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di Alessia Del Mastro

Prima partita di campionato in serie A della nostra amata Ancona e subito i Campioni d'Europa. Non poteva iniziare in modo migliore la nuova avventura dei Biancorossi. Uno stadio gremito: 25.000 spettatori tra cui 8700 abbonati! Una nota negativa tuttavia c'è: di questi 25.000 presenti più di metà (e quindi anche molti anconetani e della provincia) tifavano Milan.
Una vera vergogna, ma per fortuna i tifosi veri ci sono e ci saranno sempre anche nel momento in cui dovessero arrivare momenti più bui (anche si auguriamo di no). Arbitro d'eccezione per questo posticipo di campionato: Collina di Viareggio. La partita si è conclusa sul due a zero per i rossoneri con una doppietta di Shevchenko ma sicuramente possiamo dire di aver visto un'Ancona più che soddisfacente soprattutto dopo quella spaventosa e penosa contro il Parma e soprattutto contro il Pisa in Coppa Italia.
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Gli uomini di Menichini si sono mossi bene ma purtroppo non c'è peso in attacco e forse su questo argomento possiamo dire che Pieroni non si sia mosso molto bene sul mercato degli attaccanti visto che non abbiamo un bomber in grado di poter fare la vera differenza in una partita e quindi in grado di essere incisivo anche con una prestazione in ombra. I vari Chiesa e Ventola ce li siamo fatti soffiare in un attimo da un Siena scatenato sul mercato.
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Peccato! Tornando alla partita possiamo dire che Mister Menichini ha schierato il suo modulo preferito (scuola Mazzone) il 3-5-2 o meglio in questo caso il 3-5-1-1 con Milanese, Viali e Bilica in difesa, centrocampo formato da Sussi, Maini, Carrus, Berretta e Russo, Di Francesco dietro all'unica punta Hubner.
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Certo un modulo un pò spregiudicato per affrontare una grande squadra come il Milan, ma alla fine la possibilità di poter arretrare i due esterni di centrocampo e quindi creare una difesa a cinque, ci ha permesso di non essere travolti da campioni come Inzaghi, Kakà (al suo debutto con la maglia rossonero), Sheva ecc… Il primo tempo è stato un po' in ombra, abbastanza equilibrato, con l'Ancona sempre attenta sulla difensiva e mai in area avversaria, ma con un Milan ancora impacciato e poco preciso, tanto ché l'unica azione da goal è stata trasformata da Shevchenko su calcio piazzato.
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Questa è la differenza sostanziale tra noi e le cosiddette grandi: un campione o più in grado di trasformare in goal ogni minima occasione che gli capiti. Anche noi abbiamo avuto un paio di calci piazzati, ma l'immensa e straordinaria difesa milanista non ci ha mai permesso di essere pericolosi. Il secondo tempo è stato caratterizzato e purtroppo per noi segnato, dalla doppia espulsione di Bilica e Maldini; a questo punto l'Ancona non è più riuscita a coprire gli spazi e il Milan si è reso più volte pericoloso fino al definitivo ko con la seconda rete di Schevchenko al 30' del secondo tempo.
I dorici non hanno più saputo reagire e tutta la grinta e la voglia di raggiungere un pareggio che ha caratterizzato i primi 60 minuti di gioco, è svanita completamente.
Debutto amaro quindi per la nostra Ancona, ma come già detto la nota più dolente è arrivata dal pubblico che al secondo goal milanista ha fatto quasi esplodere il Del Conero (metà stadio in piedi ad osannare i rossoneri!!!! Una vergogna!). comunque sia l'Ancona è viva, c'è e speriamo che possa dire la sua il prima possibile
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ultima modifica il 17 set 2003

