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Luca Taidelli della Gazzetta dello Sport Nessun problema per i nerazzurri che superano i dorici con netto 3-0. A
segno Cruz, Materazzi e un nervosissimo Vieri.
MILANO, 9 novembre 2003 - LInter batte 3-0 lAncona grazie ai gol di Cruz,
Materazzi e Vieri, torna alla vittoria in casa (in campionato mancava dal 31 agosto...),
mantiene inviolata in campionato la porta di Toldo nell'era Zaccheroni malgrado un
atteggiamento spregiudicato, accorcia la classifica almeno nei confronti del Milan e fa
pace con i propri tifosi. Unica nota triste del pomeriggio al Meazza, il suicidio di un
tifoso di mezz'età che si è buttato da una delle torrette dello stadio. Zaccheroni
recupera tutti gli acciaccati e schiera una formazione offensiva che Cuper non si sarebbe
mai sognato con Emre in mezzo al campo e un tridente offensivo Cruz-Vieri-Van der Meyde.
Sonetti risponde con un finto 3-4-2-1, nel senso che Hubner viene subito abbandonato a se
stesso dal ripiegamento a centrocampo di Parente e Sommese, mentre Berretta, più che
lala fa il terzino destro in marcatura su Van der Meyde. LInter pressa
talmente alto che una volta recuperata palla è costretta a manovrare in trenta metri
contro dieci avversari schierati. Sbloccare subito la gara cambierebbe il quadro tattico,
ma lAncona chiude bene le fasce e inaridisce le fonti di gioco nerazzurre con
Andersson e Carrus che ringhiano rispettivamente su Emre e Cristiano Zanetti. Ci pensa
Cruz a metà tempo con un capolavoro su punizione e lInter non chiude il match prima
dellintervallo solo per una mano in eccesso (Vieri, che segna ma viene ammonito) e
alcuni centimetri in difetto nelle conclusioni di Coco, Van der Meyde, Cannavaro. Nella
ripresa Sonetti sostituisce Andersson con Poggi ma piazza lattaccante in mezzo al
campo. Solo il 2-0 firmato Materazzi costringe il tecnico marchigiano a osare il 4-4-2,
con il fischiatissimo ex Ganz che rileva Baccin (Sommese scala a sinistra). LInter
ormai è unonda in piena e malgrado Scarpi imiti il russo Ovchinnikov parando tutto
a Vieri, il terzo gol arriva proprio con uno spunto del bomber. Da notare che il pubblico
aveva in precedenza fatto pace con lo stesso Vieri al termine dellennesima palla-gol
mancata di un soffio. Un applauso di tutto lo stadio, più forte di quello che ha fatto
seguito al gol.
di Guido Montanari del Corriere Adriatico
Sullo 0-2 in campo anche Ganz che va
vicino al gol ma Toldo non si fa sorprendere Nel finale Scarpi evita il poker con un
intervento decisivo sul tiro ravvicinato del Bobo nazionale Biancorossi in trincea fino
alla punizione di Cruz che sblocca il risultato La squadra di Sonetti prova a reagire e si
espone al micidiale contropiede nerazzurro Nella ripresa Poggi sfiora il pari ma poi
Materazzi e Vieri arrotondano .
MILANO - Niente miracolo, è finita come doveva finire anzi bisogna dire grazie a Scarpi
se il passivo non è stato anche più pesante. Qualcosa per la verità lo ha fatto anche
Toldo, ma solo sul 2-0, quando i nerazzurri avevano un pochino rallentato i ritmi.
Insomma, nulla di nuovo sotto il sole, troppa la differenza tecnica in campo. Bisogna dire
che i biancorossi al Meazza hanno giocato con dignità ma con poca personalità e poca
cattiveria agonistica e senza dare l'impressione di poter davvero mettere in difficoltà
Vieri e compagni. Che dire... ieri l'Ancona è apparsa quasi intimorita dall'Inter. Ma non
sono queste le partite alla portata della squadra di Sonetti. Era domenica scorsa, col
Siena, che si doveva vincere e sarà col Brescia, dopo la sosta, che bisognerà vincere...
