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aggiornato al 22 apr 2003

Il Calcio Marchigiano on-line

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di Guido Montanari

La Provincia che non c'è, ...come Ancona.

Parafrasiamo una celebre canzone di qualche anno fa, per mettere il dito nella piaga e andare a fondo di una questione che negli ultimi giorni abbiamo spesso affrontato su queste pagine. L’Ancona prima in classifica e che punta senza mezzi termini alla promozione in serie A, può funzionare da volano per coinvolgere di più gli sportivi (e sono tanti) che abitano nel territorio provinciale? Domanda legittima a nostro avviso, e anche importante per il futuro dell’Ancona Calcio almeno per quanto riguarda la “voce” pubblico. Del resto è impossibile pensare in grande (e andare in A significa pensare in "grande" per una realtà come la nostra), senza un adeguato supporto di tifosi. Dopo la promozione in B del 1988 e quella in A del ‘92 per la verità qualcosa si era mosso, erano nati alcuni club e molti erano i simpatizzanti della provincia per i colori biancorossi: la brevissima permanenza nélla massima serie, appena un anno, e le successive vicissitudini subite dalla squadra (ricordiamo il baratro della C2) e dalla società (spesso sull’orlo del fallimento) hanno fatto sì che questo naturale processo d’integrazione tra sostenitori anconetani e della provincia, s’interrompesse per diversi anni. Adesso per fortuna sia sotto l’aspetto squisitamente tecnico e sia sotto l’aspetto societario, le cose sono nettamente cambiate. Ci sono le premesse, insomma, per riallacciare il filo interrotto qualche anno fa. Ma bisogna muoversi da tutte e due le parti: da parte dell’Ancona che deve aprirsi di più alla provincia e da parte di quest’ultima che dovrebbe ormai dimenticare anacronistiche e antistoriche divisioni (il riferimento è soprattutto agli jesini, ai senigalliesi e agli osimani) che per molti anni furono acerrimi rivali sul campo, in serie D e C, dell’allora Anconitana. Uno dei capi storici del tifo biancorosso “fuori le mura” è senza dubbio Maurizio Ghergo, presidente del club “La Grotteria” di Passatempo di Osimo. «Assieme a un gruppo di ragazzi di Castelfidardo, i Fedelissimi, racconta Gergo, formiamo l’Ancona Club Provincia Sud. I nostri striscioni, come ormai sapete, sono nel settore della tribuna est. Abbiamo un ottimo rapporto con i CUBA e collaboriamo con loro per le attività legate al tifo e Ancona. Comè la situazione in provincia? Innanzitutto non sono d’accordo sui giudizi apparsi in questi giorni sul giornale: se l’Ancona non ha un grosso pubblico, non è certo solo colpa della provincia. Anche gli anconetani devono, secondo me, farsi un esame di coscienza. Capita che si fanno delle trasferte in 50 persone e spesso una decina dei partecipanti (è successo a Genova e a Palermo) non sono di Ancona bensì dell’interland. Insomma ancora si può fare molto, ma rispetto a qualche anno fa la situazione e migliorata». Cosa fare appunto per incentivare l’afflusso verso il Del Conero anche dall’interland anconetano? “Per quanto riguarda Osimo, credo sia già ben rappresentata. Ci sono anche dei ragazzi di Montefano. Credo che la parte sud della provincia risponda, mentre mi pare che manchi quasi del tutto la Vallesina e il nord, verso Senigallia e Fano. La società dovrebbe venirci incontro, magari partecipando alle cene sociali, invitando alla partita qualche scolaresca della provincia, mandando ogni tanto qualche giocatore nelle scuole. Vanno benissimo le amichevoli del giovedì, ma non bastano per coinvolgere la gente, soprattutto i ragazzini. Bisogna fare di più. Un’idea per quanto riguarda la mia realtà potrebbe essere un gemellaggio tra le società dell’Ancona Calcio e della Porte Garofoli basket Osimo, che sono le realtà sportive più importanti della zona. Ecco una maniera per avvicinare ai colori biancorossi anche quei ragazzini, e sono per lo più giovanissimi, che vanno in massa al Palas a seguire il basket ma non vengono di domenica alla partita al Del Conero».