| di Serena Gentile della Gazzetta dello Sport Ad Ancona finisce 3-2 per i bianconeri. L'attaccante
leccese segna i primi gol (due) in campionato, il tris è di Zambrotta. Accorciano Viali e
Ganz.
ANCONA, 18 ottobre 2003 - Vince Lippi e dimostra a tutti che Fabrizio Miccoli (e non solo
lui) non è una riserva, che la Juve vince anche senza cinque o sei titolari. Perde
Sonetti, ma a testa alta, con un solo gol di scarto e una certezza che vale più di tre
punti: l'Ancona non è spacciato, il lavaggio del cervello (con tanto di ritiro) di
Sonetti ha funzionato. La squadra ha trovato la grinta e la determinazione necessarie per
proseguire la corsa verso la salvezza.
Sotto la pioggia di Ancona, la Juve inizia la sua fuga inseguendo un altro scudetto: è un
3-2 bello ed entusiasmante e i meriti sono dell'Ancona che incassa pesantemente, ma trova
la forza di rialzarsi, reagire e provarci sino alla fine. Vince Fabrizio Miccoli che sa
fare assist (inizia così la sua partita, con un passaggio perfetto per Di Vaio) e
segnare. Lo sognava da mesi un gol con la maglia della Juve. Ne ha segnati due: il primo
al 29' da dieci metri, "parato" da Sommese ma già in porta. Il secondo al 4'
della ripresa, di testa, su cross di Zambrotta. In mezzo il gol del riscatto (dopo le
accuse di simulazione di due settimane fa) proprio del nuovo terzino d'Italia (una delle
opere più belle di Lippi in questi ultimi anni), terribile sulla sinistra e formidabile
con quel missile (su passaggio guarda caso di Miccoli). Perde (ma non per colpa sua)
Davids, messo dietro le punte a fare il Nedved: l'olandese si trova sempre spalle alla
porta e viene aggredito senza poterlo fare a sua volta (che poi è quello che gli riesce
meglio) e si lascia superare da Viali per il gol del 3-1. Lì ci si aspettava Maresca, che
invece è arretrato a fare il regista, ma non in serata buona. Un'ora di Juve disinvolta,
cinica, autoritaria, nonostante gli uomini in campo siano diversi, nonostante si sia
tornati al 4-4-2. La squadra di Lippi fa circolare la palla e attende il momento giusto
per innescare in velocità le sue punte, Miccoli e Di Vaio. Ha cambiato molto anche
Sonetti, il 4-4-2 è diventato 3-4-2-1, con due trequartisti (Poggi e Sommese) dietro
Hubner. Del centrocampo di inizio stagione c'è solo Carrus. Parte difendendosi l'Ancona,
chiude con attenzione gli spazi e fa un buon pressing. Poi incassa e si perde, ma piano
piano rialza la testa. Lombardi sulla sinistra spinge e con un pallonetto costringe
Montero al salvataggio sulla linea. Ma è decisivo l'ingresso di Ganz per Poggi (Di
Francesco per Sommese l'altro cambio), nella ripresa: porta concretezza, spinta e gol. E'
suo l'assist per Viali che di testa riapre la partita al 12', poi Maurizio da Tolmezzo
colpisce il palo esterno e alla fine al 46' fa tremare la Juve (che si è seduta un po'
troppo) riaprendo la partita. Di Francesco reclama un rigore per un contatto con Montero
(ma si becca il giallo per simulazione), la Juve patisce ma mantiene la vetta, con la
segreta speranza che domani (dopo Milan-Lazio) la sua diventi fuga solitaria
di Mimmo Cugini del Messaggero
Lombardi ha loccasione dell1-0,
Montero salva sulla linea. Viali rianima le speranze, show di Ganz: colpisce un palo,
segna e rischia di procurarsi un rigore. LAncona spaventa la Juve di riserva.
