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di Luca Frezzotti

Il triplice fischio di Ayroldi a Cosenza ha dato ufficialmente il via alla settimana che porta al derby Ancona - Ascoli di domenica prossima al "Conero". Una sfida attesissima per la quale la tifoseria biancorossa sta già lavorando da un pezzo tanto che la trasferta di Cosenza è stata una sorta di intermezzo prima di tuffarsi a capofitto nella preparazione del derby. Non solo i tifosi stanno pensando al match di domenica:

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l'amministrazione comunale di Ancona con in testa il sindaco Sturani ha infatti intavolato una serie di colloqui con il primo cittadino di Ascoli e con il presidente della società bianconera Benigni. In cantiere c'è un'iniziativa comunitaria che potrebbe svolgersi in campo prima della partita con l'intento di unire le due tifoserie e di dare un messaggio pacifico ad una partita come sempre a rischio per l'ordine pubblico.
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Sul piano istituzionale si sta dunque movendo qualcosa di concreto per cercare di tenere il tutto nei ranghi dell'evento sportivo. Grandi manovre anche nelle sedi dei club biancorossi per curare nei minimi dettagli le varie coreografie. Il Collettivo sta già allestendo una coreografia che coinvolgerà tutta la curva Nord (ovviamente il soggetto è top secret). L'invito da parte dello storico gruppo della Nord è che tutti partecipino nel miglior modo possibile allo spettacolo.
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Nessun appello arriva invece alla città che ha sempre risposto alla grande in ogni derby. Il posticipo non ha stravolto i piani di una coreografia che si sarebbe potuta adattare alla sera o alla luce del giorno. In fibrillazione tutti gli altri club biancorossi a partire dai Cuba che stanno preparando qualcosa di molto bello.
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Stesso discorso per i tanti club che compongono l'Associazione Ancona Club (Donne Doriche, Gruppo Dorici, Brigata 11 8°, Ancona Club Castelfidardo, Cammelli Biancorossi, Collemarino Biancorosso e Le Ragazze dell'Ancona).
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In ogni sede si sono già discusse le varie iniziative e sono già pronte, ad esempio, le magliette fatte stampare dalle Donne Doriche (i soci le potranno ritirare nella sede del club) con la scritta "Irriducibili rivali".
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Lavoro fitto anche nella sede di Noi Biancorosse and Supporters: le tifose stanno preparando una coreografia segreta, le appartenenti al club distribuiranno allo stadio dei volantini con le istruzioni in modo che la coreografia possa venire nella maniera più unitaria possibile.
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Le vane iniziative dovrebbero essere abbastanza simili per cui il colpo d'occhio del "Conero" sarà certamente splendido. Non vediamo l'ora...
La partita raccontata in dialetto anconetano.
di Maurizio Ghergo

Si potrebbe discutere a lungo sull'utilità del punto conquistato in terra calabrese infondo, un pareggio esterno contro una squadra all'ultima spiaggia, alla disperata ricerca di punti salvezza, farebbe pensare ad un ottimo risultato. Ma proprio l'aver giocato contro una squadra modesta dal punto di vista qualitativo, e disperato da quello societario, alla vigilia avrebbe fatto pensare ad una vittoria certa, quindi sembra chiaro che l'errore sia stato quello di sottovalutare l'impegno, ed effettivamente la scorsa settimana sia tra noi tifosi, sia sui quotidiani locali si è parlato troppo poco di questa gara, dove veramente abbiamo rischiato una clamorosa sconfitta. Comunque sia oramai è andata e non ci resta che dare un'occhiata alla classifica, dove tutto sommato rispetto la settimana scorsa perdiamo dalle dirette concorrenti solo un punto, in una settimana dove esclusa la clamorosa vittoria della Ternana a Siena, tutti gli altri risultati erano facilmente prevedibili. Ed ora ci attendono due gare casalinghe consecutive, tra cui il derby. Chi si è dimenticato quello giocato al "Del Duca"?. Credo nessuno, e spero non se lo siano dimenticato neanche i nostri giocatori, quella fu la sconfitta più cocente, l'unica vera delusione che quest'anno questa magnifica squadra ci ha dato. Adesso è giunta l'ora della vendetta (sperando che questa sia solo sportiva), quella delusione deve darci ancora più forza perché domenica non bisognerà vincere solo per conquistare la serie A…