ANCONA SUBITO IN TRINCEA - Inizia subito all'attacco l'Inter con uno schieramento molto
offensivo: 3-4-3 con davanti il tridente Cruz-Vieri-Van der Meyde. Ancona guardinga (solo
Hubner gioca da attaccante vero perchè Parente rientra spesso a centrocampo e addirittura
sulla linea dei difensori) e l'Inter che preme ma senza convinzione: per arrivare alla
prima vera azione da gol bisogna aspettare fino al 20' quando Vieri va via di forza alla
marcatura di Milanese e scarica un missile in porta da distanza ravvicinata con Scarpi che
è bravissimo a chiudere bene lo specchio della porta. GRANDISSIMO GOL DI CRUZ - Cinque
minuti dopo il gol dell'Inter: calcio di punizione (fallo di Carrus su Emre) e Cruz
inventa un tiro ad effetto dai 25 metri col pallone che si insacca sotto l'incrocio dei
pali destro di Scarpi. Del resto non è un mistero che l'Inter abbia tra le proprie fila
giocatori extra e dotati di colpi ad effetto in grado di risolvere le partite praticamente
da soli. Ovvio che le cose si complicano per i dorici costretti a mettere la testa fuori
dal guscio e quindi ad esporsi ai micidiali contropiede nerazzurri. Due minuti dopo San
Siro esplode per il gol di Vieri ma Gabriele annulla e ammonisce il Bobo nazionale reo di
essersi portato avanti la sfera con una mano. Altro contropiede e Van der Meyde di
sinistro sfiora il palo. Situazione difficile, molto difficile per gli uomini di Sonetti.
Ancora una punizione, stavolta di Materazzi, Scarpi non trattiene la sfera ma Bilica
salva. LA MOSSA POGGI - L'Ancona inizia la ripresa con una novità sostanziale: fuori
l'incerto Andersson e dentro Poggi come mezzapunta, una posizione che Sonetti aveva
provato con successo durante gli allenamenti della scorsa settimana. Inizio ripresa al
cardiopalma comunque: prima Poggi sfiora il gol con un tocco ravvicinato che Cannavaro
devia in angolo, poi Vieri a tu per tu con Scarpi riesce a sbagliare l'impossibile tirando
da un metro... addosso al portiere. RADDOPPIO NERAZZURRO - Ma se sbaglia Vieri, Materazzi
non perdona: al 5' il possente difensore centrale dell'Inter raccoglie un cross da calcio
d'angolo e insacca di testa in maniera imparabile per Scarpi. Sul 2-0 Sonetti tenta il
tutto per tutto, fa uscire Baccin (ieri sottotono) e inserisce un'altra punta: entra Ganz
tra i fischi dei suoi ex tifosi. Dunque un secondo tempo con i dorici sbilanciatissimi
rispetto alla prima frazione di gioco, in cui in pratica era tutto il contrario. Ed è
proprio Ganz a sfiorare il gol: tiro deciso da posizione angolata ma Toldo non si fa
sorprendere e devia in angolo. Cambio anche nell'Inter (Lamouchi per Van der Meyde).
Ancora l'Inter con un colpo di testa di Cordoba e ancora Scarpi a deviare in tuffo.
Girandola di cambi: dentro Bruno al posto di Hubner, per l'ennesima volta deludente.
MIRACOLO DI TOLDO E TERZO GOL DELL'INTER - Ma al 25' l'Ancona grida al gol: grande
apertura di Ganz per Parente il quale lascia partire un tiro che Toldo riesce
miracolosamente a deviare sopra la traversa. Risponde però subito l'Inter con una
conclusione di Lamouchi sulla quale è ancora bravo Scarpi. Di sicuro non ci si annoia
visto che un minuto dopo Milanese, su punizione, fa la barba al palo di Toldo. Ed a un
quarto d'ora dal termine per vivacizzare... ulteriormente la scena Zaccheroni sostituisce
lo stanco Cruz con quel peperino di Martins. Ma al 34' è Vieri, tutto solo davanti a
Scarpi, a portare a tre le reti per l'Inter. La gente sfolla, non vede il palo di Vieri e
la susseguente grande parata di Scarpi sulla ribattuta del bomber. Ma la pratica Ancona
ormai era chiusa.
di Stefano Rispoli del Corriere Adriatico
L'Ancona non trova la via del gol da 284'
e ha il peggior attacco della serie A Scarpi si è arreso dopo 264' di imbattibilità .
