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Luciano Marrone: L'Ancona
supera indenne solo il primo tempo all'Olimpico contro la Roma. Contro la formazione
capitolina di Fabio Capello e contro i fuoriclasse come Totti, Cassano e Montella non c'è
nulla da fare. Buoni solo i primi 45 minuti della formazione dorica, azzeccata la scelta
di Drazen Bolic su Totti nel primo tempo, era un impegno difficile l'incarico di marcare a
uomo il capitano giallororsso, meno azzeccata la marcatura su Montella nella ripresa. La
svolta dell'incontro arriva all'intervallo, quando Fabio Capello decide di lasciare negli
spogliatoi l'impreciso Carew e il falloso Zebina (brutta una sua entrata su Maini non
punita dall'arbitro perchè gia ammonito). La scelta di Capello serve per dare spazio a
Montella e Dellas. La
Roma a questo punto cambia marcia e inizia a volare. L'aeroplanino impiega solo un paio di
minuti per mostrare al suo allenatore di avere gradito la fiducia e ricambia sfruttando al
meglio un assist di Mancini, tra i migliori in campo, per eludere la marcatura di Bilica e
battere Scarpi. In precedenza si era vista una Roma arrembante, ma poco lucida in fase
conclusiva (Mancini, tra l'altro, si è mangiato un gol già fatto, sprecando
un'invenzione di Cassano), mentre l'Ancona, che per una buona mezz'ora ha badato a
difendersi, altro non poteva fare, ha avuto la grande chance con Maurizio Ganz, che però
non ha centrato la porta da posizione molto favorevole in ben due occasioni. Una volta
scardinata la saracinesca marchigiana, grazie a Montella , la squadra di Capello nella ripresa ha avuto vita
facile, realizzando con una punizione del capitano Francesco Totti, libero della marcatura
di Bolic, la rete che ha di fatto chiuso definitivamente la partita in favore dei
giallo-rossi. Poi, è stato Delvecchio, con un colpo di testa in tuffo, a completare la
festa romanista. Un secondo tempo che mette in totale evidenza le grosse difficoltà e la
pochezza che la squadra dorica ha nell'organizzare il suo gioco. Quarantacinque minuti
sono pochi per reggere un campionato difficile come quello di serie A. Menichini non nasconde le
difficoltà della sua squadra, di positivo vede solamente il fatto di aver lasciato alle
sue spalle squadre come Milan e appunto la Roma, anche gli altri avversari dovranno fare i
conti con loro prima o poi, replica il mister biancorosso. Adesso si attendono le
decisioni della Società, il popolo biancorosso vuole certezze, e un punto in quattro
partite è veramente poco. A questo punto Menichini rischia veramente la panchina, a
Pieroni aspetta una settimana di verifiche per dare ai tifosi un chiaro segnale di ciò
che vuole fare, o il rischio di essere nuovamente una meteora di passaggio... sarà presto
effettivo.
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