| di
Guido Montanari Corriere Adriatico L'Ancona
si inchina a Recoba "El Chino" fa la differenza:
un gol e un assist d'oro
Ci mancheranno. Sì, ci mancheranno quei 20 mila, quello stadio pieno di colori e di
passione. Chissà quando lo rivedremo un Del Conero così? Ma è davvero l'unico
rimpianto, per il resto ricordiamo a tutti con un certo sollievo che mancano
"solo" otto dannate domeniche alla fine di questo calvario. Chi aspettava
l'Inter vagheggiando un lampo nel buio, magari ricordando la clamorosa vittoria di 11 anni
fa, è stato ancora una volta deluso. Niente di nuovo sotto il sole: diciannovesima
sconfitta in 26 giornate e retrocessione matematica ormai dietro l'angolo. Addirittura se
domenica il Modena dovesse vincere a Torino con la Juve e l'Ancona perdere a Brescia,
potrebbe già essere serie B con sette giornate di anticipo. Un psicodramma collettivo per
Ancona sportiva che... non vede l'ora di chiudere questa umiliante stagione. I LAMPI DI
RECOBA - Che sia un fuoriclasse è indiscutibile se poi Alvaro Recoba dopo tanta panchina
ha anche "fame" di calcio e di gloria, bè il discorso per la traballante difesa
biancorossa si complica. Una difesa che è riuscita a bloccare bene sia Adriano che Cruz
ma che si è dovuta arrendere di fronte alle invenzione del "Chino". Nel primo
tempo ci hanno messo una pezza Marcon (pallone tolto dall'incrocio dei pali) e Sommese
(salvataggio sulla linea) ma nella ripresa Recoba ha trovato la chiave giusta per
scardinare la porta dorica: al 16' il fantasista nerazzurro si libera di Andersson, e da
tre-quattro metri fuori dall' area di rigore scaglia un preciso e potente sinistro che si
infila alla destra dell'incolpevole Marcon. Al 25' sempre il "Chino" pennella
una punizione velenosa dall'out destro che Adani, a centro area, devia di testa quel tanto
che basta per mettere fuori causa l'estremo difensore dell' Ancona. Verso la fine del
match lo stesso Recoba e Martins sbagliano due gol fatti soli davanti a Marcon, ma sarebbe
stata una punizione esagerata per l'Ancona. LA SOLITA ANCONA - In tv hanno parlato di
"buona Ancona", noi invece parleremmo della "solita Ancona". Una
squadra senza nerbo, a tratti anche bella a vedersi ma assolutamente inconcludente e priva
di quel pizzico di cattiveria e di convinzione che trasforma un gruppo di undici giocatori
in una "squadra" vera. Nel primo tempo l'Ancona ci ha provato e bisogna dare
atto a mister Galeone di impostare le sue squadre per cercare sempre di vincere la
partita. Poi il fatto che non abbia mai vinto... è un altro discorso. Si tratta anche del
valore e della qualità degli uomini a disposizione, e l'Ancona ha troppi elementi fuori
forma forma (vero Rapaic?) o non più giovanissimi che non hanno più il guizzo di una
volta sotto rete (vero Ganz?). Probabilmente non sarebbe cambiato nulla ma tenere in
panchina a lungo quel Bucchi che sette giorni fa a Siena aveva giocato così bene,
potrebbe essere stato un errore. L'ennesimo di una lunga serie, a tutti i livelli, ie l
discorso ovviamente non riguarda certo solo Galeone. IL BUIO DOPO IL GOL - Che l'Ancona
sia poco convinta e ampiamente rassegnata alla retrocessione, lo dimostra il fatto che
ogni volta che becca un gol non riesce mai a recuperare. La squadra che prima offre
qualche segnale di vita, anche con belle azioni ariose e rapide, una volta subìto il gol
non riesce a combinare più niente di buono e aspetta solo la fine. Magari rischiando di
beccare altri due-tre gol come successo anche ieri. Mai vista in tanti anni di
"militanza" biancorossa una cosa del genere. E' davvero deprimente, non ci sono
altre parole per definire l'arrendevolezza di questi personaggi. Ma ormai è andata
così... L'INTER, ALTRA "MALATA" - Torna alla vittoria la squadra di Zaccheroni
ma anche ieri non ha certo strappato applausi a scena aperta. Con Vieri in panchina
("sacrificato" per il match di Coppa) la coppia d'attacco Adriano-Cruz non ha
fatto vedere nulla di buono. Cruz addirittura è stato sostituito da Martins che almeno ha
vivacizzato un po' la compassata manovra dell'Inter. Non sbagliava Galeone quando in
settimana aveva definito l'Inter... come l'Ancona delle grandi. In effetti al di là del
perenne contributo di generosità e classe apportato da capitan Zanetti, per lunghi tratti
la squadra nerazzurra non ha certo travolto i biancorossi che ha giocato alla pari con i
più blasonati avversari. Ma dall'altra parte c'era un Recoba in più. C'è sempre
"qualcosa" in più. Per gli avversari però.