Gli costerà la squalifica quell'intervento piuttosto deciso ai danni di Emre, al 28'
della ripresa. Per William Viali si tratta della quarta ammonizione in campionato. Così,
il difensore biancorosso sarà costretto a saltare l'incontro col Brescia, tra due
settimane, poiché era in diffida. Sarà la seconda squalifica per l'Ancona in questo
torneo, dopo quella comminata a Bilica alla prima giornata per l'espulsione ricevuta a
seguito dell'animato vis-à-vis col milanista Maldini. Salgono così a 19 le ammonizioni
stagionali: per Carrus il 'giallo' di ieri è il secondo in campionato dopo quello
rimediato a Reggio Calabria. In diffida, per l'Ancona, figurano ancora Milanese e
Berretta. NIENTE GOL DA 284' - L'Ancona non segna dal 91' della gara con la Juve (il 2-3
di Ganz). Da allora sono trascorsi 284 minuti, recuperi inclusi. Un'astinenza che conferma
la scarsa incisività offensiva dei dorici, che detengono il peggior attacco della A con
sole 4 reti all'attivo. SCARPI SI ARRENDE DOPO 264' - Era dal quarto minuto della ripresa
della gara contro la Juve che l'Ancona non incassava gol. Conteggiando anche i recuperi,
si ferma a 264' l'imbattibilità di Scarpi, superato ieri dalla conclusione di Cruz al 26'
del primo tempo. In mezzo, i due pareggi a reti inviolate ottenuti contro Reggina e Siena.
Si allunga invece a 311 minuti l'imbattibilità del portiere nerazzurro Toldo, abile a
custodire la propria porta anche contro i dorici. 3-0, COME UNDICI STAGIONI FA - La storia
si ripete. Il 25 aprile '93 l'Ancona di Guerini cadeva in casa dell'Inter per 3-0, sotto i
colpi di Bergomi e Sosa (due gol). E anche all'andata, nella gara inaugurale del Del
Cònero, i nerazzurri passarono con lo stesso risultato. Ieri l'Ancona di Sonetti ha
concesso, suo malgrado, il tris: il nuovo 3-0 è stato stavolta confezionato da Cruz,
Materazzi e Vieri. Con un'unica differenza: al tempo si giocava il girone di ritorno e
l'Ancona era già destinata alla B. Oggi, dopo soli nove turni di campionato, la speranza
- pessimismo a parte - è più che mai viva... ANCORA NESSUNA VITTORIA ESTERNA - Quella di
ieri è stata la trasferta numero 21 in serie A. Sfugge ancora l'appuntamento con la prima
vittoria esterna nella storia della massima divisione. Il bilancio lontano dalle mura
amiche è sin qui disastroso: appena 4 pareggi, contro 17 sconfitte. Coi tre gol di ieri,
salgono a 9 le reti incassate fuori casa dai dorici: se si aggiungono le 51 dell'annata di
Guerini, sale a 60 il numero dei gol subiti dall'Ancona nelle 21 trasferte di serie A. Il
bilancio parla ora di 91 gol complessivamente presi dai biancorossi nella massima serie,
contro i 43 realizzati.
di Alessio Agnelli
Baccin: "Sapevamo di non poter
giocare alla pari con l'Inter" Viali: "Con il Brescia il nostro campionato può
avere la scossa decisiva" I giocatori biancorossi
"Sconfitti, ma con onore" "Bene
fino al gol di Cruz, poi con quei campioni..."
MILANO - "Perdere qui ci può stare". Ma anche: "Il nostro campionato
comincia dopo la sosta". Stringi stringi sono i due motivi principali delle parole
dell'Ancona che esce battuta 3-0 da San Siro. Sinora l'Inter 3 gol non li aveva segnati a
nessuno quest'anno. Ovvio che non si può essere contenti di questo. Ma nessuno fa drammi.
