di Mario CoriA Pasqua e a Natale va male
Ci fa anche
rima, ma stavolta per l'Ancona irriconoscibile di Cosenza perlomeno c'è da sorridere per
il punto d'oro che rubacchia. Invece alla vigilia di Natale era andata molto peggio in
casa con il Lecce. Stavolta la squadra di Simoni regge, sale al secondo posto e perde solo
un punto sulle quinte. Va benone. E' quasi deserto il «S. Vito». Del resto a Cosenza il
calcio (oltretutto sotto Pasqua) ha assunto una piega amara dopo le vicende che hanno
portato in prigione il presidente Pagliuso. La curva rossoblu inizialmente sciopera ma
stende un immenso striscione: «Non smetteremo mai di amare la nostra città ed i nostri
colori». Così il tifo lo comanda quel centinaio di tifosi dorici assiepato in gradinata
laterale. Ma al primo tiro in porta del Cosenza l'orgoglio del popolo rossoblu si
risveglia e la curva riprende a cantare. L'occasione, dicevamo. Maltagliati (7') perde
palla nella propria metà campo, scappa Tedesco che mira all'angolo basso, ma Scarpi devia
in angolo. Nell'Ancona gioca Magoni, e non De Patre, dopo un ballottaggio durato un
giorno. Ma tatticamente cambia poco. Riecco il Cosenza (18'): Stankevicius svetta in area
dorica, palla a Bedin che scarica incredibilmente addosso a Scarpi. Ma Ayroldi fischia un
fallo. Meglio così. Comanda il Cosenza, l'Ancona è stranamente in fase di attesa. E
allora i «lupi» si gettano negli spazi loro concessi. Passa un altro brutto minuto (23')
Scarpi. Al limite dell'area Alteri si libera grazie ad un rimpallo. Ha la porta
spalancata, ma cerca il tocco di precisione. Scarpi è superato, ma Daino un metro davanti
alla linea libera. Insiste il Cosenza sulle ali dell'entusiasmo ed Alteri si ritrova
subito dopo un'altra volta al tiro, ma Scarpi devia. Momentaccio per l'Ancona che non si
ritrova. Il Cosenza fa paura sugli esterni. A sinistra bene o male Daino riesce a
contenere Lentini, costretto ad accentrare, invece a sinistra Russo ha non pochi patemi
col guizzante Antonelli. Ancora i «lupi» a mordere. Punizione di Oshadogan (35') deviata
da Scarpi e poco dopo Lentini squarcia la difesa dorica con un assolo, palla che scorre al
limite, ancora Oshadogan, sventola stavolta fuori. Sinceramente è un mezzo miracolo che
l'Ancona chiuda il tempo senza aver beccato gol. Stessa musica rossoblu ad inizio di
ripresa. L'unica variazione al tema che propone Simoni è il dirottamento di Antonini a
destra. Dietro ad uno Schenardi decisamente irriconoscibile, che oltretutto becca
l'ammonizione che gli farà saltare il derby. Improvvisamente si sveglia l'Ancona (8'). O
meglio si sveglia Schenardi, la cui puntata in area che parte da destra semina il panico.
Lanzaro l'anticipa in spaccata sul dischetto, palla che s'impenna sul portiere sul tocco
di Ganz. Fuori. Ma allora l'Ancona è presente
Simoni mette dentro forze fresche.
Prima De Patre in mezzo, poi Budan davanti. E il bisonte croato (16') si ritrova subito
una palla sui piedi. Diagonale deviato. Alza il baricentro finalmente l'Ancona, anche
perché il Cosenza sembra accusare un po' di fatica dopo le grandi folate del primo tempo.
