Tutti gli articoli e le foto sulla partita odierna
La schedina della settimana
La Classifica aggiornata della serie A
La guida al Campionato dell'Ancona Calcio con i servizi di tutte le partite giocate
Il Calendario delle partite di serie A
Le schede dei giocatori dell'Ancona
Le pagelle dei giocatori secondo la Stampa nazionale
di Guido Montanari

L'analisi di Sartor "Dovevamo sfruttare meglio il contropiede anche perchè se fossimo riusciti a fare tris molto probabilmente avremmo vinto". Marcon e il primo gol della Lazio: "Ma l'arbitro non ha visto". "Fallo netto, sono stato ostacolato"

ROMA - Ci avevano creduto, ci avevano sperato, hanno lottato, si sono abbracciati al gol di Andersson ma anche stavolta i biancorossi hanno dovuro arrendersi di fronte ad una Lazio che si è svegliata tardi ma che alla fine... si è svegliata.
L'ingresso di Corradi e Fiore ha scardinato l'ordinata difesa dell'Ancona che è stata anche penalizzata dall'infortunio di Esposito, il centrale che stava "tenendo" bene assieme al sorprendente Giacobbo, ieri sempre pulito negli interventi e preciso nei rilanci.
Tra i protagonisti il portiere Marcon e l'esperto laterale destro Sartor. Il portiere friulano è molto rammaricato per i quattro gol, ma ha qualcosa da dire soprattutto sulla prima rete della Lazio... "C'era un chiaro fallo su di me da parte di Inzaghi - dice Marcon - Avevo individuato la traiettoria del colpo di testa di Couto, ma Inzaghi si è messo in mezzo e mi è venuto addosso con una mano. Fallo netto ma incredibilmente per la terna è stato tutto regolare".
Poi ti sei in parte rifatto negando a Inzaghi la gioia del gol parandogli il rigore... "Diciamo però che lo ha... sbagliato lui. Ha tirato male e debolmente. Io ho avuto il merito di aver intuito l'angolo in cui avrebbe messo il pallone. Certo, se mi spiazzava e andavo dall'altra parte...".
Una serie di buoni interventi che non sono riusciti ad evitare un poker... "Non meritavamo di perdere 4-2, il risultato è esagerato. Anzi, ad un certo punto eravamo convinti di vincere. Le cose per noi si erano messe bene, però non siamo riusciti a chiudere il match e alla fine è venuta fuori tutta la potenza della Lazio". Sartor che qui a Roma è di casa avendo un passato in giallorosso, cerca di spiegare le cause della sconfitta. "C'è stato qualche contropiede nei momenti decisivi che non è stato sfruttato da parte nostra. Se fossimo andati sul 3-1 la vittoria sarebbe stata alla nostra portata".
Col nuovo 4-4-2 utilizzato da Galeone nelle ultime due gare, si è vista un'Ancona diversa... "Io sono un calciatore e non devo pensare... di queste cose. Sono scelte del mister che appena arrivato ad Ancona aveva iniziato con il suo solito 4-3-3 e poi man mano che ha conosciuto meglio la squadra ha preso delle decisioni diverse. Ma, ripeto, queste sono cose che dovete chiedere a Galeone".
L'Ancona di queste ultime gare sembra trasformata... "Abbiamo cercato di fare il possibile per rendere meno amara la retrocessione. Domenica abbiamo vinto, oggi è andata male ma credo che la squadra abbia fatto una figura dignitosa".
Infine conclusione con Andrea De Falco: il 17enne centrocampista falconarese non è stato mandato in sala stampa dalla società ma ieri avrebbe meritato la passerella: buona la sua prova, ha giostrato nel mezzo con grinta ma anche con buone intuizioni e soprattutto non ha manifestato emozioni o timori reverenziali al cospetto di tanti campioni.
Tanto per fare un esempio, a centrocampo De Falco si è dovuto confrontare con un grande come Albertini che a momenti avrebbe potuto essere il padre... A 17 anni non si gioca con tanta serenità se non c'è la stoffa. L'Ancona del futuro potrebbe ripartire proprio da ragazzi come De Falco, senza dimenticare i vari Bucchi, Goretti, Marcon che in B potrebbero costituire l'ossatura della squadra.
I club Biancorossi che sono on-line
Tutti gli stadi delle serie A
Gli incassi del Conero
Il punto sul cammino dell'Ancona nel campionato di serie A
L'elenco completo delle rivendite autorizzate in Lottomatica per i biglietti delle partite
Il calcio di preparazione
Il cammino dell'Ancona in Coppa Italia
Tutto il Team dell'Ancona Calcio

