di
Mimmo Cugini
Vince il Milan e nessuno può meravigliarsi. Troppo forte, ma lAncona non fa brutta
figura. Anzi. Resta in partita fino alla mezzora del secondo tempo, quando
unazione fantastica porta Shevchenko al raddoppio. Lucraino è il grande
protagonista, segna due gol e fa poco altro, ma al Milan basta per raggiungere in testa
Inter, Juve, Roma e Lazio. E la notte della serie A e Ancona cè tutta. Mai
visto un Del Conero così pieno, forse ci sono più dei 24.000 spettatori della capienza.
Dopo la pioggia del pomeriggio è una serata bellissima, ideale per giocare a calcio. E il
Milan dei palleggiatori brasiliani trova allinizio pane per i suoi denti.
LAncona parte forte e Menichini ordina ai suoi di andare subito in pressing, è
lunica maniera per bloccare sul nascere il gioco della squadra di Ancelotti. Carrus
gioca al posto di Andersson che finisce in panchina, mentre sugli esterni come previsto ci
sono Russo e Sussi. E il capitano non finisce mai di stupire: davanti a lui cè
Serginho, un confronto improponibile solo in teoria perchè Sasà gioca la solita partita
da grande protagonista, non molla un attimo il brasiliano, lo va a prendere fino alla
propria area di rigore e cerca anche spazio in area di rigore. Lassetto della
squadra biancorossa crea problemi al Milan, ma il pressing biancorosso diventa fine a se
stesso perchè poi i dorici non riescono mai a essere pericolosi, Dida per tutto il primo
tempo non sarà mai costretto a intervenire. E evidente che contro una coppia
centrale come quella composta da Nesta e Maldini non sia facile per Hubner, ma Darione è
troppo solo perchè Di Francesco solo raramente va a dargli una mano e gli altri compagni
restano bloccati. Il Milan sembra un gatto sornione che aspetta di dare la zampata
vincente, gioca sotto ritmo, ma non ha fretta di fare male. Però il primo morso è letale
e cè la firma di Shevchenko sulla prima rete in campionato della squadra rossonera,
ma cè anche la complicità di Alessio Scarpi sulla conclusione dellucraino
dai 25 metri che sorvola la barriera e si infila alla destra del portiere dorico. Diciamo
la verità, il Milan non meriterebbe di passare in vantaggio, ma questa è la serie A,
quando giochi contro grandi campioni non puoi commettere neanche mezzo errore, altrimenti
lo paghi. E infatti la squadra di Ancelotti si ritrova in vantaggio senza spingere mai
sullacceleratore, forse perchè non ne ha bisogno. Di sicuro perchè trova
difficoltà a fare gioco, Bilica e Milanese controllano bene Inzaghi e Shevchenko,
Serginho è bloccato da Russo e Kakà galleggia sulla trequarti senza riuscire a incidere
come vorrebe e dovrebbe. Ma il tasso tecnico tra le due squadre è enorme e quando
lAncona deve fare la partita perchè si trova sotto arrivano i problemi. Di sicuro
lAncona che affronta il Milan è una squadra motivata, persino generosa e comunque
molto concentrata. Ma anche terribilmente in difficoltà a creare occasioni da gol, quando
Collina fischia la fine del primo tempo Dida non ha neanche fatto una parata.
