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di Alessia Del Mastro

È appena terminato il calciomercato, l'Ancona è stata completamente ridisegnata con 12 acquisti nuovi e ben 19 cessioni; per non parlare dell'allenatore: la sconfitta di Milano, è costata la panchina a Sonetti e al suo posto, è arrivato Galeone e anche con questo la nostra amata Ancona è andata a fondo, contro un Lecce scattante e molto veloce nelle manovre di gioco.

Povera squadra, ma soprattutto poveri tifosi….chissà, qualcuno dopo la rivoluzione di gennaio si sarà aspettato una squadra più competitiva, più gioco, e invece niente di niente, anzi, se fosse possibile, abbiamo fatto un ennesimo passo indietro.
Mister Galeone ha sbagliato praticamente tutto, non c'era un giocatore (escluso il portiere naturalmente…..e per fortuna riusciamo ad essere ancora ironici!!!!!) nel proprio ruolo, sono stati riesumati elementi che ormai pensavamo di non vedere più: vedi Maini, Giacobbo, Bolic….
(ma come si fa a schierare in campo, in una partita così delicata, uomini che non hanno mai giocato e che forse non reggono più neanche i 90 minurti?!!!).
Tutta questa premessa per dire che la partita si è conclusa sul due a zero per il Lecce, andato in vantaggio dopo soli 43'', grazie ad un enorme dormita generale della nostra difesa, con Chevanton (e chi se no!!!!!).
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Di male in peggio, addirittura Galeone, dopo la sua prima partita nella panchina dorica, ha detto di non credere più alla salvezza (andiamo bene!!!!!). Diciannove partite disputate e solo cinque punti. Un ultimo posto di classifica sempre più distante dalle penultime.
Questa volta l'arbitro non ha colpe, tutto quello di negativo che si è visto, è solo voluto dalla squadra stessa.
Dando un occhio alla partita, Galeone, ritenuto da tutti un allenatore dalla predisposizione molto offensiva, ha schierato un 4-3-3 con Sartor, Milanese, Sogliano e Bolic in difesa (tutti si sono domandati, come gli sia venuto in mente di lasciare fuori Zavagno!!!! È roba da matti!!!
O forse qesto è l'ennesimo allenatore che va a simpatie?), centrocampo con Berretta, Maini e Dino Baggio (addirittura fatto subito capitano della squadra biancorossa e in attacco Sommese, Grabbi e Pandev. Ancora un assente importantissimo: forse l'uomo più importante di questa squadra, Milan Rapaic, che speriamo torni presto a disposizione.
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Se lunedì scorso potevamo dire che nonostante l'umiliante risultato di San Siro, l'Ancona aveva fatto vedere buone cose, oggi non è stato così. Una vera vergogna. Una squadra scandalosa e quel che è peggio è che siamo andati vicinissimi al goal in almeno sei o sette occasioni e nessun giocatore è stato in grado di buttare dentro una palla, anzi, è stato sbagliato veramente l'impossibile.
Poi per completare l'opera, sull'1 a zero per il Lecce, i dorici si sono ritrovati a giocare dieci contro undici, grazie ad una ingenuità tremenda di un uomo d'esperienza come Sogliano che a gioco fermo ha dato una manata in viso a Chevanton, facendosi buttare fuori….sinceramente ci sono dei dubbi che questi giocatori siano veramente calciatori professionisti! Non ci sono poi altri commenti, visto che il risultato è sempre lo stesso e cioè un vero PIANTO
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ultima modifica il 04 feb 2004

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di Guido Montanari Corriere Adriatico


