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di Guido Montanari

L'Ancona batte Mazzone. Una rivincita sul mister che disse no a Pieroni. Bè, stavolta almeno ci siamo divertiti. E non tanto per la vittoria che a questo punto pesa ben poco visto che la serie B è già stata ingloriosamente... conquistata la scorsa settimana. Lo spettacolo è stato ancora una volta sugli spalti. I circa 6.500 spettatori (al Del Conero ormai non ci sono più neanche tutti gli abbonati) hanno preso di mira per tutti i 90' il tecnico del Bologna Carletto Mazzone che davvero ieri non ha passato uno dei suoi pomeriggi migliori.

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La "platea" aveva cominciato in sordina, quasi snobbando il mister del "gran rifiuto", il mister che nella scorsa estate fece stare col fiato sospeso il presidente Pieroni e che alla fine gli disse no.
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Poi, a mano a mano che la partita saliva di tono... la bagarre. Ma una bella mano ai tifosi gliel'hanno finalmente data i giocatori: dopo il gol del vantaggio di Nakata (rigore sacrosanto) i dorici hanno reagito alla grande trascinando il pubblico.
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Non sembrava nemmeno che al Del Conero andasse in onda una partita ormai inutile ai fini della classifica visto che l'Ancona è già retrocessa e il Bologna non ha problemi di salvezza. Sembrava che in palio ci fosse qualcosa di grosso, tanto l'agonismo dei ventidue in campo e tanta la voglia dei tifosi di fare un dispetto a Mazzone.
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«Abbiamo perso con tutti ma con te no, caro Carletto, con te vinciamo» si urlava in tribuna e... il miracolo è avvenuto.
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LA RESURREZIONE - Sarà una coincidenza ma cosa ti combina l'Ancona? Ti va a vincere la sua prima partita della stagione proprio alla vigilia di Pasqua. E così la formazione dorica non entra nel guinnes dei primati negativi di tutti i tempi per quanto riguarda il campionato di serie A: alla 29esima giornata l'exploit, e dunque l'Ancona eguaglia il record del Varese del campionato di A '71-'72 ma non lo batte. E dire che i sempre spiritosi supporters anconetani avevano dedicato ai record negativi anche un grande striscione in tribuna est.
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RAPAIC PROTAGONISTA - Il croato Milan Rapaic dopo tante giornate di... assenza, ieri ha fatto il fenomeno. Lui è così, genio e sregolatezza. Ha segnato due gol: il primo un po' casuale su punizione deviata da Tare, il secondo bellissimo dopo un'altrettanta splendida azione di contropiede, ma soprattutto è stato l'ispiratore della manovra biancorossa. Paradossalmente Rapaic è stato quello che ha guadagnato di più con il nuovo modulo provato ieri da Galeone (il 4-4-2) e come esterno sinistro di centrocampo ha portato lo scompiglio tra la metà campo e l'area di rigore emiliana.
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VITTORIA MERITATA - Orgogliosa la reazione dei dorici al gol di Nakata, pareggio meritato e poi una ripresa a tutta birra. Ad inizio del secondo tempo prima Bucchi (uno che la pagnotta se la guadagna sempre) e poi Rapaic stendono il Bologna che sembra frastornato. Quasi non ci crede: ma come, questi qua ci segnano tre gol? Ma se non gli hanno mai fatti in una volta sola in tutto il campionato? Ma c'è sempre una prima volta...
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TRIPLICE CAMBIO - Mazzone corre ai ripari e al 14' della ripresa cambia addirittura tre giocatori: dentro Signori, Guly e Colucci. I rossoblù crescono, soprattutto Signori è scatenato, non ci sta a perdere, e in un paio di occasioni è bravo Marcon a dire di no.
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Ma in due o tre contropiede i dorici vanno vicinissini al quarto gol. Insomma successo meritato. Finalmente. Anche se non serve a molto, ma diciamo lo stesso... finalmente se non altro per quei tifosi che anche ieri non hanno fatto mancare il loro apporto alla squadra.
UN ANNO FA - Alla fine addirittura l'inno: la mente corre verso i fasti della promozione in A, quasi un anno fa. Pensate l'Ancona è tornata alla vittoria dopo 11 mesi di digiuno (2-1 col Venezia). In mezzo solo tanta delusione, polemiche e amarezza infinita. Rammarico? Poco, questa squadra (parentesi di ieri a parte) ha pochi rimpianti. Inutile negarlo, quella dell'Ancona è una delle retrocessioni più meritate della storia della serie A.
Adesso c'è solo da finire il più dignitosamente possibile questa maledetta stagione e pensare al futuro. Un futuro ancora tinto di "giallo" anche se il presidente Pieroni continua a elargire assicurazioni: l'iscrizione alla serie B non sembra a rischio. Speriamo.
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ultima modifica il 15 apr 2004

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di Mario Cori Il Resto del Carlino

Le retrocessione 'carica' i dorici e il Bologna finisce ko. Già matematicamente in B, l'undici di Galeone centra la sua prima vittoria in questa deludente stagione in serie A. Battuti i felsinei, a cui non basta passare subito in vantaggio con Nakata, nè il secondo gol di Tare.