Allinizio del secondo tempo lAncona prova a buttarsi in avanti, ma perde
subito Maini che si fa male in un bruttissimo scontro con Gattuso. Entra Bruno e Menichini
passa così al 3-5-2. La partita si innervosisce e anche Serginho viene ammonito, poi
cè una rissa tra Bilica e Maldini che Collina risolve mostrando il cartellino rosso
a entrambi. E una scossa di adrenalina alla partita che adesso lAncona
interpreta nella maniera giusta, con grande aggressività e cuore, Menichini rischia tutto
inserendo anche Ganz, mentre Ancelotti capisce che il Milan è in difficoltà e puntella
il centrocampo con Ambrosini, indispensabile al fianco di Gattuso. Appena lAncona
tira il fiato però il Milan è pericolosissimo e lAncona si salva dal 2-0 con due
miracoli di Scarpi e un palo clamoroso colpito da Shevchenko. Ma alla mezzora,
stesso minuto del primo gol, ecco il raddoppio. Straordinario il numero di Kakà che
innesca Cafu a destra, assist per Shevchenko che controlla e batte Scarpi in uscita. Un
attimo di distrazione la partita è in ghiacciaia, ma stavolta solo elogi per
lAncona che anche la curva applaude. Però questa squadra deve trovare alternative
per tirare in porta. Bene il pressing, attenta la difesa, sorprendente Carrus che si cala
subito nei panni di regista, ma Dida passa una serata di assoluta tranquillità e la
ricerca dei cross dagli esterni è fine a se stessa contro Nesta e Maldini. Attenzione
però, non ci saranno sempre quei due fenomeni lì in mezzo allarea di rigore. E poi
Hubner deve sicuramente crescere, contro le dirette concorrenti poi sarà inevitabile
unAncona a due punte. Stavolta era logico coprirsi un po ma a Lecce e con il
Modena bisognerà osare qualcosa in più, perchè quelli sono scontri diretti.
di Ferdinando Vicini
Dal campo alla sala stampa, il duello fra Menichini e Ancelotti continua ma con toni
sicuramente più morbidi. Il nervosismo che è scoppiato improvvisamente sul terreno di
gioco è già evaporato quando i due tecnici si presentano ai giornalisti per offrire la
loro interpretazione della gara. Ancelotti sorride quando qualcuno accenna al nervosismo
che è affiorato nella ripresa. «E' stato solo uno scontro, quello fra Maldini e Bilica,
non ci sono state molte ammonizioni. Per il resto ho visto molta correttezza». Nel primo
tempo qualche sofferenza poi tutto più facile: «Abbiamo faticato nel primo tempo, poi
con il gol di Shevcenko tutto è diventato piu semplice. Anche Kakà è uscito fuori molto
bene quando si sono aperti degli spazi». Sull'Ancona il tecnico rossonero si esprime con
la consueta sincerità: «Una squadra che aveva impostato la partita sul contenimento,
bravi Nesta e Maldini a non farsi attaccare da Hubner. Comunque l'Ancona si è dimostrata
una formazione molto determinata, ha fatto una buona gara». Si torna sull'episodio che ha
determinato l'espulsione di Maldini e Bilica. Menichini concorda sul fatto che la svolta
è venuta con il gol di Shevcenko. «Finchè siamo stati sullo 0-0 ci siamo espressi bene
contenendo il Milan senza concedere nulla. Poi è chiaro che con gli spazi più larghi una
squadra come il Milan mette in difficoltà chiunque. Quando abbiamo incassato quella rete
su calcio piazzato tutto si è complicato, è stata la svolta in negativo per noi della
partita». Gli chiedono del perché dei troppi lanci lunghi: «Non si può giocare sempre
con la palla a terra, soprattutto contro avversari della forza dei rossoneri. A volte è
necessario attaccare cercando si alzare la palla». Sull'episodio della doppia espulsione
Menichini ha molte meno certezze di Ancelotti: «Ho visto solo la mischia, non saprei dare
un giudizio. Un episodio che alla fine si è risolto in favore del Milan, perché in
vantaggio di un gol gli spazi si sono allargati ancora di più e le doti tecniche dei
rossoneri si sono evidenziate maggiormente». Sul risultato l'allenatore biancorosso non
solleva eccessive recriminazioni: «Un successo meritato per il Milan, anche se
chiaramente il gol su punizione è stato determinante. Noi abbiamo provato a rimontare, in
qualche occasione abbiamo anche creato qualcosa di buono». La prestazione della squadra
tutto sommato ha soddisfatto Menichini, anche se ovviamente la sconfitta non lo lascia
contento: «Ci sono molti modi per perdere, mi pare che stasera soprattutto sino ad un
certo punto la squadra si è battuta bene facendo rilevare evidenti progressi. Rispetto
alla gara con il Pisa è un'altra storia, anche se dobbiamo migliorare ancora molto. Ora
ci sono due settimane di sosta e le sfrutteremo per questo». Soddisfatto il patron
Ermanno Pieroni. Il Milan, avversario forte, ma lAncona è piaciuta. «Sapevamo sin
dallinizio che con il Milan sarebbe stata una partita difficile, ma al di là del
risultato mi ha fatto piacere vedere una squadra in crescita. Ci rifaremo». Guarda con
fiducia allinizio del campionato anche William Viali, che pensa già a Lecce.