Galeone va subito a picco. Naufraga anche la "nuova" Ancona: la B è vicina

Chevanton in rete dopo appena 46 secondi di gioco. E nella ripresa la giusta espulsione di Sogliano per un banale fallo di reazione ha spento ogni residua velleità di recupero dei biancorossi Missione fallita: anche il Lecce "passeggia" al Del Conero e porta meritatamente a casa tre punti preziosi Dorici opachi e come sempre imprecisi sotto rete: Grabbi pure stavolta si è mangiato due gol clamorosi. L'Ancona ha toccato il fondo collezionando l'ennesima sconfitta casalinga e tradendo un pubblico che anche ieri aveva generosamente dimostrato di crederci ancora. Il verdetto è spietato: il Lecce incamera meritatamente tre punti preziosi per la classifica mentre i dorici sprofondano. Adesso anche la speranza è morta e solo un miracolo potrebbe risollevare una squadra che ieri ha dato l'impressione di essere rassegnata ad un destino immutabile: la retrocessione in serie B. Cambiano i protagonisti ma non il "prodotto": anche l'Ancona-2 , quella uscita tutta nuova dal mercato di gennaio e che tante speranze aveva dato ai tifosi, ha clamorosamente fallito.  Al primo affondo (era passati appena 46 secondi di gioco!) i pugliesi sono andati in vantaggio: corsa solitaria di Bojinov, assist per Chevanton e gol scolastico per il bomber del Lecce. La partita si sarebbe potuto chiudere addirittura dopo pochi minuti quando Bolano ha colpito un palo pieno dal limite dell'area con nuovo portiere svedese Hedman apparso in netto ritardo. Poi la sagra dei gol mangiati: durante il primo tempo sospinti dalla forza dall'orgoglio della coppia di centrocampo Maini-Berretta, i dorici arrivano un paio di volte davanti a Sicignano e in particolare Grabbi spreca tirando tutto solo addosso al portiere del Lecce. Nella ripresa l'inizio dei biancorossi è veemente e l'impressione è buona, il Lecce soffre, sbanda ma... a rimetterlo in piedi ci pensa Sogliano: il difensore biancorosso da un buffetto sulla guancia a Chevanton a cui ovviamente non par vero di gettarsi a terra come colpito da... un Tir in corsa. Sogliano espulso e partita chiusa: una squadra di contropiedisti nati come quella di Rossi va a nozze e arriva puntuale il secondo gol di Konan. La restante parte del match è un insulto per gli spettatori, tanto che metà di questi lascia malinconicamente lo stadio mentre i tifosi ospiti (molto corretti, complimenti) alzano canti di vittoria. La gente non vuole più neanche vederla questa squadra. A rendere il tutto più assurdo l'ennesimo gol sbagliato a porta praticamente vuota da Grabbi. Mancano ancora 15 giornate: la lenta agonia continua.


di David Luconi Corriere Adriatico

"Ho sbagliato, scusatemi" In campo ho dato tutto ma ho fallito alcune occasioni clamorose. Purtroppo non ho ancora la condizione ideale e la lucidità è poca". Grabbi non si dà pace: "Mai vissuto un momento così nero"