A sei giorni dalla matematica retrocessione, l'Ancona centra la sua prima vittoria in questa deludente stagione in serie A. L'undici di Galeone, infatti, ha battuto per 3-2 il Bologna dopo essere stata anche in svantaggio per 1-0 in apertura di match. Al gol di Nakata su rigore, facevano seguito il pari di Rapaic. In apertura di ripresa, in cinque minuti l'uno-due di Bucchi ed ancora Rapaic. Inutile la rete di Tare che fissava il risultato sul 3-2 finale per i marchigiani. Fischio d'inizio con un minuto di ritardo al "Del Conero" per consentire agli addetti di riparare uno squarcio nella rete di una porta. Ancona immediatamente vicino al gol al 6' su azione di calcio d'angolo. Bolic, di testa, supera Pagliuca, ma sulla linea salva Pecchia. Ma e' il Bologna che passa in vantaggio al 12'. Nakata lancia Locatelli che si libera di Dino Baggio, ma viene atterrato dal portiere Marcon. Per Saccani e' rigore. Dal dischetto lo specialista giapponese che con una rincorsa lentissima, manda il portiere a destra e la palla a sinistra. Cinque minuti piu' tardi l'Ancona reclama il penalty per un contrasto tra Zaccardo e Pandev, ma il direttore di gara lascia correre. Al 23', Rapaic ci prova da fuori area. La palla, deviata, diventa difficile per Pagliuca che respinge. Sta per irrompere Bucchi, ma e' anticipato di un soffio da Moretti. Tre minuti piu' tardi, pero', i padroni di casa pervengono al pareggio. Ancora Rapaic, questa volta su punizione da 30 metri. La sfera, deviata dalla barriera inganna Pagliuca, insaccandosi alle sue spalle. L'undici di Galeone preme alla ricerca del raddoppio, ed in due occasioni si rende pericoloso con l'attaccante croato. Al 40', pero', si rifa' vivo il Bologna con Locatelli che dalla lunetta, di sinistro, manda di pochissimo alto sull'incrocio a destra di Marcon. Un giro d'orologio e Tare si mangia un gol gia' fatto, appoggiando fuori, da due passi, su un cross di Nakata sul quale aveva fatto sponda di testa Locatelli. Al rientro in campo, Ancona subito aggressivo. Al 5', Pagliuca para in tuffo su un colpo di testa ravvicinato di Goretti. Un minuto piu' tardi, pero', l'estremo rossoblu' deve capitolare. Sugli sviluppi di un corner dalla sinistra, Goretti batte a rete, Natali respinge sulla linea, ma Bucchi e' lesto a ribadire in gol per il vantaggio anconetano. I marchigiani, sull'onda dell'entusiasmo portano a tre le loro reti all'11', ancora con Rapaic. L'attaccante croato attravera meta' campo, scambia con Pandev, si porta sulla sinistra e con un preciso diagonale batte per la terza volta Pagliuca. Mazzone tenta di correre ai ripari ed al 14' effettua tutte e tre le sostituzioni a sua disposizione. In campo Signori per Pecchia, Colucci per Amoroso e Guly per Meghni. Poi Nakata su punizione calciata a girare, prova a sorpendere Marcon che pero' si salva in tuffo. Galeone richiama Goretti immettendo De Falco. Al 19' il Bologna accorcia le distanze con Tare. Ancora su tiro dalla bandierina. Signori dalla destra calcia altissimo, Locatelli prolunga la traiettoria di testa per l'accorrente bomber albanese che infila Marcon. Ultima sostituzione anche per l'Ancona con Sommese al posto di Dino Baggio.  Bologna vicino al pari al 32'. Punizione dal limite a girare di Signori. Marcon vola a deviare la palla indirizzata sotto l'incrocio dei pali. Un minuto piu' tardi rossoblu' ancora pericolosi. Sponda di Locatelli sulla quale tenta la rovesciata Colucci, senza riuscirci per l'intervento di un difensore anconetano. Al 41', ancora punizione dal limite per il Bologna. Signori appoggia per Nakata. Il tiro del giapponese e' ribattuto da Rapaic. E' l'ultima occasione per gli uomini di Mazzone per pareggiare. L'Ancona conquista così la sua prima vittoria in campionato dopo i sette pareggi racimolati in questa "apparizione" nella massima serie.


di Stefano Torreggiani Corriere Adriatico

"Serviva sempre questo vigore" "Forse torniamo in ritiro".

