| di
Guido Montanari Corriere Adriatico L'Ancona
sogna poi affonda. Dorici due volte in vantaggio, poi
tanta Lazio
ROMA - L'avevo detto
Roberto Mancini di pensare più all'Ancona che al derby con la Roma e alla Champions
League... Previsione azzeccata perchè una Lazio deconcentrata ha poi dovuto sudare ed
anche tanto per venire a capo di un'Ancona mai doma e che a metà ripresa sognava
addirittura di sbancare l'Olimpico. Alla fine le potenzialità dei padroni di casa sono
emerse a chiare lettere eppure con un briciolo di concentrazione in più soprattutto in
fase di attacco i biancorossi avrebbero potuto strappare almeno un pari. Non sarebbe
cambiato molto per l'Ancona già retrocessa da tempo in B, ma visto che c'era
l'occasione... Già, l'ennesima chance sprecata di questa maledetta stagione. BOTTA E
RISPOSTA - La Lazio inizia al piccolo trotto e a sorpresa passano i dorici con una bella
azione di contropiede iniziata da Goretti, orchestrata da Ganz e conclusa da Bucchi che va
a dedicare il gol allo sparuto gruppo di irriducibili tifosi biancorossi presenti anche
all'Olimpico. Neanche il tempo di festeggiare però che i capitolini pareggiano con un
colpo di testa in mischia di Couto: la traiettoria del pallone prende uno strano effetto e
Marcon viene beffato anche perchè davanti a lui c'è Inzaghi che salta in maniera
scomposta impedendo la visuale completa al portiere dorico. Anzi, il centravanti della
Lazio da l'impressione di tentare di toccare il pallone con la mano, ma non riuscendovi ha
finito per confondere Marcon. E qui l'arbitro avrebbe poturo anche intervenire. Nessun
intervento da parte di Rosetti che tornava all'Olimpico dopo il derby sospeso nei minuti
iniziali della seconda frazione di gioco. Ma l'Ancona reagisce e poco dopo ci riprova
Bucchi dal limite (buono l'assist di Maurizio Ganz) ma Peruzzi blocca con sicurezza la
sfera. MARCON PARA UN RIGORE - L'Ancona gioca bene, tiene palla e soprattutto a
centrocampo Goretti a destra e il baby De Falco a sinistra si fanno rispettare e spesso
escono vincitori dai duelli. Ma al 35' la doccia fredda: Esposito cintura in area Inzaghi
con l'arbitro Rosetti che giustamente indica il dischetto. Lo stesso Inzaghi si incarica
del tiro ma Marcon si allunga sulla sua destra e riesce a respingere la conclusione. Dal
possibile ko al possibile vantaggio il passo è breve perchè nell'azione di contropiede
che fa seguito al penalty sbagliato, Ganz arriva solo davanti a Peruzzi: il bomber
biancorosso riesce a toccare il pallone nonostante sia tutto sbilanciato ma il portiere
biancoceleste dimostra tutta la sua famosa agilità ed esperienza evitando con una manata
il pallonetto-beffa di Ganz. Sul successivo angolo è Esposito ad impegnare severamente
ancora Peruzzi con un tiro in scivolata da distanza ravvicinata: l'Ancona piace. Poi due
occasioni non sfruttate a dovere dalla Lazio. Un primo tempo davvero bello con continui
capovolgimenti di fronte. MANCINI CORRE AI RIPARI - Aveva dato ampio spazio alle seconde
linee per questa gara con l'Ancona Roberto Mancini ma visti... i risultati nella ripresa
manda in campo due titolari "pesanti" come Corradi e Fiore (fuori Muzzi e Dabo).
Proprio quest'ultimo ad inizio del secondo tempo scarica un sinistro che Marcon è
bravissimo a deviare sopra la traversa. Poi sugli sviluppi del calcio d'angolo il portiere
dorico concede il bis sbrogliando un'intricata matassa. Galeone replica al suo collega
inserendo subito Sommese al posto di Milanese che dopo un lungo stop non era certo al
meglio (in questo modo Helguera viene spostato a sinistra sulla linea dei difensori). Ci
prova proprio Sommese dalla distanza e la palla sibila poco lontano dall'incrocio dei pali
di Peruzzi. Si fa male Esposito (contrattura) e Galeone opera la seconda sostituzione:
dentro Zavagno con Sartor che va a fare il difensore centrale assieme a Giacobbo e il
povero Helguera che continua il suo... giro per il campo, stavolta come esterno destro.