Ieri pomeriggio, allo stadio del Conero, è andato in onda lo stesso film che si ripropone ormai dall'inizio del campionato: il Lecce va in gol ad inizio partita, l'Ancona preme alla ricerca del gol del pareggio ma, i troppi gol sbagliati dai giocatori biancorossi la condannano all'ennesima sconfitta stagionale. Occasioni gettate dai dorici sia quando la squadra premeva per recuperare quella rete, iniziale, siglata dal bomber del Lecce l'uruguaiano Chevanton, sia quando la squadra era sotto 2-0 e in dieci uomini. Nelle file doriche non un solo responsabile. A sbagliare sono stati, nell'ordine, Berretta (in verità a più riprese), Pandev ma soprattutto Grabbi. Proprio l'attaccante ex-Blackburn, che si è reso protagonista di alcuni clamorosi errori sotto porta, non ha voluto trovare giustificazione. "Gli errori dei miei compagni non voglio neanche giudicarli - ha commentato "Ciccio" Grabbi alla fine della partita -. Mentre mi assumo tutte le responsabilità sui miei. Purtroppo ho sbagliato e adesso provo una grandissima delusione per non essere riuscito a dare una gioia ai nostri tifosi. Non mi era mai accaduto di fallire ben tre occasioni da gol nel corso della stessa partita. A mia unica giustificazione posso dire che è solo la seconda partita nella quale gioco tutti e novanta i minuti e questo, qualcosa deve pur significare... Spero che la gente veda che in campo sto cercando di dare il massimo. Anche oggi (ieri, ndr) ho dato tutto quello che avevo e continuerò a farlo da qui a fine campionato. Questo è certo". Anche se la situazione dell'Ancona è assolutamente disperata: meno dieci dal Lecce peraltro quart'ultimo in classifica e addirittura a meno tredici dal Modena quint'ultimo. "A fine partita sono uscito dal campo per ultimo - prosegue Grabbi - cercando di smaltire la grande delusione che avevo accumulato. Anche Milanese mi è venuto vicino cercando di rinfrancarmi e per questo voglio ringraziare tutti i miei compagni che in questo momento così amaro, mi sono vicini. Ripeto: ho cercato di combattere, di mettere palloni giocabili per gli altri ma questa palla, di entrare in porta proprio non vuole saperne anche per i miracoli del portiere avversario. Tutto questo è assolutamente sintomatico della nostra situazione di classifica ma continueremo a lottare anche se la matematica dice che le possibilità di salvarci sono ridotte ormai vicine allo zero". Cambiano i giocatori, gli attaccanti, gli allenatori ma, il risultato per i dorici è sempre lo stesso: sconfitta e carenza in zona gol che non arriva ormai da 640 minuti (minuto più, minuto meno). "Mister Galeone - prosegue Grabbi - mi ha dato subito fiducia e di questo non posso che essere soddisfatto. Diciamo che avevamo preparato la gara in un certo modo ma poi... prendi gol dopo un minuto e allora cambia tutto. L'espulsione di Sogliano? Purtroppo sono episodi che all'interno di una partita possono accadere e poi, a dir la verità, Sean era stato provocato. Vorrei che non si pensasse che all'interno dello spogliatoio non si provi un grande rammarico per lo stato di cose. Noi tutti siamo dispiaciuti...".


di Andrea Bellezza

La cura Galeone non va e il Lecce passa ad Ancona. Allenatore nuovo, ma i risultati non cambiano: in dieci per l'espulsione di Sogliano, i marchigiani, sempre più ultimi, sconfitti per 2-0 in casa. I gol di Chevanton e Konan rialzano gli uomini di Rossi