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di Mimmo Cugini

Vince il Milan e nessuno può meravigliarsi. Troppo forte, ma l’Ancona non fa brutta figura. Anzi. Resta in partita fino alla mezz’ora del secondo tempo, quando un’azione fantastica porta Shevchenko al raddoppio. L’ucraino è il grande protagonista, segna due gol e fa poco altro, ma al Milan basta per raggiungere in testa Inter, Juve, Roma e Lazio. E’ la notte della serie A e Ancona c’è tutta. Mai visto un Del Conero così pieno, forse ci sono più dei 24.000 spettatori della capienza. Dopo la pioggia del pomeriggio è una serata bellissima, ideale per giocare a calcio. E il Milan dei palleggiatori brasiliani trova all’inizio pane per i suoi denti. L’Ancona parte forte e Menichini ordina ai suoi di andare subito in pressing, è l’unica maniera per bloccare sul nascere il gioco della squadra di Ancelotti. Carrus gioca al posto di Andersson che finisce in panchina, mentre sugli esterni come previsto ci sono Russo e Sussi. E il capitano non finisce mai di stupire: davanti a lui c’è Serginho, un confronto improponibile solo in teoria perchè Sasà gioca la solita partita da grande protagonista, non molla un attimo il brasiliano, lo va a prendere fino alla propria area di rigore e cerca anche spazio in area di rigore. L’assetto della squadra biancorossa crea problemi al Milan, ma il pressing biancorosso diventa fine a se stesso perchè poi i dorici non riescono mai a essere pericolosi, Dida per tutto il primo tempo non sarà mai costretto a intervenire. E’ evidente che contro una coppia centrale come quella composta da Nesta e Maldini non sia facile per Hubner, ma Darione è troppo solo perchè Di Francesco solo raramente va a dargli una mano e gli altri compagni restano bloccati. Il Milan sembra un gatto sornione che aspetta di dare la zampata vincente, gioca sotto ritmo, ma non ha fretta di fare male. Però il primo morso è letale e c’è la firma di Shevchenko sulla prima rete in campionato della squadra rossonera, ma c’è anche la complicità di Alessio Scarpi sulla conclusione dell’ucraino dai 25 metri che sorvola la barriera e si infila alla destra del portiere dorico. Diciamo la verità, il Milan non meriterebbe di passare in vantaggio, ma questa è la serie A, quando giochi contro grandi campioni non puoi commettere neanche mezzo errore, altrimenti lo paghi. E infatti la squadra di Ancelotti si ritrova in vantaggio senza spingere mai sull’acceleratore, forse perchè non ne ha bisogno. Di sicuro perchè trova difficoltà a fare gioco, Bilica e Milanese controllano bene Inzaghi e Shevchenko, Serginho è bloccato da Russo e Kakà galleggia sulla trequarti senza riuscire a incidere come vorrebe e dovrebbe. Ma il tasso tecnico tra le due squadre è enorme e quando l’Ancona deve fare la partita perchè si trova sotto arrivano i problemi. Di sicuro l’Ancona che affronta il Milan è una squadra motivata, persino generosa e comunque molto concentrata. Ma anche terribilmente in difficoltà a creare occasioni da gol, quando Collina fischia la fine del primo tempo Dida non ha neanche fatto una parata. All’inizio del secondo tempo l’Ancona prova a buttarsi in avanti, ma perde subito Maini che si fa male in un bruttissimo scontro con Gattuso. Entra Bruno e Menichini passa così al 3-5-2. La partita si innervosisce e anche Serginho viene ammonito, poi c’è una rissa tra Bilica e Maldini che Collina risolve mostrando il cartellino rosso a entrambi. E’ una scossa di adrenalina alla partita che adesso l’Ancona interpreta nella maniera giusta, con grande aggressività e cuore, Menichini rischia tutto inserendo anche Ganz, mentre Ancelotti capisce che il Milan è in difficoltà e puntella il centrocampo con Ambrosini, indispensabile al fianco di Gattuso. Appena l’Ancona tira il fiato però il Milan è pericolosissimo e l’Ancona si salva dal 2-0 con due miracoli di Scarpi e un palo clamoroso colpito da Shevchenko. Ma alla mezz’ora, stesso minuto del primo gol, ecco il raddoppio. Straordinario il numero di Kakà che innesca Cafu a destra, assist per Shevchenko che controlla e batte Scarpi in uscita. Un attimo di distrazione la partita è in ghiacciaia, ma stavolta solo elogi per l’Ancona che anche la curva applaude. Però questa squadra deve trovare alternative per tirare in porta. Bene il pressing, attenta la difesa, sorprendente Carrus che si cala subito nei panni di regista, ma Dida passa una serata di assoluta tranquillità e la ricerca dei cross dagli esterni è fine a se stessa contro Nesta e Maldini. Attenzione però, non ci saranno sempre quei due fenomeni lì in mezzo all’area di rigore. E poi Hubner deve sicuramente crescere, contro le dirette concorrenti poi sarà inevitabile un’Ancona a due punte. Stavolta era logico coprirsi un po’ ma a Lecce e con il Modena bisognerà osare qualcosa in più, perchè quelli sono scontri diretti.

