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di Alessia Del Mastro

Terza partita di campionato per l'armata dorica e il destino ha voluto farci incontrare il Modena, unica squadra con noi ancora a zero punti. I presupposti e quindi la preparazione della squadra doveva essere in funzione dei tre punti e cioè si sperava nella prima vittoria dell'Ancona, ma così non è stato……bisogna ancora attendere chissà!!!!!!!!?????? La delusione è sempre più grande perché non bastano venti minuti giocati con orgoglio per conquistare punti importanti per la salvezza.


Occorrono determinazione e gioco, cosa che per il momento sembra solo utopia! L'Ancona fino ad ora non ci ha fatto vedere nulla di buono e se non siamo riusciti a conquistare più di un punto con il Modena in casa, cosa pensiamo di fare?

La prima di campionato abbiamo avuto il Milan e per carità, alziamo le mani e ci teniamo il 2 a zero, la seconda siamo andati a Lecce e dire che ci hanno umiliato è dire poco. Ora abbiamo avuto il Modena di Malesani, che ha fatto il suo primo goal proprio contro di noi e non siamo riusciti ad andare oltre il pareggio.

Una vergogna! Per non parlare che le prossime tre partite di campionato ci troviamo a disputarle contro Roma, Udinese e Juve. Qui serve un cambiamento radicale di gioco, di modulo e forse anche di allenatore!!!!

La prima occasione da goal, anzi sarebbe meglio dire il primo tiro in porta è arrivato al 32' del primo tempo e fino ad allora solo Modena, solo nella ripresa e solo dopo essere andati in svantaggio abbiamo visto un cenno di reazione altrimenti il nulla.

Arbitro della partita Pellegrino: l'ultima volta che ci ha arbitrato è stato contro l'empoli nella stagione 2001/2002 in cui fummo umiliati da un netto 5 a 0.

Possiamo dire che questa volta ci è andata bene! La partita si conclusa in pareggio e forse è stato solo un danno, visto che se l'avessimo persa forse ora avremmo subito un cambio radicale (nuovo allenatore, si intende), invece l'1 a 1 ci ha fatto da un lato salvare la faccia (ma giusto quella!).

Durante la settimana Mister Menichini si era deciso (spinto dalla stampa……) a provare il 4-4-2 ma poi chissà come mai è stato sempre illuminato dal suo modulo preferito cioè il 3-5-2 con Milanese, Viali e il rientrato Bilica in difesa, centrocampo formato da Daino (ancora non ha capito che qui Daniele è proprio fuori luogo, facendolo passare quasi da somaro!!!!

Una vergogna!), Carrus, Berretta, Maini e Russo e in attacco Poggi e Hubner. Mai visto niente di più scandaloso, addirittura pur di non cambiare modulo e giocatori (il che avrebbe voluto dire ammettere di aver di nuovo sbagliato) ha arretrato un pò Daino, gli ha messo Russo davanti e colmo dei colmi, Maini sulla fascia destra.

Solo nel momento in cui tutto lo stadio ha iniziato ad incitare l'ingresso di Maurizio Ganz, qualche cosa si è mosso. Ecco quindi che durante il secondo tempo, siamo riusciti a passare al 4-4-2 con Sommese davanti a Daino, a questo punto arretrato in difesa e Ganz al posto di un inesistente Hubner.

È vero che siamo andati in svantaggio, ma la reazione c'è stata e grazie ad un bel goal di Bilica abbiamo pareggiato l'incontro. Tutti si sono resi conto che Sommese è stato l'unico, con gli instancabili Milanese e Russo, a tenere un po' il pallone e a provare a costruire qualche cosa….non ci vogliono le lenti a contatto!!!!

Non ci sono parole…. Pieroni non si è ancora espresso, ma i fatti parlano chiaro, speriamo che in settimana e soprattutto prima che sia troppo tardi, si muova qualche cosa in grado di dare uno scossone a questa squadra.
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ultima modifica il 26 set 2003

l'Ancona non va vittoria rinviata, menichini rischia l'Ancona non va - PRIMO punto senza sorriso per l'Ancona in serie A. Nella sfida delicatissima contro il Modena, i dorici rischiano grosso andando in svantaggio ad inizio ripresa, poi recuperano grazie ad un gol di Bilica. Ne esce un pareggio dal sapore amarognolo soprattutto per quanto si è visto in campo: i dorici hanno subito per buona parte del primo tempo palesando incertezze preoccupanti. Nella ripresa con l'ingresso di Ganz e Sommese qualche cosa è cambiato, si è vista un po' più di vivacità ma la pressione è risultata sterile e il vero volto della squadra resta ancora sconosciuto.

