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di Alessia Del Mastro

Finalmente è vittoria, e non solo, dopo più di 10 anni l’Ancona di Simoni è riuscita ad espugnare l’Arechi di Salerno grazie ad una bellissima ed importantissima doppietta di Pasquale Luiso o meglio conosciuto come il "Toro di Sora".

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Grandiosa impresa quella conquistata dall’11 biancorosso nel posticipo della nona partita di campionato, giocata lunedì sera.
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Visto il posticipo, sono stati pochissimi i sostenitori dorici che hanno potuto seguire la squadra fino a Salerno (solo una quindicina) ma tantissimi sono stati incollati al televisore (dato che finalmente è possibile seguire le trasferte della nostra amata) per assistere a questo incontro fondamentale per la classifica dell’Ancona.
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Mister Simoni schiera in campo un nuovo 4-4-2 e cioè linea difensiva con Bolic, Maltagliati, Dicara e Daino; centrocampo con Russo, Maini, Magoni e Tarana e in attacco Graffiedi (ormai una sicurezza e quasi un pilastro della linea offensiva dorica, nonostante la giovane età) e Luiso che ha preso il posto di Ganz dal primo minuto a causa di un lieve infortunio che ha costretto Maurizio, nonostante la sua ammirevole volontà visto che ha voluto raggiungere il ritiro a tutti costi, a seguire la partita dalla tribuna dell’Arechi.
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In ballo c’era anche il possibile utilizzo di Spadino Robbiati al posto di Luiso, ma la scelta del mister è stata più che mai azzeccata visto il risultato ottenuto. Fischio di inizio e le due squadre scendono in campo a ritmi non molto vivaci o almeno poco precise, tanti passaggi, qualche errore e pochissime occasioni da rete.
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La prima occasione capita proprio sui piedi di colui che poi è divenuto il match winner e cioè Luiso che riceve un passaggio precisissimo dai suoi compagni e colpisce la palla in modo completamente scoordinato (secondo una sua dichiarazione alla fine dell’incontro pensava di essere in fuorigioco).
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Subito da casa le prime perplessità: non sarà ancora in forma? Sarebbe stato meglio inserire Robbiati visto che aveva segnato nella partita contro il Brescia?.
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Solo pensieri e frasi senza senso visto che nella ripresa il Toro di Sora è scesa in campo anzi possiamo dire nell’arena e si è scatenato portando in vantaggio l’Ancona dopo soli quattro minuti con una bellissima palla goal di quelle sue classiche. La sua gioia e quella di tutti i suoi compagni esplode e da questo momento in poi è solo Ancona.
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Grinta, bel gioco, passaggi precisi e chi più ne ha più ne metta e al quindicesimo circa arriva il doppio vantaggio dorico, meritato, siglato nuovamente da Luiso che finalmente può considerarsi "Ritrovato" ed oltretutto ha potuto realizzare il suo sogno e cioè quello di dedicare questa doppietta e questa vittoria al suo ultimo nato Alessio.
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Complimenti caro Luiso e ti auguriamo che questo sia per te solo l’inizio. Il bel gioco è comunque arrivato da tutta la squadra, super caricata anche dalla vittoria di Coppa Italia a Brescia che le ha permesso il passaggio di turno.
La partita raccontata in dialetto anconetano.
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di Antonio Roma