Miccoli-bis e Zambrotta lanciano i bianconeri, i dorici si svegliano troppo tardi
ANCONA - Uno stadio pieno e una curva triste, che si anima solo nel finale quando
lAncona mette paura a una Juve che ha già tirato i remi in barca a pensa alla
Champions League. E rischia di riaprire un a partita che aveva in mano. Finisce come era
inevitabile che finisse, con la vittoria della Juve, messa in discussione nel primo tempo
da unazione di Lombardi che Montero ha salvato dopo che Buffon era ormai fuori causa
e da un finale di partita sul quale cè anche lo zampino dellarbitro
Pellegrini che nega un rigore clamoroso, anzi due. Doppio intervento di Montero che prima
stende Ganz e poi interrompe la corsa di Di Francesco. Pellegrino trasforma il tutto in
una ammonizione per Ganz. Incredibile. E pesante perchè poi Ganz segna un gol, a quel
punto inutile. LAncona gioca bene allinizio e alla fine, ma è difficile
capire dove arrivano i meriti della squadra di Sonetti perchè la Juve dà
limpressione di staccare proprio la spina. Linizio era stato incoraggiante da
parte dellAncona, ma non è che siamo molto lontani dallatteggiamento tattico
che Menichini aveva proposto con il Milan. Cinque difensori e palloni sparati dalla difesa
verso un attacco dove lunico che fa qualcosa di buono è Sommese. Passano le partite
e non cambia niente, la classifica resta sempre misera e non si vede come questa squadra
possa ritirarsi su. Laggressività che si vede nella prima parte della partita è un
piccolo segnale positivo, anche la voglia che i biancorossi ci mettono sembra far
prevedere una partita diversa dal solito. Il problema è che in partite come queste, dove
la differenza tecnica e di organizzazione è abissale, bisognerebbe capitalizzare al
massimo le occasioni che capitano. LAncona del primo tempo, che non è una brutta
Ancona, potrebbe persino andare in vantaggio e poi vai sapere come andava a finire. Ma
solo per un attimo il popolo biancorosso crede nel miracolo. No, questa non è una
stagione di miracoli. E infatti la Juve che aveva già inevitabilmente dominato in tutte
la zone del campo segna prima con Miccoli e poi con Zambrotta, rendendo una semplice
passerella il secondo tempo che ancora Miccoli impreziosisce con un gol in tuffo di testa.
Cè anche la rete di Viali che ridà un po di coraggio allAncona,
sicuramente rivitalizzata dallingresso in campo di Ganz, diventa lui il personaggio
della partita e se la gente si esalta per Maurizio e fischia Hubner non è il caso di
meravigliarsi, basta vedere il loro rendimento in campo e come interpretano la partita.
Uno spunta il sangue, laltro vaga per il campo. Il fatto che abbia un ingaggio
pesante non vuol dire che debba giocare per forza sempre titolare, in tutto il tourbillon
di cambi finora è lunico0 che ha mantenuto il posto. E in compenso non ha mai
segnato. Mah... Di buono nellAncona di Sonetti cè un po di corsa in
più rispetto al deprimente inizio di campionato, ma anche quelli della Juve, che non
hanno fatto la preparazione perchè subito interessati a vincere (dovrebbe essere così
per tutti...) correvano più dellAncona. Quando riusciva a bloccare le azioni
avvesarie lAncona non era mai in grado di ripartire. Qualche sprazzo, un po di
cuore in più, ma sinceramente è ancora troppo poco. Oltre a problemi di qualità che
sono ormai evidenti, cè anche un problema di concentrazione, perchè si continuano
a prendere gol davvero incredibili. Tatticamente Sonetti sta cercando di trovare il
bandolo della matassa, ma la coperta è sempre corta. Se ti chiudi troppo non riesci a
proporti in avanti, se ti apri un po invece non riesci più a difenderti nella
maniera giusta. La partita con la Juve inizia con un tentativo di pressing che sorprende
la squadra di Lippi, magari cè anche un pizzico di sufficienza nei bianconeri,
consapevoli di una indiscutibile superiorità ma allinizio della partita non sempre
reattivi nel modo giusto. Ma alla fine le partite dellAncona iniziano e finiscono
sempre nella stessa maniera e resta persino difficile capire dove andare a mettere le
mani. Di sicuro lingresso di Ganz a inizio ripresa, sul 3-0, rende interessante la
seconda parte della gara, non solo perchè lAncona segna con Viali ma perchè
Pellegrino nega un clamoroso rigore alla quadra di Sonetti che fa imbufalire la tribuna
contro la triade Giraudo-Bettega-Moggi. A quel punto la partita poteva riaprirsi e forse
complicarsi un po per la Juve che sembrava aver staccato la spina, mentre
lAncona dopo il 3-0 ha tirato fuori qualcosa, lo prendiamo come un segnale
incoraggiante in prospettiva futura. Tra le note positive di una partita che comunque,
rispetto a quella con lUdinese, cè la voglia di lottare, di non mollare. Una
voglia che è impersonificata soprattutto da Maurizio Ganz. In questo campionato ha
giocato pochi minuti eppure è il capocannoniere dellAncona con due gol, gli altri
portano la firma di due difensori, Bilica e Viali. Dati che dovrebbero far riflettere.
