| di
Gianluca Oddenino della Gazzetta dello Sport Bella
partita della squadra di Sonetti che spinge e crea pericoli per 90 minuti. Alla fine un
Siena poco concreto strappa il pareggio. Può uno 0-0 essere spettacolare
e vivo per oltre 90 minuti? Dopo Ancona-Siena, terminata con un pareggio a reti inviolate,
lo si può affermare con certezza. Le due squadre hanno dato vita a un match intenso e
combattuto, chiuso senza reti solo per una mancata vena realizzativa degli uomini in
campo. Però, visto il risultato finale, l'Ancona può rammaricarsi per non aver
conquistato la prima vittoria in campionato: ha macinato gioco, creato azioni e pericoli,
ma alla fine deve accontentarsi di un solo punto. Sonetti le ha provate tutte per ottenere
i prime tre punti, i suoi ragazzi hanno dato il massimo, ma il Siena ha saputo respingere
tutte le occasioni e nei minuti finali non ha saputo piazzare un clamoroso colpo da k.o.
per la poca concretezza, soprattutto di Ventola. Al Del Conero i padroni di casa si
presentano con mezza squadra fuori per infortunio, ma con le novità Baccin e Parente in
campo dopo quasi due anni dalle loro ultime apparizioni. Il Siena invece sostituisce la
coppia centrale Delli Carri-Mignani, ferma per squalifica, con Cufrè e Argilli. In più
Papadopulo manda in campo il giovane Bonomi al posto di Lazetic. L'Ancona parte subito su
ritmi frenetici e trova in Parente e Sommese gli uomini più attivi e propositivi. Il
Siena appare tramortito e cerca di colpire in contropiede, soprattutto affidandosi a
Chiesa. Al 23' Baccin fa partire dal limite una gran sventola: Generoso Rossi è attento a
respingere la conclusione. Ancora i biancorossi in avanti al 34' con un violento tiro di
Sommese dal vertice sinistro: il pallone esce di un nulla dal palo destro. L'azione più
pericolosa del Siena arriva al 37': Chiesa sulla destra lascia partire un delizioso
pallonetto che termina fuori di poco. Nel secondo tempo Ancona subito in avanti e al 9'
costruisce un'ottima occasione: Parente crossa, Sommese non calcia, ma serve Ganz che è
in fuorigioco. Il Siena respira e al 15' si fa vedere con un colpo di testa di Cirillo,
alto di poco sulla traversa. Al 18' i biancorossi insistono a lungo, i bianconeri sono
assediati, ma il tiro finale da lunga distanza di Baccin è preda di Rossi. Al 25'
l'ultimo fuoco di Chiesa: gran botta dalla sinistra, ma Scarpi è attento e devia in
angolo. Nella girandola di sostituzioni, entra Hubner per Ganz e Ventola per Chiesa. L'ex
interista sarà il più attivo nel palpitante finale di gara. Al 41' si fa vedere per
l'incredibile occasione davanti a Scarpi sciupata con un tiro debolissimo a lato, al 44'
con un sinistro senza velleità e soprattutto al 47' con un colpo di testa che esce di
poco. Ancona-Siena finisce così, con gli ospiti vicini alla beffa finale e i padroni di
casa applauditi dal pubblico per l'impegno profuso per tutto il bel match.
Guido Montanari del Corriere Adriatico
Bella Ancona ma non basta . La tanto attesa vittoria non arriva neanche stavolta. Una
bella Ancona, ma non basta per tirare la testa fuori dalle sabbie mobili: alla fine dei 90
minuti col Siena resta il grande rammarico per quell'urlo strozzato in gola, per quel gol
più volte sfiorato, per una vittoria che sarebbe stata anche meritata ma che, ancora una
volta, non è arrivata. Dopo 8 giornate tre punti e nessun exploit. E domenica si va a
Milano con l'Inter.
BISOGNAVA VINCERE - Quella di ieri era una
partita da vincere, inutile girarci intorno ma neanche la miglior Ancona della stagione ce
l'ha fatta. E dire che le occasioni non sono mancate e dire che la difesa dà segnali di
stabilità. Resta l'attacco che non graffia però e non è un caso che alcune delle
chances migliori per passare, siano arrivate dai piedi dei centrocampisti. Un tema
delicato quello dell'attacco sterile (appena 4 gol in 8 partite) ma sotto gli occhi di
tutti. Il patron Pieroni ha assicurato che, se necessario, al mercato di gennaio
interverrà, ma poi ci sarà il tempo per recuperare o sarà troppo tardi? Interrogativo
legittimo, anche se molto dipenderà da quello che la squadra riuscirà a combinare da qui
a Natale. Il distacco per adesso non è incolmabile, ma le partite come quella di ieri
vanno vinte...
