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ultima modifica il 24 lug 2003

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di Stefano Torreggiani

"Ecco il mio P.S.Elpidio" parla Cacciatori
NORCIA - «Ci siamo divertiti, del resto giocare contro una squadra di serie A non è cosa che capita tutti i giorni. Proprio un pomeriggio piacevole sperando che questo test sia stato utile anche all'Ancona». Parole e musica di Massimiliano Cacciatori, giocatore-allenatore del Porto Sant'Elpidio che inizierà la preprazione in vista del campionato di Eccellenza nei primi giorni di agosto dopo il brillante terzo posto dell'anno scorso. «Ma non sarà facile ripeterci, anzi sarà proprio difficile. La squadra è stata ringiovanita, sono partiti elementi importanti come Battaglini, Duca, Malavolta e anche alcuni giovani ma chissà che con l'entusiasmo e con la grinta dei giovani non si possa far bene lo stesso. Lo spero davvero». Tante idee in società con il lancio dell'azionariato popolare, tante idee il mister (figlio di Massimo Cacciatori, ex tecnico dell'Ancona - ndr) per coinvolgere ancora di più gli sportivi elpidiensi. «La scorsa stagione qualche tifoso in più l'abbiamo avuto, speriamo di confermarci e di offrire anche un buon gioco sperando che le presenze allo stadio siano ancora più numerose».


di Matteo Massi:

È un Menichini soddisfatto, quello che si concede ai giornalisti subito dopo l'amichevole con il Porto Sant'Elpidio. «Come va ad Ancona?». Esordisce il mister, raggiunto telefonicamente. Come va a Norcia? «Un po' caldo, però tutto sommato non possiamo lamentarci». E l'Ancona? «L'ho vista bene — dice — tenendo conto anche dei carichi di lavoro, cui i giocatori sono sottoposti in questi giorni». Si è puntato molto sul possesso palla... «Questa è ormai una nostra prerogativa. La squadra mi è piaciuta, perché ha fatto girare parecchio il pallone e si sono viste delle buone cose». Che cosa le è piaciuto di più? «Sicuramente la determinazione e lavolontà di questi ragazzi. La loro voglia di essere protagonisti, senza però essere egoisti. Hanno giocato per la squadra e lo ripeto: posso ritenermi soddisfatto». Nel primo tempo 3-5-2 e 3-5-1-1 nel secondo... «Nella ripresa ho impiegato Jorgensen praticamente come mezzapunta a sostegno del solo Degano. Ho visto da parte della squadra una buona applicazione degli schemi». Che cosa le è piaciuto, invece, di meno? «Eravamo un po' lunghi in certe occasioni. Ci sono da colmare un po' le distanze tra i reparti, ma questo credo che sia fisiologico, visto che siamo in piena preparazione e che i giocatori sono un po' imballati». È stata la «prima» di Berretta. Come è andato? «Daniele ha fatto bene. Ha partecipato parecchio al gioco. Ha giocato da interno destro, ha accompagnato l'azione d'attacco, come d'altronde ha fatto Di Francesco dall'altra parte. Andersson invece si è piazzato davanti alla difesa a distribuire palloni». Insomma buona la prima... «Direi proprio di sì. Comunque voglio aggiungere che buone indicazioni le ho tratte un po' da tutti i giocatori che sono stati impiegati nel corso della partita».
Viali è rimasto fermo ai box... «Sì. Abbiamo deciso di non farlo giocare per precauzione. Così come Pandev, che era incappato in una distorsione alla caviglia sabato scorso. Anche lui si è allenato la mattina». Dunque tutti abili ed arruolati... «Direi proprio di sì. E da parte di tutti c'è tanta buona volontà, che mi lascia ben sperare. Un esempio: la coppia d'attacco Ganz-Hubner.
Maurizio e Dario si sono cercati in continuazione. Anche troppo a volte. Questo è un segnale positivo. Significa che la squadra sta crescendo di giorno in giorno». Ed ora... «Riprendiamo domani (oggi, ndr.) a lavorare con le solite doppie sedute. Cureremo ancora il possesso palla nell'allenamento pomeridiano per arrivare poi alla prossima amichevole. Queste partite sono molto importanti per fare un po' il punto sulla situazione». Sabato c'è in programma un altro test... «Sì. Dovremmo giocare con il Gladiator, una formazione di C2, ma non è stato ancora confermato».

 

  La partita raccontata in dialetto anconetano.
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