| di Guido Montanari Se
l'Ancona continua la sua marcia verso la serie A deve fare un monumento ad Alessio Scarpi:
al 91' il portiere dorico ha salvato l'1-1 nella bolgia del "Celeste" togliendo
da sotto l'incrocio dei pali una punizione di Campolo. Un finale vietato ai deboli di
cuore con la squadra di Simoni in affanno ma comunque capace di resistere agli assalti
degli scatenati siciliani e degnissimi di questo punto d'oro. Fanno bene ad abbracciarsi i
giocatori biancorossi alla fine del match, perchè questo è un punto destinato a pesare
nel proseguo del campionato, strappato in un ambiente molto ostile e contro una squadra
che in fase di attacco non è seconda a nessuno in serie B. Vigilia
"calda"- Era stata una vigilia molto problematica per l'Ancona: il
viaggio odissea ha portato i dorici in ritiro notte inoltrata. E dunque mister Simoni ha
deciso di non far svolgere la sgambatura prevista per ieri mattina. Tra l'altro, causa le
abbondanti e inusuali pioggie abbattutesi venerdì su Messina e la Sicilia, i terreni di
gioco erano quasi allagati e quindi poco consigliabili. Cambiamento di programma dunque
ma... non di formazione perchè al momento della distribuzione delle liste in tribuna
stampa non c'è nessuna sorpresa come invece era accaduto domenica scorsa con
l'inserimento non previsto di Budan al posto di Graffiedi. Stavolta è tutto come al
solito, il 4-4-2 di sempre. Si comincia e al "Celeste" fa caldo nonostante il
clima non proprio "siciliano" e il cielo plumbeo che minaccia altri scrosci. Sassi
sui tifosi dorici - Ambiente caldo dicevamo con i 50 coraggiosi arrivati da
Ancona che vengono accolti da una sassaiola e da lanci di bottiglie all'ingresso in curva.
C'è un ferito tra i tifosi dorici, è Giordano Bianchi del Gruppo Dorici, consorte della
tifosissima Milvia presente anche lei sulle scalee del "Celeste". Bianchi viene
subito soccorso, per fortuna non è grave. Ganz subito fuori - Al 9'
minuto tegola sull'Ancona: Ganz si tiene la coscia con una mano e indica alla panchina il
cambio. Al suo posto, Simoni sceglie ancora il croato Budan. Il Messina preme, i dorici
cercano di bucare con rapidi contropiede la difesa siciliana che notoriamente non è
proprio impermeabile (peggio in serie B ha fatto solo la Salernitana): questo il tema
della gara. I peloritani conquistano due punizioni pericolose dal limite: la prima (di
Campolo) di poco alta, la seconda (di Giacobbo) in curva. Ma l'Ancona c'è e su un
sinistro di Graffiedi, l'ex dorico Marco Storari deve superarsi per deviare l'insidioso
pallone in angolo. Al 34' l'Ancona sta per combinarla grossa: Bolic appoggia un pallone
innocuo a Daino che è girato e non si avvede del passaggio, palla che finisce ad Amauri e
Scarpi copia il suo collega Storari salvando la propria porta. I giallorossi chiudono la
prima frazione di gioco in attacco e c'è un altro tiro di Giacobbo dalla distanza fuori
di poco. L'impressione è che i siciliani siano un po' preoccupati di attaccare a testa
bassa (e ne avrebbero i mezzi viste le tante punte in campo) temendo il micidiale
contropiede dorico. Botta e risposta - Graffiedi si conferma il più
pericoloso dell'attacco dorico e ad inizio ripresa il romagnolo impegna ancora Storari ad
una difficile deviazione in angolo. E' il momento migliore dell'Ancona che all' 11' sfiora
il gol con Bolic: il suo colpo di testa in mischia è azzeccato ma la mira è leggermente
troppo alta e stavolta Storari avrebbe potuto farci ben poco. Quando la partita sembra
mettersi bene per i dorici, ecco la mazzata: il brasiliano Amauri scatta sul filo del
fuorigioco e batte Scarpi in uscita. Niente paura: se la squadra di Simoni ha un merito è
quello di non demoralizzarsi mai e un minuto dopo Budan approfitta di un sbandamento della
difesa siciliana, entra in area e batte Storari. Il "Celeste" passa dalla gioia
allo sconforto mentre lo spicchio biancorosso esplode. Emozioni a raffica. Ma non è
finita perchè al 29' Zampagna esce dal letargo, si libera da campione e sferra un
sinistro da distanza ravvicinata: Scarpi, grande, dice no in due tempi. Potrebbe andar
bene anche il pari ma Simoni non si accontenta e tenta il tutto per tutto togliendo
Schenardi e inserendo Degano: ultimo quarto d'ora con l'Ancona a tre punte. I dorici prima
falliscono il gol-vittoria con Antonini che, solissimo dal limite, sbaglia tutto e
tentando un improbabile pallonetto non coglie nemmeno lo specchio della porta poi al 40'
devono ringraziare... San Scarpi che devia un colpo di testa ravvicinato di Said sulla
traversa. Ma il finale è da infarto: prima Zampagna e poi Amauri sfiorano il raddoppio.