«Siamo partiti molto bene - dice - e la squadra mi sembra ben organizzata. Insomma,
abbiamo giocato una buona partita. Merito del lavoro duro che abbiamo svolto nelle ultime
due settimane. E questa la strada giusti». Ovviamente positivo il giudizio sul
match del milanista Seedorf, che spende una parola per il debutto di Kakà. «Dopo il
nostro primo gol - spiega - la partita si è praticamente conclusa. Kakà? Il suo è stato
un buon esordio: del resto tutti i giocatori acquistati dal Milan sono forti». E poi, il
campo del Del Conero. «Un campo bellissimo - dice - un po difficile per la
pioggia».
di Luca Frezzotti
Vittoria sul campo e nei numeri per un Milan meno aggressivo dell'Ancona ma nettamente
superiore in quanto a praticità ed a occasioni da gol. Ben 6 conclusioni in porta per i
rossoneri contro le 0 dell'Ancona con Dida praticamente inoperoso (ma quel tiro fuori di
un soffio di Carrus lo ha fatto tremare). Primo tempo avaro di emozioni con il Milan che
sfrutta per il vantaggio l'unico vero tiro dei primi '45. A parte la sciabolata di
Shevchenko, che è valso al Milan il gol dell'1-0 con cui si è chiusa la prima frazione,
i rossoneri sono arrivati in porta in una sola occasione con un colpo di testa non
pericoloso di Kakà. Pochi i falli nella prima frazione (il totale è appannaggio del
Milan con 21 contro i 14 dell'Ancona). Più ruvidi i rossoneri con 10 penalità contro le
7 dell'Ancona. Da segnalare, sempre nei primi 45', il fallo record di Gattuso che dopo
dieci secondi ha fermato in maniera scorretta, con un'entrata alla sua maniera, Di
Francesco. Sempre nel primo tempo due chiare azioni da gol per il Milan ed una sola per
l'Ancona con la carambola in area successiva ad un calcio di punizione di Milanese. Un po'
pochino anche se di fronte c'era il Milan. Ripresa sempre nel segno del Milan anche se i
ragazzi di Ancelotti soffrono la voglia di pareggio dei dorici. I biancorossi hanno due
occasioni da rete con Bruno e Carrus (ma anche questa volta il pallone non arriva in
porta) ma il Milan in contropiede è pericolosissimo con Sheva che chiude il conto. Di lì
in poi tre chiare azioni da gol per i rossoneri con l'Ancona che rischia un passivo ancora
più pesante.
