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Luciano Marrone Inter in scioltezza sull'Ancona: finisce 3-0 grazie ai gol di Cruz,
Materazzi e Vieri. Ci prova di testa Coco su invenzione di Emre dopo 1', palla alta.
Nerazzurri in pressione sin dal fischio d'inizio, ma per vedere una vera palla gol bisogna
aspettare il 20', quando Vieri supera Milanese sullo scatto e prova a sorprendere Scarpi,
che è bravo nella circostanza. L'Inter però passa subito dopo, una magistrale punizione
di Cruz al 26' apiana la starda ai nerazzurri. Viene annullato per fallo di mano il
raddoppio di Vieri, Materazzi alla mezzora offre a Coco un pallone invitante, ma la difesa
dorica sbroglia. Gran
numero di El Jardinero, che crossa verso il centro dell'area in rovesciata al 33', Van der
Meyde viene anticipato da un difensore. Lo stesso olandese prova un sinistro dal limite,
Scarpi si rifugia in corner e ferma, con qualche incertezza, anche una punizione di
Materazzi. Clamoroso allo scadere di tempo l'errore da due passi di Cannavaro, in
proiezione offensiva nell'area dorica, sinistro fuori da un metro e si resta sull'1-0. Si
riparte con Poggi al posto di Andersson ed è proprio l'ex di Roma e Venezia a farsi
subito vedere, ma è bravo Javier Zanetti a limitarlo. Monumentale, però, è l'occasione
che capita sul piede (destro) di Vieri, ma il bomber tira addosso a Scarpi. E' quindi
Materazzi, un minuto dopo, a siglare il raddoppio con un bel colpo di testa su cross di
Van der Meyde. Poi l'Inter si limita a controllare i tentativi dell'Ancona, che si rende
pericoloso con Hubner (inesistente) e Parente, ottimo il riflesso di Toldo su un tiro del
centrocampista. Il colpo di grazia arriva al 33' con Christian Vieri, bravissimo nello
sfruttare l'imbeccata di Lamouchi per battere Scarpi con un colpo sotto. Poi Vieri ha
ancora il tempo per colpire un palo con un diagonale ed è bravo il portiere dorico a
impedirgli di segnare. L'Inter con tre colpi avverte Juventus e Milan che sta tornando e
che per lo scudetto vuole esserci anche lei. L'Inter non ha mai sofferto, ha sempre
comandato il gioco ed ha concesso ben poco in fase difensiva, certo davanti aveva
un'avversario che ha fatto ben poco per cercare di mettere in difficoltà la squadra
milanese. Sonetti ha impostato una squadra capace solo di cercare di distruggere il gioco
e quando Cruz, su punizione, ha portato in vantaggio i neroazzurri l'Ancona è sparita dal
campo incapace di provare almeno a cercare di riagguantare il pareggio. Brutta sconfitta
invece per l'Ancona, non tanto per il risultato, vero che i valori in campo erano diversi,
ma ha colpito in senso negativo l'incapacità della squadra di accenare una minima
reazione ai gol dell'Inter. Una rassegnazione alla sconfitta che non promette niente di
buono per il futuro. L'Ancona continua ad insistere sel vecchio bisonte, ma partita dopo
partita ci si accorge che l'attaccante ormai non riesce più a sgoppare come una volta.
L'unico che si danna l'anima, ancora, e il solito Maurizio Ganz che ieri è stato
fischiato dal pubblico di San Siro. Sonetti lo inserisce al 60°, lui si fa subito vedere,
da un angolo battuto da Parente d'istinto devia in rete, ma Toldo è troppo attento per
farsi sorprendere. Poi ancora Ganz, che contraccambia il favore, servendo lo stesso
Parente, che con un perfetto tiro in diagonale costringe ad una nuova parata il portiere
nerazzurro. In pratica queste sono le uniche azioni che la squadra dorica ha creato in
novanta minuti di gioco. Poco... molto poco. La via del gol non passa per l'attacco
dorico, e questo problema, non è di non poca rilevanza per una squadra che deve
salvarsi.... |