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di Alessia Del Mastro

Sesta partita di campionato, una settimana di ritiro con lavoro intenso e una di allenamento normale, entusiasmo alle stelle, per vedere la "Signora" in campo contro la nostra Ancona ma…..il finale è stato sempre lo stesso, anche se molti si permettono di dire: ……In fondo è stata una bella partita e l'Ancona ha fatto due goal!!!!! Che stupidaggini!

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Stadio esaurito, ancora più spettatori rispetto alla partita con il Milan, squadra in parte cambiata, modulo nuovo o quasi, ma per un primo tempo abbondante, non si è vista traccia di Ancona in campo e sicuramente non siamo stati favoriti neanche dall'arbitraggio che può essere veramente considerato il dodicesimo uomo bianconero.
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Una vergogna! E poi ci permettiamo di dire che il secondo tempo è stato bello???!!! Ma tutta questa gente che è uscita contenta dallo stadio, si può veramente considerare tifosa? Si immagina solo lontanamente in che situazione è l'Ancona? Si può pensare di raggiungere una salvezza, giocando per trenta minuti scarsi e rendendosi pericolosi solo nel momento in cui gli avversari smettono di infierire?
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Questo non è calcio, ma sai quanto era meglio assistere a tutte quelle belle lotte in serie B, ma anche in serie C1, in cui ogni domenica si andava allo stadio in casa o in trasferta, con gli artigli sempre affilati, pronti a giocarsi il tutto per tutto!! Abbiamo voluto tanto la serie A, ma stiamo dimostrando di essere scarsamente da B, visto che quest'anno in B ci sono squadre che fanno un gioco spettacolare.
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Avremo realizzato due reti a Buffon, ma penso che questo fatto non ci darà mai dei punti, siamo sempre ultimi e con un solo punto.….allora da dove nasce tutto questo entusiasmo? Ci siamo domandato come sarebbe stato l'incontro con Nedved e Del Piero in campo e senza Champions League infrasettimanale?
Avrebbe veramente smesso di giocare la Juve? E a quel punto saremmo stati sommersi di goal perché il gioco che ha fatto vedere l'Ancona nel momento in cui la Juventus era veramente presente e attiva in campo (e cioè durante il primo tempo in cui ci ha fatto due goal in pochi minuti) era praticamente nullo, zero possesso palla, non si riusciva a recuperare o a fermare un'azione avversaria ecc….
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poi se vogliamo dare dei meriti al secondo tempo facciamolo pure, ma non è così che si superano i problemi, l'unica cosa che mi auguro è che l'Ancona viva, degli ultimi venti minuti, si mantenga tale da ora in poi, in modo da farci sperare in un futuro leggermente più roseo.
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Durante le due settimane di sosta come già detto Mister Sonetti ha voluto conoscere bene la squadra, ha portato i ragazzi in ritiro e ha fatto svolgere un buon lavoro e sinceramente tutti pensavamo di trovare una squadra più solida anche se la forza della Juve non ci ha fatto certo dormire sonni tranquilli ma almeno una migliore sistemazione in campo.
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Il 3-4-2-1 schierato era formato da Milanese,Viali e Bilica in difesa, centrocampo formato da Russo, Carrus, Andersson e Lombardi e in attacco Poggi e Sommese dietro l'unica punta Hubner. È inutile fare altri commenti, l'unica cosa da osservare è stata la buona prestazione di Stefano Lombardi e la grinta portata da Ganz entrato nel secondo tempo al posto di Poggi.
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Per il resto è la solita favola. Ora ci aspettano altre tre partite importanti a cominciare dalla trasferta a Reggio Calabria, poi il Siena in casa e per concludere questo ciclo, l'Inter a San Siro: insomma una passeggiata che ci dimostrerà veramente se questa squadra ha almeno un po' di orgoglio.
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ultima modifica il 21 ott 2003

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di Serena Gentile della Gazzetta dello Sport

Ad Ancona finisce 3-2 per i bianconeri. L'attaccante leccese segna i primi gol (due) in campionato, il tris è di Zambrotta. Accorciano Viali e Ganz.