di Guido Montanari
L'Ancona cade con onore. I biancorossi hanno fatto soffrire il grande Milan. E' finita
come doveva finire, e cioè con la vittoria del grande Milan, eppure la squadra del
nervosissimo Ancelotti verso la metà del secondo tempo si è fatta un po' più piccina
rischiando davvero di subire il pareggio. Quel tiro al volo di Carrus ha fatto gridare al
gol i tifosi biancorossi e anche i dieci minuti di assedio all'arma bianca al Milan non
sono stati male per l'immaginario collettivo di una città che teneva fortemente di essere
travolta. L'Ancona ha perso ma non è stata di certo umiliata. Insomma 0 punti in
classifica (prevedibile) ma una squadra biancorossa che ha tenuto testa al Milan con il
classico orgoglio della provinciale (e magari questo era meno prevedibile dopo il
deludente precampionato). Due sorprese - Confermate le nostre
anticipazioni: a sorpresa Menichini schiera Carrus come regista davanti alla difesa al
posto del più gettonato Andersson. Confermato anche Russo a destra al posto di Daino, il
tutto per un soluzione tattica che prevede un 3-5-1-1 con Hubner unica punta e Di
Francesco a sostegno a ricoprire il ruolo di guastatore tra centrocampo e fronte avanzato.
Sulla sponda opposta Ancelotti all'ultimo momento preferisce Inzaghi a Rivaldo che si
accomoda in panchina. C'è anche il talento brasiliano Kakà in campo: un 4-3-1-2 davvero
stellare. Inizio da brividi - La coreografia iniziale è fantastica: Il
Del Conero brilla come una stella, con la luce dei riflettori che si infrange sui
cartoncini rossi e argento che coprono interamente la gradinata e i distinti laterali.
Quando le squadre fanno capolino dal sottopassaggio è una bolgia. Alle 20 e 31 l'Ancona
inizia ufficialmente il suo secondo campionato di serie A. L'emozione è fortissima. I
dorici iniziano subito a spron battuto cercando di mettere subito in difficoltà il Milan.
Ma al 4' Kakà si presenta: corta respinta di Russo e il brasiliano di esterno sfiora
l'incrocio dei pali. Comunque l'Ancona fa un'ottima figura nella prima parte del match con
Maini bravo a dettare i tempi a centrocampo e Hubner autentico punto di riferimento in
avanti. Scatenato Di Francesco che si getta su ogni pallone. Milanese o Bilica su Scheva,
Viali su Inzaghi mentre Russo controlla Serginho sulla destra. La squadra dorica è messa
bene in campo e non corre rischi. Milan in vantaggio - L'incantesimo si
rompe al 29' quando una punizione maligna di Schevchenko tradisce Scarpi: la palla scivola
dentro anche complice il terreno viscido per la pioggia. I dorici provano una reazione ma
la spinta non è quella giusta per mettere in difficoltà la difesa "nazionale"
del Milan. Finisce 1-0 per i rossoneri ma se il primo tempo si fosse chiuso sul risultato
di 0-0 non ci sarebbe stato nulla da recriminare. Ad inizio ripresa i dorici perdono
subito per infortunio uno dei suoi uomini più tecnici, Jimmy Maini, ma a questo punto
Menichini prova a rischiare il tutto per tutto sostituendolo con una punta (Bruno). Dunque
Ancona che adesso si schiera con un 3-5-2. Subito dopo fuori Hubner e dentro Maurizio
Ganz. Espulsi Bilica e Maldini - La partita fin lì corretta e un po'
sonnacchiosa si scalda all'improvviso: serie di colpi proibiti in mezzo al campo e Collina
manda fuori Bilica e Maldini, mentre Ancelotti viene trattenuto a stento: le immagini tv
hanno ridimensionato il gesto del biancorosso, il quale ha sì sbracciato ma colpendo
involontariamente un suo compagno di squadra. Quando il trainer rossonero ritrova la calma
toglie una punta (Inzaghi) e mette dentro un difensore (Laursen). I dorici stavolta ci
provano sul serio e i rossoneri nella fase centrale del primo tempo soffrono. Entra anche
Ambrosini ma la navicella rossonera vacilla. Carrus al volo sfiora il palo di Dida.