Comincia Baccin: "E' andata male, sicuramente un passo indietro rispetto alle ultime
due uscite. Comunque qui a San Siro è difficile per tutti. Ma se non fosse arrivato quel
gran gol di Cruz magari le cose potevano andare diversamente. Avevamo concesso poco sin
lì all'Inter. D'altro canto non potevamo giocare alla pari con l'Inter, sapevamo che la
strada per uscire da questo momento è lunga e non è certo a San Siro che potevamo fare
grossi progressi. Però dopo la sosta ci aspetta la partita più importante, forse, del
nostro campionato, quella col Brescia. E' un quasi uno spareggio. E lì non possiamo
sbagliare". L'esperienza di Viali suggerisce la strada giusta per il futuro.:
"Il gol di Cruz ha cambiato la partita. L'Inter ha trovato più spazi e nel secondo
tempo abbiamo subìto l'Inter che ha potuto giocare con maggiore scioltezza. Abbiamo
giocato discretamente in fase difensiva. Poi negli ultimi venti minuti sono fioccate
quelle occasioni per loro, ma è ovvio che grandi campioni così non puoi fermarli
soprattutto se trovano spazio. Noi ce l'abbiamo messa tutta, ma sono partite queste
proibitive. E' vero che rispetto alle ultime due partite non si sono visti progressi ma è
anche vero che dovremo ricominciare con il Brescia tra 15 giorni e lì il nostro
campionato può avere una scossa positiva". Fabio Bilica oggi se l'è vista brutta
tra Cruz e Vieri. Il difensore brasiliano è comunque ottimista. "Abbiamo tenuto bene
fino al primo gol poi l'Inter ha dilagato. E' un risultato penalizzante per la classifica
ma non per quello che si è visto in campo. Tre gol sono troppi, meritavamo qualcosa in
più. Di certo ci ha fregato la paura, per questi campioni per questo stadio. Vieri è un
grande giocatore ed aveva anche voglia di riscatto. Comunque io credo che di questo passo
l'Ancona possa uscire da questa classifica. Adesso dobbiamo pensare già al Brescia, sono
quelle le partite che appartengono al nostro campionato. Sappiamo che sarà dura, ci sarà
Baggio che è un altro grande campione ma noi dovremo saperci imporre con la rabbia che
abbiamo dentro". Il portiere Scarpi non ha trascorso un pomeriggio tranquillo. Ma
anche lui è sereno. "Perdere qui ci sta. Non ci sta regredire rispetto al passato.
E' stata un'Ancona non certo brillante come le ultime uscite. Abbiamo giocato una partita
a due facce. Nel primo tempo abbiamo subìto troppo, potevamo tenere l'Inter più lontana.
Nel secondo con maggiore libertà psicologica abbiamo fatto una discreta gara e magari
potevamo anche andare in gol". Niente da rimproversi per il gol di Cruz.
"Un'esecuzione perfetta, impossibile evitare il gol". Vieri ha scaricato in
porta la sua rabbia..."Vieri è forte, ha sempre segnato e non solo a me. Ma l'Inter
può segnare in qualsiasi momento con quell'attacco che ha. Noi adesso lasciamoci dietro
questa partita e pensiamo al Brescia ed al campionato che dovremo affrontare di qui in
avanti dopo la sosta". Vincenzo Sommese è un po' più critico: "Siamo stati
troppo timorosi, abbiamo avuto troppa paura. Poi Sonetti ci ha dato la sveglia e siamo
migliorati. Però è chiaro che contro l'Inter non c'era granchè da fare, soprattutto
sotto di un gol. Io ho giocato sia a destra che a sinistra, ho svariato molto ma era
difficile trovare spazio. Nel secondo tempo però la squadra mi è piaciuta abbiamo
disputato una gara bella anche a tratti. E questo è confortante perchè sinora abbiamo
affrontato tute le grandi ed adesso avremo un calendario più alla portata e dobbiamo
cominciare a vincere. Ci vogliono i 3 punti già dopo la sosta contro il Brescia. Battere
il Brescia in casa sarebbe fondamentale anche per il morale. Questa squadra ha ancora
potenzialità inespresse e grandi margini. Noi crediamo alla salvezza e saremo in lotta
fino alla fine. Sta cominciando un altro campionato per noi e dobbiamo dimostrare di
essere all'altezza della serie A". L'Ancona fa difficoltà a segnare? "Anche
oggi abbiamo avuto 4-5 occasioni e potevamo sfruttarle meglio, la mia posizione in campo
non mi permette di dare di più in fase offensiva, ma eseguo i compiti che il mister mi
assegna". Infine l'arbitraggio: "In situazioni di incertezza ha fischiato a
senso unico, sempre in favore della più blasonata Inter".