ANCONA, 18 ottobre 2003 - Vince Lippi e dimostra a tutti che Fabrizio Miccoli (e non solo lui) non è una riserva, che la Juve vince anche senza cinque o sei titolari. Perde Sonetti, ma a testa alta, con un solo gol di scarto e una certezza che vale più di tre punti: l'Ancona non è spacciato, il lavaggio del cervello (con tanto di ritiro) di Sonetti ha funzionato. La squadra ha trovato la grinta e la determinazione necessarie per proseguire la corsa verso la salvezza.
Sotto la pioggia di Ancona, la Juve inizia la sua fuga inseguendo un altro scudetto: è un 3-2 bello ed entusiasmante e i meriti sono dell'Ancona che incassa pesantemente, ma trova la forza di rialzarsi, reagire e provarci sino alla fine. Vince Fabrizio Miccoli che sa fare assist (inizia così la sua partita, con un passaggio perfetto per Di Vaio) e segnare. Lo sognava da mesi un gol con la maglia della Juve. Ne ha segnati due: il primo al 29' da dieci metri, "parato" da Sommese ma già in porta. Il secondo al 4' della ripresa, di testa, su cross di Zambrotta. In mezzo il gol del riscatto (dopo le accuse di simulazione di due settimane fa) proprio del nuovo terzino d'Italia (una delle opere più belle di Lippi in questi ultimi anni), terribile sulla sinistra e formidabile con quel missile (su passaggio guarda caso di Miccoli). Perde (ma non per colpa sua) Davids, messo dietro le punte a fare il Nedved: l'olandese si trova sempre spalle alla porta e viene aggredito senza poterlo fare a sua volta (che poi è quello che gli riesce meglio) e si lascia superare da Viali per il gol del 3-1. Lì ci si aspettava Maresca, che invece è arretrato a fare il regista, ma non in serata buona. Un'ora di Juve disinvolta, cinica, autoritaria, nonostante gli uomini in campo siano diversi, nonostante si sia tornati al 4-4-2. La squadra di Lippi fa circolare la palla e attende il momento giusto per innescare in velocità le sue punte, Miccoli e Di Vaio. Ha cambiato molto anche Sonetti, il 4-4-2 è diventato 3-4-2-1, con due trequartisti (Poggi e Sommese) dietro Hubner. Del centrocampo di inizio stagione c'è solo Carrus. Parte difendendosi l'Ancona, chiude con attenzione gli spazi e fa un buon pressing. Poi incassa e si perde, ma piano piano rialza la testa. Lombardi sulla sinistra spinge e con un pallonetto costringe Montero al salvataggio sulla linea. Ma è decisivo l'ingresso di Ganz per Poggi (Di Francesco per Sommese l'altro cambio), nella ripresa: porta concretezza, spinta e gol. E' suo l'assist per Viali che di testa riapre la partita al 12', poi Maurizio da Tolmezzo colpisce il palo esterno e alla fine al 46' fa tremare la Juve (che si è seduta un po' troppo) riaprendo la partita. Di Francesco reclama un rigore per un contatto con Montero (ma si becca il giallo per simulazione), la Juve patisce ma mantiene la vetta, con la segreta speranza che domani (dopo Milan-Lazio) la sua diventi fuga solitaria


di Mimmo Cugini del Messaggero

Lombardi ha l’occasione dell’1-0, Montero salva sulla linea. Viali rianima le speranze, show di Ganz: colpisce un palo, segna e rischia di procurarsi un rigore. L’Ancona spaventa la Juve di riserva. Miccoli-bis e Zambrotta lanciano i bianconeri, i dorici si svegliano troppo tardi