Non è tipo da farsi condizionare dalle statistiche Gigi Simoni, All’Arechi, finora l’Ancona non aveva mai raccolto nemmeno un punto. Una premessa poco confortante. Il tecnico dorico però, non ha badato ai numeri. E’ venuto a Salerno per fare risultato, ed alla fine c’è riuscito. E con pieno merito: "E’ vero, alle statistiche non ci credo. Del resto l’avevo detto anche al presidente: dopo tutti questi pareggi o avremmo vinto o avremmo perso, addirittura con largo scarto. Per questo siamo entrati sul terreno di gioco con l’intenzione e la voglia di vincere a tutti i costi. Abbiamo peccato solo nel primo tempo, poi ci siamo sbloccati e dopo il vantaggio non abbiamo sbagliato più un passaggio. La chiave della gara è stata proprio la rete dell’ 1-0 di Luiso, poi è stato tutto più semplice". Nel primo tempo, però, l’Ancona qualcosa ha rischiato... "Il primo tempo è stato sostanzialmente equilibrato, poi per 20’ abbiamo accusato un calo, anche nella costruzione del gioco. Lì ho avuto un pò di paura. Abbiamo sofferto particolarmente nell’occasione del palo colpito da Vignaroli". Nella ripresa, poi, si è vista una squadra più determinata, soprattutto più offensiva... "Una nostra scelta quella di giocare nel secondo tempo con il 4-3-3, in particolare di spingere molto di più sulle fasce con Bolic e Daino". Tre punti che rilanciano l’Ancona, ora in classifica a ridosso della zona promozione... "Con questa vittoria ci poniamo in una posizione ottimale di classifica, praticamente abbiamo valorizzato il campionato disputato finora". Protagonista del successo è stato Luiso, una doppietta preziosa la sua... "Sono contento per lui. Ha disputato un’ottima gara, e non era facile perchè non è ancora al top della condizione. Da noi è arrivato in ritardo ma con la voglia di far bene. Speriamo che con questi due gol riesca a sbloccarsi definitivamente. Da qui in avanti, può solo migliorare ancora".E la Salernitana,mister? "Nel primo tempo ho visto una Salernitana più vivace, nella ripresa l’Ancona ha giocato meglio senza sbagliare nulla, concedendo molto poco ai nostri avversari". Dalla gioia all’ amarezza. Il primo pensiero di Zeman, però, non è sulla sconfitta o sulla posizione critica della Salernitana. Il tecnico boemo rivolge subito un pensiero al presidente Aliberti, che ha accusato un malore in tribuna dopo il primo gol di Luiso: "L’abbiamo saputo solo dopo la partita, comunque mi sono immediatamente informato sulle sue condizioni. Per fortuna sta bene e l’allarme è rientrato". Quindi si passa alla partita. La Salernitana ha giocato un discreto primo tempo, poi nella ripresa il calo: "Sono dispiaciuto perchè nel primo tempo non abbiamo approfittato degli spazi che loro ci lasciavano liberi. Non abbiamo fatto in camino quello che avevamo provato e riprovato durante la settimana". No nonostante il momento decisamente critico, Zeman non parla di dimissioni: "Io non mi dimetto, ma se dovessi rendermi conto che ci sono dei problemi evidenti non avrei problemi nel rassegnare le dimissioni. Faccio l’allenatore, e so che in questi casi potrebbe anche esserci un esonero".


di Maurizio Ghergo

Per tutta la giornata di lunedì non ho fatto altro che pensare alla gara che affronteremo in coppa contro il Milan, e al relativo problema dei biglietti, e quasi avevo messo in secondo piano il campionato che ricordiamocelo bene viene prima di tutto. A riportarmi alla realtà ci ha pensato Pasquale Luiso & C. conquistando in quel di Salerno una vittoria importantissima sia per la classifica sia per il morale, e che corona così una settimana ricca di soddisfazioni. Nel calcio contano solo ed esclusivamente i risultati, e se dopo tanti pareggi fosse arrivata una sconfitta immagino che una parte del tifo Dorico si sarebbe scoraggiato considerando questa prima parte di campionato mediocre. Per questo, sostengo, che è importante soprattutto per il morale, ora vedere la classifica riempie ancor di più di soddisfazione e visti gli scontri diretti che ci saranno nel prossimo turno una vittoria contro il Messina ci proietterebbe in una zona di classifica a dir poco entusiasmante. Attenzione però che battere la formazione siciliana non sarà di certo facile, non mi stancherò mai di sostenere che chi gioca contro di noi (o comunque contro una squadra d’alto livello) mette in campo sempre il massimo impegno e concentrazione, quindi se vogliamo vincere dobbiamo lottare tutti insieme, cominciando da quelli che sborbottano ad ogni passaggio sbagliato, infondo saremo forti ma “non siamo certo il Milan”. Per finire i più sinceri complimenti a mister Simoni, che nei giorni in cui si parlava solo di coppa è riuscito a tenere la squadra al massimo della concentrazione: bravo Gigi.


di Rino Cesarano (Corriere dello Sport)