ultima modifica il 19 apr 2004

400x40_diconodi.gif (3144 byte)

di Guido Montanari Corriere Adriatico

L'Ancona sogna poi affonda. Dorici due volte in vantaggio, poi tanta Lazio

ROMA - L'avevo detto Roberto Mancini di pensare più all'Ancona che al derby con la Roma e alla Champions League... Previsione azzeccata perchè una Lazio deconcentrata ha poi dovuto sudare ed anche tanto per venire a capo di un'Ancona mai doma e che a metà ripresa sognava addirittura di sbancare l'Olimpico. Alla fine le potenzialità dei padroni di casa sono emerse a chiare lettere eppure con un briciolo di concentrazione in più soprattutto in fase di attacco i biancorossi avrebbero potuto strappare almeno un pari. Non sarebbe cambiato molto per l'Ancona già retrocessa da tempo in B, ma visto che c'era l'occasione... Già, l'ennesima chance sprecata di questa maledetta stagione. BOTTA E RISPOSTA - La Lazio inizia al piccolo trotto e a sorpresa passano i dorici con una bella azione di contropiede iniziata da Goretti, orchestrata da Ganz e conclusa da Bucchi che va a dedicare il gol allo sparuto gruppo di irriducibili tifosi biancorossi presenti anche all'Olimpico. Neanche il tempo di festeggiare però che i capitolini pareggiano con un colpo di testa in mischia di Couto: la traiettoria del pallone prende uno strano effetto e Marcon viene beffato anche perchè davanti a lui c'è Inzaghi che salta in maniera scomposta impedendo la visuale completa al portiere dorico. Anzi, il centravanti della Lazio da l'impressione di tentare di toccare il pallone con la mano, ma non riuscendovi ha finito per confondere Marcon. E qui l'arbitro avrebbe poturo anche intervenire. Nessun intervento da parte di Rosetti che tornava all'Olimpico dopo il derby sospeso nei minuti iniziali della seconda frazione di gioco. Ma l'Ancona reagisce e poco dopo ci riprova Bucchi dal limite (buono l'assist di Maurizio Ganz) ma Peruzzi blocca con sicurezza la sfera. MARCON PARA UN RIGORE - L'Ancona gioca bene, tiene palla e soprattutto a centrocampo Goretti a destra e il baby De Falco a sinistra si fanno rispettare e spesso escono vincitori dai duelli. Ma al 35' la doccia fredda: Esposito cintura in area Inzaghi con l'arbitro Rosetti che giustamente indica il dischetto. Lo stesso Inzaghi si incarica del tiro ma Marcon si allunga sulla sua destra e riesce a respingere la conclusione. Dal possibile ko al possibile vantaggio il passo è breve perchè nell'azione di contropiede che fa seguito al penalty sbagliato, Ganz arriva solo davanti a Peruzzi: il bomber biancorosso riesce a toccare il pallone nonostante sia tutto sbilanciato ma il portiere biancoceleste dimostra tutta la sua famosa agilità ed esperienza evitando con una manata il pallonetto-beffa di Ganz. Sul successivo angolo è Esposito ad impegnare severamente ancora Peruzzi con un tiro in scivolata da distanza ravvicinata: l'Ancona piace. Poi due occasioni non sfruttate a dovere dalla Lazio. Un primo tempo davvero bello