Tutti gli articoli e le foto sulla partita odierna
La schedina della settimana
La Classifica aggiornata della serie A
Il prossimo turno di campionato
La guida al Campionato dell'Ancona Calcio con i servizi di tutte le partite giocate
Il Calendario delle partite di serie A
Le schede dei giocatori dell'Ancona
Le pagelle dei giocatori secondo la Stampa nazionale
I club Biancorossi che sono on-line
Tutti gli stadi delle serie A
Gli incassi del Conero
Il punto sul cammino dell'Ancona nel campionato di serie A
L'elenco completo delle rivendite autorizzate in Lottomatica per i biglietti delle partite
Il calcio di preparazione
Il cammino dell'Ancona in Coppa Italia
Tutto il Team dell'Ancona Calcio

ultima modifica il 18 ago 2003

400x40_diconodi.gif (3144 byte)

di Luca Frezzotti

"Abbiamo evidenziato un ritardo di preparazione preoccupante Adesso occorre un esame di coscienza da parte di tutti". Il tecnico: "I fischi dei tifosi sono giustificatissimi". "Mai aggressivi e in ritardo Così non andiamo lontano" Negli spogliatoi il mister è apparso contrariato. «Mi assumo tutte la responsabilità della sconfitta e chiedo scusa da parte mia e da parte dei giocatori al pubblico per lo spettacolo offerto. I fischi sono giustificatissimi, non si possono fare prestazioni del genere. Occorre un esame di coscienza». E' la premessa alla «serataccia». Mister Menichini definisce così la prima al Del Conero in Coppa Italia. Una prima con stecca sottolineata dai fischi sonori del pubblico biancorosso. L'esordio si chiude come mai si sarebbe pensato. Neppure Menichini avrebbe immaginato un inizio così difficile e siamo sicuri che avrà espresso il proprio disappunto negli spogliatoio dell'Ancona blindato a fine partita per alcuni minuti. «Ho detto ai giocatori - continua un Menichini tirato - quello che dovevo dire. Se ho urlato? Sono cose nostre. L'importante era che certe cose venissero espresse». Immediato il confronto tra mister e giocatori. Troppe le note stonate per non iniziare a riaccordare subito lo strumento-squadra. Il primo tasto su cui battere è quell'aggressività chiesta da Menichini e mancata sul campo. «E' vero, non c'è stata risposta su quel piano. Per essere aggressivi ci vogliono le gambe ma anche il cervello, invece l'Ancona ha giocato d'attesa e quando aspetti l'avversario fa la partita, anche se non è che il Pisa sia stato così pericoloso. Fino al gol loro mi pare che Scarpi non avesse fatto neanche un intervento. Poi è arrivato questo errore di Bilica che è stato di concetto ma del resto avevamo deciso che giocasse centrale. Una volta in dieci abbiamo addirittura giocato meglio di prima, se meglio si può dire, ma non è stato sufficiente pur se con Ganz abbiamo avuto la possibilità di pareggiare». Difficile trovare un lato positivo nella sconfitta. «Non saprei trovarne - attacca Menichini -. Del resto arrivavamo sempre secondi sul pallone, abbiamo sbagliato una marea di passaggi. Non riuscivamo a prendere palla e abbiamo palesato un ritardo di condizione preoccupante. Ho provato a cambiare qualcosa anche tatticamente ma non è cambiato niente. Ho giocato con il 3-4-3 con Poggi e Di Francesco a sostegno di Ganz ma non è cambiato un bel nulla». Restando in tema di modulo tattico il mister risponde all'intuizione di chi gli chiede se il 3-5-2 è lo schema giusto per l'Ancona. «Credo che questo tipo di gioco si addica a una provinciale e che possa dare i frutti sperati. E' chiaro però che in questa maniera non si va da nessuna parte perché non possiamo sperare di ricevere la salvezza per grazia ricevuta. Questa deve essere una squadra che sa attaccare e difendere in ogni zona del campo ma con il Pisa non siamo mai ripartiti. Troppo poco quello che abbiamo fatto. Bisogna cambiare e iniziare a lavorare in quel senso. Primo recuperando chi è in ritardo e non dà quello che potrebbe in campo e poi reintegrando gli infortunati. Ma una cosa è sicura: se andiamo in campo con questo atteggiamento non andiamo molto lontano». La sconfitta con il Pisa evidenzia una frattura nella linea ascendente che porta al via del campionato. «E' chiaro che ora dobbiamo affrettare i tempi dopo questa sconfitta che non ci doveva essere». C'è chi parla già di rinforzi. «Non dimentichiamo che abbiamo ancora dei giocatori fuori causa per cui recuperiamo gli elementi non disponibili e poi vedremo». Un'attenuante per i giocatori: hanno snobbato il Pisa. «Se l'hanno fatto hanno sbagliato perché una cosa del genere non è accettabile. Avevo detto prima della partita che la formazione pisana era una buona squadra e che non andava sottovalutata. Avevo avvertito la squadra ma non ci sono state le risposte sperate».


