di
Mimmo Cugini del Messaggero
Primo punto del campionato, ma lAncona non ha niente da festeggiare. Pareggia col
Modena senza rischiare mai di vincere e non convince neanche stavolta. Gioca meglio la
squadra di Malesani e sfiora il successo, anche se pure gli emiliani non è che facciano
una grande impressione. Ma la partita la doveva fare lAncona che invece non riesce a
imporre il gioco. Dite a Menichini che il campionato è iniziato, perché siamo già alla
terza giornate e la sua Ancona non ha unidentità. Rumina calcio con palloni sparati
dalla difesa verso gli attaccanti, che da par loro, si muovono pochissimo. Pensare di
vincere in queste condizioni è fantascienza. Il modulo a 4 deve proprio non piacergli,
dopo aver provato in settimana Sommese davanti a Daino infatti Menichini resta fedele al
3-5-2, con Sommese che finisce in panchina e Maini che gioca al fianco di Carrus,
recuperato dal leggero infortunio. Ma il Modena mette in grande difficoltà lAncona
aprendo il gioco sugli esterni e allora Menichini è costretto a passare al 4-4-2 che
cambia però nelle posizioni dei giocatori in pochi minuti. Prima porta Russo a destra
davanti a Daino e Maini che si ritrova a fare il quarto di centrocampo, posizione anomala
per Jimmy. Ma cambia poco e allora Menichini alla mezzora sposta Russo a sinistra,
piazzando stavolta Berretta davanti a Daino, con Maini che torna al fianco di Carrus. La
differenza, oltre che nellorganizzazione di gioco è nella freschezza fisica: il
Modena è un aliante, lAncona un cargo. Inevitabilmente la squadra di Malesani
arriva quasi sempre sul pallone per prima, controlla il centrocampo senza problemi e
costringe lAncona a giocare solo con palloni lunghi per gli attaccanti. Ma Hubner e
Poggi sono ancora lontani dalla migliore condizione e il coro della curva al 36
chiama in causa il bomer della promozione: il popolo biancorsso vuole in campo Maurizio
Ganz. I problemi insomma, sono gli stessi che aveva evidenziato la partita di Lecce, dove
anzi la squadra biancorossa aveva giocato una mezzora aggressiva, mettendo in
difficoltà i pugliesi. Stavolta invece si capisce subito che in mezzo al campo sarà il
Modena a comandare, con Milanetto e Marasco che giocano senza pressione e possono aprire
il gioco sugli esterni a piacimento. Meno male che anche il Modena in prima linea non
graffia più di tanto, anche se un gol lo segna con Amoruso, ma la bandierina di Moggiani
di La Spezia vanifica tutto. Però lAncona gioca un primo tempo anonimo, con qualche
fiammata che fa il solletico alla difesa canarina e il fatto che sul taccuino di Rodomonti
finiscano Russo, Viali e Milanese non è una dimostrazione di aggressività e pressing dai
biancorossi, ma delle difficoltà che incontrano nel fermare gli avversari. A inizio
ripresa Menichini inserisce Sommese, che si piazza sulla fascia destra, esce Carrus e i
centrali sono Maini e Berretta. Linerzia della partita non cambia, anche perchè
lAncona non riesce a cambiare ritmo e quando arriva il primo errore difensivo ecco
il gol del Modena che segna con Kamara la sua prima rete in questo campionato. Invocato
dalla curva ecco Maurizio Ganz, entra un attimo dopo il gol del Modena e sostituisce uno
spento Hubner, che lascia il campo tra i fischi. Sarà un caso oppure no, ma arriva il gol
del pareggio con Bilica che risolve una mischia in area gialloblù. E sospinta da un
pubblico straordinario lAncona prende in mano la partita, schiacciando il Modena
allindietro. E Menichini capisce che il momento di provare a vincere. Dentro anche
Bruno, mentre Malesani si copre con Scoponi richiamando Allegretti. Poi esce anche Kamara,
entra Vignaroli, ma tatticamente non cambia niente. LAncona però è lunghissima,
con Ganz e Bruno lasciati là davanti, troppo soli per mettere paura a una difesa
gialloblù che pure non pare impeccabile. Lunica soluzione è il lancio lungo dalla
difesa, troppo prevedibile. E il finale è del Modena, anche se non graffia mai. Pari
inevitabile, Ballotta non tocca palla.
