messina_foto_1r.jpg (19391 byte)
di Alessia Del Mastro

Un bel pareggio tra Ancona e Messina che ha in un certo senso accontentato entrambe le formazioni in questa prima partita serale…. Eh sì dopo il lungo e freddo periodo invernale, il campionato di serie B ha ripreso a svolgersi di sabato sera e la nostra amata Ancona ha iniziato la dura scalata finale a ben 1000 e più km di distanza e cioè allo stadio "Celeste" di Messina.

messina_foto_2r.jpg (17303 byte)
Un viaggio lunghissimo per i circa 50 mitici e coraggiosi tifosi che hanno voluto non mancare alla partita, ma anche un viaggio travagliato e stressante per la formazione dorica, che ha dovuto sostare ben otto ore all'aeroporto romano di Fiumicino per un disguido aereo raggiungendo la Sicilia solo nella tarda nottata di venerdì. Una scusa per la prestazione non al massimo della squadra di Simoni? Sicuramente no ma una cosa è certa, non è stata una partita semplice e oltretutto avevamo di fronte una squadra di media classifica che si era fatta strapazzare la domenica precedente da un Verona agguerrito.
messina_foto_3r.jpg (14865 byte)
I Siciliani sono scesi in campo con il dente avvelenato, e in cerca di riscatto, anche se la loro posizione di classifica si può considerare tranquilla! Dall'altra parte l'Ancona priva di Magoni squalificato, ha dovuto far a meno di una pedina importante ma è scesa in campo consapevole di non poter perdere punti per poter rimanere nella temibile carovana di squadre in lotta per la A. Non è stata una passeggiata e gli avversari ci hanno messo in difficoltà in più occasioni per non parlare poi del cambio forzato dopo una manciata di minuti, di Ganz costretto a lasciare il campo per affaticamento muscolare (speriamo niente di preoccupante!).
messina_foto_4r.jpg (27578 byte)
La squadra di Simoni è scesa in campo con il classico 4-4-2 con difesa sempre confermatissima formata da Daino, Bolic, Maltagliati e Russo, centrocampo con Schenardi, De Patre (come già detto sceso dal primo minuto al posto di Magoni) Perovic e Antonini (uno dei migliori in campo assieme ai due portieri Scarpi e Storari) e attacco con Graffiedi, tornato al suo posto dopo una domenica di riposo e Ganz… o meglio Budan che praticamente ha rilevato e in modo molto buono, dai primi minuti l'infortunato Maurizio.
messina_foto_5r.jpg (12609 byte)
Il Messina è partito subito in quinta, all'attacco continuo, ma ha dovuto fare i conti con la solida difesa dorica e con un super Scarpi che si sta confermando domenica dopo domenica un vero "Portierò" (come si dice nella curva anconetana). La prima occasione dorica arriva a metà del primo tempo sui piedi di Graffiedi che però spara alto sopra la traversa…peccato, comunque l'Ancona si sveglia e inizia a rendersi pericolosa.
messina_foto_6r.jpg (12583 byte)
De Patre piano piano si ambienta e finalmente dimostra di essere un validissimo sostituto di Magoni (e non solo visto che domenica prossima dovrà sostituire anche Perovic diffidato). Il Messina non molla davanti al pressing avversario e Scarpi continua a fare miracoli per salvare la sua porta (il rigore parato a Baggio gli ha dato una carica immensa). Ci prova anche l'ex Giacobbo a punirci ma per fortuna il suo potente missile da fuori area, finisce sul fondo.
messina_foto_7r.jpg (15574 byte)
Un primo tempo equilibrato che continua dopo la pausa con uno scambio continuo di fronti. La partita si sblocca al ventesimo della ripresa con un tiro di Amauri, che dopo un pisolo della difesa dorica, spiazza Scarpi. Un minuto soltanto di felicità messinese e arriva il pareggio biancorosso con Budan. Un pareggio meritato visto l'andamento della partita.
messina_foto_8r.jpg (12974 byte)
Nessun altro goal ma sia Zampagna che Antonini hanno sui loro piedi la palla buona per chiudere l'incontro ma purtroppo (o per fortuna) niente. L'Ancona esce così dal Celeste con un buon punto anche se le sue avversarie hanno vinto quasi tutte, tranne il Lecce. Non importa l'importante è crederci e guardare avanti alla sfida difficilissima di sabato prossimo con la Triestina. Speriamo nel recupero di Ganz ma se così non fosse abbiamo la consapevolezza di avere un Budan veramente in forma.
messina_foto_8r.jpg (12974 byte)
di Maurizio Ghergo