Quello che non è riuscito a Menichini in quattro partite e a Sonetti in tanti mesi, è riuscito a Galeone. Cancellato lo zero (quello della prima vittoria stagionale) - che poteva significare tanti record. Magra consolazione ma con quel che passa il convento... "Era ora. Potevamo riuscirci prima, sarebbe stato meglio ma... accontentiamoci. Volevamo vincere, si vedeva dalla rabbia che i ragazzi avevano in corpo". Tanta rabbia ma il ghiaccio l'ha rotto il Bologna... "Però fino al gol i nostri avversari non avevano fatto praticamente niente. Noi più ordinati, più pericolosi, più tonici, però...". Prima vittoria sconfessando il 4-3-3 per puntare sul 4-4-2... "Questo è un modulo che non mi diverte, l'ho detto anche prima della partita che facciamo fatica anche in considerazione delle caratteristiche di Rapaic giocare con tre punte. Quando si subentra in corsa, quando c'è poco tempo per assimilare le situazioni queste sono cose che succedono. E' un altro rimpianto in una stagione dai tanti rimpianti". Finalmente il vigore giusto, finalmente una squadra aggressiva... "Se un minimo di quella fortuna che abbiamo avuto oggi (ieri per chi legge ndr.) ci avesse sorretto con Modena e Lecce, forse il nostro campionato sarebbe stato diverso. E se avessimo avuto questa intensità anche in precedenza, parecchie cose si sarebbero sviluppate in un'altra maniera". Rapaic ha fatto il diavolo a quattro... "Ha messo in difficoltà il Bologna partendo da quella posizione, Pecchia e Amoroso non hanno il suo passo e lo hanno sofferto, loro sono centrocampisti...". Che è successo sul 3-2 di Tare? "Non esiste che un giocatore dell'esperienza di Baggio si fa male e non riesce ad aiutare la difesa o a fermare il gioco. Gioca da cento anni, mica niente". Con questa vittoria Galeone è l'allenatore che ha fatto più punti quest'anno... "Ma non voglio fermarmi qui. L'ho detto e lo ripeto che attraverso questo mini-torneo vogliamo dimostrare di non meritare tutti quei punti che abbiamo in meno alle altre pericolanti". Mister, la prima vittoria è arrivata. Adesso di nuovo in ritiro... "Non ne sono sicuro, ma forse ci andiamo di nuovo".


di Mimmo Cugini Il Messaggero

E’ Pasqua, vince anche l’Ancona Primo successo della stagione. Bologna battuto da un grande Rapaic.