LE NOTE POSITIVE - Intendiamoci, rispetto
alla squadra di Menichini, l'Ancona di Sonetti è di un altro pianeta. I dorici hanno
pressato, hanno lottato, hanno messo spesso alla corde il roccioso Siena (che ha subìto
solo 7 reti nelle prime 8 gare e per una neopromossa è quasi record). Insomma il mister
ha trasmesso la sua grinta alla squadra ed anche una maggiore convinzione. Pure il
recupero del redivivo Parente (buona la sua prova) va messo nel cassetto delle cose buone,
e lo stesso dicasi per le prestazioni davvero maiuscole di Milanese, Carrus e Sommese. Nel
primo tempo il Siena non si è fatto quasi mai vedere dalle parti di Scarpi fatta
eccezione per un pallonetto tentato dal sempre vivace Chiesa. Diverse invece le
occasioni-gol per i dorici: prima Baccin e Sommese dalla distanza, poi una girata di Bruno
e infine Ganz che, in tuffo di testa, non arriva sul pallone per qualche... millimetro.
Anche nella ripresa la musica non è cambiata con i toscani impegnati più che altro a non
prenderle e che solo raramente in contropiede si sono fatti vivi. Nei minuti conclusivi
quando i dorici erano ormai stremati e un po' rassegnati per gli sforzi (inutili) profusi
fino a quel momento, il Siena ha sfiorato il vantaggio in due occasioni con Ventola ma...
sarebbe stata un'autentica beffa.
LE NOTE NEGATIVE - Innanzitutto il fatto di
non essere riusciti a vincere una partita a lungo dominata. Tre punti avrebbero dato uno
scossone alla squadra ed anche all'ambiente che ieri, forse per la prima volta dall'inizio
del campionato, sembrava davvero credere nella vittoria e in una rimonta dei dorici verso
posizioni di classifica più confortanti. Perchè la vittoria non è arrivata? Cosa è
mancato alla squadra per ottenerla? Non si può parlare di sfortuna nè di errori
arbitrali, e allora bisogna affondare il coltello in una piaga già aperta: la sterilità
dell'attacco. E' mancato anche ieri il guizzo decisivo: e dire che Sonetti le ha provate
tutte facendo ruotare quattro attaccanti ma Bruno, Ganz, Hubner e Pandev non sono mai
riusciti ad essere decisivi. Ci sono state delle mischie da paura in area di rigore del
Siena verso la fine del match, ma, batti e ribatti, guarda caso erano sempre i difensori
ospiti ad uscire vincitori magari grazie a quel "quid" di grinta e di cattiveria
agonistica in più rispetto alle punte biancorosse.
GRANDE RAMMARICO - Alla fine la squadra,
consapevole di aver dato tutto si è soffermata a salutare i tifosi in mezzo al campo, ma
a parte i supporter più caldi della curva che cantavano "siamo sempre con voi"
tutto il resto della stadio sfollava via tra le prime ombre della sera. La squadra
stavolta una applauso l'avrebbe meritato, ma la gente che ha sostenuto in maniera
esemplare la squadra per tutta la partita, voleva fortemente una vittoria alla quale
aggrapparsi per continuare a sperare concretamente nella salvezza. Ci resta negli occhi
l'immagine di un'incompiuta, di una squadra stavolta brillante ma che alla fine è
riuscita a portare a casa solo un pareggino. Un punto che muove la classifica ma che non
consente all'Ancona di fare il salto da tutti sperato. Purtroppo è un'occasione persa.