con continui capovolgimenti di fronte. MANCINI CORRE AI RIPARI - Aveva dato ampio spazio alle seconde linee per questa gara con l'Ancona Roberto Mancini ma visti... i risultati nella ripresa manda in campo due titolari "pesanti" come Corradi e Fiore (fuori Muzzi e Dabo). Proprio quest'ultimo ad inizio del secondo tempo scarica un sinistro che Marcon è bravissimo a deviare sopra la traversa. Poi sugli sviluppi del calcio d'angolo il portiere dorico concede il bis sbrogliando un'intricata matassa. Galeone replica al suo collega inserendo subito Sommese al posto di Milanese che dopo un lungo stop non era certo al meglio (in questo modo Helguera viene spostato a sinistra sulla linea dei difensori). Ci prova proprio Sommese dalla distanza e la palla sibila poco lontano dall'incrocio dei pali di Peruzzi. Si fa male Esposito (contrattura) e Galeone opera la seconda sostituzione: dentro Zavagno con Sartor che va a fare il difensore centrale assieme a Giacobbo e il povero Helguera che continua il suo... giro per il campo, stavolta come esterno destro. L'ANCONA IN VANTAGGIO - Nonostante gli ingressi dei titolari la Lazio non carbura ed è l'Ancona ad andare vicina al raddoppio: perfetta l'azione di contropiede e perfetto l'assist di Sommese, Bucchi ha la palla comoda del raddoppio ma il suo tiro comunque non forte viene respinto alla grandissima da Peruzzi. Una ghiotta occasione al vento, come purtroppo accaduto tante volte nel corso di questa stagione. Ma Galeone continua con i cambi e manda negli spogliatoi Goretti che nel primo tempo aveva speso davvero tantissimo per sostituirlo con Maini. L'Ancona insiste e arriva al meritato vantaggio con Andersson che dopo tanti tentativi sballati per tutto il campionato, proprio qui all'Olimpico trova finalmente la via del gol con un preciso tiro dal limite: pallone sotto l'incrocio dove neanche l'onnipresente Peruzzi può arrivare. LA LAZIO RIMONTA E VINCE - A questo punto la Lazio si scuote e comincia un pauroso forcing, con l'aiuto del pubblico che non ci sta a perdere: il quarto posto (leggasi preliminari di Champions League) è un traguardo troppo importante. I biancocelesti collezionano calci d'angolo, poi due occasioni sventate da Marcon (tiri di Liverani e Albertini) che però nulla può alla mezz'ora su conclusione ravvicinata di Fiore. La squadra di Mancini sfiora la terza rete con un colpo di testa di Negro che il giovanissimo De Falco salva di testa proprio sulla linea di porta. Non c'è un attimo di pausa perchè i dorici comunque non mollano e fanno tremare la Lazio con veloci azioni di rimessa (tiro di Ganz parato da Peruzzi). Ma la pressione dei capitolini è troppo forte per questa Ancona che cede ancora a pochi minuti dal termine: è di nuovo Couto a bucare Marcon inserendosi bene in area di rigore: 3-2. Poi a tempo scaduto la quarta rete di Zauri. Punizione esagerata per Marcon e compagni. Altra sconfitta per i dorici ma la dignità stavolta è certamente salva.