L'ANCONA IN VANTAGGIO - Nonostante gli ingressi dei titolari la Lazio non carbura ed è
l'Ancona ad andare vicina al raddoppio: perfetta l'azione di contropiede e perfetto
l'assist di Sommese, Bucchi ha la palla comoda del raddoppio ma il suo tiro comunque non
forte viene respinto alla grandissima da Peruzzi. Una ghiotta occasione al vento, come
purtroppo accaduto tante volte nel corso di questa stagione. Ma Galeone continua con i
cambi e manda negli spogliatoi Goretti che nel primo tempo aveva speso davvero tantissimo
per sostituirlo con Maini. L'Ancona insiste e arriva al meritato vantaggio con Andersson
che dopo tanti tentativi sballati per tutto il campionato, proprio qui all'Olimpico trova
finalmente la via del gol con un preciso tiro dal limite: pallone sotto l'incrocio dove
neanche l'onnipresente Peruzzi può arrivare. LA LAZIO RIMONTA E VINCE - A questo punto la
Lazio si scuote e comincia un pauroso forcing, con l'aiuto del pubblico che non ci sta a
perdere: il quarto posto (leggasi preliminari di Champions League) è un traguardo troppo
importante. I biancocelesti collezionano calci d'angolo, poi due occasioni sventate da
Marcon (tiri di Liverani e Albertini) che però nulla può alla mezz'ora su conclusione
ravvicinata di Fiore. La squadra di Mancini sfiora la terza rete con un colpo di testa di
Negro che il giovanissimo De Falco salva di testa proprio sulla linea di porta. Non c'è
un attimo di pausa perchè i dorici comunque non mollano e fanno tremare la Lazio con
veloci azioni di rimessa (tiro di Ganz parato da Peruzzi). Ma la pressione dei capitolini
è troppo forte per questa Ancona che cede ancora a pochi minuti dal termine: è di nuovo
Couto a bucare Marcon inserendosi bene in area di rigore: 3-2. Poi a tempo scaduto la
quarta rete di Zauri. Punizione esagerata per Marcon e compagni. Altra sconfitta per i
dorici ma la dignità stavolta è certamente salva.
di Paolo Butturini La Gazzetta dello Sport
L'Ancona passa due volte in vantaggio con Bucchi e Andersson, i
padroni di casa recuperano grazie a una doppietta di Couto e ai gol di Fiore e Zauri.
ROMA, 18 aprile 2004 - Vittoria col brivido per la Lazio sull'Ancona all'Olimpico. Finisce
4-2, ma i marchigiani passano due volte in vantaggio, si fanno raggiungere e si arrendano
soltanto nel finale. La squadra di Galeone inizia bene e segna l'1-0 con Bucchi, passa un
minuto e Couto pareggia (gol viziato da un fallo di Inzaghi su Marcon). Nella ripresa sono
ancora gli ospiti a realizzare con Andersson, Fiore riporta la situazione in parità, poi
Couto (prima doppietta in serie A) e Zauri fissano il punteggio. In tutto questo Inzaghi,
nella prima frazione, sbaglia anche un rigore. Di chi la colpa di una prestazione, quella
biancoceleste, a dir poco sconcertante? Come sempre accade i fattori sono diversi, ma i
principali sono la sottovalutazione dell'avversario, già retrocesso, e le scelte di
Mancini che, in vista del derby di mercoledì, lascia fuori Favalli, Fiore, Giannichedda,
Cesar e Corradi (non c'è nemmeno Mihajlovic ma per squalifica). Il 4-3-3 che il tecnico
laziale mette in campo prevede che Lopez a destra e Muzzi a sinistra supportino Simone
Inzaghi punta centrale, mentre alle loro spalle Albertini, Dabo e Liverani dovrebbero
frenare l'azione avversaria e far ripartire la propria. Galeone, che non nuota certo
nell'abbondanza viste le assenze (da Dino Baggio a Sogliano, da Beretta a Bolic, da Grabbi