Ma il cuore riporta avanti i «lupi». L'Ancona fa qualcosa di meglio dopo un primo tempo
da dimenticare, ma troppi suoi uomini importanti sono fuori fase (Schenardi su tutti) ed
il collettivo tutto è sotto la media di stagione. La difesa a volte balbetta, a
centrocampo si viaggia a ritmi soporiferi. Punzione di Tedesco (34') e palla deviata
sull'angolo basso da Scarpi. Ma ormai prende campo inevitabilmente da parte biancorossa
l'intenzione di accontentarsi. Quando non va, non va. E allora bisogna limitare i danni
che senza la grande serata di Scarpi probabilmente sarebbero considerevoli. Eppure nel
finale anche l'Ancona si ritrova una palla clamorosa (40'). Punizione dalla destra di
Schenardi, a centroarea svetta Budan, la cui conclusione ravvicinata è deviata con il
corpo da Srnicek. Che pasticcio
E il Cosenza in zona recupero ('91) rivendica un
rigore per una spinta di Dicara su Antonelli dopo una respinta di Scarpi, che poco dopo
para in due tempi anche una sventola di Gonzales. Finale convulso ed il punto dell'Ancona
è un bel regalo pasquale.
di Guido Montanari
Un pareggio che l'ambiente biancorosso accoglie... a braccia aperte. Lo stesso Gigi
Simoni lo ribadisce nel dopo partita senza però, come suo costume, nascondersi dietro a
un dito: l'Ancona non ha giocato bene e ha rischiato fortemente di prenderle qui a casa
della penultima in classifica. Qualche collega calabrese dice a Simoni che da queste parti
si sarebbero aspettati qualcosa di più dalla terza, ma il mister non si scompone e
ribatte: "Signori miei in un campionato come quello di serie B chi riesce a giocare
alla grande tutte le partite? Nessuno, non sono io che lo dico ma è la storia di questo
difficilissimo torneo. Io in settimana avevo avvertito i miei giocatori che non sarebbe
stata una passeggiata, tutto il contrario! Il Cosenza si giocava forse le residue chance
di salvezza e, assenze o no, chi è andato in campo ha gettato il cuore oltre l'ostacolo
riuscendo spesso a metterci in difficoltà. Questo è innegabile, i calabresi hanno avuto
molte occasioni per passare, ma alla fine.., ce l'abbiamo fatta. Il fatto della classifica
significa poco, sottolinea il mister biancorosso, quando una squadra si gioca le ultime
possibilità di salvezza non ha nulla da perdere ed è chiaro che gioca la carta della
disperazione. Ed è quello che il Cosenza, ha fatto questa sera". Tutto giusto, ma
l'Ancona non era la... solita Ancona. "Anche questo è vero, ammette Simoni, come ho
detto prima è difficile tenere alta la guardia ogni partita, può capitare una serata di
luna storta. Forse non eravamo abbastanza concentrati, forse pensavamo, nonostante le mie
ripetute raccomandazioni, che sarebbe stato tutto più facile, fatto sta che abbiamo
sofferto. Ad onore del vero, continua il trainer dorico, a metà ripresa qualcosa di buono
lo abbiamo fatto vedere ed abbiamo anche sfiorato il gol in alcune circostanze. Non siamo
stati bravi inoltre a chiudere in rete alcuni contropiede in cui eravamo in nètta
superiorità numerica. Che dire... di solito quelle palle non le sbagliamo ma stavolta è
andata così. La mira non era quella giusta e poi c'è stata in alcuni casi un pizzico di
frenesia di troppo". La corsa alla serie A comunque continua alla grande.
"Sicuramente visto che abbiamo ottenuto qui al "San Vito" un punto molto
importante. Tra l'altro, sottolinea il mister, mi sembra che il Siena abbia perso in casa
e così adesso siamo a pari merito al secondo posto in classifica. Noi abbiamo ottenuto un
punto importante anche se con qualche sofferenza di troppo. Ma chi è che non soffre in
questo campionato? Mi pare che il Lecce sia stato fermato in casa dal Napoli. insomma la
lotta continua. Del resto io non ho mai detto che saremmo andati in... vacanza prima del
tempo. Secondo me ci sarà da soffrire fino all'ultima giornata ,per festeggiare la
promozione. Gigi Simoni è stato allenatore della squadra calabrese ma qui a Cosenza ha
ritrovato un ambiente ben diverso da come lo aveva lasciato tanti armi fa: allora la
squadra rossoblù era in netta ascesa e dopo una lunga trafila di serie C aveva grandi
progetti, addirittura si parlava di promozione in A. Lo squallore del "San Vito"
semivuoto, (una volta era un vulcano di tifo e di calore per la squadra di casa), è la
fotografia della difficile situazione che si sta vivendo in casa silana. Un piede in C e
una società allo stremo per l'arresto del presidente Pagliuso e le precarie condizioni di
bilancio della società stessa. Se non arriverà qualche "angelo custode" è
molto probabile che il Cosenza Calcio non abbia un futuro neI calcio che conta.