di Stefano Rispoli Corriere Adriatico
"Il solito problema sotto porta: non
riusciamo quasi mai a finalizzare Ribadisco: la mia squadra non merita questa
classifica" Applausi a Esposito: "Finalmente ho trovato un centrale"
Galeone: "Per 60 minuti l'Ancona alla pari con l'Inter"
"Ci è mancato il guizzo"
Temeva la velocità di Martins, ma non aveva fatto i conti con un Recoba in giornata di
grazia. Giovanni Galeone incassa così la sesta sconfitta della sua gestione, riconoscendo
la superiorità tecnica dell'avversario, ma non trascurando la buona prova offerta
dall'Ancona per almeno 60 minuti. "Recoba? Era meglio non giocasse - commenta con un
pizzico d'ironia il tecnico biancorosso - però facevo bene a temere Martins, perché
quando è entrato ha cambiato volto a un'Inter che poteva andare anche sul 3-0. Però nel
primo tempo l'Ancona ha retto bene, questo va sottolineato".- E di occasioni per
segnare ce ne sono state... "Sì, ma come al solito abbiamo fallito troppo spesso
l'ultimo tocco. Però siamo stati all'altezza dell'Inter, abbiamo giocato alla pari,
magari non meritavamo la vittoria ma nemmeno la sconfitta. Di fronte alla loro
superiorità tecnica avevamo un'unica soluzione: tenere alti i ritmi di gioco, fare
pressing a tutto campo e metterci l'orgoglio. Per tutto il primo tempo ci siamo riusciti,
poi..."- Poi? "E' venuta fuori un po' di stanchezza da parte nostra e abbiamo
pagato il diverso atteggiamento assunto dall'Inter nella ripresa. Dopo i primi 45 minuti
giocati allo stesso livello, l'avversario è rientrato in campo più spigliato, desideroso
di fare meglio. A noi è mancato alla distanza il ritmo, abbiamo cominciato a commettere
errori nei passaggi, anche quelli più semplici, non eravamo più in grado di reggere la
velocità di Cordoba, le giocate di Zanetti... Insomma, abbiamo perso le misure e chi è
entrato non ci ha dato certo una mano". - Allude ai cambi fatti nella ripresa?
"Diciamo che ci siamo trovati nella condizione in cui chi era da tempo in campo ed
era stanco si è trovato a dover correre ancor di più per recuperare le palle perse dalle
forze fresche. Poi è bastato un contrasto perso a centrocampo per lanciare Recoba che ha
portato in vantaggio l'Inter. Non è stata un'azione corale, l'uruguaiano ha fatto
praticamente tutto da solo. A lungo andare è venuta fuori la tecnica dei nerazzurri, le
loro qualità ci hanno sopraffatto". - In attacco Rapaic ha sofferto parecchio.
"Non è tranquillo per il problema alla caviglia, altrimenti dovrei aspettarmi molto
di più da lui. Copre poco, ma non sarebbe un gran problema se solo, riconquistata palla,
riuscisse a fare qualcosina di più in attacco. Invece ha disperso tante energie, ma alla
fine non è riuscito a combinare granché. Sulla sinistra abbiamo costruito poco: con
tutto il rispetto per Helveg, che ho avuto a Udine, speravo che Rapaic riuscisse a farlo
nero. Invece non è mai riuscito a saltarlo". - Le note positive? "Di sicuro la
prestazione di Goretti, Zavagno, Andersson, ma soprattutto di Esposito. Secondo me è
stato il migliore, ho trovato finalmente un centrale. Ha limitato i falli, ha chiuso bene,
ha avuto personalità, tutto ciò che gli avevo chiesto. Ora spero di recuperare Giacobbo,
con lui ha un feeling eccezionale, mi piacerebbe vederli giocare insieme. Nelle prossime
partite darò spazio anche agli altri. Hedman? Sì, è giusto che anche lui giochi".