di Ferdinando Vicini del Messaggero
Il tecnico sospira: «Ci ha salvato lorgoglio e il nostro
pubblico» «Ma io pretendo di più» Menichini: «Loro bravi, ma noi troppo lunghi»
ANCONA - Nemmeno a lui l'Ancona deve essere piaciuta molto. Leonardo Menichini però fa
buon viso a cattivo gioco e guarda al punticino rimediato grazie alla botta di Bilica come
al primo passo verso giorni migliori. Del resto dopo aver visto in faccia lo spettro della
sconfitta, la rete realizzata da Kamara a inizio della ripresa aveva fatto temere il
peggio, il tecnico biancorosso incarta la divisione della posta e la mette da parte come
il male minore. In effetti almeno sino allo 0-1 il Modena era sembrato nettamente
superiore, per cui una volta in svantaggio non era facile recuperare. Perciò Menichini
non si può permettere di storcere il naso più di tanto di fronte al "no
contest" maturato alla fine. Rimangono i brividi di quasi un'ora, quella iniziale, in
cui l'Ancona ha dato davvero una brutta immagine di sé e anche Menichini non può far
finta di non aver visto i notevoli problemi evidenziati dai suoi. Perciò la sua disanima
inizia dal primo tempo: «Abbiamo sofferto troppo il gioco del Modena che ci ha messo
davvero in difficoltà nella prima parte dell'incontro. Dopo noi siamo stati bravi ad
avere una reazione di orgoglio e a reagire di forza arrivando al pari». La sintesi della
sua analisi però sta tutta in questa frase che Menichini pronuncia in tutta onestà:
«Non posso assolutamente ritenermi soddisfatto di quanto ha fatto vedere l'Ancona questa
sera. Pretendo assolutamente di più». I cambiamenti di modulo sono stati un filo
conduttore della partita dell'Ancona: «Penso che si dia un'importanza eccessiva al
modulo, prima delle formule c'è la palla». I timori in panchina ci sono stati: «Dopo il
primo tempo del Modena e il gol del vantaggio a inizio ripresa certo che ho temuto il
peggio. Gli altri giocavano meglio di noi. Poi punti nell'orgoglio l'abbiamo buttata
sull'agonismo e sulla determinazione e siamo riusciti a pareggiare». Nel finale anche la
possibilità di fare il colpo grosso: «Dopo il bel gol di Bilica forse potevamo anche
vincere però non posso assolutamente essere contento. Dobbiamo fare molto di più». Le
parole di Menichini girano sempre intorno alla prestazione che proprio non è stata di
gradimento dell'allenatore dorico: «Ci ha salvato il nostro orgoglio e il pubblico. Ai
nostri tifosi va un grandissimo elogio, un pubblico da serie A che ci ha sostenuto in
maniera splendida». C'è anche un distinguo nell'analisi di Menichini, che va nel
dettaglio: «I centrocampisti hanno fatto molto bene, però la squadra è rimasta molto
lunga. Ecco perché con il Milan avevo fatto di tutto per tenere la squadra compatta». Il
gioco non è stato quello che lui voleva: «Non siamo mai riusciti a far bene il possesso
di palla e a produrre azioni pericolose. Diamo merito al Modena ma ci sono anche i nostri
demeriti. Ora prendiamo atto del punto e tiriamo avanti». Malesani è l'altra faccia
della medaglia e parla con rimpianto della gara della sua squadra: «Credo che siamo
tornati quelli che siamo stati contro l'Inter. Non era facile venire qui contro un'Ancona
con l'acqua alla gola come noi, eppure abbiamo fatto la partita per vincere disputando uno
splendido primo tempo. Fino al gol di Kamara siamo stati perfetti». Il rammarico è tutto
per come il Modena ha subito la rete del pareggio: «Dovevamo essere più convinti nel
contrastare sulla palla ribattuta. Però nel computo generale credo che obiettivamente se
c'era una squadra che doveva vincere era il Modena. L'Ancona ha puntato sulle palle lunghe
e sulle ribattute, ma non mi pare che siamo stati mai in difficoltà. Bravo Menichini a
cambiare modulo diverse volte sino a trovare il gol».
di Pierfrancesco Chiavacci del Messaggero
Il gol rilancia il difensore brasiliano: dimenticato il Milan.