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di Mimmo Cugini del Messaggero

Primo punto del campionato, ma l’Ancona non ha niente da festeggiare. Pareggia col Modena senza rischiare mai di vincere e non convince neanche stavolta. Gioca meglio la squadra di Malesani e sfiora il successo, anche se pure gli emiliani non è che facciano una grande impressione. Ma la partita la doveva fare l’Ancona che invece non riesce a imporre il gioco. Dite a Menichini che il campionato è iniziato, perché siamo già alla terza giornate e la sua Ancona non ha un’identità. Rumina calcio con palloni sparati dalla difesa verso gli attaccanti, che da par loro, si muovono pochissimo. Pensare di vincere in queste condizioni è fantascienza. Il modulo a 4 deve proprio non piacergli, dopo aver provato in settimana Sommese davanti a Daino infatti Menichini resta fedele al 3-5-2, con Sommese che finisce in panchina e Maini che gioca al fianco di Carrus, recuperato dal leggero infortunio. Ma il Modena mette in grande difficoltà l’Ancona aprendo il gioco sugli esterni e allora Menichini è costretto a passare al 4-4-2 che cambia però nelle posizioni dei giocatori in pochi minuti. Prima porta Russo a destra davanti a Daino e Maini che si ritrova a fare il quarto di centrocampo, posizione anomala per Jimmy. Ma cambia poco e allora Menichini alla mezz’ora sposta Russo a sinistra, piazzando stavolta Berretta davanti a Daino, con Maini che torna al fianco di Carrus. La differenza, oltre che nell’organizzazione di gioco è nella freschezza fisica: il Modena è un aliante, l’Ancona un cargo. Inevitabilmente la squadra di Malesani arriva quasi sempre sul pallone per prima, controlla il centrocampo senza problemi e costringe l’Ancona a giocare solo con palloni lunghi per gli attaccanti. Ma Hubner e Poggi sono ancora lontani dalla migliore condizione e il coro della curva al 36’ chiama in causa il bomer della promozione: il popolo biancorsso vuole in campo Maurizio Ganz. I problemi insomma, sono gli stessi che aveva evidenziato la partita di Lecce, dove anzi la squadra biancorossa aveva giocato una mezz’ora aggressiva, mettendo in difficoltà i pugliesi. Stavolta invece si capisce subito che in mezzo al campo sarà il Modena a comandare, con Milanetto e Marasco che giocano senza pressione e possono aprire il gioco sugli esterni a piacimento. Meno male che anche il Modena in prima linea non graffia più di tanto, anche se un gol lo segna con Amoruso, ma la bandierina di Moggiani di La Spezia vanifica tutto. Però l’Ancona gioca un primo tempo anonimo, con qualche fiammata che fa il solletico alla difesa canarina e il fatto che sul taccuino di Rodomonti finiscano Russo, Viali e Milanese non è una dimostrazione di aggressività e pressing dai biancorossi, ma delle difficoltà che incontrano nel fermare gli avversari. A inizio ripresa Menichini inserisce Sommese, che si piazza sulla fascia destra, esce Carrus e i centrali sono Maini e Berretta. L’inerzia della partita non cambia, anche perchè l’Ancona non riesce a cambiare ritmo e quando arriva il primo errore difensivo ecco il gol del Modena che segna con Kamara la sua prima rete in questo campionato. Invocato dalla curva ecco Maurizio Ganz, entra un attimo dopo il gol del Modena e sostituisce uno spento Hubner, che lascia il campo tra i fischi. Sarà un caso oppure no, ma arriva il gol del pareggio con Bilica che risolve una mischia in area gialloblù. E sospinta da un pubblico straordinario l’Ancona prende in mano la partita, schiacciando il Modena all’indietro. E Menichini capisce che il momento di provare a vincere. Dentro anche Bruno, mentre Malesani si copre con Scoponi richiamando Allegretti. Poi esce anche Kamara, entra Vignaroli, ma tatticamente non cambia niente. L’Ancona però è lunghissima, con Ganz e Bruno lasciati là davanti, troppo soli per mettere paura a una difesa gialloblù che pure non pare impeccabile. L’unica soluzione è il lancio lungo dalla difesa, troppo prevedibile. E il finale è del Modena, anche se non graffia mai. Pari inevitabile, Ballotta non tocca palla.

di Ferdinando Vicini del Messaggero

Il tecnico sospira: «Ci ha salvato l’orgoglio e il nostro pubblico» «Ma io pretendo di più» Menichini: «Loro bravi, ma noi troppo lunghi»