di Alex Frosio del Messaggero
Tutto facile per i nerazzurri rivitalizzati dal progetto Zac, ma
prima della partita ancora contestazioni per il presidente Moratti Festa Inter, cè
anche Vieri Netta vittoria sullAncona, Bobo (fischiato) ritrova il gol.
MILANO - Una partita così comoda l´Inter di Alberto Zaccheroni se la meritava. Dopo
tre impegni ad altissimo rischio, in campionato contro Roma e Chievo e in Champions contro
il Lokomotiv, la nuova Inter si è potuta concedere una domenica di quasi relax contro
l´Ancona. Ci voleva un´avversaria così malleabile come la squadra dorica (incapace di
segnare: solo 4 gol finora in campionato) per far ritrovare la vittoria interna ai
nerazzurri: a San Siro, finora, avevano conquistato solo una volta i 3 punti in
campionato, il 31 agosto contro il Modena. Al di là del valore mediocre dell´avversario,
tuttavia, si riscontrano nuovi miglioramenti del progetto Zac. Niente di eccezionale,
ancora, sia chiaro, però la squadra nerazzurra ha creato almeno una decina di chiare
occasioni da gol. Frutto, soprattutto, del grande movimento del tridente schierato da
Zaccheroni, per la prima volta formato da tre punte vere come Vieri, Cruz e Van der Meyde.
Bobo è partito centrale, affiancato a destra dall´argentino e a sinistra dall´olandese:
posizioni comunque solo di partenza, visto che, nello sviluppo del gioco, i due esterni si
sono alternati spesso scambiandosi la fascia. Così facendo, l´attacco interista ha dato
pochissimi punti di riferimento alla serrata difesa dell´Ancona, che Sonetti ha
presentato con un 5-4-1. Il 3-0 finale che porta la firma di Cruz, Materazzi e Vieri è
risultato che non fa una piega (e anzi le reti nerazzurre sarebbero state di più se
Scarpi non si fosse fatto valere) ma non racconta delle difficoltà interiste nella
primissima parte di gara. Malgrado una pressione continua lInter ha faticato a
scovare varchi nella retroguardia marchigiana, creando una sola occasione con Vieri che ha
sparato il sinistro su Scarpi. Un episodio ha scardinato la partita: nella fattispecie,
una gran punizione a giro di Cruz dai 25 metri, al 26´, finita proprio all´incrocio dei
pali. Spalancato l´ingresso, per l´Inter poi non è stato difficile entrare di forza
nella partita. E a questo punto sì che le occasioni sono fioccate. In una di queste,
Vieri è andato in gol aiutandosi con la mano: ammonizione per lui e anche rischio di
espulsione per una plateale protesta (del tutto ingiustificata, peraltro) nei confronti
dell´arbitro Gabriele. Ci hanno poi provato Van der Meyde (sinistro largo), Cristiano
Zanetti e Cannavaro, ma il raddoppio è arrivato solo in avvio di ripresa. Quinto minuto,
angolo di Van der Meyde e Materazzi in mezzo all´area, solo come una particella di sodio,
non ha nemmeno bisogno di staccare per colpire di testa e infilare all´angolino. Sul 2-0
l´Inter ha rallentato, Zac ha provato qualche esperimento e l´Ancona ha rialzato la
testa. La missione interista, a questo punto, è stata soprattutto quella di mandare in
gol Vieri, a secco in campionato a San Siro dal 31 agosto. Bobo fino a quel momento aveva
sbagliato di tutto, sparando addosso a Scarpi anche un´occasionissima a inizio secondo
tempo. Al 35´, finalmente, il gol: Lamouchi in verticale e Vieri brucia di punta
l´uscita di Scarpi. Tanti applausi dopo qualche fischio per Bobo, apparso comunque ancora
un po´ nervoso (dopo il gol ha scalciato un microfono dietro la porta). Intanto però
l´Inter di Zac fa punti. E cresce. E mette in archivio la contestazione degli ultrà
contro Moratti sllinizio della partita con un grande striscione che invitata il
presidente a mettersi da parte.