di Mimmo Cugini del Messaggero
Biancorossi determinati, ma con i soliti problemi in
prima linea e alla fine i toscani sfiorano anche il colpaccio con un paio di occasioni
divorate da Ventola. LAncona senza gol. Con il Siena la migliore gara della
stagione, ma la vittoria non arriva. ANCONA - Non basta la più bella
Ancona di questa stagione per ottenere la prima vittoria. Otto giornate senza successi e
domenica si va a San Siro contro lInter. Eppure il pomeriggio al Del Conero non è
da buttare e il popolo biancorosso si diverte persino: applaude convinto alla fine di un
primo tempo che lAncona meriterebbe di chiudere in vantaggio, ma anche alla fine
nonostante lo spavento per le due occasioni divorate da Ventola, fa capire che è contenta
della prova della sua squadra. Sonetti raccoglie il secondo punto della sua avventura,
lascia lultimo posto in classifica e fa vedere che in un mese è riuscito a dare
unanima a una squadra che sembrava morta e sepolta. Purtroppo non arriva la vittoria
che sarebbe stata importantissima e avrebbe proiettato i dorici a quota 5, al fianco di
Bologna e Perugia, entrambe sconfitte. Ma per vincere bisogna fare gol e questa Ancona per
il momento ha attaccanti che non graffiano. Ieri Sonetti ne ha provati quattro, tutti con
lo stesso identico risultato. Gli unici ad essere pericolosi sono stati i centrocampisti,
con i tentativi da fuori. In compenso per la seconda partita consecutiva lAncona non
subisce gol e questo è un dato molto importante, anche se nel finale, quando le squadre
si erano allungate è stato concesso un po troppo agli avanti del Siena, ma per
fortuna Taddei, Chiesa e Ventola erano in giornata-no e Flo si dedica quasi esclusivamente
a fare da torre, non cercando quasi mai la conclusione. Sul piano tattico Sonetti ha vinto
alla grande la partita, chiudendo le fascie con Baccin che ha giocato una grande partita
sul brasiliano Taddei e Berretta, bravo a sdoppiarsi nella fase difensiva e in quella
offensiva. IN mezzo Carrus ha distribuito palloni con la solita sapienza e Sommese, nel
ruolo di interno sinistro ha cercato quegli inserimenti che gli chiede il tecnico senza
riuscire per altro ad avvicinarsi alla porta di Rossi. In avanti però l'Ancona ha dato
limpressione di un cane che abbaia ma non morde. Bruno è apprezzabile per il
movimento e la fisicità del suo gioco, ma in fase conclusiva ha fallito due occasioni
favorevoli che a questi livelli sono imperdonabili. Meno ancora ha fatto Ganz da cui tutti
si aspettavano una grande prova dopo la bella prestazione contro la Juve. Il bomber di
Tolmezzo è stato sistematicamente anticipato, eppure di palloni in area stavolta ne sono
arrivati parecchi, anche per merito di un Pietro Parente osannato dal pubblico della curva
nord e comunque vivace anche se ancora con una condizione limitata (non ha più di
unora di autonomia nelle gambe). Si è capito subito che il Siena era sceso ad
Ancona solo per non prenderle, almeno nellatteggiamento iniziale. Chiesa
giochicchiava molto lontano dallarea di rigore e Taddei perdeva tutti i duelli con
Baccin. Proprio in quella zona lAncona riusciva a essere pericolosa, guadagnando il
fondo campo spesso e volentieri anche se non sempre gli assist erano precisi. Ma il
movimento delle punte è decisamente poco e la palla gol più clamorosa confezionata da
Parente con un assist per Bruno, veniva sprecato dallattaccante con un tiro di
sinistro mole che Rossi bloccava senza problemi. A inizio ripresa lAncona calava un
po, concedendo qualche metro di campo al Siena. Sonetti inseriva Hubner al posto di
Parente e poi Perovic e Pandev mentre Papadopulo richiamava lo spento Taddei puntando su
Lazetic e Ventola subentrava a Chiesa. Nessuna delle due squadre traeva benefici dalle
sostituzioni: lAncona perchè Hubner non entrava mai in partita e il Siena perchè
Ventola si mangiava due gol a pochi passi da Scarpi (diagonale di esterno destro fuori e
colpo di testa alto). Così alla squadra di Sonetti non restava altro che gettare il cuore
oltre allostacolo, davanti a Rossi si accendevano mischie furibonde, ma i rimpalli
premiavano sempre i difensori bianconeri. Peccato. La vittoria sembrava ormai matura, ma
le difficoltà in prima linea sono innegabili. In attesa del mercato di gennaio dove
Pieroni dovrò acquistare almeno un paio di attaccanti, Sonetti dovrà inventarsi qualcosa
per arrivare al gol. Altrimenti la vittoria resta unutopia.