ANCONA - Nemmeno a lui l'Ancona deve essere piaciuta molto. Leonardo Menichini però fa buon viso a cattivo gioco e guarda al punticino rimediato grazie alla botta di Bilica come al primo passo verso giorni migliori. Del resto dopo aver visto in faccia lo spettro della sconfitta, la rete realizzata da Kamara a inizio della ripresa aveva fatto temere il peggio, il tecnico biancorosso incarta la divisione della posta e la mette da parte come il male minore. In effetti almeno sino allo 0-1 il Modena era sembrato nettamente superiore, per cui una volta in svantaggio non era facile recuperare. Perciò Menichini non si può permettere di storcere il naso più di tanto di fronte al "no contest" maturato alla fine. Rimangono i brividi di quasi un'ora, quella iniziale, in cui l'Ancona ha dato davvero una brutta immagine di sé e anche Menichini non può far finta di non aver visto i notevoli problemi evidenziati dai suoi. Perciò la sua disanima inizia dal primo tempo: «Abbiamo sofferto troppo il gioco del Modena che ci ha messo davvero in difficoltà nella prima parte dell'incontro. Dopo noi siamo stati bravi ad avere una reazione di orgoglio e a reagire di forza arrivando al pari». La sintesi della sua analisi però sta tutta in questa frase che Menichini pronuncia in tutta onestà: «Non posso assolutamente ritenermi soddisfatto di quanto ha fatto vedere l'Ancona questa sera. Pretendo assolutamente di più». I cambiamenti di modulo sono stati un filo conduttore della partita dell'Ancona: «Penso che si dia un'importanza eccessiva al modulo, prima delle formule c'è la palla». I timori in panchina ci sono stati: «Dopo il primo tempo del Modena e il gol del vantaggio a inizio ripresa certo che ho temuto il peggio. Gli altri giocavano meglio di noi. Poi punti nell'orgoglio l'abbiamo buttata sull'agonismo e sulla determinazione e siamo riusciti a pareggiare». Nel finale anche la possibilità di fare il colpo grosso: «Dopo il bel gol di Bilica forse potevamo anche vincere però non posso assolutamente essere contento. Dobbiamo fare molto di più». Le parole di Menichini girano sempre intorno alla prestazione che proprio non è stata di gradimento dell'allenatore dorico: «Ci ha salvato il nostro orgoglio e il pubblico. Ai nostri tifosi va un grandissimo elogio, un pubblico da serie A che ci ha sostenuto in maniera splendida». C'è anche un distinguo nell'analisi di Menichini, che va nel dettaglio: «I centrocampisti hanno fatto molto bene, però la squadra è rimasta molto lunga. Ecco perché con il Milan avevo fatto di tutto per tenere la squadra compatta». Il gioco non è stato quello che lui voleva: «Non siamo mai riusciti a far bene il possesso di palla e a produrre azioni pericolose. Diamo merito al Modena ma ci sono anche i nostri demeriti. Ora prendiamo atto del punto e tiriamo avanti». Malesani è l'altra faccia della medaglia e parla con rimpianto della gara della sua squadra: «Credo che siamo tornati quelli che siamo stati contro l'Inter. Non era facile venire qui contro un'Ancona con l'acqua alla gola come noi, eppure abbiamo fatto la partita per vincere disputando uno splendido primo tempo. Fino al gol di Kamara siamo stati perfetti». Il rammarico è tutto per come il Modena ha subito la rete del pareggio: «Dovevamo essere più convinti nel contrastare sulla palla ribattuta. Però nel computo generale credo che obiettivamente se c'era una squadra che doveva vincere era il Modena. L'Ancona ha puntato sulle palle lunghe e sulle ribattute, ma non mi pare che siamo stati mai in difficoltà. Bravo Menichini a cambiare modulo diverse volte sino a trovare il gol».


di Pierfrancesco Chiavacci del Messaggero

Il gol rilancia il difensore brasiliano: dimenticato il Milan. Bilica: «Ho tirato d’istinto, è entrata»

ANCONA – Lo aveva detto quasi sottovoce, aspettando di rivedere il campo dopo il turno di squalifica che lo aveva lasciato a guardare la gara di Lecce. Fabio Bilica aspettava il primo gol in serie A, sperava di centrarlo proprio contro il Modena. Il suo finisce per essere uno dei pochi volti sorridenti di una serata che lascia l’Ancona con un punto, ma con tante perplessità. «Sono contento per il gol – ammette il difensore brasiliano –, devo ringraziare i compagni che mi hanno aiutato in queste due settimane. La rete? Sono salito sulla punizione e ho tirato d’istinto, è andata bene». I patimenti dell’Ancona e un punto per cancellare lo zero in classifica. Non è proprio una serata magica. «Nel primo tempo abbiamo incontrato qualche difficoltà anche per l’atteggiamento del Modena, che si è presentato con tre punte. Poi nella seconda frazione di gara le cose sono andate decisamente meglio. Non era facile affrontare il Modena». Menichini ringrazia un difensore. «Ma anche gli attaccanti non hanno giocato male, in qualche circostanza c’è stata sfortuna, come quando ad Hubner è sfuggito il pallone davanti a Ballotta. Dobbiamo lavorare per migliorare, teniamoci questo punto». Maurizio Ganz resta sintonizzato sulla stessa lunghezza d’onda. «Questa è la serie A, non dimentichiamolo, non è più la B. Che si chiami Milan o che si chiami Modena qualunque squadra ha giocatori di ottimo livello. In fondo i gialloblu avevano messo sotto l’Inter a San Siro, perdendo nel finale». L’ingresso dell’attaccante friulano è sembrato dare maggiore vivacità in avanti. «Non so se la partita è cambiata, so solo che è cambiato il risultato. Era una gara che si era messa in evidente salita dopo il gol di Kamara e l’abbiamo rimediata nel modo giusto. Dopo l’1-1 abbiamo anche avuto la possibilità di vincerla, ho avuto un’occasione ma ho tirato debolmente. Ho cercato di dare il mio contributo, per la terza volta sono entrato a 25’ dalla fine». Ancona in apnea per un’ora abbondante. “Eravamo determinati, concentrati, nervosi ma anche vogliosi di fare il risultato. Non so spiegare le difficoltà che abbiamo incontrato nel primo tempo. Ripeto, questa è la serie A, bisogna avere pazienza e la devono avere anche i tifosi. La curva è stata splendida, per l’ennesima volta il pubblico ha dimostrato di essere degno della serie A».


