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Zavagno
Sommese
Sartor
. Nesta
. -
. -

Stadio Del Conero

Paganti

55.000

Angoli

8 - 6

Temp.

Meteo

Sereno

Palanca di Roma

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25 gennaio 2004 - 18a. giornata andata " Stadio Meazza"

Shevchenko 62° (r)
Rui Costa 69°
Tomasson 76° (r)
Kakà 81°
Kakà 88°

-
-
-

5

0

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Dida . 1 . Marcon
Kafu 2 Sartor
Nesta 3 Maltagliati
Maldini 4 Milanese
Pancaro 5 Zavagno
Gattuso 6 Sommese
Pirlo 7 Andersson
Seedorf 8 Dino Baggio
Rui Costa 9 Berretta
Kakà 10 Grabbi
Shevchenko 11 Jardel
Fiori . 12 . Cerioni
Simic 13 Bolic
Costacurta 14 Esposito
Redondo 15 Potenza
Brocchi 16 De Falco
Serginho 17 Degano
Tomasson 18 Pandev
Shevchenco 75° . 1 . Grabbi 37°
Seedorf 75° 2 Sommese 66°
- 3 Jardel 85°
Tomasson . 1 . Degano
Serghino 2 Pandev
- 3 De Falco

Ancelotti

. .

Sonetti

Foto www.sportal.it
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di Luciano Marrone:

Sotto Palanca...l'Ancona crepa!

L'avevano detto! L'avevano scritto! Così è stato! Non ha importanza poi come sia successo. Era già tutto previsto, come raccontano i testi di una famosa canzone italiana, Milan e Ancona si è giocata regolarmente per 60 minuti, gli altri 30 normale routine. La partita si legge tutta nel finale: quella vera finisce al 20° del secondo tempo quando l''arbitro Palanca di Roma, da qualcuno ironicamente definito "tifoso laziale", decreta un calcio di rigore in favore dei rosso-neri. Fin qui non ci sarebbe nulla di strano, tranne il fatto che il rigore concesso da Palanca era viziato da un evidente fuorigioco dell'ucraino non segnalato dal suo collaboratore Baglioni. Ma lo stesso guardalinee invece non esita nel segnalare un fallo di spalla involontario del difensore Maltagliati sul tiro ravvicinato di Sheva, in area di rigore. Inutile affermare che le contestazioni non sono servite a nulla. Il bunker della difesa dorica si sgretola, l'Ancona accusa il colpo ma non demorde infondo fino a quell'episodio il Milan non aveva impressionato granché. Ma una volta aperta la strada, per i rosso-neri tutto diventa improvvisamente più facile. Sonetti non si fa impressionare e incita i suoi ragazzi ad insistere nel pressing. Ma il Milan, si sa, e pieno di campioni, e lo stesso Scheva offre su un piatto d'argento un pallone all'accorrente Rui Costa che con un destro maligno trafigge per la seconda volta il portiere dorico Marcon. Il colpo del KO arriva sette minuti più tardi. E' lo stesso Palanca ad infliggerlo all'Ancona. Il fischietto "Laziale" s'inventa un calcio di rigore inesistente. Maltagliati, povero "diavolo", stende Tomasson al limite dell'area un buon mezzo metro prima della riga, per Palanca è calcio di rigore. L'arbitro non esita un solo secondo a decretare il penality, e pensare che era lì a due passi. I dorici dopo il terzo gol, due su rigori inesistenti, crollano. Accusano il colpo. La squadra cade nel più vecchio inganno del calcio, il nervosismo, e per i diavoli rosso-neri chiudere l'incontro con una trionfale goleada è divenuto un gioco da ragazzi. Un dato mi fa pensare, Gattuso a più volte picchiato duro su Degano, ma non è mai stato ammonito, l'Ancona anche questa volta si ritrova con tre giocatori ammoniti. La sconfitta pesa più per com'è avvenuta (la sudditanza per i grossi club non finisce mai di stupire) che per il risultato sentenziato dal campo. Perdere contro una squadra che sta viaggiando verso la conquista dello scudetto ci sta. Ma essere trattati in questo modo dal Signor Palanca di Roma è veramente penoso Con lui l'Ancona ha sempre avuto vita difficile, lo scorso anno a Genova, contro la Sampdoria, fu protagonista della vittoria blucerchiata nei confronti dell'Ancona. Anche in quell'occasione s'inventò il classico "rigore nella manica", mentre non ne vide uno evidente su Ganz in piena area di rigore. Grazie Signor Palanca… per noi sarà difficile non ricordare le sue "palancate", e come dice un nuovo proverbio...Sopra Palanca il Milan campa... sotto Palanca l'Ancona crepa.

 

  La partita raccontata in dialetto anconetano.
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