Quante volte avete sentito dire da un mister di non fare tabelle o calcoli e che loro non guardano le classifiche? Sicuramente un migliaio di volte, ma secondo voi veramente non fanno queste cose? Probabilmente qualche allenatore pazzo ci sarà pure, ma la maggioranza di loro tornando a casa da Messina con un punto in tasca che vale oro, come potrebbe non fare due calcoli pensando ai prossimi incontri? Il calendario ci sorride e non poco, sarà pur vero che le squadre che devono salvarsi tipo Bari, Ascoli (credo sia salva, ma è pur sempre un derby) e Genoa non ti regaleranno niente, ma allora chiariamo due, tre punti: squadre di metà classifica per ora non ce ne sono, qualcuna con un paio di vittorie può portarsi sotto la zona promozione come ha fatto la Ternana, qualcun’altra può rischiare di essere risucchiata, cosa che sinceramente credo improbabile vista la marcia trionfale di Napoli & C. Secondo punto, se queste squadre lottano per salvarsi qualche difetto l’avranno pure, l’ultimo punto: se non batti queste squadre in casa, e non riesci a portare a casa almeno un punto da una trasferta come Cosenza, come pensi di andarci in serie A? personalmente non mi sento già promosso nella massima categoria come può sembrare dall’articolo che ho scritto, ma sono cosciente che abbiamo più possibilità di altre che hanno sei scontri diretti di fila. Anche noi abbiamo partite difficili come Triestina e Cagliari, ma sotto sotto credo che anche queste “siano alla nostra portata.” Avrete sicuramente notato che non parlo delle ultime tre partite, logicamente la mia speranza è quella che questi incontri abbiano un valore decisamente diverso…

La partita raccontata in dialetto anconetano.
Le notizie On-line su l'Ancona Calcio