di Guido Montanari del Corriere Adriatico

Il mister cambia lo spento Hubner (fischiatissimo) con Ganz e Poggi con Bruno ma il risultato non cambia: soltanto due tiri in porta in tutti i novanta minuti per la squadra biancorossa Il Modena apparso più tonico e superiore a centrocampo ha sfiorato il colpaccio andando in vantaggio con Kamara: poi il difensore dorico ci mette una pezza. Ma in attacco l'Ancona non punge. Un punto piccolo piccolo, Bilica rimedia, ma l'Ancona stenta. Menichini in bilico

E' arrivato il primo punto per Ancona e Modena ma sono stati senza dubbio i canarini a lasciare un'impressione migliore dallo spareggio-salvezza andato in onda ieri sera al Del Conero. Un punto che forse salverà per adesso la panchina a Menichini (ma sarà proprio così?) e la squadra da una dura contestazione. Ma obiettivamente è un punto piccolo piccolo. Due tiri in porta dei biancorossi in tutta la partita: una punizione di Viali nel primo tempo e il gol di Bilica nella ripresa. Anche il Modena non ha fatto sfracelli sotto rete ma almeno ha tenuto a lungo in mano il pallino del gioco vincendo il duello sulle fasce con Campedelli a destra e Balestri a sinistra che hanno macinato chilometri su chilometri e impedendo a Russo e Daino di fare altrettanto sul fronte offensivo dorico. Un pizzico di vivacità in più sulla destra quando Menichini ha inserito Sommese (ad inizio ripresa) ma più fumo che arrosto. Disastroso Hubner, sottotono Poggi ma obiettivamente anche Ganz e Bruno quando sono subentrati non hanno combinato granchè.
IL VALZER DEL MODULO - Questione di modulo: 4-4-2 o 3-5-2? Incertezza alla vigilia e ieri sera la scelta: buona la seconda, col nuovo acquisto Sommese ancora in panchina e Daino a fare l'esterno destro. In campo c'è Maini regista avanzato mentre il recuperato Carrus fa il play maker davanti alla difesa. Sul fronte modenese invece nessuna novità rispetto alle anticipazioni della vigilia con Kamarà preferito a Vignaroli in attacco.
BRIVIDI PER l'ANCONA - Un quarto d'ora di niente fino al 17' quando in contropiede il Modena segna con Amoruso (lancio perfetto di Kamarà): il guardalinee sotto la tribuna spegne gli entusiasmi emiliani segnalando il fuorigioco. Ed è andata bene perchè secondo regolamento ci poteva stare anche l'espulsione di Milanese che aveva strattonato vistostamente l'attaccante canarino. Modena poco dopo di nuovo vicino al gol: stavolta è Allegretti a sfiorare di testa il palo destro di Scarpi. I dorici ballano e Menichini cerca di correre ai ripari schierando la squadra col 4-4-2: Daino viene arretrato sulla linea dei difensori e Russo spostato a destra (poi tornerà a sinistra).
SEGNI DI NERVOSISMO - Gli ospiti per fortuna frenano un po' ma l'Ancona giochicchia a centrocampo e non graffia quasi mai in attacco. Poco mordente e poca velocità. Non manca invece un pizzico di nervosismo di troppo tra i dorici visto che nel primo tempo sono ben tre gli ammoniti (Russo, Viali e Milanese). I dorici stentano e la curva comincia a dare segni di impazienza: dopo un grandissimo tifo e una splendida coreografia, la gente inizia a sbottare. C'è un primo coro "polemico": si alza altissimo dalla Nord ed è tutto per Maurizio Ganz anche ieri inizialmente in panchina. Nel frattempo c'è il primo tiro in porta dell'Ancona su punizione: è Viali a impegnare da 25 metri Ballotta ad una difficile deviazione in angolo. Per quanto riguarda i primi 45 minuti l'Ancona è tutta qui. Poco, pochissimo, quasi niente. La pioggia di fischi sui biancorossi, quando Rodomonti manda tutti negli spogliatoi, è inevitabile. C'è da preoccuparsi. Difficile, davvero difficile pensare che l'Ancona sia "solo" questa. Eppure...
BOTTA E RISPOSTA - Inizio ripresa con una novità nell'Ancona: dentro Sommese e fuori Carrus, con la conferma del 4-4-2. Un chiaro tentativo da parte di Menichini di rafforzare gli esterni e sfoltire il centrocampo. Ma all'8' succede quello che doveva succedere con la difesa dell'Ancona che tenta un improbabile fuorigioco e Kamarà tutto solo non ha problemi a freddare Scarpi in disperata uscita. Menichini a questo punto prova la carta Ganz (fuori il criticatissimo Hubner). Ma è Bilica, un difensore, a pescare il jolly: gran botta dal limite sugli sviluppi di una mischia e Ballotta è battuto. 1-1 e torna la speranza. L'Ancona spinta dall'entusiasmo finalmente attacca e Malesani pensa bene di coprirsi togliendo Allegretti e inserendo Scoponi. Risponde Menichini con il cambio Poggi-Bruno. Finale di partita dunque con una coppia di attacco tutta nuova per l'Ancona. Ma il risultato non cambia. I biancorossi non ci sono piaciuti neanche stavolta e domenica si va all'Olimpico con la Roma: ci vorrebbe un miracolo.
QUALE FUTURO? - Sguardi interdetti in tribuna: l'Ancona è questa? Se davvero fosse così, un posto all'inferno non glielo toglie nessuno. Per fortuna è solo la terza giornata di campionato e il patron Pieroni avrà modo di considerare per bene ogni mossa da fare. Dopo la sconfitta di Lecce aveva detto che il Menichini non correva alcun rischio: il presidente è dello stesso avviso anche dopo il "pareggino" di ieri? Qualche dubbio c'è. Certo non è solo una questione di manico, ma cambiare metà squadra a questo punto è difficile...