di Ferdinando Vicini

Dal campo alla sala stampa, il duello fra Menichini e Ancelotti continua ma con toni sicuramente più morbidi. Il nervosismo che è scoppiato improvvisamente sul terreno di gioco è già evaporato quando i due tecnici si presentano ai giornalisti per offrire la loro interpretazione della gara. Ancelotti sorride quando qualcuno accenna al nervosismo che è affiorato nella ripresa. «E' stato solo uno scontro, quello fra Maldini e Bilica, non ci sono state molte ammonizioni. Per il resto ho visto molta correttezza». Nel primo tempo qualche sofferenza poi tutto più facile: «Abbiamo faticato nel primo tempo, poi con il gol di Shevcenko tutto è diventato piu semplice. Anche Kakà è uscito fuori molto bene quando si sono aperti degli spazi». Sull'Ancona il tecnico rossonero si esprime con la consueta sincerità: «Una squadra che aveva impostato la partita sul contenimento, bravi Nesta e Maldini a non farsi attaccare da Hubner. Comunque l'Ancona si è dimostrata una formazione molto determinata, ha fatto una buona gara». Si torna sull'episodio che ha determinato l'espulsione di Maldini e Bilica. Menichini concorda sul fatto che la svolta è venuta con il gol di Shevcenko. «Finchè siamo stati sullo 0-0 ci siamo espressi bene contenendo il Milan senza concedere nulla. Poi è chiaro che con gli spazi più larghi una squadra come il Milan mette in difficoltà chiunque. Quando abbiamo incassato quella rete su calcio piazzato tutto si è complicato, è stata la svolta in negativo per noi della partita». Gli chiedono del perché dei troppi lanci lunghi: «Non si può giocare sempre con la palla a terra, soprattutto contro avversari della forza dei rossoneri. A volte è necessario attaccare cercando si alzare la palla». Sull'episodio della doppia espulsione Menichini ha molte meno certezze di Ancelotti: «Ho visto solo la mischia, non saprei dare un giudizio. Un episodio che alla fine si è risolto in favore del Milan, perché in vantaggio di un gol gli spazi si sono allargati ancora di più e le doti tecniche dei rossoneri si sono evidenziate maggiormente». Sul risultato l'allenatore biancorosso non solleva eccessive recriminazioni: «Un successo meritato per il Milan, anche se chiaramente il gol su punizione è stato determinante. Noi abbiamo provato a rimontare, in qualche occasione abbiamo anche creato qualcosa di buono». La prestazione della squadra tutto sommato ha soddisfatto Menichini, anche se ovviamente la sconfitta non lo lascia contento: «Ci sono molti modi per perdere, mi pare che stasera soprattutto sino ad un certo punto la squadra si è battuta bene facendo rilevare evidenti progressi. Rispetto alla gara con il Pisa è un'altra storia, anche se dobbiamo migliorare ancora molto. Ora ci sono due settimane di sosta e le sfrutteremo per questo». Soddisfatto il patron Ermanno Pieroni. Il Milan, avversario forte, ma l’Ancona è piaciuta. «Sapevamo sin dall’inizio che con il Milan sarebbe stata una partita difficile, ma al di là del risultato mi ha fatto piacere vedere una squadra in crescita. Ci rifaremo». Guarda con fiducia all’inizio del campionato anche William Viali, che pensa già a Lecce. «Siamo partiti molto bene - dice - e la squadra mi sembra ben organizzata. Insomma, abbiamo giocato una buona partita. Merito del lavoro duro che abbiamo svolto nelle ultime due settimane. E’ questa la strada giusti». Ovviamente positivo il giudizio sul match del milanista Seedorf, che spende una parola per il debutto di Kakà. «Dopo il nostro primo gol - spiega - la partita si è praticamente conclusa. Kakà? Il suo è stato un buon esordio: del resto tutti i giocatori acquistati dal Milan sono forti». E poi, il campo del Del Conero. «Un campo bellissimo - dice - un po’ difficile per la pioggia».


