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di Matteo Massi

"Ci vuole dignità. Non mi va di passare alla storia come quello che non ha vinto nemmeno una partita". La faccia di Ermanno Pieroni dopo il fischio finale di Preschern è tutto un programma. E' letteralmente imbufalito il patron biancorosso che, dopo il suo intervento a "Quelli che il calcio", fila via verso gli spogliatoi, non prima di aver "sputato" fuori tutto il suo disappunto e tutta la sua rabbia per la ventunesima sconfitta stagionale che condanna l'Ancona ad un mesto ritorno in serie B con ben sei giornate d'anticipo.

Tutto quello che non avrebbe mai voluto vedere e che invece ha dovuto ammirare, si fa per dire naturalmente, ieri al Conero. "E' stato semplicemente vergognoso, dice Pieroni, l'atteggiamento che ha avuto la squadra in campo nel primo tempo. Ci vuole un po' di dignità.
Ma dai...". E pensare che il patron si era perfino offerto di mettere in palio un premio per la prima vittoria dell'anno. L'aveva detto, evidenziandolo in più di un'occasione poi, nella conferenza stampa di sabato mattina. Sicuramente aveva annusato qualcosa che non andava.
"Non mi va di passare alla storia aveva esclamato Pieroni sabato, come quello che non ha vinto nemmeno una partita". Invece sarà costretto a farlo, perché dell'Ancona e di questo campionato di A così indecoroso ne parlano tutti e non soltanto dopo la sconfitta con la Samp.
Ad un tifoso che gli fa notare quest'aspetto, sventolandogli in faccia due abbonamenti acquistati in estate, non può fare a meno di non dargli ragione."Sono in perfetto accordo con lei, Non è possibile giocare così". "Qualcosa in più abbiamo fatto nel secondo tempo". Prosegue nella sua amara analisi Pieroni, ma è evidente che anche lui considera la reazione nella ripresa dell'Ancona sterile, tardiva e soprattutto una magra consolazione, che non può assolutamente bastare.
Sabato mattina dopo la conferenza stampa si era lasciato scappare che, se la squadra non avesse vinto con la Samp, l'avrebbe mandata in ritiro e che comunque avrebbe imposto ai giocatori di allenarsi fino al 30 giugno. Sembrava una boutade, ma non è escluso ora che lo faccia veramente. Magari non li manderà in ritiro, perché a questo punto non servirebbe proprio a nulla, anche perchè poi un ritiro ha i suoi costi, ma potrebbe davvero farli allenare fino al 30 giugno.
Anche Galeone l'ha lasciato intendere, annunciando che non ci saranno vacanze anticipate. Peccato però che molti dei giocatori scesi in campo contro la Sampdoria siano sembrati in vacanza già da tempo. L'onta di una retrocessione anticipata, ben sei giornate prima poi della fine del campionato, è difficile da lavare.
Pieroni lo sa. Ha ammesso pubblicamente i suoi errori, ma difficilmente perdonerà l'atteggiamento che la squadra ha avuto nel primo tempo di ieri. E si prepara così a rifondare l'Ancona. Non vede l'ora che questa maledetta stagione finisca. Intanto per molti biancorossi le partite che restano saranno le ultime all'ombra del Conero.
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ultima modifica il 07 apr 2004

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di Guido Montanari Corriere Adriatico