Bilica: «Ho tirato distinto, è entrata»
ANCONA Lo aveva detto quasi sottovoce, aspettando di rivedere il campo dopo il
turno di squalifica che lo aveva lasciato a guardare la gara di Lecce. Fabio Bilica
aspettava il primo gol in serie A, sperava di centrarlo proprio contro il Modena. Il suo
finisce per essere uno dei pochi volti sorridenti di una serata che lascia lAncona
con un punto, ma con tante perplessità. «Sono contento per il gol ammette il
difensore brasiliano , devo ringraziare i compagni che mi hanno aiutato in queste
due settimane. La rete? Sono salito sulla punizione e ho tirato distinto, è andata
bene». I patimenti dellAncona e un punto per cancellare lo zero in classifica. Non
è proprio una serata magica. «Nel primo tempo abbiamo incontrato qualche difficoltà
anche per latteggiamento del Modena, che si è presentato con tre punte. Poi nella
seconda frazione di gara le cose sono andate decisamente meglio. Non era facile affrontare
il Modena». Menichini ringrazia un difensore. «Ma anche gli attaccanti non hanno giocato
male, in qualche circostanza cè stata sfortuna, come quando ad Hubner è sfuggito
il pallone davanti a Ballotta. Dobbiamo lavorare per migliorare, teniamoci questo punto».
Maurizio Ganz resta sintonizzato sulla stessa lunghezza donda. «Questa è la serie
A, non dimentichiamolo, non è più la B. Che si chiami Milan o che si chiami Modena
qualunque squadra ha giocatori di ottimo livello. In fondo i gialloblu avevano messo sotto
lInter a San Siro, perdendo nel finale». Lingresso dellattaccante
friulano è sembrato dare maggiore vivacità in avanti. «Non so se la partita è
cambiata, so solo che è cambiato il risultato. Era una gara che si era messa in evidente
salita dopo il gol di Kamara e labbiamo rimediata nel modo giusto. Dopo l1-1
abbiamo anche avuto la possibilità di vincerla, ho avuto unoccasione ma ho tirato
debolmente. Ho cercato di dare il mio contributo, per la terza volta sono entrato a
25 dalla fine». Ancona in apnea per unora abbondante. Eravamo
determinati, concentrati, nervosi ma anche vogliosi di fare il risultato. Non so spiegare
le difficoltà che abbiamo incontrato nel primo tempo. Ripeto, questa è la serie A,
bisogna avere pazienza e la devono avere anche i tifosi. La curva è stata splendida, per
lennesima volta il pubblico ha dimostrato di essere degno della serie A».
di Guido Montanari del Corriere Adriatico
Il mister cambia lo spento Hubner
(fischiatissimo) con Ganz e Poggi con Bruno ma il risultato non cambia: soltanto due tiri
in porta in tutti i novanta minuti per la squadra biancorossa Il Modena apparso più
tonico e superiore a centrocampo ha sfiorato il colpaccio andando in vantaggio con Kamara:
poi il difensore dorico ci mette una pezza. Ma in attacco l'Ancona non punge . Un punto piccolo piccolo, Bilica rimedia,
ma l'Ancona stenta. Menichini in bilico
E' arrivato il primo punto per Ancona e Modena ma sono stati senza dubbio i canarini a
lasciare un'impressione migliore dallo spareggio-salvezza andato in onda ieri sera al Del
Conero. Un punto che forse salverà per adesso la panchina a Menichini (ma sarà proprio
così?) e la squadra da una dura contestazione. Ma obiettivamente è un punto piccolo
piccolo. Due tiri in porta dei biancorossi in tutta la partita: una punizione di Viali nel
primo tempo e il gol di Bilica nella ripresa. Anche il Modena non ha fatto sfracelli sotto
rete ma almeno ha tenuto a lungo in mano il pallino del gioco vincendo il duello sulle
fasce con Campedelli a destra e Balestri a sinistra che hanno macinato chilometri su
chilometri e impedendo a Russo e Daino di fare altrettanto sul fronte offensivo dorico. Un
pizzico di vivacità in più sulla destra quando Menichini ha inserito Sommese (ad inizio
ripresa) ma più fumo che arrosto. Disastroso Hubner, sottotono Poggi ma obiettivamente
anche Ganz e Bruno quando sono subentrati non hanno combinato granchè.
IL VALZER DEL MODULO - Questione di modulo: 4-4-2 o 3-5-2? Incertezza alla vigilia e ieri
sera la scelta: buona la seconda, col nuovo acquisto Sommese ancora in panchina e Daino a
fare l'esterno destro. In campo c'è Maini regista avanzato mentre il recuperato Carrus fa
il play maker davanti alla difesa. Sul fronte modenese invece nessuna novità rispetto
alle anticipazioni della vigilia con Kamarà preferito a Vignaroli in attacco.