ANCONA - Uno stadio pieno e una curva triste, che si anima solo nel finale quando l’Ancona mette paura a una Juve che ha già tirato i remi in barca a pensa alla Champions League. E rischia di riaprire un a partita che aveva in mano. Finisce come era inevitabile che finisse, con la vittoria della Juve, messa in discussione nel primo tempo da un’azione di Lombardi che Montero ha salvato dopo che Buffon era ormai fuori causa e da un finale di partita sul quale c’è anche lo zampino dell’arbitro Pellegrini che nega un rigore clamoroso, anzi due. Doppio intervento di Montero che prima stende Ganz e poi interrompe la corsa di Di Francesco. Pellegrino trasforma il tutto in una ammonizione per Ganz. Incredibile. E pesante perchè poi Ganz segna un gol, a quel punto inutile. L’Ancona gioca bene all’inizio e alla fine, ma è difficile capire dove arrivano i meriti della squadra di Sonetti perchè la Juve dà l’impressione di staccare proprio la spina. L’inizio era stato incoraggiante da parte dell’Ancona, ma non è che siamo molto lontani dall’atteggiamento tattico che Menichini aveva proposto con il Milan. Cinque difensori e palloni sparati dalla difesa verso un attacco dove l’unico che fa qualcosa di buono è Sommese. Passano le partite e non cambia niente, la classifica resta sempre misera e non si vede come questa squadra possa ritirarsi su. L’aggressività che si vede nella prima parte della partita è un piccolo segnale positivo, anche la voglia che i biancorossi ci mettono sembra far prevedere una partita diversa dal solito. Il problema è che in partite come queste, dove la differenza tecnica e di organizzazione è abissale, bisognerebbe capitalizzare al massimo le occasioni che capitano. L’Ancona del primo tempo, che non è una brutta Ancona, potrebbe persino andare in vantaggio e poi vai sapere come andava a finire. Ma solo per un attimo il popolo biancorosso crede nel miracolo. No, questa non è una stagione di miracoli. E infatti la Juve che aveva già inevitabilmente dominato in tutte la zone del campo segna prima con Miccoli e poi con Zambrotta, rendendo una semplice passerella il secondo tempo che ancora Miccoli impreziosisce con un gol in tuffo di testa. C’è anche la rete di Viali che ridà un po’ di coraggio all’Ancona, sicuramente rivitalizzata dall’ingresso in campo di Ganz, diventa lui il personaggio della partita e se la gente si esalta per Maurizio e fischia Hubner non è il caso di meravigliarsi, basta vedere il loro rendimento in campo e come interpretano la partita. Uno spunta il sangue, l’altro vaga per il campo. Il fatto che abbia un ingaggio pesante non vuol dire che debba giocare per forza sempre titolare, in tutto il tourbillon di cambi finora è l’unico0 che ha mantenuto il posto. E in compenso non ha mai segnato. Mah... Di buono nell’Ancona di Sonetti c’è un po’ di corsa in più rispetto al deprimente inizio di campionato, ma anche quelli della Juve, che non hanno fatto la preparazione perchè subito interessati a vincere (dovrebbe essere così per tutti...) correvano più dell’Ancona. Quando riusciva a bloccare le azioni avvesarie l’Ancona non era mai in grado di ripartire. Qualche sprazzo, un po’ di cuore in più, ma sinceramente è ancora troppo poco. Oltre a problemi di qualità che sono ormai evidenti, c’è anche un problema di concentrazione, perchè si continuano a prendere gol davvero incredibili. Tatticamente Sonetti sta cercando di trovare il bandolo della matassa, ma la coperta è sempre corta. Se ti chiudi troppo non riesci a proporti in avanti, se ti apri un po’ invece non riesci più a difenderti nella maniera giusta. La partita con la Juve inizia con un tentativo di pressing che sorprende la squadra di Lippi, magari c’è anche un pizzico di sufficienza nei bianconeri, consapevoli di una indiscutibile superiorità ma all’inizio della partita non sempre reattivi nel modo giusto. Ma alla fine le partite dell’Ancona iniziano e finiscono sempre nella stessa maniera e resta persino difficile capire dove andare a mettere le mani. Di sicuro l’ingresso di Ganz a inizio ripresa, sul 3-0, rende interessante la seconda parte della gara, non solo perchè l’Ancona segna con Viali ma perchè Pellegrino nega un clamoroso rigore alla quadra di Sonetti che fa imbufalire la tribuna contro la triade Giraudo-Bettega-Moggi. A quel punto la partita poteva riaprirsi e forse complicarsi un po’ per la Juve che sembrava aver staccato la spina, mentre l’Ancona dopo il 3-0 ha tirato fuori qualcosa, lo prendiamo come un segnale incoraggiante in prospettiva futura. Tra le note positive di una partita che comunque, rispetto a quella con l’Udinese, c’è la voglia di lottare, di non mollare. Una voglia che è impersonificata soprattutto da Maurizio Ganz. In questo campionato ha giocato pochi minuti eppure è il capocannoniere dell’Ancona con due gol, gli altri portano la firma di due difensori, Bilica e Viali. Dati che dovrebbero far riflettere.