Le notizie On-line su l'Ancona Calcio

di Mario Cori

A Pasqua e a Natale va male… Ci fa anche rima, ma stavolta per l'Ancona irriconoscibile di Cosenza perlomeno c'è da sorridere per il punto d'oro che rubacchia. Invece alla vigilia di Natale era andata molto peggio in casa con il Lecce. Stavolta la squadra di Simoni regge, sale al secondo posto e perde solo un punto sulle quinte. Va benone. E' quasi deserto il «S. Vito». Del resto a Cosenza il calcio (oltretutto sotto Pasqua) ha assunto una piega amara dopo le vicende che hanno portato in prigione il presidente Pagliuso. La curva rossoblu inizialmente sciopera ma stende un immenso striscione: «Non smetteremo mai di amare la nostra città ed i nostri colori». Così il tifo lo comanda quel centinaio di tifosi dorici assiepato in gradinata laterale. Ma al primo tiro in porta del Cosenza l'orgoglio del popolo rossoblu si risveglia e la curva riprende a cantare. L'occasione, dicevamo. Maltagliati (7') perde palla nella propria metà campo, scappa Tedesco che mira all'angolo basso, ma Scarpi devia in angolo. Nell'Ancona gioca Magoni, e non De Patre, dopo un ballottaggio durato un giorno. Ma tatticamente cambia poco. Riecco il Cosenza (18'): Stankevicius svetta in area dorica, palla a Bedin che scarica incredibilmente addosso a Scarpi. Ma Ayroldi fischia un fallo. Meglio così. Comanda il Cosenza, l'Ancona è stranamente in fase di attesa. E allora i «lupi» si gettano negli spazi loro concessi. Passa un altro brutto minuto (23') Scarpi. Al limite dell'area Alteri si libera grazie ad un rimpallo. Ha la porta spalancata, ma cerca il tocco di precisione. Scarpi è superato, ma Daino un metro davanti alla linea libera. Insiste il Cosenza sulle ali dell'entusiasmo ed Alteri si ritrova subito dopo un'altra volta al tiro, ma Scarpi devia. Momentaccio per l'Ancona che non si ritrova. Il Cosenza fa paura sugli esterni. A sinistra bene o male Daino riesce a contenere Lentini, costretto ad accentrare, invece a sinistra Russo ha non pochi patemi col guizzante Antonelli. Ancora i «lupi» a mordere. Punizione di Oshadogan (35') deviata da Scarpi e poco dopo Lentini squarcia la difesa dorica con un assolo, palla che scorre al limite, ancora Oshadogan, sventola stavolta fuori. Sinceramente è un mezzo miracolo che l'Ancona chiuda il tempo senza aver beccato gol. Stessa musica rossoblu ad inizio di ripresa. L'unica variazione al tema che propone Simoni è il dirottamento di Antonini a destra. Dietro ad uno Schenardi decisamente irriconoscibile, che oltretutto becca l'ammonizione che gli farà saltare il derby. Improvvisamente si sveglia l'Ancona (8'). O meglio si sveglia Schenardi, la cui puntata in area che parte da destra semina il panico. Lanzaro l'anticipa in spaccata sul dischetto, palla che s'impenna sul portiere sul tocco di Ganz. Fuori. Ma allora l'Ancona è presente… Simoni mette dentro forze fresche. Prima De Patre in mezzo, poi Budan davanti. E il bisonte croato (16') si ritrova subito una palla sui piedi. Diagonale deviato. Alza il baricentro finalmente l'Ancona, anche perché il Cosenza sembra accusare un po' di fatica dopo le grandi folate del primo tempo. Ma il cuore riporta avanti i «lupi». L'Ancona fa qualcosa di meglio dopo un primo tempo da dimenticare, ma troppi suoi uomini importanti sono fuori fase (Schenardi su tutti) ed il collettivo tutto è sotto la media di stagione. La difesa a volte balbetta, a centrocampo si viaggia a ritmi soporiferi. Punzione di Tedesco (34') e palla deviata sull'angolo basso da Scarpi. Ma ormai prende campo inevitabilmente da parte biancorossa l'intenzione di accontentarsi. Quando non va, non va. E allora bisogna limitare i danni che senza la grande serata di Scarpi probabilmente sarebbero considerevoli. Eppure nel finale anche l'Ancona si ritrova una palla clamorosa (40'). Punizione dalla destra di Schenardi, a centroarea svetta Budan, la cui conclusione ravvicinata è deviata con il corpo da Srnicek. Che pasticcio… E il Cosenza in zona recupero ('91) rivendica un rigore per una spinta di Dicara su Antonelli dopo una respinta di Scarpi, che poco dopo para in due tempi anche una sventola di Gonzales. Finale convulso ed il punto dell'Ancona è un bel regalo pasquale.