di Paolo Butturini La Gazzetta dello Sport

L'Ancona passa due volte in vantaggio con Bucchi e Andersson, i padroni di casa recuperano grazie a una doppietta di Couto e ai gol di Fiore e Zauri.

ROMA, 18 aprile 2004 - Vittoria col brivido per la Lazio sull'Ancona all'Olimpico. Finisce 4-2, ma i marchigiani passano due volte in vantaggio, si fanno raggiungere e si arrendano soltanto nel finale. La squadra di Galeone inizia bene e segna l'1-0 con Bucchi, passa un minuto e Couto pareggia (gol viziato da un fallo di Inzaghi su Marcon). Nella ripresa sono ancora gli ospiti a realizzare con Andersson, Fiore riporta la situazione in parità, poi Couto (prima doppietta in serie A) e Zauri fissano il punteggio. In tutto questo Inzaghi, nella prima frazione, sbaglia anche un rigore. Di chi la colpa di una prestazione, quella biancoceleste, a dir poco sconcertante? Come sempre accade i fattori sono diversi, ma i principali sono la sottovalutazione dell'avversario, già retrocesso, e le scelte di Mancini che, in vista del derby di mercoledì, lascia fuori Favalli, Fiore, Giannichedda, Cesar e Corradi (non c'è nemmeno Mihajlovic ma per squalifica). Il 4-3-3 che il tecnico laziale mette in campo prevede che Lopez a destra e Muzzi a sinistra supportino Simone Inzaghi punta centrale, mentre alle loro spalle Albertini, Dabo e Liverani dovrebbero frenare l'azione avversaria e far ripartire la propria. Galeone, che non nuota certo nell'abbondanza viste le assenze (da Dino Baggio a Sogliano, da Beretta a Bolic, da Grabbi a Rapaic), punta invece su un razionale 4-4-2. Il tecnico marchigiano ottiene così una superiorità a centrocampo che, complice la giornata no di Dabo, Albertini e, in parte, di Liverani, si fa sentire. Mancini cerca di arretrare la posizione di Lopez portandolo sulla linea dei centrocampisti, ma l'argentino avanza per forza d'inerzia, lasciando il povero Zauri a coprire un'intera fascia, quella sinistra. Ci si mette anche Inzaghi che sciupa la ghiotta occasione di un rigore concesso per fallo di Sartor sullo stesso attaccante. Nella ripresa Mancini cerca di raddrizzare una situazione che potrebbe sfuggirgli di mano: fuori Dabo e Muzzi, dentro Fiore e Corradi. Lopez capisce che deve arretrare il baricentro e la squadra si accorcia come d'incanto. L'Ancona fa la sua ottima figura: giocate lineari, scambi di prima, appoggio sulle fasce. Galeone prova persino a vincere la gara inserendo Sommese per Milanese e passando al 3-5-2. Alla fine, però, le geometrie di Fiore e la pressione psicologica che la vittoria dell'Inter e il pareggio del Parma mettono ai padroni di casa hanno la meglio sulla buona volontà degli ospiti.


di Giusto Ferronato

Lazio, quanti patemi: La Lazio trema di fornte al retrocesso Ancona, vince 4-2 ma evidenzia pause preoccupanti, deve rimontare due volte i dorici, poi punisce oltremisura, per quanto visto sul campo, gli uomini di Galeone. E' proprio il match dell'Olimpico il primo a sbloccarsi nella domenica di serie A, Dabo, una delle tante seconde linee volute da Mancini nel massiccio turnover proposto contro l'Ancona, perde un pallone a centrocampo, Ganz serve Bucchi in area, destro sporco e Peruzzi è battuto all'11', ma nemmeno 60" dopo su corner di Liverani Couto sfrutta una torre per indirizzare la palla, sempre di testa, nel sette alla destra di Marcon, visibilmente però disturbato con un braccio da Simone Inzaghi, l'arbitro non vede e convalida l'1-1 fra le proteste doriche. Prima del riposo però Simone Inzaghi ha l'occasione dal dischetto di portare avanti i suoi, bravo Marcon sul suo comunque non irresistibile sinistro dagli undici metri. Ripresa e girandola di cambi, Mancini inserisce Corradi e Fiore per gli evenescenti Muzzi e Dabo, Galeone risponde con Sommese per Milanese, Zavagno per Esposito e Maini per Goretti. Gioca bene l'Ancona che sfiora il vantaggio con Sommese e Bucchi (strepitoso riflesso di Peruzzi) e lo trova con un bel sinistro di Andersson con la difesa di casa completamente in barca, della Lazio da segnalare solo un tentativo di Fiore ben controllato da Marcon. Va vicino anche al 3-1 la squadra ospite, Maini tira a colpo sicuro, conclusione contenuta col corpo da Couto e forse toccata con la mano da Albertini. Pareggia invece la Lazio, con il solito Fiore, sempre più goleador biancoceleste, sinistro preciso, pur deviato da Sartor, dopo miracolo di Marcon su botta di Albertini, alla mezzora. Poco dopo la squadra di Mancini troverebbe anche il vantaggio, perchè sul colpo di testa di Negro a scavalcare Marcon l'intervento, sempre di testa, di De Falco, sembra essere aldilà della linea bianca. Ma il gol del 3-2 arriva a 6' dalla fine, la difesa dell'Ancona lascia tre uomini (due in offside) soli a tu per tu con Marcon, a far doppietta è un Couto in versione centravanti di rapina, rimonta completata. E punteggio arrotondato da Zauri, ottimo slalom in area dopo contrasto vinto al limite e sapiente tocco di destro a battere Marcon.