Minimo sforzo, massimo risultato. Un luogo comune che si attaglia perfettamente al Lecce, che con un classico 2-0 porta via oggi dal Del Conero di Ancona tre punti preziosi per la corsa verso la salvezza. Sbaragliando senza fatica l'Ancona del neo allenatore Galeone. I giallorossi hanno sfruttato al massimo le occasioni da rete create in contropiede dai velocissimi attaccanti Chevanton e Konan, ben supportati da un Bojinov (che ha colto anche un palo esterno) più che mai ispirato, soprattutto nel primo tempo. Ma il Lecce deve ringraziare anche l'anconetano Sogliano, che si è fatto espellere ingenuamente al 7' della ripresa mettendo ancor più nei guai i compagni. La rivoluzione di gennaio (oltre un quarto della rosa rinnovato e l'allenatore Sonetti sostituito da Giovanni Galeone) non giova quindi all'Ancona e non soltanto sul piano dei risultati. Anche nel gioco la squadra è apparsa quasi disorientata nel praticare un 4-3-3 che ha messo su un piatto d'argento per i salentini la cronica inferiorità numerica a centrocampo. In attacco, al Lecce è bastato infilarsi negli ampi spazi concessi dall'Ancona per colpire ed affondare la truppa biancorossa. Ieri Galeone era stato buon profeta. "Il Lecce è una squadra temibile in trasferta - aveva detto - ha degli attaccanti che sono frecce". Detto fatto. I giallorossi sono penetrati nel centrocampo e nella difesa dei biancorossi come un coltello nel burro. L' attacco anconetano ha nuovamente fallito alcune occasioni clamorose con Grabbi, Sommese e Berretta. Per il resto i pugliesi, forti dell'istantaneo vantaggio, hanno controllato il match, rimanendo asserragliati nella propria metà campo per gran parte della partita e ripartendo poi con sporadici contropiede. Grande sbandamento iniziale per il nuovo Ancona d' attacco di Galeone, che non riesce a trovare gli automatismi e le distanze tra i reparti. Il Lecce approfitta subito delle smagliature che si aprono nelle file biancorosse mandando in avanscoperta l'eccezionale coppia di guastatori Bojinov-Chevanton. Al primo minuto i salentini passano in vantaggio. Azione travolgente del bulgaro, che scende indisturbato e offre una palla invitante a Chevanton. L'uruguaiano non si fa pregare, si libera sulla destra e infila Hedman - all'esordio in maglia biancorossa - con un rasoterra incrociato. L'Ancona, all'inizio frastornato, ha però la forza di avviare un forcing dopo il palo esterno colto da Bojinov. E' un monologo biancorosso fino alla fine del primo tempo ma gli anconetani sbagliano tutto davanti alla porta giallorosa. L' Ancona prova a rispondere con Sommese al 19' ma è bravissimo il portiere Sicignano a chiudere lo specchio della porta. Un minuto dopo è Stovini a salvare su Berretta. Al 32' Pandev arriva fuori tempo e manda alto di testa, su un delizioso cross di Sommese. Ghiotta occasione fallita da Grabbi al 44', quando calcia su Sicignano in uscita e tre minuti più tardi Sommese si vede respingere il tiro a colpo sicuro da Tonetto. Il secondo tempo inizia in salita per l'Ancona. Prima l'espulsione di Sogliano al 7' per una sciocca manata mollata in faccia a Chevanton, poi il raddoppio firmato al 16' dal nuovo entrato, il velocista Konan, che segna praticamente senza l'opposizione dei difensori. L'ivoriano scende senza incontrare ostacoli sulla sinistra, si accentra e lascia partire un preciso fendente rasoterra di destro dal limite dell'area che non dà scampo a Hedman. Continua la sagra biancorossa dello spreco al 23', con Berretta che sparecchia fuori da buona posizione. La partita sfuma senza particolari emozioni. Prosegue la rincorsa del Lecce alla seconda vittoria in trasferta mentre per l'Ancona la salvezza è sempre più un miraggio.


di Luca Taidelli La Gazzetta dello Sport

Chevanton in avvio e Konan nella ripresa rovinano l'esordio di Galeone, la cui squadra non segna da 630' e appare rassegnata. Espulso Sogliano.

Il Lecce vince 2-0 ad Ancona con le reti di Chevanton e Konan e accorcia le distanze rispetto alla zona salvezza (da sei a tre punti il gap sul Modena), condannando un'Ancona che cambia attaccanti e allenatori come fossero camicie, ma non trova la rete per la settima gara consecutiva, malgrado l'arrivo dell'iperoffensivo Galeone. LA GARA - Galeone riparte dal 4-3-3, ma soprattutto da un gol subito dopo 50 secondi. Nel solito 4-4-2 Rossi getta subito in campo i neoarrivati Mariniello e Franceschini. Il gol a freddo è la fotografia del match. Da una parte una coppia di attaccanti assatanati, affiatati e spietati, dall'altra un reparto offensivo che non centra la porta da oltre sette partite. Chevanton e Bojinov (devastante per velocità e forza nel tiro) ci mettono meno di un minuto a spaccare in due il fragile argine marchigiano, mentre dall'altra parte il giochino studiato da Galeone non funziona quasi mai. Pandev e Sommese dovrebbero infatti stare larghi per favorire l'inserimento dei tre centrocampisti, ma solo a sinistra Berretta va all'assalto, mentre a destra Sommese è tanto fumo e poco arrosto, con Baggio e Maini che non si sganciano perché preoccupati di Ledesma e Bolano. Quando l'isolato Grabbi vede un pallone, Stoini o Sicignano (decisivo due volte in uscita bassa) allungano la carestia dell'Ancona. L'Ancona nella ripresa parte a testa bassa, ma la fortuna proprio le gira le spalle. Dopo dieci minuti in cui il Lecce non riesce mai a mettere la testa fuori dalla metà campo, un guardalinee abbocca infatti alla sceneggiata di Chevanton sulla manata del comunque colpevole Sogliano. Sarebbe giallo, invece il rosso ribalta il quadro tattico e psicologico. Galeone infatti chiama il 3-4-2, ma i suoi giocatori sembrano non crederci più. Rossi sente invece l'odore del sangue e manda in campo Konan per Franceschini. Proprio l'africano impiega appena sei minuti per chiudere il conto tra le belle statuine marchigiane. Entra Ganz per Pandev, ma Berretta e Grabbi confermano la bulimia dei padroni di casa mangiandosi due gol già fatti che avrebbero potuto riaprire il match. Gli ingressi di Andersson e Goretti (altra nuova camicia di Pieroni) per Baggio e Sommese cambiano il tabellino, ma non risultato, classifica e situazione dell'Ancona. Tutte pessime.