L'Ancona meriterebbe il pareggio anche se Sheva in mischia prende un palo clamoroso a
botta sicuro dopo un doppio miracolo di Scarpi su tiri ravvicinati di Laursen. Raddoppio
rossonero - E ancora l'ucraino e a chiudere la gara: un gol in contropiede
propiziato da una irresistibile progressione di Kakà che imbecca splendidamente Sheva.
Del resto era inevitabile: l'Ancona nel generoso tentativo di pareggiare infatti ha finito
col prestare il fianco ai midiciali contropiede orchestrati da alcuni tra i giocatori più
forti del mondo. Finisce come doveva finire ma l'Ancona qualche buona speranza per il
futuro l'ha data.
di David Luconi
"Lo spirito è quello giusto" Maini (botta al
ginocchio): "Si poteva osare di più" "Poteva andar sicuramente
meglio". Questo il parere diffuso all'interno del clan biancorosso all'uscita degli
spogliatoi dello stadio Del Conero, al termine della partita persa contro il Milan. Volti
tristi ma fieri quelli degli uomini di mister Menichini perché l'Ancona è stata,
comunque, capace di giocarsi la partita d'esordio alla serie A vincendo, almeno ieri sera,
le molte diffidenze che avevano contraddistinto questo periodo di preparazione al
campionato. Il primo commento è quello del portiere biancorosso Alessio Scarpi. E' lui è
il maggiore indiziato nell'occasione del gol del vantaggio rossonero scaturito da quella
maliziosa punizione calciata, intorno alla mezz'ora nel primo tempo, dall'ucraino
Shevchenko: "Ho visto la palla uscire dalla barriera con leggero ritardo - commenta
Scarpi - e poi mi è schizzata davanti su quel terreno di gioco viscido. Pensavo di averla
presa ed invece... è sfilata in porta. Peccato, è stato l'unico tiro del Milan nel corso
del primo tempo. Certo, nella ripresa la partita è cambiata e loro sono stati
avvantaggiati dagli ampi spazi che noi, attaccando, dovevamo necessariamente offrire. Si
è vista comunque - conclude Scarpi - una buona Ancona in grado di giocarsi la partita e
di rendersi protagonista di buone giocate. Sono ottimista per il futuro della
squadra". E dello stesso avviso è anche Maurizio Ganz. Per lui l'ingresso nella
ripresa e tanta voglia di mettersi in mostra. La stessa dimostrata dalla squadra in campo
nel corso di tutto il match: "Purtroppo, il calcio è anche questo, attacchi, provi a
segnare e poi dall'altra parte trovi un grande campione che al primo tiro ti fa gol.
Abbiamo provato a pareggiare ma contro il Milan questo era complicato. Loro sono i
campioni d'Europa e questo va ricordato. Ho visto un'Ancona combattiva - prosegue Ganz -
che in campo ha dato tutto quello che aveva. Questo è decisamente lo spirito giusto che
dobbiamo mettere da qui in poi". Ganz da grande uomo di calcio esprime un parere
anche sul giovane talento brasiliano Kakà autore di ottime giocate nel corso della serata
anconetana: "Questo ragazzo - commenta il bomber friulano - è un vero talento o
almeno questo è quello che ha dimostrato oggi in sul terreno di gioco". Esce dagli
spogliatoio Giampiero Maini: vistoso è il cerotto che porta al ginocchio sinistro
infortunato durante lo scontro di gioco a centrocampo con Gattuso e che lo ha visto
costretto ad abbandonare il campo: "Spero non sia nulla di grave, ho due buchetti nel
ginocchio. Confido che il collaterale abbia tenuto altrimenti, oltre al danno...". Si
parla della prestazione dell'Ancona e Maini è molto esplicito: "Purtroppo in serie A
capiterà spesso di subire un tiro e un gol. Forse si poteva osare di più, specie nella
prima frazione di gioco... chissà cosa sarebbe successo se fossimo stati più
intraprendenti. Comunque, una buona Ancona che ha incocciato spesso contro una difesa del
Milan chiusa e che giocava, in particolare nella ripresa, di rimessa sfruttando gli spazi
e chiudendo la partita col raddoppio di Shevchenko". A chiudere la carrellata dei
commenti è capitan Sasà Russo che contro il Milan ha fatto il suo esordio nella massima
serie: "Avrei preferito esordire - racconta il capitano dell'Ancona - con un
risultato positivo. Abbiamo giocato una buona gara ma poi il loro gol ha condizionato
tutto l'andamento del match fino all'episodio dell'espulsione del quale, hanno tratto
giovamento soltanto loro. Dobbiamo ripartire - prosegue Russo -abbiamo 15 giorni prima di
affrontare la trasferta di Lecce e la partita interna col Modena che diranno molto di cosa
quest'Ancona sarà capace di fare in questo campionato. Questa sconfitta col Milan del
resto ci poteva stare e di questo eravamo consapevoli, l'importante è non
abbattersi".