BRIVIDI PER l'ANCONA - Un quarto d'ora di niente fino al 17' quando in contropiede il
Modena segna con Amoruso (lancio perfetto di Kamarà): il guardalinee sotto la tribuna
spegne gli entusiasmi emiliani segnalando il fuorigioco. Ed è andata bene perchè secondo
regolamento ci poteva stare anche l'espulsione di Milanese che aveva strattonato
vistostamente l'attaccante canarino. Modena poco dopo di nuovo vicino al gol: stavolta è
Allegretti a sfiorare di testa il palo destro di Scarpi. I dorici ballano e Menichini
cerca di correre ai ripari schierando la squadra col 4-4-2: Daino viene arretrato sulla
linea dei difensori e Russo spostato a destra (poi tornerà a sinistra).
SEGNI DI NERVOSISMO - Gli ospiti per fortuna frenano un po' ma l'Ancona giochicchia a
centrocampo e non graffia quasi mai in attacco. Poco mordente e poca velocità. Non manca
invece un pizzico di nervosismo di troppo tra i dorici visto che nel primo tempo sono ben
tre gli ammoniti (Russo, Viali e Milanese). I dorici stentano e la curva comincia a dare
segni di impazienza: dopo un grandissimo tifo e una splendida coreografia, la gente inizia
a sbottare. C'è un primo coro "polemico": si alza altissimo dalla Nord ed è
tutto per Maurizio Ganz anche ieri inizialmente in panchina. Nel frattempo c'è il primo
tiro in porta dell'Ancona su punizione: è Viali a impegnare da 25 metri Ballotta ad una
difficile deviazione in angolo. Per quanto riguarda i primi 45 minuti l'Ancona è tutta
qui. Poco, pochissimo, quasi niente. La pioggia di fischi sui biancorossi, quando
Rodomonti manda tutti negli spogliatoi, è inevitabile. C'è da preoccuparsi. Difficile,
davvero difficile pensare che l'Ancona sia "solo" questa. Eppure...
BOTTA E RISPOSTA - Inizio ripresa con una novità nell'Ancona: dentro Sommese e fuori
Carrus, con la conferma del 4-4-2. Un chiaro tentativo da parte di Menichini di rafforzare
gli esterni e sfoltire il centrocampo. Ma all'8' succede quello che doveva succedere con
la difesa dell'Ancona che tenta un improbabile fuorigioco e Kamarà tutto solo non ha
problemi a freddare Scarpi in disperata uscita. Menichini a questo punto prova la carta
Ganz (fuori il criticatissimo Hubner). Ma è Bilica, un difensore, a pescare il jolly:
gran botta dal limite sugli sviluppi di una mischia e Ballotta è battuto. 1-1 e torna la
speranza. L'Ancona spinta dall'entusiasmo finalmente attacca e Malesani pensa bene di
coprirsi togliendo Allegretti e inserendo Scoponi. Risponde Menichini con il cambio
Poggi-Bruno. Finale di partita dunque con una coppia di attacco tutta nuova per l'Ancona.
Ma il risultato non cambia. I biancorossi non ci sono piaciuti neanche stavolta e domenica
si va all'Olimpico con la Roma: ci vorrebbe un miracolo.
QUALE FUTURO? - Sguardi interdetti in tribuna: l'Ancona è questa? Se davvero fosse così,
un posto all'inferno non glielo toglie nessuno. Per fortuna è solo la terza giornata di
campionato e il patron Pieroni avrà modo di considerare per bene ogni mossa da fare. Dopo
la sconfitta di Lecce aveva detto che il Menichini non correva alcun rischio: il
presidente è dello stesso avviso anche dopo il "pareggino" di ieri? Qualche
dubbio c'è. Certo non è solo una questione di manico, ma cambiare metà squadra a questo
punto è difficile...
di Stefano Torreggiani del Corriere Adriatico
Il tecnico ringrazia i tifosi: "Ci
hanno sostenuto sempre, anche quando ci avrebbero potuto fischiare. E' un pubblico
meraviglioso" Menichini non sprizza di gioia: "Ci
aspettano partite difficilissime" "Volevo vedere
più qualità"
Che succederà oggi? E domani? Cambierà qualcosa? Queste le domande che accompagnavano i
tifosi all'uscita dopo i 90' che hanno regalato contemporaneamente il primo punto
stagionale all'Ancona e al Modena. Ghiaccio rotto ma il giocattolo-Ancona non convince
ancora come ammette lo stesso trainer dorico Leonardo Menichini: "Mi aspettavo di
più, volevo vedere più qualità. E invece come possesso e come circolazione di palla non
siamo stati brillanti. Sotto questo aspetto decisamente meglio a Lecce". E' un
Menichini che appare poco tranquillo, quasi ombroso, teso: "Volevamo vincere,
sapevamo che questa era una partita importante anche perché poi ci attendono match
difficilissimi ma la partita è appena finita, la tensione è stata tanta, mica è una
passeggiata stare in panchina. Per niente una passeggiata". E stava per diventare un
inferno perché il Modena dopo aver fatto cose egregie nel primo tempo, in avvio di
ripresa è passato anche in vantaggio: "Bene, direi molto bene il Modena in avvio,
abbiamo trovato difficoltà inutile negarlo. Ma non volevamo perdere per nessuna ragione
al mondo e così abbiamo reagito. Dovevamo farlo per il nostro meraviglioso pubblico, un
pubblico da serie A, e ci siamo riusciti facendo perno sull'orgoglio e sull'aggressività.