L'Ancona toglie il disturbo. Torna in serie B con sei giornate d'anticipo

Il Modena pareggia col Milan, l'Empoli vince col Perugia: l'Ancona retrocede matematicamente in serie B, ma... dov'è la notizia? Del resto quando una squadra non riesce a vincere una partita per 28 giornate, cambia tre allenatori e utilizza più di quaranta giocatori, cosa si può pretendere? Niente. E difatti Ancona sportiva si era rassegnata da tempo al malinconico ritorno dei biancorossi nella cadetteria. Ieri al Del Conero non c'erano neanche tutti gli abbonati e non ci sono state particolari forme di protesta. Tutto inutile, meglio dunque non continuare a farsi il sangue amaro e magari prenderla con ironia come riescono ancora mirabilmente a fare i tifosi dell'Ancona: "Siamo retrocessi ma la vita è bella" c'era scritto su un grande striscione esposto in tribuna est dai Club Uniti Biancorossi. Prendiamola pure con ironia ma certo gli errori di questa straziante stagione sono sotto gli occhi di tutti e ad ogni livello. La sconfitta con la Samp è stato soltanto l'ultimo tassello di una lunga serie di occasioni mancate che ha fatto dell'Ancona ha squadra più sconfitta della serie A. PRIMO TEMPO DA INCUBO - Non è stata una grande Samp quella vista ieri al Del Conero, ma l'Ancona dei primi 45 minuti era talmente poca cosa che anche una Doria svogliata alla fine è riuscita comunque a metterla dentro. Con un pizzico di fortuna, il solito Bazzani ha colpito la palla di rimbalzo con la spalla e l'ha messa alle spalle di Marcon. La reazione dei biancorossi è praticamente inesistente: la gente ha rischiato seriamente di addormentarsi sotto il primo pallido sole di primavera mentre i 22 in campo andavano al piccolo trotto. A svegliare tutti dal torpore un bel tiro dalla distanza di Andersson che Antonioli toglie dall'incrocio dei pali con un bel guizzo. Da segnalare anche un colpo di testa di Esposito a pochi passi dalla porta blucerchiata: palla fuori di un soffio. RIPRESA MIGLIORE - Il presidente Pieroni, in tribuna stampa assieme alla troupe di "Quelli che il calcio", è una statua di cera ma alla fine del primo tempo abbandona la sua postazione e va negli spogliatoi: è probabile che ci sia stata una strigliata da parte del patron che avrà certamente invocato almeno un po' di dignità. E in effetti nella ripresa i dorici hanno una reazione di orgoglio e mettono sotto una Samp che capisce di avere di fronte una squadra ben diversa da quella remissiva e quasi rassegnata della prima frazione di gioco. I biancorossi premono su entrambe le fasce, tanti cross al centro ma la difesa doriana con Conte e Carrozzieri riesce sempre a salvarsi. E quando non ci riescono... ci pensa il palo: la tragica storia del secondo anno di serie A dell'Ancona si infrange definitivamente sul legno colpito da Bucchi col pallone che rimbalza fuori anzichè come accade di solito all'interno della porta. E Ganz che avrebbe potuto ribattere in rete, non ci arriva per un niente. Se i dorici avessero segnato, non sarebbe cambiato molto. Magari la retrocessione matematica sarebbe arrivata tra sette giorni, nella prossima partita casalinga con il Bologna, ma certo anche quel palo è il riassunto si una stagione assolutamente negativa sotto ogni punto di vista. IN RITIRO? FORSE... - CI raccontano di un Pieroni su tutte le furie per l'atteggiamento della squadra nel primo tempo, quasi da "sciopero bianco" salvo qualche rara eccezione (Ganz su tutti). Il presidente nella conferenza stampa di sabato mattina aveva detto che l'Ancona era ad un bivio: e cioè che era disposto anche a dare un premio pur di abbattere il tabù della prima vittoria in campionato ma di essere allo stesso tempo determinatissimo a mandare la squadra anche in ritiro in caso di un'ulteriore sconfitta. Sarebbe anche una soluzione giusta visto il penoso rendimento dei biancorossi ma è anche vero che questi ultimi sono indietro di mesi e mesi con gli stipendi e che proprio in questi giorni la società sta trattando con Baggio e compagni uno spalma-stipendi. In questa situazione sembra difficile che Pieroni decida di mandare in ritiro gente che non prende lo stipendio da mesi e che addirittura adesso è chiamata a collaborare con la società stessa per accettare la dilazione dei pagamenti nel tentativo di alleggerire il "buco" finanziario dell'Ancona Calcio. E salvare la società è, da tempo, l'unico obiettivo.


di Luca Frezzotti Corriere Adriatico

Pieroni alla rai critica duramente i giocatori "Non c'è rispetto per i tifosi". Un clima di grande tristezza anche tra i Vip in tribuna