di Ferdinando Vicini del Messaggero
Il tecnico è deluso solo per la mancata vittoria:
«Volevo i tre punti e ci ho provato in tutti i modi. Peccato» Sonetti: «Sulla strada
giusta» «Dobbiamo essere più precisi in zona-gol, ma questa Ancona mi piace». ANCONA
- Le ha provate tutte per arrivare a quel gol che avrebbe significato la prima vittoria
della stagione. Ha spinto i suoi all'attacco sino all'ultimo istante, anche a costo di
rischiare di perderla questa partita. Nedo Sonetti lo aveva annunciato a chiare note,
dalla gara con il Siena voleva i tre punti che invece non sono arrivati. La sua delusione
nel dopo partita è piuttosto evidente, parzialmente attenuata soltanto dalla prestazione
della sua Ancona. L'allenatore biancorosso lo dice subito, la squadra lo ha soddisfatto
pur avendo mancato il colpo vincente. «Mi aspettavo la prima vittoria, è vero, e non è
arrivata. Però usciamo da questa partita confortati dalla prova della squadra che ha
confermato di aver imboccato la strada giusta. Abbiamo disputato un'ottima gara, siamo
riusciti anche a mettere in mostra sprazzi di bel gioco». Rimane l'amarezza per un
risultato che non è stato quello che serviva all'Ancona in questo momento. Un'occasione
persa? «Lo è perché non abbiamo vinto, ma sino ad un certo punto visto come ci siamo
espressi. Soprattutto nel primo tempo ho visto davvero un'ottima Ancona. Nella ripresa la
fatica si è fatta sentire, dopo il gran correre della prima frazione e abbiamo un po'
perso le giuste distanze. E' positivo che sono due partite che non subiamo gol». Che cosa
è mancato all'Ancona per centrare questo successo tanto atteso? «Una maggiore precisione
negli ultimi venti metri. Dobbiamo imparare a rifinire meglio le nostre azioni d'attacco,
però siamo anche andati vicini al gol. Rossi è stato molto bravo in talune
circostanze». Le difficoltà in zona gol rischiano di compromettere il tentativo di
rimonta dell'Ancona. Come pensa di risolvere questo problema? «Nelle prossime partite
dobbiamo riuscire assolutamente a segnare, è chiaro. Oggi i nostri attaccanti non sono
riusciti a trovare la rete, però abbiamo uomini che hanno una lunga milizia in serie A
per cui sono fiducioso che continuando a lavorare bene ci riusciranno presto». Contro il
Siena li ha impiegati quasi tutti, fra primo e secondo tempo. Come li ha visti dal punto
di vista individuale? «Ho provato a metterli tutti nella mischia, Bruno ci serviva per la
sua potenza e perciò l'ho lasciato in campo quasi sino al termine. Con Pandev e Hubner
eravamo un po' leggeri davanti; Dario ha avuto dei problemi fisici, sta migliorando. Le
punte sono "animali strani", vivono sull'istinto e sull'intuito del momento.
Purtroppo non sono riusciti a trovare l'attimo propizio». C'è stato il rilancio di
Parente e dello stesso Baccin, due che non giocavano da lungo tempo. «Baccin è andato
molto bene, ha dimostrato di avere gambe e voglia. E' stato autore anche di un paio di
belle conclusioni, una in particolare meritevole di maggior fortuna. A volte si vince
anche per un episodio favorevole che non abbiamo avuto. Parente è un talentuoso, non
giocava da una vita ma l'ho visto bene in allenamento e ho deciso di farlo giocare; è
calato nella ripresa, ma è normale». A centrocampo l'Ancona ha trovato un buon assetto,
con Berretta spesso anche a sostegno della difesa. «Berretta doveva rimanere dietro
quando spingevamo sulla sinistra, ha svolto bene il suo compito. Bravi Sommese e Carrus
che sono stati capaci di contrastare efficacemente i centrocampisti avversari e di far
ripartire sempre l' azione. Di loro sono molto contento». La classifica rimane
preoccupante? «Si, ma sino a quota dieci tutto il gruppone è coinvolto nella lotta per
la salvezza».