Brutta, bruttissima, in balia di un avversario che fa quello che vuole: controlla nel primo tempo, poi nella ripresa raddoppia con l’implacabile Luiso. La Salernitana cede all’Ancona molto più ordinato, determinato e soprattutto sereno sotto l’aspetto mentale. Per la pattuglia di Simoni che coglie anche una traversa con Magoni, è la prima vittoria in trasferta dopo una sfilza di pareggi; per la Salernitana che regala un solo sussulto (palo di Vignaroli sullo zero a zero), seconda sconfitta di fila, seconda interna su quattro gare e fischi sonori al termine. Si comincia in un clima surreale per le ultime dichiarazioni di Aliberti a proposito della vicenda giudiziaria che ha investito Casillo.Il presidente, che con l’Ancona festeggia la trecentesima presenza da patron e club granata,chiama a raccolta i tifosi e dichiara:»La Salernitana è di mia proprietà, l’ho sempre gestita io e continuerò a farlo fino a quando non deciderò di uscire dal calcio». Ma i tifosi sono disorientati. Entrano allo stadio tra mille dubbi e mille speranze:riuscirà la squadra davvero a non risentire di quello che le sta accadendo intorno? E saprà avere la meglio di un avversario ancora imbattuto? Parte con questi interrogativi la sfida dell’Arechi. Zeman presenta una sola novità rispetto a Catania: Gonzalez al posto di Baggio. Tranne poi ricredersi alla mezzora: dentro Baggio, fuori un inconsistente Gonzalez. Simoni, invece, ripropone Luiso accanto a Graffiedi esibendo un 4-4-2 che spesso si trasforma in 4-3-3 grazie agli inserimenti dell’intraprendente Tarana. Il maggiore tasso tecnico e soprattutto di esperienza degli ospiti emergono fin dalle prime battute di gioco. Magoni e Maini fanno girare palla a centrocampo come e quando vogliono, Bolic e Daino tengono senza problemi sugli esterni di difesa mentre Di Cara e Maltagliati imbavagliano Vignaroli. Ma è soprattutto quella vecchia volpe di Luiso a tenere in costante apprensione la retroguardia granata. La Salernitana accetta i ritmi blandi imposti dall’Ancona, fa pochissimo movimento senza palla, sembra la brutta copia di quella ammirata nel secondo tempo con il Palermo. Quel condizionamento temuto dai tifosi si rivela un’amara realtà. Tedesco, ad esempio, sbaglia appoggi elementari; Fusco, sembra nervoso; Zoro, approssimativo; Camorani, impalpabile. Ed al 27’ Tarana, spalle alla porta granata, indovina una veronica che mette Luiso solo davanti a Marruocco. Sorpreso persino lui, l’attaccante svirgola malamente sciupando la più ghiotti delle palle gol. Zeman tenta la carta Baggio per cercare di sfondare almeno da qualche parte. Macchè. La Salernitana fatica ad imbastire azioni offensive degne di nota. Soffre anche sul piano prettamente fisico. E rischia la capitolazione al 39’ quando Graffiedi devia a botta sicura ma Marruocco si fa trovare pronto. Quasi allo scadere i campani danno un segno di vita con Vignaroli che centra il palo interno alla destra di Scarpi dopo una percussione di Tedesco. Nella ripresa tutti ad attendersi la sfuriata della Salernitana, come già successo altre volte. Ed, invece, ecco la sorpresa. L’Ancona parte a testa bassa, gioca d’anticipo e va a scheggiare la traversa con Magoni al 3’. Gli uomini di Simoni, ordinati e decisi, fiutano l’occasione d’oro di una prima vittoria in trasferta e sfatare così anche il tabù Arechi che resiste da dieci anni. Si dispongono a tre in attacco, spostano il baricentro in avanti e pochi secondi dopo (meno di sessanta) quella minaccia di Magoni, Luiso entra in area, resiste ad una carica di Zoro e fa passare il pallone tra le gambe di Marruocco, Al 16’, il bis: cross al bacio di Tarana dalla sinistra ed incornata vincente di Luiso, un invito a nozze per il bomber di Aversa che quando incontra i granata si esalta sempre. La Salernitana è kappaò. Non riesce ad imbastire la minima azione pericolosa. E’ in balia degli avversari che non triplicano per un soffio in diverse circostanze. Zeman prova ad inserire Teco e Bondi, due brasiliani evanescenti quanto inesperti. E Kolousek uno degli elementi maggiormente dotato sul piano tecnico nelle fila dei campani non è neanche in panchina.


