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Ottava partita di campionato, partita della vita? No, ma tutti si aspettavano o almeno speravano nei tre punti, soprattutto dopo la prova positiva contro la Reggina. Invece, la partita contro l'altra matricola Siena si è conclusa in parità 0 a 0. Sicuramente un'Ancona diversa in cui la cura Sonetti si fa sempre più sentire, ma purtroppo un punto non ci serve a nulla, la classifica è ancora pessima e ora non ci aspettano certo partite semplici (come d'altronde tutto il campionato).

La squadra non riesce ad essere incisiva in attacco e quindi non si segna ed è dura aspettare Gennaio, quando riaprirà il Calciomercato per apportare rinforzi nella speranza di salvarci. Occorre fare qualcosa da subito, con gli uomini a disposizione, ci auguriamo tutti che i vari Ganz, Hubner, Bruno ed ora anche il bentornato Parente, si sblocchino il prima possibile, altrimenti saranno guai.
Vediamo comunque la partita e le note positive di questa domenica biancorossa in cui il pubblico sembra essersi riappacificato con la squadra e con se stesso (visto che finalmente la curva Nord, ha ritrovato i suoi uomini). L'infermeria è sempre pienissima e la preparazione della squadra titolare non è stata assolutamente semplice, out Maini, Maltagliati, Lombardi, Russo, Anderson, Jorgensen, Di Francesco, Daino, per non contare Degano (ormai fermo da tre mesi).
Recuperati all'ultimo minuto Ganz e Hubner anche se quest'ultimo ha lasciato poi il posto a Bruno (sicuramente molto più in forma). Come accennato poi c'è stato il clamoroso ritorno di Parente, accolto con un'ovazione da tutta la tifoseria dorica, al suo ingresso in campo dopo due anni di lontananza e l'innesto di Baccin a centrocampo.
Sonetti sta facendo un ottimo lavoro in questo gruppo perché ha impresso carattere e determinazione a tutti: chiunque sia sceso in campo ha cercato di dare il massimo e speriamo che prima o poi arrivino anche i goal. Visti gli infortunati, Sonetti è stato costretto a schierare un 3-4-2-1 con Milanese,Viali e Bilica in difesa, centrocampo formato da Sommese (sempre il migliore della squadra con Carrus e Milanese), Berretta, Carrus e Baccin a centrocampo e in attacco Ganz e Bruno con arretrato Parente che spesso diventava il quinto di centro campo.
Nonostante le reti inviolate, l'Ancona ha disputato un ottima partita contro un Siena, convinto delle sue potenzialità (e i dieci punti che ha lo dimostrano) e con un organico di tutto rispetto, visto che in attacco hanno un Chiesa, un Flo e in panchina addirittura Ventola (per non parlare comunque di tutta la squadra, ben messa e forte). Le occasioni più ghiotte sono state sicuramente dell'Ancona, che parte subito su ritmi frenetici e trova in Parente e Sommese gli uomini più attivi e propositivi.
Il Siena appare tramortito e cerca di colpire in contropiede, soprattutto affidandosi a Chiesa. Al 23' Baccin fa partire dal limite una gran sventola: Generoso Rossi è attento a respingere la conclusione. Ancora i biancorossi in avanti al 34' con un violento tiro di Sommese dal vertice sinistro: il pallone esce di un nulla dal palo destro.
L'azione più pericolosa del Siena arriva al 37': Chiesa sulla destra lascia partire un delizioso pallonetto che termina fuori di poco. Nel secondo tempo Ancona subito in avanti e al 9' costruisce un'ottima occasione: Parente crossa, Sommese non calcia, ma serve Ganz che è in fuorigioco. Il Siena respira e al 15' si fa vedere con un colpo di testa di Cirillo, alto di poco sulla traversa.
Al 18' i biancorossi insistono a lungo, i bianconeri sono assediati, ma il tiro finale da lunga distanza di Baccin è preda di Rossi. Al 25' l'ultimo fuoco di Chiesa: gran botta dalla sinistra, ma Scarpi è attento e devia in angolo. Nella girandola di sostituzioni, entra Hubner per Ganz e Ventola per Chiesa. L'ex interista sarà il più attivo nel palpitante finale di gara. Ora ci aspetta l'Inter a San Siro e chissà che non succeda un miracolo????!!!
Forza ragazzi!!!!!
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ultima modifica il 04 giu 2003