di Guido Montanari

Un pareggio che l'ambiente biancorosso accoglie... a braccia aperte. Lo stesso Gigi Simoni lo ribadisce nel dopo partita senza però, come suo costume, nascondersi dietro a un dito: l'Ancona non ha giocato bene e ha rischiato fortemente di prenderle qui a casa della penultima in classifica. Qualche collega calabrese dice a Simoni che da queste parti si sarebbero aspettati qualcosa di più dalla terza, ma il mister non si scompone e ribatte: "Signori miei in un campionato come quello di serie B chi riesce a giocare alla grande tutte le partite? Nessuno, non sono io che lo dico ma è la storia di questo difficilissimo torneo. Io in settimana avevo avvertito i miei giocatori che non sarebbe stata una passeggiata, tutto il contrario! Il Cosenza si giocava forse le residue chance di salvezza e, assenze o no, chi è andato in campo ha gettato il cuore oltre l'ostacolo riuscendo spesso a metterci in difficoltà. Questo è innegabile, i calabresi hanno avuto molte occasioni per passare, ma alla fine.., ce l'abbiamo fatta. Il fatto della classifica significa poco, sottolinea il mister biancorosso, quando una squadra si gioca le ultime possibilità di salvezza non ha nulla da perdere ed è chiaro che gioca la carta della disperazione. Ed è quello che il Cosenza, ha fatto questa sera". Tutto giusto, ma l'Ancona non era la... solita Ancona. "Anche questo è vero, ammette Simoni, come ho detto prima è difficile tenere alta la guardia ogni partita, può capitare una serata di luna storta. Forse non eravamo abbastanza concentrati, forse pensavamo, nonostante le mie ripetute raccomandazioni, che sarebbe stato tutto più facile, fatto sta che abbiamo sofferto. Ad onore del vero, continua il trainer dorico, a metà ripresa qualcosa di buono lo abbiamo fatto vedere ed abbiamo anche sfiorato il gol in alcune circostanze. Non siamo stati bravi inoltre a chiudere in rete alcuni contropiede in cui eravamo in nètta superiorità numerica. Che dire... di solito quelle palle non le sbagliamo ma stavolta è andata così. La mira non era quella giusta e poi c'è stata in alcuni casi un pizzico di frenesia di troppo". La corsa alla serie A comunque continua alla grande. "Sicuramente visto che abbiamo ottenuto qui al "San Vito" un punto molto importante. Tra l'altro, sottolinea il mister, mi sembra che il Siena abbia perso in casa e così adesso siamo a pari merito al secondo posto in classifica. Noi abbiamo ottenuto un punto importante anche se con qualche sofferenza di troppo. Ma chi è che non soffre in questo campionato? Mi pare che il Lecce sia stato fermato in casa dal Napoli. insomma la lotta continua. Del resto io non ho mai detto che saremmo andati in... vacanza prima del tempo. Secondo me ci sarà da soffrire fino all'ultima giornata ,per festeggiare la promozione. Gigi Simoni è stato allenatore della squadra calabrese ma qui a Cosenza ha ritrovato un ambiente ben diverso da come lo aveva lasciato tanti armi fa: allora la squadra rossoblù era in netta ascesa e dopo una lunga trafila di serie C aveva grandi progetti, addirittura si parlava di promozione in A. Lo squallore del "San Vito" semivuoto, (una volta era un vulcano di tifo e di calore per la squadra di casa), è la fotografia della difficile situazione che si sta vivendo in casa silana. Un piede in C e una società allo stremo per l'arresto del presidente Pagliuso e le precarie condizioni di bilancio della società stessa. Se non arriverà qualche "angelo custode" è molto probabile che il Cosenza Calcio non abbia un futuro neI calcio che conta. "Spero che il Cosenza riesca a fare il miracolo di salvarsi. Glielo auguro di tutto cuore, conclude Simoni, come lo auguro alla mia altra ex squadra invischiata nella lotta retrocessione: il Napoli".