di Ferdinando Vicini del Messaggero
«Regaliamo troppo» «Ma la squadra adesso
sa che è da A»
ANCONA - Una partita vissuta intensamente, passando da una timida speranza allo sconforto
sul tre a zero, dall'avvilimento all'orgoglio per una reazione che nel finale ha fatto
addirittura sperare in una clamorosa impresa. Nedo Sonetti è combattuto fra vari stati
d'animo anche quando si presenta ai cronisti in sala stampa; sulla panchina si è agitato
parecchio, soprattutto nel concitato finale. Ci prova a recuperare una certa stabilità
emotiva per analizzare tecnicamente quello che si è visto nei novanta minuti sul campo.
Una cosa è certa, Sonetti è orgoglioso della reazione dei suoi e della dimostrazione di
carattere fornita dopo lo 0-3. «Questa sera dovevamo dimostrare che siamo da serie A e mi
pare che ci siamo riusciti. I ragazzi hanno avuto una grande forza d'animo e hanno
mostrato che possiamo dire la nostra».
Però ancora una volta l'Ancona aveva subito reti evitabili. «E' vero, abbiamo commesso
errori su alcune situazioni tattiche. Soprattutto sulle palle inattive, calci d'angolo,
punizioni, rimesse; su questo dobbiamo lavorare molto perché sono lacune che dobbiamo
colmare. Altrimenti ci penalizzano troppo». Sulla direzione arbitrale di Pellegrino
qualcosa da dire, visto soprattutto l'episodio del possibile rigore non concesso? «No,
non sono d'accordo sul possibile; quello era rigore e basta. Diciamolo! Quando
ci vuole ci vuole. Se si dice che bisogna essere sereni allora occorre dire le cose come
stanno: quello era rigore e basta. Non ce l'ho con nessuno, ma per favore diciamo la
verità. Inoltre mi pare che ci sia stata anche qualche altra decisione dell'arbitro che
non ci ha favorito, vedi il fuorigioco di Hubner. Spero solo che arrivino errori
dell'arbitro a nostro favore e che questo accada anche presto». Soddisfatto di come
l'Ancona ha interpretato la gara dal punto di vista tattico? «Noi dovevamo contenere
all'inizio per poi uscire per provare a mettere in difficoltà la Juventus. Sullo 0-0
avevamo quasi segnato con Lombardi, poi sono arrivati gli erroracci che in una squadra
come la nostra non devono esserci perché non siamo poi così scarsi dal punto di vista
tecnico». Aveva chiesto ai suoi un impegno totale e una prestazione da battaglia sino
alla fine. Soddisfatto da questo punto di vista? «Era importante e mi pare che la
risposta della squadra ci sia stata da questo punto di vista. E' fondamentale aver
recuperato il rapporto con i nostri tifosi, la gente ha capito e ha applaudito questa
Ancona». Rimane lo sbandamento che ha permesso alla Juventus di fare tre reti e gestire
un grande vantaggio. «E' accaduto come contro l'Udinese, abbiamo preso gol ad inizio
della ripresa. Dobbiamo molto migliorare sotto l'aspetto mentale». Ganz e Di Francesco
hanno ravvivato la manovra? «Sono due giocatori dell'Ancona e io sono sempre aperto verso
chi si propone». Dopo questo confronto contro la capolista è più rinfrancato o ancora
più preoccupato? «Sicuramente rinfrancato anche se la strada è in salita».
di Guido Montanari del Corriere Adriatico
La squadra di Sonetti
subisce a lungo il gioco dei bianconeri ma almeno stavolta ha sfoderato grinta e orgoglio.