- Troppi i 27 punti di distacco tra Inter e Milan? "Sì, come i 18 tra l'Ancona e la
quart'ultima. Ma il Milan di oggi viaggia ad una media impensabile per qualunque squadra.
Non vedo invece tutta questa differenza tra l'Ancona e il Modena, il Siena, la
Reggina..."
di David Luconi Corriere Adriatico
"Questa prima vittoria: un incubo"
Zavagno: "L'Ancona rischia di diventare una vergogna
mondiale"
Per i giocatori dorici ennesima sconfitta e un altro pomeriggio a dover commentare una
partita persa. Ma ci sono stati anche alcuni episodi sfavorevoli per la formazione
biancorossa. Sì, perché quel gran destro, calciato nella ripresa dal centrocampista
Roberto Goretti e uscito di poco a lato della porta difesa da Toldo, poteva cambiare il
corso della sfida del "Conero". "Se quella palla fosse entrata... -
racconta Goretti -. Sarebbe stato bellissimo segnare davanti a tanta gente e portare
l'Ancona in vantaggio. Ma così non è stato e siamo, ancora, qui a commentare una
sconfitta. In quei due-tre minuti, a cavallo del quarto d'ora della ripresa, si è decisa
la partita: prima il mio tiro terminato fuori e poi, sul ribaltamento di fronte,
l'incredibile sinistro di Recoba che si è infilato in rete. Un vero peccato, visto che
senza quel gol, trovato grazie ad una prodezza, l'Inter non ci avrebbe schiacciato. Ci
eravamo difesi bene dagli attacchi della formazione nerazzurra e loro non avevano creato
tante occasioni da rete, se non qualche tiro, sporadico, sempre con lo stesso Recoba.
Stimoli particolari in questa sfida contro una big del campionato? Non direi - prosegue
Goretti - anche perché in serie A tutte le gare sono importanti e decisive. Anche oggi
(ieri, ndr), abbiamo cercato di fare il massimo provando a regalare una soddisfazione ai
nostri tifosi ma così purtroppo non è stato...". Una vittoria che ancora manca alla
formazione biancorossa. Il rammarico è tutto nelle parole del difensore sinistro Luciano
Zavagno (ieri di nuovo in campo da titolare dopo l'arrivo di mister Galeone).
"Abbiamo provato a portare a casa la prima vittoria in campionato - racconta il
mancino argentino - ma, come al solito, non ci siamo riusciti. Dobbiamo assolutamente
sbloccarci anche perché, altrimenti, rischiamo di diventare la vergogna di... tutto il
mondo. Nel primo tempo avevamo giocato molto bene, mettendo in difficoltà l'Inter e,
almeno fino a quella clamorosa "Zapatas" di Recoba, non avevamo di certo
demeritato. Per quel che mi riguarda - commenta - sono contento di aver giocato di nuovo
da titolare ma non altrettanto posso dire del risultato. Il perché di tante partite
passate in panchina non dovete di certo chiederlo al sottoscritto. C'è il mister a
decidere gli undici che vanno in campo di domenica in domenica. Galeone mi ha sempre
confermato che non giocavo perché non lo soddisfacevo tatticamente ed io non posso far
altro che continuare ad allenarmi cercando di dare il massimo giorno dopo giorno. Il mio
futuro? E' legato all'Ancona da un contratto triennale che voglio rispettare. Quando sono
arrivato a gennaio, la situazione di classifica non era, ancora, del tutto compromessa ma
adesso sinceramente non abbiamo più nessuna speranza di salvarci". "Nonostante
non riusciamo a vincere - commenta il centrocampista Daniel Andersson - stiamo disputando
delle buone gare. Poi, paghiamo con la sconfitta anche il susseguirsi di episodi
sfavorevoli come il gran tiro di Recoba e la nostra disattenzione sul raddoppio di Adani.
Faremo di tutto per scrollarci di dosso quello zero nella casella delle vittorie che è
diventato un vero e proprio incubo. La mia prova? Sono soddisfatto, la mia trasformazione
in positivo è legata alla fiducia che i vari allenatori, che si sono succeduti, mi hanno
dato domenica dopo domenica. Ero rimasto molto amareggiato dalla prima esclusione con
Menichini, ma poi, tutto è cambiato con l'arrivo di Sonetti. Del resto, sono venuto ad
Ancona per giocare dopo il troppo tempo passato in panchina negli anni scorsi".
di Mimmo Cugini Il Messaggero
La squadra nerazzurra torna al successo dopo ben undici partite
Ma cè un caso-Recoba. Clamoroso: lInter vince ad Ancona
ANCONA - Ritrovare il sorriso per la vittoria che mancava da undici domeniche (primo
febbraio Inter-Siena 4-0) e perderlo subito dopo per lennesima polemica.
