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Stefano Torreggiani: Di amichevole in questo calcio che rischia di impazzire con il
caso-Catania che fa tremare il mondo intero del football, c'è rimasto poco. Scintille con
il Gladiator, scintille anche con il Foligno. Partita tirata con i campani, partita tirata
anche con gli umbri. Stavolta è vittoria (per quel che conta, ossia nulla) ma le
indicazioni positive sono poche: colpa di gambe sempre pesanti e di muscoli arrugginiti,
colpa (o merito) di un avversario che va a mille all'ora, ma qualche meccanismo non gira
alla perfezione. Niente di destabilizzante, per carità ma le poche verticalizzazioni,
centrocampo e attacco che sono in certe occasioni troppo distanti e una circolazione di
palla poco fluida sono aspetti da approfondire anche se - concetto ripetuto almeno mille
volte - il calcio di luglio tanto negli aspetti positivi quanto in quelli meno piacevoli
conta poco più di niente. Come nelle precedenti occasioni anche contro gli umbri che si
presentano all'"Allegrini" con tanto di ultras con striscioni e vessilli,
l'Ancona parte col freno a mano tirato perchè le massiccie dosi di lavoro del mattino si
fanno sentire: poco o niente nei primi 30' di gioco anche se l'assist di Hubner per Ganz
dopo 3' (e tiro impreciso) aveva fatto pensare ad un'Ancona frizzante. Non è così:
Stanzial (ex portiere della Primavera biancorossa) deve intervenire solo al 22' (rasoterra
di Ganz) mentre finisce fuori al 29' un colpo di testa di Di Francesco. Menichini si alza
dalla panchina, striglia i suoi mentre in campi gli animi si scaldano: Bilica fa volare
Noviello al 29', lo stesso difensore carioca poi litiga anche con Zara e poi nuovo
"contatto" con Noviello al 44' con tanto di litigi quando il risultato è
sull'1-1. Già, perchè al 37' Di Francesco aveva portato in vantaggio i biancorossi con
una trama da manuale del calcio. Una chicca: Russo serve Ganz che di testa offre un assist
al bacio per Di Francesco che irrompe e di sinistro, di prima intenzione, fulmina il
portiere umbro. Primi applausi (ma veri) dopo qualche titubanza. Tuttavia c'è pure il
Foligno: che entusiasmo gli umbri appena promossi in serie D e che verve. Quattro minuti
dopo il vantaggio dorico, la risposta di un altro che Ancona la conosce bene: già perchè
Noviello, che firma il pari, lo scorso anno giocava nella Primavera di Giannattasio.
L'azione del gol: lancio di Noviello, fuorigioco dell'Ancona che non funziona, Maltagliati
tocca la sfera vanificando l'incursione di Votoni, nel frattempo Scarpi perde il
cappellino e la palla schizza verso Noviello che la spedisce in fondo al sacco. E' dura
vincere anche a luglio, ma meglio così, meglio capire subito come si soffre. Nella
ripresa, la solita grandinata di sostituzioni con Maini ancora a cercare colpi vincenti,
con Jorgensen che in avanti affianca il Degano mentre Viali è ancora out, in attesa del
via libera dallo staff medico (si spera di schierarlo sabato). Carrus al 9' conferma che
l'Ancona in questo pre-campionato ha confidenza con i pali, Degano al 18' fa vedere che di
gol se ne intende infilando la porta umbra dopo che l'estremo difensore aveva respinto una
conclusione di Jorgensen e Maini al 29' per un soffio (respinta sulla linea di un
difensore) non riesce ad iscrivere il proprio nome nella "voce" bomber. Ma Jimmy
c'è. |