Al gol di Bazzani Simona Ventura chiama in causa i due 'inviati' di Quelli che il. Calcio. Per l'occasione la conduttrice ha come interlocutori il giornalista Rai Paolo Paganini, tifoso della Samp, ed il presidente dell'Ancona Ermanno Pieroni. Pochi gli interventi dei due, anche a causa della 'povertà' della partita, ma già nel primo Pieroni dice tutto quanto c'era da affermare. "Non c'è dubbio, - le parole del patron del club di via Maratta - è una stagione storta ma la cosa che mi dispiace di più è che i giocatori non rispettino la maglia che indossano e i novemila abbonati dell'Ancona. Va bene accettare la sconfitta ma non in questa maniera". Dallo studio Gene Gnocchi si muove secondo il suo ruolo di 'guastatore'. "Quanto pesa Jardel?" chiede "L'abbiamo mandato in Brasile per motivi personali!" risponde Pieroni diplomaticamente. Poco altro dalla postazione del 'Conero' se non la positiva sottolineatura dello striscione in gradinata in cui si inneggia alla vita a dispetto delle delusioni sul campo. Tutti d'accordo anche il giornalista Rai Paganini in brodo di giuggiole dopo il successo che lancia la squadra per cui tifa. Lo testimoniano anche le tantissime pacche sulle spalle a Novellino nel dopo partita. Decisamente meno entusiasta Franco Caccia l'ex giocatore di Ancona e Samp giunto al Del Conero per seguire il match con particolare interesse. Alla fine però è deluso dall'una e dall'altra: "L'Ancona - spiega - è partita molto male e con un inizio di questo tipo era veramente difficile riprendersi. L'unica speranza era investire per provare a rimediare altrimenti non c'era possibilità di salvezza. La serie A è così. cinica. La Samp? Deludente. Per controllare la partita hanno rischiato di subire il pareggio: mi meraviglio che questa squadra stia lottando per la Uefa". Umori sopiti dunque in tribuna Vip. Anche il sindaco Sturani non ha più parole e sul palo di Bucchi, a pochi secondi da fischio finale, allarga le braccia in un gesto eloquente. A serie B 'acquisita', per la delusione, rinuncia anche ai commenti di rito e si limita ad un laconico "siamo a Pasqua!". Nient'altro. Nessun riferimento alla società, l'acre della retrocessione è troppo forte. Basiti anche gli altri 'aficiandos', ormai sono rimasti solo quelli tra i Vip, presenti allo stadio. Il professor Balloni lascia lo stadio prima della fine mentre per gli altri, come Giampieri, Palì Giampaoli e l'avvocato Michele Brunetti, la scalinata che porta all'uscita è più amara che mai.


di Stefano Rispoli Corriere Adriatico

Galeone: "Che brutta fine" "Ma adesso non pensino di andare in vacanza"