Abbiamo gettato il cuore oltre l'ostacolo e siamo riusciti a rimontare conquistando un
pareggio che non ci rende felicissimi ma che comunque muove la classifica. Alla vigilia
non avremmo assolutamente firmato per un risultato del genere, dopo aver vissuto il film
della partita magari la divisione della posta ci può stare". Il pubblico è sempre
stato al fianco dei biancorossi e Menichini sottolinea parecchio questo concetto:
"Non lo dico per piaggeria ma sono stati veramente grandi i nostri tifosi,
strepitosi. Avrebbero potuto fischiarci, invece ci hanno sostenuto anche nel momento più
difficile. Che pubblico". Ma il pubblico del "Del Conero" avrebbe gradito e
tanto anche i tre punti: "Li avremmo graditi anche noi, li abbiamo inseguiti tanto
che dopo aver raggiunto il pareggio abbiamo anche creato qualche difficoltà al Modena,
chissà se eravamo più lucidi magari potevamo anche riuscire a fare il sorpasso".
Primo tempo in apnea e moduli che cambiavano assai di frequente con il tecnico biancorosso
che torna sul discorso dell'assetto tattico: "Sembra che la panacea di tutti i mali
dell'Ancona sia il modulo. Non è così, affatto. Perché poi c'è la palla, anzi - breve
riflessione - prima ancora del modulo c'è la palla". E qui emerge la distanza spesso
e volentieri ampia tra centrocampo e attacco con reparti spesso lontani e con Menichini
che comincia a guardare al tour de force che attende i biancorossi: "Una partita alla
volta, per carità". Ma cosa cambierà allora in queste ore? Che succederà? E
Menichini che conosce i meccanismi della vita e del calcio non si nasconde: "Io
lavoro con serietà ed entusiasmo, il resto (panchina a rischio ndr.) non sono questioni
che mi competono. E i tifosi tra lo sconcerto per quanto accaduto nel derby tra Avellino e
Napoli facevano zig-zag tra Ulivieri e Mutti, tra De Canio e Camolese. Palla che passa
alla società, altri giorni caldi con ripresa degli allenamenti in vista della trasferta
di domenica all'Olimpico (contro la Roma) fissata per martedì. Con novità solo tattiche
o anche di altro "genere"?
di Stefano Rispoli del Corriere Adriatico
Sommese: "L'importante è che siamo
riusciti a rimediare una situazione che si era fatta difficile. I fischi per Hubner? Sono
sbagliati Io lo conosco bene. Lui va solo incoraggiato C'è da migliorare soprattutto sul
piano del gioco" "PAZIENZA E TRANQUILLITA': SOLO
COSI' ARRIVERA' LA SALVEZZA" "Adesso restiamo
calmi" Ganz pesa il punto: "Ottima reazione
nella ripresa"
Il discorso è sempre quello: bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto? La risposta non è di
quelle facili da dare. Buona la reazione dell'Ancona nella ripresa, di gran fattura il gol
(il primo su azione dall'inizio del torneo) di Fabio Bilica, discreta la carica agonistica
sprigionata nel secondo tempo. Però c'è molto da recriminare a quest'Ancona. Specie la
palese difficoltà manifestata nel corso del primo tempo di fronte a un Modena per nulla
facile da controllare. Il pareggio è arrivato, d'accordo, e con esso il primo punto. Ma
c'è ancora tanto da lavorare. E' il pensiero diffuso tra i giocatori biancorossi, solo
parzialmente soddisfatti per come è andata questa terza partita col Modena. «Io dico che
è un punto straguadagnato - attacca convinto Ganz -. Teniamoceli stretti questi
risultati, non era affatto semplice giocare contro la squadra di Malesani. Datemi retta:
io conosco la serie A, ci ho giocato per tantissimi anni, so come vanno certe cose. Dico
semplicemente che l'Ancona non ha disputato la sua migliore partita, d'accordo: però
intanto va apprezzata l'ottima reazione nella ripresa, che ci ha consentito di raggiungere
il pari. Un punto come questo è tutto guadagnato, anche perché, vedrete, la salvezza
arriverà soltanto alla trentaquattresima giornata». Certo che ora arriva la Roma, poi
l'Udinese e poi sarà la volta della Juve. Insomma, se l'Ancona non è riuscita a far
punti contro squadre alla sua altezza, c'è di che preoccuparsi. «Il calendario non ci
agevola le cose, però intanto ora godiamoci questi due giorni di riposo, poi torneremo a
lavorare come sempre, anzi ancor di più. Ripeto, questa gara è cominciata tutta in
salita e comunque non si può pensare di poter vincere a priori: certe partite bisogna
viverle e vi assicuro che questo Modena non era per nulla un avversario facile. Malesani
ci ha messo in difficoltà, conosceva i nostri punti deboli, tanto che siamo stati
costretti a cambiare in corsa diverse cose per cercare di contenere i nostri avversari.