Infine il miracolo di Scarpi. E' finita davvero.
di Antonio Aricò
"Ora la serie A è più vicina". Felicità e consapevolezza nello spogliatoio
dorico. Felicità per il punto conquistato, consapevolezza di aver pareggiato contro una
grossa squadra. Muto come un pesce il patron Ermanno Pieroni, non altrettanto però Budan
che per primo si è presentato in sala stampa con la felicità dipinta sul volto di chi ha
segnato. Felice è dir poco. "Come potrei non esserlo? Sono entrato praticamente dopo
dieci minuti per sostituire Ganz e sostituire Maurizio, che è un grande campione, non è
facile per nessuno. Credo comunque di aver fatto per intero il mio dovere, in questo
aiutato dai compagni". La descrizione del gol: "C'è stato un tocco corto di
Perovic, ho stoppato prontamente il pallone e di sinistro ho tirato, la palla è passata
fra le gambe del portiere Storari e si è insaccata. La felicità in quel momento è stata
tantissima da non rendermi conto di quello che avevo fatto anche perchè solo pochissimo
prima eravamo passati in svantaggio". Una partita comunque difficile...
"Sicuramente. Sapevamo che l'ambiente era caldo e che il Messina è una buona squadra
anche perchè attacca sempre con molti giocatori. Un avversario davvero ostico che ci ha
dato del filo da torcere. Per questo motivo il pareggio vale oro colato". Come mai
siete calati nell'ultimo quarto d'ora? "Avevamo speso tanto soprattutto nel primo
tempo dove siamo andati meglio e dove abbiamo sfiorato in più di una circostanza il gol.
Raggiunto il pareggio probabilmente ci siamo illusi di poter controllare facilmente la
partita. Comunque abbiamo stretto i denti e pur correndo qualche rischio abbiamo ottenuto
un risultato che alla resa dei conti fa morale e classifica". Veloce, guizzante,
insidioso, Graffiedi ha dato del filo da torcere alla difesa del Messina. L'attaccante ha
ingaggiato un duello personale con Storari che per ben due volte gli ha negato la gioia
del gol. Quasi una questione personale. "E' vero, è sembrato un duello tra me e
Storari. Lui è un amico che mi ha impedito di festeggiare. Soprattutto nel primo tempo,
quella mia conclusione mi era sembrata già in rete invece lui con un balzo incredibile è
riuscito a parare il tiro a botta sicura. Davvero complimenti. Nella seconda conclusione
il tiro non è stato facile ma anche in quella circostanza se l'è cavata alla
grande". Una partita dura: "Effettivamente è stato così. Il Messina si è
dimostrata squadra che non molla mai, una squadra che gioca sempre per vincere". Il
Messina recrimina per un calcio di rigore non concesso. Come l'ha visto questo episodio
Graffiedi? "Dal campo mi era sembrato rigore netto, poi dalle immagini è emerso che
il fallo era stato commesso fuori area. L'arbitro dunque ha visto giusto". L'Ancona
gioca sempre così? "Noi giochiamo sempre per vincere e lo abbiamo fatto anche questa
sera. Solo che a volte riusciamo a segnare qualche gol in più, questo dipende
dall'avversario". Il migliore in campo è stato il portiere Scarpi, che vuol dire per
voi? "Vuol dire che abbiamo un grande portere. Non si può comunque dire che ci siamo
difesi. Abbiamo infatti avuto le nostre buone occasioni che non siamo riusciti a sfruttare
in modo adeguato. Il Messina, è vero, ha pressato ma noi non siamo stati certo a
guardare". Dove vuole arrivare l'Ancona? "E' inutile nascondersi: giochiamo per
centrare uno dei quattro posti validi per il salto nella massima serie. Lo abbiamo
dimostrato anche qui al Celeste".