Anche l’Ancona sa vincere. Ci riesce alla ventinovesima occasione evitando così il record negativo di tutti i tempi della serie A che i dorici condividono con il Varese del 1971-72. Ma se c’era una partita che a questo punto della stagione, con la retrocessione già sancita, i tifosi biancorossi e la società volevano vincere era proprio questa con il Bologna. Perchè sulla panchina emiliana c’è quel Carlo Mazzone che è stata l’illusione dell’estate biancorossa, vanamente inseguito per poi affidare l’Ancona a Menichini. La voglia di vincere hanno dimostrato di averla anche i giocatori, finalmente motivati e questa vittoria sul Bologna aumenta ancora i rimpianti per una retrocessione che la matematica ha già sancito da una settimana ma che la logica suggeriva da molto prima. E finalmente è arrivata, facendo trascorrere così un pomeriggio in allegria al bistratto popolo biancorosso che ha riservato fischi e cori a Mazzone, ma anche applausi ai giocatori perchè finalmente si è visto lo spirito di una squadra e almeno l’Ancona non chiuderà la stagione senza aver mai vinto. Una piccola consolazione. Il successo sul Bologna è maturato alla fine di una partita strana, con tante occasioni e altrettanti errori. Mentre Galeone confermava il 4-4-2 con Rapaic a sinistra sulla linea dei centrocampisti, Mazzone lasciava in panchina Signori preferendogli Locatelli che giocava alle spalle di Tare con Meghni largo a destra fronteggiato da Sogliano. L’Ancona partiva meglio e sfiorava il gol con Bolic che vedeva ribattuto il suo colpo di testa sulla linea da Pecchia (5’) ma poi regalava al Bologna il rigore che portava la squadra emiliana in vantaggio. Retropassaggio sbagliato di Baggio, Marcon ritardava l’uscita e travolgeva Locatelli. Rigore che Nakata trasformava (11’). Sembrava l’ennesima giornata storta anche perchè si infortunava Sogliano e Galeone ricorreva a Sartor spostando Bolic a sinistra, mentre Mazzone spostava Meghni a sinistra. Il Bologna non riusciva a tener palla in mezzo per il pressing alto di Helguera e Andersson e l’Ancona riusciva ad affondare bene sugli esterni con Goretti e Rapaic, peccato che Pandev pasticciava troppo al momento di finalizzare ma il pareggio arrivava al 26’: punizione di Rapaic col solito sinistro che trovava la deviazione di Tare in barriera, Pagliuca spiazzato e 1-1. Nel finale di primo tempo Tare aveva la palla per riportare il Bologna in vantaggio ma sull’assist di Locatelli metteva fuori da due passi. Un errore che si rivelerà decisivo anche perchè il Bologna partiva malissimno a inizio ripresa. Veniva salvato da Pagliuca che al 5’ deviava in angolo un colpo di testa di Goretti, ma sull’angolo la difesa non riusciva a liberare e dopo un tentativo di Bolic salvato da Amoruso, era Bucchi a spingere in rete il pallone del vantaggio biancorosso. L’Ancona capiva che era il momento di affondare e chiudeva la partita con un micidiale contropiede innescato e finalizzato da Rapaic che triangolava con Pandev, il sinistro in diagonale del croato era imprendibile per Pagliuca. Partita finita? Macchè. Mazzone facva tre cambi in una volta sola: dentro Signori, Guly e Colucci, fuori Meghni, Amoroso e Pecchia. L’Ancona perdeva per infortunio Dino Baggio che lasciava la squadra in dieci mentre il Bologna stava per battere l’ennesimo calcio d’angolo. Non c’era tempo per la sostituzione e Tare sfruttava la sua elevazione riaprendo così la partita. Entrava Sommese al posto di Dino Baggio dopo che De Falco era subentrato a Goretti con Andersson che andava a fare il centrale difensivo. Il Bologna si buttava in avanti, ma era pericolosa solo con un calcio di punizione di Signori che Marcon deviava in angolo (32’). Pur stanchissimi i biancorossi resistevano portando finalmente a casa la prima vittoria di questo assurdo campionato. Una vera sorpresa dentro l’uovo di Pasqua.


di Pierfrancesco Chiavacci il Messaggero

L'attesa è durata 315 giorni: 31 maggio 2003, Ancona-Venezia 2-1; 10 aprile 2004, Ancona-Bologna 3-2. Vittoria che non serve alla classifica, ma che riabilita un'Ancona immersa per troppo tempo nella sua inconsistenza. Un successo che «lascia delusione e amarezza - ammette Sartor - non c'è spazio per nessun tipo di entusiasmo, anche per rispetto verso i tifosi». L'attesa, per il ritorno in campo, è terminata anche per l'ex difensore della Roma. «Il mio lavoro non è condividere o meno le scelte del mister, che dal canto suo cerca di fare sempre il bene dell'Ancona. Abbiamo vinto e non mi interessa sapere come ho giocato. Abbiamo avuto la fortuna di fare un gol in più degli avversari, tutto qui. Mi piacerebbe rimanere per partecipare alla risalita in serie A». La terza presenza da titolare porta in dote a Cristian Bucchi la terza rete con la maglia dell'Ancona. Con una dedica speciale. «A mia figlia Emily, glielo avevo promesso. Ho festeggiato tanto perché in quel momento era in portante andare in vantaggio, era una rete decisiva e non ho pensato alla classifica, credo che per tutta la squadra fosse così. Io di motivazioni ne ho tante, non sono venuto qui per fare il turista, volevo dimostrare che non ero finito come qualcuno sosteneva». Sergio Marcon racconta il faccia a faccia finale con Tare. «C'era un po' di nervosismo da parte di tutti, sono cose che succedono. I dieci minuti finali sono stati lunghissimi, non siamo abituati a gestire una vittoria. Ma era ora che arrivasse questo successo. Il rigore? Ero convinto di arrivare sul pallone, ma ho preso nettamente Locatelli. C'era tutto».