Sarà vera gloria? Serve la riprova domenica prossima a Reggio Calabria La Juventus domina
ma in vantaggio di tre gol fa lo sbaglio di rallentare troppo. Allora vengono fuori i
dorici che già nel primo tempo avevano sfiorato il clamoroso vantaggio con Lombardi
(salvataggio di Montero sulla linea)
La Juve ha vinto e l'Ancona ha perso: dov'è la notizia? Non c'è, tutto secondo copione
allo stadio Del Conero. Ma è anche vero che i dorici hanno fatto vedere molto di più
rispetto all'indecorosa prova con l'Udinese. Innanzitutto la rimonta: da 3-0 a 3-2 con un
bel po' di rammarico nel groppone per alcuni errori e un pizzico di jella. L'Ancona è
piaciuta soprattutto nel finale quando dopo il gol di Viali del 3-1 ha preso un palo con
Ganz ed ha reclamato un rigore sullo stesso bomber che è stato invece ammonito per
simulazione. Decisione molto dubbia quella di Pellegrino... Poi anche un gol annullato a
Hubner per fuorigioco (che però a nostro avviso c'era nonostante le veementi proteste
della tribuna contro l'arbitro) e infine la rete di Ganz che aveva fatto sperare nel
miracolo. Insomma nel finale una bella Ancona anche perchè i bianconeri hanno fatto
l'errore di tirare i remi in barca troppo presto. E i dorici ne hanno approfittato. Ma
alla fine cosa resta? Che il miracolo non c'è stato e la classifica per i dorici è
sempre più brutta: un punto in sei giornate. Vogliamo tirarci su il morale? Prendiamo per
"buono" il finale a tutta birra dei biancorossi e speriamo che domenica prossima
a Reggio Calabria riescano a fare il bis per tutti i novanta minuti s'intende. Del resto
non ci resta molto altro da fare... JUVE ALL'ATTACCO - Al 9' primo brivido: punizione di
Miccoli dal limite (fallo dubbio), palla deviata dalla barriera che finisce di pochissimo
sopra la traversa. Sonetti crea una barriera con cinque uomini e anche sei se necessario
in difesa. Ma l'Ancona è anche pronta a graffiare: come al 10' quando Hubner protesta
vivacemente per un fuori gioco un po' "largo" concesso ai bianconeri. Buffon
"prova" il pallone un minuto dopo su cross di Sommese dalla destra: uscita
sicura e sfera bloccata dal portiere della Nazionale. Ma è sempre la squadra di Lippi ad
avere il pallino in mano anche perchè la mossa di dar spazio alle seconde linee sembra
azzeccata. I vari Miccoli, Di Vaio eccetera si impegnano come dannati. Per lunghi minuti i
biancorossi non riescono ad uscire dalla loro area di rigore, ma sulla destra la coppia
Russo-Sommese cerca disperatamente di portare avanti qualche pallone. Ma è dura,
durissima. L'ANCONA SFIORA Il GOL - All'improvviso quello che non t'aspetti. Bellissima
azione di Lombardi sulla sinistra in contropiede, pallonetto vellutato che supera Buffon
in uscita ma non Montero che salva sulla linea, togliendo tra l'altro la possibilità a
Poggi di ribadire in rete di testa a Poggi. Che miracolo quello Montero! Per un attimo
abbiamo visto la luce accendersi sul Del Conero. Solo un'illusione purtroppo. MICCOLI E
ZAMBROTTA - Con squadre del genere se sbagli... vieni subito punito: al 29' infatti
bianconeri in vantaggio con Miccoli che aveva a lungo invocato il suo primo in campionato
con la maglia della Juve. Il gol è arrivato anche se in maniera un po' rocambolesca: il
tiro del Nazionale infatti non tocca la rete perchè viene ribattuto con un braccio da
Sommese appostato sulla linea di porta. Il guardalinee però indica deciso il centro
campo: la palla aveva superato la linea di porta. Proteste biancorosse ma Pellegrino dà
ascolto al suo assistente e convalida la rete. Al 43' metà dello stadio esplode per la
seconda volta: Zambrotta dal limite dell'area lascia partire un tiro irresistibile e
leggermente ad effetto che si insacca sotto l'incrocio dei pali. Scarpi non può farci
nulla. L'Ancona va al riposo con due gol sul groppone. E SONO TRE - Al 3' minuto della
ripresa la Juve porta a tre le sue reti: cross di Zambrotta dalla sinistra e Miccoli
indisturbato al centro dell'area piccola di rigore insacca di testa. I bianconeri sembrano
davvero in grado di fare quello che vogliono con la derelitta Ancona. E una volta tanto
che l'Ancona ha la possibilità di segnare, Poggi solo davanti a Buffon si fa ribattere il
suo tiro ravvicinato. Subito dopo l'errore Sonetti fa uscire lo stesso Poggi e Sommese
sostituendoli con Ganz e Di Francesco. "ACCORCIANO" VIALI E GANZ - La Juve sul
3-0 molla un po' e i dorici prima sfiorano il gol con Hubner (colpo di testa e bella
parata di Buffon) e poi è Viali a segnare con un colpo di testa in mischia sugli sviluppi
di un angolo. I biancorossi attaccano e scaldano un po' i poveri tifosi anconetani che
prima invocano il ritorno in campo di Pietro Parente, poi si scagliano contro i soliti
ascolani (saltella mezzo stadio) finchè si alza alto il coro "Ancona siamo
noi". Poi le occasioni e il gol di Ganz: 3-2, ma la clamorosa rimonta non avviene.