di David Luconi

Siamo mancati sia nella costruzione che nel pressing e anche l'agonismo non c'è stato"
Di Francesco e Milanese non cercano alibi- "Una partita da dimenticare". Delusione e amarezza. Sono questi i sentimenti che mostra un costernato e quasi sfuggevole Di Francesco nel dopo partita. L'Ancona ha perso e cosa peggiore non è riuscita a mostrare uno spazzo di gioco. "Non eravamo brillantissimi - esordisce il centrocampista - siamo mancati sia in fase di costruzione che in quella di pressing sul gioco degli avversari e per di più, e forse questa è la cosa peggiore, siamo mancati della necessaria cattiveria". Trova una piccola giustificazione Di Francesco per la brutta prestazione offerta contro l'undici di Simonelli: "Certo, siamo solo all'inizio e stiamo cercando, e voglio sottolineare cercando, di crescere anche se, almeno per adesso i risultati non ci danno ragione. Stasera (ieri per chi legge, ndr) a questo vero esordio al Del Conero davanti al nostro pubblico ci tenevamo ma, le partite negative, come quella col Pisa, devono servirci per migliorarsi e per ripartire anche da zero". C'è grande delusione, dunque, per quello che è stato: "Da un certo punto di vista - prosegue Di Francesco - la partita col Parma aveva lasciato intravedere qualcosa di meglio. Martedì scorso, almeno nei primi 25', eravamo andati bene mentre stasera assolutamente il nulla. Certo, le partite sono anche episodiche, andiamo giù e per poco con Poggi di testa non passiamo in vantaggio e poi, sul ribaltamento di fronte, perdiamo palla e loro segnano". Il finale è un imperativo: "Dobbiamo crescere - conclude Di Francesco - e trovare la condizione migliore". Anche il volto di Milanese è teso e la dice lunga sul suo stato d'animo: "La nostra prestazione - conferma - è stata molto deludente, ci dispiace per questa sconfitta sia perché giocavamo davanti al nostro pubblico sia perché era il primo vero impegno stagionale. Quando non si è in giornata bisognerebbe essere più concreti, magari ricorrendo al mestiere e all'esperienza, cosa che noi non siamo riusciti a fare. Siamo solo all'inizio e nel calcio d'agosto questi risultati possono anche starci, purtroppo, però dobbiamo ricordarci che il Pisa gioca due categorie sotto di noi. Una serata - conclude Milanese - da dimenticare con il verdetto finale, comunque, che è stato ancora più "cattivo" di quello che si è visto in campo. Era già andata così col Parma e l'aver regalato un altro dispiacere ai nostri tifosi ci amareggia ancora di più". Quella che si troveranno ad affrontare i dorici sarà un'altra settimana intensa e non solo sotto il profilo del lavoro. I biancorossi, che si ritroveranno domani al Dorico, giovedì saranno impegnati l Del Conero nell'amichevole con la Roma, e poi andranno al Riviera delle Palme (domenica prossima) con la Samb di Trillini: alzi la mano chi l'avrebbe detto, prima di ieri sera, che questa sfida si sarebbe giocata con la Samb a 3 punti e Ancona all'asciutto.