di Mimmo Cugini del Messaggero
Sonetti boccia il primo tempo. «Un po meglio nella
ripresa. Il Brescia? Non è uno spareggio» «Schiacciati dalla paura» «Troppi
timori reverenziali, nulla da dire sul risultato»
MILANO - Lo dice in tv e lo ribadisce poi in sala stampa. E un concetto vecchio
quello di Nedo Sonetti ma se si gioca in serie A non si può avere paura dell'avversario,
bisogna pensare a giocare e basta e non preoccuparsi perché davanti hai Vieri o Cruz,
tanto hanno due gambe e un cervello come un giocatore dellAncona. Sonetti parte da
lì, da quel primo tempo che ci ha ricordato molto la partita con la Juventus, quando
lAncona cominciò a giocare soltanto sul 3-0. Stavolta a San Siro i biancorossi
regalano il primo tempo allInter e dopo il 2-0 segnato da Materazzi si mettono a
giocare, andando anche vicino al gol. Sonetti sottolinea: «Mi dispiace che nel primo
tempo la squadra sia scesa in campo con eccessivo timore reverenziale, noi non siamo mai
riusciti a venir fuori dalla nostra metà campo, anche se è vero che lInter ci ha
schiacciato nella nostra metà campo». Sonetti analizza anche la seconda parte della
gara, quella in cui, secondo il tecnico biancorosso, lAncona si è espressa meglio.
«Naturalmente è difficile capire quanto ci abbia concesso lInter e quanto invece
sia merito nostro, però nella seconda parte della gara qualcosa di buono labbiamo
fatto e abbiamo pure sfiorato il gol, sul risultato non cè niente da dire.
LInter ha vinto con pieno merito e noi abbiamo avuto la possibilità di riaprire la
partita soltanto sul 2-0, forse se fossimo riusciti ad accorciare le distanze potevamo
fare qualcosa». Sonetti sottolinea anche che sulla prima rete nerazzurra non cera
niente da fare. «La pennellata di Cruz è stata bellissima, ma è stato un gol su calcio
da fermo e fino a quel momento lInter aveva fatto davvero poco». Non è servito
neanche provare a mettere un altro attaccante, Sonetti ne ha inseriti due nella ripresa e
qualcosa di meglio si è visto. «Ma il problema non è giocare con un uomo in più in
attacco, piuttosto latteggiamento negativo che ho visto nella squadra nella prima
parte della gara. E quella che non mi piace perché non ho rivisto
latteggiamento giusto da parte della squadra, quella che ci aveva consentito di fare
punti nelle ultime due partite con la Reggina e il Siena». Sonetti sa che non era questa
la partita per fare punti e si prepara a una serie di gare nelle quali la squadra
biancorossa deve assolutamente fare punti, perché gli avversari si chiamano Brescia,
Sampdoria e Bologna. «Ma non dite che siamo già a uno spareggio perché da qui alla fine
della stagione di partite decisive e importanti ce ne saranno tantissime. Non cè
dubbio che la gara con il Brescia sia la prima di quelle che dobbiamo cercare di vincere,
perché sono partite alla nostra portata, mentre questa partita con lInter era uno
di quelle nelle quali potevamo sperare in qualcosa ma senza pensarci troppo su». Il
problema però resta sempre quello del gol e anche a San Siro le occasioni che
lAncona ha creato non sono state concretizzate dagli attaccanti biancorossi. Sonetti
conclude allargando le braccia: «Alla fine il discorso è sempre il solito. Noi dobbiamo
mettere dentro la porta questo benedetto pallone, altrimenti i nostri problemi aumentano
ancora». Sonetti se ne va dando appuntamento ai cronisti per martedì: «Niente giorni di
riposo in più, qui bisogna lavorare anche di notte». Poi incrocia Zaccheroni che sta
raggiungendo il tavolo della conferenza, ma una televisione lo stoppa e allora mentre Zac
prova a rispondere alle domande dei cronisti il vocione di Nedo copre tutto. Zac sorride:
«Veramente dovrei andare a Cesenatico, ho un po di fretta». Sonetti non può
sentire perché ha la cuffia nelle orecchie e lascia la sala stampa solo dopo
lultima domanda. A quel punto Zaccheroni ha finalmente il via libera. E Nedo
scompare nel grembo di San Siro.