di Stefano Torreggiani del Corriere Adriatico
Tante "stecche" in
coda, esulta il Lecce . Novità: i biancorossi non sono più
ultimi Ultimo l'Empoli. Penultima l'Ancona: questa la novità dopo
il secondo risultato ad occhiali consecutivo dei biancorossi per una posizione che però -
sincerità per sincerità - non permette di respirare a pieni polmoni, anzi. Ancora
affanno, ancora strada in salita per i boys di Sonetti anche se - aspetto confortante - lo
0-0 contro il Siena permette di guadagnare una lunghezza nei confronti del Brescia (che
cade in casa dopo una serie incredibile di emozioni con il Parma), nei confronti del
Bologna (che cade in casa contro la Sampdoria) e del Perugia (che capitola sul campo del
sempre più sorprendente Modena) e di - appunto - lasciare dietro l'Empoli che esce
battuto anche da Lecce. E proprio con i giallorossi che si apre l'altro dossier - quello
meno piacevole - di un'Ancona che adesso è a tre punti dalla formazione di quel Delio
Rossi che ieri si giocava tanto. Ma il Lecce ha un certo Chevanton: due gol, un palo e
tante altre cose per una classifica adesso decisamente più accettabile. Zona a rischio in
via di definizione con la Reggina (niente da fare a Roma, 0-2 contro l'undici di Totti)
che resta un gradino sopra, sorpassata però dalla Sampdoria che espugna Bologna mentre
Udinese e Chievo restano ferme a quota 11. Lassù in alto, Milan e Juventus proseguono a
braccetto in una giornata però in cui vincono sia la Roma che il Parma, sia la Lazio e
anche l'Inter. E - non meravigliatevi - pure il Modena: tredici punti gli emiliani, tanto
di cappello.
di Mario Cori del Resto del Carlino
Il tecnico è riuscito in poche settimane di lavoro a
rimodellare la squadra che ora combatte e prende ai fianchi l'avversario. I tifosi
biancorossi ritrovano la speranza di non finire stritolati. Ancona - Il
cuore non basta, i denti e le unghie nemmeno. Sotto gli occhi di Arrigo Sacchi (perché
non parla?) l'Ancona proprio non ce la fa a vincere la prima partita in serie A, ma
stavolta ci va molto vicino. Graffia il Siena, lo ferisce più volte, ma non riesce ad
assestare il colpo di grazia. Colpa di un attacco non decisamente fulminante e di una
resistenza toscana non di solo contenimento. Alla fine potrebbe essere proprio la squadra
di Papadopulo a far festa se solo Ventola aggiustasse la mira. Niente da fare per
l'Ancona, ma è un vero peccato perché avrebbe meritato. I difetti sono ancora molto
evidenti, ma ancor più solari sono i progressi fatti registrare con la cura Sonetti.
Adesso, con tutti limiti di caratura che non possono essere cancellati, almeno è una
squadra che combatte, che prende ai fianchi l'avversario, che lo costringe a stare quasi
sempre in trincea. Prima no, prima era una squadra votata alla sconfitta prima di scendere
in campo. Prendete l'avvio di partita... E' fulminante per l'Ancona, trascinata da un
Pietro Parente messo in naftalina da Spalletti quasi due anni fa e "riesumato"
solo ora. In dieci minuti sembra poter far crollare da solo il muro senese. Un paio di
scatti, due dribblings da far paura, una veronica che lascia a bocca aperta. Balla il
Siena ma, per sua fortuna, Ganz e Bruno non mordono. La sventola che impegna Rossi (22')
è di Baccin, dalla media distanza. E' l'unica vera palla gol dorica nel primo tempo,
nonostante tanto affanno e slancio encomiabile. Parente piano piano si spegne, ma logica
comanda. Forse era una carta da giocare nel secondo tempo, no Sonetti? Ed è anche da
"interrogazione" lo schieramento tattico biancorosso. Ammirevole nello slancio,
da far battere forte il cuore per impegno ma anche difficile da interpretare. Che ci fa
Sommese sulla trequarti di sinistra? Solo perché a destra c'è Parente? Bah... E difatti
Sommese fa una cosa buona ed un'altra no... Peccato, perché è un po' l'uomo squadra in
questo momento dell'Ancona, nel senso che veste i panni del guastatore che può ribaltare
la gara con le sue impennate. Sonetti ne aggiunge un altro di fantasista (Parente,
appunto) sulla destra e gli scompensi sono troppi come equilibri tattici. Anche perché il
Siena ci mette un attimo, o meglio tre passaggi per ritrovarsi sotto porta di Scarpi. Ma
per fortuna Chiesa non c'è, Ho pesta le zolle e basta. E' un Siena alla Papadopulo
vecchia maniera. Aspetta e spera. Stavolta agguanta solo un punto, ma quanto mai prezioso.