di Guido Montanari

Se l'Ancona continua la sua marcia verso la serie A deve fare un monumento ad Alessio Scarpi: al 91' il portiere dorico ha salvato l'1-1 nella bolgia del "Celeste" togliendo da sotto l'incrocio dei pali una punizione di Campolo. Un finale vietato ai deboli di cuore con la squadra di Simoni in affanno ma comunque capace di resistere agli assalti degli scatenati siciliani e degnissimi di questo punto d'oro. Fanno bene ad abbracciarsi i giocatori biancorossi alla fine del match, perchè questo è un punto destinato a pesare nel proseguo del campionato, strappato in un ambiente molto ostile e contro una squadra che in fase di attacco non è seconda a nessuno in serie B. Vigilia "calda"- Era stata una vigilia molto problematica per l'Ancona: il viaggio odissea ha portato i dorici in ritiro notte inoltrata. E dunque mister Simoni ha deciso di non far svolgere la sgambatura prevista per ieri mattina. Tra l'altro, causa le abbondanti e inusuali pioggie abbattutesi venerdì su Messina e la Sicilia, i terreni di gioco erano quasi allagati e quindi poco consigliabili. Cambiamento di programma dunque ma... non di formazione perchè al momento della distribuzione delle liste in tribuna stampa non c'è nessuna sorpresa come invece era accaduto domenica scorsa con l'inserimento non previsto di Budan al posto di Graffiedi. Stavolta è tutto come al solito, il 4-4-2 di sempre. Si comincia e al "Celeste" fa caldo nonostante il clima non proprio "siciliano" e il cielo plumbeo che minaccia altri scrosci. Sassi sui tifosi dorici - Ambiente caldo dicevamo con i 50 coraggiosi arrivati da Ancona che vengono accolti da una sassaiola e da lanci di bottiglie all'ingresso in curva. C'è un ferito tra i tifosi dorici, è Giordano Bianchi del Gruppo Dorici, consorte della tifosissima Milvia presente anche lei sulle scalee del "Celeste". Bianchi viene subito soccorso, per fortuna non è grave. Ganz subito fuori - Al 9' minuto tegola sull'Ancona: Ganz si tiene la coscia con una mano e indica alla panchina il cambio. Al suo posto, Simoni sceglie ancora il croato Budan. Il Messina preme, i dorici cercano di bucare con rapidi contropiede la difesa siciliana che notoriamente non è proprio impermeabile (peggio in serie B ha fatto solo la Salernitana): questo il tema della gara. I peloritani conquistano due punizioni pericolose dal limite: la prima (di Campolo) di poco alta, la seconda (di Giacobbo) in curva. Ma l'Ancona c'è e su un sinistro di Graffiedi, l'ex dorico Marco Storari deve superarsi per deviare l'insidioso pallone in angolo. Al 34' l'Ancona sta per combinarla grossa: Bolic appoggia un pallone innocuo a Daino che è girato e non si avvede del passaggio, palla che finisce ad Amauri e Scarpi copia il suo collega Storari salvando la propria porta. I giallorossi chiudono la prima frazione di gioco in attacco e c'è un altro tiro di Giacobbo dalla distanza fuori di poco. L'impressione è che i siciliani siano un po' preoccupati di attaccare a testa bassa (e ne avrebbero i mezzi viste le tante punte in campo) temendo il micidiale contropiede dorico. Botta e risposta - Graffiedi si conferma il più pericoloso dell'attacco dorico e ad inizio ripresa il romagnolo impegna ancora Storari ad una difficile deviazione in angolo. E' il momento migliore dell'Ancona che all' 11' sfiora il gol con Bolic: il suo colpo di testa in mischia è azzeccato ma la mira è leggermente troppo alta e stavolta Storari avrebbe potuto farci ben poco. Quando la partita sembra mettersi bene per i dorici, ecco la mazzata: il brasiliano Amauri scatta sul filo del fuorigioco e batte Scarpi in uscita. Niente paura: se la squadra di Simoni ha un merito è quello di non demoralizzarsi mai e un minuto dopo Budan approfitta di un sbandamento della difesa siciliana, entra in area e batte Storari. Il "Celeste" passa dalla gioia allo sconforto mentre lo spicchio biancorosso esplode. Emozioni a raffica. Ma non è finita perchè al 29' Zampagna esce dal letargo, si libera da campione e sferra un sinistro da distanza ravvicinata: Scarpi, grande, dice no in due tempi. Potrebbe andar bene anche il pari ma Simoni non si accontenta e tenta il tutto per tutto togliendo Schenardi e inserendo Degano: ultimo quarto d'ora con l'Ancona a tre punte. I dorici prima falliscono il gol-vittoria con Antonini che, solissimo dal limite, sbaglia tutto e tentando un improbabile pallonetto non coglie nemmeno lo specchio della porta poi al 40' devono ringraziare... San Scarpi che devia un colpo di testa ravvicinato di Said sulla traversa. Ma il finale è da infarto: prima Zampagna e poi Amauri sfiorano il raddoppio. Infine il miracolo di Scarpi. E' finita davvero.