di David Luconi

"Finalmente un sorriso" Milan Rapaic: uomo del match di Ancona-Bologna. Questo il verdetto del campo al temine della partita che ha regalato la prima vittoria della stagione alla formazione dorica. "Dedico questa doppietta - commenta a fine gara il croato Rapaic, intento a ricevere il premio assegnatogli dalla stampa come miglior giocatore in campo - ai miei compagni, ai tifosi e anche a mister Galeone. E' lui che mi ha voluto in Italia diversi anni fa e di questo, non posso che essergli grato. Queste è una vittoria che ci mancava tantissimo, da quasi un anno e, finalmente, abbiamo colmato la nostra lacuna. La gente si aspettava di più dal sottoscritto in questa stagione? Che posso farci... all'inizio ero partito molto bene e avrei potuto fare parecchi gol (uno su tutti il rigore sbagliato col Chievo, ndr) ma poi, il brutto infortunio mi ha condizionato. Difficile stare fuori due mesi e poi riprendere il ritmo partita. Oggi il mister ha deciso di schierarmi in una posizione diversa (Galeone ha messo in campo un 4-4-2 con Rapaic esterno di sinistra, ndr) nella quale potevo partire da più lontano e trovare spazi più ampi per i miei dribbling. Certo, il fatto di essere andati in vantaggio con Bucchi e poter giocare di rimessa ha facilitato le cose. Diciamo la verità - prosegue Rapaic - siamo stati anche fortunati: abbiamo finalizzato tutte le palle gol create, cosa che non era mai successa in altre occasioni". Felicità contenuta, dunque, nell'ambiente dorico per una vittoria arrivata quando ormai, per questa stagione, c'è rimasto ben poco da. sperare. A rimarcarlo anche Gigi Sartor. "Provo una grande delusione e una grande amarezza - racconta l'ex-giallorosso all'uscita degli spogliatoi - per una stagione difficile. Sì, anche dal punto di vista personale. Col Bologna non ero affatto sicuro di entrare in campo e sono rimasto molto sorpreso quando il mister mi ha fatto entrare (al posto dell'infortunato Sogliano nel corso del primo tempo, ndr). Non ci può essere entusiasmo per una vittoria arrivata troppo tardi. Cos'è cambiato oggi? Nulla, abbiamo fatto solo un gol in più dei nostri avversari ma, troppe volte avremmo meritato di vincere e così non è stato. Se penso di rimanere ad Ancona? Perché no, ma al momento, penso a giocare la prossima partita.". "Il rigore? Netto, pensavo di arrivare prima su quella palla ed invece.": questo il giudizio del portiere dorico Sergio Marcon in merito al penalty che aveva momentaneamente portato in vantaggio il Bologna. "Quest'anno - prosegue - avevamo fatto delle buone prestazioni ma stavolta dentro di noi avevamo da spendere quel qualcosa in più che ha fatto la differenza. E poi segnare tre gol nella stessa partita non ci era mai capitato, vuol dire che qualcosa è cambiato. Ho sentito la gente applaudire, sono felice di aver vinto anche per chi è venuto allo stadio a sostenerci nonostante tutte le amarezze che abbiamo dato ai nostri tifosi". Si chiude con il centravanti Cristian Bucchi: per lui tre gare da titolare e tre gol realizzati per una media alla. Shevchenko. "Sì, e di questo sono molto felice. In settimana - dice - cerco di mettere sempre in difficoltà l'allenatore ma allo stesso tempo rispetto tutte le sue decisioni. Quando sono arrivato ad Ancona la situazione di classifica era già precaria ed io ho cercato di fare il mio dovere. Personalmente, e penso che l'esultanza lo abbia dimostrato, entro in campo sempre come andassi a giocare la finale di coppa del mondo. A chi dedico il gol? A mia figlia Emily, è la cosa più cara che ho".