di Mimmo Cugini Il Messaggero

L’Ancona sbaglia tutto, ancora ko. Il Lecce passa al Del Conero con i gol di Chevanton e Konan

ANCONA - A Giovanni Galeone bastano 40 secondi per capire dove è capitato. Tornare in serie A dopo sei anni e subire un gol dopo neanche un minuto è roba da primato. La sfiga dell’Ancona in questo campionato non conosce limiti e anche il ”Gale” deve essersene accorto subito. E’ cominciata malissimo l’avventura del profeta della zona chiamato al miracolo della salvezza con un’Ancona che non segna da oltre sette partite (640 minuti) e che conferma anche contro il Lecce che questa è un’annata dove le disgrazie non sembrano mai finire. Pronti via e il Lecce si ritrova in vantaggio con la difesa dorica (che Galeone aveva ridisegnato) tagliata come il burro dalle frecce Chevanton e Bojnov. La posizione di Sartor a sinistra non ci convince prima e neanche dopo la partita anche se il tecnico dirà che non aveva altre soluzioni, ma il primo gol nasce proprio da un intervento mancato del’ex romanista che avrà giocato con l’Inter da terzino sinistro ma che per tutto il resto della carriera ha operato a destra. E poi a sinistra c’era la possibilità di schierare Zavagno. Però, intendiamoci, sono dettagli di fronte a quello che l’Ancona sbaglia in zona-gol. Errori macroscopici. Non avevamo chiesto miracoli a Galeone e non possiamo prendercela con lui per questa ennesima sconfitta dell’Ancona che forse mette la parola fine alle speranze di salvezza biancorosse. Dieci punti di ritardo dal Lecce sono un’enormità per qualsiasi squadra, figuriamoci per un’Ancona che non ha ancora vointo una partita (19 giocate, 14 perse e 5 pareggiate) e che in questo momento si ritrova pure con troppi giocatori fuori condizione. Gente che sa giocare a calcio e che magari tra un mese potrà anche dimostrarlo, ma nel frattempo il campionato sarà quasi finito. L’impressione che la rivoluzione di Pieroni sia stata troppo tardiva, anche se prima il presidente non poteva intervenire perchè il mercato era chiuso, è stata confermata anche dalla partita con il Lecce, che bisognava vincere a tutti i costi. Galeone ha provato a scegliere i giocatori più tecnici, ma oltre all’assetto difensivo non ci è parsa una grande idea rinunciare a Daniel Andersson, probabilmente il centrocampista più in forma in questo momento come aveva dimostrato nei match con Perugia e Milan. Maini, piazzato al centro, ha fatto fatica a prendere in mano la squadra, aiutato solo dal movimento di Sommese e Berretta, non certo da Dino Baggio, in evidente difficoltà sul piano dinamico e fisico. E da questo punto di vista la squadra di Delio Rossi ha avuto il vantaggio di arrivare quasi sempre per prima sul pallone a centrocampo. Però, superato il momento di sbandamento dovuto alla rete subìta in paertura di partita, l’Ancona ha creato i presupposti per pareggiare già nel primo tempo. Ma ancora una volta il gol è rimasto solo una speranza. Berretta, Pandev, Grabbi e Sommese hanno fallito quattro occasioni già nel primo tempo e come se non bastasse a inizio ripresa una sciocchezza di Sogliano, innervosito da Chevanton, ha costretto l’arbitro Girardi ad espellere il difensore. A quel punto Rossi ha capito che sarebbe bastato mettere una punta in più per chiudere la partita con l’Ancona rimasta con soli tre difensori. Detto e fatto. Il giovane ivoriano Konan (ventuno anni appena compiuti) ha messo il sigillo alla partita cinque minuti dopo il suo ingresso in campo. E nell’azione del secondo gol, tutt’altro che irresistibile, i difensori biancorossi hanno accompagnato l’attaccante invece di contrastarlo. Insomma due errori in difesa e altrettanti gol subìti, una mezza dozzina di occasioni per battere Sicignano e neanche lo straccio di un gol. Clamorosi gli erroiri di Berretta e Grabbi dopo il 2-0 di Konan. Inevitabili i fischi del pubblico e i soliti cori contro i giocatori. Ma nessuna contestazione, la gente non ha voglia neanche di protestare. Se ne va delusa e ormai rassegnata. Ormai chi ci crede più?