di Domenico Furlan

LAZIO-ANCONA 4-2 Allo stadio Olimpico la Lazio ritrova Rosetti, arbitro del drammatico derby sospeso, e incontra l’Ancona dopo le roventi polemiche di questa settimana: Mancini sa che non può sbagliare e sceglie Lopez al fianco di Simone Inzaghi e Muzzi. Dabo si piazza in cabina di regia, Albertini torna dal primo minuto. I dorici giocano soltanto per l’onore, già retrocessi in serie B, ma lo fanno con grande ardore agonistico. Parte bene la Lazio, Liverani inventa per Lopez cross al centro e Inzaghi liscia a due passi da Marcon. Poi l’episodio che non ti aspetti: Dabo si addormenta a centrocampo, Goretti gli soffia la sfera e serve Ganz, appoggio a Bucchi che con una conclusione sporca beffa Peruzzi, 0-1. Nemmeno il tempo di accorgersene e Couto pareggia: ma sul colpo di testa del portoghese c’è un evidente fallo di Inzaghi su Marcon, 1-1.Episodio dubbio al 35’: Inzaghi finisce a terra in piena area, per Rosetti è calcio di rigore. Lo stesso Inzaghi, dagli 11 metri si fa ipnotizzare da Marcon. Sul capovolgimento di fronte Ganz si mangia un goal praticamente già fatto. Gara spettacolare. Nella ripresa Mancini torna sui suoi passi ed inserisce Fiore e Corradi, risparmiati inizialmente in ottica derby. Marcon diventa protagonista e respinge le conclusioni proprio dei nuovi entrati. Poi Sommese mette i brividi a Peruzzi con un gran destro dalla distanza. La Lazio barcolla, Bucchi arriva solo davanti a Peruzzi, ma il portierone biancoceleste è prodigioso nel suo intervento, è un brivido lunghissimo per tutto lo stadio Olimpico. Che poi, improvvisamente piomba nell’incubo: Andersson raccoglie una corta respinta dal limite ed splode un sinistro a giro sul quale Peruzzi non può nulla. Ancona di nuovo in vantaggio, incredibile. L’incubo dura 10 minuti, Albertini stordisce con un destro Marcon, il solito Fiore raccoglie e risolleva tutto lo stadio con il goal del 2-2. Le castagne dal fuoco le tolgono tre difensori, e questo la dice tutta: Negro serve Oddo in area, retropassaggio per il portoghese e 3-2 ineccepibile per la Lazio, ma quanta sofferenza. Il sigillo personale di Zauri (4-2) serve poco ad attutire la rabbia di Mancini, che sbuffa in panchina per l’eccessivo patema d’animo subito dalla sua squadra.


di Mario Cori Il Resto del Carlino

Paura all'Olimpico, poi è goleada. I biancazzurri in svantaggio per ben due volte con i già retrocessi dorici. Doppietta di Couto. La squadra di Galeone si è battuta con grande orgoglio