di Matteo Massi Il Resto del Carlino

Tre gol in altrettante partite da titolare. Cristian Bucchi si "coccola" la sua terza rete stagionale, finalmente utile alla causa. Le precedenti infatti, contro Modena e Siena, non erano servite all'Ancona per portare a casa qualche punticino. Quella di ieri sì. Ha spianato la strada alla squadra di Galeone verso la prima vittoria in campionato. Mica male. "Innanzitutto dedico il gol a mia figlia Emily e le faccio gli auguri di buona Pasqua, esordisce l'attaccante di Grottammare. Ci voleva questa vittoria per noi, ma anche per tutto l'ambiente. E' stata una domenica particolare, dove siamo stati anche un po' fortunati, però abbiamo meritato questi tre punti". Con quello di ieri Bucchi tocca quota nove gol in serie A in carriera, la caccia è aperta al decimo sigillo. "E' sicuramente una motivazione, ma non la sola. Voglio dimostrare che sono venuto ad Ancona per fare il turista. Soprattutto a chi pensava che non potessi giocare in A o che fossi un giocatore finito. Inoltre voglio continuare a dare il meglio di me e segnare per far sì che su Bucchi si possa contare oltre che nel presente, anche nel futuro". Da Bucchi a Milan Rapaic, miglior giocatore in campo. "Meritavamo questa vittoria, come d'altronde meritavamo in altre occasioni di fare i tre punti. Non è successo prima, è accaduto oggi con il Bologna. Sicuramente siamo stati un pizzico più fortunati, ma di sfortuna in questa stagione ne abbiamo avuta abbastanza. Ero convinto il giorno del mio arrivo ad Ancona che ci saremmo potuti salvare e dopo questa vittoria il rammarico è ancora più grande per non essere riusciti a lottare fino alla fine per restare in serie A". Dopo tanto peregrinare in campo, finalmente Rapaic è tornato a fare ciò che sa fare e gli riesce meglio: il tornante sinistro. "Sono un esterno di sinistra in un centrocampo a quattro. E' questo il mio ruolo. Dove giocavo prima mi sentivo troppo fuori dal gioco, invece io devo partecipare all'azione, solo così riesco a rendermi pericoloso e fare bene il mio lavoro". Si è convinto, dopo tentativi vari, anche Galeone di tutto ciò ed ieri ha accontentato Rapaic, che l'ha subito ripagato con due gol. Anche con il Bologna non è mancato il lavoro per Sergio Marcon. Il portiere biancorosso ripensa al fallo su Locatelli da cui è scaturito poi il rigore trasformato da Nakata. "Ero convinto di prendere il pallone in quella circostanza. Forse sono partito un po' ritardo. Peccato. La partita si è messa subito in salita, ma siamo stati bravi a reagire. Una vittoria meritata. Abbiamo dimostrato che faremo il nostro lavoro fino in fondo". Infine Luigi Sartor che è tornato in campo dopo un mese. Un ritorno fortunato. "Una vittoria che porta un po' di serenità, ma che non può non produrre delusione ed amarezza su come poteva essere la nostra stagione, se questi tre punti fossero arrivati prima. Non c'è spazio quindi per qualsiasi tipo di entusiasmo dopo questa vittoria, soprattutto per rispetto nei confronti dei nostri tifosi. Mi piacerebbe restare anche la prossima stagione per riportare l'Ancona in A".


di Mario Salvini Gazzetta dello Sport

Già aritmeticamente retrocessi i marchigiani hanno piegato per 3-2 il Bologna. Doppietta di Rapaic e gol di Bucchi. Per gli emiliani a segno Nakata e Tare.

E alla 28ª giornata, arrivò la vittoria, la prima in questo campionato per l'Ancona. Poco importa se sono già aritmeticamente certi di giocare il prossimo campionato in serie B, i marchigiani volevano far vedere di essere capaci di vincere. E ci sono riiusciti, con buona pace del Bologna che perde non solo la partita, ma anche la buona occasione di staccare tante rivali (Lecce, Chievo), a loro volta sconfitte. Per questo i bolognesi sono colpevoli, per questo e per l'apparente leggerezza con cui hanno interpretato buona parte del match. La partita sembrava ancora intorpidita nella fase di studio quando l'Ancona ha fatto capire che la certezza aritmetica della retrocessione non significava granché, non oggi. Rapaic guadagna un corner, da destra. Sul quale Bolic inventa uno strano colpo di spalla/testa, Pagliuca è battuto, ma sulla linea c'è Pecchia che respinge.  Solo apparentemente il Bologna non si scuote, nel suo assetto insolito, con Signori in panca e Locatelli dentro a far coppia in Tare. In realtà bastano pochi minuti (12') e Nakata infila un corridoio per Locatelli che va via a Dino Baggio. E' in anticipo, e allora Marcon non trova niente di meglio che rovinare su di lui buttandolo a terra. Rigore, senza discussioni. Che Nakata trasforma con gran classe: rincorsa lentissima, di passo, testa alta ad aspettare la mossa di Marcon. Il portiere si butta alla sua destra, il giapponese centra l'angolino opposto. Ad Ancona quest'anno si sono abituati a situazioni del genere: occasioni sprecate e punizioni immediate. Da immaginare il compiaciuto stupore generale quando al 26' Rapaic ha riequilibrato la gara. Punizione nemmeno da poco fuori area. Il croato va di sinistro e Pagliuca resta inchiodato in ginocchio a terra da una deviazione della barriera: 1-1. Questa volta sì che il Bologna dà l'impressione di non crederci. Siamo più forti, sembrano pensare i rossoblù, e prima o poi torneremo in vantaggio. Per questo forse nessuno si è disperato più di tanto quando Tare, al 41', ha fallito un'occasione clamorosa: Nakata pennella per Locatelli, che fa da sponda di testa scodellando la palla davanti all'albanese a pochi centimetri dalla riga di porta e con Marcon fuori causa. Basterebbe spingere, il rimbalzo è alto e Tare ci prova di coscia, mettendo a lato. E dunque l'uno-due dell'Ancona in avvio di ripresa sembra ancor più beffardo. Il vantaggio viene costruito ancora una volta su una palla inattiva, al 6': corner da sinistra, palla a Goretti, il cui tiro è ribattuto sulla linea da Amoroso. La carambola favorisce Bucchi che ribadisce ancora sul palo difeso da Amoroso, ma questa volta la palla si infila per il 2-1. Media niente male, per Bucchi: terza partita da titolare e terzo gol. Non è ancora sbilanciatissimo in avanti, il Bologna. Eppure all'11' Rapaic costruisce il contropiede da cui scaturisce lo straordinario gol del 3-1. Il croato attraversa metà campo, detta e raccoglie un morbido triangolo con Pandev, si allarga a sinistra e in diagonale infila mirabilmente Pagliuca. Una bella nemesi per Mazzone che la scorsa estate sembrava sul punto di accasarsi ad Ancona. Poi non se ne fece nulla, e per come sono andate le cose al dorico probabilmente lo rimpiangono. Comunque sia, con la partita da ribaltare, Carletto ha ribaltato la squadra: tre cambi in un colpo solo, dentro Guly, Colucci e Signori. Una sferzata che finalmente cambia le cose, dando più birra ai rossoblù. Da un corner di Signori arriva la rete di Tare. Traiettoria altissima, ponte di testa di Locatelli, prepotente l'irruzione dell'albanese a schiacciare in rete. Poi il Bologna spinge anccora. Ma più si va avanti e più la sua veemenza si affievolisce. Anche perché l'Ancona resta pericolosissimo in contropiede (bravo Natali in diverse occasioni di inferiorità). E nel tripudio dei tifosi anconetani, il risultato non è più cambiato.