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di Gianluca Oddenino della Gazzetta dello Sport

Bella partita della squadra di Sonetti che spinge e crea pericoli per 90 minuti. Alla fine un Siena poco concreto strappa il pareggio. Può uno 0-0 essere spettacolare e vivo per oltre 90 minuti? Dopo Ancona-Siena, terminata con un pareggio a reti inviolate, lo si può affermare con certezza. Le due squadre hanno dato vita a un match intenso e combattuto, chiuso senza reti solo per una mancata vena realizzativa degli uomini in campo. Però, visto il risultato finale, l'Ancona può rammaricarsi per non aver conquistato la prima vittoria in campionato: ha macinato gioco, creato azioni e pericoli, ma alla fine deve accontentarsi di un solo punto. Sonetti le ha provate tutte per ottenere i prime tre punti, i suoi ragazzi hanno dato il massimo, ma il Siena ha saputo respingere tutte le occasioni e nei minuti finali non ha saputo piazzare un clamoroso colpo da k.o. per la poca concretezza, soprattutto di Ventola. Al Del Conero i padroni di casa si presentano con mezza squadra fuori per infortunio, ma con le novità Baccin e Parente in campo dopo quasi due anni dalle loro ultime apparizioni. Il Siena invece sostituisce la coppia centrale Delli Carri-Mignani, ferma per squalifica, con Cufrè e Argilli. In più Papadopulo manda in campo il giovane Bonomi al posto di Lazetic. L'Ancona parte subito su ritmi frenetici e trova in Parente e Sommese gli uomini più attivi e propositivi. Il Siena appare tramortito e cerca di colpire in contropiede, soprattutto affidandosi a Chiesa. Al 23' Baccin fa partire dal limite una gran sventola: Generoso Rossi è attento a respingere la conclusione. Ancora i biancorossi in avanti al 34' con un violento tiro di Sommese dal vertice sinistro: il pallone esce di un nulla dal palo destro. L'azione più pericolosa del Siena arriva al 37': Chiesa sulla destra lascia partire un delizioso pallonetto che termina fuori di poco. Nel secondo tempo Ancona subito in avanti e al 9' costruisce un'ottima occasione: Parente crossa, Sommese non calcia, ma serve Ganz che è in fuorigioco. Il Siena respira e al 15' si fa vedere con un colpo di testa di Cirillo, alto di poco sulla traversa. Al 18' i biancorossi insistono a lungo, i bianconeri sono assediati, ma il tiro finale da lunga distanza di Baccin è preda di Rossi. Al 25' l'ultimo fuoco di Chiesa: gran botta dalla sinistra, ma Scarpi è attento e devia in angolo. Nella girandola di sostituzioni, entra Hubner per Ganz e Ventola per Chiesa. L'ex interista sarà il più attivo nel palpitante finale di gara. Al 41' si fa vedere per l'incredibile occasione davanti a Scarpi sciupata con un tiro debolissimo a lato, al 44' con un sinistro senza velleità e soprattutto al 47' con un colpo di testa che esce di poco. Ancona-Siena finisce così, con gli ospiti vicini alla beffa finale e i padroni di casa applauditi dal pubblico per l'impegno profuso per tutto il bel match.