Roma, 18 aprile 2004 - La Lazio ha battuto per 4-2 l'Ancona all'Olimpico nella 30.ma giornata del campionato di serie A. L'Ancona passa in vantaggio all'11', un disimpegno errato dei biancocelesti innesca il contropiede di Ganz che pesca Bucchi libero, destro a fil di palo e Peruzzi è battuto. La Lazio non perde tempo e pareggia subito dopo al 12' con un pallonetto di testa di Fernando Couto da calcio d'angolo. Al 34' Rosetti decreta un calcio di rigore per la Lazio per un fallo di Sartor su Inzaghi. Battuta debole di Inzaghi dal dischetto e Marcon mette in angolo. Al 73' la Lazio pareggia grazie ad gol di Fiore che servito in area di sinistro infila Marcon. All 81' c'è il sorpasso bianoceleste con Couto che insacca da due passi. All'89' la Lazio chiude la partita con Zauri che vince un rimpallo in area e di destro batte Marcon per il gol del 4-2. Nel calcio nulla e' mai facile e scontato e la Lazio oggi e' pienamente consapevole di questa legge fondamentale. Doveva essere poco piu' che una passeggiata per i biancocelesti la partita con l'Ancona e' invece la vittoria, per 4-2, e' arrivata con tanta sofferenza dopo essere andati due volte in svantaggio. Grande onore alla formazione di Galeone che, gia' retrocesso, si batte con grande dignita' e professionalita', e crede fino in fondo a un incredibile colpaccio dimostrando di volere onorare al meglio il campionato. Mancini recupera Albertini che con Dabo e Liverani occupa la linea mediana. In avanti il tridente Muzzi-Lopez-Inzaghi con quest'ultimo che vince il ballottaggio con Corradi. Galeone e' in piena emergenza e pesa soprattutto il forfait di Rapaic, fermato da una contrattura. Si arrende anche Bolic, pure alle prese con problemi muscolari. Sembra buono l'inizio della Lazio che appare in grado di controllare il gioco ma e' l'Ancona ad andare a rete alla prima occasione. Siamo al 10' quando un disimpegno errato di Liverani favorisce Ganz che avanza in contropiede, pesca Bucchi libero che con un destro a fil di palo di piatto supera Peruzzi. Immediata la reazione dei biancocelesti che pervengono al pareggio dopo neppure 2': su azione di calcio d'angolo la sfera arriva a Couto che con un pallonetto di testa infila Marcon, probabilmente ostacolato fallosamente. L'Ancona comunque e' attento, preciso e determinato, non rinuncia al gioco, fa girare la palla e si propone. La Lazio stenta e Mancini e' anche costretto a cambiare modulo e ad affidarsi al 4-4-2 per cercare di rimediare soprattutto a centrocampo. Al 33' i padroni di casa sprecano una favorevolissima occasione quando Rosetti indica il dischetto per un fallo di Sartor su Inzaghi in area. Simone Inzaghi dal dischetto si fa respingere una conclusione non molto potente da Marcon. L'errore innervosisce i biancocelesti che rischiano seriamente di capitolare al 37' quando un insidioso pallonetto di Ganz viene parato da Peruzzi. Poco dopo lo stesso estremo difensore laziale e' decisivo su un tiro ravvicinato di Bucchi. La partita si mantiene vivace e non e' avara di emozioni, la Lazio resta in avanti ma il tempo si chiude in parita'. Ad inizio ripresa Mancini inserisce Corradi e Fiore lasciando negli spogliatoi Muzzi e Dabo. Il ritmo si mantiene alto con le due squadre che provano a vincere. Al 2' Fiore costringe Marcon a una deviazione in angolo, ma l'Ancona risponde con un gran tiro dalla distanza di Sommese, anche lui appena entrato che finisce fuori di pochissimo. La formazione di Galeone crea ancora problemi alla retroguardia locale al 14' con un tiro ravvicinato di Bucchi, respinto miracolosamente da Peruzzi. Il gol dell'Ancona pero' e' nell'aria e' arriva meritatamente al 19' con Andersson che con un gran sinistro dal limite supera Peruzzi. Il pubblico rumoreggia e lo stato psicologico della Lazio si fa difficile, prevale il nervosismo. Tuttavia i biancocelesti si mantengono in avanti, collezionano una serie di calci d'angolo e riequilibrano la situazione al 27': Albertini calcia da fuori, Marcon e' bravo a respingere ma il pallone arriva a Fiore che tira prontamente e non fallisce. Al 31' su colpo di testa di Negro salva, sempre di testa, De Falco, ma occorre la moviola per stabilire se la palla era gia' entrata. Al 35' pero' il gol liberatore della Lazio arriva, Coito raccogliendo il pallone in area dopo una serie di rimpalli ribadisce a rete firmando la sua personale doppietta. L'Ancona non si arrende, continua a battersi con onore, ma lascia piu' spazi e viene punita ancora dalla Lazio al 44' quando Zauri vince un rimpallo in area e con il destro spera Marcon per il 4-2 finale. Mercoledi' il recupero del derby con la Roma.


di Gabriele De Bari Il Messaggero

Ancona due volte avanti: i biancocelesti rischiano di perdere la Champions ma poi ribaltano il risultato.