di Mimmo Cugini

La squadra di Simoni torna imbattuta e raggiunge il Siena sconfitto dalla Ternana. Ancona, un pari che vale il secondo posto.Respinto il disperato assalto del Cosenza. E Budan nel finale manca il gol del kappaò. L’Ancona perde una grande occasione per allungare, prende solo un punto al Cosenza, ma per come ha giocato al San Vito la squadra di Simoni è grasso che cola. Alla fine i risultati danno ragione ai biancorossi, che mantengono quattro punti sul quinto posto (ora sono in due, Ternana e Lecce) e addirittura raggiungono il Siena al secondo posto. Paura di vincere? Mah, di sicuro quella di Cosenza non è stata la vera Ancona. L’unico dubbio della vigilia è sciolto a favore di Oscar Magoni, tocca a lui affiancare Perovic a centrocampo, con De patre che finisce in panchina. In difesa come previsto c’è Dicara, in attacco torna Ganz a far coppia con Graffiedi. Sala sostituisce Sabato con Paschetta e affida ad Alteri il compito di sostituire Guidoni. L’Ancona è la solita con Schenardi che accorcia e allunga la squadra, dal 4-4-2 difensivo al 4-3-3 in fase offensiva. Tre punte per i calabresi con Antonelli e Lentini molto larghi, Alteri terminale offensivo. L’Ancona parte piano e al 7’ Maltagliati si fa rubare palla da Tedesco, ma il centrocampista conclude debolmente e Scarpi può deviare in angolo. Ritmi bassi e situazione ambientale anomala (si gioca con spalti deserti) sembrano condizionare negativamente nei primi minuti la squadra di Simoni. L’Ancona lascia troppo l’iniziativa al Cosenza e al 18’ rischia grosso: Lentini mette in area per Stankevicius che a contatto con Russo serve Bedin tutto solo, ma Ayroldi vede un fallo dell’ucraino sul capitano dorico e fischia prima del tiro del mediano comunque ribattuto da Scarpi. Al 23’ è Daino che salva la propria porta sulla conclusione a botta sicura di Alteri liberato da un rimpallo. Ancona poco reattiva e soprattutto troppo schiacciata dalla spinta del Cosenza, Magoni e Perovic non riescono a dare i tempi e gli esterni non danno il solito contributo, soprattutto Schenardi che sbaglia palloni elementari per uno con la sua tecnica. Inevitabile che per Ganz e Graffiedi non ci sia un pallone giocabile, nè un’occasione per fare gol. Primo tiro in porta al minuto 34’, ma il destro di Graffiedi dal limite non preoccupa Srnicek. Suibito dopo un destro velenoso di Oshadogan costringe Scarpi a una deviazione difficile in angolo e sugli sviluppi del tiro dalla bandierina è ancora il difensore a sfiorare il palo con una conclusione di destro, ma l’Ancona sta a guardare. Il finale di primo tempo è tutto della squadra calabrese, l’Ancona dà quasi l’impressione di volersi accontentare, mentre il Cosenza prova a vincere. Quello che lascia perplessi è che la squadra di Simoni non sembra troppo convinta, non c’è la solita decisione nei contrasti e soprattutto i biancorossi arrivano sempre secondi sul pallone. A inizio ripresa cambia poco dal punto di vista tecnico e dell’intesnsità, ma l’Ancona ha l’occasione per passare all’8’. Schenardi entra in area e va giù nel contrasto con Lanzaro, sul rimpallo Ganz anticipa Srnicek ma il pallone si stampa sulla traversa. E’ la prima vera occasione della squadra dorica. Ma il Cosenza dà l’impressione di aver speso parecchio nella prima parte della gara. Simoni capisce che è il momento di provarci e inserisce prima De Patre e poi Budan che ha subito la palla-gol, ma tira in bocca a Srnicek. Potrebbe essere il momento giusto per provarci, ma l’Ancona fa una gran fatica a far gioco, non si vede il solito possesso palla, è la brutta copia della squadra che conosciamo. Tocca anche a Ganz uscire e il bomber non la prende bene, quando si alza il numero 23 fa chiaramente capire che non condivide. E’ una partita strana e col passare dei minuti le squadre sia llungano. Al 34’ Scarpi devia una punizione di Tedesco a fil di palo, il Cosenza riprende vigore. Ma al 40’ Budan sbatte addosso a Srnicek il pallone della vittoria, il cross di Schenardi è solo da spingere in rete, ma il croato lo sbatte addosso al portiere. Al primo dei 6 minuti di recupero si scontrano in area Dicara e Antonelli, Ayroldi fa proseguire tra le proteste. Poi nel finale succede di tutto, anche che l’Ancona non sfrutti una superiorità numerica di 4 contro due. Non era serata, un punto è grasso che cola.


