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ultima modifica il 03 set 2003

400x40_interviste.jpg (5056 byte) Luca Frezzotti
Carrus, che bella sorpresa

Sorprendentemente Carrus. Come il suo nome in formazione quando si pensava ad Andersson o a Maini. Come il suo esordio nell'Ancona: semplice e puntuale. E' stato perno del centrocampo anti-Milan, geometra di un'Ancona che si è affidata alle sue linearità per registrare i ritmi della serie A. Le risposte del 'tamburino sardo' biancorosso sono state puntuali e Menichini ha avuto dall'ex cagliaritano tempi e precisione. E' MANCATO SOLO IL GOL - E' mancato solo il gol a 'Daddo', il nomignolo affibbiatogli dagli amici, che racconta quell'episodio capace di cambiare l'intero corso delle cose di Ancona-Milan. "Ho provato la botta rasoterra, - spiega Carrus - è partita bene ma non ho centrato lo specchio della porta. Saranno stati trenta centimetri che avrebbero potuto dare all'Ancona il pareggio". Ed a Carrus la gioia del primo gol in serie A lui che ha all'attivo un solo sigillo in B (2 in C1 con il Modena) messo a segno nella stagione scorsa, di testa dall'alto dei suoi. 171 cm, a Palermo con il suo Cagliari. Da lì è partita la parabola ascendente del giocatore-sorpresa di questa Ancona lanciato in serie cadetta da Giampiero Ventura nel '97-'98. Poi versione 'globetrotter' a Modena, ancora a Cagliari, a Ferrara con la Spal e di nuovo a Cagliari dove si consacra l'anno scorso con 34 presenze. Ma la sua stagione migliore coincide anche con l'anno di scadenza del contratto con la società sarda ed il patron dorico Pieroni è bravissimo a strapparlo a Cellino che prima se la prende e poi parla bene di questo ventiquattrenne pronto ad onorare la maglia del Cagliari fino al termine della stagione. Con il club di via Maratta Carrus si lega per tre anni e di inizia l'avventura in A che comincia sotto un cono d'ombra. LA FIDUCIA DI MENICHINI - Menichini sembra preferirgli Andersson e Maini a centrocampo ed in pieno calciomercato si parla di una sua possibile partenza. "Ma io - ancora Carrus - sono stato sempre tranquillo attendendo il momento giusto per poter dare il mio contributo". Ed a sorpresa, tornando all'inizio della storia, Carrus è stato scelto da Menichini per la regìa dell'Ancona all'esordio in campionato. "Il mister mi ha chiesto di giocare con grande semplicità e di stare molto attento a Kakà un vero pericolo nel fortissimo centrocampo del Milan. Credo di aver disputato una buona partita ma c'è molto rammarico per i risultato della squadra: meritavamo almeno un pareggio ma non siamo riusciti a sfruttare le poche occasioni avute. Del resto non è facile superare la difesa più forte d'Europa". Le difficoltà più grosse l'Ancona le ha avute proprio davanti nonostante la buona volontà di centrocampisti ed attaccanti. Eppure è mancato qualcosa: "L'unica cosa che si poteva fare di più era tentare di capitalizzare alcune mischie e gli episodi. Del resto sono i gesti singoli che decidono la partita: guardate Shevchenko.". SOGNANDO ZOLA - Sheva è un campione. Niente da dire. All'altezza di Zola che proprio quest'anno è tornato a Cagliari per dare nuovo lustro alla società di Cellino. "Per noi sardi Zola è un mito. Oltretutto ha rinunciato a tanti soldi che gli offriva il Chelsea per tornare dove ha cominciato, nella nostra Sardegna. Più che un grandissimo calciatore è un uomo eccezionale: sarebbe un sogno giocare con lui". Magari insieme sotto l'ala protettiva di Cellino un duro dal cuore buono. "Ho avuto qualche problema con lui quest'anno per questioni legate al contratto. Poi però quando tutto era deciso non ha fatto altro che elogiarmi per cui mi fa piacere che abbia detto certe cose positive su di me". LA FURIA-CELLINO - Cellino tra l'altro sta guidando la cordata di presidenti delle formazioni di serie B sul piede di guerra. Il presidente del Cagliari sta portando avanti la battaglia e non sembra intenzionato a cedere ai diktat che giungono dall'alto: "Cellino sta portando avanti le sue idee e credo che quello che dice sia giusto anche se non posso entrare nel merito del discorso perché non so bene come sono andate le cose. Sono comunque convinto che il presidente andrà avanti fino alla fine". Cellino proseguirà per la sua strada. Carrus per un'altra: quella che porta al campo per una stagione importante e di svolta nella sua carriera. Il sogno delle serie A si realizza: "Non posso aspettarmi grandissime cose ma voglio giocarmi le mie chance in serenità sperando di poter avere un ruolo nella squadra". Tutta la Sardegna tifa per lui ed è alla ricerca di un degno erede per Gianfranco Zola. Magari non sarà Carrus ma il solo paragone è per lui un grande stimolo.
  La partita raccontata in dialetto anconetano.
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