LInter non riesce mai a essere felice fino in fondo, neanche quando vince come ad
Ancona, spinta da un Recoba che Zaccheroni arretra di parecchi metri in quel ruolo di
regista che potrebbe diventare il ruolo del Chino in futuro. LInter
ringrazia Recoba, ma Recoba non ringrazia lInter. «Non mi sento rispettato. Se
continua così, non so cosa farò». Il Chino apre la strada al successo sulla
cenerentola Ancona dopo un primo tempo inguardabile dei nerazzurri e poi si sfoga: «Io
faccio sempre il mio dovere, a volte bene a volte male, a volte un disastro. Ma sempre il
mio dovere, come altri. Ma nei miei confronti c'è un giudizio sempre diverso dagli altri.
Se sarà bene rimanere sarò contentissimo di stare qua e ricominciare dall'anno prossimo.
Altrimenti mi dispiacerebbe di cuore andar via. Ma devo prendere la situazione in mano
io». Chi non rispetta Recoba? «Nessuno in particolare. Ma tanti in generale».
Zaccheroni non replica e glissa: «Non credo si riferisse a me, a me non ha detto niente
di tutto questo». Tutti daccordo sul fatto che Ancona-Inter sia stata decisa dallo
slalom di Recoba dopo oltre unora di sofferenze nerazzurre. Nel primo tempo
Zaccheroni aveva schierato Adriano e Cruz in avanti con Recoba che partiva venti metri
più dietro. E si vedeva che era uno dei pochi che aveva voglia di mettersi in mostra,
mentre sugli esterni Helveg e Zanetti facevano una gran fatica e in mezzo il solo
Cristiano Zanetti lottava, recuperando palloni su palloni. Ma di gioco neanche a parlarne
e anzi dopo un paio di penetrazioni di Recoba era lAncona a sfiorare il gol con un
pallonetto di Ganz sul quale Toldo si salvava e una girata di Berretta innescato da
Sommese. LAncona alzava i ritmi e lInter non risuciva a trovare il bandolo
della matassa, Adriano e Cruz si perdevano in tentativi isolati esaltando la difesa
biancorossa. La svolta nella ripresa, un attimo dopo che Goretti aveva sfiorato
lincrocio dei pali con un gran tiro di sinistro dai 30 metri. Recoba prendeva palla
davanti alla panchina di Zaccheroni, tagliava al centro saltando un paio di avversari e
poi con il suo magico sinistro infilava Marcon con un tiro da una ventina di metri.
LAncona non aveva più la forza per cercare di rimediare, subìva il raddoppio da
Adani che di testa metteva dentro una punizione di Recoba, ancora lui, poi rischiava
ancora sui contropiedi di Martins che Zac aveva mandato in campo al posto dello spento
Cruz. Restava in panchina invece Vieri, sul quale Zaccheroni punta per la partita di Coppa
Uefa di giovedì con il Benfica.
di Massimo Russo di Kataweb
L'Inter trova tre punti importanti al Conero, che le consentono
di continuare la rincorsa al quarto posto e alla Champions League, nonché di preparare in
tranquillità la sfida infrasettimanale di Milano contro il Benfica in coppa Uefa (0-0 il
risultato dell'andata).