L'urlo dorico resta strozzato in gola.
di Luca Frezzotti del Corriere Adriatico
La Moviola in tv :
Quel rigore c'era, anzi due... e poi quello stadio Del Conero
così pieno, anzi troppo!
La presenza del video in tribuna stampa aveva già dato al cronista la certezza dello
sbaglio di Pellegrino in tempo reale. Il doppio rigore su Ganz e Di Francesco c'era e
c'era nella stessa misura cioè nettamente. Ma Montero, il 'matador' della situazione, è
riuscito a farla franca ben due volte: dopo la spinta malandrina, alzando poi le braccia a
mò di innocente, a Ganz e dopo il calcione rifilato a Di Francesco. Tutte e due le
volte il difensore bianconero ha impedito che l'Ancona sfruttasse una chiara occasione da
gol. Ganz, Di Francesco o chi avrebbe tirato il penalty potevano accorciare le distanze
(al momento del misfatto si era sul 3-1 per la Juve) e dare al match un finale tutto sulla
bagarre. Una lunga battaglia dato che in quel momento mancava un quarto d'ora alla fine,
venti minuti considerando i 5' di recupero. L'errore, perché di questo s'è trattato, non
è stato commentato da Lippi che di rigori non parla mai. Diverso l'atteggiamento dei
'nazional-opinionisti' del pallone schierati dalla parte dell'Ancona nel commento di
quell'azione chiave. Nell'analisi domenicale non hanno mancato di sottolineare la doppia
svista di Pellegrino il giornalista Mediaset Bruno Longhi e l'opinionista della Rai
Giorgio Tosatti. Del resto le immagini parlano chiaro. Subito sicuro del rigore è stato
anche Nedo Sonetti che ha espresso tutta la sua amarezza per l'episodio sfavorevole. In
più dopo non aver fischiato il penalty Pellegrino ha anche sventolato il giallo diretto
non a Ganz ma a Di Francesco. Sarebbe davvero beffardo se l'avesse estratto per
simulazione: per come sono andate le cose meglio pensare ad un'ammonizione... per
proteste. Tribuna piena, forse troppo... Pioggia di inviati
sabato sera al 'Conero' per Ancona-Juve. I tanti giornalisti accreditati hanno gremito le
postazioni stampa ed hanno affollato nel dopo partita, per l'immancabile cena, l'Osteria
Strabacco. I quotidiani sportivi hanno sottolineato l'ottima partenza della Juve e la
rimonta tutto cuore di un'Ancona cresciuta nel 'borsino' della stampa. Almeno ora quella
biancorossa è una squadra che gioca con il cuore e La Gazzetta Sportiva ne esalta la
grinta "...Nedo Sonetti - scrive l'inviato Luigi Garlando - ha presentato un Ancona
finalmente orgoglioso e battagliero capace di risalire da 0-3 a 2-3 e di tentare il tiro
del pareggio allo scadere. Una buona prestazione su cui lavorare, il campionato
dell'Ancona inizia ora. Il gol di Ganz (7,5 nella pagella della 'rosea' ndr) è una scossa
che finalmente accende il cuore dell'Ancona, mai apparso così vivo come nel secondo
tempo". In pagina 3 del Corriere dello Sport, sulla seconda pagina c'è un ampio
servizio dedicato al loretano (ma cresciuto a Porto Recanati) Massimo Palanca, titolo
emblematico: "Miccoli manda in fuga la Juve" con l'occhiello in cui si parla di
successo sofferto "I bianconeri vincono soffrendo nel finale". Gran risalto al
match dal giornale torinese Tuttosport con titoloni su Miccoli "Ci pensa
Maradonino" e "Miccoli gol, la Juve scappa" con occhiello sull'Ancona
"Viali e Ganz spaventano Lippi". Nelle pagelle "Scarpi senza colpe, Carrus
ha grinta, Viali domina nel centro della difesa". Ampio risalto al match anche nei
giornali più importanti non a carattere sportivo. Il Corriere della Sera titola,
ovviamente, sulla fuga bianconera (grazie a Miccoli) ma dedica il catenaccio ad un'Ancona
che però "Si sveglia tardi con Viali e Ganz". Nel pezzo Roberto Perrone
descrive uno stadio che "...Si riempie per più di metà di tifosi bianconeri. Si
riempie troppo, comunque, tanto che la gente sta accalcata perfino sulle scalinate
protestando perché i posti assegnati sono stati già occupati da altre persone.