di Diego Costa da Kataweb

Segnano presto gli emiliani (con Nakata su rigore), che tuttavia giocano con un'intollerabile sufficienza. Di contro i marchigiani gettano nella mischia tutto quello che hanno e alla fine vincono con merito, trascinati da un superlativo Rapajic (doppietta). Inutile e tardivo il forcing dei rossoblù, indecifrabili.

A retrocessione avvenuta, l'Ancona centra la prima vittoria in questo travagliato campionato, rispondendo a tono alla sollecitazione chiesta dalla società (il ritiro di Norcia, francamente, era parso eccessivo), e invocata con gli striscioni dalla tifoseria. In uno stadio del Conero mezzo vuoto, i biancorossi superano un Bologna privo di dignità. Molle nell'approccio, indisponente nella gestione del vantaggio prima e del gioco poi, il Bologna - come era accaduto nella gara interna con la Reggina - sembra fare di tutto per confermare la sensazione che il buon gioco visto con la Roma a Roma sia stato un episodio. E che invece per giudicare questo gruppo valgano di più le sconcertanti prestazioni che a un certo punto della stagione avevano fatto pensare al peggio. L'esempio di tutto ciò sta nell'osservazione di Nakata: il nipponico ha rappresentato a fine anno la soluzione cui la squadra si è aggrappata per tirarsi fuori da una penosa involuzione tecnica. Oggi è un oggetto misterioso, un Ufo che - dopo aver salvato il clan da un quasi certo annegamento, è finito a sua volta sott'acqua. Il processo sommario a un Bologna che... sotto la maglia niente (ma in fondo è un po' la proiezione tecnica di un club i cui esponenti regalano ben poco sotto il profilo emotivo), toglie tuttavia qualcosa a questa Ancona che gioca al contrario con un cuore encomiabile, butta oltre l'ostacolo tutto quello che può, va sotto - e avrebbe tutte le buone ragioni per cropllare dopo il rigore di Marcon su Locatelli trasformato da Nakata (signor Saccani, perchè il portiere non è stato espulso?). Invece sullo 0 a 1, incoraggiata anche dalla pochezza morale dell'avversario, insiste, aggredisce in mezzo i portatori di palla, trova rocambolescamente il pareggio (punizione di Rapajic deviata dalla schiena di Tare, Pagliuca va per le terre frettolosamente), ma insiste, sopravvive a un gol che Tare si mangia (sponda di Locatelli e goffa "cosciata" fuori dell'albanese, a mezzo metro dall'obiettivo). E meritatamente accelera, prima con Bucchi in mischia (assist... di Amoroso), poi con Rapajic in contropiede (splendida triangfolazione stretta con pandev e diagonale imprendibile). Il Bologna non ha neppure la capacità di leggere i segnali di questa debacle che arrivano prima (Bucchi lasciato incornare a centro area su... fallo laterale, è da ritiro della patente!) e che Pagliuca segnala agli immobili compagni di squadra. Sul 3 a 1 con diversi acciaccati muscolarmente, l'Ancona si chiude in trincea, l'assalto del Bologna vale il gol di Tare, in mischia, e niente di più. Insomma, la vittoria va al fanalino di coda che dimostra di avere più valori morali da spendere. Tutto è perduto fuorchè l'onore.


di Marcello Giometti

I marchigiani, già retrocessi, conquistano finalmente i tre punti. A rete Rapaic (doppietta) e Bucchi, Nakata e Tare per i rossoblù. Prima vittoria per l'Ancona battuto il Bologna per 3-2.