Guido Montanari del Corriere Adriatico

Bella Ancona ma non basta. La tanto attesa vittoria non arriva neanche stavolta. Una bella Ancona, ma non basta per tirare la testa fuori dalle sabbie mobili: alla fine dei 90 minuti col Siena resta il grande rammarico per quell'urlo strozzato in gola, per quel gol più volte sfiorato, per una vittoria che sarebbe stata anche meritata ma che, ancora una volta, non è arrivata. Dopo 8 giornate tre punti e nessun exploit. E domenica si va a Milano con l'Inter.
BISOGNAVA VINCERE - Quella di ieri era una partita da vincere, inutile girarci intorno ma neanche la miglior Ancona della stagione ce l'ha fatta. E dire che le occasioni non sono mancate e dire che la difesa dà segnali di stabilità. Resta l'attacco che non graffia però e non è un caso che alcune delle chances migliori per passare, siano arrivate dai piedi dei centrocampisti. Un tema delicato quello dell'attacco sterile (appena 4 gol in 8 partite) ma sotto gli occhi di tutti. Il patron Pieroni ha assicurato che, se necessario, al mercato di gennaio interverrà, ma poi ci sarà il tempo per recuperare o sarà troppo tardi? Interrogativo legittimo, anche se molto dipenderà da quello che la squadra riuscirà a combinare da qui a Natale. Il distacco per adesso non è incolmabile, ma le partite come quella di ieri vanno vinte...
LE NOTE POSITIVE - Intendiamoci, rispetto alla squadra di Menichini, l'Ancona di Sonetti è di un altro pianeta. I dorici hanno pressato, hanno lottato, hanno messo spesso alla corde il roccioso Siena (che ha subìto solo 7 reti nelle prime 8 gare e per una neopromossa è quasi record). Insomma il mister ha trasmesso la sua grinta alla squadra ed anche una maggiore convinzione. Pure il recupero del redivivo Parente (buona la sua prova) va messo nel cassetto delle cose buone, e lo stesso dicasi per le prestazioni davvero maiuscole di Milanese, Carrus e Sommese. Nel primo tempo il Siena non si è fatto quasi mai vedere dalle parti di Scarpi fatta eccezione per un pallonetto tentato dal sempre vivace Chiesa. Diverse invece le occasioni-gol per i dorici: prima Baccin e Sommese dalla distanza, poi una girata di Bruno e infine Ganz che, in tuffo di testa, non arriva sul pallone per qualche... millimetro. Anche nella ripresa la musica non è cambiata con i toscani impegnati più che altro a non prenderle e che solo raramente in contropiede si sono fatti vivi. Nei minuti conclusivi quando i dorici erano ormai stremati e un po' rassegnati per gli sforzi (inutili) profusi fino a quel momento, il Siena ha sfiorato il vantaggio in due occasioni con Ventola ma... sarebbe stata un'autentica beffa.
LE NOTE NEGATIVE - Innanzitutto il fatto di non essere riusciti a vincere una partita a lungo dominata. Tre punti avrebbero dato uno scossone alla squadra ed anche all'ambiente che ieri, forse per la prima volta dall'inizio del campionato, sembrava davvero credere nella vittoria e in una rimonta dei dorici verso posizioni di classifica più confortanti. Perchè la vittoria non è arrivata? Cosa è mancato alla squadra per ottenerla? Non si può parlare di sfortuna nè di errori arbitrali, e allora bisogna affondare il coltello in una piaga già aperta: la sterilità dell'attacco. E' mancato anche ieri il guizzo decisivo: e dire che Sonetti le ha provate tutte facendo ruotare quattro attaccanti ma Bruno, Ganz, Hubner e Pandev non sono mai riusciti ad essere decisivi. Ci sono state delle mischie da paura in area di rigore del Siena verso la fine del match, ma, batti e ribatti, guarda caso erano sempre i difensori ospiti ad uscire vincitori magari grazie a quel "quid" di grinta e di cattiveria agonistica in più rispetto alle punte biancorosse.
GRANDE RAMMARICO - Alla fine la squadra, consapevole di aver dato tutto si è soffermata a salutare i tifosi in mezzo al campo, ma a parte i supporter più caldi della curva che cantavano "siamo sempre con voi" tutto il resto della stadio sfollava via tra le prime ombre della sera. La squadra stavolta una applauso l'avrebbe meritato, ma la gente che ha sostenuto in maniera esemplare la squadra per tutta la partita, voleva fortemente una vittoria alla quale aggrapparsi per continuare a sperare concretamente nella salvezza. Ci resta negli occhi l'immagine di un'incompiuta, di una squadra stavolta brillante ma che alla fine è riuscita a portare a casa solo un pareggino. Un punto che muove la classifica ma che non consente all'Ancona di fare il salto da tutti sperato. Purtroppo è un'occasione persa.