"Spero che il Cosenza riesca a fare il miracolo di salvarsi. Glielo auguro di tutto
cuore, conclude Simoni, come lo auguro alla mia altra ex squadra invischiata nella lotta
retrocessione: il Napoli".
di Mimmo Cugini
La squadra di Simoni torna imbattuta e raggiunge il Siena
sconfitto dalla Ternana. Ancona, un pari che vale il secondo posto.Respinto
il disperato assalto del Cosenza. E Budan nel finale manca il gol del kappaò.
LAncona perde una grande occasione per allungare, prende solo un punto al Cosenza,
ma per come ha giocato al San Vito la squadra di Simoni è grasso che cola. Alla fine i
risultati danno ragione ai biancorossi, che mantengono quattro punti sul quinto posto (ora
sono in due, Ternana e Lecce) e addirittura raggiungono il Siena al secondo posto. Paura
di vincere? Mah, di sicuro quella di Cosenza non è stata la vera Ancona. Lunico
dubbio della vigilia è sciolto a favore di Oscar Magoni, tocca a lui affiancare Perovic a
centrocampo, con De patre che finisce in panchina. In difesa come previsto cè
Dicara, in attacco torna Ganz a far coppia con Graffiedi. Sala sostituisce Sabato con
Paschetta e affida ad Alteri il compito di sostituire Guidoni. LAncona è la solita
con Schenardi che accorcia e allunga la squadra, dal 4-4-2 difensivo al 4-3-3 in fase
offensiva. Tre punte per i calabresi con Antonelli e Lentini molto larghi, Alteri
terminale offensivo. LAncona parte piano e al 7 Maltagliati si fa rubare palla
da Tedesco, ma il centrocampista conclude debolmente e Scarpi può deviare in angolo.
Ritmi bassi e situazione ambientale anomala (si gioca con spalti deserti) sembrano
condizionare negativamente nei primi minuti la squadra di Simoni. LAncona lascia
troppo liniziativa al Cosenza e al 18 rischia grosso: Lentini mette in area
per Stankevicius che a contatto con Russo serve Bedin tutto solo, ma Ayroldi vede un fallo
dellucraino sul capitano dorico e fischia prima del tiro del mediano comunque
ribattuto da Scarpi. Al 23 è Daino che salva la propria porta sulla conclusione a
botta sicura di Alteri liberato da un rimpallo. Ancona poco reattiva e soprattutto troppo
schiacciata dalla spinta del Cosenza, Magoni e Perovic non riescono a dare i tempi e gli
esterni non danno il solito contributo, soprattutto Schenardi che sbaglia palloni
elementari per uno con la sua tecnica. Inevitabile che per Ganz e Graffiedi non ci sia un
pallone giocabile, nè unoccasione per fare gol. Primo tiro in porta al minuto
34, ma il destro di Graffiedi dal limite non preoccupa Srnicek. Suibito dopo un
destro velenoso di Oshadogan costringe Scarpi a una deviazione difficile in angolo e sugli
sviluppi del tiro dalla bandierina è ancora il difensore a sfiorare il palo con una
conclusione di destro, ma lAncona sta a guardare. Il finale di primo tempo è tutto
della squadra calabrese, lAncona dà quasi limpressione di volersi
accontentare, mentre il Cosenza prova a vincere. Quello che lascia perplessi è che la
squadra di Simoni non sembra troppo convinta, non cè la solita decisione nei
contrasti e soprattutto i biancorossi arrivano sempre secondi sul pallone. A inizio
ripresa cambia poco dal punto di vista tecnico e dellintesnsità, ma lAncona
ha loccasione per passare all8. Schenardi entra in area e va giù nel
contrasto con Lanzaro, sul rimpallo Ganz anticipa Srnicek ma il pallone si stampa sulla
traversa. E la prima vera occasione della squadra dorica. Ma il Cosenza dà
limpressione di aver speso parecchio nella prima parte della gara. Simoni capisce
che è il momento di provarci e inserisce prima De Patre e poi Budan che ha subito la
palla-gol, ma tira in bocca a Srnicek. Potrebbe essere il momento giusto per provarci, ma
lAncona fa una gran fatica a far gioco, non si vede il solito possesso palla, è la
brutta copia della squadra che conosciamo. Tocca anche a Ganz uscire e il bomber non la
prende bene, quando si alza il numero 23 fa chiaramente capire che non condivide. E
una partita strana e col passare dei minuti le squadre sia llungano. Al 34 Scarpi
devia una punizione di Tedesco a fil di palo, il Cosenza riprende vigore. Ma al 40
Budan sbatte addosso a Srnicek il pallone della vittoria, il cross di Schenardi è solo da
spingere in rete, ma il croato lo sbatte addosso al portiere. Al primo dei 6 minuti di
recupero si scontrano in area Dicara e Antonelli, Ayroldi fa proseguire tra le proteste.