di Stefano Torreggiani del Corriere Adriatico

Il tecnico ringrazia i tifosi: "Ci hanno sostenuto sempre, anche quando ci avrebbero potuto fischiare. E' un pubblico meraviglioso" Menichini non sprizza di gioia: "Ci aspettano partite difficilissime" "Volevo vedere più qualità"

Che succederà oggi? E domani? Cambierà qualcosa? Queste le domande che accompagnavano i tifosi all'uscita dopo i 90' che hanno regalato contemporaneamente il primo punto stagionale all'Ancona e al Modena. Ghiaccio rotto ma il giocattolo-Ancona non convince ancora come ammette lo stesso trainer dorico Leonardo Menichini: "Mi aspettavo di più, volevo vedere più qualità. E invece come possesso e come circolazione di palla non siamo stati brillanti. Sotto questo aspetto decisamente meglio a Lecce". E' un Menichini che appare poco tranquillo, quasi ombroso, teso: "Volevamo vincere, sapevamo che questa era una partita importante anche perché poi ci attendono match difficilissimi ma la partita è appena finita, la tensione è stata tanta, mica è una passeggiata stare in panchina. Per niente una passeggiata". E stava per diventare un inferno perché il Modena dopo aver fatto cose egregie nel primo tempo, in avvio di ripresa è passato anche in vantaggio: "Bene, direi molto bene il Modena in avvio, abbiamo trovato difficoltà inutile negarlo. Ma non volevamo perdere per nessuna ragione al mondo e così abbiamo reagito. Dovevamo farlo per il nostro meraviglioso pubblico, un pubblico da serie A, e ci siamo riusciti facendo perno sull'orgoglio e sull'aggressività. Abbiamo gettato il cuore oltre l'ostacolo e siamo riusciti a rimontare conquistando un pareggio che non ci rende felicissimi ma che comunque muove la classifica. Alla vigilia non avremmo assolutamente firmato per un risultato del genere, dopo aver vissuto il film della partita magari la divisione della posta ci può stare". Il pubblico è sempre stato al fianco dei biancorossi e Menichini sottolinea parecchio questo concetto: "Non lo dico per piaggeria ma sono stati veramente grandi i nostri tifosi, strepitosi. Avrebbero potuto fischiarci, invece ci hanno sostenuto anche nel momento più difficile. Che pubblico". Ma il pubblico del "Del Conero" avrebbe gradito e tanto anche i tre punti: "Li avremmo graditi anche noi, li abbiamo inseguiti tanto che dopo aver raggiunto il pareggio abbiamo anche creato qualche difficoltà al Modena, chissà se eravamo più lucidi magari potevamo anche riuscire a fare il sorpasso". Primo tempo in apnea e moduli che cambiavano assai di frequente con il tecnico biancorosso che torna sul discorso dell'assetto tattico: "Sembra che la panacea di tutti i mali dell'Ancona sia il modulo. Non è così, affatto. Perché poi c'è la palla, anzi - breve riflessione - prima ancora del modulo c'è la palla". E qui emerge la distanza spesso e volentieri ampia tra centrocampo e attacco con reparti spesso lontani e con Menichini che comincia a guardare al tour de force che attende i biancorossi: "Una partita alla volta, per carità". Ma cosa cambierà allora in queste ore? Che succederà? E Menichini che conosce i meccanismi della vita e del calcio non si nasconde: "Io lavoro con serietà ed entusiasmo, il resto (panchina a rischio ndr.) non sono questioni che mi competono. E i tifosi tra lo sconcerto per quanto accaduto nel derby tra Avellino e Napoli facevano zig-zag tra Ulivieri e Mutti, tra De Canio e Camolese. Palla che passa alla società, altri giorni caldi con ripresa degli allenamenti in vista della trasferta di domenica all'Olimpico (contro la Roma) fissata per martedì. Con novità solo tattiche o anche di altro "genere"?