di Mario Cori del Resto del Carlino
Critico con le punte: "Là davanti non c'è verso di
buttarla dentro, avremmo potuto riaprire la partita, anche se l'Inter ha strameritato la
vittoria". Duro con Andersson: "Emre ha fatto ciò che ha voluto" Viali,
ammonito, non ci sarà contro il Brescia
MILANO - Nedo Sonetti ha un groppo in gola e non ne fa mistero. Non gli è paciuta
l'Ancona. "Non mi è piaciuto, spiega l'allenatore, l'atteggiamento troppo remissivo
della squadra all'inizio. D'accordo, la differenza con l'Inter c è e si e vista, ma credo
proprio che i miei ragazzi siano entrati al Meazza troppo remissivi. In parecchi
dovrebbero aver subito il fascino dello stadio e la personalità di quelli che avevano di
fronte. Insomma non ci siamo proprio messi in partita con la mentalità giusta. Mi spiace
che sia successo così, contrariamente alle ultime partite. Non siamo riusciti a venire
fuori, siamo rimasti incollati nella nostra metà campo. Finché Cruz ha rotto
l'equilibrio del risultato con quella pennellata da artista". D'accordo mister, ma il
risultato non è discutibile. "E difatti non ci sono storie da raccontare sulla
legittimità della vittoria dell'Inter. In nessun caso probabilmente saremmo riusciti a
confezionare un miracolo. Solo che non sono riuscito a capire il perché
dell'atteggiamento iniziale della squadra. No, l'Inter ha strameritato, anche se mi sembra
che ancora non abbia smaltito i problemi che si portava dietro. Ma ritengo che Zaccheroni
abbia cominciato a mettere a posto le cose". Poi qualcosa è cambiata... "Meglio
il nostro secondo tempo, incalza l'allenatore. Ho cercato di organizzare una squadra più
offensiva (cinque attaccanti contemporaneamente nell'ultima mezz'ora) e difatti qualcosa
di buono è venuta fuori. Abbiamo anche sfiorato un paio di volte il gol sul 2-O. Avremmo
potuto riaprire la partita, ma ci è andata male. Là davanti non c'è verso di buttarla
dentro". Mister ci spieghi Andersson... Sono due volte che lo promuove titolare e due
volte che lo tira fuori dopo un'ora. Che significa? "Significa che anche la pazienza
ha un limite. La buona volontà è fuori discussione ma lui ha caratteristiche
particolari". Emre ha fatto quello che ha voluto nel primo tempo... "Nessuno
aveva chiesto ad Andersson di marcare stretto il turco, ma visto che passava dalle sue
parti...". E adesso, dopo la sosta, contro il Brescia al Conero sarà un vero
spareggio... "Hai voglia di qui alla fine. Di spareggi troppi ce ne saranno. No, ora
abbiamo una striscia di tre partite alla nostra portata, nelle quali dobbiamo finalmente
sbloccarci. Assolutamente, dobbiamo farlo. Fermo restando che ogni discorso resterebbe
inutile se là davanti non si migliora in concretezza". Contro il Brescia non ci
sarà Viali, che incapperà nella squalifica... "Ne troveremo un altro in difesa. E
la davanti che dobbiamo mettere le cose a posto". |