre... Rigore fantasma. I padroni di casa nei primi 45’ hanno avuto più occasioni, ma i dorici non hanno mai sbandato. C’è subito un’occasionissima dopo 7 minuti per la Samp: la palla, dopo un rimpallo, arriva sui piedi di Pedone che scarica il suo sinistro su Scarpi, bravissimo a chiudergli in tempo lo specchio della porta. Rispondono i biancorossi con una punizione di Schenardi dalla sinistra che Turci devia sopra la traversa. Al 26’ il rigore: Daino tocca in area Flachi che... crolla a terra e Palanca indica il dischetto tra le proteste dei dorici. L’ex dorico spiazza Scarpi. Lo stesso Simoni si alza dalla panchina inviperito e fa segno di no con la testa. Certo che la spinta, sedi spinta si è trattato, ebbene è stata davvero impercettibile. Bravo Flachi a fare, è una sua specialità, il tuffatore, forse un po’ ingenuo Daino a... sfiorarlo in piena area. Sull’onda dell’entusiasmo, al 32’, per poco Flachi non raddoppia: gran girata di sinistro al volo e Scarpi è un gatto a deviare in angolo. Palanca dice no. C’era molto di più il rigore per i dorici al 35’, quando un tocco di Ganz viene intercettato con il braccio da Grandoni. Palanca concede solo un angolo tra le veementi proteste dei biancorossi Risultato? Un’ammonizione per Antonini che sa tanto di beffa. Ma la gara è apertissima e un minuto dopo Pedone dal limite calcia alto sulla traversa. A tempo scaduto i dorici sfiorano il pareggio: Ganz appoggia per l’accorrente Antonini il cui bellissimo tiro al volo viene respinto in tuffo da Turci. Peccato perchè l’azione meritava sicuramente la rete. La palla finisce in corner e Palanca per concludere degnamente il suo primo tempo... non lo fa battere quando ci risulta che i 2 minuti di recupero non erano ancora del tutto trascorsi. Incredibile... Prima Conte e poi Budan. Ad inizio ripresa la Samp dà la sensazione di voler chiudere la gara. Flachi prova la conclusione al volo su assist di testa di Bazzani e Scarpi si esalta volando sotto l’incrocio dei pali. Angolo e secondo gol dei doriani con un tocco di Conte, il “rosso” difensore doriano che viene sommerso dagli abbracci dei compagni: la Samp sente che è fatta ma non aveva fatto i conti con l’orgoglio di questa Ancona. Simoni prova il tutto per tutto:doppio cambio con Budan e Tarana in campo al posto di Graffiedi e Antonini. Operazione riuscita perché il ragazzone croato al 33’ riapre la gara con una bomba dall’altezza e dischetto del rigore (assisi di Robbiati dalla sinistra). L’ultimo quarto d’ora si gioca ad una porta e quando Palanca (un incubo) fischia la fine peri 22mila di Marassi è una vera e propria liberazione.