Poi nel finale succede di tutto, anche che lAncona non sfrutti una superiorità
numerica di 4 contro due. Non era serata, un punto è grasso che cola.
di Alessia Del Mastro
Dopo la bellissima prestazione della squadra dorica contro la Triestina eccoci
catapultati ad uno 0 a 0 veramente desolante contro un Cosenza all'ultima spiaggia. Ma che
cosa è successo? Dove era la vera Ancona? Che la partita non sarebbe stata semplice e
scontata come molti pensavano, era da immaginarselo ma da qui ad assistere a 45 minuti di
assedio rosso-blu senza neanche un tiro in porta per i nostri attaccanti c'è un abisso!
Sinceramente è stata una partita deludente e nonostante il punto conquistato fuori casa
possiamo solo sperare che sia stata una giornata no anomala perché così non andremo
sicuramente lontano.. come mai allora? Tutto era stato deciso? Sarebbe da escluderlo visto
che per loro un pareggio è una sconfitta vista la bruttissima posizione di classifica e
per noi
!!?? Visti i risultati delle inseguitrici, abbiamo buttato via un punto dalla
quinta e quindi dov'è tutta questa utilità di un pareggio? È anche vero che non si può
vincere o stravincere sempre ma a Cosenza l'Ancona non ha praticamente giocato per circa
50 minuti e se il primo tempo si fosse concluso sul 2 a 0 per i cosentini non sarebbe
stato uno scandalo
grazie a Scarpi e alla loro capacità di sbagliare facilmente soli
davanti al portiere, possiamo dire oggi di essere felici per il punto conquistato! Certo
è una "magra" consolazione! Uscito Ganz dall'infortunio che lo aveva costretto
a saltare la partita con la Triestina, l'Ancona ha schierato in difesa Daino, Dicara (al
posto di Bolic fermato dall'influenza), Maltagliati e Russo, a centrocampo con il rientro
di Perovic sono stati schierati Schenardi (veramente irriconoscibile
ha praticamente
sbagliato tutto o quasi!) Magoni, Perovic e Antonini) 8molto in ombra questa settimana ma
come del resto tutta la squadra) e in attacco la confermata coppia Ganz e Graffiedi con
Budan scalpitante in panchina. Per quanto riguarda la partita c'è veramente poco da dire
visto che per i primi 45 minuti l'incontro è stato veramente a senso unico.. sembrava di
vedere solo il Cosenza. Nessuna azione biancorossa degna di nota fino al trentaduesimo
quando Graffiedi ha avuto la prima e unica occasione di tirare a rete. Nella ripresa ci si
aspettava qualche cosa di più e invece poco soprattutto fino ai due cambi Magoni- De
Patre e Graffiedi - Budan. Con l'entrata in campo di quest'ultimo le azioni a nostro
favore sono aumentate e proprio sui piedi di Igor sono capitate due o tre palle buone, ma
poi sbagliate. Altra nota negativa l'ammonizione di Schenardi che essendo diffidato dovrà
saltare il derby con l'Ascoli
ma forze inizia ad essere stanco e chissà se una
giornata di riposo potrà cancellare la bruttissima prestazione di Cosenza? Domenica
prossima ci sarà l'Ascoli al Del Conero e la tifoseria è già in fermento.. dopo la
delusione immensa di aver perso al Del Duca, chiediamo ai nostri ragazzi una immediata
riscossa e quindi speriamo di dimenticare subito questa partita e di rivedere in campo
quell'Ancona che fino ad ora ci sta regalando immense emozioni.
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