di Mimmo Cugini
Una traversa di Said al 41 e una grande parata di Scarpi consentono di guadagnare
un pari comunque meritato. Ancona, buon punto con brivido finale. Botta e risposta:
Messina in vantaggio al 21 della ripresa, pareggia Budan un minuto dopo. Un pari
meno difficile del previsto, con qualche brivido per la traversa nel finale di Said dopo
il botta e risposta tra Amauri e Budan che sancisce l1-1. AllAncona
interessava uscire indenne dal "Celeste" e così è stato. Per lAncona non
era iniziata bene: dopo nove minuti arriva un brutto colpo, Maurizio Ganz si blocca per un
problema muscolare. Un breve consulto con Simoni e poi il forfait inevitabile. Entra Budan
dopo tre minuti di inferiorità numerica dellAncona. Il Messina che tiene Iannuzzi
alle spalle delle punte Amauri e Zampagna prende coraggio, Campolo sfiora lincrocio
dei pali su punizione dal limite (15) e nelloccasione Perovic viene ammonito
per fallo di mano (salterà la sfida con la Triestina). Larbitraggio di Gabriele non
convince, come la designazione visto che il fischietto di Frosinone aveva qualcosa da
farsi perdonare dal Messina dopo la gara di Vicenza. LAncona risponde subito con la
prima vera palla gol della partita: Budan lancia Antonini che serve Graffiedi, controllo e
tiro immediato di sinistro, ma Storari vola e devia in angolo (19). La paura ha
leffetto di un calmante sul Messina che perde un po di aggressività,
lAncona sfrutta la posizione di Antonini che Simoni piazza sul centro destra
lasciando De Patre a sinistra, così il giovane centrocampista trova i tempi giusti per
gli inserimenti. Il Messina è un po sbilanciato ma lAncona in contropiede non
ha la lucidità per andare al tiro pericolosamente. Un pasticcio tra Daino e Bolic per
poco non porta il vantaggio il Messina, Amauri ha la palla buona sul cross di Iannuzi, ma
Scarpi è bravo a deviare (35). Si ricomincia e Oddo inserisce Said al posto di
Iannuzzi, mentre Simoni sposta Schenardi a sinistra ma solo per pochi minuti. Però la
mossa fa effetto e Graffiedi si libera bene al limite e chiude il tiro con il destro,
Storari devia sulla sua destra la conclusione insidiosa (9). E il momento
migliore della squadra di Simoni che al 12 va vicinissima al gol del vantaggio:
Schenardi pennella a centro area per Bolic che di testa da due passi manda però alto con
Storari immobile. Peccato. Ma al 21 la difesa dellAncona si fa trovare
spiazzata sul lancio di Said che trova Amauri tutto solo sulla destra, Russo è latitante
e lattaccante mette dentro. Passano meno di due minuti e lAncona pareggia: De
Patre trova il corridoio giusto per Budan che scatta in posizione regolare e batte Storari
con un tiro di destro potente ma non irresistibile. La partita sembra finire qui, ma al
30 cè una guizzo di Zampagna, lunico, che si libera bene di Daino e
spara di destro, Scarpi è bravissimo a controllare in due tempi anticipando il tentativo
del bomber di ribadire a rete. Anche lAncona ha la palla per tornare il vantaggio al
37 ma Antonini manda alto dal limite dopo una bella azione di Budan sulla destra.
Nel frattempo Simoni ha inserito Degano (esce Schanardi) e Oddo gioca la carta Maietta.
Lultimo brivido lo provoca Said che solo davanti a Scarpi sul lancio di Sullo
colpisce la traversa (41). Al novantesimo u contatto tra Amauri e Bolic scatena le
proteste del Messina, ma Gabriele dice che il fallo è al limite dellarea. Campolo
su punizione impegna Scarpi in una grande parata.
di Mario Cori
Ma non doveva essere una «battaglia» (andiamoci piano con certa terminologia)? Non
doveva essere una partita senza esclusione di colpi? Le minacce neanche troppo velate
partite dalla Sicilia alla vigilia facevano temere il peggio. Invece tra Messina ed Ancona
viene fuori una partita neanche troppo bella, un gol per parte e qualche occasione qua e
là. Il veleno è solo nella coda, quando il Messina reclama un rigore che non c'è. Tutto
sommato giusto. Inizio tararallucci e vino, con Marco Storari che va a ad abbracciare
tanti amici e i due allenatori che fanno pace davanti a tutti dopo qualche parola di
troppo dell'andata. E' Oddo che si fa avanti per stringere per primo la mano a Simoni. Bei
quadretti. Ma subito c'è una doccia fredda per l'Ancona che perde Ganz al primo
contropiede (10'). Cerca il duetto in profondità con Graffiedi ma si stira e deve
lasciare il posto a Budan. Brutto colpo per l'Ancona con un SuperGanz in forma strepitosa.