Sei giorni dopo la matematica retrocessione, l'Ancona centra la sua prima vittoria in questa deludente stagione in serie A. L'undici di Galeone, infatti, ha battuto per 3-2 il Bologna dopo essere stato anche in svantaggio per 1-0 in apertura di match. Al gol di Nakata su rigore, segue il pari di Rapaic. In apertura di ripresa, in cinque minuti l'uno-due di Bucchi ed ancora Rapaic. Inutile la rete di Tare che fissa il risultato sul 3-2 finale per i marchigiani. Fischio d'inizio con un minuto di ritardo al "Del Conero" per consentire agli addetti di riparare uno squarcio nella rete di una porta. Ancona immediatamente vicino al gol al 6' su azione di calcio d'angolo. Bolic, di testa, supera Pagliuca, ma sulla linea salva Pecchia. Ma è il Bologna che passa in vantaggio al 12'. Nakata lancia Locatelli che si libera di Dino Baggio, ma viene atterrato dal portiere Marcon. Per Saccani è rigore. Dal dischetto lo specialista giapponese che con una rincorsa lentissima, manda il portiere a destra e la palla a sinistra. Cinque minuti più tardi l'Ancona reclama il penalty per un contrasto tra Zaccardo e Pandev, ma il direttore di gara lascia correre. Al 23', Rapaic ci prova da fuori area. La palla, deviata, diventa difficile per Pagliuca che respinge. Sta per irrompere Bucchi, ma è anticipato di un soffio da Moretti. Tre minuti più tardi, però, i padroni di casa trovano il pareggio. Ancora Rapaic, questa volta su punizione da 30 metri. La sfera, deviata dalla barriera inganna Pagliuca e si insacca alle sue spalle. La squadra di Galeone preme alla ricerca del raddoppio, e in due occasioni si rende pericolosa con l'attaccante croato. Al 40', però, si rifà vivo il Bologna con Locatelli che dalla lunetta, di sinistro, manda di pochissimo alto sull'incrocio a destra di Marcon. Un giro d'orologio e Tare si mangia un gol già fatto, appoggiando fuori, da due passi, su un cross di Nakata sul quale aveva fatto sponda di testa Locatelli. Al rientro in campo, Ancona subito aggressivo. Al 5', Pagliuca para in tuffo su un colpo di testa ravvicinato di Goretti. Un minuto più tardi, però, l'estremo rossoblù deve capitolare. Sugli sviluppi di un corner dalla sinistra, Goretti batte a rete, Natali respinge sulla linea, ma Bucchi è lesto a ribadire in gol per il vantaggio anconetano. I marchigiani, sull'onda dell'entusiasmo portano a tre le loro reti all'11', ancora con Rapaic. L'attaccante croato attravera metà campo, scambia con Pandev, si porta sulla sinistra e con un preciso diagonale batte per la terza volta Pagliuca. Mazzone tenta di correre ai ripari e al 14' effettua tutte e tre le sostituzioni a sua disposizione. In campo Signori per Pecchia, Colucci per Amoroso e Guly per Meghni. Poi Nakata su punizione calciata a girare, prova a sorpendere Marcon che però si salva in tuffo. Galeone richiama Goretti immettendo De Falco. Al 19' il Bologna accorcia le distanze con Tare. Ancora su tiro dalla bandierina. Signori dalla destra calcia altissimo, Locatelli prolunga la traiettoria di testa per l'accorrente bomber albanese che infila Marcon. Ultima sostituzione anche per l'Ancona con Sommese al posto di Dino Baggio. Bologna vicino al pari al 32'. Punizione dal limite a girare di Signori. Marcon vola a deviare la palla indirizzata sotto l'incrocio dei pali. Un minuto più tardi rossoblù ancora pericolosi. Sponda di Locatelli sulla quale tenta la rovesciata Colucci, senza riuscirci per l'intervento di un difensore anconetano. Al 41', ancora punizione dal limite per il Bologna. Signori appoggia per Nakata. Il tiro del giapponese è ribattuto da Rapaic. E' l'ultima occasione per gli uomini di Mazzone per pareggiare. L'Ancona conquista così la sua prima vittoria in campionato dopo i sette pareggi racimolati in questa "apparizione" nella massima serie.

  La partita raccontata in dialetto anconetano.
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