di Luca Frezzotti

Vittoria sul campo e nei numeri per un Milan meno aggressivo dell'Ancona ma nettamente superiore in quanto a praticità ed a occasioni da gol. Ben 6 conclusioni in porta per i rossoneri contro le 0 dell'Ancona con Dida praticamente inoperoso (ma quel tiro fuori di un soffio di Carrus lo ha fatto tremare). Primo tempo avaro di emozioni con il Milan che sfrutta per il vantaggio l'unico vero tiro dei primi '45. A parte la sciabolata di Shevchenko, che è valso al Milan il gol dell'1-0 con cui si è chiusa la prima frazione, i rossoneri sono arrivati in porta in una sola occasione con un colpo di testa non pericoloso di Kakà. Pochi i falli nella prima frazione (il totale è appannaggio del Milan con 21 contro i 14 dell'Ancona). Più ruvidi i rossoneri con 10 penalità contro le 7 dell'Ancona. Da segnalare, sempre nei primi 45', il fallo record di Gattuso che dopo dieci secondi ha fermato in maniera scorretta, con un'entrata alla sua maniera, Di Francesco. Sempre nel primo tempo due chiare azioni da gol per il Milan ed una sola per l'Ancona con la carambola in area successiva ad un calcio di punizione di Milanese. Un po' pochino anche se di fronte c'era il Milan. Ripresa sempre nel segno del Milan anche se i ragazzi di Ancelotti soffrono la voglia di pareggio dei dorici. I biancorossi hanno due occasioni da rete con Bruno e Carrus (ma anche questa volta il pallone non arriva in porta) ma il Milan in contropiede è pericolosissimo con Sheva che chiude il conto. Di lì in poi tre chiare azioni da gol per i rossoneri con l'Ancona che rischia un passivo ancora più pesante.


di Guido Montanari

L'Ancona cade con onore. I biancorossi hanno fatto soffrire il grande Milan. E' finita come doveva finire, e cioè con la vittoria del grande Milan, eppure la squadra del nervosissimo Ancelotti verso la metà del secondo tempo si è fatta un po' più piccina rischiando davvero di subire il pareggio. Quel tiro al volo di Carrus ha fatto gridare al gol i tifosi biancorossi e anche i dieci minuti di assedio all'arma bianca al Milan non sono stati male per l'immaginario collettivo di una città che teneva fortemente di essere travolta. L'Ancona ha perso ma non è stata di certo umiliata. Insomma 0 punti in classifica (prevedibile) ma una squadra biancorossa che ha tenuto testa al Milan con il classico orgoglio della provinciale (e magari questo era meno prevedibile dopo il deludente precampionato). Due sorprese - Confermate le nostre anticipazioni: a sorpresa Menichini schiera Carrus come regista davanti alla difesa al posto del più gettonato Andersson. Confermato anche Russo a destra al posto di Daino, il tutto per un soluzione tattica che prevede un 3-5-1-1 con Hubner unica punta e Di Francesco a sostegno a ricoprire il ruolo di guastatore tra centrocampo e fronte avanzato. Sulla sponda opposta Ancelotti all'ultimo momento preferisce Inzaghi a Rivaldo che si accomoda in panchina. C'è anche il talento brasiliano Kakà in campo: un 4-3-1-2 davvero stellare. Inizio da brividi - La coreografia iniziale è fantastica: Il Del Conero brilla come una stella, con la luce dei riflettori che si infrange sui cartoncini rossi e argento che coprono interamente la gradinata e i distinti laterali. Quando le squadre fanno capolino dal sottopassaggio è una bolgia. Alle 20 e 31 l'Ancona inizia ufficialmente il suo secondo campionato di serie A. L'emozione è fortissima. I dorici iniziano subito a spron battuto cercando di mettere subito in difficoltà il Milan. Ma al 4' Kakà si presenta: corta respinta di Russo e il brasiliano di esterno sfiora l'incrocio dei pali. Comunque l'Ancona fa un'ottima figura nella prima parte del match con Maini bravo a dettare i tempi a centrocampo e Hubner autentico punto di riferimento in avanti. Scatenato Di Francesco che si getta su ogni pallone. Milanese o Bilica su Scheva, Viali su Inzaghi mentre Russo controlla Serginho sulla destra. La squadra dorica è messa bene in campo e non corre rischi. Milan in vantaggio - L'incantesimo si rompe al 29' quando una punizione maligna di Schevchenko tradisce Scarpi: la palla scivola dentro anche complice il terreno viscido per la pioggia. I dorici provano una reazione ma la spinta non è quella giusta per mettere in difficoltà la difesa "nazionale" del Milan. Finisce 1-0 per i rossoneri ma se il primo tempo si fosse chiuso sul risultato di 0-0 non ci sarebbe stato nulla da recriminare. Ad inizio ripresa i dorici perdono subito per infortunio uno dei suoi uomini più tecnici, Jimmy Maini, ma a questo punto Menichini prova a rischiare il tutto per tutto sostituendolo con una punta (Bruno). Dunque Ancona che adesso si schiera con un 3-5-2. Subito dopo fuori Hubner e dentro Maurizio Ganz. Espulsi Bilica e Maldini - La partita fin lì corretta e un po' sonnacchiosa si scalda all'improvviso: serie di colpi proibiti in mezzo al campo e Collina manda fuori Bilica e Maldini, mentre Ancelotti viene trattenuto a stento: le immagini tv hanno ridimensionato il gesto del biancorosso, il quale ha sì sbracciato ma colpendo involontariamente un suo compagno di squadra. Quando il trainer rossonero ritrova la calma toglie una punta (Inzaghi) e mette dentro un difensore (Laursen). I dorici stavolta ci provano sul serio e i rossoneri nella fase centrale del primo tempo soffrono. Entra anche Ambrosini ma la navicella rossonera vacilla. Carrus al volo sfiora il palo di Dida. L'Ancona meriterebbe il pareggio anche se Sheva in mischia prende un palo clamoroso a botta sicuro dopo un doppio miracolo di Scarpi su tiri ravvicinati di Laursen. Raddoppio rossonero - E ancora l'ucraino e a chiudere la gara: un gol in contropiede propiziato da una irresistibile progressione di Kakà che imbecca splendidamente Sheva. Del resto era inevitabile: l'Ancona nel generoso tentativo di pareggiare infatti ha finito col prestare il fianco ai midiciali contropiede orchestrati da alcuni tra i giocatori più forti del mondo. Finisce come doveva finire ma l'Ancona qualche buona speranza per il futuro l'ha data.