di Matteo Massi

Anatemi sull'arbitro: "Vergognoso quel rigore dato alla Samp, certi episodi ti fanno passare la voglia d' allenare". La rabbia di Gigi Simoni esplode in sala stampa. Il mister ne ha per tutti. A cominciare da Bazzani. Subito dopo il fischio finale di Palanca Simoni era apparso piuttosto agitato, prima di imboccare la via degli spogliatoi. E' stato lui stesso poi a spiegare perché. Senza troppi giri di parole. Con chi ce l'aveva mister? "Ce l'avevo con Bazzani, dice Simoni, è un gran maleducato. Dopo aver vinto una partita del genere ha avuto il coraggio di venirci a prendere in giro. Dovrebbero insegnargli l'educazione. Non ci si comporta così. Quando si vince, giustamente si festeggia, ma non c'è bisogno di andare a prendere in giro gli avversari". Da Bazzani a Palanca, il direttore di gara. L'ira del mister non si placa. Ne ha tante da dire anche sull'operato dell'arbitro. Il rigore alla Samp? "Vergognoso, prosegue Simoni, non è proprio possibile concedere un rigore del genere in una partita così delicata. Senza dimenticare, poi, quello che è successo dopo". Si riferisce al rigore reclamato da Ganz? "Sì anche a quello, ma non solo... Non si può non darlo. Perfino un loro giocatore, non voglio fare il nome, ha detto che era rigore. E poi mi riferisco anche alla gomitata rifilata a Budan da Bettarini, che è stata fatta passare come una spallata, come se non fosse successo niente. Ma ditemi voi quella era forse una spallata? L'avete visto che cos'è successo?". Dunque insufficiente la direzione di gara di Palanca? "E' stata di un'insufficienza tale che mi amareggia moltissimo. Quando si vedono cose di questo genere, verrebbe quasi voglia di smettere di allenare". Proprio alla vigilia della gara della Samp, neanche a farci apposta, si era soffermato sugli arbitri...... "Sì ed avevo detto, subito dopo quello che era successo a Siena, che occorre maggiore attenzione da parte loro soprattutto in questa fase di campionato. Le partite che stiamo giocando in questo periodo sono delicate. Vogliono dire molto per il futuro di ogni squadra. I punti in palio ogni domenica cominciano ad essere pesanti. Serve attenzione da parte degli arbitri". La partenza dell'Ancona con la Samp, comunque, non era stata malvagia... "Sì, è stato un buon inizio il nostro, ma poi è arrivato quel rigore, che ci ha innervosito e ci ha condizionato. Subito dopo c'è stato l'altro episodio del rigore che non c'è stato concesso, che ci ha innervosito e condizionato ancora di più. Si può perdere a Genova contro la Samp, perché probabilmente è la squadra più forte del campionato, ma c'è modo e modo di perdere. Comunque c' è da dire che l'Ancona è stata in partita fino alla fine. Abbiamo accorciato le distanze con il gol di Budan ed abbiamo provato a pareggiarla questa gara". Poi Simoni saluta


di Luca Frezzotti

Le sviste di Palanca un avversario in più. Sale il numero degli errori arbitrali che hanno danneggiato l'Ancona. Un'ascesa vorticosa se si considerano le vecchie sviste e quelli recenti a 'Marassi' di Palanca che sembrava quasi volesse pareggiare i conti con i tanti sbagli fatti in Sampdoria - Triestina. Insomma una conduzione di gara non del tutto paritaria da parte del fischietto romano che ha sorvolato di fronte a certi atteggiamenti un po' troppo rudi da parte dei padroni casa Questo al di là degli sbagli più che evidenti nelle azioni decisive del match a partire dal calcio di rigore sanzionato con troppa le leggerezza a favore dei padroni di casa. Con la stessa superficialità Palanca ha evitato di dare un penalty all'Ancona su un fallo di mani di Grandoni che ha fermato un tiro-cross di Ganz e di punire con almeno un 'giallo' una gomitata evidentissima, a centrocampo, di Bettarini su Budan. In più ci è sembrato di scorgere che Palanca abbia indotto di un punto il tempo di recupero mandando definitivamente le squadre negli spogliatoi con un minuto di anticipo sul dovuto. Insomma tutta una serie di atteggiamenti che hanno agitato gli animi dell'Ancona anche se l'arbitro ha punito soltanto Mundula con l'espulsione nonostante i difensore romano fosse in panchina. Il giocatore verrà quasi certamente squalificato per i match di domenica prossima con la Salernitana. Per due dei tre ammoniti biancorossi di ieri scatterà la diffida: sono Schenardi e Russo che si aggiungono ai già diffidati Daino Maini, Magoni e Scarpi. I giovane Antonini, l'altro ammonito di ieri, ha raggiunto invece la quota dei due 'gialli' Quella di ieri a 'Marassi' e stata la terza sfida tra Novellino e Simoni con il mister avellinese che ha vinto due volte ed ha pareggiato un incontro dunque il mister dell'Ancona non ha mai battuto il più giovane collega. Senza sconfitte anche lo 'score' di Novellino con l'Ancona. Il mister doriano ha vinto tre volte e pareggiato altrettante partite. Chiudiamo con delle curiosità statistiche. L'Ancona ha interrotto, con il gol di Budan, un digiuno di reti in trasferta che è durato 286'. La Samp invece non subiva gol a 'Marassi' da 454 minuti (l'ultimo gol l'aveva subito in Sampdoria Verona 3-2 del 22 dicembre) sempre fino al gol dell'attaccante croato dell'Ancona che ha messo a segno ieri la sua prima rete con la maglia biancorossa.