I padroni di casa, pur retrocessi, hanno onorato l'impegno giocando a viso aperto, ma
non hanno mai dato l'impressione di poter far propria la partita. Deus ex machina della
domenica nerazzurra è stato Recoba, che nell'immediato dopopartita non si è risparmiato
una dichiarazione polemica nei confronti di Zac "Vorrei solo essere rispettato e
giocare di più", e che oggi, dopo una serie di prove altalenanti, ha avuto il merito
di sbloccare il risultato e di rendersi più volte pericoloso partendo qualche metro
dietro le punte, nel ruolo per lui insolito di regista "alla Pirlo". Di Recoba
anche l'assist per il secondo gol, nato da una punizione che il Chino ha pennellato in
area per la testa di Adani. L'Inter ha impostato la gara con convinzione fin dall'avvio,
ma i molti errori in fase conclusiva le hanno negato un risultato più rotondo. Cruz e
Adriano sono apparsi da subito in giornata non particolarmente brillante. In particolare
il brasiliano si è mosso molto e ha avuto molte occasioni, ma non è mai riuscito a
trovare il guizzo vincente. L'Ancona in avvio ha sofferto molto, poi la difesa è riuscita
ad avanzare di qualche metro e ad imbrigliare le iniziative degli ospiti sulle fasce. Da
segnalare al 36' e al 40' del primo tempo due punizioni di Recoba: la prima salvata sulla
linea da Sommese, la seconda sventata da un intervento prodigioso di Marcon. Nella ripresa
con l'inserimento di Martins i nerazzurri sono tornati a premere e finalmente a sbloccare
il risultato. Una notazione scaramantica: anche nell'ultima vittoria esterna, contro il
Bologna lo scorso 14 dicembre, l'Inter indossava la divisa gialla sfoggiata oggi al
Conero. Il giallo in trasferta porta bene.
di Laura Alari Il Resto del Carlino
L'Inter e' tornata alla vittoria dopo un lungo digiuno
(datava 1 febbraio l'ultimo successo) ed e' stato Recoba il factotum nerazzurro: un bel
gol, un assist per la testa di Adani in occasione del 2-0, tante iniziative. Ma
soprattutto un'Inter finalmente decente, capace di fare la partita, e che ha concesso solo
gli spiccioli all'Ancona.
Gia', l'Ancona, una squadra che non ha mai vinto, l'ultima in classifica. Ma per
Zac l'importante era rimettere in rotta la barca nerazzurra, dopo le recenti, cocenti
delusioni. C'e' stato qualche mugugno di Vieri, accantonato anche in vista della partita
di Coppa col Benfica, ma una vittoria (tanto attesa) lenira' un po' tutti i dolori
nerazzurri. Nel corso di un bel primo tempo, contro un avversario tutt'altro che
rassegnato, l'Inter e' sembrata ben disposta e abbastanza aggressiva, anche se ha concesso
spazi alla squadra di Galeone. Zaccheroni ha mandato Martins e Vieri in panchina pensando
alla partita di Coppa UEFA contro il Benfica. Recoba e' stato schierato non gia' nel ruolo
del regista, come preannunciato, bensi' sulla fascia esterna (a destra inizialmente, poi a
sinistra) ed e' stato l'animatore del gioco nerazzurro. Solo nella ripresa il Chino ha
arretrato un po' la sua sfera d'azione, ma per pochi minuti. Alcuni suoi tiri di poco
fuori, numerosi assist per Adriano (molto determinato, pronto al dribbling e al tiro),
Cruz (abbastanza fuori partita) e Martins (vivace ma poco preciso nel tiro) e poi una
formidabile punizione all'incrocio dei pali alla sinistra di Marcon che e' andato a
prenderlo volando letteralmente, hanno catatterizzato la buona prestazione
dell'uruguaiano. L'Ancona si e' battuto con piglio molto intraprendente; la bella
prova di Esposito e Marcon dietro, i suggerimenti di Goretti, i tiri di Rapajc (poco
precisi, in verita') e le veloci incursioni dell'ex nerazzurro Ganz hanno messo un po' si
ansia alla difesa interista. Comunque bene il centrocampo, dove Stankovc e C. Zanetti
hanno lottato con impegno mentre gli esterni Helveg e J.Zanetti hanno promosso il gioco
d'attacco nerazzurro insieme col mattatore Recoba. Un'Inter ben diversa da quella di
qualche giorno fa, ma un'Inter incapace di tradurre in gol i suoi numerosi tentativi nella
prima parte della gara. I gol sono arrivati nella ripresa per merito del debordante
Recoba che al 15' e' partito dalla trequarti, si e' decentrato sulla sinistra e ha sparato
col suo piede preferito all'angolo basso alla destra di Marcon, responsabile di una brutta
uscita sul secondo gol: punizione del solito Recoba e colpo di testa di Adani. Nel finale
Martins e Recoba hanno mancato occasioni facili. E' stata insomma la partita del Chino, ma
tutta l'Inter ha dato finalmente chiari segni di risveglio dopo quasi due mesi di letargo.
di Pierfrancesco Chiavacci Il Messaggero
Palanca conta i passi e il pubblico applaude
"Uno, due, tre, quattro, cinque, sei, sette, otto e nove". Ma sì, ridiamoci su.