Situazione preoccupante: se succede qualcosa sono guai". Sulla Repubblica titolo ad
effetto "La Juve 2 è uguale alla Juve 1 Doppio Miccoli, liquidato l'Ancona"
mentre nell'occhiello viene sottolineata la rimonta dei dorici "Sul finire i
marchigiani rimontano (3-2) e reclamano un rigore. Ma i bianconeri dominano la
partita".
di Lorenzo Moroni del Resto del Carlino
La Cenerentola di Sonetti può risvegliarsi principessa.I tre
punti vanno alla Juventus, come era prevedibile. ivi tra gli applausi esce un 'Ancona
tutta cuore e grinta Un'Ancona che ha dato l'anima dall'inizio alla fine e che h anche
qualcosa da recriminare. Lo si capisce subito: l'urlo di gioia rimane strozzato in gola
quando Lombardi scavalca Buffon in uscita e la palla sembra stia per entrare in porta
Troppo bello. Troppo irreale. Ancona uno, Juventus zero Macché. La festa la guasta
l'uruguaiano Montero tirando fuori quella sfera che il popolo biancorosso aveva già visto
rotolare in porta come per magia. Del resto l'Ancona non può essersi trasformata
all'improvviso da povera Cenerentola in bellissima principessa. E infatti nessun
incantesimo rompe il maleficio di quest'Ancona così piccola al cospetto di una serie A
tanto più grande di lei. Durano meno di mezz'ora le speranze della quadra di Sonetti e di
chi, ieri sera al Conero, non è venuto solo per ammirare la Signora o per non mancare uno
dei due appuntamenti chic del sabato sera anconetano. Poi si riaccendono a pochi minuti
dalla fine grazie al due a tre di Maurizio Ganz. Troppo poco però. "Forse era meglio
non perdersi la prima delle Muse e soffrire di meno", avrà pensato qualcuno.
Certamente se lo sono chiesti quei tifosi della tribuna che hanno rischiato di vedere una
partita a metà. Per colpa di chi, nelle grandi occasioni e come era già successo a
luglio con il Trofeo Tim, non riesce a regolare l'accesso ai cancelli lasciando riempire
la tribuna fin all'inverosimile. Schermaglie a parte c è poco da gioire Per carità, alla
vigilia nessuno avrebbe scommesso un euro sulla possibilità che l'Ancona si risollevasse
proprio contro la Juventus capolista e pluriscudettata. Eppure la gara giocata dai
biancorossi non sotterra tutte le speranze di veder un'Ancona con qualche possibilità di
salvezza. Lo si capisce dalla determinazione e dall'impegno che gli uomini di Sonetti
mettono in campo fino alla fine. Lo si capisce dalle occasioni da gol create dai dorici -
merce rara ai tempi di Menichini - anche se poi sprecate malamente. Vedi Poggi nella
ripresa. Se ne ha la certezza quando Viali, dopo il tre a zero di Miccoli, regala al
pubblico la gioia di un gol biancorosso, il terzo stagionale, infilando di testa Buffon. E
se ne ha la conferma quando Ganz segna il secondo gol per i dorici, quattro minuti dalla
fine. Contro, però, ci si mette anche l'arbitro Pellegrino, che prima non aveva concesso
un rigore che sembrava sacrosanto allo stesso Ganz, e annullato un eurogol di Dario
Hubner. L'Ancona alla fine fa un figurone sfiorando più volte il raddoppio. Se questa
squadra riuscirà a mantenersi su questi livelli quando gli avversari si chiameranno
Reggina o Siena, ecc allora che qualcosa potrà cambiare. Intanto, della serata con i
campioni d'Italia, resta la quinta sconfitta e il record di spettatori al Conero e di
incasso: 23.300 quelli ufficiai Probabilmente 24.000 contando i 'portoghesi' per quasi
45mila euro di incasso. Tutto qua. Peccato. |