di Ferdinando Vicini Il Messaggero

«Una lezione di quello che non si deve fare». L’analisi spietata di Galeone: «Il gol di Chevanton e le occasioni sbagliate fanno la differenza»

ANCONA – L’aria disincantata di chi ne ha viste tante per nascondere un’amarezza profonda, che emerge chiara dal tono e dalle parole. Giovanni Galeone quando ha accettato di allenare l’Ancona sapeva bene delle difficoltà che avrebbe incontrato e il match con il Lecce gliele ha evidenziate tutte, in modo persino spietato. La sua analisi della gara è lucida e precisa, senza concessioni ad inutili tentativi di nascondere la dura realtà. «Questa partita per noi è stata una lezione di quello che non si deve fare». Una battuta lapidaria che però rende benissimo il pensiero di Galeone. Quanto ha pesato la rete subita dopo quarantacinque secondi? «Il gol di Chevanton dopo pochi secondi ci ha condizionato negativamente, ma solo per i primi dieci minuti. Poi ci siamo ripresi e abbiamo creato almeno tre limpide occasioni da rete prima dell’intervallo, tutte sprecate. Una squadra come l’Ancona non può permettersi di fallire simili opportunità». Però nella ripresa c’era ancora tempo e modo per recuperare. Decisiva l’espulsione di Sogliano? «Direi proprio di si. Quella è stata la vera svolta negativa per noi; Sogliano ha commesso una cretinata perché una volta rimasti in dieci recuperare era ormai difficilissimo. Rossi ha giustamente inserito un’altra punta veloce a sinistra, sfruttando al meglio la nostra condizione di inferiorità numerica. Non a caso il Lecce ha meritato la vittoria dal momento dell’espulsione di Sogliano in poi, prima la gara era sempre rimasta in equilibrio». L’Ancona non è sembrata certo brillante nemmeno dal punto di vista atletico. «Purtroppo scontiamo le condizioni approssimative di diversi deinostri. Abbiamo molti uomini che vengono da periodi in cui hanno giocato poco e di questo la squadra finisce per risentire». A questo punto la retrocessione è ormai inevitabile? «Per noi questa era l’ultima occasione o quasi. Avevamo assoluto bisogno dei tre punti; ora potremmo salvarci solo con un miracolo, facendo quindici partite di fila senza perdere». Gol sbagliati in attacco, ma anche in difesa ci sono stati errori sui gol del Lecce. «Sul primo Sartor è stato sfortunato perché sul suo anticipo la palla è passata casualmente. La rete di Konan invece era evitabilissima, paradossalmente non l’abbiamo subita in contropiede ma a causa di errori in chiusura. Purtroppo questa squadra ha la tendenza a rinculare piuttosto che ad aggredire». Con quale spirito ora guardate alle prossime partite? «Mi auguro di recuperare uomini importanti come Rapaic e Jardel. Abbiamo bisogno di attaccanti che ci diano di più in zona gol, loro due possono farlo».


di Pierfrancesco Chiavacci Il Messaggero

Maini: «Il periodo nero sta durando da troppo»