Forse siamo partiti un pò troppo nervosi perché caricati dalla voglia di vincere. Ci
vuole più pazienza, la salvezza arriverà solo con più tranquillità. E soprattutto con
l'apporto del pubblico: la gente è stata splendida, un incitamento del genere non può
che farci bene». Qualche fischio, però, all'uscita di Hubner dal terreno di gioco,
proprio in occasione dell'avvicendamento con l'applauditissimo Maurizio Ganz. «Mi
dispiace per quei fischi, non li capisco proprio - commenta amareggiato Vincenzo Sommese
-. Ho giocato assieme ad Hubner, lo conosco. E' uno di quegli attaccanti che se si sblocca
fa una caterva di gol. Bisogna incoraggiarlo, non si può fischiare subito un giocatore».
Qualche cenno di disapprovazione è arrivato anche per l'Ancona. «Sì, ma credo che un
punto sia comunque un buon risultato per come si erano messe le cose in campo - prosegue
Sommese -. L'importante è che siamo riusciti a riacciuffare una situazione che non era
facile da rimettere in sesto. Perché non ho giocato dall'inizio? Il mister mi aveva
anticipato il suo dubbio, era indeciso tra due moduli di base e alla fine ha scelto
giustamente una certa formazione, che a mio avviso non ha giocato male. Io sono entrato
nella ripresa, cercando di dare il massimo, anche se col mio ingresso ci siamo trovati
subito in svantaggio. Poi ho cercato di spingere, di aiutare la squadra ad avanzare il
proprio baricentro e abbiamo trovato quel bellissimo gol di Bilica. Nella circostanza
siamo stati anche fortunati, perché non era affatto facile giocar bene e far risultato
contro una squadra ben disposta in campo e decisa a portare a casa un buon risultato».
Preoccupazione per l'ennesima occasione fallita, di nuovo contro un avversario alla
portata dell'Ancona? «No, io non faccio mai drammi - dice Sommese -. C'è da migliorare,
soprattutto sul piano del gioco. Però abbiamo tutto il tempo per farlo. Oltretutto, io ho
visto tre buone prestazioni da parte di questo gruppo nelle prime tre partite di
campionato, per cui ribadisco che secondo me la salvezza continua ad essere alla nostra
portata».
di Maurizio Ghergo
Contro il Modena la parola d'ordine era vincere, ma purtroppo ancora una volta l'undici
biancorosso è uscito dal rettangolo di gioco sfornando una prestazione a dir poco al di
sotto di ogni aspettativa conquistando a fatica un pareggio, che per quanto ci si sforzi
di dire che sia utile, rimane sempre un risultato deludente, soprattutto in relazione alla
sconfitta di Lecce. Quindi, se proprio non vogliamo parlare dell'incontro contro il Milan
perché come molti dicono "queste non sono le nostre partite" rimane il fatto
che in due scontri diretti abbiamo conquistato un punticino, soffrendo e mostrando grandi
lacune in ogni reparto e un'incredibile difficoltà a concludere le azioni di gioco (a
Lecce abbiamo segnato su calcio di rigore e contro gli emiliani su un rimpallo in area di
rigore con azione partita da una nostra punizione sulla tre quarti, e per giunta a
realizzare il gol è stato Bilica, ovvero un difensore). Difficile capire dove cominciare
ad intervenire per risistemare la squadra, infatti anche la difesa la quale sembra il
reparto per lo meno più affidabile, soprattutto grazie a Milanese il quale attualmente
sembra l'unico giocatore che regga tranquillamente la categoria, riesce a prendere gol
sicuramente evitabili. Ed ora, è normale, in molti chiedono "la testa" di
Menichini. Sicuramente il mister ha delle colpe, anzi sicuramente ne ha molte, già il
fatto che mette in campo gente con uno stato di forma imbarazzante basterebbe per far
infuriare tutto il popolo dorico, se poi ci mettiamo che in mezzo al campo è il primo a
far confusione spostando i giocatori a destra e a manca
Qui nessuno vuole fare il
mister, tantomeno io, ma quando vedi delle cose troppo evidenti non puoi non pensare come
un mister che ha alle sue spalle centinaia di panchine non riesca ad individuarli.