I primi arrivano da una spigliata Ancona, le altre le regala il capitano Fernando Couto che realizza la prima doppietta in carriera, scaccia i fantasmi che allignano all’Olimpico e tiene la squadra in corsa per la Champions. Ma quanta sofferenza e quanta paura per una Lazio brutta, arruffona, senza equilibri tattici e priva di idee, nel primo tempo, e troppo compassata e disattenta nella ripresa. Il successo matura grazie alla ferrea volontà dei biancocelesti di capitalizzare comunque al meglio una giornata negativa sotto il profilo del gioco e dell’applicazione. Il 4-3-3, con il quale Mancini affronta la partita, è fragile e non garantisce risultati perché a centrocampo l’Ancona è quasi sempre in superorità numerica grazie ad un assetto compatto e in grado di chiudere ogni spazio. Il modesto Dabo è pure disattento in occasione del vantaggio dorico, Liverani non indovina un passaggio, Albertini non riesce a fare filtro. E sulle fasce la Lazio non trova varchi: Goretti attacca sempre Zauri e Helguera pressa Oddo. In attacco è buio, con Muzzi troppo enucleato dalla manovra e con Lopez frollo e impreciso. Il pareggio di Couto, 40 secondi dopo la rete di Bucchi (con la complicità di Inzaghi, che ostacola fallosamente Marcon) rappresenta un’effimera illusione. Inzaghi si batte, procura e sbaglia l’ennesimo rigore, spreca un paio di interessanti occasioni. Solo gli unici lampi di una Lazio sbiadita e priva di qualsiasi costrutto. Ci vuole un miracolo di Peruzzi su Ganz, in chiusura di tempo, per andare al riposo sull’1-1. Nella ripresa Mancini ripristina il collaudato 4-4-2: dentro Fiore e Corradi per Dabo e Muzzi. Si vede subito una formazione più logica ed equilibrata e, soprattutto, più compatta a centrocampo. Tre occasioni nei primi 2 minuti. Ma la sfuriata si esaurisce presto, poi è ancora Peruzzi a tenere a galla la barca, salvando su Bucchi. Mancini si agita, chiede maggiore velocità di manovra, inserimenti rapidi, cross più tesi per Corradi e non spioventi molli, facile preda dei difensori. La squadra continua a difendere troppo basso e al 19’ un capalavoro d’ignavia dei biancocelesti regala a Andersson il nuovo vantaggio.
Ma quando l’Europa sembra lontana, con il Parma volato a più 4, ecco il gol del solito Fiore. Esce Stam (problema muscolare) per Negro: nel cambio la Lazio ci guadagna. Negro, infatti, al riento dopo 4 mesi, si dimostra tonico e spigliato: segna una rete di testa che arbitro e gaurdalinee non vedono, partecipa all’azione del 3-2 e diventa importante nella rincorsa. Il trascinatore Couto scarica in porta tutta la rabbia, rimette le cose a posto ed esibisce la seconda capriola. La più applaudita perché riporta la Lazio in zona-Champions e attenua delusione e brutta figura. L’Ancona che - oltre all’organizzazione e alla corsa mette in campo qualche incomprensibile ostruzionismo - è in ginocchio. E quando Zauri (89’) sigla il 4-2, l’Olimpico tira un sospiro di sollievo.