di Mauro Moro

Cominciata come una gara contratta, con le due squadre che visibilmente si temevano a vicenda e probabilmente si sarebbero accontentate di non farsi male, Sampdoria e Ancona si è conclusa con un po’ di nervosismo in campo e soprattutto una coda velenosa. Durissime le parole di Simoni negli spogliatoi, obiettivo Bazzani, reo di averlo avvicinato a fine gara «per prendermi in giro dopo la nostra sconfitta... Si deve vergognare, è un gran maleducato». Invitato dai dirigenti della Samp a incontrare il giovane attaccante per ricevere le sue spiegazioni e le sue scuse, il tecnico dei marchigiani ha aggiunto: «Non voglio incontrarlo, né stringergli la mano». Controllato ma secco anche il giudizio sull’arbitro: «Vergognoso assegnare alla Sampdoria un rigore del genere in una partita così importante e non concederci il rigore provocato da Grandoni. E’ stato un arbitraggio di una insufficienza assoluta. Sono episodi che fanno passare la voglia di fare questo mestiere». Partiamo proprio dal rigore concesso per fallo di Daino nei confronti di Flachi. Il sampdoriano forse favorisce l’intervento da dietro del marchigiano e forse ne accentua le conseguenze. Palanca non ha dubbi, al contrario di Simoni, e indica il dischetto. Tira Flachi, palla a destra e Scarpi, che forse si è mosso troppo in fretta, dall’altra parte. Fino a quel momento la gara era stata decisamente deludente. La prima e la seconda della classe, invece di esaltarsi per il fascino della sfida, si controllavano in modo un po’ disordinato. L’Ancona in particolare procedeva quasi esclusivamente sfruttando lanci lunghi dalle retrovie, facilmente neutralizzati da Grandoni e compagni. La Samp. si adeguava. Solo un lampo (8’) con una combinazione Valtolina – Flachi - Pedone, un’azione (17’) ispirata da Bettarini e proseguita da Valtolina per Bazzani con conclusione facilmente ribattuta da Scarpi. Dall’altra parte (10’) prima Bolic praticamente solo in aria. sciupava l’occasione poi una punizione di Schenardi (11’) veniva contrastata da Turci con i pugni. L’azione del vantaggio doriano finalmente cambiava, ma non troppo, la partita. Sarebbe stato logico aspettarsi la reazione degli uomini di Simoni, che però non è sbocciata. Era anzi la Samp a dimostrare perché si trova sola in vetta alla classifica e da ieri in fuga: con incursioni veloci sulla sinistra metteva in difficoltà Maltagliati (autore comunque di una prestazione volenterosa e non limitata alla fase difensiva) e compagni. Però senza eccessiva convinzione. Così l’Ancona poteva, sia pure timidamente, tentare qualche affondo. E al 37’ ecco l’altro episodio discusso: Ganz in piena area doriana operava un cross a rientrare, la palla finiva sul braccio di Grandoni. Perché Palanca non interveniva? Probabilmente perché giudicava scarsa la distanza tra i due giocatori e quindi involontario il fallo. Nessuna mossa dei due tecnici nell’intervallo. E questo è stato da parte di Simoni un errore decisivo. Poteva cercare di modificare il centrocampo, fornendogli maggiore inventiva, invece è rimasto in attesa del risveglio dei suoi. Novellino dal canto suo sostituiva Valtolina, un po’ stanco, con Zivkovic, fornendo maggiore spinta in fase di costruzione. E raccogliendo i frutti al 10’: palla da Volpi a Pedone, girata a Conte che firmava il raddoppio. Simoni a questo punto interveniva: dentro Tarana e Budan (15’) e soprattutto (27’) Robbiati. L’ingresso di Spadino trasformava l’Ancona, che prendeva a macinare gioco e creare problemi alla Samp. Al 33’ proprio Robbiati inventava un cross dalla destra per Budan, che tutto solo aveva il tempo per stoppare e concludere a rete. Simoni invitava i suoi ad insistere. Veniva ascoltato, ma era troppo tardi e la buona volontà dell’Ancona procurava soltanto qualche brivido a Novellino.