L'Ancona cerca di organizzarsi in maniera diversa. Intanto a centrocampo la linea non è
disposta secondo le attese. A sinistra c'è De Patre, mentre Antonini sta sul versante di
centrodestra per «ballare» soprattutto su Campolo, ritenuto l'uomo squadra messinese.
Sulla sinistra ogni tanto «scivola» Schenardi, per mandare più in mezzo De Patre. La
prima grossa occasione è per l'Ancona, che pare proprio ben assestata. Scende di forza
Budan sulla destra (19') palla corta sul vertice destro per Antonini che smarca in
orizzontale Graffiedi. Grande sberla e Storari vola sulla sinistra per levare la palla
dall'angolo. Poi la partita si fa brutta per un buon quarto d'ora. Squadre in fase di
attesa dopo le fiammate iniziali. Poi è l'Ancona a riscaldare la partita con una
sbadataggine difensiva (34').
Bolic lascia una palla troppo corta al limite, se ne impossessa rapido Sullo che arriva a
fondo campo e rimette in mezzo, dove Amauri si produce in una bella girata volante sulla
quale mette una pezza notevole Scarpi, che devia in angolo. Tutto sommato un primo tempo
modesto con qualche fiammata per parte (meglio, una vera palla gol per parte) e lunghi
periodi di grigiore. Il clima in campo è abbastanza stemperato, nonostante qualche
«minaccia» che aleggiava alla vigilia per via degli screzi dell'andata. Ma è acqua
passata. Ora Messina e Ancona hanno qualche problema di troppo. La squadra di Oddo cerca
di accelerare il ritmo, ma gira a vuoto. L'Ancona a centrocampo lamenta assenze pesanti e
perde SuperGanz all'inizio. Insomma non ci sono da aspettarsi fuochi pirotecnici e il
primo tempo lo conferma. Anche la ripresa non pare colorarsi di tinte fiammeggianti, anche
se una bella sventola di Graffiedi (9') impegna stavolta a terra Storari. Intanto Oddo
estrae l'opaco Iannuzzi dalla trequarti e con l'innesto di Said propone un classico 4-4-2.
Prende coraggio l'Ancona, che costruisce la sua terza palla gol. Punizione di Schenardi
dalla sinistra (12') e testa cenrtrale di Bolic: palla che sfiora la traversa. Meglio
indubbiamente l'Ancona, ma a segnare come spesso avviene in certi casi è la squadra che
fa vedere di meno. Messina in vantaggio (20'): Said sulla trequarti smarca sulla destra
Amauri, sul quale non converge Perovic. La sventola bassa in diagonale del brasiliano non
perdona. Palla al centro e
pareggio immediato. Pare tanto naturale da lasciare a
bocca aperta. De Patre (22') al limite tocca corto per Budan. Il «bisonte» fa un passo
in area e poi infila Storari, che non appare indenne da colpe sulla palla lemme del
croato. C'è un'altra bella fiammata del Messina, incitato dalla curva nord, ma ignorato
dalla sud. Amauri (30') smarca sulla sinistra Zampagna, che esce dal letargo per
presentarsi minacciosamente in diagonale sul versante sinistro. La stoccata è potente, ma
trova Scarpi pronto a deviare con il corpo e sulla ribattuta l'ex dorico scarica fuori il
cuoio, poi se la prende con un cartellone pubblicitario. Adesso la battaglia pare proprio
riaccesa. Anche l'Ancona, rimasta per parecchio a cuccia, si riaffaccia. Antonini ha una
palla d'oro sul limite (37'), ha la porta spalancata davanti, ma scarica in maniera
scandalosa a lato. Il tiro non è il suo forte. Il Messina carica nel finale, chiede un
paio di rigori inesistenti, piagnucola qua e là, ma ottiene poco. Gabriele non abbocca.
Trema l'Ancona nel finale (41'): cross dalla sinistra di Sullo e Said si ritrova davanti a
Scarpi per colpire di testa. Colpisce in pieno la traversa. Sospirone di sollievo
dell'Ancona, che pare aver dato proprio tutto. Ancora Messina (43'): Scarpi devia un'altra
botta di Zampagna, definitivamente sveglio. Poi (45') il Messina reclama un rigore. Fallo
di Bolic su Amauri. L'arbitro comanda la punizione dal limitte
Apriti cielo, ma la
moviola gli dà ragione. Era fuori area il fallo.
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