Una settimana di faccia a faccia, interrogativi e incoraggiamenti non è bastata a Galeone per ottenere dai suoi la 'partita della vita'. Neanche l'obiettivo minimo - ritardare l'inesorabile retrocessione - è riuscito al tecnico friulano, giunto ad Ancona con ben altre intenzioni. "Io e miei collaboratori ce l'abbiamo messa tutta pur di dare una svolta al momento del nostro arrivo - spiega il tecnico biancorosso -. Per carità, la salvezza era un'impresa irraggiungibile, ma alcune cose positive viste con la Roma o il Modena mi avevano dato fiducia. Ma un po' la sfortuna, un po' alcune mie scelte sbagliate hanno fatto sì che il bilancio, anche a livello personale, sia stato del tutto negativo. E' un vero peccato essere retrocessi in questo modo, con ancora sei gare da giocare. Non so neanche con che faccia ci presenteremo al nostro pubblico nelle prossime partite. Avevo chiesto ai miei un impegno particolare per rimandare il più possibile la matematica serie B. Invece..." - Mister, si sente tradito da qualcuno dei suoi giocatori? "Forse mi aspettavo qualcosa di più, però è anche comprensibile lo stato d'animo di un gruppo che scende in campo con soli sette punti in cascina tutte le domeniche. In situazioni del genere diventa difficile trovare stimoli giusti. Poi ci si è messo qualche infortunio di troppo a complicare le cose, oltre alla solita cattiva sorte. Ora proviamo ad andare avanti..." - In che modo? "Di sicuro i giocatori non possono sentirsi in vacanza e chi lo fa sbaglia di grosso, dal momento che le intenzioni del presidente Pieroni sono ben altre. C'è anche il rischio che si ritrovino in ritiro fino a giugno... Dal canto mio, posso solo dire che è giusto per tutti continuare a lavorare, come d'altra parte abbiamo sempre fatto sin qui in allenamento. Vorrà dire che punteremo più sul carattere, manderò in campo chi ha più temperamento e voglia di lottare. E cercherò di valorizzare qualche giovane, come De Falco che è davvero interessante". - Mister, sin da quando è scesa in campo l'Ancona ha dato l'impressione di aver rinunciato a giocare... "Ammetto che il primo tempo è stato inguardabile, non riesco a capirne le ragioni. La squadra ha esordito come a Brescia, tant'è che nel primo tempo non ha funzionato nulla e sono stato tentato di fare davvero tre cambi in cinque minuti... Mi è sembrato di vedere giocatori non in condizione, che passeggiavano a zonzo per il campo. Io ho chiesto sempre un miglioramento tecnico e più precisione, però questo non doveva andare a scapito del pressing, dell'aggressività... Invece così è stato. Poi nella ripresa ho visto una bella reazione, più ritmo, più intensità, proprio l'atteggiamento che avremmo dovuto tenere sin dall'inizio. Accidenti, questi ragazzi in settimana corrono, lottano, si arrabbiano... Se giocassero la domenica come in allenamento, non ci batterebbe nessuno! Nel secondo tempo infatti abbiamo costretto la Samp a non giocare più. Non è facile contro una squadra che si difende in modo impressionante e lotta su ogni palla. Alla fine ci si è messa la sfortuna in occasione del palo di Bucchi ed il rigore su Ganz ci stava. A dispetto di un primo tempo bruttissimo, nella ripresa meritavamo ampiamente il pareggio". - Pieroni si è arrabbiato parecchio a fine gara... "Ha perfettamente ragione, credo che anche i giocatori siano consapevoli della loro prestazione". - Temeva la corsia di sinistra e infatti lì sono arrivati i maggiori pericoli. "La difesa nel complesso non mi è dispiaciuta, non è facile anticipare due mastini come Bazzani e Cipriani. E le colpe non sono solo di Helguera: è tutta la fascia sinistra che non ha funzionato bene. Anche Maldini si troverebbe in difficoltà ad affrontare tre uomini lasciati liberi da Maini e Rapaic. Milan mi ha fatto arrabbiare ancora una volta: fa il terzino quando abbiamo palla noi, l'ala quando la palla ce l'hanno gli avversari. Fortunatamente nella ripresa ho notato un miglioramento da parte sua e di tutta la squadra. Ripartiremo da questi progressi, cercando di salvare il salvabile...".


di Ciro Scognamiglio

La Samp batte i marchigiani con una rete del suo attaccante al 18' del primo tempo e li condanna alla matematica retrocessione. Palo di Bucchi nel finale.