di Mimmo Cugini del Messaggero

Biancorossi determinati, ma con i soliti problemi in prima linea e alla fine i toscani sfiorano anche il colpaccio con un paio di occasioni divorate da Ventola. L’Ancona senza gol. Con il Siena la migliore gara della stagione, ma la vittoria non arriva. ANCONA - Non basta la più bella Ancona di questa stagione per ottenere la prima vittoria. Otto giornate senza successi e domenica si va a San Siro contro l’Inter. Eppure il pomeriggio al Del Conero non è da buttare e il popolo biancorosso si diverte persino: applaude convinto alla fine di un primo tempo che l’Ancona meriterebbe di chiudere in vantaggio, ma anche alla fine nonostante lo spavento per le due occasioni divorate da Ventola, fa capire che è contenta della prova della sua squadra. Sonetti raccoglie il secondo punto della sua avventura, lascia l’ultimo posto in classifica e fa vedere che in un mese è riuscito a dare un’anima a una squadra che sembrava morta e sepolta. Purtroppo non arriva la vittoria che sarebbe stata importantissima e avrebbe proiettato i dorici a quota 5, al fianco di Bologna e Perugia, entrambe sconfitte. Ma per vincere bisogna fare gol e questa Ancona per il momento ha attaccanti che non graffiano. Ieri Sonetti ne ha provati quattro, tutti con lo stesso identico risultato. Gli unici ad essere pericolosi sono stati i centrocampisti, con i tentativi da fuori. In compenso per la seconda partita consecutiva l’Ancona non subisce gol e questo è un dato molto importante, anche se nel finale, quando le squadre si erano allungate è stato concesso un po’ troppo agli avanti del Siena, ma per fortuna Taddei, Chiesa e Ventola erano in giornata-no e Flo si dedica quasi esclusivamente a fare da torre, non cercando quasi mai la conclusione. Sul piano tattico Sonetti ha vinto alla grande la partita, chiudendo le fascie con Baccin che ha giocato una grande partita sul brasiliano Taddei e Berretta, bravo a sdoppiarsi nella fase difensiva e in quella offensiva. IN mezzo Carrus ha distribuito palloni con la solita sapienza e Sommese, nel ruolo di interno sinistro ha cercato quegli inserimenti che gli chiede il tecnico senza riuscire per altro ad avvicinarsi alla porta di Rossi. In avanti però l'Ancona ha dato l’impressione di un cane che abbaia ma non morde. Bruno è apprezzabile per il movimento e la fisicità del suo gioco, ma in fase conclusiva ha fallito due occasioni favorevoli che a questi livelli sono imperdonabili. Meno ancora ha fatto Ganz da cui tutti si aspettavano una grande prova dopo la bella prestazione contro la Juve. Il bomber di Tolmezzo è stato sistematicamente anticipato, eppure di palloni in area stavolta ne sono arrivati parecchi, anche per merito di un Pietro Parente osannato dal pubblico della curva nord e comunque vivace anche se ancora con una condizione limitata (non ha più di un’ora di autonomia nelle gambe). Si è capito subito che il Siena era sceso ad Ancona solo per non prenderle, almeno nell’atteggiamento iniziale. Chiesa giochicchiava molto lontano dall’area di rigore e Taddei perdeva tutti i duelli con Baccin. Proprio in quella zona l’Ancona riusciva a essere pericolosa, guadagnando il fondo campo spesso e volentieri anche se non sempre gli assist erano precisi. Ma il movimento delle punte è decisamente poco e la palla gol più clamorosa confezionata da Parente con un assist per Bruno, veniva sprecato dall’attaccante con un tiro di sinistro mole che Rossi bloccava senza problemi. A inizio ripresa l’Ancona calava un po’, concedendo qualche metro di campo al Siena. Sonetti inseriva Hubner al posto di Parente e poi Perovic e Pandev mentre Papadopulo richiamava lo spento Taddei puntando su Lazetic e Ventola subentrava a Chiesa. Nessuna delle due squadre traeva benefici dalle sostituzioni: l’Ancona perchè Hubner non entrava mai in partita e il Siena perchè Ventola si mangiava due gol a pochi passi da Scarpi (diagonale di esterno destro fuori e colpo di testa alto). Così alla squadra di Sonetti non restava altro che gettare il cuore oltre all’ostacolo, davanti a Rossi si accendevano mischie furibonde, ma i rimpalli premiavano sempre i difensori bianconeri. Peccato. La vittoria sembrava ormai matura, ma le difficoltà in prima linea sono innegabili. In attesa del mercato di gennaio dove Pieroni dovrò acquistare almeno un paio di attaccanti, Sonetti dovrà inventarsi qualcosa per arrivare al gol. Altrimenti la vittoria resta un’utopia.