di Guido Montanari

Prima teso, poi emozionato, alla fine felice: il patron Ermanno Pieroni ha vissuto intensamente la partita di ieri sera come al solito dalla panchina al fianco di Gigi Simoni. Una grande soddisfazione per il patron e per tutta l’Ancona che ha concesso il bis dopo l’exploit in Coppa a Brescia. In sala stampa Pieroni non è venuto lasciando il compito di rappresentare la Società al direttore generale Pietro Tornei che subito dice: "Una vittoria importante che non è stata frutto del caso ma del gioco e questo lo ritengo un aspetto fondamentale. Vi ricordate quando nei giorni scorsi non mi scandalizzavo per i tanti pareggi collezionati? Infatti se a quei pareggi avessimo aggiunto una vittoria qui a Salerno, la classifica sarebbe tornata a sorridere e difatti... Fari sulla nuova classifica di serie B dunque: con la vittoria di ieri... Con questa vittoria, sottolinea Tornei, facciamo un grosso balzo in avanti e torniamo di nuovo nelle parti alte della graduatoria. Se avessimo perso qui a Salerno saremmo sprofondati in basso, invece così cominciano a risentire l’aria frizzante della vetta. Questo a dimostrazione di un campionato molto equilibrato dove basta poco per salire o scendere. Stasera siamo tutti contenti, ma per favore più equilibrio anche quando le cose non vanno bene come vorremmo Tomei poi affronta l’argomento Luiso: "Un giocatore ritrovato, speriamo che questi due gol siano l’inizio di una nuova vita per lui. Speriamo che ad Ancona si scrolli di dosso quell’apatia che sembrava averlo attanagliato nella passata stagione. prima del match in tribuna aveva molti critici, con quei due gol li ha zittiti tutti. Complimenti. Ma attenzione a non dimenticare il contributo di tutta la squadra a questa vittoria incluso Scaglia che ha fatto il suo esordio in campionato, a dimostrazione che il gruppo è ampio e il mister tiene tutti in considerazione".


di Mario Cori

Segnatevi questo nome. Pasquale Luiso, di professione bomber. Finora era stato accompagnato da molti risolini e tanta diffidenza. Ieri notte è passato alla storia dell’Ancona per aver fatto crollare per la prima volta Salerno con una esaltante doppietta. Un gol di piede ed un altro di testa dopo essersi man­giato un’altra rete anche più facile a porta spalancata nel primo tempo. Mai i bomber sono fatti così. L’Ancona in questo modo, con una partita saggia, a volte con scarabocchi, ma sicuramente intensa, dà un calcio alla pareggite e prosegue nella serie utile. Ora la band di Simoni è arrivata a quota sette. E soprattutto Salerno (in particolare l’Arechi) non è più un campo maledetto. Simoni ripropone la difesa di Brescia, «alza» Russo che fa l’esterno a sinistra con Tarana a destra Davanti, promosso Luiso. La Salernitana è particolarmente timorosa, tanto che all’inizio non riesce a tenere palla come sa fare e in difesa lascia un po’ troppi varchi. Prima palla gol biancorossa (5’) dopo una rimessa «invertita» da Farina pro Ancona. Cuoio che spiove a centro area per Graffiedi che la fa scorrere per Luiso. Il «toro» si gira poi lascia arrivare al tiro Russo. Deviazione e palla che scavalca Marruocco e va in angolo. Ma la partita tarda a decollare. La stessa Ancona non riesce a mettere a frutto alt’ inizio l’uomo in più a centrocampo. Situazione tattica alla quale Zeman cerca di ovviare ordinando al rapido Babù di dare una mano con qualche rientro. Ed è proprio Babù (26’) a creare la prima vera palla gol. Smarca al tiro sulla destra Gonzales, il cui diagonale rasoterra è deviato quel tanto che basta da Dicara per salvare la porta di Scarpi. Ma anco­ra più clamorosa è la palla gol che spreca Luiso sul ribaltamento (27’). Tarana sulla trequarti fa una bella cosa in pallonetto con la difesa granata ferma. Luiso è solo davanti al portiere. Potrebbe tentare qualsiasi soluzione a rete. Preferisce quella di ciccare, completamente il cuoio. Incredibile per uno come lui. E allora il «torello» cerca di rifarsi (39’) smarcando al tiro Graffiedi al limite dell’area granata. Gran sventola, ma centrale, e Marruocco respinge. E la Salernitana? Eccola, butta in mischia Baggio. ex terribile. E rimedia un palo «allucinante» (42’) con Tedesco, che dal limite calcia a botta sicura, di precisione, ma il cuoio batte sul palo e si ‘allontana... Non è fuori gioco. Che spavento per l’Ancona. La partita non è gran che. Si viaggia sfruttando gli errori altrui. Col passare del tempo la Salernitana riconquista il possesso palla, e sfrutta bene le fasce, dove Bolic (in particolare) ma anche Daino sono in difficoltà. Si va al riposo con un’occasione clamorosa sprecata per parte da Luiso e Tedesco. Ma l’inizio della ripresa dell’Ancona è da shock per la Salernitana. Intanto è del tutto originale la nuova disposizione del centrocampo. Da sinistra a destra: Maini, Magoni. Russo, Tarana. Mai vista una linea a quattro così finora. Ma forse l’obiettivo primario di Simoni e di rintuzzare la verve di Maschio con Russo. Subito (3’) una palla gol per Magoni al limite, su cross dall’esterno di Tarana. La gran sventola dell’ex napoletano scheggia la traversa. Ma un attimo dopo ecco il gol (4’). Graffiedi è bravo a mandare in corridoio Luiso, che lascia sul posto Zoro ed infila Marruocco. Gran gol. finalmente per uno a cui finora è andato tutto storto E la rabbia di Pasquale è incontenibile. Va ad urlare davanti alla telecamera e poi viene sommerso dall’abbraccio dei compagni. Ma è la sua grande notte. Il «toro» adesso è proprio infuriato. Carica senza pietà, vede rosso dappertutto. Altro affondo di Tarana (15’) che sulla sinistra è incontenibile e questa volta Luiso insacca di testa. Incredibile come si sia fatto perdonare lo sbaglio madornale del primo tempo. E’ la sua notte, la sua grande notte. Poi si fa sostituire e si siede in panchina felice come un bambino. Ha ancora parecchio da dire. La Salernitana si becca fischi a manciate e piano piano si squaglia. Quella granata è squadra umorale, come un po’ tutte quelle di Zeman.Avesse fatto gol Tedesco magari la partita sarebbe girata. Invece con un paio di fondate al momento giusto un’Ancona un po’ pasticciona ma terribilmente concreta la stende impietosamente e meritatamente. Brava l’Ancona ma c’è da dire che questa è una delle squadre più deboli che Zeman si sia mai ritrovato. Colpa anche sua.


