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ultima modifica il 24 gen 2004

400x40_interviste.jpg (5056 byte) Pierfrancesco Chiavacci
IL PROTAGONISTA RITROVATO
Degano: «Sto bene, ora voglio un posto al sole»

L’attaccante ritrova il Milan: «Dentro San Siro i ricordi dell’infanzia, facevo il raccatapalle»

di PIERFRANCESCO CHIAVACCI


ANCONA - E' il momento delle rivincite. Con la sorte soprattutto, che l'ha strappato da una serie A solamente immaginata in estate. Daniele Degano adesso gioca la sua scommessa. Voluta con determinazione nei momenti "di grande sofferenza" della riabilitazione. Un ginocchio andato in pezzi ed un'attesa lunga cinque mesi. E' tornato, «più determinato di prima, emotivamente carico. Ho accumulato rabbia e ora voglio essere un giocatore importante per l'Ancona». Ha già rivisto la luce. «La mezz'ora giocata domenica con il Perugia è stata una sorta di test psicologico. Ho corso bene e con i primi contrasti ho capito che il ginocchio sta bene. Sono un giocatore recuperato, in tutto e per tutto. L'infortunio ormai è lontano». Daniele Degano è un fiume in piena. E vive il suo sogno a posteriori. «Ero partito bene, Menichini mi aveva detto che avrei giocato da prima punta, potevo avere da subito l'occasione per mettermi in mostra. E invece mi sono dovuto rimboccare le maniche, ma adesso sto bene e lo voglio dimostrare. Non voglio solo apparizioni, ma conquistarmi qualcosa di concreto». Il destino lo porta a Milano ad affrontare il Milan, la società dove è cresciuto come giocatore in otto anni di trafila nelle giovanili, la squadra per cui tifare, la squadra per cui «fanno il tifo i miei genitori. La mia è una generazione rossonera. Ricordo che quando giocavo nel Monza sarei dovuto tornare, mi aveva chiamato Baresi, allora direttore generale del settore giovanile, per disputare il torneo di Viareggio. Ma preferii rinunciare, il Monza mi stava valorizzando in serie B». Dentro San Siro ci sono i ricordi «di un'infanzia. Da piccolino facevo il raccattapalle e capitava di giocarci con le varie rappresentative giovanili prima delle gare di campionato del Milan. L'anno scorso in coppa Italia (entrò ad una manciata di minuti dalla fine, ndr.) mi sono tolto una grande soddisfazione a calcare quel rettangolo di gioco da professionista. Ma ora è campionato, vale decisamente di più». Specie per un'Ancona alla sistematica ricerca di una svolta. «Sarà importante anzitutto uscire a testa alta. Non dico che possiamo vincere perché sarei presuntuoso. Ma dobbiamo dare tutto, gli stimoli non mancano. Non possiamo mollare. Nell'Ancona sta cambiando tutto, sono arrivati tanti giocatori e c'è l'entusiasmo di chi comincia da zero. Jardel? Sono uno di quelli che pensa che c'è bisogno di tutti, lo dicevo anche l'anno scorso. Dietro ci sono quelli che, come me, possono dare una mano».
  La partita raccontata in dialetto anconetano.
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