di Ferdinando Vicini del Messaggero

«Regaliamo troppo» «Ma la squadra adesso sa che è da A»

ANCONA - Una partita vissuta intensamente, passando da una timida speranza allo sconforto sul tre a zero, dall'avvilimento all'orgoglio per una reazione che nel finale ha fatto addirittura sperare in una clamorosa impresa. Nedo Sonetti è combattuto fra vari stati d'animo anche quando si presenta ai cronisti in sala stampa; sulla panchina si è agitato parecchio, soprattutto nel concitato finale. Ci prova a recuperare una certa stabilità emotiva per analizzare tecnicamente quello che si è visto nei novanta minuti sul campo. Una cosa è certa, Sonetti è orgoglioso della reazione dei suoi e della dimostrazione di carattere fornita dopo lo 0-3. «Questa sera dovevamo dimostrare che siamo da serie A e mi pare che ci siamo riusciti. I ragazzi hanno avuto una grande forza d'animo e hanno mostrato che possiamo dire la nostra».
Però ancora una volta l'Ancona aveva subito reti evitabili. «E' vero, abbiamo commesso errori su alcune situazioni tattiche. Soprattutto sulle palle inattive, calci d'angolo, punizioni, rimesse; su questo dobbiamo lavorare molto perché sono lacune che dobbiamo colmare. Altrimenti ci penalizzano troppo». Sulla direzione arbitrale di Pellegrino qualcosa da dire, visto soprattutto l'episodio del possibile rigore non concesso? «No, non sono d'accordo sul “possibile”; quello era rigore e basta. Diciamolo! Quando ci vuole ci vuole. Se si dice che bisogna essere sereni allora occorre dire le cose come stanno: quello era rigore e basta. Non ce l'ho con nessuno, ma per favore diciamo la verità. Inoltre mi pare che ci sia stata anche qualche altra decisione dell'arbitro che non ci ha favorito, vedi il fuorigioco di Hubner. Spero solo che arrivino errori dell'arbitro a nostro favore e che questo accada anche presto». Soddisfatto di come l'Ancona ha interpretato la gara dal punto di vista tattico? «Noi dovevamo contenere all'inizio per poi uscire per provare a mettere in difficoltà la Juventus. Sullo 0-0 avevamo quasi segnato con Lombardi, poi sono arrivati gli erroracci che in una squadra come la nostra non devono esserci perché non siamo poi così scarsi dal punto di vista tecnico». Aveva chiesto ai suoi un impegno totale e una prestazione da battaglia sino alla fine. Soddisfatto da questo punto di vista? «Era importante e mi pare che la risposta della squadra ci sia stata da questo punto di vista. E' fondamentale aver recuperato il rapporto con i nostri tifosi, la gente ha capito e ha applaudito questa Ancona». Rimane lo sbandamento che ha permesso alla Juventus di fare tre reti e gestire un grande vantaggio. «E' accaduto come contro l'Udinese, abbiamo preso gol ad inizio della ripresa. Dobbiamo molto migliorare sotto l'aspetto mentale». Ganz e Di Francesco hanno ravvivato la manovra? «Sono due giocatori dell'Ancona e io sono sempre aperto verso chi si propone». Dopo questo confronto contro la capolista è più rinfrancato o ancora più preoccupato? «Sicuramente rinfrancato anche se la strada è in salita».


di Guido Montanari del Corriere Adriatico

La squadra di Sonetti subisce a lungo il gioco dei bianconeri ma almeno stavolta ha sfoderato grinta e orgoglio. Sarà vera gloria? Serve la riprova domenica prossima a Reggio Calabria La Juventus domina ma in vantaggio di tre gol fa lo sbaglio di rallentare troppo. Allora vengono fuori i dorici che già nel primo tempo avevano sfiorato il clamoroso vantaggio con Lombardi (salvataggio di Montero sulla linea)

