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| di Guido Montanari "Devo essere sincero, mi aspettavo di
più". Non è tanto il 5-1 ad aver disturbato Gigi Simoni, quanto la maniera un
po leziosa e a tratti arrendevole con cui la sua squadra ha affrontato il Milan. Del
resto nessuno chiedeva ai dorici di giocare alla pari con la formazione rossonera pero un
pizzico di cattiveria in più, sportivamente parlando, sintende, di determinazione
forse era lecito attenderseli. Il tecnico avrebbe voluto unAncona decisa e pimpante
come nella partita di andata quando il Milan era stato costretto sull1-I e nel
finale aveva addirittura rischiato di perdere. "Chissà forse erano
emozionati...", prova a scherzare Simoni, ma si vede che questa cinquina sul groppone
non se laspettava proprio. "Quando una squadra più debole, nettamente più
debole come lAncona incontra una molto più forte come il Mila, -ha sottolineato il
mister biancorosso nel post partita, per forza di cose bisogna che ci mette quel pizzico
di grinta in più. Invece labbiamo messa sul piano tecnico e alla fine il risultato
si è visto". Eppure, mister, lAncona era partita alla grande... Infatti
eravamo riusciti anche a passare in vantaggio con un bellissimo gol di Ganz, poi una
volta subito il pareggio la squadra non si è disunita ed è andata di nuovo vicino ai gol
con Schenardi. Insomma nei primi 10 minuti una gran bella Ancona, poi abbiamo cominciato a
sbagliare troppo, sono venuti fuori loro e... buonanotte. E non parliamo di condizione
fisica, è impossibile che dopo 10.minuti i nostri fossero... stremati". Certo che
la difesa tutta nuova non ha aiutato a limitare i danni... "Questo è verissimo.
Magari avremmo perso lo stesso, però forse avremmo limitato i danni. Del resto indietro
avevamo Bolic centrale, Giacobbo, lo stesso Daino, insomma tutti elementi che finora hanno
giocato poco insieme. Soprattutto in occasione del fuorigioco, non era facile far scattare
il meccanismo in maniera perfetta. E difatti il terzo gol di Tomasson è arrivato proprio
da un fuorigioco non riuscito bene. Avevamo molte assenze, non cera neanche il
portiere titolare Scarpi. Comunque devo dire che Gori ha ben poche colpe sui cinque gol
subiti". Mister, la vediamo rabbuiato... "Sapevo benissimo che la
qualificazione era quasi impossibile, solo avrei voluto vedere un pochino di grinta in
più. Tutto qui. Il giovane centrocampista Scaglia ha destato una buona impiressione.. Sì,
è stato bravo, ha cercato di fare del suo meglio e direi che ha fatto una buon a figura
qui a San Siro. Anche Schenardi è stato bravo. Ma ormai è andata così, è stata una
bella avventura, non pensiamoci più. Meglio rittuffarsi nel campionato". Sabato sera
ci sarà una partita importantissima per i biancorossi, in casa col Lecce, e ci vorrà la
migliore Ancona per ritrovare il sorriso. A questo proposito ci auguriamo che Simoni
riesca a recuperare i tanti infortunati a cominciare dal portiere Scarpi. Robbiati, ieri
sera neanche in panchina per un dolore al piede, per sabato potrebbe essere disponibile,
ma non è sicuro. Purtroppo è sicuro invece il forfait di capitan Russo che a Genova ha
subito uno stiramento e dovrà fermarsi per una ventina di giorni. Si riparte da San Siro
mentre si sente in lontananza un coro molto familiare: i circa 500 tifosi anconetani
giunti qui a Milano intonano il classico "c avemo i moscioli". Non
male, per essere in mezzo alle nebbie della pianura Padana... Un anno fa lultima
cinquina Cinque gol tutti in una volta sicuramente non sono un passivo
"normale" anche se giocare contro il Milan comporta anche questi
"oneri". Lo sa bene lAncona che ha subito lultima cinquina proprio
dodici mesi fa in una occasione che segnò un passaggio fondamentale per la squadra del
patron Pieroni. 1123 dicembre del 2001 infatti i dorici vennero sconfitti 5-0
dallEmpoli e la "caporetto" costò la panchina a Fabio Brini. Si tratta
ovviamente di un rilievo statistico che lascia il tempo che trova. Tempo stretto per
lAncona che rientrare presto per non disperdere energie, fisiche e mentali.
Accantonata la Coppa Italia, cè il campionato che preme e per la squadra di Simoni
la partita contro il Lecce è un passaggio fondamentale per tentare la scalata alla serie
A. Non cè tempo, purtroppo, per sentire Maurizio Ganz. Per un paio di minuti è
stato lui leroe. Lui, lex di turno, che ha messo dentro il gol della speranza,
quello delluno a zero. Lo attendono in tanti, per salutarlo, per raccogliere le
impressioni del ritorno a San Siro. Ma non cè tempo. Simoni vuole la squadra
concentrata. Il tecnico è anche preoccupato per le condizioni di Oscar Magoni. Il
centrocampista è uscito alla mezzora de I primo tempo. Ha preso una botta alla
coscia che gli fa male. Solo oggi potrà verificare le sue condizioni e verificare le
possibilità di recupero per la gara con il Lecce. Nèl suo sguardo è racchiuSa la
delusione per un risultato che penalizza eccesivamenet la squadra marchigiana. Se avesse
avuto il tempo per raccontare la partita, avrebbe detto quello che oensa tutto il gruppo.
Che la squadra è partita bene, che per un quarto d'ora ha giocato alal pari con il Milan,
creato palle gol. Poi i valori tecnici sono venuti fuori, e c'è stata pure qualche
ingenuità di troppo. E contro queste squadre se sbagli troppo prendi gol. risultato a
parte, l'Ancona esce a testa alta dalla Coppa Italia. |
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