di Matteo Massi
L'Ancona non si fascia la testa per aver perso con il Milan. I giocatori sono soddisfatti
della loro prestazione, anche se non possono dire altrettanto per il risultato. Il primo
ad uscire è Maurizio Ganz, uno dei due ex di turno. Menichini l'ha lasciato inizialmente
in panchina e l'ha spedito in campo nella ripresa. Tanta voglia di segnare il gol dell'ex,
ma niente da f..... "Ci ho provato, quando sono entrato in due-tre circostanze, ma
non mi è andata bene. Colpa di qualche rimpallo e merito della difesa del Milan, che si
è chiusa bene". E l'Ancona come l'ha vista? "Nel primo tempo c'è stato un
certo equilibrio, abbiamo retto l'urto, poi ci ha pensato quel grande campione di
Shevchenko a sbloccare il risultato. Davvero bella la sua punizione. Da quel momento la
partita è stata in salita per noi Non abbiamo mollato però. Anche nella ripresa abbiamo
provato a pareggiare con determinazione ed anche sul 2-O non abbiamo certo abdicato. Deve
essere così l'Ancona combattiva e vogliosa come lo è stata stasera con il Milan".
Chi l'ha impressionata di più degli avversari? "E' difficile dirlo, perché il Milan
è una squadra di grandi campioni. Un nome? Kakà. Non l'avevo mai visto giocare e posso
dire che è un grandissimo". Da Ganz a Maini, l'altro ex di turno. Lui ha rimediato
una bella botta al ginocchio, che l'ha costretto uscire dal campo anzitempo. "Sono
arrivato sul pallone -racconta Maini - e Gattuso mi ha fatto un'entrata piuttosto decisa.
Mi ha chiesto scusa poi per l'intervento. Al momento ho due buchi sul ginocchio e spero
che non ci sia niente al collaterale. Valuteremo la situazione nei prossimi giorni".
Dal ginocchio all'Ancona, come le è sembrata? "Abbiamo cercato di fare la nostra
partita e nel primo tempo ci siamo riusciti anche bene. Il Milan a parte la punizione di
Shevchenko non che abbia creato grossi pericoli alla nostra difesa. Anche nella ripresa ci
abbiamo provato, ma non c e stato nulla da fare". Anche un po' di nervosismo nella
ripresa... "I toni non sono mai stati duri, si sono un po' inaspriti dopo le
espulsioni di Bilica e Maldini, ma poi tutto è tornato nella normalità". Adesso il
campionato si ferma per gli impegni della nazionale... "Ed è un bene per me, che
possa recuperare meglio ed anche per l'Ancona, così possiamo arrivare pronti per i
prossimi impegni". Sasà Russo era all'esordio in serie A, com'è andata? "Non
ero poi così tanto emozionato - dice il capitano - certo è stata una bella soddisfazione
per il sotto-scritto, anche se mi sarebbe piaciuto esordire con un risultato positivo.