Infondo, se magari tanti anni da vice non ti servono per imparare a tenere in mano uno
spogliatoio, sicuramente ti servono per imparare tanti segreti del calcio, quindi il
problema che mi sembra più logico ed evidente è proprio che a tradire il mister sia la
sua paura di sbagliare. Effettivamente non si può certo dire che sia stato lasciato
lavorare con tranquillità, ma la colpa va data ai tifosi o ai giornalisti oppure va
attribuita proprio al patron che con tutto il CASINO (altro termine non esiste) che ha
fatto quest'estate ha indispettito più o meno involontariamente tutto l'ambiente?
Comunque Menichini deve tirar fuori tutta la grinta che ha in corpo e riuscire a
trasmettere quella sicurezza che sicuramente alla squadra manca e che solo lui,
naturalmente aiutato dalla società come giusto che sia, può diffondere. La serie A è
dura e sicuramente l'Ancona non è uno squadrone, ma no mister, la sua prima avventura non
può continuare e forse chiudersi così
forza e coraggio!!
di David Luconi
"Primo tempo sottotono, poco gioco sulle fasce, loro più organizzati".
"Da salvare solo Russo e Milanese" E c'è anche chi chiede altri rinforzi. Due
difensori e un centrocampista . La delusione dei tifosi:
"Così sarà difficile salvarsi". "Lenti e
senza cuore".La delusione a fine gara dopo il pareggio interno col Modena è
tutta nei volti dei supporter dorici che lasciano lo stadio Del Conero con l'Ancona ancora
ultima in classifica. Un pareggio che in pratica non cambia la classifica. «Da parte dei
biancorossi un primo tempo - commenta Mirko Tombolesi - decisamente sotto tono. Poi la
scossa al loro gol del vantaggio ma sinceramente non è bastato». Proprio quella prima
parte di gara un po' così ha lasciato i tifosi biancorossi amareggiati. Questo il parere
di Massimiliano Zannotti. «Sarà molto dura raggiungere la salvezza. Certo, dobbiamo
crederci di più sia noi tifosi sugli spalti che tutta la squadra in campo. Miglior
dorico? Dico capitan Russo, senza ombra di dubbio». Stessi pensieri anche per Simone
Zezza. «Un'Ancona brutta, qualcosa di meglio si è visto dopo il gol del Modena ma
sinceramente loro erano molto più organizzati e in grado di mantenere un gran possesso
palla. Per l'Ancona c'è da lavorare e pure molto». Pasquale Napodano conferma
aggiungendo dell'altro. «Noi brutti e lenti soprattutto in attacco dove proprio non
riuscivamo a prenderla mai. Ho apprezzato la prestazione di Milanese, ancora una volta uno
dei migliori in campo». Ma quello che i tifosi hanno notato nella squadra è stata la
mancanza di cattiveria agonistica, come conferma Marco Bazzani. «La squadra non mi è
piaciuta, siamo mancati dal punto di vista caratteriale. Una formazione senza nerbo.