ANCONA, 4 aprile 2004 - Viene fuori dal Dorico il primo verdetto del campionato: la condanna definitiva dell'Ancona alla serie B la scrive la rete di Bazzani, al 18' del primo tempo, sulla quale restano dubbi per un presunto tocco di braccio dell'attaccante doriano. La Sampdoria passa e può continuare la sua corsa verso la coppa Uefa senza gli intoppi, leggasi rimonte subite, degli ultimi tempi: ma l'ha rischiata ancora una volta, allorché il colpo di testa di Bucchi a 2' dalla fine si è stampato sul palo interno alla destra di Antonioli, ha attraversato tutto lo specchio della porta e si è infine allontanato. Ha vinto di misura, la squadra di Novellino, una partita in cui s'è visto un solo gol ma non per questo ha lasciato bianco il taccuino. A cominciare dalla descrizione della rete stessa, che non si esaurisce nella ratifica del cross dalla destra di Diana e del gran senso della posizione di Bazzani, che beffa la coppia centrale dell'Ancona e infila Marcon: è il 12° centro in campionato, non segnava dal primo febbraio. Il movimento del braccio induce qualche sospetto, le immagini a caldo non sciolgono i dubbi su un tocco che pare di petto-spalla. L'Ancona tenta spesso verticalizzazioni a cercare Ganz, ma Sommese non è continuo. Gli ospiti rispondono cercando spesso di scavalcare il centrocampo e trovando terreno fertile nella fascia coperta di Diana, il migliore in campo. Sia lui che Cipriani hanno la palla del raddoppio, ma Marcon prima e errori di mira poi confermano il vantaggio esterno al riposo, anche perché i padroni di casa, sul tiro da fuori di Andersson, colgono solo la parte alta della traversa. La musica della ripresa suona sullo stesso spartito: la Samp spreca, il giovane Pagano entra al posto di Doni e centra in pieno la traversa dal limite, ma l'Ancona non si arrende, nonostante i sette punti in campionato e il Modena che raggiunge il Milan sul pari e condanna i dorici alla B. Così il finale punisce chi s'è già alzato dalla sedia: dopo il già descritto colpo di testa di Bucchi ci va anche Ganz vicino al pari, e reclama per una spinta di Pagano in area. Ma non è più tempo di rimonte subite dalla Samp, non oggi, non ad Ancona: sono 18 giornate di fila che la squadra di Novellino va in rete, e quella di Bazzani non vale certo poco, perché non è certo poco continuare la rincorsa alla coppa Uefa.


di Federico Sciascia

I blucerchiati passano al "Del Conero" con una rete (forse di braccio) dell'attaccante. Gara orgogliosa degli uomini di Galeone ormai retrocessi. Bazzani, gol col sospetto. Vince la Samp, Ancona in B

ANCONA - La Sampdoria lascia il "Del Conero" con in tasca tre punti preziosissimi nella possibile rincorsa ad un posto in Europa. Una rete di Bazzani (forse irregolare) ad un terzo del primo tempo ha consentito alla banda di Novellino di superare un Ancona che dopo questa sconfitta è ormai condannato anche dalla matematica. L'anno prossimo giocherà in serie B. Da segnalare una traversa ed un palo colpito dall'Ancona ed una traversa per i doriani in una partita che ha offerto ben poche emozioni agli spettatori presenti. Al 18', Marcon deve superarsi per salvare in corner su una deviazione di testa di Esposito che rischia l'autogol. Un minuto più tardi la Samp passa in vantaggio. Cross di Zenoni che trova Bazzani. Rimpallo favorevole per l'attaccante, palla che gli picchia tra petto e braccio ed entra in rete. L'arbitro non fa una piega ma il gol era forse irregolare. Comunque, per l'attaccante blucerchiato è la dodicesima rete del suo ottimo campionato e rompe un digiuno di oltre un mese. L'undici di Galeone accusa il colpo e Marcon e la difesa dorica deve fare gli straordinari per cercare di frenare gli attacchi dei sampdoriani. Alla mezz'ora sostituzione nelle fila anconetane con Sogliano in campo per Maini, forse per un risentimento inguinale. Padroni di casa finalmente pericolosi al 38' con Andersson che trova la traversa a dirgli di no. Ci provano poi Rapaic e Dino Baggio, ma Antonioli prima, e la difesa blucerchiata dopo, salvano. Al rientro in campo è la Sampdoria a prendere l'iniziativa, con Doni e Diana che creano in più di un'occasione lo scompiglio nella retroguardia locale. L'Ancona prova a reagire. Al 10' Ganz, in pressing, intercetta un corto rinvio di Carrozzieri e batte a rete, mandando di poco fuori. Pronta la replica dei doriani con Bazzani, ben servito da Diana. C'è pronto, però, Marcon a opporsi. Al 18' Ancona vicino al pari con Bolic, che di testa manda di poco a lato sugli sviluppi di un corner di Rapaic. Novellino dà fiato a Doni ed al suo posto manda in campo il giovanissimo Pagano (prelevato da poco dall'Atalanta). Il ragazzo mostra stoffa e, alla prima occasione, centra in pieno la traversa con un gran tiro dal limite. Anche Galeone cambia un uomo: Bucchi per Sommese. Al 35', il neo entrato Floro Flores (per Cipriani, ndr) serve Zenoni che a tu per tu con Marcon perde l'attimo e consente il recupero dell'estremo anconetano. Padroni di casa che ci provano al 38' con un'azione Bucchi - Rapaic. Ma il croato, entrato in area, fallisce la conclusione. Al 45' ancora Bucchi in evidenza. Il suo colpo di testa, però, supera Antonioli ma non il palo. Nel recupero, Ganz vorrebbe un rigore per punire una presunta spinta di Pagano, ma l'arbitro lascia correre. L'Ancona, si diceva, è matematicamente in B. La Samp tiene il passo delle altre pretendenti all'Europa.