di Alessia Del Mastro

Dopo la bellissima prestazione della squadra dorica contro la Triestina eccoci catapultati ad uno 0 a 0 veramente desolante contro un Cosenza all'ultima spiaggia. Ma che cosa è successo? Dove era la vera Ancona? Che la partita non sarebbe stata semplice e scontata come molti pensavano, era da immaginarselo ma da qui ad assistere a 45 minuti di assedio rosso-blu senza neanche un tiro in porta per i nostri attaccanti c'è un abisso! Sinceramente è stata una partita deludente e nonostante il punto conquistato fuori casa possiamo solo sperare che sia stata una giornata no anomala perché così non andremo sicuramente lontano.. come mai allora? Tutto era stato deciso? Sarebbe da escluderlo visto che per loro un pareggio è una sconfitta vista la bruttissima posizione di classifica e per noi…!!?? Visti i risultati delle inseguitrici, abbiamo buttato via un punto dalla quinta e quindi dov'è tutta questa utilità di un pareggio? È anche vero che non si può vincere o stravincere sempre ma a Cosenza l'Ancona non ha praticamente giocato per circa 50 minuti e se il primo tempo si fosse concluso sul 2 a 0 per i cosentini non sarebbe stato uno scandalo…grazie a Scarpi e alla loro capacità di sbagliare facilmente soli davanti al portiere, possiamo dire oggi di essere felici per il punto conquistato! Certo è una "magra" consolazione! Uscito Ganz dall'infortunio che lo aveva costretto a saltare la partita con la Triestina, l'Ancona ha schierato in difesa Daino, Dicara (al posto di Bolic fermato dall'influenza), Maltagliati e Russo, a centrocampo con il rientro di Perovic sono stati schierati Schenardi (veramente irriconoscibile…ha praticamente sbagliato tutto o quasi!) Magoni, Perovic e Antonini) 8molto in ombra questa settimana ma come del resto tutta la squadra) e in attacco la confermata coppia Ganz e Graffiedi con Budan scalpitante in panchina. Per quanto riguarda la partita c'è veramente poco da dire visto che per i primi 45 minuti l'incontro è stato veramente a senso unico.. sembrava di vedere solo il Cosenza. Nessuna azione biancorossa degna di nota fino al trentaduesimo quando Graffiedi ha avuto la prima e unica occasione di tirare a rete. Nella ripresa ci si aspettava qualche cosa di più e invece poco soprattutto fino ai due cambi Magoni- De Patre e Graffiedi - Budan. Con l'entrata in campo di quest'ultimo le azioni a nostro favore sono aumentate e proprio sui piedi di Igor sono capitate due o tre palle buone, ma poi sbagliate. Altra nota negativa l'ammonizione di Schenardi che essendo diffidato dovrà saltare il derby con l'Ascoli…ma forze inizia ad essere stanco e chissà se una giornata di riposo potrà cancellare la bruttissima prestazione di Cosenza? Domenica prossima ci sarà l'Ascoli al Del Conero e la tifoseria è già in fermento.. dopo la delusione immensa di aver perso al Del Duca, chiediamo ai nostri ragazzi una immediata riscossa e quindi speriamo di dimenticare subito questa partita e di rivedere in campo quell'Ancona che fino ad ora ci sta regalando immense emozioni.

 

 

 

 

 

 

 

lux.58    

Il cammino dell'Ancona in Campionato