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Luciano Marrone: Sotto Palanca...l'Ancona crepa!
L'avevano detto! L'avevano scritto! Così è stato! Non ha
importanza poi come sia successo. Era già tutto previsto, come raccontano i testi di una
famosa canzone italiana, Milan e Ancona si è giocata regolarmente per 60 minuti, gli
altri 30 normale routine. La partita si legge tutta nel finale: quella vera finisce al
20° del secondo tempo quando l''arbitro Palanca di Roma, da qualcuno ironicamente
definito "tifoso laziale", decreta un calcio di rigore in favore dei rosso-neri.
Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, tranne il fatto che il rigore concesso da Palanca
era viziato da un evidente fuorigioco dell'ucraino non segnalato dal suo collaboratore
Baglioni. Ma lo stesso guardalinee invece non esita nel segnalare un fallo di spalla
involontario del difensore Maltagliati sul tiro ravvicinato di Sheva, in area di rigore.
Inutile affermare che le contestazioni non sono servite a nulla. Il bunker della difesa
dorica si sgretola, l'Ancona accusa il colpo ma non demorde infondo fino a quell'episodio
il Milan non aveva impressionato granché. Ma una volta aperta la strada, per i rosso-neri
tutto diventa improvvisamente più facile. Sonetti non si fa impressionare e incita i suoi
ragazzi ad insistere nel pressing. Ma il Milan, si sa, e pieno di campioni, e lo stesso
Scheva offre su un piatto d'argento un pallone all'accorrente Rui Costa che con un destro
maligno trafigge per la seconda volta il portiere dorico Marcon. Il colpo del KO arriva
sette minuti più tardi. E' lo stesso Palanca ad infliggerlo all'Ancona. Il fischietto
"Laziale" s'inventa un calcio di rigore inesistente. Maltagliati, povero
"diavolo", stende Tomasson al limite dell'area un buon mezzo metro prima della
riga, per Palanca è calcio di rigore. L'arbitro non esita un solo secondo a decretare il
penality, e pensare che era lì a due passi. I dorici dopo il terzo gol, due su rigori
inesistenti, crollano. Accusano il colpo. La squadra cade nel più vecchio inganno del
calcio, il nervosismo, e per i diavoli rosso-neri chiudere l'incontro con una trionfale
goleada è divenuto un gioco da ragazzi. Un dato mi fa pensare, Gattuso a più volte
picchiato duro su Degano, ma non è mai stato ammonito, l'Ancona anche questa volta si
ritrova con tre giocatori ammoniti. La sconfitta pesa più per com'è avvenuta (la
sudditanza per i grossi club non finisce mai di stupire) che per il risultato sentenziato
dal campo. Perdere contro una squadra che sta viaggiando verso la conquista dello scudetto
ci sta. Ma essere trattati in questo modo dal Signor Palanca di Roma è veramente penoso
Con lui l'Ancona ha sempre avuto vita difficile, lo scorso anno a Genova, contro la
Sampdoria, fu protagonista della vittoria blucerchiata nei confronti dell'Ancona. Anche in
quell'occasione s'inventò il classico "rigore nella manica", mentre non ne vide
uno evidente su Ganz in piena area di rigore. Grazie Signor Palanca
per noi sarà
difficile non ricordare le sue "palancate", e come dice un nuovo
proverbio...Sopra Palanca il Milan campa... sotto Palanca l'Ancona crepa.
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