di David Luconi

"Lo spirito è quello giusto"
Maini (botta al ginocchio): "Si poteva osare di più" "Poteva andar sicuramente meglio". Questo il parere diffuso all'interno del clan biancorosso all'uscita degli spogliatoi dello stadio Del Conero, al termine della partita persa contro il Milan. Volti tristi ma fieri quelli degli uomini di mister Menichini perché l'Ancona è stata, comunque, capace di giocarsi la partita d'esordio alla serie A vincendo, almeno ieri sera, le molte diffidenze che avevano contraddistinto questo periodo di preparazione al campionato. Il primo commento è quello del portiere biancorosso Alessio Scarpi. E' lui è il maggiore indiziato nell'occasione del gol del vantaggio rossonero scaturito da quella maliziosa punizione calciata, intorno alla mezz'ora nel primo tempo, dall'ucraino Shevchenko: "Ho visto la palla uscire dalla barriera con leggero ritardo - commenta Scarpi - e poi mi è schizzata davanti su quel terreno di gioco viscido. Pensavo di averla presa ed invece... è sfilata in porta. Peccato, è stato l'unico tiro del Milan nel corso del primo tempo. Certo, nella ripresa la partita è cambiata e loro sono stati avvantaggiati dagli ampi spazi che noi, attaccando, dovevamo necessariamente offrire. Si è vista comunque - conclude Scarpi - una buona Ancona in grado di giocarsi la partita e di rendersi protagonista di buone giocate. Sono ottimista per il futuro della squadra". E dello stesso avviso è anche Maurizio Ganz. Per lui l'ingresso nella ripresa e tanta voglia di mettersi in mostra. La stessa dimostrata dalla squadra in campo nel corso di tutto il match: "Purtroppo, il calcio è anche questo, attacchi, provi a segnare e poi dall'altra parte trovi un grande campione che al primo tiro ti fa gol. Abbiamo provato a pareggiare ma contro il Milan questo era complicato. Loro sono i campioni d'Europa e questo va ricordato. Ho visto un'Ancona combattiva - prosegue Ganz - che in campo ha dato tutto quello che aveva. Questo è decisamente lo spirito giusto che dobbiamo mettere da qui in poi". Ganz da grande uomo di calcio esprime un parere anche sul giovane talento brasiliano Kakà autore di ottime giocate nel corso della serata anconetana: "Questo ragazzo - commenta il bomber friulano - è un vero talento o almeno questo è quello che ha dimostrato oggi in sul terreno di gioco". Esce dagli spogliatoio Giampiero Maini: vistoso è il cerotto che porta al ginocchio sinistro infortunato durante lo scontro di gioco a centrocampo con Gattuso e che lo ha visto costretto ad abbandonare il campo: "Spero non sia nulla di grave, ho due buchetti nel ginocchio. Confido che il collaterale abbia tenuto altrimenti, oltre al danno...". Si parla della prestazione dell'Ancona e Maini è molto esplicito: "Purtroppo in serie A capiterà spesso di subire un tiro e un gol. Forse si poteva osare di più, specie nella prima frazione di gioco... chissà cosa sarebbe successo se fossimo stati più intraprendenti. Comunque, una buona Ancona che ha incocciato spesso contro una difesa del Milan chiusa e che giocava, in particolare nella ripresa, di rimessa sfruttando gli spazi e chiudendo la partita col raddoppio di Shevchenko". A chiudere la carrellata dei commenti è capitan Sasà Russo che contro il Milan ha fatto il suo esordio nella massima serie: "Avrei preferito esordire - racconta il capitano dell'Ancona - con un risultato positivo. Abbiamo giocato una buona gara ma poi il loro gol ha condizionato tutto l'andamento del match fino all'episodio dell'espulsione del quale, hanno tratto giovamento soltanto loro. Dobbiamo ripartire - prosegue Russo -abbiamo 15 giorni prima di affrontare la trasferta di Lecce e la partita interna col Modena che diranno molto di cosa quest'Ancona sarà capace di fare in questo campionato. Questa sconfitta col Milan del resto ci poteva stare e di questo eravamo consapevoli, l'importante è non abbattersi".