Questo potrebbe essere un problema legato all'allenatore che non riesce a trasmettere ai
ragazzi in campo quella grinta necessaria per affrontare la partita. Dal punto di vista
tattico? Poco gioco sulle fasce e di conseguenza palla che ristagnava al centro del
campo». La signora Maddalena Senatore è tifosissima dell'Ancona. «Ho seguito i dorici
per tutta Italia - commenta - e posso affermare che questa squadra non mi piace». Tesi
confermata da Franco Senatore. «Un'Ancona moscia - afferma - e credo che per entrare in
forma questi ragazzi avranno bisogno di altre cinque o sei settimane di lavoro. Qualche
giocatore in campo è decisamente giù». Anche per Andrea Molinari «questa squadra è
lenta, impacciata e senza idee. Devo aggiungere qualche altro aggettivo? Meglio di no,
sono rimasto sì impressionato, ma negativamente». Con più calma la prende invece
Massimiliano Mobili. «Otto giocatori su undici sono cambiati e credo che per mettere
assieme la squadra ci voglia del tempo. I meccanismi di gioco devono essere oliati e solo
allora si potrà dare un giudizio approfondito. A proposito, a questa squadra servono un
paio di difensori e un centrocampista». Per Giuseppe Lombardi il peggior in campo «è
stato Hubner - commenta - che è ancora completamente fuori forma. La squadra nella
seconda parte di gara è cresciuta ma se non si vincono queste gare, credo sia difficile
salvarsi». La ricetta giusta per la salvezza nelle parole di Luca Compagnucci. «Ci vuole
grinta - esclama - e si deve giocare col cuore. Questo senza ombra di dubbio dipende
dall'allenatore che evidentemente non riesce a caricare questi giocatori prima della
partita».
Andrea Cicciolo Armata Gialloblù
Il risultato più prevedibile, 1-1, è la sintesi stringata di Ancona-Modena. Risultato
perfetto che accontenta (o no?) tutti; che sta forse un po' stretto agli emiliani, ospiti
venuti al Conero per fare una bella figura. E così è. La squadra di Malesani dà
l'impronta al primo tempo: passa al 9' della ripresa con una gesto tecnico di Kamara da
cineteca e pareggia al 18' con un siluro di Bilica. Anche se siamo solo alla terza
partita, Ancona-Modena sfodera tutti gli ingredienti della sfida-salvezza. La morale è
semplice: meglio mettere subito punti in saccoccia per non farsi travolgere dalla
disperazione nei momenti di bisogno. Partita atletica, molto combattuta a centrocampo a
cui l'Ancona cerca di imprimere sin dal primo minuto un ritmo elevato con azioni verticali
alla ricerca del solito Hubner. Ma sono briciole. Il Modena, infatti, prese le misure fa
girare la palla con intelligenza, dominando la fascia centrale, dove i marchigiani non
trovano sbocchi. Malsani fa sfruttare la diligenza tattica dei suoi: veloci ripartenze
alla ricerca esasperata di Amoruso, in buona serata e spina nel fianco della difesa di
casa. L'Ancona soffre troppo; complice la sua lentezza; difetto che obbliga l'undici di
Menichini ad arretrare e disfare la tela. Poche le emozioni e a regalarle è quasi sempre
il Modena che ha in Amoruso il suo fiore all'occhiello, prima segnando, ma in fuorigioco,
poi imbastendo azioni che obbligano la difesa dell'Ancona a fare gli straordinari. Unico
guizzo dei rossi di Menichini resta un tentativo di Hubner anticipato da Ballotta.
All'Ancona fa bene il riposo e nella ripresa ricomincia dal 4-4-2 con Sommese che prende
il posto di Carrus. Il nuovo entrato regala brio alla manovra dell'Ancona, subito vicino
al gol dopo soli 180 secondi. Alla ricerca della rete, i dorici non fanno però i conti
con il contropiede modenese. Nasce così il capolavoro di Kamara, abile nel raccogliere
una palla calciata da metà campo: stop del senegalese, Scarpi scavalcato e palla
appoggiata in rete. Sublime. Stramazzato al suolo, l'Ancona chiede a Ganz velocità e gol
al posto di Hubner che lascia tra i fischi e con il broncio di chi non ci sta. Ma è dalla
destra che arrivano le belle notizie per il popolo del Conero. Dove Sommese unisce
freschezza e fantasia, anche se il gol del pareggio arriva grazie a Bilica, piombato in
area per battere inesorabilmente e di potenza Ballotta. E' vitamina il gol del brasiliano.
Utile per regalare convinzione alle idee dell'Ancona che in pressing rompe le trame
emiliane. Malesani teme il tracollo. Cambia Allegretti con Scoponi, mentre Menichini
conclude il trittico inserendo il potente attaccante Bruno per Poggi: vuole vincere. Per
il Modena, evidentemente in riserva, è il momento più delicato. Per di più Malesani si
ritrova dal 75' senza Kamara, sostituito con Vignaroli per un infortunio. Un po' come
togliere il pungiglione alla vespa. Ma a entrambe le contendenti va bene così e l'1-1
diventa ufficiale. Per le sfide-salvezza c'è ancora tempo.
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