di Mimmo Cugini Il Messaggero

Ancona in B due mesi prima. Perde anche con la Samp dopo un primo tempo inguardabile.

ANCONA - Il campionato dell’Ancona è già finito, da ieri sera i biancorossi sono retrocessi con sei giornate di anticipo e dopo 28 partite senza vittorie. Record davvero tristi. Ma forse sarebbe meglio dire che il campionato dell’Ancona in serie A non è mai iniziato: abbiamo assistito alle partite sì, ma a giocare e a vincere sono stati soltanto gli altri. L’ultima è stata la Sampdoria, cui è bastato giocare al 50%, cioè il primo tempo, per vincere e sperare di centrare la zona Uefa. Un golletto di Bazzani, un po’ di spalla e un po’ di petto per andare in vantaggio dopo 19 minuti. Di là una squadra organizzata come quella di Novellino, di qua un’armata brancaleone con gente che dovrebbe vergognarsi di indossare la maglia dell’Ancona. Nel primo tempo ha giocato solo la Samp, l’Ancona ha assistito allo strapotere sulla fascia destra di Diana e Zenoni con il povero Helguera che a sinistra non può giocare (e sarebbe ora che Galeone se lo mettesse in testa) preso in mezzo per il totale disinteresse alla fase difensiva di Maini e Rapaic. In mezzo il povero Andersson doveva correre anche per Dino Baggio, la cui presenza in campo fino al novantesimo resta un mistero difficile da capire, mentre in difesa la nuova coppia centrale Giacobbo-Esposito non riusciva mai, neanche una volta, a fermare Bazzani e Cipriani. Aggiungeteci un Bolic completamente sulle nuvole e un Sommese che come al solito giocava da solo e non per la squadra e il quadro è fatto. Desolante. La Samp dopo essere passata in vantaggio al 19’ (volata di Diana e cross che Bazzani girava in rete dopo che Esposito e Giacobbo avevano gentilmente lasciato passare il pallone) sprecava l’impossbile: Cipriani (26’) sparava su Marcon e Diana calciava fuori in diagonale (33’) prima di un improvviso risveglio biancorosso agevolato anche dall’uscita dal campo di un impresentabile Maini che lasciava spazio a Sogliano che si piazzava a sinistra con Helguera spostato a centrocampo. Nel finale di primo tempo Esposito di testa su angolo di Rapaic metteva fuori (35’) poi Andersson (39’) centrava la traversa con un gran destro da fuori dimostrando di essere uno dei pochi ad avere voglia di combattere. A inizio ripresa la Samp aveva ancora tre occasioni per andare a segno: Cipriani mandava alto il cross di Diana dalla destra (7’), Bazzani sparava su Marcon da due passi sull’ennesima incursione di Diana (13’), Pagano (entrato in campo poco prima al posto di Doni) centrava la traversa con un gran tiro da fuori (23’). In mezzo c’era una grande occasione per Bolic (18’) che di testa da due passi non riusciva a deviare il cross dalla bandierina del calcio d’angolo di Rapaic. La partita restava aperta, la Samp soffriva l’inserimento di Bucchi (usciva Sommese) che sulle palle alte si faceva subito valere e rischiava grosso proprio al novantesimo quando Rapaic serviva proprio Bucchi a centro area, la deviazione di Christian superava Antonioli, ma la palla beffardamente rimbalzava sul palo interno alla destra del portiere e usciva dall’altra parte. Un attimo dopo l’Ancona invocava un rigore per un contatto tra Pagano e Ganz. Il sampdoriano ostacolava l’attaccante che si stava preparando a colpire di testa da posizione favorevole, ma Preschern non ci pensava nemmeno a concedere il penalty.
E allora all’Ancona non restava altro che incassare la ventunesima sconfitta di un campionato allucinante. C’è modo e modo di retrocedere: l’Ancona ha scelto sicuramente il peggiore, questa è una squadra scarsa e che gioca anche senza cuore, a parte qualche rarissima eccezione. Ma la gente non ha più voglia di arrabbiarsi: «La vita è bella» recitava uno sriscione sugli spalti. Anche in serie B.