a Rapaic), punta invece su un razionale 4-4-2. Il tecnico marchigiano ottiene così una
superiorità a centrocampo che, complice la giornata no di Dabo, Albertini e, in parte, di
Liverani, si fa sentire. Mancini cerca di arretrare la posizione di Lopez portandolo sulla
linea dei centrocampisti, ma l'argentino avanza per forza d'inerzia, lasciando il povero
Zauri a coprire un'intera fascia, quella sinistra. Ci si mette anche Inzaghi che sciupa la
ghiotta occasione di un rigore concesso per fallo di Sartor sullo stesso attaccante. Nella
ripresa Mancini cerca di raddrizzare una situazione che potrebbe sfuggirgli di mano: fuori
Dabo e Muzzi, dentro Fiore e Corradi. Lopez capisce che deve arretrare il baricentro e la
squadra si accorcia come d'incanto. L'Ancona fa la sua ottima figura: giocate lineari,
scambi di prima, appoggio sulle fasce. Galeone prova persino a vincere la gara inserendo
Sommese per Milanese e passando al 3-5-2. Alla fine, però, le geometrie di Fiore e la
pressione psicologica che la vittoria dell'Inter e il pareggio del Parma mettono ai
padroni di casa hanno la meglio sulla buona volontà degli ospiti.
di Giusto Ferronato
Lazio, quanti patemi: La Lazio trema di fornte al retrocesso Ancona, vince 4-2 ma
evidenzia pause preoccupanti, deve rimontare due volte i dorici, poi punisce oltremisura,
per quanto visto sul campo, gli uomini di Galeone. E' proprio il match dell'Olimpico il
primo a sbloccarsi nella domenica di serie A, Dabo, una delle tante seconde linee volute
da Mancini nel massiccio turnover proposto contro l'Ancona, perde un pallone a
centrocampo, Ganz serve Bucchi in area, destro sporco e Peruzzi è battuto all'11', ma
nemmeno 60" dopo su corner di Liverani Couto sfrutta una torre per indirizzare la
palla, sempre di testa, nel sette alla destra di Marcon, visibilmente però disturbato con
un braccio da Simone Inzaghi, l'arbitro non vede e convalida l'1-1 fra le proteste
doriche. Prima del riposo però Simone Inzaghi ha l'occasione dal dischetto di portare
avanti i suoi, bravo Marcon sul suo comunque non irresistibile sinistro dagli undici
metri. Ripresa e girandola di cambi, Mancini inserisce Corradi e Fiore per gli evenescenti
Muzzi e Dabo, Galeone risponde con Sommese per Milanese, Zavagno per Esposito e Maini per
Goretti. Gioca bene l'Ancona che sfiora il vantaggio con Sommese e Bucchi (strepitoso
riflesso di Peruzzi) e lo trova con un bel sinistro di Andersson con la difesa di casa
completamente in barca, della Lazio da segnalare solo un tentativo di Fiore ben
controllato da Marcon. Va vicino anche al 3-1 la squadra ospite, Maini tira a colpo
sicuro, conclusione contenuta col corpo da Couto e forse toccata con la mano da Albertini.
Pareggia invece la Lazio, con il solito Fiore, sempre più goleador biancoceleste,
sinistro preciso, pur deviato da Sartor, dopo miracolo di Marcon su botta di Albertini,
alla mezzora. Poco dopo la squadra di Mancini troverebbe anche il vantaggio, perchè sul
colpo di testa di Negro a scavalcare Marcon l'intervento, sempre di testa, di De Falco,
sembra essere aldilà della linea bianca. Ma il gol del 3-2 arriva a 6' dalla fine, la
difesa dell'Ancona lascia tre uomini (due in offside) soli a tu per tu con Marcon, a far
doppietta è un Couto in versione centravanti di rapina, rimonta completata. E punteggio
arrotondato da Zauri, ottimo slalom in area dopo contrasto vinto al limite e sapiente
tocco di destro a battere Marcon.