di Ferdinando Vicini del Messaggero

Il tecnico è deluso solo per la mancata vittoria: «Volevo i tre punti e ci ho provato in tutti i modi. Peccato» Sonetti: «Sulla strada giusta» «Dobbiamo essere più precisi in zona-gol, ma questa Ancona mi piace». ANCONA - Le ha provate tutte per arrivare a quel gol che avrebbe significato la prima vittoria della stagione. Ha spinto i suoi all'attacco sino all'ultimo istante, anche a costo di rischiare di perderla questa partita. Nedo Sonetti lo aveva annunciato a chiare note, dalla gara con il Siena voleva i tre punti che invece non sono arrivati. La sua delusione nel dopo partita è piuttosto evidente, parzialmente attenuata soltanto dalla prestazione della sua Ancona. L'allenatore biancorosso lo dice subito, la squadra lo ha soddisfatto pur avendo mancato il colpo vincente. «Mi aspettavo la prima vittoria, è vero, e non è arrivata. Però usciamo da questa partita confortati dalla prova della squadra che ha confermato di aver imboccato la strada giusta. Abbiamo disputato un'ottima gara, siamo riusciti anche a mettere in mostra sprazzi di bel gioco». Rimane l'amarezza per un risultato che non è stato quello che serviva all'Ancona in questo momento. Un'occasione persa? «Lo è perché non abbiamo vinto, ma sino ad un certo punto visto come ci siamo espressi. Soprattutto nel primo tempo ho visto davvero un'ottima Ancona. Nella ripresa la fatica si è fatta sentire, dopo il gran correre della prima frazione e abbiamo un po' perso le giuste distanze. E' positivo che sono due partite che non subiamo gol». Che cosa è mancato all'Ancona per centrare questo successo tanto atteso? «Una maggiore precisione negli ultimi venti metri. Dobbiamo imparare a rifinire meglio le nostre azioni d'attacco, però siamo anche andati vicini al gol. Rossi è stato molto bravo in talune circostanze». Le difficoltà in zona gol rischiano di compromettere il tentativo di rimonta dell'Ancona. Come pensa di risolvere questo problema? «Nelle prossime partite dobbiamo riuscire assolutamente a segnare, è chiaro. Oggi i nostri attaccanti non sono riusciti a trovare la rete, però abbiamo uomini che hanno una lunga milizia in serie A per cui sono fiducioso che continuando a lavorare bene ci riusciranno presto». Contro il Siena li ha impiegati quasi tutti, fra primo e secondo tempo. Come li ha visti dal punto di vista individuale? «Ho provato a metterli tutti nella mischia, Bruno ci serviva per la sua potenza e perciò l'ho lasciato in campo quasi sino al termine. Con Pandev e Hubner eravamo un po' leggeri davanti; Dario ha avuto dei problemi fisici, sta migliorando. Le punte sono "animali strani", vivono sull'istinto e sull'intuito del momento. Purtroppo non sono riusciti a trovare l'attimo propizio». C'è stato il rilancio di Parente e dello stesso Baccin, due che non giocavano da lungo tempo. «Baccin è andato molto bene, ha dimostrato di avere gambe e voglia. E' stato autore anche di un paio di belle conclusioni, una in particolare meritevole di maggior fortuna. A volte si vince anche per un episodio favorevole che non abbiamo avuto. Parente è un talentuoso, non giocava da una vita ma l'ho visto bene in allenamento e ho deciso di farlo giocare; è calato nella ripresa, ma è normale». A centrocampo l'Ancona ha trovato un buon assetto, con Berretta spesso anche a sostegno della difesa. «Berretta doveva rimanere dietro quando spingevamo sulla sinistra, ha svolto bene il suo compito. Bravi Sommese e Carrus che sono stati capaci di contrastare efficacemente i centrocampisti avversari e di far ripartire sempre l' azione. Di loro sono molto contento». La classifica rimane preoccupante? «Si, ma sino a quota dieci tutto il gruppone è coinvolto nella lotta per la salvezza».