di Mimmo Cugini

Allarme rosso. Il Pisa mette in evidenza tutti i problemi (speriamo siano momentanei) dell’Ancona, per altro già evidenziati, anche se non in maniera così eclatante, da Fano e Parma. Se perdere contro la squadra di Prandelli ci poteva anche stare, la figuraccia di ieri sera al Del Conero, non può non preoccupare Menichini soprattutto in prospettiva campionato quando gli avversari saranno ben diversi da quelli nerazzurri. Il Pisa vince meritatmente perchè corre, l’Ancona invece è ferma sulle gambe e alla lunga paga questo evidente gap fisico. Decide un rigore trasformato da Ambrosi, ex mai rimpianto e ieri anche fischiato, ma capace di creare parecchi problemi a una difesa dorica che fa venire i brividi. Il gol di Mannini al tramonto di una partita inguardabile serve solo a scatenare la prima contestazione dei tifosi, che invocano già il ritorno di Gigi Simoni. E alla fine fischiano pesantemente prima di cantare ancora il nome dell’allenatore che ha portato l’Ancona in serie A. La prima partita ufficiale della stagione porta poca gente al Del Conero, ma dopo aver visto Inter, Milan, Juve e Parma in pochi giorni non si poteva pretendere di più. Menichini è costretto a fare a meno di Viali in difesa e allora affianca Bolic a Bilica e Milanese. A centrocampo Maini dirige il traffico, in attacco con Ganz c’è Pandev. Simonelli schiera il Pisa con il solito 4-4-2, Ambrosi e Varricchio in avanti e Obbedio in mezzo al campo a fare da regista. L’Ancona parte bene e dopo 4’ colleziona la prima palla gol: Russo da sinistra mette sul primo palo per Berretta che anticipa tutti di testa ma mette fuori a due passi da Mancini. Ma col passare dei minuti la squadra toscana prende le misure a quella dorica che dà l’impressione di avere pochissime chances da giocarsi in avanti dove Pandev è volenteroso ma ancora molto acerbo e Ganz viene servito soltanto con palloni lunghi e alti, come dire quelli che il bomber gradisce di meno. Il problema è che la manovra dell’Ancona si sviluppa su canovacci troppi fissi: lancio di Maini per gli esterni (Daino o Russo) e cross dalla trequarti sui quali la difesa nerazzurra va a nozze. Oppure gli inserimenti centrali di Di Francesco e Berretta, ma anche in questo caso per Ganz e Pandev arrivano palloni impossibili. Il ritmo poi è decisamente troppo basso, d’accordo che Menichini ha puntato su una preprazione molto pesante, ma il pressing e l’aggressività sono completamente assenti e il Pisa semplicemente mantenendo le posizioni in campo non corre rischi. E’ vero che non ne crea perchè Milanese e Bolic chiudono bene su Ambrosi e Varricchio, ma la partita scivola via senza che succeda niente e Mancini deve solo controllare un paio di conclusioni dalla distanza di Maini e Pandev. Per il resto la sua serata è assolutamente tranquilla, dopo mezz’ora di gioco non ha ancora ricevuto un tiro nello specchio della sua porta. Inevitabili al 35’ arrivano però i primi fischi. Il Pisa prende un po’ di coraggio e al 37’ Cazzarò cerca la conclusione dalla distanza, sfiorando l’incrocio dei pali. Quando si chiude il sonnolento primo tempo i fischi che accompagnano le squadre negli spogliatoi si moltiplicano. A inizio ripresa Menichini cerca di potenziare l’attacco con Poggi, che sostituisce il giovane Pandev, apparso ancora un po’ acerbo. Ma è il Pisa che si fa pericoloso: prima reclama un rigore per un contatto in area tra Ambrosi e Bolic (1’) poi costringe Scarpi a un difficile intervento su Massaro (4’). Al 7’ poi la frittata la fa Bilica che perde palla sul pressing di Ambrosi costringendo così Scarpi al fallo sull’ex biancorosso. In porta va il giovane Sollitto, ma Ambrosi lo spiazza trasformando così il rigore che porta in vantaggio la squadra nerazzurra. Vantaggio assolutamente meritato perchè il Pisa prima controlla e poi ci prova, riuscendo a piazzare il colpo. E l’Ancona? E’ lontanissima da una condizione accettabile, la preparazione di Menichini è stata sicuramente molto dura, ma per adesso non corre nessuno. Non ci sono cambi di ritmo e non si vede neanche un accenno di pressing. Nè dopo il rigore di Ambrosi si vede una reazione anzi è il Pisa che meriterebbe un altro rigore al 18’ quando Bilica frana su Mannini, l’arbitro invece porta il pallone fuori dall’area di rigore. Nel finale l’Ancona spinge e va vicina al pareggio prima con Russo che al 33’ calcia lato dal limite raccogliendo un assist di Ganz, poi con Ganz sul cui diagonale è provvidenziale l’intervento di Capuano sulla linea di porta con mancini battuto. Troppo poco. E quando Mannini segna il gol del raddoppio dalla curva si alza il coro: «Gigi Simoni, Gigi Simoni».