di Luca Frezzotti

“Alessio è per te da papà”. E’ l’urlo di gioia di Pasquale Luiso che dopo il primo gol all’ “Arechi e corso davanti alle telecamere di Telepiù per una dedica “live” a suo figlio di appena un mese e mezzo. “Non avevo segnato neanche un gol, dice un Luiso raggiante a fine gara, per cui appena mi sono sbloccato gliel’ho dedicato. Sono veramente felice e ringrazio i compagni che mi sono stati vicini. Mi hanno festeggiato negli spogliatoi al grido “E’ tornato il toro”: per me e una grande giornata”. Un gol voluto a tutti i costi dopo un errore nel primo tempo... “Ho passato dei brutti momenti dopo quell’occasione mancata: pensavo di essere in fuorigioco poi ho voluto tirare al volo temendo di essere raggiunto. Ho sbagliato ma se la prendevo bene bucavo la porta. Lì per li ho pagato ma mi sono ripreso e con la scelta di Simoni nella ripresa di allargare Tarana e Graffiedi ho avuto altre possibilità. Nel primo gol Graffiedi mi ha dato una grande palla ed ho proseguito un’azione di forza che ha dimostrato la mia ripresa fisica: non sono al cento per cento ma la gamba c’è. Il secondo è arrivato grazie ad un cross perfetto. di Tarana: adesso voglio continuare così perché questo per me è solo l’inizio”. Attacco in palla grazie anche a Graffiedi: “Siamo felici, spiega il bomber cesenate, perché abbiamo giocato un ottimo incontro sul piano tattico che è coinciso con il ritorno al successo. Abbiamo infranto il tabù dei pareggi e non era semplice su un campo caldo e difficile come quello di Salerno”. Magoni invece il gol l’ha sfiorato... “Dovevo mettere dentro quel tiro, spiega. Ho sbagliato ma sono felice lo stesso per la nostra vittoria: con questi uomini a disposizione il mister può cambiare in corsa e nella ripresa con il 4-3-3 abbiamo messo in ambasce la Salernitana. Non potevamo iniziare così perché loro avevano più corsa ma nel momento giusto abbiamo cambiato marcia”. Bene anche la difesa: “Un’ottima prova del collettivo, dice Daino, Siamo stati ordinati, corti e precisi quando contava: bella Ancona!”.

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Il cammino dell'Ancona in Campionato