di Stefano Torreggiani del Corriere Adriatico

Tante "stecche" in coda, esulta il Lecce. Novità: i biancorossi non sono più ultimi Ultimo l'Empoli. Penultima l'Ancona: questa la novità dopo il secondo risultato ad occhiali consecutivo dei biancorossi per una posizione che però - sincerità per sincerità - non permette di respirare a pieni polmoni, anzi. Ancora affanno, ancora strada in salita per i boys di Sonetti anche se - aspetto confortante - lo 0-0 contro il Siena permette di guadagnare una lunghezza nei confronti del Brescia (che cade in casa dopo una serie incredibile di emozioni con il Parma), nei confronti del Bologna (che cade in casa contro la Sampdoria) e del Perugia (che capitola sul campo del sempre più sorprendente Modena) e di - appunto - lasciare dietro l'Empoli che esce battuto anche da Lecce. E proprio con i giallorossi che si apre l'altro dossier - quello meno piacevole - di un'Ancona che adesso è a tre punti dalla formazione di quel Delio Rossi che ieri si giocava tanto. Ma il Lecce ha un certo Chevanton: due gol, un palo e tante altre cose per una classifica adesso decisamente più accettabile. Zona a rischio in via di definizione con la Reggina (niente da fare a Roma, 0-2 contro l'undici di Totti) che resta un gradino sopra, sorpassata però dalla Sampdoria che espugna Bologna mentre Udinese e Chievo restano ferme a quota 11. Lassù in alto, Milan e Juventus proseguono a braccetto in una giornata però in cui vincono sia la Roma che il Parma, sia la Lazio e anche l'Inter. E - non meravigliatevi - pure il Modena: tredici punti gli emiliani, tanto di cappello.


di Mario Cori del Resto del Carlino

Il tecnico è riuscito in poche settimane di lavoro a rimodellare la squadra che ora combatte e prende ai fianchi l'avversario. I tifosi biancorossi ritrovano la speranza di non finire stritolati. Ancona - Il cuore non basta, i denti e le unghie nemmeno. Sotto gli occhi di Arrigo Sacchi (perché non parla?) l'Ancona proprio non ce la fa a vincere la prima partita in serie A, ma stavolta ci va molto vicino. Graffia il Siena, lo ferisce più volte, ma non riesce ad assestare il colpo di grazia. Colpa di un attacco non decisamente fulminante e di una resistenza toscana non di solo contenimento. Alla fine potrebbe essere proprio la squadra di Papadopulo a far festa se solo Ventola aggiustasse la mira. Niente da fare per l'Ancona, ma è un vero peccato perché avrebbe meritato. I difetti sono ancora molto evidenti, ma ancor più solari sono i progressi fatti registrare con la cura Sonetti. Adesso, con tutti limiti di caratura che non possono essere cancellati, almeno è una squadra che combatte, che prende ai fianchi l'avversario, che lo costringe a stare quasi sempre in trincea. Prima no, prima era una squadra votata alla sconfitta prima di scendere in campo. Prendete l'avvio di partita... E' fulminante per l'Ancona, trascinata da un Pietro Parente messo in naftalina da Spalletti quasi due anni fa e "riesumato" solo ora. In dieci minuti sembra poter far crollare da solo il muro senese. Un paio di scatti, due dribblings da far paura, una veronica che lascia a bocca aperta. Balla il Siena ma, per sua fortuna, Ganz e Bruno non mordono. La sventola che impegna Rossi (22') è di Baccin, dalla media distanza. E' l'unica vera palla gol dorica nel primo tempo, nonostante tanto affanno e slancio encomiabile. Parente piano piano si spegne, ma logica comanda. Forse era una carta da giocare nel secondo tempo, no Sonetti? Ed è anche da "interrogazione" lo schieramento tattico biancorosso. Ammirevole nello slancio, da far battere forte il cuore per impegno ma anche difficile da interpretare. Che ci fa Sommese sulla trequarti di sinistra? Solo perché a destra c'è Parente? Bah... E difatti Sommese fa una cosa buona ed un'altra no... Peccato, perché è un po' l'uomo squadra in questo momento dell'Ancona, nel senso che veste i panni del guastatore che può ribaltare la gara con le sue impennate. Sonetti ne aggiunge un altro di fantasista (Parente, appunto) sulla destra e gli scompensi sono troppi come equilibri tattici. Anche perché il Siena ci mette un attimo, o meglio tre passaggi per ritrovarsi sotto porta di Scarpi. Ma per fortuna Chiesa non c'è, Ho pesta le zolle e basta. E' un Siena alla Papadopulo vecchia maniera. Aspetta e spera. Stavolta agguanta solo un punto, ma quanto mai prezioso. Tutto sommato piace l'Ancona new deal. La gente se ne va amareggiata ma con il cuore gonfio di speranza. Ora una specie di squadra c'è. Ora quantomeno può tentare davvero di vincerle le partite. Magari se ci riuscisse prima della inevitabile rivoluzione di gennaio promessa da Pieroni, sarebbe anche meglio.


