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Guido Montanari Galeone sorprende tutti e schiera una difesa sui generis con Bolic a
sinistra e Sogliano centrale: Gilardino e Marchionni ne approfittano. Nell'opaco secondo
tempo Rapaic fallisce il raddoppio Dopo mezz'ora di gioco il risultato era già sul 3-0
per gli emiliani: le prime due reti sono state però agevolate dagli errori di Andersson e
Dino Baggio. Il bel gol di Bucchi serve soltanto a rendere meno amara l'ennesima sconfitta.
Tre a uno ed è andata bene perchè ad inizio ripresa Prandelli fa uscire gli
scatenati Gilardino e Marchionni, preservandoli per il match di domenica prossima a Milano
con l'Inter. A quel punto con Cammarata e Morfeo davanti (e non è la stessa cosa..), i
biancorossi riescono a reggere e quella che nel primo tempo sembrava dover essere una
goleada di dimensioni storiche si è trasformata in un "normale" 3-1. Di fronte
c'era un Parma talmente più forte e motivato dei dorici (un posto in Europa) che non c'è
mai stata praticamente partita. Se poi la già forte squadra emiliana viene anche
agevolata da alcune strane scelte di Galeone (Bolic a sinistra su Marchionni, Sogliano
centrale su Gilardino, Helguera terzino destro) bè allora le speranze di uscire indenni
dal "Tardini" sono vicine allo zero. E difatti... Ma rispetto alle
mestizia di un'Ancona retrocessa in B ormai da settimane, al "Tardini" c'è
tanto entusiasmo e addirittura aria da Champions League (boati quando sul cartellone dello
stadio appaiono i risultati di Inter e Juve) e cori tutti per Prandelli: "Resta con
noi", gli gridano dalla curva ma il mister probabilmente saluterà tutti destinazione
Juve. E con sè potrebbe portare Gilardino e Ferrari. IL PARMA FA SUBITO TRIS - Al primo
affondo gli emiliani vanno subito in vantaggio: al 9'lancio in verticale di Carbone,
difesa dorica del tutto sorpresa, Gilardino brucia Sogliano sullo scatto e supera Marcon
con un tiro-pallonetto imprendibile. Al 15' Dino Baggio la combina grossa: nel campo che
lo aveva visto a lungo brillante protagonista, l'ex bandiera gialloblù perde come un
principiante il pallone su pressing di Bresciano. Il Parma va in contropiede e Carbone
brucia ancora Marcon: 2-0. Baggio certo ne ha imbroccate poche da quando è approdato
all'Ancona, ma una sciocchezza come quella di ieri non l'aveva mai fatta e l'ha fatta
proprio di fronte al suo pubblico di una volta. Quando si dice il destino... L'Ancona
potrebbe almeno accorciare le distanze con Goretti che si invola solo verso Frey, ma
Bucchi, che era in posizione di fuorigioco e non poteva toccare il pallone, si butta
d'istinto sulla sfera e tira: il guardalinee alza giustamente la bandierina e comunque
Frey era riuscito a respingere il tiro ravvicinato dell'attaccante biancorosso. Alla
mezz'ora il Parma fa tris: punizione di Marchionni, assist di Carbone e tiro di Bresciano
al volo che sorprende sul primo palo un incerto Marcon (forse c'è stata una leggera
deviazione di Baggio). Tutto molto bello ma c'è da dire che gli attaccanti ducali hanno
potuto svolgere il loro "compitino" senza alcun problema visto che i dorici
stavano a guardare... salvo poi mettersi le mani tra i capelli quando hanno visto la palla
entrare in rete per la terza volta. "ACCORCIA" BUCCHI - Accorcia Bucchi subito
dopo con una bella azione personale: l'attaccante dorico, sfrutta al meglio un lancio di
Goretti, fa fuori Bonera e poi infila in diagonale Frey. Si tratta del quinto gol con
l'Ancona per il bomber di Grottammare, approdato in biancorosso solo a gennaio. Un Bucchi
che poi ci riprova di testa ma la mira è alta. In qualsiasi caso dopo la domenica
"nera" col Chievo, Cristian è tornato ad essere l'uomo più pericoloso del
reparto avanzato biancorosso. Se l'Ancona riuscirà ad iscriversi al prossimo campionato e
a risolvere quindi i suoi problemi societari, uno come Bucchi in serie B, adeguatamente
assistito, potrebbe fare la differenza. RAPAIC SPRECA, GALEONE "INVENTA" - Ad
inizio ripresa l'Ancona va vicina al secondo gol: Rapaic ha una palla d'oro sul sinistro
ma anzichè il tiro di precisione sceglie la gran botta e non coglie nemmeno lo specchio
della porta. Poi la sostituzione dello spento croato con Milanese: a questo punto Galeone
cambia radicalmente l'assetto tattico della sua squadra riportando Bolic nel suo ruolo
naturale di terzino destro, Milanese a sinistra, il baby De Falco esterno sempre a
sinistra ed Helguera scala dalla difesa al centrocampo. Novità su novità per un'Ancona
che a due giornate dal termine del campionato non ha ancora trovato un assetto stabile.
Galeone non si accontenta e toglie Bucchi inserendo Pandev al fianco di Ganz. Tutto questo
vorticoso giro di valzer frutta... un tiro dalla distanza di Milanese, di poco sopra la
traversa, un colpo di testa di Ganz bloccato da Frey e una miriade di passaggi involuti a
centrocampo: l'Ancona non riesce quasi mai a verticalizzare. Niente da fare anche
stavolta. E' proprio il caso di dirlo: fortuna che mancano due partite alla fine di questo
strazio.
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