di Matteo Massi

L'Ancona non si fascia la testa per aver perso con il Milan. I giocatori sono soddisfatti della loro prestazione, anche se non possono dire altrettanto per il risultato. Il primo ad uscire è Maurizio Ganz, uno dei due ex di turno. Menichini l'ha lasciato inizialmente in panchina e l'ha spedito in campo nella ripresa. Tanta voglia di segnare il gol dell'ex, ma niente da f..... "Ci ho provato, quando sono entrato in due-tre circostanze, ma non mi è andata bene. Colpa di qualche rimpallo e merito della difesa del Milan, che si è chiusa bene". E l'Ancona come l'ha vista? "Nel primo tempo c'è stato un certo equilibrio, abbiamo retto l'urto, poi ci ha pensato quel grande campione di Shevchenko a sbloccare il risultato. Davvero bella la sua punizione. Da quel momento la partita è stata in salita per noi Non abbiamo mollato però. Anche nella ripresa abbiamo provato a pareggiare con determinazione ed anche sul 2-O non abbiamo certo abdicato. Deve essere così l'Ancona combattiva e vogliosa come lo è stata stasera con il Milan". Chi l'ha impressionata di più degli avversari? "E' difficile dirlo, perché il Milan è una squadra di grandi campioni. Un nome? Kakà. Non l'avevo mai visto giocare e posso dire che è un grandissimo". Da Ganz a Maini, l'altro ex di turno. Lui ha rimediato una bella botta al ginocchio, che l'ha costretto uscire dal campo anzitempo. "Sono arrivato sul pallone -racconta Maini - e Gattuso mi ha fatto un'entrata piuttosto decisa. Mi ha chiesto scusa poi per l'intervento. Al momento ho due buchi sul ginocchio e spero che non ci sia niente al collaterale. Valuteremo la situazione nei prossimi giorni". Dal ginocchio all'Ancona, come le è sembrata? "Abbiamo cercato di fare la nostra partita e nel primo tempo ci siamo riusciti anche bene. Il Milan a parte la punizione di Shevchenko non che abbia creato grossi pericoli alla nostra difesa. Anche nella ripresa ci abbiamo provato, ma non c e stato nulla da fare". Anche un po' di nervosismo nella ripresa... "I toni non sono mai stati duri, si sono un po' inaspriti dopo le espulsioni di Bilica e Maldini, ma poi tutto è tornato nella normalità". Adesso il campionato si ferma per gli impegni della nazionale... "Ed è un bene per me, che possa recuperare meglio ed anche per l'Ancona, così possiamo arrivare pronti per i prossimi impegni". Sasà Russo era all'esordio in serie A, com'è andata? "Non ero poi così tanto emozionato - dice il capitano - certo è stata una bella soddisfazione per il sotto-scritto, anche se mi sarebbe piaciuto esordire con un risultato positivo. Quanto alla prestazione dell'Ancona: abbiamo fatto la nostra partita ed abbiamo retto l'urto per buona parte della partita di una grande squadra come il Milan". Infine Alessio Scarpi. Che cos'è successo sulla punizione di Shevchenko? "Avevo davanti a me Viali ed il pallone l'ho vista all'ultimo minuto e mi sono buttato tardi. Peccato". Poi nella ripresa un bell'intervento su una conclusione ravvicinata... "Ho fatto un paio di buone parate, ma abbiamo fatto tutti una buona partita. Adesso ci dobbiamo preparare bene per le due gare con Lecce e Modena, due scontri diretti, dove dobbiamo assolutamente far punti".