ANCONA - La sua "rivincita" avrebbe voluto godersela in altra maniera. Giampiero Maini si è ripreso l'Ancona, dopo quel "taglio" che lo aveva lasciato fuori rosa. «Sono stato emarginato senza apparente motivo. Forse per scelte tecniche, ancora oggi non lo so. Per me è stata una settimana particolare, mi sono sentito scaricato, mi sono visto con addosso altre maglie e invece con l'arrivo di Galeone sono tornato ad essere un giocatore dell'Ancona. Ma le soddisfazioni personali in una domenica così non servono a niente. Contava il risultato e non è arrivato». Ha ritrovato la stessa Ancona di prima, inconcludente quando si tratta di tramutare speranze in concretezza. «Abbiamo creato cinque o sei occasioni da rete limpide, forse siamo stati un po' frettolosi al momento di concludere. In serie A se sbagli paghi dazio. Il gol a freddo poi ci ha penalizzato. Se avessimo pareggiato nel primo tempo sono certo che nella ripresa avremmo vinto. E' un periodo che ci va tutto storto, il problema è che si sta protraendo un po' troppo». La sconfitta interna con il Lecce rende quasi problematico parlare di salvezza. «La speranza c'è, la volontà pure. Inutile illudere la gente, la classifica la sanno leggere tutti. Questa sconfitta ci taglia le gambe, ora è dura andare avanti. Speriamo ancora di poter dare qualche soddisfazione a chi ci segue».


di Mario Cori Resto Il Del Carlino

Le scelte tattiche dell'ex 'profeta della zona' si rivelano suicide:la rinuncia ad Andersson e i troppi giocatori schierati fuori ruolo puniscono una squadra allo sbando per tutti i novanta minuti.

Il Galeone affonda subito, per l'esattezza dopo 39 secondi. Non è record di velocità ma sicuramente di ingenuità. Ma su, il "profeta della zona" che si fa buggerare al primo contropiede da un allievo ravveduto... Galeone che si fa infilzare alla prima palla da Rossi (da tempo passato dal 4-3-3 amato da bimbo ad un più sostanziale 4-4-2).     Neanche sapesse, Gianni, che la sua difesa è disseminata di elefanti e che quei due (Bojinov e Chevanton) sono saette. Come si fa a prendere subito un gol da polli così? Il gol di "Cheva" è l'episodio che condiziona tutta la partita unitamente all'espulsione che riesce a rimediare ad inizio di secondo tempo da quel bravo ragazzo di Sogliano che mette una mano sul collo dell' uruguiano provocatore. Due episodi che decidono la partita sul piano pratico. Il resto, nella giornata della resa biancorossa ormai definitiva, lo seminano Galeone, che sembra ripiombato nel mondo pallonaro dopo una vacanza di qualche anno sulla luna, e la nuova Ancona. Quella nata dopo la rivoluzione non gioca a calcio, prende a calci il cuoio, colpendolo come sa fare. Cioè malissimo. E difatti i biancorossi, nella sbandata tattica generale (di cui vi diremo) fanno a gara a chi sbaglia più gol. Berretta, Pandev, Grabbi, Sommese. Non segnano neanche a porta vuota (l'ultimo gol di Pandev a Bologna a 641 minuti fa). Come fa a salvarsi questa squadra? E difatti dopo l'espulsione di Sogliano (la società dovrebbe svuotargli le tasche) arriva il secondo gol del Lecce firmato da Konan, ma mezzo stadio se ne è già andato. Dicevamo di Galeone. E' vero che è arrivato martedì, ma già giovedì ha cominciato a sputare sentenze. Sembravano battute, le solite di un immancabile guascone. Invece riflettevano alla perfezione il suo confuso pensiero tattico sull'Ancona che Pieroni gli ha messo in mano dopo la rivoluzione. Risultato? Un disastro. Gianni mette un campo una squadra semplicemente destinata alla ghigliottina. Sentite un po'... 1) Bomber Jardel a fare passerella in tribuna con la conturbante signora. Sarà su di peso, ma resta sempre uno dei più forti colpi-tori di testa del mondo, e non esageriamo. 2) Fuori anche due giocatori abbastanza in forma come Zavagno e Andersson. 3) Difesa ridolini con tre uomini fuori posto (Sogliano-Milanese medita coppia centrale pachidermica, Sartor inventato terzino sinistro con effetti disastrosi. 4) Bolic e Maini, poveracci, ributtati in mischia dopo mesi di lontananza dai campi. 5) Settore sinistro con Sartor e Berretta (entrambi fuori ruolo) praticamente incapace di proporre. 6) Davanti fiducia a Pandev che sinceramente non sappiamo come possa essere entrato nell'affare Stankovic. Ci fermiamo qui, perché neanche Menichini e Sonetti sono riusciti a fare di peggio nelle loro gestioni. Il "Gale" in 90 minuti li ha massacrati in presunzione. Incredibile.