di Domenico Furlan
LAZIO-ANCONA 4-2 Allo stadio Olimpico la Lazio ritrova Rosetti, arbitro del
drammatico derby sospeso, e incontra lAncona dopo le roventi polemiche di questa
settimana: Mancini sa che non può sbagliare e sceglie Lopez al fianco di Simone Inzaghi e
Muzzi. Dabo si piazza in cabina di regia, Albertini torna dal primo minuto. I dorici
giocano soltanto per lonore, già retrocessi in serie B, ma lo fanno con grande
ardore agonistico. Parte bene la Lazio, Liverani inventa per Lopez cross al centro e
Inzaghi liscia a due passi da Marcon. Poi lepisodio che non ti aspetti: Dabo si
addormenta a centrocampo, Goretti gli soffia la sfera e serve Ganz, appoggio a Bucchi che
con una conclusione sporca beffa Peruzzi, 0-1. Nemmeno il tempo di accorgersene e Couto
pareggia: ma sul colpo di testa del portoghese cè un evidente fallo di Inzaghi su
Marcon, 1-1.Episodio dubbio al 35: Inzaghi finisce a terra in piena area, per
Rosetti è calcio di rigore. Lo stesso Inzaghi, dagli 11 metri si fa ipnotizzare da
Marcon. Sul capovolgimento di fronte Ganz si mangia un goal praticamente già fatto. Gara
spettacolare. Nella ripresa Mancini torna sui suoi passi ed inserisce Fiore e Corradi,
risparmiati inizialmente in ottica derby. Marcon diventa protagonista e respinge le
conclusioni proprio dei nuovi entrati. Poi Sommese mette i brividi a Peruzzi con un gran
destro dalla distanza. La Lazio barcolla, Bucchi arriva solo davanti a Peruzzi, ma il
portierone biancoceleste è prodigioso nel suo intervento, è un brivido lunghissimo per
tutto lo stadio Olimpico. Che poi, improvvisamente piomba nellincubo: Andersson
raccoglie una corta respinta dal limite ed splode un sinistro a giro sul quale Peruzzi non
può nulla. Ancona di nuovo in vantaggio, incredibile. Lincubo dura 10 minuti,
Albertini stordisce con un destro Marcon, il solito Fiore raccoglie e risolleva tutto lo
stadio con il goal del 2-2. Le castagne dal fuoco le tolgono tre difensori, e questo la
dice tutta: Negro serve Oddo in area, retropassaggio per il portoghese e 3-2 ineccepibile
per la Lazio, ma quanta sofferenza. Il sigillo personale di Zauri (4-2) serve poco ad
attutire la rabbia di Mancini, che sbuffa in panchina per leccessivo patema
danimo subito dalla sua squadra.