di Stefano Rispoli del Corriere Adriatico

Sommese: "L'importante è che siamo riusciti a rimediare una situazione che si era fatta difficile. I fischi per Hubner? Sono sbagliati Io lo conosco bene. Lui va solo incoraggiato C'è da migliorare soprattutto sul piano del gioco" "PAZIENZA E TRANQUILLITA': SOLO COSI' ARRIVERA' LA SALVEZZA" "Adesso restiamo calmi" Ganz pesa il punto: "Ottima reazione nella ripresa"

Il discorso è sempre quello: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? La risposta non è di quelle facili da dare. Buona la reazione dell'Ancona nella ripresa, di gran fattura il gol (il primo su azione dall'inizio del torneo) di Fabio Bilica, discreta la carica agonistica sprigionata nel secondo tempo. Però c'è molto da recriminare a quest'Ancona. Specie la palese difficoltà manifestata nel corso del primo tempo di fronte a un Modena per nulla facile da controllare. Il pareggio è arrivato, d'accordo, e con esso il primo punto. Ma c'è ancora tanto da lavorare. E' il pensiero diffuso tra i giocatori biancorossi, solo parzialmente soddisfatti per come è andata questa terza partita col Modena. «Io dico che è un punto straguadagnato - attacca convinto Ganz -. Teniamoceli stretti questi risultati, non era affatto semplice giocare contro la squadra di Malesani. Datemi retta: io conosco la serie A, ci ho giocato per tantissimi anni, so come vanno certe cose. Dico semplicemente che l'Ancona non ha disputato la sua migliore partita, d'accordo: però intanto va apprezzata l'ottima reazione nella ripresa, che ci ha consentito di raggiungere il pari. Un punto come questo è tutto guadagnato, anche perché, vedrete, la salvezza arriverà soltanto alla trentaquattresima giornata». Certo che ora arriva la Roma, poi l'Udinese e poi sarà la volta della Juve. Insomma, se l'Ancona non è riuscita a far punti contro squadre alla sua altezza, c'è di che preoccuparsi. «Il calendario non ci agevola le cose, però intanto ora godiamoci questi due giorni di riposo, poi torneremo a lavorare come sempre, anzi ancor di più. Ripeto, questa gara è cominciata tutta in salita e comunque non si può pensare di poter vincere a priori: certe partite bisogna viverle e vi assicuro che questo Modena non era per nulla un avversario facile. Malesani ci ha messo in difficoltà, conosceva i nostri punti deboli, tanto che siamo stati costretti a cambiare in corsa diverse cose per cercare di contenere i nostri avversari. Forse siamo partiti un pò troppo nervosi perché caricati dalla voglia di vincere. Ci vuole più pazienza, la salvezza arriverà solo con più tranquillità. E soprattutto con l'apporto del pubblico: la gente è stata splendida, un incitamento del genere non può che farci bene». Qualche fischio, però, all'uscita di Hubner dal terreno di gioco, proprio in occasione dell'avvicendamento con l'applauditissimo Maurizio Ganz. «Mi dispiace per quei fischi, non li capisco proprio - commenta amareggiato Vincenzo Sommese -. Ho giocato assieme ad Hubner, lo conosco. E' uno di quegli attaccanti che se si sblocca fa una caterva di gol. Bisogna incoraggiarlo, non si può fischiare subito un giocatore». Qualche cenno di disapprovazione è arrivato anche per l'Ancona. «Sì, ma credo che un punto sia comunque un buon risultato per come si erano messe le cose in campo - prosegue Sommese -. L'importante è che siamo riusciti a riacciuffare una situazione che non era facile da rimettere in sesto. Perché non ho giocato dall'inizio? Il mister mi aveva anticipato il suo dubbio, era indeciso tra due moduli di base e alla fine ha scelto giustamente una certa formazione, che a mio avviso non ha giocato male. Io sono entrato nella ripresa, cercando di dare il massimo, anche se col mio ingresso ci siamo trovati subito in svantaggio. Poi ho cercato di spingere, di aiutare la squadra ad avanzare il proprio baricentro e abbiamo trovato quel bellissimo gol di Bilica. Nella circostanza siamo stati anche fortunati, perché non era affatto facile giocar bene e far risultato contro una squadra ben disposta in campo e decisa a portare a casa un buon risultato». Preoccupazione per l'ennesima occasione fallita, di nuovo contro un avversario alla portata dell'Ancona? «No, io non faccio mai drammi - dice Sommese -. C'è da migliorare, soprattutto sul piano del gioco. Però abbiamo tutto il tempo per farlo. Oltretutto, io ho visto tre buone prestazioni da parte di questo gruppo nelle prime tre partite di campionato, per cui ribadisco che secondo me la salvezza continua ad essere alla nostra portata».