La Juve ha vinto e l'Ancona ha perso: dov'è la notizia? Non c'è, tutto secondo copione allo stadio Del Conero. Ma è anche vero che i dorici hanno fatto vedere molto di più rispetto all'indecorosa prova con l'Udinese. Innanzitutto la rimonta: da 3-0 a 3-2 con un bel po' di rammarico nel groppone per alcuni errori e un pizzico di jella. L'Ancona è piaciuta soprattutto nel finale quando dopo il gol di Viali del 3-1 ha preso un palo con Ganz ed ha reclamato un rigore sullo stesso bomber che è stato invece ammonito per simulazione. Decisione molto dubbia quella di Pellegrino... Poi anche un gol annullato a Hubner per fuorigioco (che però a nostro avviso c'era nonostante le veementi proteste della tribuna contro l'arbitro) e infine la rete di Ganz che aveva fatto sperare nel miracolo. Insomma nel finale una bella Ancona anche perchè i bianconeri hanno fatto l'errore di tirare i remi in barca troppo presto. E i dorici ne hanno approfittato. Ma alla fine cosa resta? Che il miracolo non c'è stato e la classifica per i dorici è sempre più brutta: un punto in sei giornate. Vogliamo tirarci su il morale? Prendiamo per "buono" il finale a tutta birra dei biancorossi e speriamo che domenica prossima a Reggio Calabria riescano a fare il bis per tutti i novanta minuti s'intende. Del resto non ci resta molto altro da fare... JUVE ALL'ATTACCO - Al 9' primo brivido: punizione di Miccoli dal limite (fallo dubbio), palla deviata dalla barriera che finisce di pochissimo sopra la traversa. Sonetti crea una barriera con cinque uomini e anche sei se necessario in difesa. Ma l'Ancona è anche pronta a graffiare: come al 10' quando Hubner protesta vivacemente per un fuori gioco un po' "largo" concesso ai bianconeri. Buffon "prova" il pallone un minuto dopo su cross di Sommese dalla destra: uscita sicura e sfera bloccata dal portiere della Nazionale. Ma è sempre la squadra di Lippi ad avere il pallino in mano anche perchè la mossa di dar spazio alle seconde linee sembra azzeccata. I vari Miccoli, Di Vaio eccetera si impegnano come dannati. Per lunghi minuti i biancorossi non riescono ad uscire dalla loro area di rigore, ma sulla destra la coppia Russo-Sommese cerca disperatamente di portare avanti qualche pallone. Ma è dura, durissima. L'ANCONA SFIORA Il GOL - All'improvviso quello che non t'aspetti. Bellissima azione di Lombardi sulla sinistra in contropiede, pallonetto vellutato che supera Buffon in uscita ma non Montero che salva sulla linea, togliendo tra l'altro la possibilità a Poggi di ribadire in rete di testa a Poggi. Che miracolo quello Montero! Per un attimo abbiamo visto la luce accendersi sul Del Conero. Solo un'illusione purtroppo. MICCOLI E ZAMBROTTA - Con squadre del genere se sbagli... vieni subito punito: al 29' infatti bianconeri in vantaggio con Miccoli che aveva a lungo invocato il suo primo in campionato con la maglia della Juve. Il gol è arrivato anche se in maniera un po' rocambolesca: il tiro del Nazionale infatti non tocca la rete perchè viene ribattuto con un braccio da Sommese appostato sulla linea di porta. Il guardalinee però indica deciso il centro campo: la palla aveva superato la linea di porta. Proteste biancorosse ma Pellegrino dà ascolto al suo assistente e convalida la rete. Al 43' metà dello stadio esplode per la seconda volta: Zambrotta dal limite dell'area lascia partire un tiro irresistibile e leggermente ad effetto che si insacca sotto l'incrocio dei pali. Scarpi non può farci nulla. L'Ancona va al riposo con due gol sul groppone. E SONO TRE - Al 3' minuto della ripresa la Juve porta a tre le sue reti: cross di Zambrotta dalla sinistra e Miccoli indisturbato al centro dell'area piccola di rigore insacca di testa. I bianconeri sembrano davvero in grado di fare quello che vogliono con la derelitta Ancona. E una volta tanto che l'Ancona ha la possibilità di segnare, Poggi solo davanti a Buffon si fa ribattere il suo tiro ravvicinato. Subito dopo l'errore Sonetti fa uscire lo stesso Poggi e Sommese sostituendoli con Ganz e Di Francesco. "ACCORCIANO" VIALI E GANZ - La Juve sul 3-0 molla un po' e i dorici prima sfiorano il gol con Hubner (colpo di testa e bella parata di Buffon) e poi è Viali a segnare con un colpo di testa in mischia sugli sviluppi di un angolo. I biancorossi attaccano e scaldano un po' i poveri tifosi anconetani che prima invocano il ritorno in campo di Pietro Parente, poi si scagliano contro i soliti ascolani (saltella mezzo stadio) finchè si alza alto il coro "Ancona siamo noi". Poi le occasioni e il gol di Ganz: 3-2, ma la clamorosa rimonta non avviene. L'urlo dorico resta strozzato in gola.


di Luca Frezzotti del Corriere Adriatico

La Moviola in tv: Quel rigore c'era, anzi due... e poi quello stadio Del Conero così pieno, anzi troppo!