di Mario Cori Il Resto del Carlino
Paura all'Olimpico, poi è goleada. I biancazzurri in
svantaggio per ben due volte con i già retrocessi dorici. Doppietta di Couto. La squadra
di Galeone si è battuta con grande orgoglio
Roma, 18 aprile 2004
- La Lazio ha battuto per 4-2 l'Ancona all'Olimpico nella 30.ma giornata del
campionato di serie A. L'Ancona passa in vantaggio all'11', un disimpegno errato dei
biancocelesti innesca il contropiede di Ganz che pesca Bucchi libero, destro a fil di palo
e Peruzzi è battuto. La Lazio non perde tempo e pareggia subito dopo al 12' con un
pallonetto di testa di Fernando Couto da calcio d'angolo. Al 34' Rosetti decreta un calcio
di rigore per la Lazio per un fallo di Sartor su Inzaghi. Battuta debole di Inzaghi dal
dischetto e Marcon mette in angolo. Al 73' la Lazio pareggia grazie ad gol di Fiore che
servito in area di sinistro infila Marcon. All 81' c'è il sorpasso bianoceleste con Couto
che insacca da due passi. All'89' la Lazio chiude la partita con Zauri che vince un
rimpallo in area e di destro batte Marcon per il gol del 4-2. Nel calcio nulla e' mai
facile e scontato e la Lazio oggi e' pienamente consapevole di questa legge
fondamentale. Doveva essere poco piu' che una passeggiata per i biancocelesti la partita
con l'Ancona e' invece la vittoria, per 4-2, e' arrivata con tanta sofferenza dopo essere
andati due volte in svantaggio. Grande onore alla formazione di Galeone che, gia'
retrocesso, si batte con grande dignita' e professionalita', e crede fino in fondo a un
incredibile colpaccio dimostrando di volere onorare al meglio il campionato. Mancini
recupera Albertini che con Dabo e Liverani occupa la linea mediana. In avanti il tridente Muzzi-Lopez-Inzaghi
con quest'ultimo che vince il ballottaggio con Corradi. Galeone e' in piena emergenza
e pesa soprattutto il forfait di Rapaic, fermato da una contrattura. Si arrende anche
Bolic, pure alle prese con problemi muscolari. Sembra buono l'inizio della Lazio che
appare in grado di controllare il gioco ma e' l'Ancona ad andare a rete alla prima
occasione. Siamo al 10' quando un disimpegno errato di Liverani favorisce Ganz che avanza
in contropiede, pesca Bucchi libero che con un destro a fil di palo di piatto supera
Peruzzi. Immediata la reazione dei biancocelesti che pervengono al pareggio dopo neppure
2': su azione di calcio d'angolo la sfera arriva a Couto che con un pallonetto di testa
infila Marcon, probabilmente ostacolato fallosamente. L'Ancona comunque e' attento,
preciso e determinato, non rinuncia al gioco, fa girare la palla e si propone. La
Lazio stenta e Mancini e' anche costretto a cambiare modulo e ad affidarsi al 4-4-2 per
cercare di rimediare soprattutto a centrocampo. Al 33' i padroni di casa sprecano una
favorevolissima occasione quando Rosetti indica il dischetto per un fallo di Sartor su
Inzaghi in area. Simone Inzaghi dal dischetto si fa respingere una conclusione non molto
potente da Marcon. L'errore innervosisce i biancocelesti che rischiano seriamente
di capitolare al 37' quando un insidioso pallonetto di Ganz viene parato da Peruzzi. Poco
dopo lo stesso estremo difensore laziale e' decisivo su un tiro ravvicinato di Bucchi. La
partita si mantiene vivace e non e' avara di emozioni, la Lazio resta in avanti ma il
tempo si chiude in parita'. Ad inizio ripresa Mancini inserisce Corradi e Fiore lasciando
negli spogliatoi Muzzi e Dabo. Il ritmo si mantiene alto con le due squadre che provano a
vincere. Al 2' Fiore costringe Marcon a una deviazione in angolo, ma l'Ancona
risponde con un gran tiro dalla distanza di Sommese, anche lui appena entrato che finisce
fuori di pochissimo. La formazione di Galeone crea ancora problemi alla retroguardia
locale al 14' con un tiro ravvicinato di Bucchi, respinto miracolosamente da Peruzzi. Il
gol dell'Ancona pero' e' nell'aria e' arriva meritatamente al 19' con Andersson che
con un gran sinistro dal limite supera Peruzzi. Il pubblico rumoreggia e lo stato
psicologico della Lazio si fa difficile, prevale il nervosismo. Tuttavia i biancocelesti
si mantengono in avanti, collezionano una serie di calci d'angolo e riequilibrano la
situazione al 27': Albertini calcia da fuori, Marcon e' bravo a respingere ma il pallone
arriva a Fiore che tira prontamente e non fallisce. Al 31' su colpo di testa di Negro
salva, sempre di testa, De Falco, ma occorre la moviola per stabilire se la palla era gia'
entrata. Al 35' pero' il gol liberatore della Lazio arriva, Coito raccogliendo il pallone
in area dopo una serie di rimpalli ribadisce a rete firmando la sua personale doppietta. L'Ancona
non si arrende, continua a battersi con onore, ma lascia piu' spazi e viene punita
ancora dalla Lazio al 44' quando Zauri vince un rimpallo in area e con il destro spera
Marcon per il 4-2 finale. Mercoledi' il recupero del derby con la Roma.
di Gabriele De Bari Il Messaggero
Ancona due volte avanti: i biancocelesti rischiano di perdere la
Champions ma poi ribaltano il risultato.
