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Luciano Marrone: La rivoluzione di gennaio non porta
i suoi frutti, e il pubblico anconetano inizia mugugnare, non c'è più dignità!
Ha nulla è servita la completa metamorfosi che Pieroni ha esercitato sulla formazione
dorica nel mercato di riparazione di gennaio. L'esonero di Sonetti è l'avvento di Galeone
sulla panchina dorica non è servito a granchè. Il completo rivoluzionamento
dell'organico biancorosso non ha dato i suoi frutti, ma del resto i giocatori che il
tecnico napoletano ha a sua disposizione non sono assolutamente idonei per il gioco che
Galeone vorrebbe fare. Inutile dire che la prestazione offerta dall'Ancona contro il Lecce
è stata deludente, le scelte effettuate dal "Profeta" si sono rivelate suicide.
La squadra scesa al Del Conero sembrava un puzzle incompleto, l'assenza di Rapajc a
centrocampo si è notata, così come l'assurda decisione di rinunciare ad Andersson, che
nelle ultime gare aveva dimostrato di essere l'uomo giusto del centrocampo dorico, è
stata fatale. Il centro campo formato da Baggio, Maini e Berretta non è riuscito a
mantenere il passo del Lecce, e questo per una squadra che adotta il 4-3-3 non va
assolutamente bene. Troppi i giocatori fuori forma o mal posizionati in campo: Bolic,
assente da troppo tempo, non può giocare un intera partita è soprattutto non una così
importante; Sogliano casca ingenuamente nel tranello di un Chevanton, che sarà pure bravo
ma sicuramente manca di stile nel tuffarsi a terra facendo la vittima; Sartor un autentico
disastro, veramente irriconoscibile sulla fascia sinistra dove Bojinov e Mariniello hanno
praticamente scorazzato. Milanese schierato al centro non si trova a suo agio, spesso in
difficoltà si trova costretto a rincorrere anziché anticipare. L'attacco, si vede, non
punge. Grabbi si mangia l'impossibile, riesce anche questa volta a mancare il bersaglio in
diverse occasioni, ma almeno ci prova. Pandev anche lui sbaglia un gol facilissimo, ma la
cosa peggiore è che il giovane macedone non entra mai in partita, che sia il richiamo
della Lazio? Dino Baggio gioca solo un tempo, e lo gioca anche male, nel secondo tempo
combina poco poi Galeone lo sostituisce con Andersson, ma ormai è troppo tardi; Berretta
non sa più da che parte correre, il giocatore schierato in un ruolo che non gli si addice
non riesce ad esprimersi come sa fare; Sommese si danna l'anima, ma da solo non può
giocare e il più delle volte si perde nel centrocampo leccese. Ormai non c'è più tempo,
gli esperimenti non servono più e i cinque punti in classifica pesano quanto un macigno.
In tutto questo manca anche la speranza di vedere una squadra che lavori per il prossimo
campionato, così com'è non riuscirebbe nemmeno ha salvarsi nel campionato cadetto, e
questo i tifosi dorici ormai la sanno. Speriamo che questo campionato termini in fretta,
sono troppe le delusioni che il popolo biancorosso sta costantemente sopportando. Al
prossimo non ci vogliamo pensare, un altro così sarebbe difficile da digerire.
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