Quanto alla prestazione dell'Ancona: abbiamo fatto la nostra partita ed abbiamo retto
l'urto per buona parte della partita di una grande squadra come il Milan". Infine
Alessio Scarpi. Che cos'è successo sulla punizione di Shevchenko? "Avevo davanti a
me Viali ed il pallone l'ho vista all'ultimo minuto e mi sono buttato tardi.
Peccato". Poi nella ripresa un bell'intervento su una conclusione ravvicinata...
"Ho fatto un paio di buone parate, ma abbiamo fatto tutti una buona partita. Adesso
ci dobbiamo preparare bene per le due gare con Lecce e Modena, due scontri diretti, dove
dobbiamo assolutamente far punti".
di Luigi Panella
Shevchenko è una furia, Kakà non sbaglia un colpo ed il Milan non tentenna in provincia:
Ancona è espugnata, la risposta alle altre accredidate per il titolo arriva puntuale a
distanza di 24 ore. Milan concreto, piacevole solo a tratti, che comunque ha ampiamente
meritato il successo al cospetto con una formazione dorica, tatticamente arcigna ma troppo
inferiore tecnicamente agli avversari. Di solito, insegnamento tratto dalla scorsa
stagione, il Milan tende a faticare quando non trova spazi. Situazione colta al volo al
tecnico dorico Menichini, degno allievo di Carlo Mazzone nel predisporre un traffico da
ora di punta a centrocampo per contenere gli avversari. Un atteggiamento che sacrificava
Hubner (il bisonte faceva tenerezza nel suo isolamento), ma creava indubbiamente qualche
impaccio ai rossoneri. Il Milan comunque mostrava pazienza, si faceva vedere con una
conclusione dalla distanza di Kakà, cercava di sfruttare le fasce con Cafu e Serginho
(molto meglio il primo) e scardinava la fortezza con Shevchenko: punizione dai 26 metri,
destro con palla velenosa che ingannava l'incerto Scarpi. Sul fronte Ancona tanta spinta
di Sussi sulla sinistra ma solo una mezza occasione: punizione di Milanese con carambola
su Nesta. Nella ripresa l'Ancona cercava di cambiare le cose: agonismo e due punte, con
Bruno ad affiancare prima Hubner, poi Ganz. La gara si faceva aspra. Gattuso e Maini si
scontravano con durezza (ko il secondo), poi Maldini faceva tremare tutti coloro lo
portano abitualmente come esempio di bontà sportiva: scambio di colpi con Bilica e doccia
anticipata per entrambi. Spazi accresciuti, ne beneficiava il Milan con Kakà in crescita
di personalità a sostegno di Shevchenko dopo l'uscita dello spento Inzaghi. Vero che
l'Ancona metteva i brividi a Dida con una legnata dalla media distanza di Carrus finita
fuori, ma la scena era del Milan con primi attori Shevchenko e Kakà: buona l'impressione
del giovane brasiliano che mancava di poco il raddoppio prima con un tocco morbido
d'esterno destro, poi per troppo altruismo nel cercare Shevchenko con un passaggio di
ritorno. Ma l'aria del raddoppio incombeva sul Conero. C'era un'occasionissima concentrata
in un lampo per Laursen e Shevchenko: strepitoso Scarpi sulle due conclusioni del danese,
impietoso il palo nel respimngere il colpo a botta sicura dell'ucraino. Ma era cronaca
dello 0-2 annunciato. Chiudeva i conti Shevchenko al termine di un contropiede splendido:
Kakà con geometria per Cafu, traversone radente al centro, controllo d'esterno destro e
piattone in rete dell'ucraino sull'uscita di Scarpi. Da quel momento in poi tanta
accademia rossonera ed un'altra occasione sciupata dal neoentrato Seedorf: un errore che
non scalfiva il sorrisone di Ancelotti, l'entrata nel campionato della sua corazzata era
di quelle con il piede giusto. |