di Antonio Aricò

"Ora la serie A è più vicina". Felicità e consapevolezza nello spogliatoio dorico. Felicità per il punto conquistato, consapevolezza di aver pareggiato contro una grossa squadra. Muto come un pesce il patron Ermanno Pieroni, non altrettanto però Budan che per primo si è presentato in sala stampa con la felicità dipinta sul volto di chi ha segnato. Felice è dir poco. "Come potrei non esserlo? Sono entrato praticamente dopo dieci minuti per sostituire Ganz e sostituire Maurizio, che è un grande campione, non è facile per nessuno. Credo comunque di aver fatto per intero il mio dovere, in questo aiutato dai compagni". La descrizione del gol: "C'è stato un tocco corto di Perovic, ho stoppato prontamente il pallone e di sinistro ho tirato, la palla è passata fra le gambe del portiere Storari e si è insaccata. La felicità in quel momento è stata tantissima da non rendermi conto di quello che avevo fatto anche perchè solo pochissimo prima eravamo passati in svantaggio". Una partita comunque difficile... "Sicuramente. Sapevamo che l'ambiente era caldo e che il Messina è una buona squadra anche perchè attacca sempre con molti giocatori. Un avversario davvero ostico che ci ha dato del filo da torcere. Per questo motivo il pareggio vale oro colato". Come mai siete calati nell'ultimo quarto d'ora? "Avevamo speso tanto soprattutto nel primo tempo dove siamo andati meglio e dove abbiamo sfiorato in più di una circostanza il gol. Raggiunto il pareggio probabilmente ci siamo illusi di poter controllare facilmente la partita. Comunque abbiamo stretto i denti e pur correndo qualche rischio abbiamo ottenuto un risultato che alla resa dei conti fa morale e classifica". Veloce, guizzante, insidioso, Graffiedi ha dato del filo da torcere alla difesa del Messina. L'attaccante ha ingaggiato un duello personale con Storari che per ben due volte gli ha negato la gioia del gol. Quasi una questione personale. "E' vero, è sembrato un duello tra me e Storari. Lui è un amico che mi ha impedito di festeggiare. Soprattutto nel primo tempo, quella mia conclusione mi era sembrata già in rete invece lui con un balzo incredibile è riuscito a parare il tiro a botta sicura. Davvero complimenti. Nella seconda conclusione il tiro non è stato facile ma anche in quella circostanza se l'è cavata alla grande". Una partita dura: "Effettivamente è stato così. Il Messina si è dimostrata squadra che non molla mai, una squadra che gioca sempre per vincere". Il Messina recrimina per un calcio di rigore non concesso. Come l'ha visto questo episodio Graffiedi? "Dal campo mi era sembrato rigore netto, poi dalle immagini è emerso che il fallo era stato commesso fuori area. L'arbitro dunque ha visto giusto". L'Ancona gioca sempre così? "Noi giochiamo sempre per vincere e lo abbiamo fatto anche questa sera. Solo che a volte riusciamo a segnare qualche gol in più, questo dipende dall'avversario". Il migliore in campo è stato il portiere Scarpi, che vuol dire per voi? "Vuol dire che abbiamo un grande portere. Non si può comunque dire che ci siamo difesi. Abbiamo infatti avuto le nostre buone occasioni che non siamo riusciti a sfruttare in modo adeguato. Il Messina, è vero, ha pressato ma noi non siamo stati certo a guardare". Dove vuole arrivare l'Ancona? "E' inutile nascondersi: giochiamo per centrare uno dei quattro posti validi per il salto nella massima serie. Lo abbiamo dimostrato anche qui al Celeste".