I primi arrivano da una spigliata Ancona, le altre le regala il capitano Fernando Couto
che realizza la prima doppietta in carriera, scaccia i fantasmi che allignano
allOlimpico e tiene la squadra in corsa per la Champions. Ma quanta sofferenza e
quanta paura per una Lazio brutta, arruffona, senza equilibri tattici e priva di idee, nel
primo tempo, e troppo compassata e disattenta nella ripresa. Il successo matura grazie
alla ferrea volontà dei biancocelesti di capitalizzare comunque al meglio una giornata
negativa sotto il profilo del gioco e dellapplicazione. Il 4-3-3, con il quale
Mancini affronta la partita, è fragile e non garantisce risultati perché a centrocampo
lAncona è quasi sempre in superorità numerica grazie ad un assetto compatto e in
grado di chiudere ogni spazio. Il modesto Dabo è pure disattento in occasione del
vantaggio dorico, Liverani non indovina un passaggio, Albertini non riesce a fare filtro.
E sulle fasce la Lazio non trova varchi: Goretti attacca sempre Zauri e Helguera pressa
Oddo. In attacco è buio, con Muzzi troppo enucleato dalla manovra e con Lopez frollo e
impreciso. Il pareggio di Couto, 40 secondi dopo la rete di Bucchi (con la complicità di
Inzaghi, che ostacola fallosamente Marcon) rappresenta uneffimera illusione. Inzaghi
si batte, procura e sbaglia lennesimo rigore, spreca un paio di interessanti
occasioni. Solo gli unici lampi di una Lazio sbiadita e priva di qualsiasi costrutto. Ci
vuole un miracolo di Peruzzi su Ganz, in chiusura di tempo, per andare al riposo
sull1-1. Nella ripresa Mancini ripristina il collaudato 4-4-2: dentro Fiore e
Corradi per Dabo e Muzzi. Si vede subito una formazione più logica ed equilibrata e,
soprattutto, più compatta a centrocampo. Tre occasioni nei primi 2 minuti. Ma la sfuriata
si esaurisce presto, poi è ancora Peruzzi a tenere a galla la barca, salvando su Bucchi.
Mancini si agita, chiede maggiore velocità di manovra, inserimenti rapidi, cross più
tesi per Corradi e non spioventi molli, facile preda dei difensori. La squadra continua a
difendere troppo basso e al 19 un capalavoro dignavia dei biancocelesti regala
a Andersson il nuovo vantaggio.
Ma quando lEuropa sembra lontana, con il Parma volato a più 4, ecco il gol del
solito Fiore. Esce Stam (problema muscolare) per Negro: nel cambio la Lazio ci guadagna.
Negro, infatti, al riento dopo 4 mesi, si dimostra tonico e spigliato: segna una rete di
testa che arbitro e gaurdalinee non vedono, partecipa allazione del 3-2 e diventa
importante nella rincorsa. Il trascinatore Couto scarica in porta tutta la rabbia, rimette
le cose a posto ed esibisce la seconda capriola. La più applaudita perché riporta la
Lazio in zona-Champions e attenua delusione e brutta figura. LAncona che - oltre
allorganizzazione e alla corsa mette in campo qualche incomprensibile ostruzionismo
- è in ginocchio. E quando Zauri (89) sigla il 4-2, lOlimpico tira un sospiro
di sollievo.