di Mimmo Cugini Il Messaggero

Illudersi di essere una squadra perchè riesci a mettere in difficoltà la Lazio e metti paura all’Olimpico e poi ricordarsi che sei l’Ancona, cioè la squadra che per 28 domeniche non è riuscita a vincere e poi c’è riuscita con il Bologna. Ma questa Ancona pare addirittura essersi liberata di tutti i suoi problemi quando è arrivata la retrocessione matematica, cioè da due giornate a queste parte. Gioca anche bene adesso l’Ancona, Galeone l’ha corretta nella maniera giusta e chi va in campo almeno ha voglia di giocare a calcio, ci mette tutto e anche qualcosa di più. Più di tutti Christian Bucchi e Maurizio Ganz che hanno fatto impazzire Couto e Stam, mica due qualsiasi. Certo quando alla fine prendi quattro gol e perdi ancora una volta ti verrebbe da dire che giocare bene non serve. E invece non è vero perchè anche se la storia di questa partita è molto strana l’Ancona contro la Lazio ha costruito tante occasioni da gol, se il migliore in campo è stato Peruzzi nelle file della Lazio e Marcon in quelle dell’Ancona vuol dire che le difese sono state troppo allegre. Non c’è dubbio che di errori ne sono stati commessi tanti in questa gara, ma la cifra tecnica della squadra allenata da Roberto Mancini è ben diversa da quella biancorossa. Anche se il ”Mancio” lascia in panchina Cesar, Fiore e Corradi, salvo poi mandare in campo gli ultimi due per rimediare una situazione difficile.
Si vede subito che la Lazio non c’è: a centrocampo Dabo e Albertini giocano senza ritmo e in avanti solo Inzaghi non trova collaborazione nell’impalpabile Muzzi e in un Lopez che sbaglia tutto quello che c’è da sbagliare. Milanese anche se non è in condizione controlla la fascia sinistra, mentre sull’altro lato Sartor da esterno destro non ha problemi. In mezzo l’Ancona sfrutta la superiorità numerica e la capacità di Helguera di sdoppiarsi nelle due fasi di difesa e costruzione. Andersson e il giovane De Falco corrono di più e meglio dei dirimpettai e allora non è un caso se l’Ancona all’11’ passa in vantaggio. Sbaglia Dabo, Goretti serve Ganz che gira su Bucchi, destro sporco che batte Peruzzi. Pecato che neanche un minuto dopo la Lazio pareggi con Couto, ma è un’azione viziata da un evidente fallo di Inzaghi su Marcon che Rosetti non sanziona. In compenso l’arbitro piemontese concede un rigore alla Lazio verso la fine del primo tempo (34’) con Esposito che mette giù Inzaghi: dal dischetto il fratellino tira un destro molle molle che Marcon devia in angolo. Non c’è da meravigliarsi se verso la fine del primno tempo l’Ancona abbia due occasioni per tornare in vantaggio: Ganz si fa chiudere da Peruzzi che ribatte il pallonetto (37’), poi Bucchi gira bene da due passi ma la conclusione è debole e Peruzzi blocca (38’). Segnali evidenti che la difesa biancoceleste sbanda troppo. A inizio ripresa Galeone sostituisce Milanese con Sommese, Helguera va a giocare da terzino sinistro fino a quando non si fa male Esposito (9’). Entra Zavagno e Sartor va a fare il centrale al fianco di Giacobbo con Helguera terzino destro. Ancora un’occasione per Bucchi che trova Peruzzi pronto al miracolo (14’) e poi l’Ancona torna meritatamente in vantaggio con Andersson che di sinistro dal limite infila Peruzzi con un sinistro all’incrocio dei pali (19’). La Lazio sembra sul punto di crollare: l’Ancona avrebbe le occasioni per chiudere il match e invece le solite disattenzioni difensive consentono alla Lazio di tornare in partita. La squadra di Mancini pareggia con Fiore (28’) che mette dentro da due passi su assist di Liverani e poi dopo un salvataggio di De Falco su colpo di testa di Negro (31’ palla forse entrata) riesce ad andare in vantaggio con Couto che da due passi mette dentro con la difesa biancorossa che sbaglia ad uscire (Sartor tiene tutti in gioco). Il sogno di prendere punti all’Olimpico finisce qui, anche se al novantesimo arriva pure il gol di Zauri che fissa il risultato sul 4-2 per la Lazio. Troppo per quello che si è visto in campo.

  La partita raccontata in dialetto anconetano.
header2.gif (3190 byte)
Tutto il materiale fotografico presente sul sito e' copyright di uacs.net é pertanto vietata la pubblicazione su internet e su altri supporti senza aver chiesto prima autorizzazione!

© Copyright 1998 uacs.net