di Matteo Massi

"Serataccia" mister? "Sì, è proprio il termine giusto".
Esordisce così Leonardo Menichini, appena si siede e si concede ai giornalisti in sala stampa subito dopo il triplice fischio di Carlucci. Non utilizza troppi giri di parole per dire che la sua squadra non gli è piaciuta e chiede scusa anche i tifosi, che non hanno risparmiato fischi alla formazione biancorossa. "Il pubblico ha ragione - prosegue il mister -. Non si possono fare del partite del genere. Dobbiamo farci un bell'esame di coscienza. Anche perché su un punto bisogna essere chiari: la salvezza non la si conquista mica per grazia ricevuta". Ha parlato o urlato negli spogliatoi? "Questo me lo tengo per me. Non vi vengo certo a riferire tutto ciò che è stato detto con i ragazzi. Ho parlato a lungo con la squadra e sappiate che non sono un tipo che le cose le manda a dire. E' stata proprio una serataccia ed io sono il primo a prendermi le responsabilità per questa sconfitta. E per questo chiedo scusa al pubblico". Non salverebbe proprio nulla della prestazione della sua squadra? "Abbiamo giocato male, dimostrando di non essere ancora in condizione. Pensavo che fossimo più avanti ed invece mi devo ricredere. Siamo sempre arrivati secondi sul pallone e questo è un dato inequivocabile. Bisogna lavorare sodo". L'errore di Bilica ha spianato la strada al Pisa? "Fabio ha commesso un'ingenuità grossa. Un'indecisione che ci è costata oltre al rigore, anche l'espulsione del portiere. Anche se il gol, paradossalmente, l'abbiamo preso in un buon momento per noi". Ha provato a metter mano alla formazione nella ripresa... "Sì, ho puntato su un 3-4-2-1 con Di Francesco e Poggi dietro a Ganz unica punta. Qualcosina di buono si è visto, ma poi è arrivato il loro vantaggio. Sinceramente abbiamo fatto meglio, quando siamo rimasti in dieci rispetto a prima che eravamo in undici". Ancona inevitabilmente rimandata. Si aspettava ben altro dalla sua squadra... "Avevo chiesto tanta aggressività in campo dai miei giocatori e quella la si può ottenere non solo con le gambe, ma anche con il cervello". In tutta sincerità ha fatto un pensierino a qualche rinforzo? "Abbiamo diversi giocatori fuori, pensiamo a recuperarli e poi vedremo un po'

  La partita raccontata in dialetto anconetano.
header2.gif (3190 byte)
Tutto il materiale fotografico presente sul sito e' copyright di uacs.net é pertanto vietata la pubblicazione su internet e su altri supporti senza aver chiesto prima autorizzazione!