di Matteo Massi Il Resto del Carlino

"Ce n'erano poche prima, figuriamoci adesso... Lo sapevo, non volevo incontrare il Lecce subito In contropiede quelli sono proprio delle saette Non rimpiango mai le scelte di formazione, anche stavolta ho fatto quelle giuste, ma è andata male"
ANCONA - Sotto un certo aspetto era stato lungimirante. Giovanni Galeone alla vigilia della partita aveva detto:"Non avrei mai voluto cominciare in casa con il Lecce. Questi in contropiede sono delle frecce". Detto e fatto. Dopo trenta secondi il Lecce aveva già colpito. Proprio in contropiede poi. Ed era solo l'inizio della tragica domenica biancorossa, dalla quale c'è ben poco da salvare. Anche Galeone se ne è accorto. Se ne esce così in sala stampa. "Abbiamo ricevuto una lezione su cosa non bisogna fare". Sul primo gol, nonostante tutto, se la prende con la sfortuna. "Sartor è scivolato e il Lecce ha fatto partire il loro contropiede". Il secondo, quello di Konan che ha chiuso la partita, era da evitare... "L'abbiamo praticamente accompagnato al tiro senza intervenire". Tra i due gol c'è stata però la reazione dell'Ancona. Ancora una volta effimera. Non stupisce se si considera che questa squadra non va in gol da ben 641 minuti. Galeone non fa una piega; "C'è poco da aggiungere a quello che si è visto. Non è possibile creare tre - quattro gol piuttosto nitide in A e non segnare". Un'anemia che l'Ancona si porta dietro dall'inizio della stagione. "Lo so bene, dice. Questa partita mi ha ricordato un po' quella con la Lazio, dove la squadra ha creato occasioni, ma non è riuscita a segnare e l'avversario l'ha punita. Grabbi? E' uno che i gol li ha sempre fatti, non capisco... Dico però che in certe occasioni non si può andare tanto per il sottile. Quando si vede la porta bisogna essere più cattivi, dare una bella randellata. Non si può mica piazzarla". A rendere ancora più amaro l'esordio di Galeone l'espulsione di Sogliano. "Ho il terrore di questi gesti. Su un fallo a nostro favore è stata una cretinata. E' chiaro che l'espulsione ha inciso. Avevamo chiuso bene il primo tempo e stavamo attaccando anche all'inizio della ripresa. Rimanere in dieci dopo otto minuti nel secondo tempo ci ha tagliato le gambe. Rossi che non è stupido, ha fatto la mossa giusta: ha messo dentro subito il terzo attaccante". Non rimpiange le scelte di formazione fatte. "Non lo faccio mai. E poi in difesa non avevo altre soluzioni. Per contrastare la velocità di Chevanton ho pensato di mettere Sogliano in prima battuta e Milanese in seconda. Sartor giocava da terzino sinistro nell'Inter, perché non può farlo nell'Ancona? Maini e Bolic non mi sembra che abbiano sofferto, anche se era un po' che non giocavano". E adesso... "La partita con il Lecce era per noi l'ultima opportunità. L'abbiamo persa, che cosa si vuol dire ora? Le speranze di salvarsi erano pochissime alla vigilia e dopo questa sconfitta sono ancora di meno". Che si fa allora?

  La partita raccontata in dialetto anconetano.
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