di Lorenzo Moroni Il Resto del Carlino

Bazzani in veste di matador: un gol discusso che non attenua l'amarezza. Squadra sfortunata quella di Galeone, ma obiettivamente inguardabile. Anche la gestione-tris ha deluso.

Ventotto giornate di campionato senza vittorie e con appena sette punti racimolati. Squadra costruita con Carletto Mazzone e poi affidata, per motivi mai ben chiariti, al suo vice Leonardo Menichini prima della partenza per il ritiro. Menichini cacciato dopo quattro giornate (un solo"punto raccolto) e sostituito con Nedo Sonetti. Squadra rifatta dopo Natale e Sonetti (quattro i suoi punti) rimpiazzato alla fine di gennaio con Galeone. Ieri, contro la Sampdoria lanciata verso la Coppa Uefa, l'epilogo di una stagione fatta nascere male, proseguita peggio e chiusa in maniera disastrosa. L' Ancona ha salutato aritmeticamente la serie A, la seconda della sua storia. Non ci sono più nemmeno i numeri a tenerla a galla. La mazzata finale, a parte il discusso gol di Bazzani arrivato al 19' del primo tempo con il 'bisonte' blucerchiato che ha spinto la palla in rete con il braccio, l'ha data l'Empoli superando in casa il Perugia. L'Ancona se ne va a testa bassa, in maniera indecorosa per quello che ha fatto vedere fino ad oggi con ancora sei partite da giocare. Facendo passare persino la voglia di contestare ai tifosi, ieri pochissimi al Conero nonostante gli oltre 9mila abbonamenti. Il patron Ermanno Pieroni, dopo aver assistito all'ennesima disfatta in collegamento con "Quelli che il calcio", a fine gara lascia la tribuna grigio che più grigio non si può. E al tifoso che gli urla in faccia di vergognarsi per la squadra che ha costruito, non può altro che ripondere: "Lei ha ragione". Pieroni, che aveva preso questa squadra in C e riportata in A e che adesso deve salvarla dal fallimento, si addossa tutte le colpe. I tifosi non gli perdonano ancora il licenziamento frettoloso di Gigi Simoni. Ma all'ex direttore sportivo va riconosciuto il fatto di averci almeno provato a raddrizzare la situazione. Tutto, però, gli è andato storto. Sì, perché a quest'Ancona, pur impresentabile, inguardabile e da dimenticare al più presto, è andato anche tutto storto. E la conferma di tutto ciò si è avuta ieri al 90', quando Bucchi ha schiacciato di testa il pallone e colpito il palo con la sfera che si è messa a danzare beffarda ad un manciata di centimetri dalla linea di porta ed è terminata sul fondo. Tutta qui la gara tra i dorici e i blucerchiati, aperta dalla rete 'galeotta' di Bazzani e chiusa dal legno di Bucchi. In mezzo una Sampdoria che ha fatto la partita nel primo tempo e che forse ha rischiato troppo nella ripresa, tirando i remi in barca. Ma tanto di fronte aveva l'Ancona. Pochi gli episodi di marca dorica da ricordare. Un gran destro di Andersson tolto dal sette da Antonioli alla fine del primo tempo, un tiro di rimpallo di Ganz che sfiora il palo, un paio di colpi di testa a lato (Esposito e Bolic), una conclusione innocua di Sommese e un rigore reclamato da Rapaic per un presunto fallo di mano. Addio serie A.

  La partita raccontata in dialetto anconetano.
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