di Andrea Bruniera

Attaccanti imprecisi e anche sfortunati. E' stata una partita dagli stati d'animo contrapposti, quella tra Ancona e Siena. I toscani sono apparsi piuttosto tranquilli, in virtù di una classifica che indubbiamente li favorisce. L'Ancona, invece, era alla ricerca di un successo indispensabile, che però non è arrivato. Le responsabilità vanno attribuite ad un reparto offensivo che ce l'ha messa tutta, ma non è riuscito ancora una volta a segnare, un po' per imprecisione, un pò per cattiva sorte. Nel primo tempo ho assistito ad una buona Ancona, aggressiva, determinata, scesa in campo con il giusto spirito battagliero. E' mancato qualcosa in fase di finalizzazione ed è questo l'aspetto più evidente dell'Ancona di inizio campionato. E' un peccato, perché per il resto i dorici possiedono molte buone basi per salvarsi. L'organizzazione del gioco c'è, lo spirito con cui affrontare un campionato da matricola pure. D'altro canto, i miglioramenti rispetto alle prime partite si sono visti: Sonetti è riuscito ad imprimere la sua mentalità alla squadra, che ora sembra più un gruppo, più veloce e aggressiva. Il Siena non mi è sembrato così eccelso come i giornali hanno messo in risalto in tutte queste settimane. Evidentemente, l'Ancona è stata brava a chiudere il gioco della squadra di Papadopulo. Un motivo in più per credere nella salvezza: il campionato dell'Ancona non è affatto finito, come si poteva pensare fino a un paio di settimane fa. Sonetti ha voluto lanciare dal primo minuto Parente e Baccin, e ha fatto bene: i due hanno fatto buone cose, anche se era impensabile aspettarsi una rivoluzione totale col loro ingresso in campo. La fantasia di Parente può tornare utile nelle prossime gare, magari potrà risolvere la sterilità offensiva dei biancorossi. Ma con un atteggiamento del genere credo che l'Ancona troverà presto la via del successo. Ora c'è l'Inter, una gara in cui c'è tutto da guadagnare e nulla da perdere. L'importante è non scendere remissivi a San Siro. Chissà che per l'Ancona non arrivi una bella sorpresa...


di Matteo Massi

Pietro Parente non cambia Sempre genio e sregolatezza. La sua ultima volta in biancorosso un anno e mezzo fa. Era il 10 febbraio del 2002 ed al Conero l'Ancona pareggiò con il Messina. Finì 1-1, gol rocambolesco di Ambrosi e pareggio di Godeas. Pietro Parente chiuse in anticipo quella stagione con la maglia dell'Ancona. Dopo un battibecco con Spalletti fu messo fuori rosa dall' attuale allenatore dell'Udinese. Giocò qualche partita con la Primavera, prima di essere girato in prestito al Taranto. Anche in Puglia però, le cose non andarono meglio per lui. Una manciata di presenze e la promozione in B sfumata all'ultima curva nella finalissima play off contro il Catania. Quindi il ritorno ad Ancona. Con la società biancorossa ha un contratto fino al 2006. Parente è stato per un anno e mezzo fuori rosa fino al ritiro di Norcia agli inizi di ottobre, quando Sonetti ha deciso di convocarlo. Ieri ha rimesso piede al Conero. Il pubblico l'ha accolto bene, non l'ha dimenticato. Soprattutto non ha dimenticato i suoi quindici gol, spesso e volentieri pesanti, nella sua prima stagione in biancorosso, che fecero guadagnare all'Ancona con largo anticipo la permanenza in serie B. Ieri Sonetti gli ha chiesto di fare l'esterno destro. Lui ci ha dato dentro nei primi venti minuti. Ha provato a rendersi pericoloso nel suo settore di competenza. Poi ha iniziato ad avere il fiato grosso, come è naturale che sia per uno che è stato lontano dai campi da calcio per oltre un anno e mezzo. Fino alla sostituzione. Sonetti l'ha richiamato in panchina e l'ha avvicendato con Perovic. Lui si è beccato ancora gli applausi del pubblico ed ha imboccato la via degli spogliatoi. Gli è stata data una chanche per rientrare nel giro, nel calcio che conta. Spetterà a lui sfruttarla a dovere. Come giocatore non si discute. Qualità tecniche ne ha. L'hanno riconosciuto praticamente tutti. Per qualche eccesso in campo e per quel carattere spigoloso ha perso treni importanti. E' ritornato in A ora, a trentadue anni e può aiutare l'Ancona a restarci. Dipende tutto da lui.

 

  La partita raccontata in dialetto anconetano.
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