di Mimmo Cugini Il Messaggero
Illudersi di essere
una squadra perchè riesci a mettere in difficoltà la Lazio e metti paura
allOlimpico e poi ricordarsi che sei lAncona, cioè la squadra che per 28
domeniche non è riuscita a vincere e poi cè riuscita con il Bologna. Ma questa
Ancona pare addirittura essersi liberata di tutti i suoi problemi quando è arrivata la
retrocessione matematica, cioè da due giornate a queste parte. Gioca anche bene adesso
lAncona, Galeone lha corretta nella maniera giusta e chi va in campo almeno ha
voglia di giocare a calcio, ci mette tutto e anche qualcosa di più. Più di tutti
Christian Bucchi e Maurizio Ganz che hanno fatto impazzire Couto e Stam, mica due
qualsiasi. Certo quando alla fine prendi quattro gol e perdi ancora una volta ti verrebbe
da dire che giocare bene non serve. E invece non è vero perchè anche se la storia di
questa partita è molto strana lAncona contro la Lazio ha costruito tante occasioni
da gol, se il migliore in campo è stato Peruzzi nelle file della Lazio e Marcon in quelle
dellAncona vuol dire che le difese sono state troppo allegre. Non cè dubbio
che di errori ne sono stati commessi tanti in questa gara, ma la cifra tecnica della
squadra allenata da Roberto Mancini è ben diversa da quella biancorossa. Anche se il
Mancio lascia in panchina Cesar, Fiore e Corradi, salvo poi mandare in campo
gli ultimi due per rimediare una situazione difficile.
Si vede subito che la Lazio non cè: a centrocampo Dabo e Albertini giocano senza
ritmo e in avanti solo Inzaghi non trova collaborazione nellimpalpabile Muzzi e in
un Lopez che sbaglia tutto quello che cè da sbagliare. Milanese anche se non è in
condizione controlla la fascia sinistra, mentre sullaltro lato Sartor da esterno
destro non ha problemi. In mezzo lAncona sfrutta la superiorità numerica e la
capacità di Helguera di sdoppiarsi nelle due fasi di difesa e costruzione. Andersson e il
giovane De Falco corrono di più e meglio dei dirimpettai e allora non è un caso se
lAncona all11 passa in vantaggio. Sbaglia Dabo, Goretti serve Ganz che
gira su Bucchi, destro sporco che batte Peruzzi. Pecato che neanche un minuto dopo la
Lazio pareggi con Couto, ma è unazione viziata da un evidente fallo di Inzaghi su
Marcon che Rosetti non sanziona. In compenso larbitro piemontese concede un rigore
alla Lazio verso la fine del primo tempo (34) con Esposito che mette giù Inzaghi:
dal dischetto il fratellino tira un destro molle molle che Marcon devia in angolo. Non
cè da meravigliarsi se verso la fine del primno tempo lAncona abbia due
occasioni per tornare in vantaggio: Ganz si fa chiudere da Peruzzi che ribatte il
pallonetto (37), poi Bucchi gira bene da due passi ma la conclusione è debole e
Peruzzi blocca (38). Segnali evidenti che la difesa biancoceleste sbanda troppo. A
inizio ripresa Galeone sostituisce Milanese con Sommese, Helguera va a giocare da terzino
sinistro fino a quando non si fa male Esposito (9). Entra Zavagno e Sartor va a fare
il centrale al fianco di Giacobbo con Helguera terzino destro. Ancora unoccasione
per Bucchi che trova Peruzzi pronto al miracolo (14) e poi lAncona torna
meritatamente in vantaggio con Andersson che di sinistro dal limite infila Peruzzi con un
sinistro allincrocio dei pali (19). La Lazio sembra sul punto di crollare:
lAncona avrebbe le occasioni per chiudere il match e invece le solite disattenzioni
difensive consentono alla Lazio di tornare in partita. La squadra di Mancini pareggia con
Fiore (28) che mette dentro da due passi su assist di Liverani e poi dopo un
salvataggio di De Falco su colpo di testa di Negro (31 palla forse entrata) riesce
ad andare in vantaggio con Couto che da due passi mette dentro con la difesa biancorossa
che sbaglia ad uscire (Sartor tiene tutti in gioco). Il sogno di prendere punti
allOlimpico finisce qui, anche se al novantesimo arriva pure il gol di Zauri che
fissa il risultato sul 4-2 per la Lazio. Troppo per quello che si è visto in campo.
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