di Mimmo Cugini

Una traversa di Said al 41’ e una grande parata di Scarpi consentono di guadagnare un pari comunque meritato. Ancona, buon punto con brivido finale. Botta e risposta: Messina in vantaggio al 21’ della ripresa, pareggia Budan un minuto dopo. Un pari meno difficile del previsto, con qualche brivido per la traversa nel finale di Said dopo il botta e risposta tra Amauri e Budan che sancisce l’1-1. All’Ancona interessava uscire indenne dal "Celeste" e così è stato. Per l’Ancona non era iniziata bene: dopo nove minuti arriva un brutto colpo, Maurizio Ganz si blocca per un problema muscolare. Un breve consulto con Simoni e poi il forfait inevitabile. Entra Budan dopo tre minuti di inferiorità numerica dell’Ancona. Il Messina che tiene Iannuzzi alle spalle delle punte Amauri e Zampagna prende coraggio, Campolo sfiora l’incrocio dei pali su punizione dal limite (15’) e nell’occasione Perovic viene ammonito per fallo di mano (salterà la sfida con la Triestina). L’arbitraggio di Gabriele non convince, come la designazione visto che il fischietto di Frosinone aveva qualcosa da farsi perdonare dal Messina dopo la gara di Vicenza. L’Ancona risponde subito con la prima vera palla gol della partita: Budan lancia Antonini che serve Graffiedi, controllo e tiro immediato di sinistro, ma Storari vola e devia in angolo (19’). La paura ha l’effetto di un calmante sul Messina che perde un po’ di aggressività, l’Ancona sfrutta la posizione di Antonini che Simoni piazza sul centro destra lasciando De Patre a sinistra, così il giovane centrocampista trova i tempi giusti per gli inserimenti. Il Messina è un po’ sbilanciato ma l’Ancona in contropiede non ha la lucidità per andare al tiro pericolosamente. Un pasticcio tra Daino e Bolic per poco non porta il vantaggio il Messina, Amauri ha la palla buona sul cross di Iannuzi, ma Scarpi è bravo a deviare (35’). Si ricomincia e Oddo inserisce Said al posto di Iannuzzi, mentre Simoni sposta Schenardi a sinistra ma solo per pochi minuti. Però la mossa fa effetto e Graffiedi si libera bene al limite e chiude il tiro con il destro, Storari devia sulla sua destra la conclusione insidiosa (9’). E’ il momento migliore della squadra di Simoni che al 12’ va vicinissima al gol del vantaggio: Schenardi pennella a centro area per Bolic che di testa da due passi manda però alto con Storari immobile. Peccato. Ma al 21’ la difesa dell’Ancona si fa trovare spiazzata sul lancio di Said che trova Amauri tutto solo sulla destra, Russo è latitante e l’attaccante mette dentro. Passano meno di due minuti e l’Ancona pareggia: De Patre trova il corridoio giusto per Budan che scatta in posizione regolare e batte Storari con un tiro di destro potente ma non irresistibile. La partita sembra finire qui, ma al 30’ c’è una guizzo di Zampagna, l’unico, che si libera bene di Daino e spara di destro, Scarpi è bravissimo a controllare in due tempi anticipando il tentativo del bomber di ribadire a rete. Anche l’Ancona ha la palla per tornare il vantaggio al 37’ ma Antonini manda alto dal limite dopo una bella azione di Budan sulla destra. Nel frattempo Simoni ha inserito Degano (esce Schanardi) e Oddo gioca la carta Maietta. L’ultimo brivido lo provoca Said che solo davanti a Scarpi sul lancio di Sullo colpisce la traversa (41’). Al novantesimo u contatto tra Amauri e Bolic scatena le proteste del Messina, ma Gabriele dice che il fallo è al limite dell’area. Campolo su punizione impegna Scarpi in una grande parata.