di Maurizio Ghergo

Contro il Modena la parola d'ordine era vincere, ma purtroppo ancora una volta l'undici biancorosso è uscito dal rettangolo di gioco sfornando una prestazione a dir poco al di sotto di ogni aspettativa conquistando a fatica un pareggio, che per quanto ci si sforzi di dire che sia utile, rimane sempre un risultato deludente, soprattutto in relazione alla sconfitta di Lecce. Quindi, se proprio non vogliamo parlare dell'incontro contro il Milan perché come molti dicono "queste non sono le nostre partite" rimane il fatto che in due scontri diretti abbiamo conquistato un punticino, soffrendo e mostrando grandi lacune in ogni reparto e un'incredibile difficoltà a concludere le azioni di gioco (a Lecce abbiamo segnato su calcio di rigore e contro gli emiliani su un rimpallo in area di rigore con azione partita da una nostra punizione sulla tre quarti, e per giunta a realizzare il gol è stato Bilica, ovvero un difensore). Difficile capire dove cominciare ad intervenire per risistemare la squadra, infatti anche la difesa la quale sembra il reparto per lo meno più affidabile, soprattutto grazie a Milanese il quale attualmente sembra l'unico giocatore che regga tranquillamente la categoria, riesce a prendere gol sicuramente evitabili. Ed ora, è normale, in molti chiedono "la testa" di Menichini. Sicuramente il mister ha delle colpe, anzi sicuramente ne ha molte, già il fatto che mette in campo gente con uno stato di forma imbarazzante basterebbe per far infuriare tutto il popolo dorico, se poi ci mettiamo che in mezzo al campo è il primo a far confusione spostando i giocatori a destra e a manca…Qui nessuno vuole fare il mister, tantomeno io, ma quando vedi delle cose troppo evidenti non puoi non pensare come un mister che ha alle sue spalle centinaia di panchine non riesca ad individuarli. Infondo, se magari tanti anni da vice non ti servono per imparare a tenere in mano uno spogliatoio, sicuramente ti servono per imparare tanti segreti del calcio, quindi il problema che mi sembra più logico ed evidente è proprio che a tradire il mister sia la sua paura di sbagliare. Effettivamente non si può certo dire che sia stato lasciato lavorare con tranquillità, ma la colpa va data ai tifosi o ai giornalisti oppure va attribuita proprio al patron che con tutto il CASINO (altro termine non esiste) che ha fatto quest'estate ha indispettito più o meno involontariamente tutto l'ambiente? Comunque Menichini deve tirar fuori tutta la grinta che ha in corpo e riuscire a trasmettere quella sicurezza che sicuramente alla squadra manca e che solo lui, naturalmente aiutato dalla società come giusto che sia, può diffondere. La serie A è dura e sicuramente l'Ancona non è uno squadrone, ma no mister, la sua prima avventura non può continuare e forse chiudersi così…forza e coraggio!!


di David Luconi

"Primo tempo sottotono, poco gioco sulle fasce, loro più organizzati". "Da salvare solo Russo e Milanese" E c'è anche chi chiede altri rinforzi. Due difensori e un centrocampista. La delusione dei tifosi: "Così sarà difficile salvarsi". "Lenti e senza cuore".La delusione a fine gara dopo il pareggio interno col Modena è tutta nei volti dei supporter dorici che lasciano lo stadio Del Conero con l'Ancona ancora ultima in classifica. Un pareggio che in pratica non cambia la classifica. «Da parte dei biancorossi un primo tempo - commenta Mirko Tombolesi - decisamente sotto tono. Poi la scossa al loro gol del vantaggio ma sinceramente non è bastato». Proprio quella prima parte di gara un po' così ha lasciato i tifosi biancorossi amareggiati. Questo il parere di Massimiliano Zannotti. «Sarà molto dura raggiungere la salvezza. Certo, dobbiamo crederci di più sia noi tifosi sugli spalti che tutta la squadra in campo. Miglior dorico? Dico capitan Russo, senza ombra di dubbio». Stessi pensieri anche per Simone Zezza. «Un'Ancona brutta, qualcosa di meglio si è visto dopo il gol del Modena ma sinceramente loro erano molto più organizzati e in grado di mantenere un gran possesso palla. Per l'Ancona c'è da lavorare e pure molto». Pasquale Napodano conferma aggiungendo dell'altro. «Noi brutti e lenti soprattutto in attacco dove proprio non riuscivamo a prenderla mai. Ho apprezzato la prestazione di Milanese, ancora una volta uno dei migliori in campo». Ma quello che i tifosi hanno notato nella squadra è stata la mancanza di cattiveria agonistica, come conferma Marco Bazzani. «La squadra non mi è piaciuta, siamo mancati dal punto di vista caratteriale. Una formazione senza nerbo. Questo potrebbe essere un problema legato all'allenatore che non riesce a trasmettere ai ragazzi in campo quella grinta necessaria per affrontare la partita. Dal punto di vista tattico? Poco gioco sulle fasce e di conseguenza palla che ristagnava al centro del campo». La signora Maddalena Senatore è tifosissima dell'Ancona. «Ho seguito i dorici per tutta Italia - commenta - e posso affermare che questa squadra non mi piace». Tesi confermata da Franco Senatore. «Un'Ancona moscia - afferma - e credo che per entrare in forma questi ragazzi avranno bisogno di altre cinque o sei settimane di lavoro. Qualche giocatore in campo è decisamente giù». Anche per Andrea Molinari «questa squadra è lenta, impacciata e senza idee. Devo aggiungere qualche altro aggettivo? Meglio di no, sono rimasto sì impressionato, ma negativamente». Con più calma la prende invece Massimiliano Mobili. «Otto giocatori su undici sono cambiati e credo che per mettere assieme la squadra ci voglia del tempo. I meccanismi di gioco devono essere oliati e solo allora si potrà dare un giudizio approfondito. A proposito, a questa squadra servono un paio di difensori e un centrocampista». Per Giuseppe Lombardi il peggior in campo «è stato Hubner - commenta - che è ancora completamente fuori forma. La squadra nella seconda parte di gara è cresciuta ma se non si vincono queste gare, credo sia difficile salvarsi». La ricetta giusta per la salvezza nelle parole di Luca Compagnucci. «Ci vuole grinta - esclama - e si deve giocare col cuore. Questo senza ombra di dubbio dipende dall'allenatore che evidentemente non riesce a caricare questi giocatori prima della partita».