Il pubblico di Ancona la prende con ironia e quando conta i passi insieme all'arbitro Luca
Palanca sulla distanza della barriera in occasione delle punizioni (ne ha fischiate 30 in
favore dell'Inter e 20 dell'Ancona, tanto per non smentirsi) scatena il sorriso anche di
chi non era partecipe al sentimento di accoglienza verso il direttore di gara romano. Il
"bentornato" a Palanca, a distanza di due settimane dalla beffarda espulsione di
Ganz nel match contro la Reggina, i tifosi biancorossi lo hanno dato a suon di striscioni
e citazioni. Canzonatori come quel "Palanca fuori dal tunnel-le-le-le, qui c'è il
diventimento-o-o-o", graffianti come lo stendardo esposto nei distinti:
"Designatori, ce fate o ce siete", pungenti come la scritta "Stufi di
essere insultati". Poi gli irripetibili, senza perdere mai di vista quell'ironia
utile a sdrammatizzare. L'arbitro Palanca è finito sotto osservazione da subito, dal suo
ingresso in campo per il riscaldamento insieme al resto della terna: fischi assordati,
bilanciati dagli applausi scroscianti alla prima punizione fischiata. Protagonista anche,
e non poteva essere altrimenti, dei cori lanciati dalla curva anconetana: "Palanca,
la nord impazzisce per te", "Palanca facci un gol" e ancora "Palanca
sotto la curva". Ovviamente, e non poteva essere altrimenti, invito non accettato.
Sarà per la prossima. Della partita con l'Inter, che ha portato al Del Conero 18.299
spettatori, verrà ricordata anche la coreografia contro il razzismo, promossa dal gruppo
"Ultras Ancona" e che ha coinvolto gran parte dello stadio prima del fischio
d'avvio di Palanca.
di Matteo Massi Il Resto del Carlino
I biancorossi in coro: "Tutta colpa del Chino"
Travolti dal solito destino. La solita Ancona fa trenta, ma non riesce mai a fare
trentuno. Anche con l'Inter, che torna a sorridere proprio al Conero. Allargano le braccia
i biancorossi. Ormai ci hanno fatto il callo con sconfitte del genere. "Per più di
un'ora abbiamo giocato alla pari con l'Inter poi dopo il gol di Recoba non c'è stato più
nulla da fare". Così Roberto Goretti promosso titolare da Galeone e che stava per
"freddare" i nerazzuri. "Mamma mia che sfortuna, dice. Ci ho provato dal
limite, perché me lo sentivo che avrei potuto segnare in quell'occasione ed invece la
palla ha sfiorato l'incrocio dei pali. Peccato". Questione di centimetri. Amari per
Goretti e per l'Ancona. "Recoba è stato sicuramente più bravo di me, aggiunge il
centrocampista biancorosso, sul ribaltamento dell'azione ha indovinato l'angolo
giusto". Da Goretti a Daniel Andersson. Il copione è più o meno sempre lo stesso.
"Avevamo fatto abbastanza bene, dice il centrocampista svedese, anche contro l'Inter.
Purtroppo a decidere gare del genere sono i campioni con i loro colpi. Nell'Inter è
salito in cattedra Recoba, che ha deciso la partita. Sul primo gol è stato molto bravo
lui, sul secondo invece siamo stati troppo distratti noi che abbiamo permesso ad Adani di
saltare in area indisturbato". Andersson spiega poi la sua metamorfosi.
"All'inizio non mi trovavo bene. Ho sofferto le esclusioni con Menichini. Poi quando
ho iniziato a giocare con continuità, sono migliorate anche le mie prestazioni. Il
futuro? Sono in prestito dal Palermo. Cerco di fare del mio meglio fino alla fine del
campionato e poi si vedrà. Intanto con l'Ancona vorrei togliermi la soddisfazione di
vincere una partita. Ne abbiamo bisogno noi ed anche tutto l'ambiente".
L'appuntamento però è stato ancora rimandato. Inevitabilmente. Infine Luciano Zavagno.
L'argentino sulla scia di Recoba, che ha chiesto più spazio. "Dopo questa partita
spero di ritagliarmi più spazio da qui alla fine del campionato. Ringrazio Galeone per
l'opportunità che mi ha dato di giocare una partita così importante. Come quella contro
l'Inter". Etichetta il gol di Recoba con un termine rigorosamente sudamericano.
"Un 'golasso' c'è poco altro da aggiungere, sostiene il difensore argentino. Abbiamo
provato a reagire, ma non c'è stato nulla da fare". |