di Mario Cori

Ma non doveva essere una «battaglia» (andiamoci piano con certa terminologia)? Non doveva essere una partita senza esclusione di colpi? Le minacce neanche troppo velate partite dalla Sicilia alla vigilia facevano temere il peggio. Invece tra Messina ed Ancona viene fuori una partita neanche troppo bella, un gol per parte e qualche occasione qua e là. Il veleno è solo nella coda, quando il Messina reclama un rigore che non c'è. Tutto sommato giusto. Inizio tararallucci e vino, con Marco Storari che va a ad abbracciare tanti amici e i due allenatori che fanno pace davanti a tutti dopo qualche parola di troppo dell'andata. E' Oddo che si fa avanti per stringere per primo la mano a Simoni. Bei quadretti. Ma subito c'è una doccia fredda per l'Ancona che perde Ganz al primo contropiede (10'). Cerca il duetto in profondità con Graffiedi ma si stira e deve lasciare il posto a Budan. Brutto colpo per l'Ancona con un SuperGanz in forma strepitosa. L'Ancona cerca di organizzarsi in maniera diversa. Intanto a centrocampo la linea non è disposta secondo le attese. A sinistra c'è De Patre, mentre Antonini sta sul versante di centrodestra per «ballare» soprattutto su Campolo, ritenuto l'uomo squadra messinese. Sulla sinistra ogni tanto «scivola» Schenardi, per mandare più in mezzo De Patre. La prima grossa occasione è per l'Ancona, che pare proprio ben assestata. Scende di forza Budan sulla destra (19') palla corta sul vertice destro per Antonini che smarca in orizzontale Graffiedi. Grande sberla e Storari vola sulla sinistra per levare la palla dall'angolo. Poi la partita si fa brutta per un buon quarto d'ora. Squadre in fase di attesa dopo le fiammate iniziali. Poi è l'Ancona a riscaldare la partita con una sbadataggine difensiva (34').
Bolic lascia una palla troppo corta al limite, se ne impossessa rapido Sullo che arriva a fondo campo e rimette in mezzo, dove Amauri si produce in una bella girata volante sulla quale mette una pezza notevole Scarpi, che devia in angolo. Tutto sommato un primo tempo modesto con qualche fiammata per parte (meglio, una vera palla gol per parte) e lunghi periodi di grigiore. Il clima in campo è abbastanza stemperato, nonostante qualche «minaccia» che aleggiava alla vigilia per via degli screzi dell'andata. Ma è acqua passata. Ora Messina e Ancona hanno qualche problema di troppo. La squadra di Oddo cerca di accelerare il ritmo, ma gira a vuoto. L'Ancona a centrocampo lamenta assenze pesanti e perde SuperGanz all'inizio. Insomma non ci sono da aspettarsi fuochi pirotecnici e il primo tempo lo conferma. Anche la ripresa non pare colorarsi di tinte fiammeggianti, anche se una bella sventola di Graffiedi (9') impegna stavolta a terra Storari. Intanto Oddo estrae l'opaco Iannuzzi dalla trequarti e con l'innesto di Said propone un classico 4-4-2. Prende coraggio l'Ancona, che costruisce la sua terza palla gol. Punizione di Schenardi dalla sinistra (12') e testa cenrtrale di Bolic: palla che sfiora la traversa. Meglio indubbiamente l'Ancona, ma a segnare come spesso avviene in certi casi è la squadra che fa vedere di meno. Messina in vantaggio (20'): Said sulla trequarti smarca sulla destra Amauri, sul quale non converge Perovic. La sventola bassa in diagonale del brasiliano non perdona. Palla al centro e… pareggio immediato. Pare tanto naturale da lasciare a bocca aperta. De Patre (22') al limite tocca corto per Budan. Il «bisonte» fa un passo in area e poi infila Storari, che non appare indenne da colpe sulla palla lemme del croato. C'è un'altra bella fiammata del Messina, incitato dalla curva nord, ma ignorato dalla sud. Amauri (30') smarca sulla sinistra Zampagna, che esce dal letargo per presentarsi minacciosamente in diagonale sul versante sinistro. La stoccata è potente, ma trova Scarpi pronto a deviare con il corpo e sulla ribattuta l'ex dorico scarica fuori il cuoio, poi se la prende con un cartellone pubblicitario. Adesso la battaglia pare proprio riaccesa. Anche l'Ancona, rimasta per parecchio a cuccia, si riaffaccia. Antonini ha una palla d'oro sul limite (37'), ha la porta spalancata davanti, ma scarica in maniera scandalosa a lato. Il tiro non è il suo forte. Il Messina carica nel finale, chiede un paio di rigori inesistenti, piagnucola qua e là, ma ottiene poco. Gabriele non abbocca. Trema l'Ancona nel finale (41'): cross dalla sinistra di Sullo e Said si ritrova davanti a Scarpi per colpire di testa. Colpisce in pieno la traversa. Sospirone di sollievo dell'Ancona, che pare aver dato proprio tutto. Ancora Messina (43'): Scarpi devia un'altra botta di Zampagna, definitivamente sveglio. Poi (45') il Messina reclama un rigore. Fallo di Bolic su Amauri. L'arbitro comanda la punizione dal limitte… Apriti cielo, ma la moviola gli dà ragione. Era fuori area il fallo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

lux.58    

Il cammino dell'Ancona in Campionato