di Luigi Panella

Shevchenko è una furia, Kakà non sbaglia un colpo ed il Milan non tentenna in provincia: Ancona è espugnata, la risposta alle altre accredidate per il titolo arriva puntuale a distanza di 24 ore. Milan concreto, piacevole solo a tratti, che comunque ha ampiamente meritato il successo al cospetto con una formazione dorica, tatticamente arcigna ma troppo inferiore tecnicamente agli avversari. Di solito, insegnamento tratto dalla scorsa stagione, il Milan tende a faticare quando non trova spazi. Situazione colta al volo al tecnico dorico Menichini, degno allievo di Carlo Mazzone nel predisporre un traffico da ora di punta a centrocampo per contenere gli avversari. Un atteggiamento che sacrificava Hubner (il bisonte faceva tenerezza nel suo isolamento), ma creava indubbiamente qualche impaccio ai rossoneri. Il Milan comunque mostrava pazienza, si faceva vedere con una conclusione dalla distanza di Kakà, cercava di sfruttare le fasce con Cafu e Serginho (molto meglio il primo) e scardinava la fortezza con Shevchenko: punizione dai 26 metri, destro con palla velenosa che ingannava l'incerto Scarpi. Sul fronte Ancona tanta spinta di Sussi sulla sinistra ma solo una mezza occasione: punizione di Milanese con carambola su Nesta. Nella ripresa l'Ancona cercava di cambiare le cose: agonismo e due punte, con Bruno ad affiancare prima Hubner, poi Ganz. La gara si faceva aspra. Gattuso e Maini si scontravano con durezza (ko il secondo), poi Maldini faceva tremare tutti coloro lo portano abitualmente come esempio di bontà sportiva: scambio di colpi con Bilica e doccia anticipata per entrambi. Spazi accresciuti, ne beneficiava il Milan con Kakà in crescita di personalità a sostegno di Shevchenko dopo l'uscita dello spento Inzaghi. Vero che l'Ancona metteva i brividi a Dida con una legnata dalla media distanza di Carrus finita fuori, ma la scena era del Milan con primi attori Shevchenko e Kakà: buona l'impressione del giovane brasiliano che mancava di poco il raddoppio prima con un tocco morbido d'esterno destro, poi per troppo altruismo nel cercare Shevchenko con un passaggio di ritorno. Ma l'aria del raddoppio incombeva sul Conero. C'era un'occasionissima concentrata in un lampo per Laursen e Shevchenko: strepitoso Scarpi sulle due conclusioni del danese, impietoso il palo nel respimngere il colpo a botta sicura dell'ucraino. Ma era cronaca dello 0-2 annunciato. Chiudeva i conti Shevchenko al termine di un contropiede splendido: Kakà con geometria per Cafu, traversone radente al centro, controllo d'esterno destro e piattone in rete dell'ucraino sull'uscita di Scarpi. Da quel momento in poi tanta accademia rossonera ed un'altra occasione sciupata dal neoentrato Seedorf: un errore che non scalfiva il sorrisone di Ancelotti, l'entrata nel campionato della sua corazzata era di quelle con il piede giusto.

  La partita raccontata in dialetto anconetano.
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