La presenza del video in tribuna stampa aveva già dato al cronista la certezza dello sbaglio di Pellegrino in tempo reale. Il doppio rigore su Ganz e Di Francesco c'era e c'era nella stessa misura cioè nettamente. Ma Montero, il 'matador' della situazione, è riuscito a farla franca ben due volte: dopo la spinta malandrina, alzando poi le braccia a mò di innocente, a Ganz e dopo il calcione  rifilato a Di Francesco. Tutte e due le volte il difensore bianconero ha impedito che l'Ancona sfruttasse una chiara occasione da gol. Ganz, Di Francesco o chi avrebbe tirato il penalty potevano accorciare le distanze (al momento del misfatto si era sul 3-1 per la Juve) e dare al match un finale tutto sulla bagarre. Una lunga battaglia dato che in quel momento mancava un quarto d'ora alla fine, venti minuti considerando i 5' di recupero. L'errore, perché di questo s'è trattato, non è stato commentato da Lippi che di rigori non parla mai. Diverso l'atteggiamento dei 'nazional-opinionisti' del pallone schierati dalla parte dell'Ancona nel commento di quell'azione chiave. Nell'analisi domenicale non hanno mancato di sottolineare la doppia svista di Pellegrino il giornalista Mediaset Bruno Longhi e l'opinionista della Rai Giorgio Tosatti. Del resto le immagini parlano chiaro. Subito sicuro del rigore è stato anche Nedo Sonetti che ha espresso tutta la sua amarezza per l'episodio sfavorevole. In più dopo non aver fischiato il penalty Pellegrino ha anche sventolato il giallo diretto non a Ganz ma a Di Francesco. Sarebbe davvero beffardo se l'avesse estratto per simulazione: per come sono andate le cose meglio pensare ad un'ammonizione... per proteste. Tribuna piena, forse troppo... Pioggia di inviati sabato sera al 'Conero' per Ancona-Juve. I tanti giornalisti accreditati hanno gremito le postazioni stampa ed hanno affollato nel dopo partita, per l'immancabile cena, l'Osteria Strabacco. I quotidiani sportivi hanno sottolineato l'ottima partenza della Juve e la rimonta tutto cuore di un'Ancona cresciuta nel 'borsino' della stampa. Almeno ora quella biancorossa è una squadra che gioca con il cuore e La Gazzetta Sportiva ne esalta la grinta "...Nedo Sonetti - scrive l'inviato Luigi Garlando - ha presentato un Ancona finalmente orgoglioso e battagliero capace di risalire da 0-3 a 2-3 e di tentare il tiro del pareggio allo scadere. Una buona prestazione su cui lavorare, il campionato dell'Ancona inizia ora. Il gol di Ganz (7,5 nella pagella della 'rosea' ndr) è una scossa che finalmente accende il cuore dell'Ancona, mai apparso così vivo come nel secondo tempo". In pagina 3 del Corriere dello Sport, sulla seconda pagina c'è un ampio servizio dedicato al loretano (ma cresciuto a Porto Recanati) Massimo Palanca, titolo emblematico: "Miccoli manda in fuga la Juve" con l'occhiello in cui si parla di successo sofferto "I bianconeri vincono soffrendo nel finale". Gran risalto al match dal giornale torinese Tuttosport con titoloni su Miccoli "Ci pensa Maradonino" e "Miccoli gol, la Juve scappa" con occhiello sull'Ancona "Viali e Ganz spaventano Lippi". Nelle pagelle "Scarpi senza colpe, Carrus ha grinta, Viali domina nel centro della difesa". Ampio risalto al match anche nei giornali più importanti non a carattere sportivo. Il Corriere della Sera titola, ovviamente, sulla fuga bianconera (grazie a Miccoli) ma dedica il catenaccio ad un'Ancona che però "Si sveglia tardi con Viali e Ganz". Nel pezzo Roberto Perrone descrive uno stadio che "...Si riempie per più di metà di tifosi bianconeri. Si riempie troppo, comunque, tanto che la gente sta accalcata perfino sulle scalinate protestando perché i posti assegnati sono stati già occupati da altre persone. Situazione preoccupante: se succede qualcosa sono guai". Sulla Repubblica titolo ad effetto "La Juve 2 è uguale alla Juve 1 Doppio Miccoli, liquidato l'Ancona" mentre nell'occhiello viene sottolineata la rimonta dei dorici "Sul finire i marchigiani rimontano (3-2) e reclamano un rigore. Ma i bianconeri dominano la partita".