Andrea Cicciolo Armata Gialloblù

Il risultato più prevedibile, 1-1, è la sintesi stringata di Ancona-Modena. Risultato perfetto che accontenta (o no?) tutti; che sta forse un po' stretto agli emiliani, ospiti venuti al Conero per fare una bella figura. E così è. La squadra di Malesani dà l'impronta al primo tempo: passa al 9' della ripresa con una gesto tecnico di Kamara da cineteca e pareggia al 18' con un siluro di Bilica. Anche se siamo solo alla terza partita, Ancona-Modena sfodera tutti gli ingredienti della sfida-salvezza. La morale è semplice: meglio mettere subito punti in saccoccia per non farsi travolgere dalla disperazione nei momenti di bisogno. Partita atletica, molto combattuta a centrocampo a cui l'Ancona cerca di imprimere sin dal primo minuto un ritmo elevato con azioni verticali alla ricerca del solito Hubner. Ma sono briciole. Il Modena, infatti, prese le misure fa girare la palla con intelligenza, dominando la fascia centrale, dove i marchigiani non trovano sbocchi. Malsani fa sfruttare la diligenza tattica dei suoi: veloci ripartenze alla ricerca esasperata di Amoruso, in buona serata e spina nel fianco della difesa di casa. L'Ancona soffre troppo; complice la sua lentezza; difetto che obbliga l'undici di Menichini ad arretrare e disfare la tela. Poche le emozioni e a regalarle è quasi sempre il Modena che ha in Amoruso il suo fiore all'occhiello, prima segnando, ma in fuorigioco, poi imbastendo azioni che obbligano la difesa dell'Ancona a fare gli straordinari. Unico guizzo dei rossi di Menichini resta un tentativo di Hubner anticipato da Ballotta. All'Ancona fa bene il riposo e nella ripresa ricomincia dal 4-4-2 con Sommese che prende il posto di Carrus. Il nuovo entrato regala brio alla manovra dell'Ancona, subito vicino al gol dopo soli 180 secondi. Alla ricerca della rete, i dorici non fanno però i conti con il contropiede modenese. Nasce così il capolavoro di Kamara, abile nel raccogliere una palla calciata da metà campo: stop del senegalese, Scarpi scavalcato e palla appoggiata in rete. Sublime. Stramazzato al suolo, l'Ancona chiede a Ganz velocità e gol al posto di Hubner che lascia tra i fischi e con il broncio di chi non ci sta. Ma è dalla destra che arrivano le belle notizie per il popolo del Conero. Dove Sommese unisce freschezza e fantasia, anche se il gol del pareggio arriva grazie a Bilica, piombato in area per battere inesorabilmente e di potenza Ballotta. E' vitamina il gol del brasiliano. Utile per regalare convinzione alle idee dell'Ancona che in pressing rompe le trame emiliane. Malesani teme il tracollo. Cambia Allegretti con Scoponi, mentre Menichini conclude il trittico inserendo il potente attaccante Bruno per Poggi: vuole vincere. Per il Modena, evidentemente in riserva, è il momento più delicato. Per di più Malesani si ritrova dal 75' senza Kamara, sostituito con Vignaroli per un infortunio. Un po' come togliere il pungiglione alla vespa. Ma a entrambe le contendenti va bene così e l'1-1 diventa ufficiale. Per le sfide-salvezza c'è ancora tempo.

  La partita raccontata in dialetto anconetano.
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