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ultima modifica il 18 lug 2003

400x40_interviste.jpg (5056 byte) Guido Montanari
Russo, capitano della A "Fantastica avventura"
Il capitano di tante battaglie ha iniziato il suo quarto ritiro con l'Ancona. Arrivò nel gennaio del 2000 con i dorici in serie C1 e si ritrova in A.

Il "grado" sul braccio è come minimo meritato perchè il trottolino salernitano ha dimostrato di avere più cuore che anima in questi anni. La classica bandiera soprattutto in campo però, perchè il suo carattere schivo non gli ha mai permesso di coltivare l'immagine anche fuori dal rettangolo di gioco. Ma lì dentro, ed è questo ciò che conta alla fine, è davvero un esempio (come Maurizio Ganz del resto) per le giovani generazioni. Ieri abbiamo tastato il polso a "Sasà", come al solito sempre disponibile, a pochi giorni dall'inizio del "buen ritiro" di Norcia.

- Con quale spirito e quali speranze, a 31 anni, hai iniziato la tua avventura, la sua prima avventura, in serie A?

«Innanzitutto questa per me è una grandissima soddisfazione, ecco perchè devo cercare di lavorare bene per prepararmi nella maniera migliore per la prossima stagione. Questo è un periodo importante, bisogna fare tutto col massimo impegno. Io vivo le mie giornate qui a Norcia con tanto entusiasmo e questo certamente aiuta».

- Sei arrivato tardi alla serie A ma alla fine ce l'hai fatta...

«Una cosa bellissima ma non bisogna lasciarsi prendere dall'emozione. Ora siamo qui in ritiro e bisogna restare concentrati. Davanti a noi c'è un campionato molto stimolante e a maggiore ragione... Comunque il sottoscritto anche in C ha sempre dato tutto e voi lo sapete bene. Non conta la categoria, conta lo spirito».

- Menichini l'altro giorno nella prima partita in famiglia ti ha schierato esterno sinistro di centrocampo, il tuo vecchio ruolo...

«Ad Ancona in questi anni ho giocato in più ruoli, tutti quelli del centrocampo e nella passata stagione ho fatto il quarto a sinistra in difesa. Certo, mi sento un centrocampista. Ho iniziato a destra, ma da tre anni ormai sono stato utilizzato a sinistra. Credo di aver dimostrato che con la forza di volontà si posso superare tanti ostacoli».

- Ci sono squadre di serie B come l'Avellino e il Cagliari che ti cercano.

«E' normale che quando c'è qualcuno che si ricorda di te... fa sempre piacere soprattutto se sono società così blasonate come quelle hai appena nominato. Ma io penso al presente, domani vedremo...».

- Addirittura qualcuno ha ipotizzato a uno scambio di capitani, tu ad Ascoli e Fontana ad Ancona...

«Idem come sopra. Penso solo ad allenarmi. Certo, sarei un ipocrita se non dicessi che vorrei restare in serie A e provare a confrontarmi con questa categoria».

- La serie A ti stimola o un po' ti spaventa?

«Mi stimola e mi dà tanto entusiasmo. Affronterò questa nuova avventura con la massima umiltà, come ho fatto sempre in ogni categoria del resto. Se non ho fatto molte figuracce nella mia carriera forse è proprio grazie a questa mia mentalità»

- Qual 'è stata la tua più bella partita con l'Ancona?

«E' una parola, ne ho giocate così tante... Forse con la Reggina due anni fa. Era la prima giornata di campionato e l' Ancona vinse con un mio gol e la cosa non succede tanto spesso...».

- Tanti mister, tanti compagni, tu sei l'unico ad essere rimasto in biancorosso...

«Sono stato fortunato. Anche perchè in questi ultimi campionati abbiamo sempre raggiunto i nostri obiettivi».

- Ci sono stati anche dei momenti bui...

«Pochi per fortuna. Il periodo peggiore forse è coinciso con l'esonero di Brini, una allenatore a cui ero e sono molto legato. Poi ci siamo ripresi mantenendo la serie B. E l'anno scorso questa fantastica promozione...».

- "Sasà" avresti mai pensato di arrivare in serie A con la maglia biancorossa?

«Quando fai questo mestiere cerchi di pensare in positivo ma da qui a fare il doppio salto ce ne passa. E' una grande vittoria per me, per tutti».
  La partita raccontata in dialetto anconetano.
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