Tutto sommato piace l'Ancona new deal. La gente se ne va amareggiata ma con il cuore
gonfio di speranza. Ora una specie di squadra c'è. Ora quantomeno può tentare davvero di
vincerle le partite. Magari se ci riuscisse prima della inevitabile rivoluzione di gennaio
promessa da Pieroni, sarebbe anche meglio.
di Andrea Bruniera
Attaccanti imprecisi e anche
sfortunati. E' stata una partita dagli stati d'animo contrapposti,
quella tra Ancona e Siena. I toscani sono apparsi piuttosto tranquilli, in virtù di una
classifica che indubbiamente li favorisce. L'Ancona, invece, era alla ricerca di un
successo indispensabile, che però non è arrivato. Le responsabilità vanno attribuite ad
un reparto offensivo che ce l'ha messa tutta, ma non è riuscito ancora una volta a
segnare, un po' per imprecisione, un pò per cattiva sorte. Nel primo tempo ho assistito
ad una buona Ancona, aggressiva, determinata, scesa in campo con il giusto spirito
battagliero. E' mancato qualcosa in fase di finalizzazione ed è questo l'aspetto più
evidente dell'Ancona di inizio campionato. E' un peccato, perché per il resto i dorici
possiedono molte buone basi per salvarsi. L'organizzazione del gioco c'è, lo spirito con
cui affrontare un campionato da matricola pure. D'altro canto, i miglioramenti rispetto
alle prime partite si sono visti: Sonetti è riuscito ad imprimere la sua mentalità alla
squadra, che ora sembra più un gruppo, più veloce e aggressiva. Il Siena non mi è
sembrato così eccelso come i giornali hanno messo in risalto in tutte queste settimane.
Evidentemente, l'Ancona è stata brava a chiudere il gioco della squadra di Papadopulo. Un
motivo in più per credere nella salvezza: il campionato dell'Ancona non è affatto
finito, come si poteva pensare fino a un paio di settimane fa. Sonetti ha voluto lanciare
dal primo minuto Parente e Baccin, e ha fatto bene: i due hanno fatto buone cose, anche se
era impensabile aspettarsi una rivoluzione totale col loro ingresso in campo. La fantasia
di Parente può tornare utile nelle prossime gare, magari potrà risolvere la sterilità
offensiva dei biancorossi. Ma con un atteggiamento del genere credo che l'Ancona troverà
presto la via del successo. Ora c'è l'Inter, una gara in cui c'è tutto da guadagnare e
nulla da perdere. L'importante è non scendere remissivi a San Siro. Chissà che per
l'Ancona non arrivi una bella sorpresa...
di Matteo Massi
Pietro Parente non cambia Sempre genio e sregolatezza. La
sua ultima volta in biancorosso un anno e mezzo fa. Era il 10 febbraio del 2002 ed al
Conero l'Ancona pareggiò con il Messina. Finì 1-1, gol rocambolesco di Ambrosi e
pareggio di Godeas. Pietro Parente chiuse in anticipo quella stagione con la maglia
dell'Ancona. Dopo un battibecco con Spalletti fu messo fuori rosa dall' attuale allenatore
dell'Udinese. Giocò qualche partita con la Primavera, prima di essere girato in prestito
al Taranto. Anche in Puglia però, le cose non andarono meglio per lui. Una manciata di
presenze e la promozione in B sfumata all'ultima curva nella finalissima play off contro
il Catania. Quindi il ritorno ad Ancona. Con la società biancorossa ha un contratto fino
al 2006. Parente è stato per un anno e mezzo fuori rosa fino al ritiro di Norcia agli
inizi di ottobre, quando Sonetti ha deciso di convocarlo. Ieri ha rimesso piede al Conero.
Il pubblico l'ha accolto bene, non l'ha dimenticato. Soprattutto non ha dimenticato i suoi
quindici gol, spesso e volentieri pesanti, nella sua prima stagione in biancorosso, che
fecero guadagnare all'Ancona con largo anticipo la permanenza in serie B. Ieri Sonetti gli
ha chiesto di fare l'esterno destro. Lui ci ha dato dentro nei primi venti minuti. Ha
provato a rendersi pericoloso nel suo settore di competenza. Poi ha iniziato ad avere il
fiato grosso, come è naturale che sia per uno che è stato lontano dai campi da calcio
per oltre un anno e mezzo. Fino alla sostituzione. Sonetti l'ha richiamato in panchina e
l'ha avvicendato con Perovic. Lui si è beccato ancora gli applausi del pubblico ed ha
imboccato la via degli spogliatoi. Gli è stata data una chanche per rientrare nel giro,
nel calcio che conta. Spetterà a lui sfruttarla a dovere. Come giocatore non si discute.
Qualità tecniche ne ha. L'hanno riconosciuto praticamente tutti. Per qualche eccesso in
campo e per quel carattere spigoloso ha perso treni importanti. E' ritornato in A ora, a
trentadue anni e può aiutare l'Ancona a restarci. Dipende tutto da lui.
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