di Lorenzo Moroni del Resto del Carlino

La Cenerentola di Sonetti può risvegliarsi principessa.I tre punti vanno alla Juventus, come era prevedibile. ivi tra gli applausi esce un 'Ancona tutta cuore e grinta Un'Ancona che ha dato l'anima dall'inizio alla fine e che h anche qualcosa da recriminare. Lo si capisce subito: l'urlo di gioia rimane strozzato in gola quando Lombardi scavalca Buffon in uscita e la palla sembra stia per entrare in porta Troppo bello. Troppo irreale. Ancona uno, Juventus zero Macché. La festa la guasta l'uruguaiano Montero tirando fuori quella sfera che il popolo biancorosso aveva già visto rotolare in porta come per magia. Del resto l'Ancona non può essersi trasformata all'improvviso da povera Cenerentola in bellissima principessa. E infatti nessun incantesimo rompe il maleficio di quest'Ancona così piccola al cospetto di una serie A tanto più grande di lei. Durano meno di mezz'ora le speranze della quadra di Sonetti e di chi, ieri sera al Conero, non è venuto solo per ammirare la Signora o per non mancare uno dei due appuntamenti chic del sabato sera anconetano. Poi si riaccendono a pochi minuti dalla fine grazie al due a tre di Maurizio Ganz. Troppo poco però. "Forse era meglio non perdersi la prima delle Muse e soffrire di meno", avrà pensato qualcuno. Certamente se lo sono chiesti quei tifosi della tribuna che hanno rischiato di vedere una partita a metà. Per colpa di chi, nelle grandi occasioni e come era già successo a luglio con il Trofeo Tim, non riesce a regolare l'accesso ai cancelli lasciando riempire la tribuna fin all'inverosimile. Schermaglie a parte c è poco da gioire Per carità, alla vigilia nessuno avrebbe scommesso un euro sulla possibilità che l'Ancona si risollevasse proprio contro la Juventus capolista e pluriscudettata. Eppure la gara giocata dai biancorossi non sotterra tutte le speranze di veder un'Ancona con qualche possibilità di salvezza. Lo si capisce dalla determinazione e dall'impegno che gli uomini di Sonetti mettono in campo fino alla fine. Lo si capisce dalle occasioni da gol create dai dorici - merce rara ai tempi di Menichini - anche se poi sprecate malamente. Vedi Poggi nella ripresa. Se ne ha la certezza quando Viali, dopo il tre a zero di Miccoli, regala al pubblico la gioia di un gol biancorosso, il terzo stagionale, infilando di testa Buffon. E se ne ha la conferma quando Ganz segna il secondo gol per i dorici, quattro minuti dalla fine. Contro, però, ci si mette anche l'arbitro Pellegrino, che prima non aveva concesso un rigore che sembrava sacrosanto allo stesso Ganz, e annullato un eurogol di Dario Hubner. L'Ancona alla fine fa un figurone sfiorando più volte il raddoppio. Se questa squadra riuscirà a mantenersi su questi livelli quando gli avversari si chiameranno Reggina o Siena, ecc allora che qualcosa potrà cambiare. Intanto, della serata con i campioni d'Italia, resta la quinta sconfitta e il record di spettatori al Conero e di incasso: 23.300 quelli ufficiai Probabilmente 24.000 contando i 'portoghesi' per quasi 45mila euro di incasso. Tutto qua. Peccato.

  La partita raccontata in dialetto anconetano.
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