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L'ultrà che scimmiotta Hitler

Meglio non fare tanto gli spiritosi, scimmiottando Hitler e gli orrori della storia. Un esercizio di stupidità che può costare a chi scherza con le memorie dell'Olocausto un processo per incitamento all'odio razziale. E' quanto rischia Francesco Ferro, siciliano di 33 anni, ultrà del Messina Calcio, che ha ricevuto un avviso di chiusura indagini con cui il pm Paolo Gubinelli lo informa che vuole portarlo in tribunale per alcuni messaggi di posta elettronica spediti nel febbraio del 2002 al sito anconaline.com, il "muro" degli ultrà dorici aperto su Internet, alla vigilia della sfida al Del Conero tra i biancorossi guidati allora da Gigi Simoni e la compagine giallorossa. Finì 2 a 2, ma quel che interessa la procura della Repubblica è il pre-partita. Alla vigilia dell'incontro alcuni tifosi del Messina prepararono la trasferta anconetana con dei messaggi di guerra. Accade spesso, nell'era di Internet, che le frange più calde delle tifoserie si lancino il guanto della sfida on-line, con delle incursioni nei siti degli ultrà nemici. Gli insulti sono all'ordine del giorno, ma alcune e-mail in arrivo dalla Sicilia quella volta superarono il segno. Non tanto per il tenore letterale dei messaggi, che preparavano "l'invasione di Ancona città rossa" abitata da "comunisti di m...", quanto per la scelta del nome del mittente, Adolf Hitler, la località di partenza, Auschwitz, e l'espressione Sieg Heil (fino alla vittoria) uno dei motti più tristemente noti dell'epica nazista. Per la procura quel messaggio di posta elettronica conteneva "frasi inneggianti all'ideologia nazi-fascista e alle idee razziste antiebraiche ad essa riferite". Quanto basta insomma per violare la legge Mancino del '93 che punisce qualsiasi forma di discriminazione o incitamento all'odio razziale. Le indagini della polizia postale, seguendo a ritroso il percorso del messaggio, sono arrivate a Ferro, un giovane di Messina che però abita a Bergamo per lavoro. Adesso rischia un processo. "Pur con tutta la mia disapprovazione per chi si richiama all'ideologia nazi-fascista - diceva ieri l'avvocato Ennio Tomassoni, difensore d'ufficio -, non mi sembra che quei messaggi incitassero all'odio razziale".
dal Corriere Adriatico del 5 marzo 2004
  La partita raccontata in dialetto anconetano.
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