di Emmanuele Gerboni

Dai giocatori dell'Ancona parole pesanti. Novellino: io penso al calcio... Antonini: "Partita rubata". Sampdoria contro Ancona? No, Gigi Simoni contro Fabio Bazzani. La tensione è altissima nella sala stampa del Luigi Ferraris. Il tecnico dell'Ancona dovrebbe parlare del risultato della partita che si è appena conclusa, invece parte all'attacco dell'attaccante blucerchiato prima, e dell'arbitro Palanca dopo. Parole scagliate come pietre, quelle di Simoni: Se sono qui è per dire che l'attaccante della Sampdoria è un gran maleducato, tuona all'inizio della conferenza stampa. A fine partita Bazzani si è rivolto verso di me prendendomi in giro e offendendomi. Un atteggiamento inqualificabile. Del resto non è la prima volta che succede: due settimane fa, a Bologna, Bazzani era già stato protagonista di un episodio simile con il cestista Myers". L'allenatore dei marchigiani affonda il coltello, la denuncia di Simoni continua con toni forti. Prova a smorzare la querelle anche il capo degli osservatori blucerchiati, Salvatore Asmini. Pare che Bazzani vorrebbe chiarire l'equivoco, ma il mister dei biancorossi tira dritto: "A sessantaquattro anni non ho bisogno delle scuse di nessuno, non gli stringerò là mano e non sarò mai il suo allenatore: è un maleducato e rimarrà tale. Mi dispiace per lui, io ho la coscienza a posto. Interviene anche Beppe Marotta, direttore generale blucerchiato: "Conosco Simoni da una vita: è un uomo onesto e perbene, non è certo un provocatore. Ma conosco anche Bazzani, sulla cui educazione sono pronto a mettere la mano sul fuoco. E' stato un banale equivoco, ne sono certo. Probabilmente il nostro giocatore ha esultato con molta esuberanza, al fischio dell'arbitro. Ma perché tirare in ballo l'educazione?". Capitolo Palanca. L'allenatore dell'Ancona non risparmia nemmeno la giacchetta nera, gli basta una parola per trasmettere la sua rabbia: "E' vergognoso aver concesso un calcio di rigore del genere in una partita così importante, è altrettanto vergognoso non aver visto il fallo di mano in area di un difensore ligure (Grandoni, ndr). Ma soprattutto mi domando: come si fa a sorvolare sulla gomitata rifilata a Budan da Bettarini?". Ultima battuta sulla Sampdoria: "La formazione di Novellino è forte e non ha bisogno di certi favori. Fino al loro primo gol la partita è stata equilibrata, poi il penalty ci ha condizionato e innervosito. Per vincere a Genova dovevamo disputare una grande prestazione condita da un briciolo di fortuna. Su questo campo si può perdere, ma non così. Sono molto amareggiato. In giornate come questa mi verrebbe voglia di smettere". Igor Budan, jolly calato con successo da Simoni nella ripresa, commenta così lo scontro con Bettarini: "Ho cercato di colpire il pallone, ma sono stato toccato duro da un giocatore della Samp. Il guardalinee era vicino all'azione, ma secondo lui si è trattato di un contatto spalla contro spalla. Non ho parole". Arriva anche Luca Antonini e getta altra benzina sul fuoco: "Ma quale vittoria meritata, ci hanno rubato la partita, la verità è questa. Oggi sembrava che la Sampdoria dovesse vincere per forza. Non è stato uno spettacolo edificante". Sulla sponda opposta festeggiano i boys blucerchiati, mentre Novellino mette in bacheca i suoi gioielli: "Sono stati tutti bravissimi, hanno giocato un match esemplare. Le polemiche? Non mi interessano, io penso al calcio. Sono dispiaciuto, piuttosto, per quello che è stato detto su Bazzani: è un ragazzo educato, non posso credere che abbia offeso la panchina avversaria".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lux.58    

Il cammino dell'Ancona in Campionato